Cinema, “Storie di volti e di silenzi” ritorna a Cagliari con “Il muto contemporaneo”

CAGLIARI. Dal 6 novembre al 14 dicembre ritorna la rassegna cinematografica “Storie di volti e silenzi. La magia del cinema muto”, con una VI edizione dedicata all’eredità lasciata da questo straordinario periodo d’esordio del cinema che, con le sue forme espressive e le soluzioni stilistiche, ha influenzato non poco le produzioni di film di tutto il mondo fino ai giorni nostri.

Sono in calendario dodici serate al Centro culturale Hermaea di Pirri per un totale di tredici film, che saranno presentati e introdotti dagli interventi di critici ed esperti. Quindi evento finale il 17 dicembre nella Sala Castello dell’Hotel Regina Margherita a Cagliari, con tavola rotonda e sonorizzazione dal vivo del lungometraggio “Dr Plonk”.

Le opere selezionate attraversano generi il cui punto d’incontro è “Il muto contemporaneo”, caratterizzato dalla mancanza di dialoghi, e da un’evoluzione delle scene in cui ad accompagnare lo svolgimento della storia e le didascalie narranti è la sola presenza di rumori e di colonne sonore musicali.

La rassegna è organizzata dall’associazione culturale La macchina cinema (FICC) con la direzione artistica di Patrizia Masala, grazie al sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, in collaborazione con le associazioni L’Alambicco ed Hermaea insieme ad altri partner nazionali e internazionali.

DATE E FILM. Il ciclo di appuntamenti sarà inaugurato domenica 6 novembre alle 17.30, con la proiezione dei film“La spia-The Trief” di Russel Rouse (1952, 64’) e “L’ultima follia” di Mel Brooks (1976, 84’). Mercoledì 9 novembre alle 20sarà proposto Sidewalk Stories” di Charles Lane (1989, 101’). Lunedì 14 alle 20 sarà offerta la visione di “Baraka” di Ron Fricke  (1992, 94’), e mercoledì 16 alle 20 quella di “Juha” di Aki Kaurismäki (1999, 73’).

Lunedì 21 novembre alle 20 la rassegna accoglie la pellicola di “Margarette’s Feast” di Renato Falcão (2003, 80’), e mercoledì 23 novembre alle 20, The Call of Cthulhu di Andrew Leman (2005, 47’). Lunedì 28 novembre alle 20 si terrà la proiezione del film “La Antena” di Esteban Sapir (2007, 100’). Mercoledì 30 alle 20 il film Lèmuri-Il bacio di Lilith di G. Virgadaula (2008, 80’).

Lunedì 5 dicembre alle 20 è in programma The Artist di Michel Hazanavicius (2011, 100’) e, per il 7 dicembre, alle 20, è in calendario “Blancanieves” di Pablo Berger (2012, 104’).

TEMI. Serata dopo serata si passa dalla spy-story sulla guerra fredda al comico sul meta-cinema, dall’omaggio al cinema chapliniano alle diversità culturali e alla bellezza della natura attraverso un viaggio in 24 paesi del mondo. In questi capolavori sono trattati, in una narrazione tra fantasia e realtà, il dramma dell’abbandono e la perdita del lavoro. Si passa dalla follia mutuata da un racconto di Lovecraft a un salto fantascientifico nel futuro, da una città i cui abitanti hanno misteriosamente perso la voce all’horror mitologico.

Saranno approfonditi i momenti legati alla fine della grande stagione del cinema muto, quando l’ingresso del sonoro mandò in rovina numerosi attori, e sarà analizzata la rivisitazione creativa in un altro spazio-tempo presente nella fiaba di Biancaneve. Tra i soggetti presi in esame ci saranno anche le malsane dinamiche familiari che tracimano in tragedia, l’emarginazione e la disabilità che portano a comportamenti devianti.

SERATA FINALE. L’appuntamento conclusivo si terrà il 17 dicembre, nella Sala Castello dell’hotel Regina Margherita a Cagliari, con diversi eventi speciali, a iniziare dal mattino con la tavola rotondaIl muto nel cinema sonoro” (10-12.30) coordinata dal Alessandro Faccioli dell’università di Padova, allo scopo di indagare questo affascinante mondo del muto contemporaneo. Interverranno Denis Lotti dell’università di Verona, Antioco Floris dell’università di Cagliari, Stella Dagna dell’università di Torino e Luca Mazzei dell’università Tor Vergata di Roma.

La rassegna si conclude in serata, alle 19, con il Cine-concerto dedicato al film Dr Plonk di Rolf de Heer (2007, 81’), introdotto alla vision da Alessandro Macis. L’opera sarà sonorizzata dal vivo attraverso le musiche originali di Guido Coraddu, da lui proposte al pianoforte assieme a Franziscu MeddaArrogalla in live electronics e Andrea Parodo al basso elettrico. L’ingresso è libero e gratuito per tutti gli appuntamenti della manifestazione.

Partner: Università di Padova, Università di Torino, Università di Tor Vergata Roma, Università di Cagliari, Università di Verona, Celcam Centro per l’educazione ai linguaggi del cinema degli audiovisivi e della multimedialità – Cagliari, Associazione Culturale L’Alambicco – Cagliari, Associazione Hybris – Centro Internazionale del Fumetto – Cagliari, IFFS International Federation Film of Societies, FICC Federazione Italiana dei Circoli del Cinema – Roma, Centro Regionale FICC Sardegna, Associazione culturale Hermaea – Cagliari, SNCCI Sindacato nazionale critici cinematografici italiani, CineCritica rivista di cinema, ANAC Associazione nazionale autori cinematografici, BookCiak Magazine Roma, CISESG Centro Internazionale Studi Europei Sirio Giannini di Seravezza CISLE Centro Internazionale Studi per le letterature Europee di Torino, FuoriAsse rivista multidisciplinare Torino, Istituto Luce




Il Festival Lussu si è concluso nel dialogo tra letteratura e cinema con Bookciak Azione! e nel ricordo del grande Nanni Loy

Tra i protagonisti Diego Bertelli con Alessandro Macis, Giovanni Virgadaula con Antioco Floris, Caterina Arcangelo con Mario Greco, Domiziana De Fulvio con Patrizia Masala

Domiziana De Fulvio per Bookciak con Patrizia Masala

CAGLIARI. Il Festival Premio Emilio Lussu 2022 si è chiuso il 5 ottobre dopo sei intense giornate di eventi, dedicando la serata finale al dialogo tra due linguaggi artistici tra i più comunicativi, quelli della letteratura e del cinema, e omaggiando il ricordo di un grande regista sardo come Nanni Loy.

Un dialogo che si è concretizzato con la presentazione dell’XI edizione di “BookCiak Azione! 2022”, partner ormai consolidato del Festival Lussu e un premio cineletterario che, con la proiezione dei suoi lavori, da ben undici anni è l’evento di pre-apertura delle giornate degli autori della Mostra del Cinema di Venezia.

Si definisce cineletterario perché ogni anno seleziona testi, racconti, romanzi, e graphic novel alle quali i filmaker si ispirano per realizzare i cortometraggi in concorso. «Quest’anno il tema è mare aperto, quindi è sempre più attinente al legame che ci unisce alla terra di Sardegna», ha affermato Domiziana De Fulvio, che è intervenuta in rappresentanza della direttrice artistica del magazine e del premio Bookciak Azione, di cui è anche ideatrice, Gabriella Gallozzi, un’ospite storica del festival Lussu.

Al fianco di Patrizia Masala, De Fulvio ha espresso gli intendimenti di Bookciak, ovvero: «Raccontare la storia, la memoria, la solidarietà e l’inclusione, che sono anche i temi che ci legano a questo festival”. A conclusione di serata sono stati proiettati tra gli applausi i corti vincitori dell’ultima edizione.

Diego Bertelli con Alessandro Macis

Nel corso della serata, un omaggio è stato rivolto al poeta siciliano Bartolo Cattafi nel centenario della nascita. La lezione magistrale di Diego Bertelli ha analizzato i contenuti del volume “L’osso, l’anima” (Le Lettere, 2022), di cui è curatore. Un libro considerato un classico irrinunciabile della poesia italiana, nonché il testo più importante dell’autore. La maggior intuizione di Cattafi è che la poesia, nella sua essenza, sia «un modo come un altro di essere uomini», ha spiegato Bertelli dialogando con Alessandro Macis e con il pubblico.

Notevole interesse ha suscitato la presentazione della rivista «FuoriAsse–Officina della cultura», FuoriAsse Edizioni, 2022. «È un laboratorio di cultura, e con questo ha una forte affinità con il Festival Lussu, con il quale collaboriamo da anni per uno scambio di contenuti, materiali e idee», ha argomentato Mario Greco, che ha illustrato la pubblicazione assieme a Caterina Arcangelo.

FuoriAsse è una rivista che nasce dalla ricerca della bella scrittura, di libri dallo stile autentico e originale, che possano condurre il lettore verso un’evasione in cui prosa, poesia, saggistica e fumetto prendono nuove forme grazie a molteplici linguaggi, fluidi e fruibili. Questo ventisettesimo numero è un’edizione speciale dedicata al tema del Dono, concentrata in particolare sul dossier Saramago, di cui ricorrono i cento anni dalla nascita.

Mario Greco e Caterina Arcangelo per FuoriAsse

Al ricordo di un grande regista sardo è stata invece dedicata la presentazione del libro di Giovanni Virgadaula, Vi racconto Nanni Loy” (Aigra, 2021), un’occasione per riscoprire uno dei registi più importanti del nostro cinema e della tv, e rivalutare una figura forse un po’ trascurata negli ultimi tempi. Virgadaula, accompagnato dalle letture di Andreina Del Raso, assieme ad Antioco Floris ha espresso la necessità per le nuove generazioni, gli studenti delle scuole di regia e gli stessi registi, di poter rivedere e attingere dal cinema di Loy, che parte dal neorealismo e spazia nella commedia. Infine, un rammarico profondo, quello del regista cagliaritano, amante della sua terra, che non ha mai potuto realizzare un film in Sardegna: «Ciononostante rimane un faro non soltanto per la cinematografia nazionale e mondiale, ma anche per la Sardegna stessa, quindi partendo dal suo esempio, credo che anche in quest’isola così bella, così importante – ha detto Virgadaula – possano nascere altre figure capaci magari di ricalcare quella via intrapresa da Loy alla fine degli anni ‘50»

Giovanni Virgadaula con Antioco Floris

Una coda di appuntamenti dell’VIII edizione del Festival Premio Emilio Lussu si protrarrà nei prossimi mesi con ulteriori iniziative dedicate al mondo del libro e della cultura letteraria. La manifestazione è organizzata dall’Associazione culturale L’Alambicco in collaborazione con La Macchina Cinema, con il patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, il contributo della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Cagliari, il partenariato dei comuni di Armungia, Elmas, Modica e Seravezza e di numerosi Enti, Atenei, Centri studi per la letteratura e Associazioni culturali.




Claudio Rotunno al Monte Carlo Film Festival diretto da Ezio Greggio: “Così in giuria popolare abbiamo scelto i vincitori”

Ezio Greggio con Claudio Rotunno

MONTE CARLO. L’imprenditore sassarese Claudio Rotunno ancora una volta tra i protagonisti degli eventi mondani nel Principato di Monaco. Dal 25 al 30 aprile Rotunno è stato impegnato tra i membri della giuria popolare alla diciannovesima edizione del Monte Carlo Film Festival de la Comédie, la rassegna cinematografica internazionale ideata e diretta da Ezio Greggio, che si è svolta negli spazi prestigiosi del Grimaldi Forum di Monaco.

La giuria del pubblico, composta da imprenditori e personalità monegasche e internazionali, ha affiancato la giuria tecnica presieduta dal due volte premio Oscar Paul Haggis, al fianco degli attori francesi Tom Leeb e Clara Ponsot e dell’italiano Pierpaolo Spollon.

“Sono stati cinque giorni di proiezioni di film fantastici, italiani, francesi, tedeschi e spagnoli – ha affermato Rotunno –. È stata un’esperienza entusiasmante e molto formativa, non solo dal punto di vista cinematografico, ma anche umano”. Rotunno ha inoltre rivolto parole di elogio nei confronti di Ezio Greggio “per la straordinaria professionalità e le capacità operative che non tradiscono mai la simpatia”.

Il premio di Miglior film è andato al canadese “Babysitter”, che si è aggiudicato anche quello di Miglior attore grazie all’interpretazione di Steve Laplante. A conquistare la Miglior regia è stato lo spagnolo Dani De la Orden per “Mamá o papá”, che ha vinto anche il premio Best Actress con Miren Ibarguren.

Il premio Special Jury Award for an outstanding first feature film è stato conferito al danese “Miss Viborg”. Premiato anche Odd-Magnus Williamson per Best Screenwriting con Nothing to Laugh About. Il Premio del Pubblico è andato invece al film italiano “Una Boccata d’aria”, per la regia di Alessio Lauria. Infine, il premio Short Comedy Award nella sezione dedicata ai cortometraggi al film di origine keniota A guide to dining out in Nairobi.

Sul palcoscenico dell’evento non si era mai visto un parterre così ricco di ospiti italiani e internazionali, provenienti dal piccolo e grande schermo per celebrare i vincitori del festival. La serata conclusiva è stata presentata da Ezio Greggio insieme alla bellissima Cristina Marino, attrice e modella italiana sposata con Luca Argentero. Tra i presenti Eleonora Pedron, Elisabetta Gregoraci, Can Yaman, Piero Chiambretti, Luca Argentero, Stefania Sandrelli, Andrea Barzagli e tanti altri. A fine serata Rotunno ha partecipato alla cena di Gala nelle sale Luxury del Grimaldi Forum.

Specialista nell’organizzazione di grandi eventi per il jet set internazionale, l’imprenditore sardo a fine maggio sarà ancora una volta impegnato a Monte Carlo negli allestimenti dedicati al Gran Premio di Formula 1, mentre è già confermato l’ingaggio per il Monaco Yacht Show, un evento spettacolare ed emozionante che ha l’aspetto di un grande salone predisposto direttamente sul mare, dedicato ai professionisti della nautica di lusso.

Claudio Rotunno al Monte Carlo Film Festival




Ananda, venerdì a Ossi il film di Stefano Deffenu

OSSI. Venerdì 22 aprile alle 21, il Cinema Casablanca – CiCircolo Cinematografico FICC di Ossi (Sassari) accoglie la proiezione di “Ananda”, film documentario d’esordio alla regia di Stefano Deffenu. Un lavoro che rappresenta il suggestivo vagabondaggio cinematografico dell’autore nell’antica India alla ricerca di una tribù di bambini fantasma, gli Ananda. Una tribù che appare e scompare lungo una strada densa di magia e di primitiva superstizione.
Presentato in anteprima internazionale alla 55a edizione del Karlovy Vary International Film Festival, il film è il personale diario di viaggio di un ingenuo sognatore alla ricerca di un’antica leggenda raccontata da un cialtrone. Prodotto da Bonifacio Angius per Il Monello Film – che cura anche la distribuzione – Ananda è uscito nelle sale italiane dal 23 marzo scorso e si avvale delle musiche di Francesco Simula e Luigi Frassetto. Dopo la proiezione, Stefano Deffenu sarà protagonista di un incontro con il pubblico di Ossi, che potrà interagire con l’autore e rivolgere le proprie domande.
Con il supporto della Fondazione SARDEGNA Film Commission della Regione Sardegna, il film sta compiendo un tour in tutta Italia e sarà presentato il prossimo 9 maggio al Cinema Arsenale di Pisa come film di apertura di “Viaggio nel cinema sardo“, storica rassegna realizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Sarda Grazia Deledda.
Anandaè una mia personale ricercasottolinea il regista Stefano Deffenuverso una pace che probabilmente non troverò mai. Un viaggio alla ricerca di me stesso, ma anche di mio fratello, che in un certo modo ritrovo nei visi dei bambini e nella loro gioiosa anarchia e che mi ha portato dalla Sardegna fino alle pendici dell’Himalaya. Il tema del film è il ritorno a un’infanzia perduta, che però allo stesso tempo è sempre dentro di noi, fa parte della nostra vita e anche della nostra anima”.

Il regista, attore e sceneggiatore Stefano Deffenu



“Ananda”, il film di Stefano Deffenu a Oristano, Carbonia e Ozieri

Il pubblico di Sassari durante la prima di Ananda al Cityplex

Dopo il successo d’esordio al Cityplex Moderno di Sassari il 23 marzo scorso, e dopo aver percorso le tappe nazionali di Milano, Roma, Bologna, Torino, Firenze, Lucca e Perugia, Ananda” di Stefano Deffenu ritorna in Sardegna per proseguire il suo tour in numerosi centri dell’isola.

Il film di Deffenu, molto apprezzato per la capacità di condurre lo spettatore in un viaggio apparentemente fuori dal tempo, incontrando luoghi e personaggi dal fascino indefinito, spingendosi fino alle pendici dell’Himalaya, martedì 5 aprile sarà presentato al Cinema Ariston di Oristano (alle 17.15 e alle 18.45), per poi spostarsi mercoledì 6 aprile nel sud dell’isola, al Supercinema di Carbonia (alle 21).

L’opera cinematografica è stata scritta dal regista sassarese insieme a Pierre Obino e al pluripremiato regista Bonifacio Angius, che ne ha supervisionato il montaggio e ha curato la produzione la distribuzione per Il Monello Film.

Il tour sardo di “Ananda” vedrà una breve interruzione a partire da venerdì 8 aprile, quando Deffenu e Angius voleranno in Portogallo per presentare “I Giganti” al Cinema Sao Jorge di Lisbona in occasione della Festa del Cinema Italiano, prestigioso festival nel quale sono proposte ogni anno le migliori opere cinematografiche italiane del momento. “I Giganti” proseguirà quindi le sue presentazioni in altri festival internazionali, europei e oltreoceano, segno della forza di un film profondamente radicato nella sua terra ma ma, come hanno rimarcato numerosi critici, capace di essere straordinariamente tradotto sul piano universale.

“Ananda” sarà ancora in Sardegna sabato 16 aprile, per essere presentato alle 20.30 al Cineteatro Oriana Fallaci di Ozieri. Poi si riparte per la Penisola, in tour a nord est nelle città di Mantova, Gorizia, Trieste, Pordenone e Udine.

A maggio Ananda sarà all’Arsenale di Pisa come film d’apertura della storica rassegna “Viaggio nel cinema sardo”, organizzata dal Cineclub Arsenale in collaborazione con l’Associazione Culturale Sarda Grazia Deledda. Presto si aggiungeranno nuove date in altre città anche nell’isola, un grande risultato per il film di Deffenu, se si pensa tra l’altro che è ancora in programmazione nelle città di Milano, Bologna e Perugia.




Cagliari, Premio alla Carriera L’Alambicco a Gianni Amelio: “Ha dato volto e voce a vite esiliate e ai margini della società”

CAGLIARI. “Maestro del cinema italiano e internazionale d’autore, dal coerente percorso stilistico ed etico”, questo è l’incipit delle motivazioni con le quali il direttore artistico dell’associazione culturale L’Alambicco, Alessandro Macis, ha conferito a Cagliari il Premio alla Carriera al regista Gianni Amelio, autore di opere indimenticabili per il grande e piccolo schermo.

Un artista che, si legge ancora nelle motivazioni, “ha dato volto e voce nelle sue storie a giovani vite spesso esiliate ai margini della società, sfruttate e annientate dal cinismo degli adulti; a uomini fragili e a percorsi di redenzione, raccontando per immagini momenti significanti di storia italiana”.

A ritirare simbolicamente il prestigioso riconoscimento per conto di Amelio è stato il maestro Romeo Scaccia, che ha dato vita a un suggestivo concerto per piano solo, eseguendo brani tratti dalle colonne sonore dei film più rappresentativi del regista calabrese.

Gianni Amelio è stato costretto a rinunciare, giocoforza, a presenziare in Sala Castello dell’Hotel Regina Margherita di Cagliari, a causa della recrudescenza nei contagi da Covid19, ma in un messaggio si è detto profondamente vicino agli amici sardi e particolarmente grato per una “retrospettiva organizzata con grande cura e competenza”.

Macis ha quindi fatto un accenno alle tematiche trattate dal regista calabrese durante il lungo percorso nel mondo del cinema: “Dall’emigrazione dal sud verso le città industrializzate del Nord al terrorismo degli anni di piombo; da tangentopoli alla tragedia dei migranti, soffermandosi spesso, con tenerezza e sguardo poetico, a scrutare con intensità e attenzione ciò che non è visibile a un’indagine affrettata: i sentimenti d’amore e d’amicizia che coinvolgono nel corso delle loro vite gli esseri umani”.

Nato nel 1945 in una frazione di Magisano, piccolo Comune in provincia di Catanzaro, figlio di un padre emigrato in Argentina, Amelio si è trasferito a Roma nel 1965 con in tasca una laurea in filosofia, un’esperienza di critico cinematografico e tanti sogni. Da quel momento ha dato vita a tanti capolavori in qualità di regista e sceneggiatore per cinema e tv, conquistando un’infinità di riconoscimenti.

Il Premio alla Carriera ha rappresentato il momento conclusivo di un’intensa retrospettiva dal titolo “La tenerezza dello sguardo. Il Cinema di Gianni Amelio”, organizzata a Cagliari da L’Alambicco con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e in sinergia con l’associazione culturale “La macchina cinema”.




Cagliari, a Gianni Amelio il Premio alla Carriera L’Alambicco

Director Gianni Amelio poses for portraits at the 70th edition of the Venice Film Festival held from Aug. 28 through Sept. 7, in Venice, Italy, Thursday, Sept. 5, 2013. (AP Photo/Domenico Stinellis)

CAGLIARI. Si avvicina il momento più atteso della retrospettiva “La tenerezza dello sguardo. Il Cinema di Gianni Amelio”, che l’associazione culturale “L’Alambicco” nelle ultime settimane ha voluto dedicare all’opera del grande regista calabrese. Un’intensa rassegna che, dopo aver presentato al pubblico un’accurata selezione di capolavori cinematografici e televisivi realizzati da Amelio, troverà il suo culmine in un doppio appuntamento il 28 e 29 dicembre che si concluderà con il conferimento del Premio alla Carriera.

Martedì 28, alle 17.30, nella sala Aresu di viale Regina Margherita 38, a Cagliari, saranno proiettati i film La tenerezza (2017) e Hammamet (2020), con l’introduzione di Anton Giulio Mancino dell’università di Macerata.

Mercoledì 29 dicembre, a partire dalle 19, nella Sala Castello dell’Hotel Regina Margherita (viale Regina Margherita 42), la serata prenderà il via con il concerto omaggio, per piano solo, del maestro Romeo Scaccia, che eseguirà brani tratti dalle colonne sonore dei film più rappresentativi del cinema di Gianni Amelio, mentre sullo schermo seguiranno in successione alcuni spezzoni di immagini tratti dai suoi film più significativi. Subito dopo il direttore artistico Alessandro Macis consegnerà il Premio alla Carriera.

Nell’ultima edizione (pre-covid), a ricevere il prestigioso riconoscimento era stato un acclamatissimo Carlo Verdone, molto amato dal pubblico cagliaritano, che gli aveva riservato un bagno di folla nella Sala conferenze del THotel di Cagliari. Nel dorato palmarès del Premio alla Carriera targato L’Alambicco si sono succeduti nomi di altissimo spessore come Patrice Leconte, Liliana Cavani, Francesco Rosi, Mario Monicelli, Ettore Scola, Omero Antonutti, Pupi Avati, Carlos Saura, Roberto Faenza e Giuliano Montaldo.

L’iniziativa è organizzata da L’Alambicco con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e in sinergia con l’associazione culturale “La macchina cinema”. L’ingresso per l’intera manifestazione è libero e gratuito previa presentazione del green pass.




Cinema, Paolo Zucca accende il “terre di confine”: a Solarussa successo per l’anteprima della XIV edizione

Mario Tendas con Paolo Zucca

SOLARUSSA. Ottima partenza per la XIV edizione del “terre di confine filmfestival”, che nell’anteprima di sabato negli spazi di “Casa Naitana” a Solarussa ha accolto il ritorno di uno storico direttore artistico come Paolo Zucca, che già in passato aveva guidato due importanti edizioni.

A catalizzare l’attenzione del pubblico, numeroso come sempre, è stata la proiezione di due opere profondamente attinenti alle tematiche della rassegna, “Cercando Grazia” e “L’uomo del mercato”, presentate dalle autrici Paola Cireddu e Maria Grazia Perria, che hanno interagito a lungo con il pubblico, rispondendo alle domande e raccontando aneddoti e curiosità sui film. 

Cercando Grazia” è un mediometraggio realizzato in occasione dei 150 anni dalla nascita di Grazia Deledda, di cui racconta il ritratto attraverso le interpretazioni di undici attrici, tutte emigrate fuori dalla Sardegna per coltivare il proprio sogno: l’ambizione di lavorare nel cinema e nel teatro. «Quando abbiamo cominciato il casting eravamo convinti di trovare delle aspiranti attrici che vivessero nell’isola – ha affermato la regista Perria – e invece abbiamo scoperto che tutte vivevano a Roma, a Milano o addirittura a Londra e Parigi. Ci siamo resi conto che queste giovani donne che aspiravano a interpretare il ruolo della giovane Deledda, erano persone che erano dovute andar via, sia per studiare, sia chiaramente per trovare maggiori opportunità, così come la stessa Deledda aveva fatto».

Un punto di contatto quindi, non solo con la vita della scrittrice Premio Nobel, ma anche con le tematiche care al “terre di confine”, nato in origine come una delle tante attività di animazione e promozione del Museo dell’Emigrazione di Asuni. Compito del festival è certamente quello di dare spazio a una cinematografia marginale, ma al contempo poetica e potente come quella del pluripremiato cortometraggio “L’uomo del mercato” che, nelle parole della regista Paola Cireddu, «ha a che fare a suo modo con una terra di confine: un quartiere popolare alla periferia di Cagliari, per raccontare la storia di un personaggio che sta ai margini della società e che riesce a tenere sulle spalle una grande dignità».

Quest’anno sono tante le sfide e le criticità che attendono gli organizzatori dell’associazione Su Disterru presieduta da Sandro Sarai, organizzatrice del festival fin dal lontano 2005 ad Asuni. Come hanno spiegato Paolo Zucca e il sindaco di Solarussa, Mario Tendas, le limitazioni dovute alla pandemia potrebbero intralciare l’interscambio e il confronto tra la cultura cinematografica sarda e quella del Paese ospite, non rendendo agevole l’arrivo di autori e registi internazionali come nel migliore spirito del festival.

«Il focus quest’anno potrebbe essere sulla Serbia – ha anticipato Zucca – perché stiamo portando avanti un gemellaggio con il Festival di Ravno Selo, un’iniziativa che nasce con i nostri stessi obiettivi, quelli di rivitalizzare territori lontani dal mainstream attraverso il cinema, l’arte e la cultura. Si svolge in mezzo ai campi di mais, lontano da Belgrado e dalle altre grandi città della Serbia. Nei prossimi mesi cercheremo di capire se sia fattibile, ma il “terre di confine” va avanti con la nostra volontà di portare il cinema dove spesso non arriva, con determinazione, allegria e grande convivialità».

Maria Grazia Perria con Paolo Zucca
Paola Cireddu con Paolo Zucca



Sardinia Film Festival, trionfa la next generation

Nicolas Fattouh, vincitore del Gran Premio Sardinia Film Festival 2021 con “How my Grandmother became a chair”

SASSARI. La next generation dell’animazione trionfa al Sardinia Film Festival 2021. La giuria internazionale presieduta da Roberto Perpignani ha premiato con nove riconoscimenti e tre menzioni i corti in gara realizzati da giovani e giovanissimi artisti provenienti da tutto il mondo.

Sul gradino più alto del podio “How my Grandmother became a chair” (Come mia nonna è diventata una sedia) del libanese Nicolas Fattouh, vincitore del “Gran Premio Sardinia Film Festival” per “aver trattato il tema dell’invecchiamento e della morte con la potenza della semplicità”. Una storia molto personale – come ha spiegato lo stesso regista in collegamento video con il Cityplex Moderno di Sassari – che racconta con un registro simbolico il dolore della perdita evocando indirettamente la pandemia.

Vincitore del Premio Pino Zac per il “Film ribelle” è invece il mini musical “The deceased” (Il deceduto), nel quale il tema della morte ritorna attraverso un registro comico e a tratti surreale. L’opera è stata realizzata da un uomo e da una donna israeliani, Avishai Simchovitch e Keren Or Zelingher.

E proprio le donne sono state tra le grandi protagoniste del SFF, ottenendo cinque riconoscimenti complessivi, tra i quali, quello dedicato a Fusako Yusaki per il “Film che ama la sintesi”, conquistato dall’italiana Milena Tipaldo grazie al suo “A body” (Un corpo). Ancora corpi ma embrionali nella narrazione intrauterina di “I call it home” (Io la chiamo casa) dell’iraniana Leila Ahang, a cui è stato assegnato il Premio Osvaldo Cavandoli, destinato al migliore “One-person-film”.

Dalla movimentata gestazione all’affascinante, apparente immobilità di “Abandoned village” (Villaggio abbandonato), diretto da Mariam Kapanadze (Georgia), Premio Manfredo Manfredi per il “Film che dà spazio al dubbio”. Un tratto che lega molti autori in concorso al festival artefici di linguaggi espressivi e sperimentali da decrittare come quelli del franco-colombiano Nieto, la cui originalità è stata celebrata dal premio Giulio Gianini per “Swallow the Universe” (Ingoia l’Universo).

Il Premio Bruno Bozzetto per il “Film che ama gli animali e la natura” è andato al greco “A sensual pill” (Una pillola sensuale) di Sam3, uno sguardo veloce, suggestivo e impietoso sulle condizioni del nostro pianeta nei giorni della pandemia. Mentre “Dans la nature” (Nella natura) del francese Marcel Barelli, una comica narrazione dell’omosessualità tra le diverse specie della fauna presente nel pianeta, ha ricevuto il Premio Guido Manuli. Di Manuli è stato presentato in anteprima mondiale “Merry Christmas”, un film di un minuto, cinico e caustico, sul triste Natale a cui molti bambini sono costretti.

Un’altra première planetaria è arrivata con “Amricord” (“Mi ricordo” in dialetto ferrarese), lavoro postumo del compianto Giovanni Ferrari introdotto dalla nipote Giulia Negretto. Emozionante anche il ricordo di Fabrizio Bellocchio, un giovane appassionato di cinema d’animazione a cui è stato intitolato il premio per il “Film dal contenuto sociale”, vinto da “The Seine’s tears” (Le lacrime della Senna), girato da un collettivo di studenti-registi francesi.

L’elevata qualità generale delle opere ha spinto la giuria, composta oltre che da Perpignani anche da Angela Conigliaro, Chiara Rapaccini, Damiàn Perea, Giulio De Vita, Anne-Sophie Vanhollebeke, a riconoscere altre tre Menzioni a “Pilar” (Olanda), “Mule” (Messico) e “Haboob” (Iran). La Giuria giovani, composta da cinquanta studenti di quattro istituti scolastici di Sassari e Olbia/Tempio, coordinata dal docente Stefano Sole, ha assegnato il primo Premio “Giovani scuole” 2021 al corto anticonvenzionale e sperimentale “Underwater love” (Amore subacqueo) realizzato da Andrea Falzone, Cristina Fiore e Veronica Martiradonna, allievi del CSC di Torino. La giuria giovani ha poi concesso una “Menzione d’onore” al francese “Yallah!” .

Nelle ottanta opere in concorso, i verdetti delle commissioni hanno riconosciuto un’ampia varietà di stili e temi, individuandovi oltretutto – come ha dichiarato il presidente del festival, Cristian Jezdic – “le radici profonde dell’animazione tracciate dai maestri del passato”. Ora si guarda già alla XVII edizione. L’idea – lanciata Carlo Dessì in rappresentanza del Cineclub Sassari, storico organizzatore dell’evento – è quella di “implementare il lavoro fatto quest’anno, attraverso l’istituzione di un comitato scientifico guidato dai grandi saggi dell’animazione”.

Ma, al di là delle prospettive future, rimane l’importante riuscita di quest’edizione, col conseguimento dell’obiettivo tracciato dal direttore artistico Luca Raffaelli: “Siamo riusciti a creare un senso di comunità tra artisti e pubblico. Un grande successo per tutti noi e per Sassari”.

La manifestazione è organizzata dal Cineclub Sassari con il sostegno dell’Assessorato regionale alla Cultura, della Fondazione Sardegna Film Commission, la Fondazione di Sardegna, la Edison, e la collaborazione di Cartoon Italia, Paf, Asifa, Animayo, Nas New Animation in Sardegna, Cityplex Moderno, Character e Libreria Azuni.

Immagine tratta da “How my Grandmother became a chair”



Sardinia Film Festival, grande attesa per la premiazione

Luca Raffaelli e Astutillo Smeriglia

SASSARI. Al Sardinia Film Festival è arrivato il momento dei verdetti. Sono alte le aspettative per le decisioni della giuria che oggi (8 dicembre) dalle 21.15 decreterà i corti vincitori della sedicesima edizione del SFF quest’anno interamente dedicata all’animazione. “So che c’è stata”, dichiara il direttore artistico Luca Raffaelli, “un’accesa discussione tra i giurati fino a notte fonda. Mi aspetto e auguro molte sorprese nelle scelte.”

Inevitabili le vedute differenti se si considera la qualità complessiva delle oltre ottanta opere proiettate figlie di autori provenienti da ogni latitudine del pianeta, dalle tematiche e poetiche diverse ma, per la maggior parte, caratterizzate dalla volontà di sperimentare nuovi linguaggi espressivi.

Un’inclinazione propria agli otto cineasti italiani a cui sono intitolati altrettanti premi sui dieci previsti: “Bozzetto, Cavandoli, Pino Zac e gli altri – ricorda Raffaelli – hanno rappresentato una spinta creativa fondamentale per tutto il cinema creativo italiano”. Di altri due maestri dell’animazione nostrana sono in programma le attese prime mondiali, sempre dopo le 21.15, di “Amricord” e “Merry Christmas” rispettivamente di Giovanni Ferrari, l’illustratore de “La Gabbianella e il gatto”, e Guido Manuli, disegnatore di corti animati dall’umorismo cinico e dissacrante, lo stesso che troveremo nel cortissimo natalizio che vedremo in prima mondiale.

Alle 17.50 in collegamento da Angouleme (Francia) sarà invece la volta degli animatori del futuro con “Viaggio a Teulada”, secondo dei “Sogni sardi” in cartellone, e la partecipazione dei Nas, New Animation in Sardegna, il progetto di formazione della Regione. L’interfaccia con le esperienze all’estero ha avuto ieri (7 dicembre) un emozionante episodio in diretta da Los Angeles con Cinzia Angelini regista di “Mila”, cartoon ambientato a Trento durante la seconda guerra mondiale che sta spopolando nei festival di tutto il mondo.

“Per realizzarlo sono stati coinvolti”, ha spiegato la regista italiana, “oltre trecento artisti da 35 paesi, con cui abbiamo lavorato da remoto per anni, molto prima della pandemia.” Team più ridotti ma molto espressivi nella serie “Preti” di cui il suo ideatore Astutillo Smeriglia ha introdotto il dissacrante sequel da 500mila visualizzazioni su youtube. Sono migliaia i ragazzi avvicinati all’animazione da Damiàn Perea, direttore del festival delle Canarie Animayo, che ha approfondito le finalità della sua pedagogia inclusa nei programmi scolastici. “Un esperimento – è intervenuto Raffaelli – che in Sardegna potrebbe avere molto successo.”

Damiàn Perea