Comunicato della Segretaria del Consiglio regionale Carla Cuccu (M5S)

Un sostegno economico urgente agli Specializzandi non medici di Area Sanitaria delle Università di Cagliari e Sassari, esclusi anche dalle misure economiche regionali del CODID-19.
 
Il Presidente Solinas e l’Assessore Nieddu riferiscano all’aula se sia stata verificata la possibilità annunciata dal Presidente della Commissione Sanità, Domenico Gallus, agli specializzandi biologi durante la loro audizione, di utilizzare i fondi POR Sardegna FSE 2014/2020 per finanziare le borse di studio per la frequenza delle scuole di specializzazione in discipline non mediche di area sanitaria, delle Università degli studi di Cagliari e Sassari, in riferimento a tutti gli anni accademici per ciascun indirizzo di corso”. Lo chiede con un’interrogazione la Segretaria del Consiglio regionale Carla Cuccu (M5S), in merito alla discriminazione degli specializzandi non medici di area sanitaria dall’assegnazione di una borsa di studio, che meritano la stessa attenzione e diritti normativi degli specializzandi delle Scuole di medicina.
Con L.R. del 6 marzo 2020, n. 6, è stata autorizzata per l’anno 2020 la spesa di euro 5.000.000 al fine di garantire ai professionisti sanitari di area medica l’accesso ad adeguati percorsi di formazione. “Si sottolinea a tal proposito – osserva la Consigliera – che è risaputo l’impegno dell’attività delle Scuole di specializzazione e che il contratto di formazione specialistica per tale motivo è obbligatorio per legge, nonostante gli specializzandi medici non siano considerati normativamente “lavoratori dipendenti”, bensì Specializzandi in formazione.
I sacrifici ed impegno prestati dagli specializzandi di area sanitaria non sono certamente meno importanti di quelli dei medici specializzandi – continua la Segretaria pentastellata , e non essendo anch’essi considerati né precari, né lavoratori, non hanno ricevuto nemmeno alcun sostegno economico rientrante nelle misure regionali previste per le difficoltà economiche causate dal COVID-19. Eppure i biologi, ad esempio, hanno svolto un ruolo essenziale nella lotta a questa pandemia, considerata la loro preziosa attività nei laboratori di analisi e diagnostica e gli onori ricevuti per essere stati protagonisti del primo isolamento del Coronavirus in Italia”.
Sulla risposta data dal D.G. dell’Assessorato alla Sanità in merito, secondo la versione dello stesso alla difficoltà di recepire la richiesta di coprire gli specializzandi già in corso in seno all’art. 12 della L. 241/90 della Legge sul procedimento amministrativo, Cuccu rileva: “Le norme che disciplinano il sostegno al diritto allo studio degli studenti sono ben altre. Chiunque abbia frequentato l’Università ha vissuto le battaglie studentesche, volte a dare voce al diritto ad un sostentamento per la frequenza degli iscritti di un corso di laurea, di dottorato o specializzazione senza borsa.
“Ne sa qualcosa il Presidente della Regione Solinas – prosegue la Consigliera – che oltre ad essere stato consigliere regionale ed aver vissuto l’approvazione delle leggi regionali a sostegno delle borse di studio, è stato in anni precedenti anche Presidente dell’Ersu di Cagliari. Si chiede pertanto – conclude Cuccu – se il Presidente e l’Assessore intendano recuperare ulteriori risorse regionali disponibili in bilancio da destinare con urgenza almeno a copertura dei primi tre posti in graduatoria relativi a tutti gli indirizzi esistenti di Scuola di specializzazione di area sanitaria, da assegnare per ogni anno accademico in corso, dal primo all’ultimo compreso”.



EBAS SARDEGNA-ENTE BILATERALE ARTIGIANATO SARDEGNA-Comunicato Stampa-Sostegno imprese Coronavirus FSBA-08-05-2020

CoronaVirus – Imprese artigiane della Sardegna in difficoltà: il Fondo
di Solidarietà Artigiano, la “cassa integrazione artigiana”, ha già
erogato più di 2milioni e 300mila euro agli addetti del settore.
Nell’Isola arrivate domande da 4.125 imprese a sostegno di 11.069
addetti. Manconi (Presidente EBAS): “Soddisfatte tutte le domande ma
le risorse sono terminate. Aspettiamo il ripristino del Fondo da parte
del Governo, come previsto per il prossimo decreto”.

Ammonta a 2.305.854,28 di euro la somma che il Fondo di Solidarietà
Bilaterale dell’Artigianato (FSBA), la cassa integrazione del sistema
artigiano, ha già erogato a 1.893 imprese artigiane della Sardegna per
sostenere il reddito di 4.695 dipendenti del settore. L’erogazione
delle somme è stata consentita, in attesa delle risorse stanziate dal
Governo, nel rispetto delle risorse proprie accumulate nel tempo dalla
regolare contribuzione delle imprese artigiane al Fondo di solidarietà
bilaterale dell’artigianato.

Altre 1.885 realtà artigiane, che hanno presentato domanda per 4.835
lavoratori, e che sono risultate idonee, sono invece in attesa che il
Fondo possa erogare con le risorse arrivate dal Governo Nazionale.

“A tempo di record, con tutte le problematiche legate al lockout e con
uno sforzo enorme da parte del personale – commenta Marina Manconi,
Presidente dell’EBAS – abbiamo soddisfatto tutte le richieste
possibili con i fondi che erano a disposizione”.  “A oggi abbiamo
chiuso tutte le pratiche pervenuteci a marzo – continua la Presidente
– e appena verrà completato il trasferimento delle nuove risorse dal
Governo al Fondo, anche le richieste in stand by saranno esaudite. Per
questo, la nostra Struttura Nazionale sta esercitando la dovuta
pressione affinché tali risorse arrivino prima possibile”. “In ogni
caso – sottolinea Marina Manconi – stiamo procedendo con la massima
celerità per garantire sostegno ai dipendenti delle imprese e alle
loro famiglie. Stiamo accelerando perché vogliamo che le nostre
realtà, cuore pulsante dell’Isola, arrivino intatte all’appuntamento
con la ripresa economica. Non vogliamo lasciare indietro nessuno”.

“Questa settimana – rimarca la Presidente – sono stati inviati al
nazionale ulteriori ordini di pagamento per 4.835 lavoratori per un
ammontare di Euro 2.323.827 sperando che le risorse messe in campo dal
cosiddetto Decreto Cura Italia siano sufficienti a coprirli tutti”.

In Sardegna, il totale delle domande arrivate, e protocollate,
interessano 4.125 imprese per 11.069 dipendenti. 1.214 imprese hanno
fatto domanda dalla provincia di Cagliari per 3.444 dipendenti; 167
imprese per 415 dipendenti sono della provincia di Carbonia-Iglesias,
149 aziende e 431 dipendenti arrivano dal Medio Campidano, 439
attività per 1.083 dipendenti arrivano da Nuoro, 123 imprese e 278
dipendenti sono dall’Ogliastra, 461 aziende e 1.266 dipendenti
arrivano da Olbia-Tempio, 351 imprese e 911 dipendenti provengono da
Oristano e 922 realtà per 2.446 dipendenti sono state inviate da
Sassari. In più ci sono 302 imprese, con 795 dipendenti, la cui
indicazione territoriale non è ancora stata rilevata.

Per ciò che riguarda i settori, la quantità più rilevante di domande
arriva dalle imprese di produzione e lavorazione di metalli (1165
realtà e 3044 dipendenti). Seguono le attività di servizi vari (984
imprese e 2158 lavoratori), dell’alimentazione (631 imprese e 1849
operatori) e dell’installazione di impianti (543 realtà e 1503
addetti).

“L’erogazione tempestiva dei trattamenti FSBA nell’Isola, è il
risultato di un lavoro che il mondo della bilateralità artigiana della
Sardegna ha messo in campo, da subito, con l’obiettivo di mettere in
sicurezza il patrimonio più grande di ogni impresa, i propri
collaboratori – prosegue la Presidente Manconi – abbiamo compreso le
necessità delle attività travolte da una crisi inaspettata,
rispondendo tempestivamente alle richieste di tutto il comparto
artigiano delle piccole e medie imprese aderenti alla bilateralità
artigiana”. “Questo obiettivo – conclude – lo stiamo raggiungendo
anche grazie alla collaborazione delle Associazioni di Categoria,
delle Organizzazioni Sindacali e dei Consulenti, tutti sottoposti a
una enorme pressione”.

L’FSBA supporta le realtà artigiane della Sardegna in difficoltà, con
i loro dipendenti, dei settori alimentare, benessere, comunicazione,
legno-arredo, moda, riparazione e manutenzione macchinari,
ristorazione, trasporto e logistica, che hanno ridotto o sospeso
l’attività a causa del Coronavirus.
Gestito dell’EBAS, l’Ente Bilaterale per l’Artigianato della Sardegna,
grazie all’accordo sottoscritto insieme a Confartigianato Imprese,
CNA, Casartigiani e CLAAI e CGIL, CISL e UIL, il Fondo interviene
integrando, al momento, 9 settimane di reddito dei lavoratori, con un
assegno ordinario pari all’80% della retribuzione che sarebbe spettata
al dipendente (sino a un massimale lordo di 1199,72 euro).

Di fatto attivo dal 2016, l’FSBA rappresenta un obbligo di legge
previsto dal Decreto Legislativo 148/15 ed è lo strumento a tutela del
comparto che assicura un sostegno rapido ed efficace a tutte le
imprese artigiane di riferimento. E’ uno degli strumenti del sistema
bilaterale previsti dalla contrattazione collettiva dell’artigianato
che coinvolge tutte le imprese aderenti e non aderenti alle
associazioni di categoria in quanto eroga prestazioni di welfare che
sono indispensabili a completare il trattamento economico e normativo
del lavoratore previsto all’interno dei contratti collettivi di
categoria.

Le prestazioni presenti nei sistemi di bilateralità nazionale e
regionale rappresentano un diritto contrattuale di ogni singolo
lavoratore.

L’impresa, aderendo a EBAS e FSBA ottempera ai relativi obblighi
contributivi previsti dalla contrattazione nazionale, regionale e
dalla normativa in materia di ammortizzatori sociali e assolve ogni
suo obbligo in materia nei confronti dei lavoratori.




Comunicato stampa Sen. Fenu e On. Marino – 6/5/2020

Comunicato stampa Emiliano Fenu e Nardo Marino




+++ GIAGONI (LEGA): “LE DOMANDE CIGD SONO STATE INVIATE, BEN PRESTO CHI DIFFONDE FALSITÀ SARÀ SMENTITO DIRETTAMENTE DALL’INPS!” +++

Ognuno di noi dovrebbe ben sapere che le parole hanno sempre un peso specifico, quando si riveste un ruolo pubblico questo peso ovviamente raddoppia.
Per tale ragione asserire, come hanno fatto alcuni esponenti dei 5stelle, che la Regione Sardegna ha mancato di presentare le domande per la CIGD non solo è grave poiché non veritiero ma lo è altrettanto per la consapevolezza di gettare nel panico tante famiglie che attendono questa misura per andare avanti dignitosamente. Le domande da parte dell’Assessore al Lavoro, Alessandra Zedda, sono state correttamente inoltrate, semmai il problema è nel portale Inps che non le ha ancora lette. Ma dal momento che le bugie messe in giro dai pentastellati, cui con ormai noto sciacallaggio si accoda anche l’ex governatore Mauro Pili, hanno le gambe corte attendiamo che l’istituto nazionale di previdenza sociale faccia chiarezza nel brevissimo termine, così da fugare ogni dubbio.
All’assessore rinnoviamo la nostra stima, ben consapevoli dell’importante lavoro che sta svolgendo, agli esponenti della maggioranza a Roma invece rinnoviamo l’appello ad impegnarsi maggiormente in battaglie che da vicino toccano realmente e concretamente la Sardegna, se veramente il suo futuro gli sta a cuore come dicono, come ad esempio domandare alla Ministra De Micheli se ha notizie sulla continuità territoriale marittima dal momento che a noi non risponde!

24-04-2020

La Redazione




Comunicato Fondazione Maria Carta fornisce mascherine a Baradili e Monteleone Rocca Doria

La Fondazione Maria Carta fornirà mascherine protettive a Baradili e Monteleone Rocca Doria

Sono i due centri più piccoli della Sardegna. Gli schermi filtranti sono realizzati dall’azienda sassarese Character

La Fondazione Maria Carta fornirà mascherine protettive agli abitanti di Baradili e Monteleone Rocca Doria, i comuni più piccoli della Sardegna, guidati rispettivamente dai sindaci Lino Zedda e Antonello Masala. Si tratta di un piccolo contributo a due comunità che hanno ospitato negli anni le tappe iniziali di Freemmos, il progetto della Fondazione dedicato al fenomeno dello spopolamento dei piccoli centri dell’Isola.
Gli schermi filtranti sono realizzati dall’azienda sassarese Character di Antonello Fadda, che nei giorni scorsi a Sassari ha già consegnato alla Protezione Civile una parte della produzione.
«La speranza è che alla fine del dramma sociale, economico e culturale che stiamo vivendo con l’emergenza epidemiologica causata dal Covid-19 si possa idealmente ripartire da due piccole comunità che oggi più che mai vanno protette e rilanciate», spiega il presidente della Fondazione Maria Carta, Leonardo Marras. Un sostegno quindi, che può significare tanto, un segnale per ripartire per le tante realtà della Sardegna e per l’intera isola in un momento così difficile.




Comunicato Stampa – Coronavirus, sospesi gli accessi dei familiari di pazienti ricoverati in ospedale e gli interventi programmati

SASSARI, 16 MARZO 2020 – Coronavirus, sospesi gli accessi dei familiari di pazienti ricoverati in ospedale e gli interventi programmati 

Dalla giornata di oggi le visite dei familiari e degli accompagnatori dei pazienti ricoverati nei reparti degli ospedali della ASSL Sassari sono sospese: un provvedimento necessario a tutelare la salute e la sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari.

Eventuali deroghe verranno concesse esclusivamente previa autorizzazione del Direttore del presidio ospedaliero e di quello del reparto.

Sono inoltre sospesi, nei casi in cui ciò non sia già avvenuto, gli interventi programmati e di routine, mentre saranno effettuati esclusivamente quelli d’urgenza. I pazienti i cui interventi sono rimandati saranno richiamati dagli operatori ASSL non appena la situazione tornerà alla normalità.




Comunicato Fondazione Maria Carta evento musicale a sostegno dei lavoratori Air Italy mercoledì 26 febbraio

AIR ITALY- MUSICA SARDA IN PISTA

Anche il mondo della musica sarda si mobilita a sostegno dei lavoratori di Air Italy impegnati in una durissima vertenza che ha assunto aspetti drammatici dopo la recente e improvvisa decisione di messa in liquidazione della società e conseguenti licenziamenti. La Fondazione Maria Carta di Siligo ha deciso di chiamare a raccolta alcuni degli esponenti più rappresentativi della scena musicale isolana per un evento che sarà ospitato mercoledì 26 febbraio a partire dalle ore 15,30 all’interno dell’aeroporto Costa Smeralda di Olbia.

Come noto in quel giorno, successivo alla dichiarata fine della “dead line” della compagnia, l’attività nello scalo gallurese è ancora bloccata per i lavori in corso sulla pista. La Fondazione Maria Carta ringrazia per questo la direzione dello scalo che mette a disposizione gli spazi nell’aerostazione passeggeri nell’ambito del programma di eventi denominato Flight Club.

Gli artisti si alterneranno sul palco con l’obiettivo di sancire e rafforzare la vicinanza di tutti i sardi ai lavoratori in lotta. Nella consapevolezza che questa non può essere liquidata come una vicenda settoriale, ma che ha inevitabili ripercussioni sull’intero comparto economico, sociale e, verrebbe da aggiungere, culturale dell’isola.

Per ribadire che i sardi si sentono isolani ma non vogliono sentirsi isolati, condizione alla quale li vedrebbe sempre più costretti l’eventuale tracollo di un’azienda che pure in Sardegna era nata, e ancora oggi, nonostante gli sviluppi societari degli ultimi anni, continua a essere indicata come compagnia sarda.

La mobilitazione del mondo della musica isolano vuole rappresentare questa forte vicinanza di tutti i sardi in questo momento delicatissimo della vertenza. La musica è capace di infrangere steccati ideologici, rafforzare idee e convincimenti anche per dare linfa a una lotta che non si presenta facile. Non porta ovviamente soluzioni ma indicare la straordinaria volontà di difendere un patrimonio umano e professionale, per opporsi alla cancellazione di una risorsa imprescindibile per il futuro dell’intera regione. Insomma i musicisti sardi scendono loro in pista nell’auspicio che quel 26 febbraio, mercoledì delle ceneri, possa segnare una rigenerazione di Air Italy.

Hanno aderito all’iniziativa e si esibiranno i seguenti artisti e gruppi: Alessandro Azara, BBrothers, Bertas, Maria Giovanna Cherchi, Cordas et Cannas, Cuncordu e tenore di Orosei, Beppe Dettori, Dohlmen, Fantafolk (Vanni Masala e Andrea Pisu) e Valeria Carboni, Gravity Sixty, Nova Euphonia e Corale Studentesca Città di Sassari, Francesco Piu. Prevista anche l’esibizione del gruppo folk Olbia e mamuthones e issohadores della Pro Loco di Mamoiada.

L’evento olbiese rappresenterà anche idealmente una tappa del tutto speciale di “Freemmos” il progetto portato avanti da tre anni dalla Fondazione Maria Carta sul tema dello spopolamento dell’isola, con una sensibilizzazione che passa anche attraverso la diffusione e la promozione della musica nel territorio. Per ribadire il diritto a restare nell’isola e da questa poter scegliere di muoversi e tornare. Una ulteriore compromissione della mobilità dei sardi che scaturisce dalla vertenza Air Italy innesca nuove penalizzazioni anche sue quel versante.




comunicato stampa presentazione libro Roberto Zorcolo

Continua l’azione in moto perpetuo dell’Associazione Dialoghi con l’Autore di Siniscola rivolta alla promozione alla lettura e alla scoperta di autori e dei loro libri. Questa volta in collaborazione con Circolo Nautico La Caletta sabato alle 18 e 30 il sodalizio presenta il nuovo libro di Roberto Zorcolo “Tutto è possibile. Testa, Cuore, Gambe”.

Dialogheranno con lo scrittore Giuseppe Dalu (Associazione Dialoghi con l’Autore) e Mario Romor (atleta ed esperto di tecniche di respirazione).

CHI E’ L’AUTORE

Roberto Zorcolo lavora da 27 anni presso il quotidiano L’Unione Sarda, come grafico. Da sempre ha coltivato la passione per la scrittura, oltre che per la musica. Facile metodo per poter evadere, da realtà a volte insostenibili, come lunghi ricoveri. Da quando ha avuto la possibilità di migliorare le sue condizioni di salute, vive di sport. Si allena dalla mattina presto ed insegna in una delle palestre più prestigiose dell’hinterland cagliaritano, tutte cose che per lui, sembravano impossibili da raggiungere, fino ad arrivare a diventare Ironman Coach ed allenare triathleti. Nelle sue innumerevoli esperienze lavorative ed artistiche, non poteva che approdare in una delle trasmissioni più popolari e goliardiche della nostra Regione, i Lapola.  Divulga il suo pensiero motivazionale in ambito scolastico, medico e sportivo, raccontando la propria esperienza in modo divertente ma chiaro: credere in se stessi.

La serata sarà allietata dalle letture ad opera di Gian Salvatore Ventroni ed Elisa Dalu.  Accompagnamento musicale ad opera di Flavia Sanna, allieva di Simone Cocco – Formazione Culturale Musicale.




COMUNICATO STAMPA SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA – 14 FEBBRAIO 2020

COMUNICATO STAMPA SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA – 14 FEBBRAIO 2020

Venerdì 14 febbraio, gli insegnanti precari della scuola scioperano in tutta Italia per manifestare il proprio dissenso nei confronti del Decreto Scuola 2019 (DL 29 Ottobre 2019 n. 126) e per sensibilizzare le istituzioni rispetto alle conseguenze drammatiche che questo provvedimento avrà sulla vita di migliaia di famiglie.  In Sardegna sono previste mobilitazioni a Sassari e Cagliari. A Sassari  la manifestazione è organizzata dal Coordinamento dei Precari della Scuola Autoconvocati e con la partecipazione del sindacato COBAS Scuola Sardegna. Il corteo attraverserà le vie del centro di Sassari con partenza da via Angioy 1 (sede U.S.R.) per arrivare in Piazza Azuni dove si terrà un’assemblea all’aperto per raccogliere le testimonianze di tutti i presenti che vorranno intervenire.

Le motivazioni della protesta: La decisione di scioperare è arrivata in risposta alla totale chiusura del Ministro della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina rispetto alle richieste di stabilizzazione avanzate dai 55000 precari storici della scuola. Nei giorni scorsi sono state disattese anche tutte le proposte portate al tavolo tecnico dai sindacati confederali i quali chiedevano alcune modifiche attuative del nuovo concorso straordinario. Allo stato attuale la modalità della prova concorsuale è basata su un test nozionistico che non prevede una seconda chance. Si tratta di ottanta quesiti a risposta multipla da svolgersi in ottanta minuti e che trasformano il concorso in una vera roulette russa che escluderà definitivamente dal sistema scolastico tre insegnanti precari su cinque, senza tenere conto della pluriennale esperienza maturata nell’attività didattica. A far scattare la mobilitazione dei docenti è stata anche la dichiarazione del Ministro di voler escludere dal concorso  i precari con servizio esclusivo su posto di sostegno. Tale servizio non viene infatti ritenuto valido ai fini dell’accesso al concorso straordinario e neanche ai fini dell’ottenimento della sola abilitazione. Il servizio su posto di sostegno ha valore zero anche per quanto concerne il punteggio ai fini concorsuali. Questa interpretazione cambia le carte in tavola nel bel mezzo della partita, escludendo una enorme fetta di precari dall’unica via di stabilizzazione ad oggi contemplata. Una profonda ingiustizia nel confronti di quegli insegnanti che hanno garantito l’inclusione in situazioni spesso emergenziali nelle scuole di tutta Italia.

I numeri del precariato scolastico in Sardegna e la penalizzazione dell’isola: attualmente gli insegnanti precari in Sardegna sono circa 5000 di cui 3000 su posto di sostegno e 2000 su posto comune. Il MIUR ha già reso noto che i concorsi non saranno banditi per tutte le Classi di Concorso (discipline) e per tutte le regioni. Il Ministro Azzolina ha recentemente dichiarato  di voler assegnare  il maggior numero di bandi alle regioni del nord Italia. La Sardegna, come già accadde nel concorso 2016, si troverà ancora una volta penalizzata e si avrà pertanto un concorso su base regionale dal quale i Sardi saranno praticamente esclusi. Non solo, dato che i concorsi oggetto del Decreto Scuola 2019 hanno valore abilitante, i sardi si troveranno praticamente esclusi anche dalle abilitazioni, necessarie per la partecipazione ad eventuali futuri concorsi.

I rischi per gli insegnanti precari in Sardegna: Si prospetta una sostituzione degli insegnanti sardi con personale proveniente da altre regioni d’Italia come già avvenne tra gli anni ’80 e ’90. Infatti il Decreto Scuola 2019, estende le graduatorie dei precedenti concorsi del 2016, 2018 e GAE a tutte le regioni d’Italia e con la nuova norma detta “Call Veloce” chiunque si trovi in una graduatoria di una qualsiasi regione potrà venire ad assumere un ruolo in Sardegna, erodendo di fatto i posti attualmente occupati dai docenti precari sardi. I posti di lavoro a rischio sono 5000. Questo pacchetto normativo avrà carattere permanente e quindi esporrà la regione Sardegna ad una potenziale discriminazione permanente. Se i docenti precari sardi non verranno tutelati, le conseguenze di ciò sul piano sociale, economico e culturale sarebbero drammatiche in una terra già segnata da disoccupazione e spopolamento. La Sardegna potrebbe vedersi privata di  un corpo docente locale altamente qualificato, capace di trasferire nella scuola la conoscenza, la storia e le esperienze del proprio territorio.

La proposta: Il Coordinamento dei Precari della Scuola Autoconvocati di Sassari propone una via di tutela dei docenti precari sardi attraverso percorsi di abilitazione riservati concepiti sulla base delle leggi regionali che permettono di utilizzare come criterio per l’accesso l’avere conseguito un titolo di studio in Sardegna e soprattutto l’aver prestato servizio nelle scuole della Sardegna per almeno 36 mesi.

L’appuntamento è per il 14 febbraio alle ore 10.00  in via Angioy 1 a Sassari presso la sede dell’ U.S.R. per un corteo che prevede una grande partecipazione di tutto il precariato della scuola del nord Sardegna.

Coordinamento dei Precari della Scuola Autoconvocati – Sassari




SPRAR Sassari_Comunicato stampa Gruppo Umana Solidarietà

NESSUNO SPRAR NELLA CITTA’ DI SASSARI: UNA SCELTA POLITICA!

In data 06 Febbraio 2020 si è svolta la 5^ Commissione consiliare permanente presso il Palazzo Ducale di Sassari, per trattare il seguente argomento all’ordine del giorno: Audizione dell’assessore ai servizi sociali Sassu relativamente allo stato dei fondi e la gestione dello Sprar.

La commissione si è svolta alla presenza dei consiglieri di maggioranza e di minoranza e del pubblico.
Va purtroppo constatato come l’Assessore Sassu procede nel dare una restituzione della gestione dello Sprar partendo dal follow up di monitoraggio che, periodicamente, un funzionario del servizio centrale del ministero degli interni provvede a redigere a fine ispezione e invia come feedback all’ente gestore ed all’ente appaltatore.

Lo stesso Assessore, pur richiamandosi al buon senso e reclamando una sua imparzialità, nel suo intervento sottolinea esclusivamente i blandi aspetti negativi provvedendo a criticare l’ente gestore accusandolo di essere stato inadempiente nella manutenzione ordinaria delle strutture (che per dover di cronaca l’ente gestore ha comunque provveduto a ripristinare con celerità) e procede estremizzando le criticità creando un parallelismo tra umidità delle case o mobili non in perfetto stato con la qualità di accoglienza e presa in carico effettiva quasi ad inficiarne la natura stessa dell’operato dell’Associazione Gus. L’ Assessore ha continuato nel suo “imparziale” intervento a chiamare in causa l’Associazione per non aver ottemperato, nonostante un formale richiamo, alla mancanza dell’operatore all’integrazione all’interno dell’equipe di progetto (figura alla quale si è successivamente ottemperato dopo opportuna selezione della figura più adatta fra i tanti curricula ricevuti) senza contestualizzare la situazione dei beneficiari, tutti avviati al lavoro o tramite contratti o tirocini o corsi formativi, e non

tenendo comunque presente che un follow up è uno stato aggiornato dell’andamento del progetto che ad ogni modo certifica e ne giustifica allo stesso tempo la natura del progetto stesso salvo la successiva risoluzione delle complessità evidenziate.

Lo stesso Assessore nel dare le cifre degli inserimenti dei beneficiari nel progetto Sprar legge dati numerici degli inserimenti non analizzandoli in maniera seria e legando la presenza di un numero minore di beneficiari rispetto alla capienza massima a colpe dell’associazione e non già alla diminuzione (in tutta Italia). L’assessore dimentica o fa finta di dimenticare che inizialmente il progetto ha avuto una capienza ridotta (sui n. 31 posti finanziati) perché il 21 settembre 2017 una struttura dal Gus presa in locazione per l’accoglienza è stata oggetto di un attentato incendiario che l’ha resa inagibile (si trattava di una villa asseverata per l’accoglienza di n.10 persone). Si è quindi reso necessario reperire nuove strutture (con la mole di lavoro che ciò implica) per tornare ad una capienza di n.31 beneficiari. Gli ultimi nulla-osta del Ministero sono arrivati a gennaio 2018. E’ risulta altresi priva di veridicità l’affermazione che il progetto non è mai stato “pieno”: da agosto 2018 a ottobre 2018 il progetto ha ospitato n.31 beneficiari (ad ottobre infatti entra in vigore il c.d. “decreto sicurezza” che togliendo garanzie ai richiedenti asilo limita il numero degli aventi diritto ad una seconda accoglienza riducendo quindi il numero su base nazionale dei potenziali ospiti degli Sprar). Poi se a tutto ciò finora detto si aggiungono le affermazioni di considerare automatica la presenza di n. 62 beneficiari all’anno (considerando i 6 mesi di accoglienza e la capienza “a regime” di n.31 beneficiari) è palese da parte della nuova Amministrazione una totale non conoscenza delle regole e del funzionamento dei progetti ex-sprar: è operativamente utile, nel raggiungimento dei risultati che il progetto si propone, infatti che le prese in carico vengano prorogate laddove sono in corso percorsi che non possono essere interrotti (formazione, formazione-lavoro, cure sanitarie ecc.) per cui nella quasi totalità dei casi i sei mesi diventano 12 mesi. Come è del tutto ovvio, a chi conosce la materia, che gli inserimenti dipendono

dalle assegnazioni operate da Servizio centrale dietro segnalazione delle Prefetture, e non già dai progetti in essere. Vige il principio (stupisce che un assessore alle politiche sociali lo ignori) del servizio “vuoto per pieno”.

Una comunicazione, quella dell’Assessore, utile solo a trasferire dati di comodo e poco rispettosi della realtà del progetto ai consiglieri ed alla comunità presente in aula. Nel suo intervento/comizio critica il percorso di accoglienza evidenziando come alcuni beneficiari abbiano seguito alcuni corsi (a suo dire superflui) rispetto ad altri non valorizzando invece la differenziazione della proposta di un progetto che prova appunto a rispondere alla persona ed alle sue esigenze e desiderata.

Il GUS vuole evidenziare come non sono state prese in considerazione nella sua argomentazione temi molto importanti quali, ad esempio, i facilitati percorsi di autonomia individuale che portano i beneficiari a decidere di uscire anticipatamente dal progetto per seguire un proprio percorso di vita. All’Assessore, ovviamente, non è venuto in mente nel suo intervento di soffermarsi su quello che ha comportato IL DECRETO SALVNI SU IMMIGRAZIONE E SICUREZZA in termini di reale accesso all’accoglienza Sprar. Non sono stati menzionati i differenti tempi di maturazione delle persone accolte e l’aspetto giuridico che li riguarda che fa si che alcuni dei beneficiari possano avere differenti gradi di accesso ai servizi ed alla scuola.

Constatiamo, purtroppo, come non siano state sottolineate le reali condizioni dell’accoglienza (buone), lo stesso grado avanzato della natura dei progetti, come la parola stessa sottolinea, evidenziandone lo sviluppo temporale, graduale e progressivo delle dinamiche che riguardano lo stesso. Dispiace constatare come in aula un altro consigliere abbia evidenziato maliziosamente la natura finanziaria del progetto forse alludendo velatamente a qualche strano movimento monetario, affermazione per fortuna ripresa da una degli altri consiglieri presenti la quale ha ribadito come i progetti Sprar siano rendicontati al centesimo.

Come Associazione ONG e quindi ente senza scopo di lucro(e non come azienda sottolineato da qualcuno dei presenti ina aula) dispiace come il fenomeno accoglienza sia stato trattato senza evidenziarne i processi di realtà e la complessità che la stessa comporta, come non ci si sia soffermati sugli aspetti positivi dello stesso andamento del progetto, aspetto ripreso solo da una consigliera di minoranza in maniera oggettiva la quale è andata a sottolineare alcuni dati favorevoli allo Sprar ed alla gestione e conseguente reale opera di inclusione dello stesso: come i 20 tirocini attivati ed i 60 corsi effettuati, o le soluzioni lavorative ed abitative trovate nel territorio, fattori positivi che sono evidenziati per circa l’ottanta per cento dallo stesso report di monitoraggio dell’ispettrice del Servizio Centrale del Ministero degli Interni (l’inclusione degli stessi beneficiari e la gestione del servizio sono evidenziate positivamente).

Probabilmente un progetto così importante meritava un’analisi più ampia, scendendo in profondità nel fenomeno stesso e analizzando la composizione e la natura storica dell’accoglienza nella città di Sassari, rileggendo il fenomeno Cas (centro di accoglienza straordinaria) e la mappatura del territorio.

Nessuno del pubblico è potuto intervenire nonostante una esplicita richiesta del gruppo consiliare di minoranza rigettato immediatamente dalla maggioranza che ha negato ai cittadini presenti di poter intervenire e di poter esplicitare con argomentazioni valide e oggettive la complessità del sistema accoglienza contribuendo magari ad aiutare a capire il fenomeno a chi per scelta di tifoseria si gira dall’altra parte . Come Associazione ci sentiamo di dire che la soluzione alla non continuazione dello Sprar non può essere la partecipazione al Fondo Fami per il progetto LGNet Emercency Assistance con il contributo dell’Ersu o di altri enti senza capire che non sono questi i progetti di intervento a 360 gradi sulla persona (infatti lo Sprar interviene con modalità pedagogiche sul beneficiario affiancandolo ed agganciandolo a più servizi proiettando la persona verso la sua autonomia emancipativa). La mancanza dello Sprar avrà una ricaduta economica sul welfare cittadino,

infatti rinunciando allo Sprar si farà a meno di un finanziamento di euro 1.357.800, che appunto rendicontati al centesimo andrebbero ridistribuiti per i servizi nel territorio e potevano fungere da trampolino di lancio per beneficiari che partono da una posizione sociale di forte svantaggio.

Purtroppo per l’ennesima volte si è assistito ad interventi di pura propaganda che nulla possono apportare di positivo al territorio di Sassari. L’associazione Gus si augura nell’interesse della comunità sassarese, in particolare, che il fenomeno venga sempre più emancipato da proclami politici ed osservato con la giusta lente di ingrandimento e trattato in profondità con l’ausilio di tecnici del settore, lontano dalle negative strumentalizzazioni politiche da qualsiasi parte esse provengano. La questione sociale non ha colore politico ma solo linee di intervento, una di queste appunto lo Sprar modello complesso ma virtuoso dell’accoglienza.

La Direzione del GUS Giuseppe Suriano