COLDIRETTI SARDEGNA. LA NEVE HA DEVASTATO IL BOSCO E LASCIATO SENZA CORRENTE ELETTRICA LE AZIENDE AGRICOLE

Una nevicata cosi importante a novembre è sicuramente rara. Ad essere maggiormente colpito – secondo Coldiretti Sardegna – è stato il bosco della Barbagia e Gennargentu, devastato dalla pesantezza della neve che si è accumulata negli alberi non essendo ancora completamente spogli.
A seguire sicuramente le tante aziende agricole che sono rimaste senza corrente elettrica per tutta la giornata di ieri e qualcuna, nel territorio di Desulo, fino al pomeriggio di oggi.
Un grave disagio per tante aziende causato in certi territori dai 30 – 40 centimetri di neve che hanno bloccato oltre che i centri abitati soprattutto molte aziende agricole impossibilitate a raggiungere i propri ovili o a spostarsi. Ad aggravarlo, oltre l’assenza della corrente elettrica anche quella delle linea telefonica.
Molti allevatori – evidenzia Coldiretti Sardegna – hanno dovuto ricorrere ai generatori elettrici per mungere e per non lasciare il bestiame senza acqua.
Ma pesantissimo è il bilancio, ancora tutto da definire per il bosco. Il carico di neve ha piegato migliaia di piante.
Perdite – come emerge dal monitoraggio di Coldiretti Sardegna – si stanno registrando anche nell’Oristanese (soprattutto Arborea e Terralba), nel Medio Campidano e Sulcis dove piogge e grandine si sono abbattute sui campi già fradici di carciofi e ortive con il rischio concreto di asfissie radicali.
Preoccupazione anche nel Milese e Villacidrese per gli agrumi. Il rischio è di andare incontro “al mal dell’ acqua”, specie per le clementine, con ammorbidimento della buccia e deperimento del prodotto, con gli agrumi attaccabili da agenti patogeni come le muffe.

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna




MALTEMPO. COLDIRETTI SARDEGNA: CAMPAGNE SOTTO LA NEVE CON QUALCHE AZIENDA ISOLATA

Gran parte della Sardegna come anticipato dalle previsioni meteo questa mattina si è ritrovata sotto la neve e con temperature sotto lo zero. Copiosa in Barbagia e Gennergentu ma difficoltà sono diffuse a macchia di leopardo nei territori montani delle quattro province storiche, in particolare, oltre alle citate, anche in Ogliastra, Sarcidano, Sarrabus-Gerrei, Sulcis, Montiferru, Marghine, Goceano, Monteacuto e in alta Gallura.
Lo comunica Coldiretti Sardegna che attraverso i presidenti di sezione che presidiano praticamente tutti i Comuni della Sardegna sta monitorato la situazione in campagna.
Le difficoltà maggiori in campagna questa volta le stanno riscontrando gli allevatori in strada dalle prime ore della mattina per raggiungere gli ovili, e peggio per chi invece è rimasto bloccato in azienda da ieri sera.
Il peso della neve – evidenzia Coldiretti Sardegna -, seguito a giorni intensi di pioggia, ha causato la caduta di qualche albero che in alcuni casi ha ostruito le strade rurali, ma difficoltà si sono riscontrate anche nelle arterie principali ed in azienda, dove manca la corrente elettrica e dove gli animali in giornate come queste devono rimanere in stalla o essere accuditi con razioni integrative di foraggio e mangime.

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna




COLDIRETTI SARDEGNA. ESONERO CONTRIBUTIVO PER LE AZIENDE AGRICOLE

C’è un mese di tempo (fino al 4 dicembre) per presentare le domande per l’esonero dei contributi previdenziali e assistenziali per i mesi di novembre e dicembre 2020 e gennaio 2021 a favore delle imprese appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, comprese le aziende produttrici di vino e birra.
L’agevolazione è quella introdotta dal Decreto Ristori e concesso alle imprese appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, comprese le aziende produttrici di vino e birra.
Si tratta dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL.
Con il messaggio n.3774, pubblicato il 4 novembre, l’Inps ha infatti comunicato che il modulo telematico “Esonero contributivo art. 16-16 bis DL 137/2020 anno 2020-2021” è disponibile per i datori di lavoro nel “Portale delle Agevolazioni” (ex “DiResCo”) e per i lavoratori autonomi nel “Cassetto previdenziale Autonomi in agricoltura”, alla sezione “Comunicazione bidirezionale” “Invio comunicazione”.
Dal 4 novembre dunque, data di pubblicazione del messaggio, scattano i 30 giorni entro cui le domande possono essere inoltrate attraverso gli uffici Epaca della Coldiretti presenti su tutto il territorio regionale.

Ufficio stampa Coldiretti
Michele Arbau




COLDIRETTI SARDEGNA. IN ARRIVO IN FINANZIARIA I RISTORI PER LA BLUE TONGUE

Sarebbero circa 13 i milioni di euro che starebbe stanziando il Consiglio regionale per le analisi e i danni diretti ed indiretti causati dalla blue tongue. E’ quanto è stato deciso dalla conferenza dei Capigruppo in Consiglio regionale secondo le indiscrezioni giunte a Coldiretti Sardegna.
Un risultato che si starebbe materializzando dopo una prima bozza delle legge finanziaria in cui la voce blue tongue era assente come denunciato nei giorni scorsi da Coldiretti Sardegna che ha poi avanzato delle proposte nelle interlocuzioni avute con i diversi gruppi del Consiglio regionale tenendo conto anche dell’evolversi del morbo e delle perdite dirette ed indirette che ad oggi interessano 2.243 allevamenti e 810.669 capi, 74.621 dei quali presentano sintomi e 12.867 sono invece morti.
“Una buona notizia per gli allevatori che ancora una volta stanno subendo perdite a causa della blue tongue presente in Sardegna da ormai oltre 20 anni, dall’agosto del 2000 quando venne accertato il primo caso in Sardegna a Pula – commenta il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Un risultato frutto di un lavoro di squadra che ha mirato all’obiettivo senza guardare ai colori politici. Ringraziamo per questo tutti i capigruppo e l’assessorato all’Agricoltura per il lavoro svolto con la speranza che i denari siano formalmente inseriti in Finanziaria come abbiamo chiesto dalle scorse settimane e dopo averne denunciato anche l’assenza dalla proposta di legge”.
Secondo le indiscrezioni – dettaglia Coldiretti Sardegna – 2 milioni di euro sono destinati agli esami sulla reazione a catena della polimerasi (PCR), estesa anche agli ovini (come scritto da Coldiretti Sardegna alla Terza Commissione, Programmazione, bilancio e politiche europee); 700 mila euro invece saranno destinati al rimborso dei denari spesi dagli allevatori per l’acquisto dei repellenti per scacciare il moscerino; mentre 10 milioni sono per ristorare i danni diretti ed indiretti per i capi che a causa del morbo produrranno di meno come le tante pecore che stanno abortendo.
La provincia più colpita rimane quella di Nuoro che insieme all’Ogliastra conta circa 700 focolai. A seguire Cagliari oltre 650 e Oristano con circa 600 e infine Sassari e la Gallura con oltre 260.
“Vigileremo affinché i 10 milioni di euro siano dapprima formalizzati e immediatamente dopo arrivino in tempi rapidi e certi agli allevatori – assicura il direttore di coldiretti Sardegna Luca Saba – nella speranza che il morbo cominci a scemare”.

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna
Michele Arbau




COLDIRETTI SARDEGNA. DUE MILIONI DI EURO PER LA BLUE TONGUE IN FINANZIARIA

“Occorre inserire urgentemente in finanziaria due milioni di euro per i danni causati dalla blue tongue”. È la richiesta di Coldiretti Sardegna rivolta alla Giunta e al Consiglio regionale che ha quantificato le perdite dirette ed indirette dei pastori dopo aver denunciato nei giorni scorsi l’assenza della voce blue tongue nella proposta di legge. Richiesta rimasta isolata e messa nero su bianco anche in una lettera spedita alla Terza Commissione regionale.
La nuova ondata di blue tongue, che continua ad allargarsi su tutto il territorio regionale, ha coinvolto oltre 680mila capi (683.740 al 7 ottobre) equivalenti a quasi 2mila allevamenti (1.913).
Le perdite dirette (pecore morte) ammontano a 9388 capi, da sommarsi agli aborti e altre perdite indirette sempre legate al morbo.
“Il provvedimento omnibus, come abbiamo già contestato, non può non comprendere la voce blue tongue – evidenzia il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu –. Come Organizzazione abbiamo quantificato in 2milioni di euro la dotazione da destinare alle perdite dirette e indirette dei pastori”.
I denari sono necessari per ristorare le perdite dovute alle pecore morte cosi come alle perdite indirette, che molti pastori stanno subendo con l’aborto delle pecore o altre concause che vanno accertate sul campo. Così come occorre garantire il rimborso delle spese per l’acquisto dei repellenti.
“Nelle audizioni che abbiamo avuto con le istituzioni ed il sistema sanitario veterinario – ricorda il presidente di Coldiretti Sardegna – avevamo chiesto alla Regione di fornirli ai pastori, ma visto che per motivi burocratici i tempi sarebbero stati biblici, si deve intervenire a rimborso”.
Altra richiesta già protocollata alla Commissione Programmazione e Bilancio è quella di estendere i rimborsi per gli esami della reazione a catena della polimerasi (PCR) anche agli ovini oltre che ai bovini (come già previsto) prevedendo un arco temporale pluriennale.
“È importante garantire il ristoro alle aziende che hanno realmente subito i danni – evidenzia il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Purtroppo le calamità sono all’ordine del giorno e le perdite si stanno sommando divenendo spesso insostenibili per le aziende agricole. Per questo è fondamentale intervenire in modo chirurgico e immediato sulle aziende che hanno subito danni senza disperdere un euro. La tecnologia ci viene incontro e rappresenta uno strumento basilare per semplificare il metodo e tagliare notevolmente i tempi”.

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna
Michele Arbau




COLDIRETTI CAGLIARI. CRESCE IL PREZZO DEL POMODORO DA INDUSTRIA PER I PRODUTTORI

I produttori di pomodoro da industria sardi quest’anno guadagneranno 120mila euro in più rispetto a quelli contrattati. È l’effetto dell’aumento unilaterale deciso dalla Casar che pagherà il pomodoro all’agricoltore 30 centesimi in più rispetto a quello contrattato: 12,50 anziché 12.20 euro/quintale.
Lo comunica Coldiretti Cagliari che esprime soddisfazione attraverso il suo presidente provinciale Giorgio Demurtas: “gli imprenditori lungimiranti costruiscono e investono e non speculano sul mercato sulle spalle del produttore come purtroppo avviene quotidianamente. L’esempio eclatante lo stiamo vivendo proprio in questi giorni con il grano, con il prezzo schizzato in alto di oltre il 60 per cento con conseguente aumento anche della pasta e dei prodotti finiti per i consumatori, e neppure un centesimo in più che vada invece ai cerealicoltori che pure hanno ceduto il proprio prodotto all’interno di un accordo di filiera. Insomma i maggiori margini si sono fermati in mezzo tra i due poli deboli: produttore e consumatore”.
Per il pomodoro invece è avvenuto l’esatto contrario. “Avevano già chiuso e sottoscritto il prezzo a 12,20 euro a quintale con la Casar – spiega il presidente di Coldiretti Samassi, nonché produttore di pomodoro da industria Giuseppe Onnis – che vista l’annata, in cui le rese a ettaro sono state inferiori rispetto alla media a causa del caldo, hanno deciso di aumentare il prezzo di 30 centesimi che per noi produttori rappresentano una importante boccata di ossigeno”.
In Sardegna si coltivano circa 330 ettari a pomodoro da industria (quello allungato per le conserve) tra Oristano (maggior produttore con 100 ettari), San Vero Milis, Solarussa, Cabras, Zeddiani, Serramanna, Samassi, Serrenti e Nuraminis, per un produzione di circa 400.000 quintali.
Quest’anno la resa ad ettaro è stata penalizzata dal troppo caldo, senza tuttavia intaccare la qualità che si conferma ottima.
L’Italia – secondo le elaborazioni Coldiretti Sardegna su dati Anicav (Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali) – è il terzo produttore mondiale di pomodoro dopo gli Stati Uniti e la Cina e rappresenta il 13% della produzione mondiale e il 53% di quella europea ed è il primo paese esportatore di prodotti a base di pomodoro. Nel 2020, in Italia sono stati coltivati quasi 66mila ettari, trasformate in 5,16 milioni di tonnellate di pomodoro, di cui il 53% nel bacino Nord e il 47 % nel Centro-Sud.
“È una filiera sulla quale la Sardegna ha ampi margini di crescita grazie al clima e ai terreni – afferma il direttore di Coldiretti Cagliari Luca Saba -. Negli ultimi 30 anni abbiamo perso oltre il 40 per cento della produzione a causa del crollo del prezzo dovuto alla concorrenza sleale delle impostazioni, ma proseguendo su questa strada e arrivando a siglare degli accordi di filiera si può crescere insieme, in un mercato, in cui grazie alle battaglie della Coldiretti, i derivati del pomodoro hanno l’obbligo di indicare l’origine del pomodoro in etichetta”.

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna
Michele Arbau




COLDIRETTI SARDEGNA. SONO BRUNO CORDA, I TRESSARDI E FRANCO BANDIERA I SARDI 100% 2021

Sono il prefetto Bruno Corda, il dirigente Franco Bandiera e i comici Tressardi, i Sardi 100 % 2021, premio ideato e promosso da Coldiretti Sardegna e riservato “a chi con la propria attività e spesso a riflettori spenti tiene alto l’onore e l’orgoglio della Sardegna”.
I premi, come sempre, sono stati consegnati all’interno del Galà del Sardinia Food Awards arrivato alla sua settima edizione e tenutosi sabato scorso a Pula, durante il quale sono stati assegnati gli Oscar delle eccellenze agroalimentari.
Il prefetto Bruno Corda, attualmente direttore dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, dopo aver ricoperto negli ultimi anni anche il ruolo di prefetto di Como e Cagliari oltre che essere stato al Viminale come vice capo Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, dove tra le altre cose si è occupato anche dello spinoso caso della nave Diciotti, ha ricevuto dal direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba, il premio Sardo100% nella categoria Istituzioni, in quanto “uomo delle Istituzioni, rappresentante dello Stato sul territorio, che con integrità morale si è sempre speso per la promozione del Bene Comune e per il ripristino della Legalità in importanti ambiti amministrativi del nostro Paese”.
Franco Bandiera è invece Sardo100% nella categoria Scienza e Sociale. Medico epatologo di Sassari, Bandiera, è il Commissario dell’Aou di Sassari, oltre che direttore dell’U.O.C. di Medicina interna e direttore del Dipartimento medico. Lo scorso anno, ha coordinato i reparti Covid dell’Aou di Sassari, riuscendo con il suo team di medici, infermieri e operatori sanitari, anche nel momento più difficile e delicato della pandemia, a dare oltre le cure anche conforto e speranza ai malati di Covid. La motivazione che ha portato Coldiretti Sardegna ha consegnargli il premio Sardo100%, riflette soprattutto il delicato compito svolto con tanta umanità durante il Covid e vuole rappresentare tutto il settore ospedaliero, medici, infermieri e operatori sanitari: “nel momento storico più complesso dal dopoguerra, ha guidato, con straordinaria competenza ed umanità profonda, il team di medici, infermieri e operatori sanitari dei reparti Covid dell’Aou di Sassari, restituendo la speranza ai malati, con le cure e l’efficace sostegno di parole e sguardi”.
La categoria Spettacolo è invece andata ai fratelli Umberto, Luigi e Angelo Graziano, il trio comico di Sassari che compongono “I Tressardi”. La loro è una comicità travolgente e contagiosa che ironizza su personaggi e modi di fare e dire locali. L’ultimo nato, è Chiaro Scuro, parodia esilarante che ha dato vita al tormentone «Ciao Poveri». Comicità ma anche sociale, come quella che stanno portando avanti, sempre con la loro ironia coinvolgente, a favore della Associazione Amici di Gianni Brundu. Coldiretti Sardegna ha premiato I Tressardi “per essere riusciti a raccontare ed esaltare, con comicità fresca ed esilarante, la nostra Sardità nelle piazze dell’Isola e della Penisola”.

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna
Michele Arbau




COLDIRETTI PENSIONATI NORD SARDEGNA HA INCONTRATO IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ATTIVITÀ PRODUTTIVE

Ente pagatore sardo, proroga contributi previdenziali e inclusione intergenerazionale. Sono i temi al centro del confronto tra Federpensionati Coldiretti Nord Sardegna, il presidente della Commissione regionale Attività produttive Piero Maieli e la Commissaria dell’Agenzia Argea Patrizia Mattioli che si è svolto ieri, lunedì 21 giungo a Sassari nella Federazione di Coldiretti Nord Sardegna.
I pensionati Coldiretti del Nord Sardegna guidati dal presidente Piero Filigheddu, oltre a chiedere lumi ai rappresentanti della Regione, “sugli adempimenti previdenziali che con i cosiddetti decreti Covid hanno subito delle proroghe soprattutto la quarta rata del 2020”, si sono soffermati sul concetto di invecchiamento attivo, cavallo di battaglia dei Pensionati della Coldiretti. In particolare hanno evidenziato la necessità di un nuovo welfare che “assicuri la piena integrazione e partecipazione delle persone anziane nella società attraverso normative adeguate e specifiche, favorendo lo scambio intergenerazionale di conoscenze reciproco tra giovani ed anziani” anche perché hanno sottolineato”.
All’incontro hanno preso parte anche il presidente e il direttore di Coldiretti Nord Sardegna Battista Cualbu ed Ermanno Mazzetti che hanno sollecitato il presidente della Commissione Attività produttive e la commissaria di Argea su funzionamento dell’Ente Pagatore Regionale e la necessità di efficientare il sistema informatico regionale”.

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna
Michele Arbau




COLDIRETTI SARDEGNA. 4 AZIENDE AGRICOLE SU 10 NEI PROSSIMI 5 ANNI INVESTIRANNO NELL’AGRICLTIURA DI PRECISIONE

L’81 per cento dei giovani agricoltori sardi ritiene l’innovazione un elemento importante per le imprese agricole, mentre oltre 7 su 10 boccia il Psr sardo. È quanto emerso dalla prima tappa dell’Innovation tour che si è tenuta online in Sardegna martedì pomeriggio grazie a Coldiretti Giovani Impresa Sardegna, coinvolgendo oltre 100 imprenditori agricoli. Primo di 20 incontri che toccherà tutte le Regioni italiane per parlare di conoscenza e innovazione in agricoltura.
Focus della giornata è stato il tema della promozione e commercializzazione dell’agroalimentare approfondito dal consulente Massimo Cugusi e dalla testimonianza del giovane Mauro Loddo del birrificio agricolo Marduk. Si è discusso anche del modello Akis, “Sistema di conoscenza e innovazione in campo agricolo” che avrà un ruolo strategico nella prossima programmazione della Pac. “Un sistema che vede al centro l’azienda agricola – ha spiegato il docente universitario Stefano Ciliberti -. Gli agricoltori devono far leva per utilizzare queste risorse per rendere più efficace la spesa agricola: se vince l’Akis vince l’agricoltura”.
L’obiettivo dell’Innovation tour, che rientra in un progetto di informazione sulla PAC cofinanziato dalla Commissione Europea, è quello di avviare un percorso condiviso di confronto volto a potenziare, in tutte le regioni, la diffusione della conoscenza e dell’innovazione, partendo da un’attenta analisi delle barriere, incentivi ed opportunità a livello regionale: “vogliono stimolare, informare e dare stimoli con i tanti strumenti che abbiamo a disposizione in un momento storico importante che ha rimesso al centro l’agricoltura e noi giovani” ha detto la delegata nazionale di Coldiretti Giovani Impresa Veronica Barbati.
Tra i tanti spunti interessanti sono state presentate due analisi condotte dalla Coldiretti in tutta Italia: la prima, che ha coinvolto 5,4 mila aziende, sull’adozione delle innovazioni in agricoltura e la seconda (8,5 mila aziende) su opinioni e considerazioni circa la futura Pac.
Dalla prima è emersa la consapevolezza dell’importanza dell’innovazione come elemento competitivo. Il 76% delle aziende agricole sarde intervistate è soddisfatto dell’utilizzo delle tecniche di agricoltura di precisione e si ritiene (78%) soddisfatto dei risultati economici raggiunti. Il 38% degli intervistati ha anche svelato che nei prossimi 5 anni investirà sull’agricoltura di precisione. Le barriere in questo cammino sono state individuate nelle dimensioni aziendali e in una formazione non adeguata, mentre la consulenza (76,2%) può agevolare questo percorso.
“Emerge che l’agricoltura di precisione – ha commentato il segretario nazionale dei Giovani della Coldiretti Stefano Leporati – costituisce una prospettiva per il futuro su cui occorre investire e fare formazione”.
Nell’altra analisi gli agricoltori sardi intervistati hanno bocciano il Piano di sviluppo rurale. Il 73,8 per cento, infatti, (più del doppio rispetto alla media italiana 39,7%) lo ritiene non adeguato a causa della complessità burocratica (25,5%), l’eccessiva tempistica per istruttoria (17,4%) e il ritardo dei pagamenti (14%). I principali elementi suggeriti per migliorarlo sono: maggiore celerità nei pagamenti (19%), bandi più snelli (17,5%) e riduzione tempistica istruttoria (17,5%). Il 49% ha bocciato il primo insediamento rispetto al 39 per cento della media nazionale.
Nell’analisi sono state individuati anche le principali problematiche imprenditoriali. Al primo posto anche in questo caso la burocrazia con il 33%, seguita dall’immissione nel mercato del prodotto (17,5%) e dall’accesso al credito 17,5%.
“Le difficoltà in agricoltura sono tante e come Coldiretti siamo in prima fila con delle proposte concrete per superarle – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu – ma da imprenditori dobbiamo prendere esempio dai giovani che con entusiasmo e passione guardano avanti e non si fermano a cercare fuori dall’azienda dei capri espiatori ma si mettono in gioco e mettono in campo entusiasmo, passione e competenza”.




COLDIRETTI SARDEGNA. DUE OLI EVO SARDI TRA I PRIMI 10 AL MONDO

Prosegue l’incetta di premi dell’azienda agricola socia Coldiretti Masoni Becciu di Villacidro che in 11 anni ne ha vinto 160, ed è stata nel 2020 la seconda azienda olivicola che ha vinto di più al mondo e piazzando due suoi oli Evo, “Spiritu Sardu” e “Masoni Becciu” fra i primi 10 olii Evo al mondo.
L’ultimo in ordine di tempo l’ha ricevuto dal prestigioso concorso nazionale “Ercole Olivario”, promosso dall’Union Camere nazionale e la Camera di Commercio dell’Umbria con la collaborazione dei ministeri delle Politiche Agricole e dello Sviluppo Economico.
L’azienda biologica Masoni Becciu, per il terzo anno consecutivo con il pluripremiato “Ispiritu Sardu” extravergine bio monocultivar ottenuto dalla nera di Villacidro, si è aggiudicato il primo posto, nella categoria extravergine fruttato medio, oltre alla menzione di merito come “Impresa Donna” per la miglior impresa femminile.
“Per noi vincere l’”Ercole” è una grande soddisfazione, in un percorso non solo di crescita personale , ma di valorizzazione e promozione del territorio sardo tutto che ci inorgoglisce di essere nati in questa magica terra dai saperi e sapori antichi” affermano i due agronomi titolari dell’azienda Nicola Solinas e Valentina Deidda.
Altra azienda sarda tra le10 finaliste, che ha centrato il podio è la Cooperativa la Valle del Cedrino di Orosei, socia Coldiretti, in questo caso è arrivata seconda sempre nella categoria extravergini fruttato medio ma nella sezione Dop, con l’olio “costa degli Olivi”.
Il 2021 per Masoni Becciu è iniziato ancora meglio del positivo 2020 quanto aveva portato a casa 22 premi. In questi primi cinque mesi ha già vinto (una riconferma), sempre con “Spiritu Sardu” l’internazionale Biol (secondo al mondo), riconferma anche per la chiocciola e presidio Slow food come miglior olio Slow food; ancora riconferma per le tre foglie del Gambero Rosso. Ed è finalista al Leone d’Oro e all’internazionale Lodo.
Nonostante il palmares, l’azienda agricola Masoni Becciu è nata solo 12 anni fa grazie agli agronomi Nicola Solinas e Valentina Deidda. “Abbiamo cominciato con 5 ettari oggi la superficie aziendale è di 40 ettari e 8.300 piante, tutte in biologico. Le cultivar sono nera Villacidro, Nera di Gonnos, Semidana e Bosana Abbiamo cominciato producendo mille litri adesso la media è di 28 – 30 mila con punte di 50mila”.
L’azienda, in continua crescita, vende il proprio olio extravergine ad un target medio alto in tutta Europa e Giappone.
“La nostra forza è il rapporto di fiducia con il cliente – affermano gli agronomi – oltre all’attenzione alla qualità, serietà e amore per il territorio. Anticipiamo la raccolta delle olive per avere maggiore qualità a discapito della quantità. Il nostro olio si distingue per i sapori intensi e decisi”.