G20 DELLE SPIAGGE – IL SUMMIT DEI 26 COMUNI AD ARZACHENA DAL 3 AL 5 MAGGIO 2023

La delegazione ospite ad Arzachena in vista del prossimo summit delle località balneari italiane

Il 2 febbraio a Roma “2° Focus delle Città balneari italiane” tra i 26 sindaci aderenti, il Governo e i responsabili del turismo dei Gruppi Parlamentari.

Arzachena, 25 gennaio 2023. La delegazione del G20 delle spiagge italiane, la rete delle località balneari che vantano il maggior numero di presenze turistiche del Paese, è in visita ad Arzachena per i sopralluoghi in vista della sesta edizione del summit in programma dal 3 al 5 maggio 2023. Le responsabili dell’organizzazione e del coordinamento scientifico, Adriana Miotto e Giorgia Teolato, hanno incontrato oggi il vicesindaco Cristina Usai e l’assessore al Turismo Claudia Giagoni per definire nei dettagli l’agenda che vedrà il Comune sardo impegnato nell’allestimento dell’appuntamento.

In attesa del vertice di maggio, i sindaci delle 26 località della rete G20 saranno subito impegnati a Roma il 2 febbraio per il “2° Focus delle Città Balneari italiane – Proposta per lo Status di Città Balneare”. Sarà affrontato il più strategico dei temi per il comparto che vanta la fetta maggiore del PIL turistico nazionale. Lo scorso anno, il primo incontro ebbe riscontri favorevoli. L’impegno delle forze politiche fu quello di riprendere il progetto per farlo diventare proposta di legge in questa legislatura e, finalmente, produrre un insieme di nuove norme giuridiche che consenta alle amministrazioni comunali di affrontare i problemi dati dall’aumento degli abitanti durante la stagione estiva.

L’appuntamento romano, ospitato nella Sala Capranichetta, in piazza Montecitorio, alle 10:30, sarà la prima tappa di un insieme di attività che il G20Spiagge realizzerà nel corso dell’anno: il 2023 sarà decisivo per il balneare italiano, forte anche dei grandi risultati dell’estate appena trascorsa che ha accentuato l’importanza del comparto per il PIL del Paese.

I sindaci della rete sono concordi nel sottolineare che, in media, il numero degli abitanti di un comune costiero italiano decuplica durante la stagione estiva, provocando difficoltà gestionali rispetto ai temi della sicurezza, della viabilità, del ritiro dei rifiuti, ad esempio. Le amministrazioni locali non riescono a far fronte all’aumento delle spese e, quindi, alla necessità di offrire all’ospite servizi sempre più qualificati e indispensabili. Il rischio è che località prestigiose non possano conservare il forte appeal conquistato nel tempo, ma perdano attrattività rispetto alle mete concorrenti internazionali a tutto svantaggio dell’immagine dell’intera destinazione Italia.

I comuni appartenenti al G20s sono Alghero, Arzachena, Bellaria Igea Marina, Bibbona, Caorle, Castiglione della Pescaia, Cattolica, Cavallino Treporti, Cervia, Cesenatico, Chioggia, Comacchio, Forio, Grado, Grosseto, Ischia, Jesolo, Lignano Sabbiadoro, Orbetello, Riccione, Rosolina, San Michele al Tagliamento, San Vincenzo, Sorrento, Taormina, Viareggio, Vieste: da soli attraggono 70 milioni di presenze turistiche, il 16% di quelle complessive registrate in Italia.




COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO TRA I COMUNI DELLA RETE G20 DELLE SPIAGGE

La ricchezza prodotta dal settore turistico balneare

I Comuni del G20s attraggono 70 milioni di presenze turistiche, il 16% delle presenze turistiche complessive in Italia.

Arzachena, 22 dicembre 2022. Un recente studio di Sociometrica “La ricchezza dei Comuni turistici – Ranking secondo la creazione di valore aggiunto” elaborato su dati Istat ha generato un notevole interesse da parte degli addetti ai lavori del settore turistico e confermato, se ancora ce ne fosse bisogno, quale e di che entità sia la ricchezza prodotta dal comparto nel nostro Paese.

Il settore balneare, come altri settori turistici, ha un effetto moltiplicatore sull’economia generale della località: il dato più seguito e verificato rileva che ogni euro speso direttamente nel turismo genera ulteriori 60 centesimi in altri settori (20% industria, 35% servizi, 5% agricoltura). Quindi, oltre alla grande capacità di produrre ricchezza in sé, il sistema della vacanza genera ulteriore valore aggiunto: maggior numero di imprese, maggiore occupazione, maggior reddito personale.

Nel caso del network delle maggiori città balneari Italiane G20Spiagge, tutte le località che lo compongono sono inserite tra i 100 maggiori Comuni turistici per valore economico aggiunto, cioè produttori di quel reddito, di quel PIL che sostiene l’economia nazionale. Lasciando da parte i valori assoluti in euro che la ricerca presenta, balza agli occhi come il settore balneare italiano sia chiaramente il primo produttore di ricchezza derivata dal turismo del Paese. Ma mettere insieme i diritti degli abitanti con le esigenze degli ospiti è un’impresa che obbliga ogni anno gli amministratori pubblici a delle enormi fatiche, con un risultato economico che potrebbe non solo aumentare, ma anche essere distribuito in maniera più diffusa e utile per le comunità stesse.

“Di fronte a questi dati, l’importanza del riconoscimento dello status di città balneare viene ancor più evidenziato – commenta il vicesindaco del Comune di Arzachena, Cristina Usai -. Lo scorso marzo, insieme ai sindaci della rete G20delle spiagge abbiamo portato di fronte alla X Commissione Parlamentare la richiesta di varare una normativa che ci riconosca la possibilità di utilizzare liberamente le risorse a disposizione, superando i vincoli di bilancio. A fronte di dotazioni finanziarie e risorse umane proprie dei piccoli Comuni, dobbiamo provvedere all’organizzazione di servizi per centinaia di migliaia di turisti senza, però, avere i mezzi idonei. In più, Arzachena vanta un ruolo determinante anche nell’ambito del turismo culturale e archeologico, oltre a rappresentare il motore dello sviluppo turistico in Gallura e in Sardegna da 60 anni”.

“Il settore turistico è in costante crescita ed evoluzione, dare risposte all’altezza delle aspettative dei consumatori di domani è un dovere per una destinazione come la nostra che, da anni, rappresenta un modello nel Mediterraneo – aggiunge Claudia Giagoni, assessore al Turismo del Comune di Arzachena -. Lo studio dell’Istat sottolinea come Arzachena sia inclusa tra i 100 Comuni che producono il maggiore valore aggiunto nel comparto: è un onore, ma anche una responsabilità che richiede da parte nostra sempre più investimenti per elevare l’offerta dei servizi. Ne parleremo ampiamente con gli operatori turistici nei prossimi incontri e durante l’appuntamento del G20 delle spiagge che, ricordo, si terrà ad Arzachena nel 2023 e a cui stiamo già lavorando”.

I Comuni inclusi nella rete del G20 delle Spiagge sono Arzachena, Alghero, Bellaria Igea Marina, Bibbona, Caorle, Castiglione della Pescaia, Cattolica, Cavallino Treporti, Cervia, Cesenatico, Chioggia, Comacchio, Forio, Grado, Grosseto, Ischia, Jesolo, Lignano Sabbiadoro, Orbetello, Riccione, Rosolina, San Michele al Tagliamento, San Vincenzo, Sorrento, Taormina, Viareggio, Vieste.




LE BOLLETTE ENEL: UN DRAMMA PER I PICCOLI COMUNI

Le bollette Enel: un dramma anche per i piccoli Comuni della Sardegna, che non potranno far fronte al raddoppio delle spese per l’illuminazione pubblica e per quella degli uffici. Occorre perciò un intervento specifico della Regione a coprire il disavanzo tra le spese degli anni scorsi e quelle previste per il 2022 e dopo.

E’ quanto chiede l’A.S.E.L. Sardegna, l’Associazione dei Comuni sardi, in una lettera inviata al Presidente della Regione Christian Solinas e all’Assessore regionale del Bilancio Giuseppe Fasolino, prendendo lo spunto di un “grido d’allarme e d’aiuto” del Comune di Cheremule che, tramite il Vice Sindaco Antonio Chessa, ha denunciato il raddoppio delle spese per l’energia elettrica che dal consolidato 2021 attestato in 64 mila euro, passa ad oltre 118 mila euro per il 2022, risorse che il Comune (con appena 500 anime circa, tale è la popolazione residente) non dispone e per le quali chiede un aiuto specifico dalla Regione.

La proposta dell’ASEL Sardegna alla Regione è che, in un prossimo provvedimento legislativo, venga assegnato ai Comuni Sardi, in particolare ai piccoli Comuni, un contributo specifico aggiuntivo alla manovra finanziaria vigente come concorso ai maggiori costi dell’energia elettrica.

L’A.S.E.L. Sardegna, inoltre porterà il problema all’attenzione della Conferenza Permanente Regione – Enti Locali e del Consiglio delle Autonomie per un impegno politico comune e solidale.

Cagliari 30 marzo 2022

Ufficio Stampa A.S.E.L. Associazione Sarda Enti Locali




I 92 COMUNI DELLA PROVINCIA DICONO NO GRAZIE. IL PNRR UN OGGETTO ANCORA SCONOSCIUTO. SI RIPARTA DALLE NOSTRE INDICAZIONI.

“Saremo noi rappresentanti del territorio ad indicare come devono essere spese le risorse del PNRR, non possiamo accettare un progetto di sviluppo che non risponda alle esigenze della Sardegna”. Con questo monito la Provincia di Sassari, i sindaci del nord Sardegna, i presidenti delle Unioni, le Comunità montane, la Rete metropolitana e il T.I.P.S. scenderanno in campo a Nule, martedì 7 dicembre con un documento da inviare al governo che non accetterà l’imposizione di una linea programmatica senza il coinvolgimento diretto degli amministratori. Una presa di posizione chiara e decisa che non lascia spazio a scelte che non siano dettate e condivise da chi il territorio lo vive e lo amministra. La Sardegna ristagna da decenni uno stato di abbandono programmatico che ha congelato settori vitali di una terra che si nutre di sviluppo sostenibile, turismo interno e costiero, filiere agroalimentari d’eccellenza, attrattori culturali e ambientali che non intercettano i flussi del turismo mondiale e di un patrimonio immateriale mai messo a sistema. Considerato che le indicazioni del PNRR hanno come obiettivo realizzare una coesione sociale e territoriale, è importante quanto mai fondamentale, che le risorse disponibili rispondano a questi principi e che diano linfa vitale ad un territorio unito, raggiungibile, coeso e interconnesso. Pertanto si ritiene assolutamente necessario che gli interventi vengano dirottati sul territorio per combattere lo spopolamento dei piccoli centri, migliorare la qualità della vita dei residenti, potenziare i servizi e le infrastrutture, attrarre investimenti dall’esterno, creare nuove imprese in grado di favorire l’occupazione e lo sviluppo di solidi processi di internazionalizzazione per le produzioni e i servizi locali. Gli interventi sulle infrastrutture di collegamento verso i centri più popolati, la connettività e le reti ( 5 g e BUL), lo sviluppo locale e la mobilità sostenibile, le energie rinnovabili e la transizione energetica, gli investimenti sul capitale umano e nella scuola, una sanità territoriale a misura d’uomo sono i punti cardine dello sviluppo del nostro territorio e per i quali è impossibile immaginare l’assenza dei sindaci nella programmazione e pretendere uno sviluppo armonico ed equilibrato. Un occhio di riguardo al potenziamento della portualità turistica e ai collegamenti con l’interno: la modernizzazione delle infrastrutture fa parte di un piano di sviluppo integrato che punta ad un offerta dei servizi più dinamica e al passo coi tempi con l’obiettivo di catalizzare i flussi turistici nell’entroterra e destagionalizzare un’economia turistica che deve funzionare non solo nei mesi estivi. Senza contare che questo intervento potrebbe contribuire a ridurre la fuga di cervelli che purtroppo nell’ultimo ventennio ha visto migliaia di giovani scegliere di emigrare per concretizzare il proprio futuro. “Non possiamo permettere che la Sardegna si impoverisca in questo modo- spiega in conclusione l’amministratore Pietro Fois-. “Non siamo interessati a politiche che piombano dall’alto e ci vengono dettate da chi non sa leggere le dinamiche della nostra terra. A Nule il nostro messaggio sarà perentorio. Siamo pronti, uniti come mai è accaduto prima, a delineare il futuro della Sardegna”.

UFFICIO COMUNICAZIONE DELL’AMMINISTRATORE STRAORDINARIO




bombe d’acqua nei comuni di Olbia, Padru e Monti.

Numerose da stamattina le chiamate alla sala operativa per diverse bombe d’acqua che hanno interessato i comuni di Olbia, Padru e Monti. Nelle immagini gli interventi dei vigili del fuoco di Olbia a Monti, dove le forti piogge hanno fatto straripare un canale tombato al centro del paese. Altri interventi per maltempo sono stati effettuati in mattinata nella frazione di Murta Maria ad Olbia e a Padru.




Protocollo d’intesa tra Provincia di Sassari e comuni del territorio. Nasce il Centro provinciale di programmazione del Nord Sardegna

Firmato il Protocollo d’intesa tra Provincia di Sassari e comuni del territorio. Nasce il Centro provinciale di programmazione del Nord Sardegna.Un accordo istituzionale per far muovere i primi passi all’ambiziosissimo progetto di realizzare nel Nord Sardegna un Centro provinciale di programmazione. Può essere interpretato così l’appuntamento che l’amministratore straordinario della Provincia di Sassari, Pietrino Fois, ha dato oggi nella sala Angioy del palazzo della Provincia, in piazza d’Italia, ai sindaci di Castelsardo, Porto Torres, Sennori, Stintino, Sorso e Valledoria. Sono loro i primi sottoscrittori del protocollo d’intesa per dare vita a quello che formalmente si chiamerà Progetto SAPESS e che operativamente è finalizzato alla realizzazione di un coordinamento intercomunale sulle politiche europee.
La Provincia e la Multiss, suo braccio operativo che ha affiancato l’ente di governo del territorio di area vasta in tutta la fase preparatoria, partono in compagnia dei primi sei Comuni che hanno raccolto la sfida, ma l’auspicio è che anche altre amministrazioni civiche del quadrante settentrionale della Sardegna si uniscano per dare gambe e corpo a un progetto che – anche in vista di una ridefinizione dell’architettura istituzionale isolana che fondi su sempre più ampi spazi di autonomia e di capacità di ciascun territorio di autodeterminare il proprio orizzonte di sviluppo – consenta finalmente al Nord di dotarsi di una struttura di programmazione e gestione dei progetti elaborati e finanziati in ambito comunitario.
Forte della missione affidatale dalla legge in tema di pianificazione, coordinamento, sviluppo, tutela e valorizzazione dell’ambiente, trasporti, scuole, lavoro e promozione delle pari opportunità, la Provincia di Sassari ha sin qui raccolto e coordinato le proposte avanzate dai Comuni. «I cambiamenti istituzionali degli ultimi anni e il nuovo scenario europeo impongono alle amministrazioni locali di rinnovarsi per definire il proprio ruolo “europeo” all’interno del nuovo contesto», è scritto a chiare lettere nel protocollo d’intesa siglato oggi. «La Provincia di Sassari, come ente con funzioni di area vasta, intende valorizzare la propria esperienza pluriennale acquisita nell’ambito delle politiche comunitarie – prosegue il documento – costituendo coi Comuni del proprio territorio un coordinamento intercomunale sulle politiche europee, per migliorare le capacità dei territori nel campo delle politiche comunitarie e favorire l’accesso ai finanziamenti europei, mettendo a disposizione le competenze maturate in materia».
Come emerso anche dall’ampio dibattito che nelle ultime settimane ha coinvolto tutti gli attori politici, istituzionali, economici, sociali e culturali del territorio, il tema è tanto più centrale in una fase storica come quella cui si va incontro. «La programmazione comunitaria consente opportunità di accesso ai finanziamenti europei che implicano la messa in atto di partenariati e azioni su attività strategiche per i territori», è la convinzione dei firmatari. «È pertanto di fondamentale importanza sviluppare un esteso sistema di relazioni finalizzate alla cooperazione istituzionale, alla collaborazione tra enti, associazioni e cittadini e allo sviluppo del tessuto economico e sociale», è ciò di cui si affermano certi. Da qui l’idea di rompere gli indugi e dare formalmente vita a un progetto attraverso cui Provincia e Comuni collaborano in modo strategico per strutturare congiuntamente un Servizio associato per le Politiche europee, partecipando in partenariato alle varie opportunità di finanziamento che scaturiscono dai bandi comunitari, determinando maggiori opportunità per i singoli territori e una maggiore capacità di fare sistema, perseguendo obiettivi di area vasta tramite il coordinamento istituzionale territoriale, promuovendo tramite la gestione unitaria dei fondi pubblici e delle risorse umane e strumentali il raggiungimento di economie di scala e una razionalizzazione della spesa a livello locale, condividendo risorse umane e strumentali per l’avvio di un percorso strategico di crescita del territorio.
«Intraprendiamo con tutti i Comuni del Nord Sardegna un percorso finalizzato a utilizzare al meglio le chance che ci dà l’Europa», afferma il commissario straordinario della Provincia di Sassari, Pietrino Fois, mentre per il dirigente del settore Programmazione, Antonio Zara, «le politiche comunitarie e l’imminente stagione programmatoria sono un’occasione unica e irripetibile». Il sindaco di Valledoria, Marco Muretti, si dice «felice di cogliere l’opportunità offerta dalla Provincia in termini di supporto tecnico e strategico», mentre Massimo Mulas, sindaco di Porto Torres, sottolinea che «avere una regia unica, soprattutto nel governo di questioni che attengono a funzioni condivise, può cambiare radicalmente la prospettiva di questo territorio e sostenerne lo sviluppo coerente». Fabrizio Demelas, sindaco di Sorso, definisce «geniale l’idea di costituire una cabina di regia comune per supportare amministrazioni che, pur consapevoli dell’importanza delle politiche comunitarie, spesso non dispongono che di risorse umane da destinare alla quotidianità, all’ordinaria amministrazione». Assenti i Comuni di Stintino e Sennori per sopraggiunti e indifferibili impegni, all’incontro odierno è invece intervenuto l’assessore del Turismo di Castelsardo, Giuseppe Corso. «La programmazione comunitaria è fondamentale, ma spesso per i Comuni più piccoli è difficile strutturarsi in maniera adeguata – è la sua opinione – questa cabina di regia che supporti e coordini gli enti locali del territorio è una risorsa preziosa».




Benessere animale, Sassari al top tra i capoluoghi sardi e tra i primi Comuni a livello nazionale

Benessere animale, Sassari al top tra i capoluoghi sardi e tra i primi Comuni a livello nazionale

Ventesima su circa mille Comuni italiani e prima tra i capoluoghi sardi. Sassari ha di che essere fiera quando si parla del benessere animale. È ciò che emerge dall’ultimo report di Legambiente “Animali in città 2020” pubblicato nei giorni scorsi. Oltre trenta parametri presi in considerazione, più di 150 domande a cui il Comune ha dovuto rispondere: dalla normativa emanata dall’Amministrazione per la tutela degli animali, ai servizi offerti (come le sterilizzazioni, i canili, il riconoscimento delle colonie feline e la microchippatura), passando per gli spazi a essi dedicati (non solo le aree cani, ma anche le spiagge per gli amici a quattro zampe etc).

L’indagine di Legambiente valuta le performance che amministrazioni comunali e aziende sanitarie offrono ai cittadini che possiedono animali d’affezione e, in generale, per la migliore convivenza in città con animali padronali e selvatici.

Sassari è prima tra i capoluoghi di Provincia sardi, con oltre 44 punti nel calcolo complessivo delle performance, ben distanziata da Cagliari che si ferma a poco più di 25, doppiandola nel parametro che prende in considerazione i fondi e il personale messi a disposizione del servizio comunale dedicato agli animali, con Sassari a quota 16,5 e Cagliari a 8,15. Inoltre comparando i parametri relativi alla performance Organizzazione/Servizi delle ultime tre annualità è evidenziato un ulteriore miglioramento per quanto riguarda l’organizzazione e i servizi offerti (si passa da 13,5 nel 2018 a 16,5 nel 2020). 

Molto buona la valutazione complessiva anche in campo nazionale: il Comune di Sassari si piazza al ventesimo posto rispetto a circa mille Comuni italiani. L’Amministrazione sassarese, con 44,25 si distanzia di pochi voti dal quinto posto di Bologna che ha una valutazione complessiva di 49,9.

«Siamo sicuramente soddisfatti di questo risultato, che premia sia le scelte di questa Amministrazione che punta, in un’ottica di sensibilizzazione ambientale, a sviluppare un’attenzione in materia di tutela e difesa degli animali, sia l’impegno degli uffici che rendono concreti i nostri obiettivi – commenta l’assessora all’Ambiente e Verde pubblico Antonella Lugliè – . E tuttavia vediamo questo come un punto di partenza e non di arrivo: contiamo il prossimo anno di fare ancora meglio».




URI ENTRA NELLA RETE DEI COMUNI AMICI DELLA FAMIGLIA

Anche URI a misura di famiglia

Il comune del Coros entra nel Network nazionale dei Comuni Family

Aumentano i riscontri positivi e le adesioni grazie al viaggio del Tour Family in Sardegna

Con la lettera di adesione inviata alla Provincia autonoma di Trento e al coordinamento del Network nazionale dei Comuni Amici della Famiglia la sindaca Lucia Cirroni ha formalizzato l’ingresso del comune di Uri nella rete italiana delle municipalità che intendono promuovere politiche orientate al  benessere familiare sulla base del know-how sviluppato dall’Agenzia per la Famiglia trentina e grazie ai coordinatori nazionali della Rete che con il Tour Family in Sardegna ne stanno divulgando l’importanza.

Tour Family in Sardegna è il ciclo di seminari online promosso dalla regione Sardegna in collaborazione con l’Agenzia per la famiglia e la Trentino School of Management che ha l’obiettivo di diffondere il  Network nei territori sardi. Durante le dirette dei seminari le adesioni dei comuni isolani alla rete sono raddoppiate ed emerge la necessità e l’importanza che gli amministratori vogliono dare alla comunità familiare. C’è sete di comunità, di famiglia e attenzione.

Il Network, che raggruppa i comuni che intendono introdurre politiche familiari innovative mettendole al centro della propria azione amministrativa, è un moltiplicatore di risorse e di scambi che consente di sperimentare nuovi ed efficaci modelli organizzativi e di welfare che guardano alla famiglia non come oggetto di assistenza ma come risorsa della comunità e motore di sviluppo locale.

Piani famiglia comunali, parchi 0-99, musei, ristoranti ed alberghi a misura di famiglia, politiche tariffarie che tengano conto dei carichi familiari, politiche di conciliazione famiglia lavoro sono alcune delle azioni messe in campo dai comuni certificati family.

Un primo passo che va a coronare il lavoro portato avanti in questi anni dalla sindaca Cirroni e dalla comunità urese che ha lavorato per porre la famiglia al centro, in maniera trasversale all’amministrazione. Tanti i progetti portati avanti e quelli finanziati e ancora da attuare: parco 0-99, progetto 0-6 di accessibilità, giochi inclusivi, sala musica e piani famiglia, alcuni di questi.

“Accogliamo con grande piacere l’ingresso di Uri nel Network, sicuri del prezioso contributo che daranno alla rete e dei benefici per le famiglie e il territorio che scaturiranno da questa collaborazione. Questo è il primo passo verso un lavoro dedicato alla comunità”, dichiarano i coordinatori del Network Mauro Ledda e Filomena Cappiello.




CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–22-03-21–TEMPI DI PAGAMENTO COMUNI-IMPRESE-Sardegna rapida a saldare fatture

TEMPI DI PAGAMENTO COMUNI-IMPRESE – 27 giorni per saldare fatture a
imprese e professionisti. L’Isola quinta in Italia per velocità: il
71% dei Comuni paga entro i termini di Legge. Matzutzi (Presidente
Confartigianato Sardegna): “Dati confortanti ma ancora non
soddisfacenti: tutte le imprese devono essere pagate nei tempi.
Lavorare per tagliare burocrazia e a compensazione debiti-crediti”.

Per le imprese e i professionisti che lavorano con i Comuni della
Sardegna, arrivano notizie positive sul pagamento delle fatture: il
71,8% di questi, riesce a saldare i propri debiti entro i 30 giorni di
legge.

Sono infatti ben 271 le Amministrazioni Locali isolane, su 377, che
rispettano il termine ordinario di 30 giorni stabilito dalla Direttiva
Comunitaria sui pagamenti 2011/7/UE – recepita con il decreto
legislativo 9 novembre 2012 n.192.

Al contrario, a saldare le fatture sono ancora 106 realtà locali,
circa il 28% del totale. In ogni caso, la media dei tempi di pagamento
dei lavori effettuati nell’Isola scende a 27 giorni: la nostra Isola
si piazza così al quinto posto nazionale per velocità di erogazione.
Analizzando il recente passato, nel 2015, i dati raccontavano di come
ai Comuni dell’Isola per saldare le fatture alle imprese occorressero,
in media, 103 giorni. Due anni dopo, nel 2017, in media ne servivano
appena 42.

A certificare questi risultati è la rilevazione dall’Osservatorio per
le Micro e Piccole Imprese di Confartigianato Imprese Sardegna dal
titolo “Tempi di pagamento della P.A.: i dati dei Comuni nei primi 3
mesi del 2020”, su dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze,
resi disponibili lo scorso 24 febbraio.

Sui 730milioni di euro che gli Enti Locali sardi hanno saldato alle
imprese e ai professionisti, nei primi 9 mesi dello scorso anno, gli
estremi isolani vanno dal record positivo di Cargeghe (SS), che ha
saldato 649mila euro di fatture con una media di 5 giorni, fino al
primato negativo di Bultei (SS), che ha bonificato 19mila euro in 99
giorni (tra l’altro su un totale di oltre 1 milione di debiti).

Tra i Comuni più popolosi, il record è di Alghero (SS): 18milioni di
euro in soli 12 giorni. Segue Selargius (CA), con oltre 11milioni di
euro in 11 giorni. Tra i capoluoghi, il primo è Sassari, con 45milioni
erogati alle imprese in soli 16 giorni (quarta Città in Italia),
seguito da Olbia con 32milioni in 21 giorni. Il Capoluogo regionale,
Cagliari, rientra nel rispetto della legge per solo 1 giorno:
76milioni di euro di lavori sono stati bonificati in 29 giorni.

Tra i 106 Comuni i cui pagamenti fuori dai termini di legge, al
contrario, Nuoro con 37 giorni per pagare quasi 15milioni di appalti,
Quartu S.Elena (CA) con 40 giorni per circa 20milioni, e Oristano con
47 giorni per bonificare 16milioni di fatture. 57 comuni pagano tra i
31 e i 40 giorni, 25 tra i 41 e i 50 giorni, 11 tra i 51 e i 60 giorni
e solo 12 oltre i 60.

Tra le province, la migliore è sempre quella di Sassari, con una media
di 21 giorni, seguita dal Sud Sardegna con 26 e Cagliari con 30.

“Possiamo dire che questi dati, se paragonati a ciò che accadeva solo
5 anni, ci confortano – commenta Antonio Matzutzi, Presidente di
Confartigianato Imprese Sardegna – però vedere come ancora che un
terzo dei Comuni sardi non rispetti il diritto delle imprese ad essere
pagate in tempi certi, ci fa preoccupare e non saremo completamente
soddisfatti finché non vedremo tutte le Amministrazioni Locali
rientrare nei termini di legge e onorare i propri debiti”.

“La maggior parte dei Comuni paga con ancora più celerità rispetto a
quanto imposto dai termini di legge – continua Matzutzi – erogando
quasi all’istante anche cifre importanti: è fondamentale che anche gli
altri Enti mettano in campo tutto quello che serve per fare
altrettanto e rispettare tale buona pratica”.

“Come ripetiamo da anni, la soluzione contro i ritardi e per
rispettare il diritto delle imprese ad essere pagate in tempi certi –
sottolinea il Presidente – sarebbe quella di applicare la
compensazione diretta e universale tra i debiti e i crediti degli
imprenditori nei confronti dello Stato. Capiamo come ci siano ancora
tante difficoltà finanziarie e organizzative ma non capiamo perché
debbano farne le spese i professionisti e le imprese”.

“Il ritardo dei pagamenti è una condizione che pone, e ha posto anche
in passato, tante piccole imprese sarde nella condizione di rinunciare
a partecipare ai bandi pubblici per paura delle lungaggini e dei
contenziosi – conclude Matzutzi – in questo periodo, dove si parla
tanto di un più facile accesso delle microimprese agli appalti di
opere pubbliche, il cui avvio potrebbe servire a immettere nel mercato
importanti risorse economiche, a creare lavoro e a salvare imprese e
posti, il problema è che se poi i pagamenti vengono effettuati in
maniera tardiva, le imprese soffrono enormemente”.

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Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna
Federico Marini  07044891   3384868726

Questo Comunicato Stampa ti è stato inviato da un giornalista iscritto
all’Ordine Nazionale dei Giornalisti della Sardegna (tessera n.093366
del 13 marzo 2001) e al G.U.S. (Giornalisti Uffici Stampa), Gruppo di
specializzazione della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.




LA MULTISS CRESCE E LA PROVINCIA SI CONFRONTA COI COMUNI SUL LORO INGRESSO NELLA SOCIETÀ IN HOUSE: «APRIRE AGLI ENTI LOCALI PRODURREBBE ECONOMIE DI SCALA E GARANTIREBBE SERVIZI INTEGRATI DI QUALITÀ»

                «Aprire all’ingresso dei Comuni del Nord Sardegna tra gli azionisti della Multiss per produrre economie di scala e garantire al territorio servizi integrati di qualità, lungo quel processo di governance di area vasta auspicato anche dalla riforma dell’architettura istituzionale del territorio, che prelude alla nascita della Città Metropolitana di Sassari».  È l’obiettivo strategico che gli amministratori della Provincia di Sassari, proprietaria della società in house, e il management aziendale perseguono da diverso tempo. Ora l’ipotesi, sulla base della quale si stanno valutando i percorsi amministrativi da compiere, fa un deciso passo avanti alla luce dell’interesse manifestato da diverse amministrazioni comunali a entrare nella Spa pubblica e affidarle i servizi che Multiss già gestisce per conto dell’ente intermedio di piazza d’Italia. Dieci di loro hanno già manifestato il loro interesse e questo pomeriggio nella sala Angioy del palazzo della Provincia si sono confrontati sui possibili percorsi da battere con l’Amministratore Straordinario della Provincia di Sassari, Pietrino Fois, e il direttore generale della Multiss, Antonio Spano. Si tratta di Alghero, Castelsardo, Ittiri, Olmedo, Ozieri, Porto Torres, Sorso, Stintino, Usini e Valledoria.

                Prima azienda sarda e tra le prime in Italia a ottenere la certificazione del Sistema di gestione per la prevenzione della corruzione in tema di trasparenza, valutata positivamente anche dagli enti che certificano la qualità della gestione delle risorse umane, a iniziare dall’impegno profuso per la formazione dei suoi 183 dipendenti, dopo una fase di crisi coincisa alcuni anni fa con la poca chiarezza sul destino delle Province e delle loro risorse finanziarie, oggi Multiss ha spiegato attraverso i numeri la sua ambizione a ricoprire un ruolo centrale nell’ambito dell’area vasta che, partendo dalla Rete metropolitana di Sassari e dai suoi possibili sviluppi, si estende all’intero Nord Sardegna nell’ottica di un governo di più ampio respiro dei processi gestionali del patrimonio pubblico e dei servizi erogati a vantaggio della comunità.

                «Costituita nel 1997 con un investimento di 300milioni di lire, oggi Multiss ha un patrimonio netto di 2milioni e 40mila euro e ha chiuso il 2020 con un attivo circolante pari a 2milioni e 195mila euro, mentre il valore della produzione è stato pari a 9milioni e 195mila euro», afferma Antonio Spano. Oggi Multiss gestisce il servizio di manutenzione globale su 85 immobili provinciali, in prevalenza istituti scolastici: dalla manutenzione edile e idrico sanitaria alla gestione e conduzione degli impianti termici, con un volume riscaldato di 1milioni e 371mila metri cubi, con un lavoro di efficientamento degli impianti termici e la messa a norma di tutte le centrali termiche. Inoltre Multiss si occupa della manutenzione ordinaria di mille e 325 chilometri di strade provinciali, della disinfestazione e derattizzazione di tutte le aree pubbliche del territorio provinciale, della pulizia e della manutenzione ordinaria di alcune parti degli alvei fluviali di competenza provinciale, dell’assistenza nella gestione e nella rendicontazione dei progetti comunitari a favore della Provincia di Sassari.

«Solo nel 2020 la Multis ha realizzato 2.146 interventi sulla rete viaria del Sassarese e 1.988 su quella della Gallura», riassume il direttore della Multiss. «Nelle scuole del Nord Ovest sono stati fatti 9.191 interventi di natura edile, 15.093 per la manutenzione degli impianti, 1.775 per riscaldamento e climatizzazione, 14.158 di igiene ambientale e pulizia e 42 di assistenza varia – prosegue – negli immobili scolastici galluresi sono stati fatti 2.958 interventi di natura edile, 7.213 per la manutenzione degli impianti, 662 per riscaldamento e climatizzazione, 1.026 di igiene ambientale e pulizia e 1 di assistenza». E ancora. «Gli interventi di natura ambientale sono stati in tutto il Nord Sardegna 2.598 – conclude – ma a questi si aggiunge l’impegno straordinario profuso durante il lockdown per fronteggiare l’emergenza sanitaria e garantire il proprio servizio al territorio attraverso una campagna straordinaria di sanificazione di strade, piazze e spazi pubblici del Nord Sardegna, raggiungendo le decine di Comuni che si sono rivolti alla Provincia di Sassari». Riconoscimenti a parte, la qualità dei servizi resi al territorio è certificata dal risultato dell’indagine condotta sui propri utenti, a iniziare dai dirigenti scolastici, con una media del livello di soddisfazione riscontrato superiore all’80%.

                «La soddisfazione degli utenti e le certificazioni sono non un traguardo, ma un punto di partenza per un percorso sempre più orientato alla qualità dei servizi offerti e della gestione aziendale, che contribuiscono a restituire la fiducia dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione», sottolinea Pietrino Fois. «Gestire correttamente e con trasparenza le risorse pubbliche, pur nell’ambito di una realtà aziendale in crescita e in piena operatività, è doveroso ma anche possibile», rimarca l’amministratore straordinario della Provincia. «I risultati premiano il percorso intrapreso in nome della trasparenza organizzativa e propone un modello virtuoso cui riferirsi», aggiunge. «Multiss potrebbe diventare una società di area vasta – ribadisce – partendo dalla Città Metropolitana di Sassari e dai suoi possibili sviluppi, la società di servizi della Provincia di Sassari guarda al Nord Sardegna come suo ambito di competenza». Secondo Fois, «la ridefinizione di più ampi ambiti ottimali e il perseguimento dell’ottimizzazione dei servizi devono segnare un percorso orientato a creare economie di scala proprio attraverso la gestione comune di quei servizi tra amministrazioni diverse del territorio che oggi esercitano le stesse funzioni ma entro ambiti geografici ristretti».