Opposizione Alghero: colpo di grazia per l’Ospedale Marino di Alghero. Pais Risponde ma l’opposizione ribatte.
“È il colpo di grazia per l’Ospedale Marino di Alghero. La delibera del commissario ATS, la n.63 che porta la data di ieri, trasferisce d’imperio tutti i pazienti che da ora in poi necessiteranno di trattamento riabilitativo all’ospedale privato Mater Olbia. Privato è meglio per la destra algherese e sarda. Non sia mai che ci possa essere nel pubblico qualche specializzazione che possa concorrere col privato. Una vergogna. Da oggi, come niente fosse, il Marino di Alghero, polo per decenni dell’eccellenza riabilitativa in Sardegna, non esiste più. I pazienti che hanno necessità di riabilitazione intensiva che implichi un elevato livello di tutela medico-infermieristica e attrezzature tecnologicamente avanzate devono essere trasferiti a Olbia, non c’è più posto per loro negli ospedali ATS. E neanche al “Regina Margherita” di Alghero, ospedale covid. Una fine, purtroppo, annunciata, studiata, perseguita. Lo smantellamento del Marino operato dapprima con la riduzione dei posti letto, con il trasferimento nel piano secondario della riabilitazione, con la condivisione dei pazienti nel reparto di ortopedia, aveva solo l’obiettivo di porre la parola fine non solo all’ospedale traumatologico ma anche alla sua funzione riabilitativa. È la morte dell’ospedale Marino nel silenzio tombale di chi ci governa a Cagliari e ad Alghero.”
Mario Bruno
Gabriella Esposito
Pietro Sartore
Raimondo Cacciotto
Ornella Piras
Valdo Di Nolfo
Beniamino Pirisi
PAIS: “NESSUN DEPOTENZIAMENTO, SI VA VERSO IL POLO RIABILITATIVO E ORTOPEDICO DEL NORD OVEST”
Alghero, 13 marzo 2021 – “Nessun depotenziamento ma, anzi, con la legge di riforma del sistema sanitario regionale n. 24 del 11 settembre 2020 si è costituito un Polo Ortopedico Riabilitativo presso l’Ospedale Marino di Alghero, in sinergia con la AOU di Sassari in un’ottica di rafforzamento come Polo di Eccellenza del Nord-ovest della Sardegna. In questo senso vanno lette le importanti risorse messe a disposizione dell’Ospedale Marino di Alghero, sia per la ristrutturazione dello stabile, sia per il potenziamento della dotazione tecnologica, come mai nel passato”. Così il Presidente del Consiglio regionale Michele Pais sull’ospedale Marino di Alghero a seguito della delibera Ats n. 63.
“Vero è che la Regione Sardegna, con l’Assessore Nieddu, sta andando nella direzione di un rafforzamento delle prestazioni sanitarie in tutte i territori della Sardegna e la delibera del commissario ATS n.63 va letta proprio nella direzione di un aumento dell’offerta riabilitativa nel nord dell’Isola, e nello specifico del nord- est, oggi sprovvisto, sino a Nuoro, di un di un riferimento in riabilitativo” – continua Pais – “La direzione, dunque, è quella del riequilibrio dei territori della Sardegna più deboli che è mancato nel passato, in un’ottica di solidarietà regionale. Non possono esistere territori di serie A e di serie B ma soprattutto cittadini di Serie A e cittadini di Serie B, ma per tutti una sanità migliore che non tolga ma che aggiunga”.
“Nonostante le evidenti difficoltà create dalla pandemia si aumentano il numero e il livello delle prestazioni sanitarie in tutta la Sardegna. In questo senso – aggiunge il Presidente Pais – l’assessorato alla sanità ha colto l’importante obiettivo dell’aumento di centodiecimila ore in più per le visite specialistiche ambulatoriali a disposizione dei pazienti sardi, nell’ottica di ridurre i tempi di attesa per le visite o per un esame diagnostico. Un deciso cambio di rotta per non costringere i cittadini a costose visite a pagamento nel privato”.
“Insomma, aumenta l’offerta sanitaria e non si toglie niente a quella esistente che invece viene, e deve essere ancor più, potenziata” – conclude Michele Pais – “Basta competizioni tra territori, ma una Sardegna unica in cui il diritto alla salute sia sempre migliore e pari in tutto il suo territorio e per tutti i sardi”.
Il centrosinistra risponde a Pais, Ospedale Marino penalizzato, la riabilitazione al Mater Olbia.
“E’ proprio sull’attività riabilitativa e sul recupero funzionale che sarà indirizzata l’offerta sanitaria dei prossimi anni dell’Ospedale Marino”, parole dell’allora amministratore dell’ATS Marcello Giannico, durante la cerimonia di intitolazione del reparto algherese al Dottor Pasqualino Cotza, nel maggio di otto anni fa. E fu proprio Dottor Cotza ad imprimere una svolta nelle erogazioni di eccellenza svolte dal Marino nei decenni scorsi, accanto al professor Mastandrea, proprio nella riabilitazione intensiva a servizio di tutta l’Isola e fiore all’occhiello, insieme all’ortopedia, di un un ospedale che faceva egregiamente concorrenza al privato. Ora, invece, nonostante la difesa d’ufficio del Presidente Pais, sempre più intento a voler fare il primario senza titoli e non il ruolo istituzionale assegnato che svolge con superficialità e insufficiente appropriatezza, scopriamo che la riabilitazione intensiva la deve svolgere il Mater Olbia. Esattamente il contrario di ciò che Dottor Cotza e i medici algheresi avevano pianificato, cioè il pubblico che supera, una volta tanto, il privato. Nel nome del riequilibrio territoriale, la delibera 163 a firma Temussi, codifica le procedure per il trasferimento dei pazienti ricoverati negli ospedali ATS, Ospedale Marino compreso, ad Olbia. Perchè è al Mater Olbia che si terrà da ora in poi quella fase caratterizzata da interventi valutativi e terapeutici intensivi, collocata nella cosiddetta “fase dell’immediata post-acuzie della malattia”, quando cioè l’intervento riabilitativo può influenzare positivamente i processi biologici che sottendono il recupero, contenendo e riducendo l’entità della menomazione e quando la disabilità è maggiormente modificabile. Fase che richiede un elevato impegno diagnostico medico-specialistico ad indirizzo riabilitativo e terapeutico in termini di complessità e durata quotidiana dell’intervento, orientativamente riferibile ad almeno tre ore giornaliere di terapia specifica, intese come quelle erogate direttamente dal personale delle professioni sanitarie della riabilitazione, quali ad esempio il fisioterapista, il logopedista, il terapista occupazionale, l’educatore professionale e l’infermiere per quegli atti finalizzati al miglioramento dell’attività di base della vita quotidiana. Il Mater Olbia si occuperà anche della fase di alta intensità dedicata alla neuroriabilitazione di pazienti con danno cerebrale tale da determinare uno stato di coma e menomazioni motorie, cognitive e/o comportamentali che comportano una disabilità significativa. Per il trasferimento di questi ultimi, a differenza dei precedenti, la procedura è ancora da scrivere. Ma la decisione è presa.