Medaglie senza valore’: FI boccia bandi regionali e chiede conto della comunicazione

Come segreteria cittadina di Forza Italia, abbiano ritenuto non entrare direttamente nel merito del capodanno 2025/2026 proprio per, poter a freddo esaminare criticamente i punti di forza e di debolezza della manifestazione, cercando, come sempre di essere propositivi nell’individuare le eventuali criticità e proporre soluzioni migliorative o alternative. Tuttavia l’odierno comunicato della maggioranza (progetto Alghero non può farci esimere da alcune considerazioni.

Grazie a tutto quello che si è costruito in 30 anni il Capodanno di Alghero continua a rappresentare un punto di riferimento per gli eventi culturali della Sardegna. Il dopo pandemia ed in particolare le edizioni 2022 e 2023 hanno davvero consentito alla città di Alghero di fregiarsi a pieno titolo del nome di “Capodanno di Sardegna”.

L’attuale amministrazione regionale con in testa il suo assessore al turismo Cuccureddu hanno cercato, sin dallo scorso anno di togliere ad Alghero questo ruolo che, con perspicacia, negli anni, si era riusciti a far crescere, partendo da un’idea, sicuramente illuminata, di Antonio Costantino e Franco Serio, per renderlo col tempo un evento sempre più identitario e di caratura nazionale.

Cuccureddu ha ritenuto, non esclusivamente pro domo sua, ma nella speranza di attrarre facili consensi elettorali, di elargire risorse pubbliche per finanziare i capodanno in piazza, senza alcuna strategia e senza tenere in considerazione nessuna “meritocrazia” ma con il solo requisito del “se spendi 1000 ti do 500”. 

E’ quindi bene precisare che le medaglie che Progetto Alghero ascrive alla fondazione (da sempre peraltro, bravissima con  le proprie risorse umane,  ad individuare finanziamenti “strutturali”) siano in questo caso di poco valore, in quanto la scelta della Regione è stata quella di proporre dei bandi la cui accessibilità esulava completamente dalla bontà del progetto, dalla sua valenza culturale, dal ritorno in termini di immagine e promozione della destinazione. Insomma semplici EROGAZIONI A PIOGGIA con il solo principio del chiedi e ti sarà dato. 

Il risultato diciamolo chiaramente, a livello regionale è stato un vero e proprio flop, rispetto a quelle che erano le intenzioni dell’assessore, di creare un prodotto, il “capodanno di Sardegna diffuso”, sia in termini di immagine e di promozione del territorio sia del ritorno economico, basti solo pensare che i numeri millantati (200.000 presenze nelle 18 piazze, non raggiungono, anche sommando le presenze dichiarate dagli organizzatori, le 100.000 presenze, costituite per la quasi totalità da locali residenti e non certamente da turisti. 

L’unico vero risultato tangibile è stato quello di creare una competizione fra città e paesi vicini, alla faccia della creazione di un prodotto regionale. Nessuna concertazione, solo pura concorrenza ed un proliferare di nuovi eventi in competizione fra loro senza alcuna cabina di regia. 

Di ciò si è avuta purtroppo una dimostrazione plastica nel comportamento del sindaco di Sassari, che, dimenticandosi di essere il sindaco della CITTA’ METROPOLITANA, non ha coinvolto il territorio ma ha unicamente pensato alla sua città, copiando di sana pianta il modello Alghero e pensando già di entrare in competizione con le altre località che fanno parte della città metropolitana da lui diretta, senza per il futuro, ad  alcun accenno ad una strategia condivisa ma unicamente pensando al proprio orticello. 

Ed in tutto questo spiace dirlo ma quello che preoccupa è il silenzio e l’appiattimento del nostro Sindaco e della sua maggioranza che non hanno speso una parola per evidenziare questa situazione. Situazione che purtroppo, se non affrontata per tempo porterà ad un asservimento sempre maggiore a Sassari e a un depauperamento di tutto quello che per il Capodanno e per gli eventi in generale, Alghero è stata capace di creare e consolidare negli anni.

Ecco, su questo, anziché ad una difesa d’ufficio si sarebbe dovuto a mio avviso incentrare il dibattito e l’intervento della maggioranza, partendo dal rivendicare il ruolo che ad Alghero spetta e che merita.

Ed infine, anziché cercare di fissare medaglie sul petto che in realtà hanno poca ragione di essere, analizzare e cercare di colmare quelle lacune che inevitabilmente ci son state, iniziando appunto dal comprendere l’inspiegabile comportamento di TV e media regionali che hanno ignorato Alghero. Se è vero, come la maggioranza sostiene, che sono stati investiti 154.000 euro in comunicazione e promozione ci si chiede come siano state destinate e suddivise dette risorse e quale corto circuito vi sia stato. Altro elemento da focalizzare è sicuramente quello della programmazione dei concerti se si vuole realmente dare sostegno al tessuto economico e rendere viva la città, individuando la tre giorni dei concerti con un occhio al calendario e ai “ponti” e non nei lunedì e martedì lavorativi, in modo da poter ospitare almeno un turismo di prossimità .

La regione ha messo a correre sul capodanno 3.600.000, ed il sistema del pubblico quindi i comuni hanno messo altri 3.600.000, quale ritorno ci può essere? ma fermandoci a quelli della regione, con quella cifra si spende quanto la regione puglia (amministrazione di sinistra) spende per il capodanno su canale 5 e per la kermesse estiva battiti Live (settimanale dove le location variano e ci fanno visitare ogni volta una città diversa della puglia ) l’effetto leva sta proprio qui!

Infine senza alcun spirito polemico ma solo per amore di verità un cenno finale  al comunicato di progetto Alghero  nel passaggio nel quale affermano che l’edizione (molto sonnacchiosa per la verità) del San Michele 2025 ha finalmente espresso con chiarezza la sua anima catalana quasi avessero scoperto l’acqua calda dimentichi del fatto che nel 23021 In san Miquel di Alghero ospitò unitamente a tanti eventi il festivale del Folkore Catalano che ritornò ad Alghero dopo venti anni e che fece permeare l’intera città dello spirito catalano inframezzato a quello sardo.

Per la segreteria cittadina di Forza Italia

Il segretario Andrea Delogu




FDI: “IL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CHIEDE SU FACEBOOK SE RAF CI SARÀ A CAPODANNO. SIAMO ALL’IMPROVVISAZIONE TOTALE?”

Screenshot

Alghero, 4 dicembre – “A cosa stiamo assistendo?” È la domanda che Fratelli d’Italia rivolge all’Amministrazione comunale dopo il messaggio apparso sui social, in cui il presidente della Fondazione Alghero, Graziano Porcu, chiede pubblicamente a Raf se sarà presente il 29 dicembre ad Alghero.

“Un presidente di Fondazione – osserva FdI – non può permettersi di verificare sui social la presenza di un artista. È un comportamento che discredita il lavoro degli uffici, delle agenzie di produzione e dell’intera città. Una modalità dilettantesca, che dà l’idea di un’organizzazione in alto mare.”

La nota prosegue: “Il Capodanno è l’evento di punta dell’inverno algherese. Richiede serietà, programmazione e un’immagine credibile verso partner, sponsor e operatori turistici. Vedere il presidente di una delle principali istituzioni turistiche e culturali algheresi che chiede conferme in un commento Facebook è il segnale di una gestione improvvisata e per nulla professionale.”

Fratelli d’Italia chiede chiarimenti immediati all’Amministrazione Cacciotto: “Ci dica il sindaco se ritiene adeguato questo metodo di lavoro. È così che si rappresenta Alghero, che si tratta con gli artisti con cui si dovrebbero già avere contratti e impegni definiti?”

“Dopo i ritardi nell’annuncio del Capodanno, oggi assistiamo all’ennesima scena che rischia di indebolire l’immagine della città. È tempo che l’Amministrazione si ridia serietà istituzionale: Alghero non merita improvvisazione permanente.”

Fratelli d’Italia – Alghero




EX CASERMA DEI CARABINIERI DI ALGHERO. FORZA ITALIA CHIEDE CHIAREZZA SULL’USO DI UN BENE STRATEGICO PER IL RILANCIO DEL CENTRO STORICO

 Alghero,  29 novembre 2021 – “E’ necessario che l’Amministrazione faccia chiarezza sul corretto utilizzo di un bene pubblico strategico e ne verifichi il corretto uso.” E’ trascorso circa un anno da quando la Giunta Comunale deliberò il progetto di fattibilità tecnica economica per il recupero e riqualificazione edilizia dell’edificio di via Simon nn 5/7 per un importo complessivo di € 3.170.102,45. Un bene in posizione strategica che si presta a utilizzi che possono rilanciare il centro storico. Nel frattempo il bene pubblico acquisito dalla Provincia dall’Amministrazione Tedde  viene posseduto da privati dal maggio del 2014 inizialmente senza titolo, e ora con modalità non sempre chiare  che impongono l’attenzione e l’intervento dell’Amministrazione. Il  Gruppo Consiliare di Forza Italia, primo firmatario Giovanni Antonio Spano, ha presentato una interrogazione al Sindaco premettendo che la precedente Amministrazione aveva deciso di “regolarizzare” l’utilizzo improprio dell’ immobile comunale, e all’esito di un procedimento amministrativo stipulò un contratto di comodato della durata di sei anni dell’immobile di via Simon che in modo bizzarro veniva definito come inutilizzato, nonostante dai sopralluoghi emergesse che era posseduto da privati. Il Gruppo azzurro ricorda che il contratto di comodato prevedeva un canone annuo di euro 22 mila, con possibilità per i comodatari di corrisponderlo mediante lo svolgimento di attività di interesse generale e di inclusione sociale. Ma il contratto poneva a carico delle comodatarie tutte le spese relative alle utenze e alla manutenzione ordinaria, imponeva la stipula una polizza assicurativa e le obbligava ad effettuare tutta una serie di delicati adempimenti in tema di sicurezza e di manutenzione dell’immobile dei quali non si ha notizia. I Consiglieri comunali di Forza Italia chiedono ora una verifica amministrativa attenta sul corretto uso del bene e sull’adempimento agli obblighi a carico delle comodatarie, dal pagamento del canone  a quelli in materia di sicurezza e manutentivi, che ad oggi paiono disattesi. “Nell’ipotesi di  inadempimenti delle comodatarie -precisa Forza Italia- è necessario risolvere il contratto e liberare l’immobile, anche al fine di realizzare il progetto per il recupero e riqualificazione edilizia dell’edificio di via Simon nn 5/7 approvato con delibera n. 59 del 7.4.2021 della Giunta Comunale, anche mediante l’utilizzo degli ingenti fondi previsti dal PNRR e dai bandi che stanno per essere pubblicati. L’obbiettivo è quello di poter valorizzare il bene e di conferirgli destinazioni e funzioni veramente pubbliche che arricchirebbero il centro cittadino e innalzerebbero la qualità della vita della nostra comunità –chiude il Gruppo Azzurro-.”




SOLO, SENZA CORRENTE E SENZA CIBO, CHIEDE AIUTO AI CARABINIERI

Il signor Salvatore, 62 anni, di Alà dei Sardi, disabile per cecità parziale, vive da solo, con grosse difficoltà economiche. Nel tardo pomeriggio di ieri, in un momento di estrema disperazione, ha chiamato il 112 richiedendo aiuto: all’uomo era stata staccata la corrente elettrica della sua abitazione perché moroso. All’operatore della centrale operativa della Compagnia di Ozieri ha descritto una situazione precaria, dicendo di non aver nemmeno il denaro per poter fare la spesa. I militari della locale stazione, in servizio perlustrativo, allora, sono stati informati dalla centrale e sono stati inviati all’indirizzo fornito; una volta lì, dopo aver constatato che l’uomo versava veramente in quelle condizioni, si sono recati nel vicino market ed hanno acquistato beni di prima necessità e la cena, nonché delle candele per illuminargli casa, utilizzando il proprio denaro. Contemporaneamente il comandante di stazione ha informato il Sindaco, che ha subito attivato i servizi sociali del Comune per provvedere ad assisterlo. Il signor Salvatore ha ringraziato i carabinieri che gli hanno portato la cena e che lo hanno informato che presto verrà contattato da un operatore comunale per l’assistenza necessaria.




L’opposizione ad Alghero chiede spiegazioni sulle dimissioni del Dott. Gioacchino Greco.

“Sulle dimissioni del direttore facente funzioni del presidio di Alghero dottor Gioacchino Greco qualcosa non torna. Ed è per questo che durante il Consiglio Comunale di ieri, 14 maggio, tramite Valdo Di Nolfo abbiamo chiesto spiegazioni al Sindaco in qualità di massima autorità cittadina. Quest’ultimo ha negato in maniera netta con queste parole: “non mi risultano dimissioni e quindi non c’è nessun ruolo vacante nella gestione del presidio”. Peccato che esista una mail formale con cui il dottor Greco si dimette dal suo incarico, datata 10 maggio scorso e inviata precisamente alle ore 18:14. Non solo, in una seconda comunicazione il direttore facente funzioni – o meglio dire l’ex direttore – afferma in maniera chiara di essere dimissionario e aggiunge che per ogni questione inerente la gestione del Presidio ospedaliero di Alghero ci si deve rivolgere ad altri, non a lui. E allora le possibilità sono due. O il sindaco Mario Conoci ha mentito al consiglio comunale e di conseguenza a tutte e tutti gli algheresi, e lo ha fatto ben sapendo di raccontare una balla ai suoi concittadini. Oppure era davvero all’oscuro delle dimissioni. Questa seconda opzione risulta difficile da essere sostenuta dato che il Sindaco ha comunicazioni istituzionali quotidiane con il direttore del presidio, cosa confermata in aula con le seguenti parole: “ci sentiamo tutti i giorni e più volte al giorno”. Ma se fosse davvero così, se Conoci fosse davvero all’oscuro delle dimissioni del dott. Greco sarebbe ancora più grave.  La massima autorità sanitaria, il Sindaco, trattato come un passante qualsiasi, cosa che in effetti dimostra da tempo di essere.”

Gabriella Esposito
Mario Bruno
Pietro Sartore
Raimondo Cacciotto
Ornella Piras
Valdo Di Nolfo
Beniamino Pirisi




L’agro di Alghero chiede sicurezza sulla viabilità – video –

Mario Nonne, già consigliere comunale della scorsa legislatura, denuncia la mancanza di attenzione da parte de Laore e del comune di Alghero nella manutenzione delle strade delle borgate in particolare quella che collega Santa Maria La Palma e la provinciale 69 che porta a Villassunta e Baratz.




Sassari-Olbia, la Regione chiede di accelerare l’inserimento di altri 17 km nel progetto complessivo

“Non possiamo che considerare quest’opera come parte integrante del progetto complessivo della Sassari-Olbia, su cui si è già espresso favorevolmente il Comitato di attuazione e sorveglianza – spiega il Presidente della Regione Christian Solinas – Anche quest’ultimo tratto di strada deve rappresentare un collegamento moderno ed efficiente, in continuità e omogeneità con il resto dell’itinerario”.

Palazzo Regione Sarda

 Ascolta la notiziaCagliari, 01 febbraio 2021 – La Regione chiede la convocazione del Comitato di Coordinamento del Contratto Istituzionale di Sviluppo, Cis, per l’inserimento del tratto di Strada Statale 131 che dal km 192,500 raggiunge l’abitato di Sassari nell’itinerario stradale della Sassari-Olbia. Si tratta dei 17 km di strada rimasti finora esclusi dalla gestione commissariale e dalle relative accelerazioni, su cui ora pende – quale ultimo atto formale – proprio il parere positivo del Comitato. “Non possiamo che considerare quest’opera come parte integrante del progetto complessivo della Sassari-Olbia, su cui si è già espresso favorevolmente il Comitato di attuazione e sorveglianza – spiega il Presidente della Regione Christian Solinas – Anche quest’ultimo tratto di strada deve rappresentare un collegamento moderno ed efficiente, in continuità e omogeneità con il resto dell’itinerario”.

La richiesta formale, firmata dal Presidente e indirizzata al Ministro per il Sud e per la Coesione territoriale in qualità di Presidente del Comitato, evidenzia la volontà della Regione di applicare anche nel tratto di 131 oggetto dei lavori di prossimo appalto, lo strumento attuativo del Cis, con relative procedure utili a ridurre tempi autorizzativi e di realizzazione e a snellire la burocrazia. L’intervento, che necessità ancora di completamento della copertura finanziaria, grazie sempre all’inserimento nel Cis avrà anche un canale prioritario per i finanziamenti a valere sulla programmazione 2021-2027

comunicato originale pubblicato sul sito della RAS




Viale Trento, il Comune chiede un milione e 100mila euro per la messa in sicurezza

Viale Trento, il Comune chiede un milione e 100mila euro per la messa in sicurezza

È stato approvato il documento preliminare alla progettazione di intervento per mettere in sicurezza e consolidare il terrapieno di viale Trento, che sarà proposto alla Regione per chiederne il finanziamento, per un totale di un milione e 100mila euro. Intanto da domani il tratto di viale Trento sarà aperto ai pedoni.

La realizzazione dell’opera è articolata in tre fasi. La prima prevede la prosecuzione delle indagini necessarie (geologiche, idrologiche, geotecniche, ecc.) per individuare le cause che hanno dato origine al cedimento e trovare la soluzione progettuale da perfezionare con i successivi livelli di progettazione. Si proseguirà con il sistema di monitoraggio continuo con la duplice finalità di studiare in progress l’evoluzione del fenomeno e di garantire costantemente la sicurezza del passaggio pedonale.

La seconda fase si riferisce all’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura dei restanti livelli di progettazione e, precisamente, della progettazione definitiva e della progettazione esecutiva, nonché all’affidamento della direzione dei lavori e del coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione dei lavori.

La terza e ultima fase è quella relativa all’appalto di esecuzione dei lavori sulla base del progetto esecutivo.

—
Grazia Sini
Ufficio stampa
Comune di Sassari



Il centrosinistra chiede consiglio comunale aperto sulla sanità

Un Consiglio Comunale aperto sulla situazione della sanità algherese, alla presenza dell’assessore regionale, dei consiglieri regionali del territorio, delle forze sociali, politiche e sindacali. A chiederlo formalmente al presidente Raffaele Salvatore sono stati oggi i consiglieri comunali di centrosinistra. Gabriella Esposito, Pietro Sartore, Mario Bruno, Raimondo Cacciotto, Ornella Piras, Mimmo Pirisi e Valdo Di Nolfo vogliono vederci chiaro sulla proposta di emendamento regionale che destina l’Ospedale Marino all’Universita’, sulla chiusura della chirurgia al Civile, sulla mancata riapertura delle sale operatorie ristrutturate, sulla mancata attivazione della terapia intensiva il cui accreditamento provvisorio pare sia stato perfino bocciato nei giorni scorsi dagli auditor regionali. La richiesta, tenuto conto dell’approdo in Regione dell’emendamento sul Marino a brevissimo termine, riveste carattere di urgenza.




La Rete metropolitana chiede al Governo la riapertura dell’aeroporto di Alghero

La Rete metropolitana chiede al Governo

la riapertura dell’aeroporto di Alghero

I sindaci di Sassari, Alghero, Castelsardo, Porto Torres, Stintino, Sennori, Sorso e il commissario straordinario di Valledoria, riuniti in sede ufficiale come Assemblea della Rete metropolitana del Nord Sardegna, esprimono la massima preoccupazione delle comunità rappresentate per l’incomprensibile e immotivata esclusione dell’aeroporto di Alghero dagli scali sardi che potranno riaprire. È quanto si legge in una lettera inviata ai ministri della Salute Roberto Speranza e delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli e a tutti i parlamentari che rappresentano il territorio.

L’articolo 1, comma 2, del decreto interministeriale dei Trasporti e della Sanità del 17 maggio ha disposto, infatti, la riapertura, seppure con limitazioni, degli aeroporti di Cagliari e Olbia, a eccezione di Alghero per il quale, invece, è stata mantenuta la chiusura. «Una decisione che discrimina fortemente i residenti e il territorio del nord-ovest della Sardegna – si legge ancora nel documento -, la cui vita sociale ed economia dipendono in modo determinate dai trasporti, fondamentali per la programmazione delle attività turistiche e per una vera ripresa dalle nostre comunità».

L’aeroporto del nord-ovest della Sardegna, infatti, con un bacino di utenza di circa 300mila persone, pari al doppio del bacino gallurese, rimane chiuso. «È di tutta evidenza che il provvedimento assunto appare ingiusto e fortemente penalizzante per l’economia del nostro territorio letteralmente devastata dalle – seppur giuste – misure restrittive conseguenti alla grave emergenza sanitaria nazionale che ci ha colpito, ma dalla quale abbiamo tutti il diritto di uscire con uguali misure di apertura. In particolare, non sono assolutamente né chiare né definite le motivazioni che hanno portato i due Ministeri alla scelta di escludere da una iniziale fase di ripartenza del sistema di trasporto aereo una parte importante del territorio sardo e lo scalo del Nord ovest dell’isola».

La stessa Regione Sardegna, consapevole dell’importanza di poter contare sul funzionamento di tutti gli scali sardi, aveva chiesto al Governo la riapertura dei tre aeroporti isolani, ciascuno dei quali è parte di un vero e proprio sistema integrato di trasporti. L’istanza, tuttavia, inspiegabilmente non è stata recepita. «È necessario, pertanto – conclude la lettera -, che in questo momento i nostri rappresentanti in Parlamento, ai quali ci rivolgiamo, si facciano carico del problema e intervengano al fine di raggiungere anche per Alghero lo stesso obiettivo raggiunto con la riapertura di Olbia. È indispensabile che le valutazioni prescindano da schieramenti politici e tengano conto esclusivamente delle necessità del nostro territorio che non possono più essere procrastinate né possono accettare di essere poste in secondo piano per discriminazioni che non hanno senso né hanno avuto motivazioni. Il nostro è un accorato appello affinché gli onorevoli Ministri De Micheli e Speranza ascoltino le richieste, correggendo un errore di valutazione e prospettiva che potrebbe portare ad ancora più gravi conseguenze per tutto il sistema del trasporto aereo della regione e penalizzare oltremodo una parte consistente, sia in termini di popolazione che di valenza economica, della intera Sardegna».