COVID. COLDIRETTI SARDEGNA. 4MILIONI DI EURO PER GLI AGRITURISMO

COVID. COLDIRETTI SARDEGNA. 4MILIONI DI EURO PER GLI AGRITURISMO

Le domande vanno presentate entro le 13 del 29 ottobre

 

Arrivano i primi segnali per il sostegno alla crisi degli agriturismo denunciata con forza da Coldiretti Sardegna.

Un contributo una tantum, tra i 3mila e i 7mila euro sarà erogato agli agriturismi che rappresentano uno dei settori agricoli più penalizzati dall’emergenza sanitaria Covid.

A darne notizia è Coldiretti Sardegna che già in pieno lockdown aveva chiesto alla Regione lo stato di emergenza per il settore. Richiesta sostenuta da una proposta oggi divenuta realtà grazie alla stretta collaborazione e attività dell’assessorato all’Agricoltura e alla presidente della Commissione Attività Produttive, nella persona dell’onorevole Piero Maieli.

Per il settore sono stati stanziati 4milioni di euro che saranno erogati attraverso la sottomisura 21.1 del Programma di sviluppo rurale: “Sostegno temporaneo per l’agriturismo, le fattorie diddatiche e le fattorie sociali”. I beneficiari dovranno presentare domanda entro e non oltre le ore 13 del 29 ottobre prossimo.

“Una boccata di ossigeno importante per i circa 550 agriturismi sardi che in questi mesi hanno subito ingenti perdite a causa del Covid – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Ringraziamo la struttura dell’assessorato all’agricoltura e l’onorevole Maieli per la stretta collaborazione  che ha consentito di arrivare in tempi stretti al bando. Adesso è importante recarsi a stretto giro nei nostri uffici Caa, presenti in tutto il territorio regionale per impostare le domande”.

Ogni azienda agricola agrituristica ha diritto ad una quota fissa pari a 3mila euro, più una quota variabile in funzione del numero di servizi offerti, fino ad un massimo di 7mila euro (nella tabella che segue sono specificati gli importi). L’aiuto è pari al 100% del contributo concesso.

“Il lockdown – spiega il direttore di Coldrietti Sardegna Luca Saba – ha chiuso le porte degli agriturismi proprio nel momento in cui si apriva la nuova stagione quando ormai erano alle porte le festività pasquali e le prime gite fuori porta che facevano registrare il tutto esaurito nelle strutture. Inoltre sono saltate le cerimonie (matrimoni, cresime, prime comunioni), le attività didattiche, oltre alle difficoltà incontrate in estate”.

 

 

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna

Michele Arbau




COLDIRETTI CAGLIARI. 10 ANNI DI CAMPAGNA AMICA: LA RETE DI VENDITA DIRETTA PIU’ GRANDE DEL MONDO

Era il 16 settembre del 2010 quando in piazza dei Centomila a Cagliari arrivarono i mercati di Campagna Amica nel sud Sardegna. A distanza di 10 anni sono una realtà conosciuta e diffusa che hanno portato una rivoluzione culturale, consapevolezza e conoscenza nella scelta del cibo da portare a tavola.

Campagna Amica, che oggi è la rete di vendita diretta agroalimentare più grande del mondo sotto lo stesso marchio, si presenta anche nel sud Sardegna non come un semplice mercato dove acquistare cibo ma un luogo di socialità, di aggregazione e fiducia in cui il mondo della campagna incontra la città.

CAMPAGNA AMICA NEL SUD SARDEGNA. Partiti con poche aziende agricole e con appuntamenti sporadici nel giro di pochi anni, visto il grande successo riscontrato, la rete si è allargata ed oggi conta (nel sud Sardegna) circa 200 aziende agricole e 9 mercati che si tengono tutte le settimane: martedì Assemini, mercoledì Pirri e Iglesias, giovedì piazza dei Centomila Cagliari, venerdì Selargius e Sant’Antioco, sabato Quartu Sant’Elena e Monserrato, domenica Selargius. Oltre a diversi mercati stagionali che aprono d’estate.

PROFILO DELLE AZIENDE. Le aziende che portano i propri prodotti nei mercati di Campagna Amica, costituite grazie a Coldiretti in un’associazione (Agrimercato), presieduto dall’agricoltore Antonio Mereu, sono multifunzionali, curano il prodotto dalla terra fino alla vendita, e sono guidate da agricoltori spesso giovani (l’età media va dai 35 ai 55 anni) e donne. Con Campagna Amica hanno spesso raddoppiato o triplicato il proprio fatturato e assunto nuovo personale, inoltre con il rapporto diretto con i propri clienti hanno spesso innovato la propria produzione sperimentando la coltivazione di nuovi prodotti: sotto il segno di Campagna Amica sono nati diversi nuovi formaggi (mozzarella di pecora), paste secche (ai carciofi, al farro), mieli (nocciomiele) e tanti altri. Ma sono stati anche riscoperti e hanno trovato uno sbocco commerciale i prodotti di nicchia, della tradizione e biodiversità sarda che senza i mercati rischiavano di estinguersi, come il fagiolo bianco di Terraseo, il formaggio axiridda o il budino di pecora “la casada” (molti di questi sono divenuti Sigilli di Campagna Amica e fanno parte del grande atlante della biodiversità).

PROFILO DEL CLIENTE. 30milioni di italiani dichiarano di andare ai mercati contadini almeno una volta al mese. Oltre il 60% ha una età tra i 35 e i 65 anni (il 70% nel sud e isole), il 40% sono diplomati e il 30% laureati (45% e 24% in Sardegna), sono per il 42% lavoratori dipendenti e per il 20% autonomi (39% e 21% in Sardegna) e appartengono ad una classe socio economica media per il 62% (60% in Sardegna).

CONTROLLI. Nei mercati di Campagna Amica si possono acquistare solo i prodotti delle aziende agricole che sono accreditate alla rete. Aziende che quando decidono di farne parte acconsentono di sottostare ai diversi controlli che annualmente ed a sorpresa vengono effettuati da Campagna Amica e da società di certificazione dell’agroalimentare terze. Ogni anno vengono effettuati controlli su tutti i produttori sia in azienda che attraverso i documenti. Inoltre si effettuano controlli anche nei mercati. In tutti i gazebo oltre ad identificare l’azienda, sono presenti i prezzi e l’origine dei singoli prodotti, pesa ben in vista, esposizione ordinata e pulita: tutti devono avere i grembiuli e i guanti (e adesso anche la mascherina): in ogni mercato c’è un responsabile del mercato che garantisce il rispetto di queste regole.

PREZZI. I prezzi in tutti i mercati sono etici, nel senso che garantiscono una equa remunerazione ai produttori ma sono sostenibili anche per il consumatore. Grazie ad una filiera corta si riescono a superare tutte le distorsioni presenti oggi nel mercato in cui per ogni euro di spesa per l’acquisto di alimenti meno di 15 centesimi vanno a remunerare il prodotto agricolo. Il margine economico per le aziende agricole è maggiore ed immediato, ma allo stesso tempo anche per i consumatori è garantito cibo buono, fresco, di qualità, di cui conoscono l’origine ed etico a prezzi sostenibili. La rete di Campagna Amica fattura in tutta Italia oltre 3miliardi di euro all’anno, oltre 10milioni in Sardegna, 5 milioni nel sud Sardegna.

I festeggiamenti per i 10 anni di Campagna Amica Cagliari hanno preso il via oggi a Pirri, in via Santa Maria Goretti, alla presenza del presidente dell’Agrimercato Antonio Mereu, del direttore di Coldiretti Cagliari Luca Saba, del responsabile ecclesiastico di Coldiretti Cagliari don Giuseppe Orrù, del sindaco di Cagliari Paolo Truzzu e del presidente della Municipalità Maria Laura Manca, dove è stato ri – inaugurato il mercato fermato dal lockdown ed ora riaperto dopo aver vinto il bando del Comune di Cagliari. Un mercato (inaugurato la prima volta mercoledì 11 dicembre 2013) divenuto un punto di riferimento per il quartiere, dove sono presenti 25 aziende del sud Sardegna con una vasta gamma di prodotti. Il mercato da oggi si terrà tutti i mercoledì dalle 8 alle 13.

Questa mattina e per tutta la settimana, in tutti i mercati del sud Sardegna, i clienti verranno omaggiati di una shopper in cotone riciclato in cui è riportato il calendario dei mercati di Campagna Amica Cagliari.

“Le prescrizioni per il Coronavirus non ci permettono di festeggiare in modo adeguato l’importante traguardi dei 10 anni di Campagna Amica – spiega il presidente dell’Agrimercato Antonio Mereu -. Lo faremo in tono minore ma comunque lo faremo con i nostri affezionati clienti, con i quali abbiamo costruito questo importante modello di vendita diretta che ci invidiano in tutto il mondo”.

“Campagna Amica è una grande famiglia basata sulla fiducia e amicizia – dice il presidente di Coldiretti Cagliari Giorgio Demurtas -, spazi di cultura e socialità che hanno permesso l’incontro ravvicinato e senza filtri tra campagna e città. In questi 10 anni siamo cresciuti tutti grazie al racconto, all’ascolto e ai consigli che ci siamo dati reciprocamente tra produttori e consumatori. Grazie ai mercati contadini è cresciuta la cultura del cibo, la consapevolezza nella scelta di ciò che dobbiamo portare a tavola. Ma è cresciuta ed è migliorata anche l’agricoltura che uscita dalla campagna ha conosciuto chi consuma i propri prodotti ed ha saputo ascoltare e cogliere le sue esigenze migliorando e a volte innovando i metodi i produzione e i prodotti spessi”.

 

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna

Michele Arbau




COLDIRETTI. LA PESTE SUINA ARRIVA IN GERMANIA MENTRE LA SARDEGNA L’HA DEBELLATA

COLDIRETTI. LA PESTE SUINA ARRIVA IN GERMANIA MENTRE LA SARDEGNA L’HA DEBELLATA

Subito il via libera all’export

 

Mentre la peste suina avanza anche nell’Europa occidentale (la Germania ha notificato il primo caso ufficiale: il 9 settembre scorso è stata rilevata una carcassa infetta di cinghiale morto nei pressi di Cottbus, città al confine con la Polonia) la Sardegna, numeri alla mano, dimostra di averla superata e si pone come esempio virtuoso da imitare.

“Per questo non è più rinviabile – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu – il via libera dell’Unione Europea per le esportazioni dei suini sardi oltre i nostri confini dopo oltre 3mila giorni di embargo che hanno lasciato diverse vittime sul campo per le rigide prescrizioni europee che ora dovrebbero essere adottate nella stessa misura in altre nazioni. Non vorremmo trovarci nel paradosso – precisa il presidente della Coldiretti – di essere stati prima confinati per non infettare altri territori (e non lo abbiamo mai fatto) e ora ritrovarci esposti al pericolo di esserlo da parte di altri”.

La Sardegna è da 42 anni che combatte contro la peste suina. Dopo anni difficili e il confinamento delle nostre carni dentro il territorio sardo ininterrottamente dal 2011,  con grande sacrificio e tante difficolta, costate care agli allevatori, finalmente si è imboccata la strada giusta: da 24 mesi non si verificano focolai e da 17 mesi casi positivi.

Numeri frutto di una strategia di intervento seria che stanno a dimostrare (con tutte le precauzioni del caso) che non c’è ragione di continuare con questo embargo.

“Siamo impegnati su tutti i livelli per chiedere lo sblocco del mercato suinicolo, lo ha fatto anche i nostro presidente nazionale con il ministro alla Salute – afferma il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. I numeri, che non sono frutto del caso ma di una strategia ed organizzazione alla quale guardano come esempio anche gli altri Paesi, corroborano questa nostra richiesta”.

La peste suina in 42 anni in Sardegna ha polverizzato la suinicoltura, che oggi si declina in tantissime piccolissime aziende finalizzate all’autoconsumo. La Sardegna è la quarta regione italiana dopo la Lombardia, l’Emilia Romagna ed il Piemonte, per numero di aziende. Ma precipitiamo in questa classifica se contiamo il numero di capi per azienda: il numero medio per allevamento è di circa 12 capi mentre il valore nazionale è di circa 60. Abbiamo infatti 14.598 per un totale di 180.908 capi (dati aggiornati al 30 giugno 2019). La maggior parte degli allevamenti di suini costituiscono un’attività secondaria testimoniata anche dal fatto che circa il 70% di queste aziende alleva anche altre specie animali.

 

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna

Michele Arbau




TIM, COLDIRETTI E BONIFICHE FERRARESI FIRMANO L’ACCORDO PER LA DIGITALIZZAZIONE AGRICOLA

TIM, COLDIRETTI E BONIFICHE FERRARESI FIRMANO L’ACCORDO PER LA DIGITALIZZAZIONE AGRICOLA

Al via collaborazione strategica per la diffusione della banda ultralarga e l’adozione di soluzioni innovative nelle campagne

 

Superare il digital divide tra città e campagne portando la banda ultralarga nelle aziende e sostenere con nuove soluzioni tecnologiche il grande potenziale di innovazione del settore a beneficio della ripresa economica del Paese, accelerando la transizione digitale dell’agroalimentare Made in Italy. E’ questo l’obiettivo dell’accordo firmato da Coldiretti, TIM e Bonifiche Ferraresi alla presenza, rispettivamente, del Presidente Ettore Prandini, e degli Amministratori Delegati Luigi Gubitosi e Federico Vecchioni.

L’emergenza coronavirus ha fatto emergere la strategicità della digitalizzazione del Paese a sostegno anche della competitività del Made in Italy agroalimentare, dal commercio elettronico all’ottimizzazione dei processi, per ottenere un incremento di produttività accompagnata dalla riduzione dei costi e a favore della sostenibilità ambientale. Nuove risorse anche per valorizzare le grandi potenzialità dell’offerta turistica ed enogastronomica delle campagne con ben il 92% delle produzioni tipiche nazionali che nasce proprio nei piccoli borghi italiani con meno di cinquemila abitanti secondo l’indagine Coldiretti-Symbola.

L’intesa darà forte impulso al processo di digitalizzazione delle aree interne e rurali al fine di favorire l’adozione di applicazioni innovative che si avvalgono delle potenzialità della fibra e dei servizi connessi a supporto delle imprese agroalimentari che producono, trasformano e commercializzano beni e servizi essenziali anche grazie alla rete dei Consorzi Agrari. L’Agricoltura 4.0 rappresenta uno strumento strategico per l’economia post covid, con l’obiettivo di coinvolgere entro due anni il 10% della superficie coltivata in Italia.

Inoltre, l’accordo prevede che TIM, attraverso il programma Operazione Risorgimento Digitale – realizzato insieme a primari partner – con l’obiettivo di diffondere la cultura digitale nel Paese, organizzerà seminari e momenti di formazione professionale agli associati Coldiretti per favorire l’apprendimento dei processi di digitalizzazione del settore.

Un altro esempio di collaborazione è il Portale del Socio della Coldiretti con la creazione di Demetra, il primo sistema integrato per la gestione on line dell’azienda agricola con lettura in tempo reale dello stato di salute delle coltivazioni, dati su previsioni meteo e temperature, fertilità dei terreni e stress idrico che saranno ulteriormente potenziati proprio grazie all’intesa con TIM. L’accordo punta anche alla valorizzazione del commercio elettronico attraverso la Piattaforma di Coldiretti Campagna Amica, la grande rete di vendita diretta con oltre 1.300 mercati sparsi nella penisola che sta allargando la sua azione anche alle piattaforme digitali di e-commerce. L’intesa contribuirà inoltre ad elaborare nuove soluzioni per abbattere il carico burocratico che pesa sulle imprese e a rafforzare il ruolo della blockchain nella tracciabilità dei cibi.

“L’agricoltura è uno dei molti ambiti in cui l’impiego delle nuove tecnologie applicate genererà un salto significativo di produttività e redditività del settore. Già lo dimostrano quelle imprese che in Italia e nel mondo hanno ottimizzato i loro sistemi di lavorazione grazie all’adozione di processi innovativi”, dichiara Luigi Gubitosi, Amministratore Delegato di TIM. “Il nostro Gruppo, come testimoniano le recenti sperimentazioni del 5G su mezzi agricoli a guida autonoma, è da tempo impegnato nell’offerta di servizi a supporto della filiera, con l’obiettivo di portare l’innovazione anche nelle aree rurali. Con questo accordo vogliamo potenziare la digitalizzazione e accelerare la transizione verso un modello agricolo sempre più all’avanguardia”.

“Dalla spesa on line a chilometri zero, alle vacanze connesse anche nei piu’ piccoli borghi della Penisola, dalla tracciabilità degli alimenti dal campo alla tavola con la blockchain al risparmio dell’acqua e dell’uso della chimica nelle coltivazioni fino al taglio della brucrazia che grava sulle imprese sono solo alcune delle nuove opportunità offerte dall’accordo – ha affermato Ettore Prandini, Presidente Coldiretti nel sottolineare che  – il pesante ritardo accumulato nelle aree rurali va colmato per poter utilizzare al meglio nelle campagne tutto il potenziale delle nuove tecnologie: dai droni che verificano in volo lo stato delle colture ai sistemi informatizzati di sorveglianza per irrigazioni e fertilizzanti, dall’impiego di trappole tecnologiche contro i parassiti dannosi”.

“L’agricoltura moderna e sostenibile, che crea valore aggiunto per le imprese agricole e cibi di qualità certificati e tracciati per i consumatori vede la tecnologia e l’innovazione al centro di tutti i processi oggi fondamentali nelle filiere agro industriali. Il settore agro-industriale oggi infatti è uno dei comparti più dinamici e moderni per quanto riguarda l’applicazione di nuove tecnologie e questo aspetto ha come conseguenza diretta quello di creare nuova occupazione altamente specializzata in segmenti molto diversi che vanno dalle analisi dei dati satellitari, al coding, alla creazioni di nuovi software”, ha affermato Federico Vecchioni, Amministratore Delegato di Bonifiche Ferraresi Spa. “L’accordo di oggi crediamo sia fondamentale per recuperare il gap rispetto ad altri paesi nostri competitor e sarà importante per compiere un ulteriore passo verso quella digitalizzazione dell’agricoltura italiana che vede il Gruppo BF Spa con la sua società IBF Servizi, che oggi gestisce circa 100.000 ettari a livello nazionale per conto di aziende agricole di tutte le dimensioni, impegnati quotidianamente insieme a tutti i suoi partner e centri di ricerca e università italiane e internazionali”.

 

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna

Michele Arbau




COLDIRETTI. ASSEGNATI I PREMI SARDO 100%: PREMIATO ANCHE L’INFERMIERE-EROE DI SAN GAVINO

COLDIRETTI. ASSEGNATI I PREMI SARDO 100%: PREMIATO ANCHE L’INFERMIERE-EROE DI SAN GAVINO

 

Sono il musicista Gavino Murgia, l’infermiere-eroe Paolo Cannas e l’educatore-scrittore Giampaolo Cassitta i sardi 100% del 2020.

IL PREMIO ideato da Coldiretti Sardegna, è riservato a chi “con la propria attività e spesso a riflettori spenti tiene alto l’onore e l’orgoglio della Sardegna”. Giunto alla sua quarta edizione, è stato assegnato sabato sera durate il Sardinia Food Awards che si è tenuto a Is Molas a Pula.

E’ andato a tre sardi con storie e percorsi di vita diversi ma accomunati nel rappresentare degli esempi positivi nel proprio campo di competenza.

I PREMIATI 2020. Gavino Murgia, musicista nuorese di fama internazionale, canta e suona la Sardegna autentica. Un polistrumentista che contamina e si fa contaminare dalle diverse culture artistiche con cui si è formato dando vita ad un’arte originale che racconta la sua terra. “Ambasciatore internazionale e originale della cultura e dell’identità autentica sarda grazie alle sue poliedriche abilità artistiche” è la motivazione riportata nella targa, categoria Arte, consegnatale sabato sera dal presidente Battista Cualbu e dal direttore Luca Saba di Coldiretti Sardegna.

Paolo Cannas, 46enne di San Gavino è un “Infermiere eroico e patriottico – è la motivazione del suo premio, categoria Sociale -. Nel picco della più grave e virulenta emergenza sanitaria del dopoguerra, volontariamente è andato in trincea per difendere e salvare le vite dei propri connazionali dal nemico invisibile del Covid”.   Un eroe silenzioso che si è messo a disposizione della nazione – secondo Coldiretti Sardegna -. A marzo ha lasciando moglie e figli ed è andato per 25 giorni ad operare nell’epicentro dell’epidemia, Bergamo, mettendo a repentaglio la propria salute per aiutare i colleghi nell’assistenza delle centinaia di persone colpite dal Coronavirus. “Rappresenta i tantissimi infermieri-eroi che abbiamo ammirato nei mesi di lockdown quando a noi hanno chiesto di stare a casa, e loro senza sosta hanno lavorato per strappare al virus le nostre vite” sostiene il presidente Battista Cualbu.

L’altro sardo 100% categoria Comunicazione è Giampaolo Cassitta di Alghero, educatore nelle carceri, da quattro anni al vertice della giustizia minorile della Sardegna ed autore di numerosi libri. Un educatore per mestiere vicino agli ultimi per scelta, impegnato nel sociale.  “Una vita al fianco degli ultimi per mestiere e per passione – si legge nella sua targa -. Sia da educatore che da scrittore ha sempre cercato di colorare gli invisibili e dare una seconda possibilità a tutti”.

ALBO D’ORO. Il premio è nato all’interno del Sardinia food Awars, gli Oscar dell’agroalimentare sardo che vede Coldiretti Cagliari tra i partner. Ogni anno il titolo Coldiretti di Sardo 100% è assegnato a tre categorie. I primi a ricevere il premio, nel 2017, furono, il professor Giuseppe Pulina, lo chef Luigi Pomata e il giornalista Emanuele Dessì. Nel 2018 se lo aggiudicarono lo chef Pierluigi Fais, il cantante-pastore degli Istentales Gigi Sanna (che con Coldiretti Sardegna organizzò sa paradura a Cascia, con la consegna di mille pecore ai pastori umbri che subirono danni dal terremoto) e Claudio Testa della Biraghi, che ha sottoscritto con Coldiretti Sardegna lo storico accordo di filiera che garantisce ai pastori una remunerazione equa del latte. Nel 2019 i premiati furono la giornalista Simona De Francisci, la start up Abinsula e il Prefetto-coraggio Giuseppe Meloni che si è distinto anche in altre regioni, come la Calabria, per la sua integrità morale nel riportare la legalità in importanti ambiti amministrativi del nostro Paese.

“La Sardegna è costellata di persone che rappresentano degli esempi positivi che fanno bene alla società – afferma il direttore Luca Saba -. Troppo spesso, purtroppo, travolti dai ritmi frenetici della nostra società, ci fossilizziamo sugli aspetti negativi dimentichiamoci invece dei tanti positivi che vanno presi ad esempio”.

 

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna

Michele Arbau




COLDIRETTI – APS PROMO EVENTI. RINVIATO A SETTEMBRE IL WINE FOOD FESTIVAL DI CAGLIARI

Si terrà anche quest’anno, nella bellissima cornice di piazza del Carmine e Cagliari, il consueto appuntamento con il Cagliari International Wine&Food Festival patrocinato dal comune di Cagliari, in programma nel palinsesto dell’Estate cagliaritana.

 

A causa dell’emergenza sanitaria COVID-19, che ha colpito in maniera significativa il comparto turistico e quello degli eventi, i Festival quest’anno non si svolgerà come di consueto a luglio ma subirà uno spostamento a fine settembre, nelle date del 25 e 26. “L’idea è maturata di concerto con l’amministrazione comunale, che ha subito avvallato la scelta di buon senso della nostra Associazione. Le motivazioni sono evidenti e comprensibili – dichiara Mario Bonamici presidente della APS Promo Eventi – la situazione non è ancora fluida per quanto riguarda gli eventi destinati al pubblico con un’affluenza come quella che la nostra manifestazione che, specie in occasione dell’ultima edizione, ha registrato una crescita notevole. Come è giusto che sia, vorremmo garantire il miglior scenario possibile nel totale rispetto delle regole e della sicurezza. Sarà evidentemente un evento per il pubblico, ma questa quarta edizione sarà particolarmente rivolta a tutte le aziende che prenderanno parte. Il loro settore, come molti altri del resto, è stato colpito duramente e vorremmo, nel nostro piccolo, contribuire ad una ripresa. Siamo fiduciosi e cercheremo di sfruttare al meglio le opportunità che il nostro evento porterà a tutti i partecipanti con sinergie e iniziative di collaborazione molto interessanti.”

 

“Una manifestazione che sta maturando e crescendo in interesse sia per le aziende che per il pubblico – sostiene Giorgio Demurtas presidente di Coldiretti Cagliari, partner dell’evento -. Come organizzazione ci teniamo particolarmente soprattutto quest’anno, visto che la viticoltura è una dei settori agricoli maggiormente colpiti dall’emergenza Covid. Sperando che l’estate sia favorevole al settore, il festival a fine settembre sarà anche una occasione di festa per lasciarci alle spalle l’incubo virus”.

 

“Il successo di pubblico dello scorso anno e l’attenzione per questa bella iniziativa ci ha consigliato di rinviarla per dare la possibilità di bissare il successo di pubblico dello scorso anno che questa manifestazione merita” spiega l’assessore alle Attività Produttive, Turismo e Sviluppo del territorio del Comune di Cagliari Alessandro Sorgia.

 

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna

Michele Arbau




ACCORDO COLDIRETTI SARDEGNA – CASILLO: GRANO A 30 EURO CON PAGAMENTO IMMEDIATO

ACCORDO COLDIRETTI SARDEGNA – CASILLO: GRANO A 30 EURO CON PAGAMENTO IMMEDIATO

 

L’accordo di filiera sul grano è stato siglato ieri a Cagliari

 

Sarà remunerato fino ad un massimo di 30 euro al quintale, come prezzo minimo fissato a 27 euro il grano duro che il Gruppo Casillo acquisterà dai cerealicoltori sardi. Ma soprattutto, aspetto fondamentale, il pagamento avverrà alla consegna: “massimo ai cinque giorni dal ritiro del grano i danari saranno nei conti correnti dei produttori, come del resto abbiamo fatto negli anni scorsi” assicura Vito Savino, direttore vendite del Gruppo pugliese Casillo leader nella trasformazione e commercializzazione del grano.

Sono i  numeri e le condizioni dell’accordo di filiera siglato per il terzo anno consecutivo da Coldiretti Sardegna e il Gruppo Casillo grazie alla collaborazione del Consorzio Agrario Sardegna.

Dati finalmente in crescita dopo anni bui per la cerealicoltura sarda che non vedeva riconosciuti neppure i costi di produzione e che ha portano al minimo storico la superficie dedicata alla coltivazione del frumento. Nel 2019, secondo le elaborazioni di Coldiretti Sardegna sui dati Istat, gli ettari coltivati a grano duro sono stati 19.145 e di grano tenero 755 ettari.

Numeri lontanissimi dai 96.710 ettari del 2004, con una perdita in 15 anni dell’80% della superficie coltivata a grano. Conseguentemente sono oltre che dimezzati anche i contadini che coltivano grano che oggi si attestano a poco più di 5 mila rispetto ai circa 12 mila del 2000.

Era da sei anni che non si riusciva a raggiungere quota 30 euro a quintale nella remunerazione del grano, quest’anno lo si farà grazie a questo nuovo accordo “che siamo certi – assicura il presidente di Coldiretti Cagliari Giorgio Demurtas – darà una scossa positiva a tutto il mercato locale con delle ripercussioni positive per tutti, come già avvenuto lo scorso anno”.

Nel dettaglio le condizioni dell’accordo prevedono una remunerazione tra i 27 e i 30 euro in base alle caratteristiche del grano duro.

 

EURO/QUINTALE PROTEINE PESO SPECIFICO
30 Ø  13,5% Ø  81 %
28 Ø  12% Ø  79%
27 Ø  11,5% Ø  78%

 

“Sono le migliori condizioni che siamo riusciti a spuntare nel mercato – afferma Giorgio Demurtas – a cui si unisce un valore aggiunto fondamentale per i cerealicoltori cosi come per tutte le imprese: il pagamento alla consegna. L’incasso immediato dei danari è importantissimo e vale tantissimo per una impresa rispetto alla incertezza tradizionale nei pagamenti. Di solito i tempi sono lunghi e chi richiede il pagamento alla consegna deve accettare un prezzo più basso rispetto a quello di piazza, in questo caso otteniamo il massimo con le migliori condizioni”.

 

Un accordo che in parte riesce a compensare i cali di produzione che quest’anno si attestano intorno al 20% a causa dei cambiamenti climatici che hanno provocato prima uno slittamento delle semine a fine gennaio a causa delle piogge che hanno inzuppato i terreni rendendo impossibile il lavoro e poi la siccità che sta incidendo sulla quantità.

 

“Diamo continuità agli impegni presi con i cerealicoltori sardi – afferma Vito Savino – stiamo portando avanti e stiamo raccogliendo i frutti dei progetti di filiera cominciati tre anni fa, come l’aumento delle superfici coltivate. Quest’anno raccoglieremo il primo grano tenero certificato (oltre 150 ettari) 100% sardo per produrre farine specifiche per pizzerie e pasticcerie in primis”.

Iniziativa quest’ultima che si inserisce all’interno di Prime Terre, il progetto di filiera controllata e certificata dalla forte impronta territoriale che garantisce la genuinità e l’origine locale dei grani macinati.

 

“Gli accordi di filiera che stiamo siglando nei diversi settori, oltre al grano, nel settore bovino da carne e lattiero caseario, stanno portando un valore aggiunto, sicurezza e stabilità per i produttori – evidenzia il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba – è una strada che sta dando i suoi frutti e che continueremo a perseguire garantendo le migliori condizioni per i produttori e per i consumatori che potranno acquistare prodotti a filiera certificata”.

 

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna

Michele Arbau




COLDIRETTI CAGLIARI. IL PROFUMO DEL MIRTO HA ACCOLTO I PRIMI TURISTI STRANIERI

COLDIRETTI CAGLIARI. IL PROFUMO DEL MIRTO HA ACCOLTO I PRIMI TURISTI STRANIERI

Il profumo del mirto ha accolto i primi passeggeri internazionali post Covid giunti questa mattina alle 12.05 all’aeroporto di Cagliari da Amsterdam.

Si tratta dei primi turisti internazionali giunti a Cagliari nel post Lockdown ai quali Coldiretti Cagliari ha voluto dare il benarrivati e bentornati con un piccolo ma simbolico omaggio che li accompagnerà nei giorni di permanenza in Sardegna: una boccetta di gel idratante ed igienizzante per mani realizzato con olio essenziale di mirto made in Sardinia, realizzato dalla Farmacia innovativa dell’Asinara, FarmAsinara.

Un volo tanto atteso. A giugno l’aeroporto di Cagliari ha registrato a causa del lockdown rispetto allo stesso mese di un anno fa un – 99,86% negli arrivi internazionali: 196 contro i 135.724. In totale gli arrivi di giugno segnano – 90,34%: 40.692 contro i 421.146 di giugno 2019.

“Oggi è un giorno di festa per tutti con l’augurio che sia la giornata della vera ripartenza per i turisti e per tutta l’economia – commenta il presidente di Coldiretti Cagliari Giorgio Demurtas -. Il nostro è un piccolo gesto, un omaggio utile e allo stesso tempo evocativo della Sardegna accogliente, con il quella abbiamo voluto abbinare l’utilità del gel igienizzante e di un prodotto made in Sardinia con un profumo simbolo della nostra terra che accompagni i turisti in queste giorni di agognata vacanza”.

 

Michele Arbau

Ufficio Stampa Coldiretti Sardegna




COLDIRETTI NUORO OGLIASTRA. E’ DI BOLOTANA UNO DEI MIGLIORI GIOVANI OLIVICOLTORI ITALIANI

COLDIRETTI NUORO OGLIASTRA. E’ DI BOLOTANA UNO DEI MIGLIORI GIOVANI OLIVICOLTORI ITALIANI

 

Altro prestigioso riconoscimento per Giacomo Nieddu, giovane olivicoltore di Bolotana, che nei giorni scorsi si è aggiudicato il premio “Giovane imprenditore” nella XXVIII edizione dell’Ercole Olivario,  grazie all’olio “Terracuza”, biologico monocultivar ottenuto da oliva bosana.

 

IL CONCORSO. Il concorso Ercole Olivario, nato per valorizzare le eccellenze Olearie Italiane e per evidenziare il forte connubio tra olio e territorio, è uno tra i più ambiti dalle migliori aziende olivicole italiane, riconosciuto come strumento di grande selezione della qualità italiana dell’olio e.v.o., tant’è che l’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) utilizza il marchio Ercole Olivario, come ambasciatore della qualità olivicola italiana nel mondo.

 

E’ organizzato dall’Unione Italiana delle Camere di Commercio , Industria, Artigianato e Agricoltura, in collaborazione con la Camera di Commercio e la Promocamera di Perugia, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e del Ministero dello Sviluppo Economico, ed il sostegno del Sistema Camerale Nazionale, delle associazioni dei produttori olivicoli, degli enti e delle istituzioni di settore.

 

PREMIO. 12 i premi in palio, contesi dai 98 oli finalisti, divisi nelle due distinte categorie di oli extravergine e extravergine DOP e IGP. Inoltre il Concorso assegna anche 5 award speciali, uno dei quali, quello riservato  al “Giovane imprenditore” è andato al sardo Giacomo Nieddu, non nuovo a questi exploit visto che ha primeggiato in concorsi nazionali ed internazionali. Tra i quali: medaglia Extragold per l’olio Terracuza, il massimo riconoscimento del premio Biol che premia i migliori oli extravergini Biologici del mondo; Tre Foglie della prestigiosa guida del Gambero Rosso Oli D’Italia 2020 per la Bosana Ozzastrera; Ammissione al “Leone D’Oro”, uno dei concorsi di olio più selettivi in ambito internazionale; Tre gocce d’oro al Concorso Internazionale “Aipo d’Argento 2020”. Sta partecipando anche al premio nazionale Oscar green, ideato da Coldiretti Giovani e riservato ai giovani agricoltori innovativi e creativi le cui domande di partecipazione scadono il prossimo 30 giugno.

 

L’AZIENDA. Giacomo Nieddu, 34 anni di Bolotana, è un figlio d’arte, sta infatti seguendo le orme del padre Giovanni che nel 2013 aveva vinto il concorso Ercole Olivario, grazie al quale fu selezionato dai magazzini Patriges – fornitori ufficiali della Regina Elisabetta – per essere presentato ai consumatori inglesi. Giacomo con la compagna Silvia, conduce l’azienda “Ozzastrera”, nata nel 2007, con oliveti nel territorio di Bolotana. Una azienda che si caratterizza per uno stretto legame tra cultura e natura, valorizzando e innovando un patrimonio ambientale che si tramanda da tre generazioni. La denominazione “Ozzastrera” deriva dal sardo “valle degli olivastri” e richiama l’essenza di un territorio particolarmente vocato alla pratica dell’olivicoltura, testimoniata dalle piante secolari di cultivar Bosana.

 

“Giacomo Nieddu è la conferma non solo della passione ma anche della cura e della competenza che i giovani stanno portando in agricoltura nel rispetto e valorizzazione del territorio – afferma il presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra Leonardo Salis -. Questo ennesimo prestigioso premio ricevuto dall’azienda Ozzastrera, conferma la qualità dei nostri prodotti, che si distinguono a tutti i livelli, e rappresenta un esempio positivo per tutti i nostri agricoltori e uno stimolo per continuare su questa strada”.

 

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna

Michele Arbau




COLDIRETTI SARDEGNA. SUL LATTIERO CASEARIO OGGI PIU’ CHE MAI SERVE PROGRAMMARE E GOVERNARE

Programmare e governare il sistema. E’ il mantra che Coldiretti Sardegna va ripetendo da anni per dare stabilità e razionalità al settore lattiero caseario.

E lo ripete a maggior ragione in questo momento favorevole per il mercato del Pecorino romano, di gran lunga il formaggio più prodotto dal latte di pecora e quello che condiziona e detta ogni anno il prezzo da remunerare al pastore.

Le esportazioni negli Usa, mercato principale di vendita del Pecorino romano Dop, anche nei primi due mesi del 2020 continuano a confermare un trend positivo, registrando una crescita del + 27,5% in volumi e +24,7 in prezzo. Vendite che vanno bene anche nei discount: + 45,9% in volume e + 41,7% come valore complessivo. In crescita invece del + 6,5% il prezzo medio sia nei supermercati e che nei discount. Dai quest’ultimi condizionati anche dal lockdown.

Notizie positive arrivano anche dalla chiusura dei bilanci delle cooperative con Dorgali e Lacesa di Bortigali che hanno chiuso a 1 euro al litro e la cooperativa Lait di Ittiri che è andata anche oltre l’ambito euro: 1,03.

Grazie alla nostra proposta di Coldiretti Sardegna condivisa dai Consorzi di tutela dei tre Pecorini e fatta propria dalla regione sono stati inoltre stanziati 5milioni di euro per l’acquisto dei formaggi freschi e a bassa stagionatura, che avevano subìto una flessione nelle vendite nei mesi di marzo e aprile portando alcuni caseifici a produrre più Pecorino romano. A questo vanno sommati anche i circa 13milioni di euro del cosiddetto bando degli indigenti per il Pecorino romano stanziati dal governo.

Interventi che vanno a tutelare il mercato del Pecorino romano, che anche per via del Covid quest’anno ha cresciuto le produzioni.

“Gli eventi imponderabili come il Covid, ma anche il pericolo Dazi degli Usa o la stessa guerra del latte dello scorso sono dei fattori straordinari che stravolgono il mercato come lo era stata la lingua blu qualche anno fa. Ma proprio per attutire anche questi colpi è oltre modo necessario un tavolo permanente della filiera che sappia programmare a monte e riesca a tenere la barra dritta nei momenti critici garantendo più stabilità a tutti gli attori della filiera e soprattutto all’anello più debole i pastori, sui quali si tende sempre a scaricare la crisi, pagandone a caro prezzo le conseguenze”.

“L’accordo di filiera con Biraghi ce lo dimostra e sta portando importanti benefici – ricorda il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Il pecorino etico è frutto di una programmazione a monte che garantisce stabilità e che sta reggendo, seppur si tratti di un prodotto giovane, i momenti straordinari che stiamo vivendo in questi ultimi anni”.

 

Michele Arbau

Addetto stampa Coldiretti Sardegna