“Binu de Sardigna” domenica a Codrongianos con Salvatore Taras e Maria Giovanna Cherchi

Il 24 novembre alle 21 l’appuntamento su CatalanTV è con le Tenute Soletta tra utilizzo di nuove tecnologie ed economia circolare

Gli approfondimenti sui vini sono a cura di Gilberto Arru

Domenica 24 novembre alle 21 su Catalan TV il terzo appuntamento con “Binu de Sardigna” conduce gli spettatori alla scoperta delle Tenute Soletta di Codrongianos, dove il titolare Umberto porta avanti la consolidata tradizione di una famiglia di origini francesi, quella dei Solet, il cui cognome fu italianizzato dopo l’arrivo in Sardegna oltre cento anni fa. Salvatore Taras e Maria Giovanna Cherchi ci accompagnano in questo viaggio nel mondo del vino in pieno Logudoro, in un’azienda dove l’approccio alla coltivazione e alla produzione è improntato alla ricerca delle innovazioni da un lato e al rispetto della natura e dei suoi tempi dall’altro.

La puntata mostra le operazioni di vendemmia eseguite a macchina, un metodo che rapportato a quello tradizionale a mano permette di intervenire rapidamente al momento della maturazione delle uve e di superare la difficoltà nel reperire personale. Ogni attività in vigna o in cantina è eseguita in un’ottica di “economia circolare” per mantenere il più possibile intatto l’equilibrio e l’armonia tra natura e intervento dell’uomo.

La cantina è dotata delle ultime tecnologie per la vinificazione in botti in acciaio e cemento di varia capacità e termo-controllate, mentre l’affinamento nella bottaia con barriques di rovere è rivolto soprattutto ai vini rossi.

L’azienda offre la possibilità di visite in cantina e nelle vigne, e possiede un Wine Resort con piscina e campo da tennis dotato di tre camere denominate non a caso Cannonau, Vermentino e Moscato, che sono anche le principali tipologie di vitigni coltivati insieme a varietà importate come Incrocio Manzoni e Cabernet Sauvignon. L’analisi dei vini in lingua sarda è affidata come sempre alla magistrale competenza del noto critico enogastronomico Gilberto Arru, coordinatore regionale della guida Vinibuoni d’Italia e Premio giornalistico della Sardegna 2024 per l’Enogastronomia.

Sarà invece Gianfranco Casu, accompagnato da Maria Giovanna Cherchi, a portare gli spettatori alla scoperta della basilica di Saccargia e a far conoscere storie e personaggi di Codrongianos. Tra gli intervistati ci sarà anche l’ultracentenario padre di Umberto, Battista, che erede di una lunga tradizione familiare, ha impiantato il primo vigneto a Corona Majore nel 1965. 

Il programma è prodotto dalla DB Video Management con la regia di Mauro Fancello, e va in onda tutte le domeniche alle 21 per dieci puntate su Catalan TV. L’attività è realizzata con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, Bando Imprentas 2023-24, LR 22/2018, art. 22.




L’Acqua San Martino ritorna in tavola da Ferragosto: collaudati i nuovi impianti a tecnologia 4.0

CODRONGIANOS. L’acqua minerale di San Martino tornerà sulle tavole e nei locali dei sardi a partire da Ferragosto. L’azienda di Codrongianos sta infatti ultimando un processo di rinnovamento tecnologico senza precedenti che guarda con attenzione all’innovazione ealla sostenibilità.

Sono stati appena collaudati i nuovi impianti con tecnologia 4.0, risparmio di emissioni e produttività aumentata, che permettono di imbottigliare sia pet (in una versione tutta nuova con ben il 30 per cento di materiale riciclato trasparente ed ecologico) sia vetro, e a breve – primi in Sardegna, novità assoluta che proietterà la San Martino al massimo dell’innovazione tra le aziende del beverage – le lattine in alluminio, che aumenteranno la versatilità dei consumi nel pieno rispetto per l’ambiente.

«L’acqua è mancata su molte tavole, ne siamo consapevoli; in tanti ci scrivono e ci chiamano chiedendo spiegazioni. Per questo vogliamo fare chiarezza, raccontando dove stiamo andando e che stiamo tornando. Ogni rivoluzione ha le sue conseguenze e se tornassi indietro rifarei per l’azienda tutto quello che abbiamo deciso di fare. Lo dobbiamo a noi, alla nostra terra, ai nostri consumatori. Innovazione tecnologica e sostenibilità sono i due fari paralleli che ci hanno illuminato la strada in questi dodici mesi. Abbiamo uno stabilimento tutto nuovo, con nuovissimi impianti di imbottigliamento proiettati verso il futuro», dice Luca Simula, amministratore unico di San Martino.

E visto che si sta cambiando si rinnova anche la veste grafica, rossoblù perché la Sardegna è nel cuore più che mai. Il blu per San Martino rappresenta l’intensità della sua acqua, e il rosso la vulcanicità del sottosuolo in cui scorre a oltre mille metri sotto terra. Il marchio è rappresentato da un cavaliere stilizzato, con una scritta moderna che riprende un’etichetta degli anni Sessanta, epoca particolarmente positiva per la frizzante più amata dai sardi.

«L’unica cosa che non cambia, all’interno di un bacino acquifero di migliaia di ettari, in un’oasi verdissima di colline e pinete, è l’acqua – fanno sapere i produttori –. L’acqua che da migliaia di anni viene riconosciuta per i suoi pregiati minerali che le conferiscono gusto e qualità adatte al benessere fisico».

Tra le novità recenti del Gruppo, anche il rilancio di Acqua Sandalia, l’effervescente mediominerale in versione lievemente frizzante, la cui mineralità si inserisce perfettamente tra San Martino e Giara, la naturale oligominerale tornata sul mercato un anno fa.




San Martino e Giara orgoglio di Sardegna: trionfo al Superior Taste Award di Bruxelles

L’acqua minerale di Codrongianos è l’unica azienda italiana ad aver conquistato le tre stelle per il nono anno consecutivo

È il massimo riconoscimento internazionale di qualità per le eccellenze enogastronomiche

Nella foto da sinistra Pier Mario Simula (comunicazione) e Luca Simula (amministratore)

BRUXELLES. Due acque minerali sarde nell’olimpo delle più grandi eccellenze enogastronomiche internazionali: la San Martino e la Giara conquistano le tre stelle del Superior Taste Award di Bruxelles, il massimo riconoscimento di qualità nel settore agroalimentare, divenendo l’orgoglio del made in Sardinia. Se si potesse fare un paragone calcistico, potremmo dire che hanno vinto il “pallone d’oro” dei migliori prodotti al mondo per il food e beverage.

Le tre stelle dell’International Taste Institute di Bruxelles, per la San Martino sono ormai una consuetudine da ben nove anni, una costanza nei livelli di qualità che ha permesso all’azienda con sede a Codrongianos di ottenere l’ambito livello “Diamond”. Ed è l’unico marchio italiano ad aver raggiunto un risultato tanto straordinario.

San Martino e Giara sono due realtà contrapposte e complementari. La prima è un’iperminerale frizzante che sgorga effervescente naturale da antichi vulcani del Logudoro. La seconda, imbottigliata a Villasor, è un’oligominerale naturale morbida al palato (entrata da poco a far parte del Gruppo San Martino) che dopo aver mosso i primi passi in campo internazionale si è subito ritrovata tra i giganti.

Con una produzione sempre in ascesa, la San Martino è oggi l’acqua frizzante più consumata nell’isola, e la sua quota di mercato – secondo i dati forniti dalla Nielsen – corrisponde a circa il 45 per cento del totale.

Notevole soddisfazione è stata espresso dai titolari, la famiglia Simula, per questo ennesimo successo che va ad impreziosire il già ricco palmarès “stellare” dell’azienda. «Acqua Giara si conferma un ottimo prodotto, una perfetta compagna complementare di Acqua San Martino – ha affermato Luca Simula, amministratore del gruppo –. Ce lo dimostra ogni giorno il veloce e crescente gradimento riconosciutole dai consumatori che ne apprezzano il gusto. Un gusto che gli assaggiatori esperti hanno definito “morbido e gentile sul palato”. Il tutto grazie a un fondamentale contributo del trade che in breve tempo ha aperto le porte a questa oligominerale speciale. Sicuramente è stata premiante la scelta del vetro a rendere sia a domicilio (un mercato cresciuto esponenzialmente durante i mesi di lock-down), sia nei consumi fuori casa in ristoranti, bar e hotel prestigiosi. Ringrazio personalmente i partner affezionati che credono in questa nuova avventura e ci affiancano quotidianamente. Questi premi sono anche per loro».

Compiacimento è stato espresso nondimeno da Pier Mario Simula, responsabile della comunicazione: «Sapere che oltre duecento chef e sommelier hanno valutato le nostre acque come eccellenti durante le loro degustazioni “in cieca” ci dà una grande carica. Nessuna acqua al mondo ha raggiunto un risultato simile a quello di San Martino negli anni. E Giara è sulla buona strada. La bella notizia coincide con l’arrivo di quest’ultima sul mercato regionale, in un’estate particolare in cui, se è vero che le presenze e i consumi sono ridotti, è altrettanto vero che la ricerca della qualità è in crescita. Possiamo affermare che la nostra massiccia campagna pubblicitaria iniziata a giugno si dimostra vincente. È un orgoglio far parte di un’azienda che con coraggio investe e continuerà a investire per creare nuovi posti di lavoro – conclude Simula –  e quindi rafforzare l’identità del comparto alimentare sardo per i consumi locali e per i nuovi mercati. Soprattutto in un momento critico come questo, in cui è fondamentale aiutare l’economia della nostra isola per il presente e per il futuro».




La San Martino Acque Minerali lancia la campagna “Io sanifico”

Luca Simula: “Impegniamoci tutti e usciremo prima dall’emergenza”

L’azienda ha eseguito un meticoloso intervento di disinfezione ambientale nello stabilimento con sede a Codrongianos e in quello di Villasor dove sono prodotte le etichette Giara e Sandalia

CODRONGIANOS. “Investire in prevenzione per ritornare al più presto alla normalità, soprattutto ora che riparte il settore della ristorazione in Sardegna”: il gruppo di acque minerali San Martino lancia la campagna “Io sanifico”, un invito a tutte le aziende del territorio a fare la propria parte nella ferma convinzione che la via più breve per uscire dall’emergenza sanitaria sia quella che passa attraverso l’impegno di ognuno.

L’azienda della famiglia Simula nei giorni scorsi ha messo in campo un meticoloso intervento di sanificazione dei propri stabilimenti, sia per quello di San Martino a Codrongianos, sia per il complesso recentemente acquisito a Villasor dove sono imbottigliate le etichette Giara e Sandalia.

Squadre di specialisti hanno eseguito una disinfezione antibatterica/virucida Covid-19 in tutti gli ambienti, a partire dagli uffici alla sala di imbottigliamento fino ai magazzini, mediante l’utilizzo complementare di diverse tecniche quali l’umidificazione e la saturazione Ulv.

L’intervento è stato certificato in applicazione ai contenuti della circolare del Ministero della Salute 0005443 del 22 febbraio scorso. Sono stati impiegati disinfettanti classificati come PMC a base di complesso di Pentapotassio Bis (perossiddomonosolfato) bis (solfato), ipoclorito di sodio, perossido di idrogeno.

Le operazioni di sanificazione, che andranno ripetute con cadenza periodica, vanno ad aggiungersi ai metodi igienico-sanitari standard eseguiti da sempre in tutti i comparti aziendali. Mentre fin dai primi giorni della diffusione della pandemia i protocolli standard sono stati adeguati alle nuove norme di sicurezza, con l’utilizzo di guanti, mascherine, tute, stivali ecc. – sostengono i titolari – sia nell’interesse del consumatore finale sia nell’interesse degli operatori, i quali vengono sottoposti quotidianamente a preventiva misurazione della temperatura corporea.

«Tutte queste operazioni costituiscono un impegno di risorse – ha spiegato Luca Simula, amministratore unico – ma rappresentano un investimento utile e necessario che avvantaggerà un più rapido ritorno alla normalità. A ricompensarci per ora, e non poco, è la maggiore tranquillità e la gratitudine espressa da tutto il nostro personale. Vogliamo che questo messaggio possa essere recepito da altre aziende ma anche dai cittadini, nell’auspicio che la battaglia contro il coronavirus si vinca soprattutto tramite la creazione di un circuito virtuoso in grado di “contaminare” in modo sano il senso di responsabilità individuale e collettivo. E questo per arrivare al più presto verso un’isola covid-free appetibile per i viaggiatori e magari, progettare da subito l’allungamento della stagione turistica».