Mario Giordano: «Il giornalismo deve stare dalla parte dei cittadini»

Il bambino con il taccuino, le inchieste di “Fuori dal coro”, le battaglie sulle case occupate e sulle liste d’attesa. Mario Giordano racconta il suo modo di fare informazione e spiega perché l’intelligenza artificiale lo preoccupa.

Intervista di Fausto Farinelli – Porto Cervo 13 Agosto 2026

Mario Giordano parla del giornalismo come di una passione che non si è mai spenta. Tutto cominciò quando aveva sette anni e riempiva i taccuini sognando di diventare cronista. Poi sono arrivati i giornali, la televisione, le direzioni e i libri. Quella curiosità, invece, è ancora lì.

Lo si capisce dalle risposte. Giordano sorride, ricorda gli inizi, ma cambia tono quando il discorso arriva alle case occupate o alle liste d’attesa nella sanità. In quei momenti le parole accelerano. E l’indignazione prende il posto dell’ironia.

Lei ha raccontato che la passione per il giornalismo nacque da bambino, con quel famoso taccuino ricevuto in regalo. Dopo aver diretto giornali e telegiornali, che cosa è rimasto di quel giovanissimo cronista?

Tutto. È rimasta soprattutto la passione.

Ho avuto la fortuna di fare il lavoro che amo e che non mi pesa. Non avevo parenti giornalisti. Ero un bambino di sette anni che sognava di fare il giornalista, cominciava a scrivere sui taccuini e poi continuava a riceverli in regalo.

Il mondo cambia, cambiano le possibilità e gli strumenti. Ma il giornalismo è bello se uno conserva dentro quella voglia di comunicare. È un fuoco: vedi una cosa e senti subito il bisogno di raccontarla.

Puoi usare il tamburo di latta, come si faceva una volta, oppure i social, la televisione, la radio e la carta stampata. Il mezzo viene dopo. Prima deve esserci quella voglia.

E bisogna raccontare dalla parte dei cittadini. Non dalla parte di chi sta in alto. Noi giornalisti dovremmo stare in mezzo, ma vicini alle persone, capire le loro esigenze e provare a rappresentarle. Ho sempre cercato di farlo.

Ogni tanto dico che spero non si accorgano di quanto mi diverto a fare il giornalista, altrimenti smettono di pagarmi. Perché lo farei lo stesso. È la cosa che mi piace fare.

Con “Fuori dal coro” avete realizzato inchieste che, in alcuni casi, sono riuscite a ottenere risultati dove la giustizia o le istituzioni non erano arrivate. È un modello che può cambiare anche il modo di fare informazione?

Non lo so. E, sinceramente, mi interessa anche poco.

Quando mi hanno proposto di fare una trasmissione, non volevo costruire il solito teatrino televisivo: quello di destra dice una cosa, quello di sinistra ne dice un’altra e alla fine rimane tutto com’era.

Di talk show ce ne sono tanti. Io ho cercato di fare una trasmissione che raccontasse le cose che non funzionano e, quando è possibile, provasse anche a risolverle.

Non mi interessa tanto smuovere gli altri giornalisti. Mi interessa smuovere le cose.

L’inchiesta sulle case occupate come nacque?

Da una telefonata.

Ci chiamarono due ragazzi. Volevano sposarsi, ma non potevano farlo perché il padre aveva affittato una casa e la persona che la occupava non voleva più andarsene.

Siamo partiti da quella storia e abbiamo scoperto che sotto c’era un mondo. Tantissime persone si trovavano nella stessa situazione e il sistema italiano, per ragioni diverse, non riusciva a dare loro una risposta.

La telecamera, in questi casi, funziona perché accende un faro. Se insisti, alla fine qualcosa si muove. Ma non dovrebbe funzionare così. Un cittadino non dovrebbe ottenere giustizia soltanto perché arriva una troupe televisiva.

Noi abbiamo contribuito a liberare 282 case. Sono casi concreti, famiglie vere. Poi la speranza è che, raccontandoli, si riesca anche a cambiare il meccanismo che li ha prodotti.

La stessa cosa accade con le liste d’attesa nella sanità?

Certo. Non è possibile che una persona riesca a ottenere una visita soltanto perché arriviamo noi con le telecamere.

Quando una signora ha un sospetto tumore e le fissano la visita nel 2029, io mi arrabbio. Mi viene da battere la testa contro il muro. Come si fa a non reagire? Non è umano. Non è possibile, non è giusto e non è lecito.

La salute è un diritto costituzionale. Se per curarti devi pagare, significa che in Italia possono farlo soltanto i ricchi. Ed è sbagliato.

Noi denunciamo il sistema, sperando che qualcuno intervenga. Nel frattempo, però, proviamo a risolvere il caso che abbiamo davanti. Quella visita ottenuta non sistema tutta la sanità, è evidente, ma per la persona che la stava aspettando cambia tutto.

Qualcuno le rimprovera di urlare troppo.

Sì, mi chiedono: “Perché urli?”.

Urlo perché certe cose non sono accettabili. Se una donna rischia di avere un tumore e deve aspettare anni per una visita, che cosa dovrei fare? Guardarla con distacco e passare all’argomento successivo?

Ogni tanto bisogna alzare la voce. La gente è distratta, è stanca. Lo capisco anche: uno torna a casa dopo una giornata difficile e magari preferisce guardare un film, invece di vedere un servizio che lo fa arrabbiare.

Però, se nessuno apre gli occhi su quello che accade, le cose non cambiano.

E non è vero che non cambia mai nulla. Negli anni abbiamo condotto battaglie sui costi della politica. Non abbiamo risolto tutti i problemi, ma qualche risultato è arrivato. Bisogna continuare a parlarne.

Lei ha scritto diversi libri contro sistemi di potere consolidati. Possiamo parlare di rabbia giornalistica?

La chiamerei indignazione.

Indignazione davanti a ciò che non funziona e davanti ai cittadini calpestati. Quel bambino di sette anni non sognava di diventare giornalista per andare a cena con i ministri. Voleva raccontare.

Anche questo libro sulle banche nasce da lì. Se nessuno parla di certi argomenti, è difficile che qualcosa cambi. E spesso sono proprio i temi più scomodi quelli dei quali non si vorrebbe parlare.

Il suo esordio televisivo avvenne a “Pinocchio”, con Gad Lerner. Eppure lei non pensava di essere adatto alla televisione.

Non ci avevo mai pensato.

Alla scuola di giornalismo avevo una voce e una faccia che non erano considerate proprio classiche. Non mi facevano fare nemmeno le prove, non mi lasciavano avvicinare al microfono.

Fu Gad Lerner a insistere. Lavoravo con lui in redazione, preparavo testi e schede. Continuava a dirmi: “Devi provare”. Alla fine provai e quello fu il mio esordio.

Poi, a 34 anni, diventai direttore di “Studio Aperto”. Prima, però, avevo già lavorato nella carta stampata. All’inizio degli anni Novanta facevo articoli e corrispondenze sportive da Torino. In seguito fui assunto da Feltri e affrontai tutti i passaggi della professione.

Non sono arrivato direttamente alla direzione. Ho fatto il collaboratore e il redattore. Sono partito dal lavoro quotidiano.

Nel 1971, durante la vicenda dei Pentagon Papers, il giudice della Corte Suprema americana Hugo Black disse che la stampa deve servire i governati, non i governanti. È anche il suo modo di intendere il giornalismo?

Sì. È la sintesi esatta.

In Italia, invece, una parte della stampa sembra pensarla diversamente. Capisco anche perché: stare vicino a chi governa è più facile. Può dare maggiori soddisfazioni, più riconoscimenti e più vantaggi.

Ma il bello del giornalismo è servire i governati. È il motivo per cui uno si alza al mattino ed è ancora felice di fare questo lavoro.

Questa scelta le ha creato problemi? Anche a livello aziendale?

Tantissimi.

Problemi aziendali, querele, denunce, difficoltà di ogni genere. Ogni tanto escono notizie sul programma a rischio. Ma siamo sempre tutti a rischio.

Anche questo libro ho potuto presentarlo pochissimo. In televisione, praticamente, non è mai stato mostrato.

I problemi ci sono, certo. Però continuo a considerarmi una persona fortunata, perché faccio il lavoro che mi piace. E penso che vada fatto così.

Finché potrò, continuerò. Se un giorno qualcuno mi dirà che non posso più farlo in questo modo, allora non lo farò più.

Informazione e intelligenza artificiale. La considera un’opportunità o un pericolo?

Mi spaventa tantissimo.

Per la prima volta ci troviamo davanti a una rivoluzione che rischia di cancellare l’uomo. Noi, invece, dobbiamo difenderlo.

Tutte le cose di cui abbiamo parlato nascono da sentimenti umani, non dagli algoritmi. L’indignazione davanti a una persona che non riesce a curarsi è umana. Anche il bisogno di raccontare un’ingiustizia lo è.

Gli algoritmi vengono costruiti da chi ha potere e possono finire per favorire ancora di più i potenti, lasciando indietro gli altri.

Spero che si riescano a stabilire delle regole. Ma le leggi bisogna farle e, soprattutto, bisogna rispettarle. In Italia ne abbiamo tante che esistono soltanto sulla carta.

La tecnologia può cambiare gli strumenti del giornalismo. Quello è già successo molte volte. Ma il giornalismo, senza l’uomo, diventa un’altra cosa.




Il teatrino delle commissioni: quando la politica fa il bis a spese dei cittadini

Alghero, 23 Settembre 2025 – redazione online

Marco Colledanchise

Ad Alghero capita anche questo: una commissione consiliare convocata per presentare un programma che era già stato presentato. Il presidente della IV Commissione, Marco Colledanchise, ha fissato per il 25 settembre alle 15 un incontro a Villa Maria Pia con un unico punto all’ordine del giorno: gli eventi di San Michele. Nulla da discutere, nessun problema urgente da risolvere, solo la replica di qualcosa che la città conosce già.

Politica che si parla addosso

Qui non si tratta più di politica, ma di un teatrino autoreferenziale. Consiglieri, assessori e dirigenti che si riuniscono ufficialmente per dirsi cose che hanno già detto pubblicamente. Un bis inutile, con il rischio di trasformare la commissione in una sorta di cabina di regia per pochi intimi, mentre i cittadini restano spettatori annoiati.

Spreco travestito da istituzione

Convocare una commissione non è un gioco: comporta costi, tempo, personale e soldi pubblici. E se tutto questo viene fatto per replicare un annuncio già avvenuto, allora non siamo più davanti a un servizio per la comunità, ma a un esercizio di potere e forma senza sostanza. È l’ennesima dimostrazione di come la politica locale sappia complicare anche ciò che dovrebbe essere semplice: comunicare un programma di eventi.

Una domanda ai cittadini

A questo punto la riflessione diventa inevitabile: è accettabile che le commissioni consiliari vengano usate con tanta leggerezza, quasi come palcoscenici per chi le presiede e le convoca? O non sarebbe meglio pretendere che venissero dedicate a temi seri, problemi reali, questioni concrete della città?

La scelta, in fondo, è anche nostra: possiamo continuare ad assistere in silenzio a questi spettacoli, oppure possiamo iniziare a chiedere conto di come viene speso ogni minuto e ogni euro della macchina comunale.




Trasporto aereo: strutturale la misura che rimborsa ai cittadini sardi il 25% del biglietto sui voli europei e nazionali non coperti da continuità territoriale

COMUNICATO STAMPA

C agliari, 23/01/2025

La Regione Sardegna abbatte strutturalmente i costi dei biglietti per i voli nazionali non coperti dalla continuità territoriale e per tutte le rotte di collegamento tra la Sardegna e gli aeroporti all’interno dello spazio economico europeo. Su queste destinazioni tutti i cittadini residenti nell’isola potranno infatti chiedere il rimborso del 25% sul prezzo del biglietto, a partire da un costo di 100 euro, e lo potranno fare on line sulla piattaforma informatica “SardegnaTrasporti”, disponibile al link: [ https://sardegnatrasporti.regione.sardegna.it/ | https://sardegnatrasporti.regione.sardegna.it/ ] . Le richieste dovranno essere presentate entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello del volo.

“Gli aiuti sociali per il trasporto aereo diventano una misura strutturale che vogliamo diventi parte integrante dell’offerta di mobilità aerea destinata ai cittadini sardi – commenta l’assessora ai Trasporti Barbara Manca – Dopo le modifiche da noi apportate lo scorso giugno il numero di domande presentate, rispetto al periodo sperimentale compreso tra dicembre 2023 e giugno 2024, è cresciuto di ben 12 volte, passando da circa 47mila euro a più di 570mila euro di rimborsi richiesti. Questo è stato possibile estendendo la platea dei beneficiari e aumentando l’entità del rimborso erogabile. Il nostro obiettivo è di erogare tutte le risorse disponibili, al momento circa 5 milioni di euro annui, così da rendere il contributo una vera e propria integrazione della continuità territoriale”

La misura è contenuta in una apposita delibera della giunta regionale, proposta dell’assessora ai Trasporti, che ha approvato la conferma degli aiuti a carattere sociale per il trasporto aereo, estendendo i rimborsi – che costeranno alla Regione circa 5 milioni di euro l’anno – a tutto il periodo successivo al 2024, a partire quindi dal 1° gennaio 2025 senza alcuna interruzione rispetto alla precedente scadenza del 31 dicembre 2024, prevista per il periodo sperimentale.

L’intervento era stato varato per la prima volta a dicembre 2023 ed era stato denominato “aiuti a carattere sociale per il trasporto aereo”. L’attuale Giunta ha ampliato la platea dei beneficiari estendendola a tutti i cittadini residenti in Sardegna con una delibera approvata il 28 giugno 2024. Sempre in quell’occasione l’entità del rimborso era stata portata a un 25% fisso su tutte le tratte a partire dai 100 euro in su. Con la delibera di oggi lo strumento di sostegno sociale al trasporto aereo viene confermato in blocco così come nella sua ultima versione e viene esteso nel tempo, senza soluzione di continuità, fino a nuove disposizioni.

Il contributo che copre il 25% del prezzo del biglietto per ciascuna tratta e per singolo utente, arriva fino a un massimo di 125 euro con costo del biglietto pari a 500 euro. Il rimborso è comprensivo di tutte le tasse e spese fatturate dal vettore all’utente e include i servizi come ad esempio bagagli extra e imbarco prioritario. La Regione Sardegna continua a lavorare affinché in futuro l’agevolazione ai sardi si trasformi in uno sconto diretto da applicare al momento dell’acquisto.

Nei prossimi mesi l’assessorato ai Trasporti interverrà anche sulla semplificazione della procedura per accedere ai rimborsi: “Siamo consapevoli del fatto che l’obiettivo diventa raggiungibile una volta che avremo semplificato la procedura sia per quanto riguarda la richiesta del rimborso che per la lavorazione delle pratiche, oggi in capo agli enti locali – prosegue l’assessora Manca –. Enti con poche risorse a disposizione che non sono in grado di assicurare tempistiche rapide. Nei prossimi mesi contiamo di lavorare proprio sulla facilità di accesso al contributo, con lo scopo futuro di trasformare il rimborso in uno sconto diretto da applicare al momento dell’acquisto”.

Le rotte di collegamento tra la Sardegna e gli aeroporti situati all’interno dello Spazio economico europeo sono le seguenti: Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacchia, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria. Per il momento le uniche rotte escluse sono quelle in regime di continuità territoriale, già interessate dal sistema a tariffe agevolate.

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Ufficio Stampa Regione Sardegna
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Ammortizzatori sociali Sogeaal. la politica cittadina in campo: Pais, Tedde, Udc e Riformatori

AEROPORTO DI ALGHERO, PAIS: “CASSA INTEGRAZIONE STRIDE CON CRESCITA TRAFFICO PASSEGGERI”

Alghero, 7 febbraio 2023 – “L’Aeroporto di Alghero è una infrastruttura fondamentale e strategica sia dal punto di vista del diritto alla mobilità non solo dei sardi, garantito dalla Costituzione Italiana, sia come volano dello sviluppo economico dell’intera Sardegna. Per questo sono preoccupato per la possibile attivazione della cassa integrazione per parte del personale della Sogeaal”. Così il presidente del Consiglio regionale Michele Pais in relazione alla notizia diffusa dalla So.Ge.A.Al del ricorso agli ammortizzatori sociali per il personale dello scalo algherese.

” Una decisione che ove confermata, striderebbe con le performance che sono state evidenziate dalla stessa società di gestione dell’aeroporto, che lo vede tra quelli che hanno avuto la maggiore crescita a livello regionale e nazionale” – continua Pais – “E’ certamente necessario sostenere e accelerare gli investimenti programmati nello scalo per renderlo competitivo e adeguato ad un mercato come quello aereo che richiede infrastrutture adeguate, anche nei servizi non aviation, e tecnologicamente avanzate. Da questo punto di vista c’è tutto l’impegno, con atti concreti, del Presidente Solinas e dell’Assessore Moro per difendere e rafforzare lo scalo che non può più alternare perennemente momenti di forza e debolezza, che negli anni l’hanno fatto apparire a torto, a volte colpevolmente, sempre precario. Così non può essere. Servono, una volta per tutte, stabilità e certezze di futuro”

“Nei prossimi giorni mi recherò in Aeroporto per dialogare, come faccio regolarmente, con i vertici della Società di gestione, manifestare vicinanza al personale, prezioso, e garantire massimo sostegno all’Aeroporto” – conclude il presidente Pais – “C’è l’impegno quotidiano del Presidente della Regione, del Consiglio regionale e della Giunta per risolvere il problema dei collegamenti in continuità territoriale e per favorire il rafforzamento delle rotte, come anche per l’adeguamento dello scalo agli standard internazionali. Nessuno deve retrocedere rispetto ai propri impegni e responsabilità: Istituzioni, comparto produttivo – con cui è necessaria maggiore connessione- e società di gestione chiamata ad uno sforzo per la difesa della massima operatività dello scalo e dei livelli occupazionali”.

SOGEAAL, ON. MARCO TEDDE: DICIAMO NO ALLA PROPOSTA DI AMMORTIZZATORI SOCIALI. LA REGIONE FACCIA VALERE IL PESO DELLA SUA QUOTA AZIONARIA.

Cagliari, 09 febbraio 2023 – SOGEAAL, PROPOSTA DI AMMORTIZZATORI SOCIALI, ON. MARCO TEDDE: LA REGIONE FACCIA VALERE IL PESO DELLA SUA QUOTA AZIONARIA-. Sul tema della proposta di ammortizzatori sociali fatta da Sogeaal ai sindacati del trasporto aereo il consigliere regionale Marco Tedde esprime serie perplessità ancorate alla temperie economico imprenditoriale favorevole in cui gravita la società di gestione dell’aeroporto di Alghero. Una proposta -commenta Tedde- “che non trova riscontro nei grandi numeri messi in campo dallo scalo algherese negli ultimi mesi. Solo il mese di gennaio ha fatto registrare 73.040 passeggeri, con un + 67% rispetto al 2022 e + 31% rispetto al 2019.”. Questi dati debbono far riflettere e far reagire la classe politica regionale, che deve sforzarsi di uscire dalle eteree lamentazioni ed entrare nell’ambito delle proposte concrete. “In primo luogo sono convinto che la Regione, forte della sua quota azionaria del 30% circa, deve intervenire con determinazione e dare indirizzi chiari e di prospettiva -sottolinea Tedde-.” Secondo Tedde anche la Rete Metropolitana, che ha versato nelle casse di Sogeaal 3 milioni di euro, deve chiedere spiegazioni sulle ricadute di questo importante investimento. “Sono sempre più convinto che il peccato originario sia stato commesso dalla Giunta Pigliaru nel 2016, allorché favorì la vendita del pacchetto di maggioranza di Sogeaal “al buio”, senza conoscere l’offerta tecnica, e cioè il progetto di gestione e di sviluppo aeroportuale di F2I -evidenzia Tedde, che sul tema condusse lunghe battaglie contro il Governo Pigliaru in consiglio regionale-. Ma oggi -secondo l’esponente politico- occorre guardare lontano. E sono convinto che l’assessore Moro, nonostante sia stato nominato da poco tempo, si stia muovendo in quest’ottica. Bisogna ridisegnare un sistema del trasporto aereo isolano che non esiste. “La Regione deve sollecitare il Governo ad interloquire con la Commissione Europea in modo determinato, per ottenere una modifica della continuità territoriale che deve funzionare alla stregua di un ponte che collega la Sardegna alla terraferma, senza la possibilità di fare distinzioni fra passeggeri residenti e non. E nel frattempo deve varare una volta per tutte un piano regionale dei trasporti che organizzi all’interno di un sistema i tre aeroporti, affidando a ciascuno una “mission”. Ma adesso, senza perdere tempo, facendo leva sugli orientamenti europei del 2014 e sulla sentenza dell’Alta Corte di Giustizia europea del 17 novembre del 2022, deve mettere in campo risorse -magari quelle risparmiati nella gara per la continuità territoriale- per finanziare nuove rotte triennali in applicazione del principio dell’operatore in una economia di mercato (MEO) . Fattispecie, questa, che rende “legittimi” gli aiuti di stato. “Se non lo facciamo ora, quando? -chiude l’ex sindaco di Alghero Marco Tedde-.”

L’atteggiamento della società Sogeaal deve cambiare

Prendiamo atto che, nostro malgrado, la questione Aeroporto è divenuta centrale. E questo, quasi, fuori tempo massimo. Infatti se solo ieri, dopo un percorso tortuoso e molto al limite, si è arrivati alla partecipazione di due vettori per la Continuità Territoriale, d’altra parte restano tutti irrisolti i quesiti e soprattutto i problemi dell’Aeroporto di Alghero, Infrastruttura che da alcuni anni pare essere “un’astronave” lontana anni luce del territorio e in particolare dai maggiori centri, figuriamoci da quelli minori. Certo le responsabilità di questa situazione sono da distribuire su più soggetti, compreso un nostro mea culpa. Infatti, se la privatizzazione poteva anche essere un passaggio da approvare, questa andava definita con una presenza più solida e strutturata dei maggiori Enti privati e pubblici del Nord Ovest Sardegna. Di sicuro, nonostante i vari proclami e le attese rispetto ad una società che fa capo ad un fondo di investimenti partecipato dallo Stato (e dunque dal Governo, Ministero del Tesoro oggi guidato da Giorgetti), non ci sono state le paventate e proclamate straordinarie ricadute positive che ci sarebbe dovuto essere. Anzi, a fronte di una stagione record (con +68%) e di un mese di gennaio altrettanto positivo, assistiamo attoniti alla richiesta degli ammortizzatori sociali verso i dipendenti da parte della Sogeaal. I sindacati sono già allarmati cosi come tutti coloro che non vogliono che lo scalo diventi sempre più marginale e stagionale andando cosi a condannare tutti gli sforzi atti ad allungare la stagione e creare nuove stagioni per attirare più flussi turistici. Se l’atteggiamento di Sogeaal lascia a dir poco perplessi, se non preoccuparti, è disarmante il fatto che ancora non siano stati fatti degli interventi utili, ad esempio, a migliorare l’accesso all’Aeroporto e la sua maggiore fruizione (cartellonistica, illuminazione stradale, trasporti su rotaie e maggiori su gomma coi comuni del territorio, etc) cosi come si è ancora in attesa dell’agognata nuova zona arrivi e pure dei parcheggi multipiano, come previsto da progetto di anni fa. Un fatto assurdo visto che lo scalo fu consegnato ai privati coi lavori già (in parte) realizzati e pagati. A fronte di queste lacune, ma di un periodo che registra numeri record nel traffico dello scalo, non è facile capire le scelte della Società di gestione aeroportuale che ha deciso di utilizzare in maniera decisa e netta la sua forza con la paventata attuazione degli ammortizzatori sociali. L’utilizzo della cassa integrazione o molto più probabilmente l’applicazione della casa di solidarietà che, in più, consentirebbe a Sogeaal ed F2I di alleggerire i costi in un orizzonte temporale più ampio rispetto alla cassa integrazione. Non vorremmo, come anche già emerso in alcuni commenti di importanti rappresentanti del territorio, che la Sogeaal voglia cavalcare una generale condizione di smarrimento generalizzato e ancora di più presente nel Nord Ovest dell’Isola, per attuare delle scelte non adeguate, più privatistiche che pubbliche, e contrarie allo sviluppo e benessere di tutti. Oggi il territorio sta rischiando di pagare a caro prezzo questa situazione. Per questo chiediamo ai massimi rappresentanti della Sardegna, vista anche la nutrita schiera di rappresentanti eletti in Parlamento alle ultime elezioni con anche il deputato Deidda che ricopre il ruolo di Presidente della Commissione Trasporti, compresi i consiglieri regionali eletti da questo territorio, a partire dal Presidente Pais e dall’asssessore Moro, di intervenire in maniera definitiva facendo chiarezza su quelle che sono le azioni da attivare, anche nell’immediato, al fine di evitare un pericoloso tracollo che trascinerebbe nel baratro gran parte della Sardegna. Partendo dal fatto che stiamo parlando di uno scalo storico dove è nato il traffico passeggeri legato al turismo, senza considerare la garanzia, ogni giorno dell’anno, di un’adeguata a Continuità Territoriale magari proprio, senza ulteriori lungaggini, col vettore statale. Per chiudere, rendiamo noto che sull’importante e centrale tema dell’Aeroporto di Alghero andremo a chiedere un Consiglio Comunale aperto alla presenza, riteniamo indispensabile, dei rappresentanti di Sogeaal, oltre che delle massime cariche Istituzionali. 

Christian Mulas, consigliere comunale Udc
,Alberto Bamonti, consigliere comunale Riformatori Sardi




Giorgia Meloni a sindaci: “Istituzione più vicina ai cittadini”

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è presentato all’evento della Nuvola dell’Eur di Poste Italiane per il lancio del progetto “Polis-Casa dei servizi digitali”. Ha parlato alla vasta platea di sindaci, composta principalmente da rappresentanti di Comuni sotto i 15.000 abitanti, dichiarando che “i sindaci sono l’istituzione più vicina ai cittadini”. Meloni ha espresso l’impegno del governo a supportare i sindaci nella loro missione attraverso la semplificazione, la digitalizzazione e la riduzione dell’abuso d’ufficio. Ha affermato che l’obiettivo è un’Italia unita e con gli stessi diritti per tutti, senza distinzioni tra cittadini, aree e servizi. Meloni ha sottolineato l’importanza di lavorare insieme con lealtà e responsabilità, e di non lasciarsi distrarre da personalismi e beghe politiche. Ha dichiarato di avere l’ambizione di dare all’Italia un governo che durante cinque anni fornisca risposte efficaci, e che l’Italia possa essere ancora un esempio per il mondo.

Roma, 30 Gennaio 2023 – la redazione




Il Consiglio Comunale accoglie tra i cittadini algheresi Vittorio Moretti, patron della Sella &Mosca

Alghero, 5 novembre 2021 – La Città di Alghero conferisce la cittadinanza onoraria a Vittorio Moretti, imprenditore del comparto vitivinicolo, interprete del miglioramento del sistema economico del territorio attraverso il rafforzamento e la modernizzazione della Sella&Mosca. Ieri il Consiglio Comunale, dando atto della proposta del Sindaco Mario Conoci, si è espresso all’unanimità sulla delibera di conferimento della cittadinanza onoraria, con la seguente motivazione: “la cittadinanza onoraria a Vittorio Moretti è segno di riconoscimento e gratitudine per il prezioso, costante impegno e contributo profusi nel processo di crescita e miglioramento del sistema economico del territorio e la creazione di nuove prospettive di sviluppo, attraverso il rafforzamento e la modernizzazione, in perfetta simbiosi tra innovazione e tradizione, dell’impresa Sella&Mosca. Vittorio Moretti ha saputo valorizzare l’eredità vitivinicola del marchio storico che esprime Alghero nel mondo, con investimenti significativi che hanno esaltato l’identità territoriale coerentemente con la storia dell’azienda, e con tecniche e strumenti all’avanguardia. Con passione e professionalità ha saputo, peraltro, restituire anima alla cantina, prestando attenzione alla nostra cultura e al legame che unisce la storica azienda vitivinicola alla città di Alghero. Una identità territoriale e una visione internazionale che ha favorito ancor di più la cultura dell’accoglienza, l’esportazione, la valorizzazione del nostro vino e le prospettive del settore vitivinicolo, anche in risposta ai cambiamenti climatici, utilizzando gli strumenti moderni della meteorologia, secondo una visione avveniristica basata sul digitale e la tecnologia”.
Vittorio Moretti nasce il 28 aprile 1941. Dal 1967 avvia la propria impresa edile a Ebrusco, in Franciacorta (Brescia). Inizia la crescita della Moretti Spa nel settore delle costruzioni, con una crescita straordinaria fatta di competitività e affermazioni sul mercato. Nel 1974 si compie la svolta con l’acquisto di ettari di vigneto in Franciacorta e, nel 1977, la prima cantina conosciuta come azienda Bellavista che in breve tempo raggiunge un altissimo livello di considerazione nazionale ed internazionale entrando nell’olimpo dei grandi Champagne grazie all’eleganza e allo stile unicamente italiano. Vittorio Moretti è promotore, a partire dagli anni ottanta, di alcune iniziative imprenditoriali e culturali volte a portare nei territori del vino un turismo qualificato, in grado di apprezzarne le bellezze storiche, naturali e artistiche. Nel 1997 nasce la holding terra Moretti, di cui Vittorio Moretti è presidente, affiancato dalle figlie Carmen, Francesca e Valentina. Nel 2016 la holding acquisisce i marchi Sella& Mosca e Terruzzi arrivando a posizionarsi al quarto posto assoluto in Italia tra le aziende per numero di ettari vitati ( 1.154).

La proclamazione di Vittorio Moretti avverrà in forma ufficiale con una cerimonia di consegna dell’attestato di riconoscimento contenente le motivazioni




LEGNAME DEPOSITATO SULLE COSTE – POSSIBILE PRELIEVO PER I CITTADINI

Ordinanza che autorizza il prelievo del legname depositato dalle mareggiate sulle coste algheresi 

Alghero, 19 maggio 2021 – Il legname depositato sulle coste dalle mareggiate potrà essere raccolto dai cittadini. Fino al 31 maggio, dalle 9:00 in poi, per tutta la giornata, il materiale ( tronchi, rami) di chiara origine forestale sarà oggetto di rimozione da chiunque fosse interessato per un utilizzo ai fini personali, senza fini di lucro. Il prelievo è stabilito da un’ordinanza sindacale pubblicata oggi dal Comune di Alghero. 

La rimozione di detto materiale risulta necessaria affinché non costituisca ulteriore fonte di rischio in occasione di successivi eventi, pertanto che il legname depositato lungo gli arenili del Comune di Alghero può essere considerato una risorsa per i cittadini di Alghero. 

I privati cittadini sono autorizzati alla raccolta del materiale ligneo giacente sulle aree demaniali marittime, ai fini della combustione in impianti termici civili, previa separazione da altri materiali di origine antropica (carta, plastica, materiali ferrosi, ecc.), che dovrà essere gestito in conformità alla vigente normativa sui rifiuti. Potranno essere utilizzati attrezzi per il taglio del legname che necessita di una riduzione degli ingombri e del peso avendo cura di ripulire e portare via tutti gli scarti.Per chi effettua il prelievo è stabilito l’obbligo di comunicare preventivamente, mediante e-mail o posta elettronica certificata, all’Amministrazione comunale ([email protected]), alla Guardia Costiera ([email protected]) e alla Forestale ([email protected]) i dati anagrafici del prelevante, il luogo, la data e l’orario di prelievo, almeno 24 ore prima delle operazioni. 




Vaccini anti-Covid per i cittadini ultraottantenni.

In accordo con la Dott.ssa Maria Giuseppa Campus, invitiamo tutti i nostri concittadini nati fino al 31 dicembre 1941 che per qualche ragione non hanno ancora ricevuto la prima dose di vaccino a recarsi domani, sabato 27 marzo, a partire dalle ore 8.30, all’hub allestito presso il salone ex Audi di Olbia, S.S. 125 Orientale Sarda (sulla sopraelevata), perché gli sia somministrato.

Ricordiamo ancora una volta che il vaccino è lo strumento più efficace di cui disponiamo attualmente per prevenire i contagi, proteggere noi stessi e l’intera comunità, ed evitare che persone fragili per questioni anagrafiche, quali sono i nostri concittadini più anziani, possano contrarre la malattia.

                              Settimo Nizzi
                            Sindaco di Olbia



Olbia: Vaccini anti-Covid per i cittadini ultraottantenni

15 marzo 2021– In accordo con la Dott.ssa Maria Giuseppa Campus, responsabile del servizio igiene pubblica della Assl di Olbia, siamo pronti a procedere in maniera coordinata con la vaccinazione dei nostri concittadini ultraottantenni. Entro la fine della settimana prossima saranno tutti vaccinati, un grande passo avanti per proteggere i nostri anziani. Si proseguirà subito dopo con l’immunizzazione delle altre fasce della popolazione, come previsto dalla normativa vigente.

Tutti i residenti ad Olbia, nati fino al 31 dicembre 1941, dovranno presentarsi negli orari e luoghi stabiliti e dovranno portare con sé il modulo relativo al consenso (allegato alla presente comunicazione), un documento d’identità e la tessera sanitaria. Il consenso verrà fatto firmare sul posto a tutti quei pazienti impossibilitati ad arrivare all’appuntamento con il modulo già compilato. Verranno comunicati in loco la data e l’ora relativi alla seconda somministrazione.

Ospedale Giovanni Paolo II, Via Bazzoni – Sircana, Località Tannaule:

  •   Persone con cognome che inizia con la lettera A e B: martedì 16 marzo dalle ore 8.00 alle ore 14.30.
  •   Persone con cognome che inizia con la lettera C: mercoledì 17 marzo dalle ore 8.00 alle ore 14.30.
  •   Persone con cognome che inizia con la lettera D, E, G: giovedì 18 marzo dalle ore 8.00 alle ore 14.30.
  •   Persone con cognome che inizia con la lettera F, H, I, J, K, L, N: sabato 20 marzo dalle ore 8.00 alle ore 14.30. Hub allestito presso il salone ex Audi di Olbia, S.S. 125 Orientale Sarda (sulla sopraelevata):
  •   Persone con cognome che inizia con la lettera M, O, P: martedì 23 marzo dalle ore 8.00 alle ore 14.30.
  •   Persone con cognome che inizia con la lettera Q, R, S, T, U, V, W, X, Y, Z: mercoledì 24 marzo dalle ore 8.00 alle ore 14.30. I pazienti impossibilitati a muoversi devono fare riferimento al proprio medico di famiglia o al settore servizi sociali del Comune di Olbia. Verrà spiegata loro la procedura dedicata per ricevere il vaccino.
    Le persone che dovessero già aver ricevuto la prima dose di vaccino, naturalmente, non dovranno presentarsi. Settimo Nizzi Sindaco di Olbia



Comunicato stampa – Elezioni comunali. I cittadini degli altri Stati dell’UE possono votare, ecco come fare.

04/02/2021 – «In vista delle prossime elezioni comunali, vogliamo rendere nota fin d’ora la modalità di esercizio del diritto di voto per i cittadini dell’Unione Europea che risiedono ad Olbia, poiché riteniamo fondamentale il contributo di tutta la popolazione alla determinazione del governo della città per i prossimi cinque anni, un diritto inviolabile a cui nessuno dovrebbe rinunciare». Così si esprime il sindaco Settimo Nizzi in merito alle consultazioni che si terranno ad Olbia la prossima primavera.

Potranno votare tutti i cittadini dei seguenti Paesi aderenti all’Unione Europea, naturalmente purché siano residenti ad Olbia: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. Per l’esercizio del detto diritto è sufficiente presentare all’ufficio protocollo del Comune di Olbia – via Garibaldi 49, piano terra -, la domanda di iscrizione nelle apposite liste elettorali aggiunte, unitamente a copia del documento di identità.

«È già possibile presentare la domanda ed invitiamo i nostri concittadini a procedere quanto prima, in modo da non ridursi all’ultimo momento. La data delle consultazioni deve ancora essere fissata, ma l’istanza deve essere effettuata non oltre il 40° giorno antecedente le elezioni, cioè non oltre il quinto giorno successivo all’affissione del manifesto di convocazione dei comizi elettorali» conclude il sindaco.