Le carni di Villanova: “territorio, tradizione e diversificazione” le parole chiave per un prodotto di successo
L’appuntamento di “Chenamos in carrela” all’interno dell’azienda Villanova Carni nel weekend ha aperto un dibattito dedicato a tutta la filiera
VILLANOVA MONTELEONE. Territorio, tradizione e diversificazione sono le parole d’ordine per creare un prodotto di qualità che non intende conformarsi alla globalizzazione della grande industria agroalimentare. È questa la sintesi dell’incontro di “Chenamos in carrela” dedicato a “Le carni del territorio in cucina”, che nel weekend ha accolto numerosi visitatori a Villanova Monteleone.
Ad aprire le porte di casa stavolta è stata l’azienda Villanova Carni, una delle eccellenze imprenditoriali del territorio, che ha mostrato al pubblico i suoi prodotti di punta e descritto, attraverso la voce del titolare Antioco Marras, le modalità di promozione sul mercato.
L’idea è quella di valorizzare il concetto di diversificazione, ripartendo dal recupero della tradizione attraverso la riscoperta di prodotti che la ristorazione del nord Sardegna sta mostrando di richiedere e apprezzare. Dopo l’introduzione del presidente della proloco, Pietro Fois, e il saluto del sindaco Quirico Meloni, l’evento si è sviluppato in maniera costruttiva, impreziosito dal confronto con lo chef formatore Fabio Zago e il comunicatore Tommaso Sussarello.
Si è parlato inoltre di sostenibilità e dell’utilizzo delle parti apparentemente meno nobili dell’animale in un’ottica di lotta allo spreco, come nel caso di “su meltzadu”, una gustosa tipicità della tradizione villanovese: un prodotto di recupero da definire certamente non povero, anzi ricco sia nella sua complessità organolettica che nella preparazione e nel gusto. È un insaccato prodotto da carni di suino, che viene poi insaporito con sale e pepe, aglio e prezzemolo. Le parti sono tritate e inserite in un budello che viene poi sbollentato e preparato arrosto o in forno. Il risultato di questo tipo di operazioni è talvolta sorprendente.
Altro punto focale trattato durante il dibattito è stata l’indagine sulle esigenze della ristorazione territoriale, alla cui domanda si risponde proponendo un prodotto di qualità anche in termini di servizio.
Occorre, cioè, confezionare un prodotto su misura adeguato alle esigenze dei ristoratori, basate sulle aspettative di una clientela sempre più esigente. Ma la prima forma di qualità nasce anzitutto grazie ai pascoli di alta collina che, con il bestiame allo stato brado, permettono di ottenere carni particolarmente saporite.
Tra le altre eccellenze presentate hanno fatto la loro parte i salumi della tradizione villanovese, tra i quali la salsiccia stagionata, il guanciale, il lardo e la pancetta. Grazie all’impegno di uomini e donne della Proloco, le degustazioni hanno permesso al pubblico di assaporare arrosti di maiale, costine di pecora e salsiccia.
Il prossimo appuntamento in programma con “Chenamos in carrela” sarà il 24 maggio al ristorante PedrAmare con il laboratorio “Tipicità e alta gastronomia”. Sono in calendario il Laboratorio di Ciciones e alle 11 una Tavola rotonda che pone al centro il tema della “Tradizione gastronomica e produzione sostenibile”.
La manifestazione è organizzata dalla Proloco in collaborazione con il Comune di Villanova Monteleone, il Ministero della Cultura, Funded by the European Unione, e rientra nel network “Salude&Trigu” della Camera di Commercio di Sassari.
Sabato a Villanova “Le carni del territorio in cucina”
Il 17 maggio un approfondimento su tutta la filiera, tra tavola rotonda e degustazioni, per conoscere da vicino la qualità del prodotto,
VILLANOVA MONTELEONE. Un’esperienza di gusto che affonda le sue radici nella tradizione: “Le carni del territorio in cucina” sarà il tema della prossima Giornata del cibo di “Chenamos in Carrela” 2025 a Villanova Monteleone. L’appuntamento con il laboratorio esperienziale, con tavola rotonda e degustazioni, è in programma per il 17 maggio, alle 17, negli spazi della Macelleria Villanova Carni, dove il comunicatore Tommaso Sussarello dialogherà con l’imprenditore macellaio Antioco Marras e il formatore chef Fabio Zago.
Si parlerà in particolare di come sfruttare tutta la filiera della carne dall’allevamento all’ingrasso, dalla macellazione e trasformazione per finire con la commercializzazione, lasciando nel territorio il valore aggiunto.
«Da generazioni – spiegano gli organizzatori – la nostra terra è vocata all’allevamento, e le peculiarità delle nostre carni nascono dai pascoli naturali di montagna. L’appuntamento sarà un’occasione per conoscerne da vicino la qualità». “Chenamos in carrela” è organizzato dalla Proloco in collaborazione con il Comune di Villanova Monteleone, il Ministero della Cultura, Funded by the European Unione, e rientra nel network “Salude&Trigu” della Camera di Commercio di Sassari.
Villanova Monteleone, alla Giornata delle carni l’incontro per creare una filiera corta di qualità
Il confronto tra allevatori e macellai ha permesso di tracciare obbiettivi per costruire un percorso virtuoso e consapevole dell’importanza della comunicazione
Sabato la sfilata delle maschere del carnevale sardo e il vitello allo spiedo
VILLANOVA MONTELEONE. Allevamento e macellazione, due aspetti fondamentali della produzione delle carni tra i quali aprire un canale di discussione per mettere in campo una filiera corta di qualità che dalle campagne, possa raggiungere il consumatore senza passare per la grande distribuzione. È quanto è successo venerdì 28 giugno a Villanova Monteleone nel corso dell’ultimo appuntamento con le giornate del cibo di “Chenamos in carrela” condotte dall’esperto Tommaso Sussarello.
Dopo i saluti del sindaco Quirico Meloni e del presidente della Proloco Pietro Fois, il coordinatore Sussarello ha introdotto gli interventi rivolti a un confronto proficuo sull’attivazione di un processo virtuoso e collaborativo che accompagna gli operatori locali verso un obiettivo di filiera. L’allevatore Salvatore Meloni ha posto l’accento sul fatto che la Sardegna paradossalmente non chiude il ciclo della produzione, per cui molti capi nati sardi per l’ingrasso prendono la via del continente, dove un sistema più strutturato garantisce remunerazione maggiore: «C’è da dire che in questo processo che si vuole cercare di attivare a Villanova il tema principale è quello di valorizzare una filiera che tenga conto delle caratteristiche del territorio, quindi delle peculiarità dei nostri pascoli, che già è un valore aggiunto apprezzato dal consumatore».
Il macellaio Antioco Marras ha parlato qualità dell’importanza di avvalorare questi mestieri artigiani che si portano avanti da secoli, e per questo necessitano di una comunicazione specifica al fine di indicare che si è presenti sul mercato, che non disdegna affatto di un prodotto a filiera corta. Le criticità, secondo Marras, possono essere superate affiancando una visione romantica a quella analitica, che tenga conto di quelli che possono essere i vantaggi e le criticità da aggredire.
L’intervento dello chef Fabio Zago ha annunciato una proposta di carne ovina lavorata accuratamente sotto forma di polpette fritte accompagnate con una salsa di media acidità. Le carni suina e bovina sono state assemblate in una salsiccia da griglia dal gusto intenso che ha sorpreso gli assaggiatori.
La serata ha preso il via alle 16 negli spazi ISOLA, con l’inaugurazione di “Telai aperti” realizzata in collaborazione con l’associazione ArTes, dove i presenti hanno potuto cimentarsi nella lavorazione al telaio artigianale. A tarda serata i più giovani si sono divertiti a saltare sui ”Fogalones di Santu Pedru”, con l’intrattenimento di musica e ballo dei dj Franco e Beppe.
Sabato 29 giugno gli stand di “Telai aperti” sono attivi dalle 9 del mattino per dare spazio alla “Mostra dei tappeti artigianali” e alla “Mostra di strumenti musicali antichi”. Dalle 16.30 per le vie del paese sfilano le esibizioni dei Mamutzones di Samugheo, S’Urtzu e sos Bardianos di Ula Tirso, i Boes e Merdules di Ottana. I gruppi folk e le maschere sono presentati da Lucia Cossu.
A fine serata (alle 20) grande cena sociale a base di vitello arrosto, interamente cotto allo spiedo, e piatti della tradizione villanovese, per proseguire con una serata di musica e ballo con il gruppo musicale “Prendas” e i dj Giuseppe e Giovanni.
L’iniziativa è inserita nell’ampia attività del progetto “Chenamos in carrela” prevista dalla linea d’azione “Realizzazione di iniziative per la tutela e valorizzazione del patrimonio della cultura immateriale – Progetto Alboergo – Ospitalità diffusa a Villanova Monteleone”, promosso dal Comune di Villanova e finanziato con i fondi del PNRR. Tutti gli eventi collegati alla manifestazione sono inseriti nel programma Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari.
LA NUOVA FRONTIERA DELLE CARNI OVINE IN SARDEGNA: UN PROGETTO CHE GUARDA AL MERCATO
Nuove tecniche di ingrasso degli ovini di razza sarda e incroci con arieti da carne per migliorare e diversificare la qualità delle carni ovine in Sardegna. Il tutto per rafforzare la filiera e il mercato delle carni, in particolare dei capi a fine carriera da destinare al macello, ma anche degli agnelloni pesanti, puntando sul perfezionamento della alimentazione. È l’obiettivo del progetto Incovi, (finanziato dal Psr Sardegna 2014/2022, fondo Feasr misura 16.1 – seconda fase e avviato ad aprile 2023), che coinvolge aziende agricole, agroalimentari, l’Università di Sassari e il Consorzio per la Tutela della IGP Agnello di Sardegna. “Si tratta di un progetto che non poteva che coinvolgerci direttamente – spiega Battista Cualbu, presidente del Consorzio di tutela della Igp con sede a Macomer -, il Contas è sempre particolarmente attento alle novità nelle tecniche di allevamento e al miglioramento della filiera della carne ovina, prelibata ma che ha poco spazio nel mercato e che grazie a questo progetto può trovare una più ampia collocazione”. Azienda capofila la Daga Carni Srl. “Adottiamo una strategia che coinvolge tutti gli attori presenti sul territorio, essenziale per promuovere la sostenibilità economica delle aziende ovine e aumentare la competitività dell’intera filiera delle carni ovine sarde a livello nazionale e internazionale”, afferma Angelo Daga, imprenditore e socio dell’azienda di macellazione. Fondamentale il lavoro dell’Università di Sassari. “È importante porre attenzione scientifica all’alimentazione degli ovini a fine carriera, valorizzando dove possibile le razze sarde autoctone. Questo progetto rappresenta un cambio di rotta in un’ottica di sviluppo virtuoso e diversificazione dei prodotti delle aziende zootecniche sarde” spiega il professore Antonello Cannas, ordinario del Dipartimento di Agraria UNISS e coordinatore del progetto di ricerca, al quale collaborano, con lo scopo di migliorare la qualità delle carni trasformate, anche il professore Costantino Fadda e la professoressa Alessandra Del Caro, dello stesso dipartimento. Il progetto prevede anche di migliorare le tecniche di allevamento e trasformazione di agnelloni da carne, ottenuti incrociando pecore sarde con arieti di razze da carne. “Questa ricerca – spiega il dorettore del CONTAS, Alessandro Mazzette – si inserisce all’interno di una serie di altri progetti che riguardano la produzione delle carni d’agnellone che stiamo seguendo con grande interesse. Il mercato delle carni ci chiede produzioni costanti durante l’anno con protocolli standardizzati e animali di maggior peso, questo impone una parziale revisione dei sistemi di allevamento e alimentazione. È importante sottolineare che gli incroci, vista la loro stagionalità, non saranno mai in competizione con l’agnello da latte IGP che continuerà a essere prodotto in toto con la razza sarda”. Al gruppo operativo partecipano anche Sardinya Carni Srl, responsabile della commercializzazione delle carni sul territorio locale, la Cooperativa Produttori Arborea, che contribuirà alla realizzazione di miscele per l’alimentazione zootecnica, e le aziende agricole Demetra, Nuraghe Elighe e l’OP Unione Pastori soc. coop. Agr., coinvolte in tutte le fasi di ricerca sul campo. Il progetto è coordinato da Sarca Srl, con il dottor Marco Valerio Francone della MV Consulting come responsabile tecnico-scientifico, mentre la Credit Data Research Italia, azienda specializzata in finanza agevolata, si occuperà della gestione e la rendicontazione del progetto. “Per noi di Credit Data Reserch è la prima volta in un progetto di filliera nel settore ovino in Sardegna – spiega Daniela Auzzas, referente – siamo sicuri che gli obiettivi della ricerca potranno fungere da volano per future attività imprenditoriali”.
UFFICIO STAMPA CONTAS
Carni sarde, la qualità non teme confronti ma occorre un brand
Fondamentali benessere animale e sostenibilità ambientale
I risultati della ricerca “Probovis” sono stati presentati l’11 novembre a Sassari
Il progetto è frutto della collaborazione tra “Forma srl” e il Dipartimento di Agraria
SASSARI. Le carni sarde piacciono, non temono confronti con quelle estere sia in termini nutrizionali che di gradimento, ma è fondamentale la costituzione di un brand per le produzioni bovine di qualità, se si vuole che siano riconosciute dal consumatore finale e prendano quota nei mercati. Occorre pertanto un marchio certificato che possa garantire i parametri di tradizione, sostenibilità ambientale, benessere animale e sicurezza alimentare per tutta la catena di produzione.
Sono questi gli esiti del progetto di ricerca “Probovis” che, per oltre un anno, ha coinvolto l’azienda di trasformazione carni Forma Srl di Nuoro e il Dipartimento di Agraria (sezione di Scienze Zootecniche) dell’Università di Sassari. Grazie a un finanziamento RAS con risorse Psr 2014/2020 (sottomisura 16.2), il percorso ha toccato tutti i segmenti della filiera, a partire dall’allevamento alla trasformazione sino all’apprezzamento in tavola e al gradimento sui mercati.
I risultati sono stati presentati l’11 novembre a Sassari nell’Aula Magna Barbieri, alla presenza del Magnifico Rettore Gavino Mariotti, del vice direttore del Dipartimento di Agraria Quirico Migheli e del docente di Zootecnia Giuseppe Pulina, presidente di Carni sostenibili, che ha moderato l’incontro.
«Il progetto ha consentito di osservare che il settore bovino da carne della Sardegna ha le potenzialità per valorizzare le produzioni anche con l’impiego delle razze autoctone in purezza come la Sardo-Bruna, o i suoi meticci ottenuti da incroci con razze estere selezionate per la produzione di carne, come la francese Limousine», ha affermato Anna Nudda, responsabile tecnico scientifico di “Probovis”, docente di Zootecnia e titolare della cattedra di Qualità delle produzioni di origine animale.
I vitelloni della razza Sardo-Bruna hanno mostrato prestazioni di accrescimento e di peso simili a quelle dei capi Limousine, seppure partiti da un peso iniziale inferiore a parità di età. Le rese alla macellazione sono state però inferiori, poiché questi animali tendono ad avere più tare di macellazione.
La qualità delle carni fresche però non è risultata diversa fra i tipi genetici studiati, e il processo di frollatura, cioè la maturazione e intenerimento della carne in condizioni di temperatura e umidità controllata, ha consentito di mantenere livelli elevati di colore e lucentezza anche dopo frollatura di durata medio-lunga. Un esito molto positivo, se si pensa che il colore della carne è il primo criterio che guida la scelta del consumatore all’acquisto.
È stato evidenziato come la Sardo-bruna tenda a comportarsi come gli altri due tipi genetici nonostante non sia una razza propriamente da carne. Su questi risultati si ritiene che abbiano inciso anche le buone pratiche di gestione del benessere degli animali sia nella fase di allevamento che di pre-macellazione.
«Vogliamo rendere più competitive le imprese del settore agroalimentare attraverso l’introduzione di nuove tecnologie sia nella fase di allevamento sia nella fase di trasformazione – ha spiegato Francesco Forma, titolare dell’omonima srl che ha curato tutte le fasi del progetto – il fine è quello di creare prodotti innovativi».
Tramite un panel test tra la Sardegna e la Lombardia, l’azienda ha potuto testarela percezione del consumatore sulla bontà sia della carne fresca che frollata ricavata da capi dei tre diversi tipi genetici (Sardo-Bruna, Limousine, meticcio), che sono stati allevati e monitorati nell’azienda agricola Agropower srl di Macomer.
Per la prima volta in Italia è stata sperimentata la metodica Global Quality Score (MQ4), che ha permesso di riscontrare come i tagli frollati per tre settimane siano stati quelli più graditi. Nonostante il panel di giudici abbia apprezzato maggiormente la carne di Scottona (giovane femmina che non ha partorito), anche il bovino adulto maschio ha riscontrato un ottimo successo.
I risultati della sperimentazione in allevamento e gli effetti sulla qualità, per quanto riguarda le carni bovine sono stati illustrati da Maria Rita Mellino, borsista in Scienze Zootecniche, e per quanto riguarda le carni ovine da Mondina Lunesu, ricercatrice di Zootecnica
In merito a queste ultime, sono stati confrontati gli agnelli di razza sarda con quelli ottenuti dall’incrocio con arieti della sudafricana Dorper, una delle più importanti per l’attitudine alla produzione di carne. Lo studio ha interessato le produzioni di agnelloni macellati a un peso di circa 20 chilogrammi, che bene si inquadrano nella categoria dell’agnello “da taglio” previsto nel disciplinare per l’Igp di Sardegna.
Gli accrescimenti dei capi in allattamento non sono risultati differenti fra i tipi genetici considerati, confermando come a regolarne lo sviluppo in questa fase sia la disponibilità di latte materno. Tuttavia, dagli agnelloni da incrocio sono state ottenute carni con minore contenuto di grasso sia di superficie che perirenale, meno grasso intramuscolare e un colore più vivo, con differenze anche per il profilo acidico del grasso. È emerso quindi come sia possibile produrre agnelloni pesanti che presentino un minor contenuto in grasso e un profilo acidico di elevato valore nutrizionale.
La collaborazione tra la Forma srl e lo Chef Leonardo Marongiu ha permesso di suggerire diversi utilizzi, oltre a quelli tradizionali, della carne di Agnello Di Sardegna IGP, come preparazioni semplici e veloci da mettere in tavola rivolte a tutte le tipologie di clienti. Lo studio si è focalizzato sull’IGP da Tagliointero e porzionato, attualmente non presente sul mercato locale, nella grande distribuzione e nella ristorazione.
A presentare i dati della sperimentazione nell’innovazione di processo e di prodotto sono state le agronome Enrica Cuccui e Giovanna Buffa.
Per quanto riguarda la ricerca di mercato, un Focus Group ha coinvolto sia consumatori che chef e ristoratori, i quali hanno testato “alla cieca” le carni sarde in comparazione con carni straniere di qualità. All’assaggio, l’agnello da taglio sardo è stato preferito al rinomato agnello Irlandese. Risultati eccellenti sono stati ottenuti da tutte le produzioni, ma la sola qualità oggettiva, pur restando un elemento basilare non è sufficiente per far vendere i prodotti sul mercato. Come ha specificato Antonio Lorenzoni della LM Consulting: «È necessario far conoscere il prodotto e soprattutto raccontarlo. È fondamentale in tal senso la creazione di una Brand Identity per la carne bovina sarda, di uno specifico marchio di riconoscimento e, se fosse possibile costituire una IGP, come è stato fatto per l’Agnello di Sardegna, si potranno ottenere risorse economiche dalla UE per la valorizzazione dei prodotti».
La carne dovrà essere posizionata su unsegmento Premium Price che, oltre a rappresentare il suo corretto posizionamento, è anche quello che soffre meno le crisi economiche. Parte del valore aggiunto potrà essere quindi trasferito al settore primario (aziende agricole di produzione) che è l’anello debole della catena.
Per raggiungere i risultati maggiormente auspicabili, occorrerà che le istituzioni investano nel supportare le produzioni di qualità Made Sardinia, e che le imprese agroalimentari creino delle filierecertificate per garantire la qualità e la sostenibilità ambiatele delle carni dalla nascita alla vendita.
Carni made in Sardinia, nuove opportunità e nuovi prodotti: venerdì all’Università di Sassari la presentazione di “Probovis”
SASSARI. Nuovi trend di mercato richiedono carni di qualità certificate, preparazioni semplici, veloci e tempi di cottura non troppo lunghi. Occorre stare al passo con i tempi se si vuol essere competitivi. A tale scopo in Sardegna è nato il progetto di ricerca “Probovis. Nuovi prodotti e nuove opportunità per le carni made in Sardinia”, frutto della cooperazione tra l’azienda di trasformazione carni Forma Srl, l’azienda agricola Agropower Srl e il Dipartimento di Agraria (sezione di Scienze Zootecniche) dell’Università di Sassari, sotto il coordinamento della professoressa Anna Nudda in qualità di responsabile tecnico scientifico.
L’intento è quello di caratterizzare e valorizzare, attraverso processi e tecnologie innovative, le carni ottenute dalle razze bovine e ovineautoctone e dai loro incroci industriali con razze appositamente selezionate.
I risultati dello studio saranno presentativenerdì 11 novembre, alle 9, nell’Aula Magna Barbieri del Dipartimento di Agraria a Sassari, in viale Italia 39/a, durante il convegno “Produzione di carne bovina e ovina – Valorizzazione e innovazione in Sardegna”. La ricerca ha toccato diversi campi, che vanno dalle tecniche d’allevamento e benessere animale alla macellazione, dalla trasformazione ai test di valutazione del prodotto e all’analisi di mercato.
A porgere i saluti istituzionali saranno il Magnifico rettore Gavino Mariotti e il direttore del Dipartimento di Agraria, Pierpaolo Roggero, ai quali farà seguito l’introduzione del docente di Zootecnia Giuseppe Pulina, presidente di Carni sostenibili. A illustrare il piano di ricerca sarà la responsabile scientifica del progetto, Anna Nudda, docente di Zootecnica e titolare della cattedra di Qualità delle produzioni di origine animale.
I risultati della sperimentazione in allevamento e gli effetti sulla qualità, per quanto riguarda la carne ovina saranno evidenziati da Mondina Lunesu, ricercatrice di Zootecnica e, per quanto riguarda le carni bovine, da Maria Rita Mellino, borsista in Scienze Zootecniche.
E esporre i dati emersi dalla sperimentazione nell’innovazione di processo e di prodotto saranno le agronome Enrica Cuccui e Giovanna Buffa assieme allo chef Leonardo Marongiu.
Antonio Lorenzoni della LM Consulting Srl illustrerà i risultati dei focus group e dell’analisi di mercato, e Francesco Forma della Forma Srl parlerà dell’importanza della ricerca e dell’innovazione per competere nel mercato. Seguirà il dibattito e quindi la chiusura dei lavori a cura di Giuseppe Pulina.
L’iniziativa è stata finanziata dalla Regione Sardegna con risorse Psr 2014/2020, sottomisura 16.2, che mirano a potenziare la cooperazione e l’integrazione tra imprese e mondo scientifico attraverso progetti pilota, interventi per lo sviluppo di nuovi prodotti, tecnologie e modalità gestionali delle aziende delle filiere agroalimentari, ai fini di un loro effettivo posizionamento competitivo.
Da un lato è stata verificata la realizzabilità dei processi e delle tecnologie innovative, tra le quali spiccano l’intenerimento delle carni mediante frollatura e la realizzazione di prodotti con maggiore facilità d’uso, quali ad esempio i precotti e i preparati di carne; dall’altro lato è stato analizzato lo specifico gradimento dei singoli prodotti da parte dei mercati. Per informazioni è possibile chiamare il numero 337521480 o contattare [email protected]. Per approfondimenti visitare il sito www.probovis.it.
Carni di qualità: domani Uniss su Rai 2 per “L’Italia che fa”
Il 9 giugno l’Università di Sassari su Rai 2 a “L’ITALIA CHE FA”
Storie, progetti, desideri di chi si impegna per gli altri,
guarda al futuro e vuole ripartire. Conduce VERONICA MAYA
Dal 1° giugno tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì alle 16.10
8 giugno 2020
Un nuovo programma dedicato alle storie e ai desideri di chi si impegna per gli altri andrà in onda su Rai2 tutti i giorni alle 16.10, dal lunedì al venerdì a partire dal 1° giugno: “L’Italia che fa” condotto da Veronica Maya.
La puntata di martedì 9 giugno dalle 16.10 sarà focalizzata sul progetto IGral (Innovative beef cattle Grazing systems for the Restoration of Abandoned Lands in the Alpine and Mediterranean mountains), finanziato dal Programma AGER (https://agricolturadimontagna.progettoager.it/i-progetti-agricoltura-di-montagna/progetto-igral/igral-il-progetto) e coordinato dall’Università di Torino, in cui l’Università di Sassari è partner insieme ad AGRIS Sardegna e CNR di Sassari. Il progetto mira a individuare sistemi di produzione della carne bovina “grass-fed”, cioè di animali allevati impiegando quasi esclusivamente erba di pascolo, che può conferire ai prodotti un alto profilo qualitativo. Al tempo stesso, i ricercatori valuteranno il ruolo di due razze rustiche al momento poco valorizzate in Italia, la Highland e la Sarda, nel ripristino di aree marginali di montagna degradate a causa dell’abbandono. Il gruppo di ricerca UNISS contribuisce con competenze in campo agronomico, botanico, economico e di comunicazione.
“L’Italia che fa”, nato alcuni mesi fa, è un programma che porterà sul piccolo schermo progetti e storie di persone ed enti non profit che già prima dell’emergenza COVID-19 erano impegnati per il bene comune, in servizi verso le categorie fragili o in iniziative innovative. Cercando di sostenerle e aiutandole a realizzare i loro progetti, a reagire.
Ogni settimana conosceremo quattro storie di comunità locali che si racconteranno, coinvolgendo le persone da casa, gli attori e i beneficiari dei progetti su diversi fronti: chi si occupa di bambini, chi di anziani, chi di cultura, di educazione, di ambiente. Con approfondimenti attraverso video-racconti, collegamenti, interventi e interviste in studio, conosceremo meglio l’attività e le vicende dei protagonisti che vivono, lavorano, partecipano nella comunità.
Ma non finisce qui: i protagonisti potranno esprimere un desiderio, la volontà di arricchire i loro progetti con una nuova attività, per questo avranno modo di raccontare cosa vorrebbero fare per il futuro per le persone e per i temi di cui si occupano.
Il programma si pone come ponte tra il pubblico e i temi trattati, con funzioni di sportello di servizio: la redazione del programma raccoglierà segnalazioni, richieste e proposte da parte dei telespettatori che vogliono impegnarsi in prima persona, fare qualcosa di utile e concreto per la società e per l’ambiente che li circonda.