♫ XV Mare&Miniere • Comunicato stampa • Al via domani a Portoscuso (Sud Sardegna) i seminari e i concerti di canto e musica popolare di Mare e Miniere.

Da domani – martedì 21 – a domenica 26 giugno a Portoscuso (Sud Sardegna)i seminari e i concerti di canto e musica popolaredella quindicesima edizione della rassegna Mare e Miniere.Tra i nomi in cartellone Alessia Tondo, Patrizia Laquidara, Francesca Corrias, Matteo Leone, i Cantori della Resurrezione, Maurizio Geri,Stefano Valla e Daniele Scurati, Davide Ambrogio,Mauro Palmas e Francesco Medda con “Meigama”. *È una delle tappe più rappresentative di Mare e Miniere, la rassegna itinerante di musica, teatro e danza di matrice popolare organizzata dall’associazione culturale Elenaledda Vox, quest’anno alla sua quindicesima edizione: una manifestazione che si rinnova dal 2006 andando in scena in centri e località legati al mare e alla storia mineraria della Sardegna, e che si avvale dell’esperienza di due protagonisti della musica isolana come la cantante Elena Ledda e il compositore e polistrumentista Mauro Palmas alla direzione artistica. 

Dopo l’anteprima di metà maggio con la cantante pugliese Alessia Tondo nell’entroterra tra Sarroch e Villa San Pietro, e il trittico di appuntamenti di “Pintai bisus” a Quartu Sant’Elena (CA), da domani – martedì 21 – a domenica 26 giugnoMare e Miniere pianta le tende a Portoscuso, nel Sulcis, sulla costa occidentale del Sud Sardegna, per la consueta e come sempre intensa settimana di seminari e concerti nella cornice dell’antica tonnara di Su Pranu.

I seminari possono contare anche quest’anno su un corpo docente che annovera nomi importanti della musica di matrice popolare: il grande maestro di launeddas Luigi Lai terrà il corso sullo strumento simbolo della tradizione isolana; il Cuncordu e tenore de Oroseicurerà il laboratorio di canto a tenore, Andrea Piccioni quello di tamburi a cornice; si andrà a lezione di mandola e liuto cantabile con Mauro Palmas, di chitarra con Marcello Peghin; il corso di canto popolare vedrà in cattedra Elena Ledda e Simonetta Soro, quello di canto corale Alessandro Foresti; si farà musica d’insieme con Mario Incudine e Silvano Lobina, mentre Giulia Cavicchioni guiderà il laboratorio per bambini di musiche del mondo. In programma anche una masterclass di chitarra battente con Francesco Loccisano.

Anche quest’anno, accompagna le sei giornate dei seminari un nutrito cartellone di concerti serali: tra i protagonisti, Alessia Tondo, Patrizia Laquidara, Francesca Corrias, Matteo Leone, i Cantori della Resurrezione, Maurizio Geri, Davide Ambrogio, Stefano Valla e Daniele Scurati, oltre ai musicisti e docenti dei seminari coinvolti in varie occasioni.

Per informazioni: [email protected]. Notizie e aggiornamenti disponibili sul sito www.mareeminiere.it e sui profili facebook, instagram e twitter di Mare e Miniere. 

La manifestazione è organizzata dall’associazione culturale Elenaledda Vox con il contributo dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e del Comune di Portoscuso con la collaborazione di Sardinia Corsica Ferries e la media partnership di Blogfoolk. 

  • I concerti

La serie di concerti prende il via anche quest’anno con una serata speciale nel segno della Festa della Musica, l’appuntamento internazionale che domani – martedì 21 giugno – saluta l’inizio dell’estate. In scaletta quattro set, uno via l’altro, a partire dalle 19.30 in tre diversi luoghi di Portoscuso. Apre l’orchestra Musica Spiccia, che dal lungomare accompagnerà gli spettatori verso le altre tappe della serata. Nata quindici anni fa in seno al Baule dei Suoni, associazione di promozione sociale con base ad Albese con Cassano, vicino a Como, e diretta dalla fondatrice Giulia Cavicchioni, musicista e insegnante di violino, Musica Spiccia è composta da elementi di diverse età che suonano archi, fiati, fisarmoniche, corde e percussioni. 

Protagonista del secondo atto – alle 20.15 all’Anfiteatro a Mare – il cantante e polistrumentista calabrese Davide Ambrogio presenta il suo album d’esordio dell’anno scorso, “Evocazioni e Invocazioni”, risultato di un lavoro che recupera le molteplici funzioni del canto, capace di tradurre un’espressione vocale legata alla tradizione orale dell’Aspromonte calabrese in elementi sonori contemporanei. Nel live, affiancato da Valeria Taccone e Walter Laureti, Davide Ambrogio costruisce intorno alla voce uno spettacolo immersivo attraverso l’utilizzo di lira, chitarra con matite, tamburo a cornice, zumpettana, zampogna e live electronics. 

Per gli ultimi due set della serata inaugurale, microfoni e riflettori si trasferiscono alla Tonnara Su Pranu, teatro di tutti i prossimi concerti in cartellone. A salirvi per prima, alle 21.30, sarà la cantante e musicista salentina Alessia Tondo con il repertorio del suo debut album da solista, “Sita”, pubblicato lo scorso autunno: un disco interamente scritto e interpretato da lei stessa, fatto di originali intrecci vocali e ballate nel dialetto della sua terra; un disco intimo, nato “dal petto e dalle viscere, in solitudine”, come ha dichiarato. 

Chiusura con Francesco Loccisano (chitarra battente) e Andrea Piccioni (tamburello, tamburi a cornice e live electronics), due artisti uniti dalla stessa considerazione della musica tradizionale come processo vivo, in trasformazione, che si rinnova e si rigenera grazie al lavoro incessante dei suoi portatori. Artefici di una sintesi tra tradizione e innovazione, nel loro progetto, consegnato quest’anno alle tracce dell’album “Upgrade”, la tradizione è usata come piattaforma di partenza per un dialogo e una ricerca sonora attraverso la quale decostruire e ricostruire, non attraverso una semplice contaminazione ma semmai scavando verso l’essenza e il centro del suono. 

La dialettica fra tradizione e innovazione detta anche la rotta di Mauro Palmas (liuto cantabile e mandoloncello) e Francesco Medda (live electronics), di scena in apertura della serata di mercoledì 22, alle 21.30, alla Tonnara Su Pranu. I due musicisti sardi hanno firmato lo scorso autunno il loro primo album, “Meigama”, che testimonia il riuscito sodalizio artistico: Mauro Palmas porta in dote sulle corde dei suoi strumenti acustici melodie e sonorità della tradizione isolana e mediterranea; Francesco Medda, noto anche come Arrogalla, offre invece campionamenti, suoni e ritmi elettronici. Il risultato è in otto brani di grande fascino e suggestione che nella proposta dal vivo, mercoledì a Portoscuso, saranno arricchiti dalla partecipazione di Fabio Rinaudo, interprete e studioso della cornamusa, della musette e della zampogna.

Musica popolare dell’Appennino nella seconda parte della serata con il duo formato da Stefano Valla (piffero e voce) e Daniele Scurati (fisarmonica e voce), musicisti profondamente legati al territorio delle Quattro Province, in particolare a Cegni, il paese di Giacomo ed Ernesto Sala, pifferai tra i più importanti del secolo scorso. L’attività dei due è dedicata a mantenere viva la musica e la cultura di tradizione orale di quest’area montana e a stimolare la sua diffusione attraverso feste e concerti, stage e conferenze; ma nello stesso momento, attenti agli stimoli della contemporaneità, e attraverso esperienze in altri ambiti come il jazz, la classica, la canzone d’autore, Valla e Scurati interpretano la loro musica esprimendo la sua vitalità e la loro appartenenza al proprio tempo.

La serata di giovedì 23 si apre alle 21.30 con due diversi appuntamenti non musicali: il primo è con l’attrice e regista Preziosa Salatino e il suo “Juke-box di poesia”; a seguire, Duccio Pasqua, conduttore e autore radiofonico della Rai, presenta il libro di cui è co-autore con Foffo Bianchi e Francesca Gaudenzi: “Storie di straordinaria fonia“, ovvero la musica italiana vista da una prospettiva inedita, quella di Rodolfo “Foffo” Bianchi, appunto, musicista, produttore e ingegnere del suono che racconta cinquant’anni di storia della canzone con fatti, curiosità e aneddoti; una carriera eccezionale, tra studi di registrazione e palchi, con artisti come Renato Zero, Patty Pravo, Rino Gaetano, Anna Oxa, Claudio Baglioni, band del progressive italiano come Il Rovescio della Medaglia, Perigeo e Banco del Mutuo Soccorso, passando per gli anni come ingegnere del suono per le tournée di Dalla/Morandi, Pino Daniele, Enrico Ruggeri, Ron, Adriano Celentano, Nicola Arigliano, Ligabue, e le avventure con Elio e le Storie Tese, di cui è l’insostituibile fonico dal 1997.

La musica entra quindi in scena con Matteo Leone, il polistrumentista sardo di Calasetta, vincitore del Premio Parodi 2021; classe 1987, nel suo curriculum conta un bagaglio di esperienze che vanno dai primi passi nella sezione percussioni del suo paese al jazz, dalla batteria (con studi al Conservatorio di Cagliari) alla chitarra, al blues, passando per un anno trascorso in Mauritania. Metà del duo Don Leone (vincitore dell’Italian Blues Challenge nel 2017, con importanti partecipazioni a festival nazionali e internazionali), nella musica di Matteo Leone risuonano insieme il Delta del Mississippi e suggestioni mediterranee, la cultura afroamericana, sarda e quella tabarchina.

Altre sonorità e suggestioni nel successivo set con Patrizia Laquidara, accompagnata dall’Orchestra Poco Stabile di Mare e Miniere formata da musicisti-docenti dei seminari, in un viaggio nella canzone moderna in cui restituisce con poesia e giocosità le storie e le emozioni che abitano l’immaginario musicale popolare italiano. La cantautrice (e occasionalmente attrice) siciliana di nascita e veneta d’adozione, è una tra le figure più poliedriche e brillanti della nuova musica d’autore, definita dalla critica “una firma talmente personale da risultare unica”, “un’artista capace di assoluta credibilità” e “una delle voci più intense e liriche della nostra musica cosiddetta leggera”.

Saranno i Cantori della Resurrezione a salire per primi sul palco della Tonnara Su Pranu nella serata di venerdì 24 (come sempre alle 21.30). Nato a Porto Torres come coro di “voci bianche” nel 1986 per iniziativa del Maestro Antonio Sanna (1932-2016), una delle figure più importanti del recente panorama corale italiano, il complesso vocale è diventato “gruppo gregoriano” nel 1994, mettendosi in luce con un repertorio che, partendo dal canto romano antico, arriva alle prime espressioni della polifonia medioevale. Nel 1997 nasce il “coro misto” con l’intento di valorizzare il repertorio polifonico classico (rinascimentale e barocco) e quello contemporaneo, sia sacro che profano. Diretti dal 2017 da Fabio Fresi, i Cantori della Resurrezione contano in repertorio più di 700 brani a cappella.

Perfettamente in tema con una manifestazione come Mare e Miniere la seconda parte della serata, con Mario Incudine (voce, corde e cunto) affiancato da Antonio Vasta (fisarmonica, organetto e zampogna) in “Surfaru e focu”: storie di vite sottoterra, che hanno abitato i cunicoli delle tante miniere in Sicilia e fuori, storie di sopravvivenza e identità sopravvissuta. Cantautore, attore, regista, musicista e autore di colonne sonore, figura di primo piano della nuova world music italiana, Mario Incudine cunta alla sua maniera le fatiche, le lotte, i destini sporchi di nero di chi, per vincere la miseria, ha vissuto il buio fitto delle miniere di zolfo. Il pubblico ricostruisce così la storia e le tradizioni, riscopre le proprie radici e quelle di popoli fratelli, guidato dal racconto e dalle parole in musica che ricordano le stragi in cui tanti persero la vita. Vita che diventa morte nelle storie di migranti, sempre diverse ma sempre uguali nei decenni, ieri sottoterra, oggi sottomare.

Altri racconti in apertura della serata di sabato 25: una chitarra e una voce, quelle di Maurizio Geri (qui in compagnia di alcuni dei musicisti-docenti dei seminari riuniti sotto l’insegna dell’Orchestra Poco Stabile di Mare e Miniere) che attraverso il simbolico titolo “La strada” raccontano i viaggi di uomini e donne, per terra e per mare, in fuga da vite precarie alla ricerca di lavoro o per curiosità dell’immaginazione; brani che evocano vicende diverse di amori e amicizie in cammino, di marinai e passeggeri, di mercati e stazioni, vicende e emozioni rappresentate su un unico grande palcoscenico: la strada, appunto. Chitarrista, cantante, compositore, Maurizio Geri ha legato il suo nome a tante esperienze di primo piano della musica degli ultimi quattro decenni: dal recupero del repertorio tradizionale della montagna pistoiese con la cantante ricercatrice Caterina Bueno nei primi anni ottanta, all’incontro con l’organettista Riccardo Tesi che nel 1994 dà vita al quartetto Banditaliana; dalla fondazione, nel 1995, del Maurizio Geri Swingtet, gruppo pioniere del jazz-manouche italiano, alle tante e variegate collaborazioni con musicisti della scena world, jazz e pop italiana.

Il secondo set vedrà al centro dei riflettori Francesca Corrias, voce di spicco della scena jazzistica isolana, in compagnia dei Sunflower per proporre il repertorio di “De diora“, l’album pubblicato lo scorso autunno dall’etichetta S’Ard Music: una produzione ricca di sonorità, melodie e atmosfere completamente in lingua sarda campidanese, scovate tra i ricordi dell’infanzia custoditi nella memoria più profonda della cantante. Immagini, consuetudini e parole riemerse dal tempo e trasformate in canzoni attraverso le composizioni tipiche dell’ensemble di Filippo Mundula al contrabbasso, Sandro Mura al pianoforte e Pierpaolo Frailis alla batteria, con la consulenza poetica e linguistica della scrittrice Maria Gabriela Ledda, che ha guidato Francesca Corrias nella ricerca delle forme più belle e profonde della lingua campidanese, e con gli arrangiamenti e le partiture per archi e fiati curate da Silvano Lobina.

Domenica 26 calerà il sipario sulla sei giorni di Mare e Miniere a Portoscuso con un concerto che, a partire dalle 21.30, vedrà riuniti sullo stesso palco nella tonnara Su Pranu allievi e docenti dei seminari alle prese con un programma messo a punto nel corso delle sei giornate dei corsi, e che si prevede, anche per questa edizione, ricco e variegato.

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I Concerti

Martedì 21 • FESTA INTERNAZIONALE DELLA MUSICA

  • Ore 19.30, Lungomare > MUSICA SPICCIA
  • Ore 20.15, Anfiteatro a Mare > DAVIDE AMBROGIO trio
  • Ore 21.30 Tonnara Su Pranu > ALESSIA TONDO 
  • Ore 22.30 Tonnara Su Pranu > ANDREA PICCIONI e FRANCESCO LOCCISANO

Mercoledì 22 • Tonnara Su Pranu

  • Ore 18.00 > Masterclass di chitarra battente con FRANCESCO LOCCISANO
  • ore 21.30 > MEIGAMA con FRANCESCO MEDDA, MAURO PALMAS E FABIO RINAUDO 
  • STEFANO VALLA & DANIELE SCURATI

Giovedì 23 • Tonnara Su Pranu, ore 21.30

  • DUCCIO PASQUA presenta “STORIE di STRAODINARIA FONIA” di FOFFO BIANCHI, FRANCESCA GAUDENZI e DUCCIO PASQUA. Cinquant’anni di musica italiana dal punto di vista inedito di FOFFO BIANCHI, produttore RCA e ingegnere del suono per Tournée leggendarie.
  • MATTEO LEONE QUARTETTO (Vincitore del PREMIO ANDREA PARODI 2021)
  • PATRIZIA LAQUIDARA con L’ORCHESTRA POCO STABILE DI MARE E MINIERE

Venerdì 24 • Tonnara Su Pranu, ore 21.30

  • I CANTORI DELLA RESURREZIONE DI PORTO TORRES
  • SURFARU e FOCU con MARIO INCUDINE e ANTONIO VASTA

Sabato 25 • Tonnara Su Pranu, ore 21.30

  • MAURIZIO GERI CON L’ORCHESTRA POCO STABILE DI MARE E MINIERE
  • FRANCESCA CORRIAS & SUNFLOWER 

Domenica 26 • Tonnara Su Pranu, ore 21.30

  • CONCERTO FINALE dei SEMINARI di MARE E MINIERE



COMUNICATO STAMPA RASSEGNA ‘IN VIAGGIO VERSO’ALLA CAGLIARI AIRPORT LIBRARY – LUCA MASALA PRESENTA DAPPERTUTTO STANDO FERMI




Olbia: comunicato rassegna Sul filo de discorso

Dal 24 giugno al 3 agosto ritorna, per la 10ª volta consecutiva, la rassegna letteraria “Sul Filo del Discorso”, organizzata della Biblioteca Civica Simpliciana e promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Olbia.  Si svolgerà in notturna, a partire dalle 21:30, all’aperto, come si addice d’estate, nel cortile dell’ex palazzo scolastico, prevede 15 appuntamenti in cui si alterneranno, come di consueto, presentazioni di libri, reading letterari e spettacoli. Come in passato saliranno sul palco scrittori, giornalisti, politici, opinionisti, cantanti, attori.

L’edizione di quest’anno, sarà inaugurata il 24 giugno, con inizio alle ore 21:30, dal reading intorno al libro di Raffaele Sari Bozzolo, “L’illusione che tu m’abbia amato Un secolo di storie d’amore”. 

Introdurrà l’incontro e dialogherà con l’autore Sonia Borsato, mentre le letture e i canti saranno curate da Franca Masu,  accompagnata da Luca Falomi alla chitarra e da  Fausto Beccalossi alla fisarmonica.

Il libro di Raffaele Sari Bozzolo racconta il novecento attraverso 28 storie d’amore di altrettante coppie che hanno vissuto quel secolo. Da Dino Campana e Sibilla Aleramo a Joe Di maggio e Marylin Monroe, da Giovanni Falcone e Francesca Morvillo fino a Federico Fellini e Giulietta Masina.

RAFFAELE SARI BOZZOLO – E’ nato a Finale Ligure (SV) nel 1968, da madre ligure e padre algherese; all’età di vent’anni si è trasferito ad Alghero, dove oggi insegna Lettere. Dalla metà degli anni novanta pubblica su riviste nazionali ed internazionali studi e saggi, occupandosi di storia e letteratura sarda e di alcune biografie critiche. 

CORTILE EX PALAZZO SCOLASTICO

24 GIUGNO 3 AGOSTO ORE 21:30

INGRESSO LIBERO E GRATUITO

RASSEGNA LETTERARIA SUL FILO DEL DISCORSO 

X EDIZIONE




COMUNICATO SOGAER- MAGGIO: NUMERI DA RECORD ALL’AEROPORTO DI CAGLIARI




COMUNICATO DI F.I. RELATIVO ALLA LEGGE DI CONVERSIONE DEL DECRETO UCRAINA BIS IN TEMA DI PROPROGA DELL’UTILIZZO DEI SUOLI PUBBLICI.

Alghero, 31 maggio 2022 – “Bene il Governo Draghi sui suoli pubblici, ma ora occorre meglio disciplinare la materia per contemperare le legittime esigenze degli esercenti con quelle della città”. Così il l’ex sindaco di Alghero e coordinatore cittadino di Forza Italia commenta l’approvazione dell’emendamento sostitutivo, proposto dal Governo al Senato, che ha introdotto nella legge di conversione del decreto Ucraina bis la proroga delle autorizzazioni concernenti l’utilizzo temporaneo del suolo pubblico per le imprese di ristorazione e di somministrazione e bevande fino al 30 settembre 2022. Una norma responsabile che ha indotto al voto anche parte dell’opposizione. “Non vogliamo appuntarci medagliette di latta, come taluni esponenti di partiti dell’opposizione parlamentare tentano impropriamente di fare. E per Forza Italia sarebbe meno complicato essendo un partito che costituisce una delle colonne portanti del Governo Draghi. E’ arrivato invece il momento di riflettere e disciplinare in modo responsabile un fenomeno, quello dell’utilizzo dei suoli pubblici, che nell’ultimo decennio, anche ma non solo a causa delle misure di contrasto alla pandemia, ha assunto dimensioni e profili paradossali –propone Tedde-”. Secondo l’esponente di Forza Italia, che a breve farà ingresso in Consiglio regionale, occorre disciplinare la materia in modo intelligente, contemperando le esigenze delle imprese, che sono da tutelare con attenzione,  con quelle dei cittadini e dei turisti che hanno diritto di vivere ed essere ospitati in una città in cui gli spazi pubblici non siano sovraffollati da strutture spesso eccessive, improbabili e disomogenee che snaturano gli equilibri visivi e funzionali del bellissimo centro cittadino. E che –secondo Tedde- non di rado riducono il valore dell’ambiente cittadino, l’attrattività e il fascino della destinazione Alghero. “Sono convinto che occorra uscire dagli schemi politici intrisi di “captatio benevolentiae” nei confronti di gruppi di elettori che taluni, oggi troppo spesso, usano nella azione politica. Mettiamo in campo il necessario coraggio e l’indispensabile senso di responsabilità per svolgere il nostro ruolo politico, che è quello di disegnare in modo equilibrato e generatore di benessere  la Alghero dei prossimi decenni, accantonando “pulsioni elettorali” dannose. E in questa azione politica responsabile coinvolgiamo le forze di opposizione cittadine che sul punto mostrano interessanti sensibilità   –chiude Tedde.”  

NOTA STAMPA OPPOSIZIONE ALGHERO: Nota in risposta a comunicato di Marco Tedde

Le ultime delibere dell’Amministrazione comunale in materia di occupazione suolo pubblico e tassa di soggiorno, hanno confermato l’inattitudine di Conoci & Co. a programmare per tempo e con la necessaria visione e smascherato il maldestro tentativo di chiudere lo schema di bilancio dando copertura ad alcuni capitoli con le presunte entrate da tassa di soggiorno e da occupazione suolo pubblico.

Ora che grazie alla decisione del Governo il tavolo è sgombro e i tavolini restano, è necessario guardare al futuro. Lo abbiamo detto con forza nel corso delle ultime due commissioni tenutesi sul tema e lo ribadiamo: la proposta di delibera della giunta comunale oltre che fuori tempo aveva una visione limitata, parziale e confusionaria ed è piuttosto necessario lavorare alla revisione organica dell’attuale Piano del Commercio con la necessaria visione e il coraggio di assumere scelte che caratterizzeranno il settore e la nostra città nel prossimo futuro.

Perseguendo il comune obbiettivo di rendere più bella, ordinata ed accogliente la nostra città, occorre sapere coniugare le esigenze delle imprese e le istanze dei cittadini, riuniti nei comitati di quartiere o in forma individuale.

Per far questo è necessario un forte senso di responsabilità a cui tutti siamo chiamati e in tal senso siamo pronti a dare il nostro contributo. Accogliamo con favore  il fatto che una forza politica attualmente organica alla maggioranza che governa la città, finalmente riconosca il ruolo delle opposizioni e apra ad un lavoro comune sul tema della revisione del piano commerciale. Un atteggiamento costruttivo ci ha sempre contraddistinto lungo tutto il mandato anche quando, inascoltati, abbiamo provato a dare suggerimenti utili al Sindaco e agli amministratori attuali e non ci tireremo indietro nemmeno questa volta. Rivediamo il piano del commercio da subito, per non pregiudicare la prossima e le prossime stagioni, e con scelte ispirate al bene della comunità che dell’immobilismo della giunta Conoci davvero non se ne può più.




Fondazione Giuseppe Dessì • Comunicato stampa • La Fondazione Dessì al Salone del Libro di Torino.

Comunicato stampa del 17 maggio 2022La Fondazione Dessì al Salone del Libro di Torino:giovedì un incontro sul cinquantenario del Premio Strega a “Paese d’ombre”;venerdì Nicola Turi presenta “Mi ha fatto ogni possibile domanda!”,il volume di interviste a Giuseppe Dessì.*
La Fondazione Dessì ritorna al Salone del Libro di Torino: l’istituzione culturale di casa a  Villacidro (Sud Sardegna), impegnata nella custodia e valorizzazione del lascito culturale di Giuseppe Dessì (1909 – 1977), partecipa alla trentaquattresima edizione della più grande fiera italiana dell’editoria con due diversi appuntamenti dedicati allo scrittore sardo. Il primo, in agenda nella giornata inaugurale, questo giovedì (19 maggio) dalle 16 alle 17 nella Sala Rosa (Padiglione 1), è un incontro incentrato sul cinquantenario della vittoria di Dessì al 

Premio Strega con il suo romanzo più noto, “Paese d’ombre”. Moderati dal giornalista Stefano Salis, ne parleranno Gian Arturo Ferrari, manager dell’editoria e finalista allo Strega nel 2020 col suo primo romanzo, “Ragazzo italiano”, lo scrittore Matteo Porru, il presidente della Fondazione Dessì Antonello Angioni, Laura Pariani e Giuseppe Lupo, vincitori (rispettivamente nel 1996 e nel 2013) della sezione Narrativa del Premio Dessì, il concorso letterario che si tiene annualmente a Villacidro dal 1986.L’indomani (venerdì 20 maggio), alle 15.30 nello stand della Regione Sardegna, si presenta invece “

Mi ha fatto ogni possibile domanda!” Quarantacinque interviste a Giuseppe Dessí (più una), il volume pubblicato lo scorso dicembre dalla Fondazione Dessì, che raccoglie interviste rilasciate dallo scrittore tra il 1945 e il 1977 su testate come Paese Sera, L’Unità, Avanti!, Dramma, La Fiera Letteraria, Il Popolo e Cinema nuovo, tra le altre. Con il curatore dell’opera Nicola Turi, docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Firenze (è stato allievo di Anna Dolfi, massima studiosa dell’opera di Dessì) interverranno Raffaello Palumbo Mosca, ricercatore presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino, e il figlio di Giuseppe Dessì, Francesco Dessì Fulgheri. Modera l’incontro l’ex presidente della Fondazione Dessì, Paolo Lusci.Leggere le interviste raccolte in “Mi ha fatto ogni possibile domanda!”, scrive Nicola Turi nella sua introduzione, permette “di ricostruire, seppure per frammenti, un percorso biografico (…) nomade prima per motivi familiari (la carriera militare del padre che lo conduce prestissimo in Veneto) e poi per professione (da Sassari città ‘aperta’ a Roma, da Ravenna a Teramo a Grosseto…); e allo stesso tempo di conoscere le opinioni dello scrittore su questioni di politica e di attualità (segnate da un crescente pessimismo…) ma anche di penetrare ricordi, spazi emotivi e abitudini creative (…) di un uomo legato al tempo e ai luoghi mitici dell’infanzia, meravigliosa anche ripensando a decenni di distanza al Campidano somigliante a una prateria del West, da attraversare al galoppo, in cui lo svogliato studente dipingeva, inventava storie, veniva scolasticamente salvato da Don Luigi, coltivava l’idea di fare il medico ma sentiva (sulla spinta del materialismo marxista e dei filosofi appena scoperti, su tutti Spinoza, superati poi in volo ariostesco) di non essere libero in nessuna delle sue scelte”.Sempre venerdì 20, alle 17.30, stavolta al salone Off alla Biblioteca Civica Villa Amoretti (in corso a Orbassano), il gruppo di lettura di Villa Amoretti leggerà pagine tratte dalle opere di Giuseppe Dessì. Intervengono Laura Pariani e Matteo Porru: un dialogo tra un’autrice affermata come la prima, vincitrice del Premio Dessì nel 1996, e uno scrittore emergente, classe 2001. Dopo gli impegni al Salone del Libro di Torino, un altro appuntamentoattende la Fondazione Dessì, stavolta nella sua sede a Villacidro, in quella che fu la casa della famiglia dello scrittore. Venerdì 27 maggioalle 18.15, si rende omaggio al babbo di Giuseppe Dessì, il maggiore della Brigata Sassari Francesco Dessì Fulgheri, in un incontro con lo studioso di storia militare Alberto Monteverde, il presidente della Fondazione Dessì Antonello Angioni, e lo storico Aldo Accardo, presidente della Fondazione di Ricerca “Giuseppe Siotto” di Cagliari. A seguire, la proiezione de “La trincea“, l’originale televisivo scritto da Giuseppe Dessì che nel 1961 inaugurò il secondo canale della RAI: è il racconto della battaglia della Trincea dei razzi del 1915 che vide protagonista proprio il padre dello scrittore.La Fondazione Dessì guarda intanto anche alla prossima edizione, la trentasettesima, del Premio letterariointitolato all’autore di “Paese d’ombre”, in programma a Villacidrodal 18 al 25 settembre. Articolato in due sezioni, Narrativae Poesia, il concorso è aperto alle opere di scrittori e poeti in lingua italiana pubblicate dopo il 31 gennaio 2021. Le iscrizionisono ancora aperte fino al 15 giugno. Il bando e altre informazioni sul premio sono disponibili al sito (www.fondazionedessi.it) e alla pagina Facebook (www.facebook.com/PremioLetterarioGiuseppeDessi) della Fondazione Dessì, mentre la segreteria organizzativa risponde ai numeri 0709314387, 3474117655, 3406660530, e all’indirizzo di posta elettronica [email protected].
* * *FONDAZIONE GIUSEPPE DESSÌvia Roma 65 • 09039 Villacidro (SU)tel. 070 93 14 387 • 347 41 17 655 • 340 66 60 530fax 178 22 18 462E-mail: [email protected]www.fondazionedessi.it




I: JazzAlguer • Comunicato stampa • Dal 30 aprile al 25 novembre ad Alghero (Ss) la quinta edizione della rassegna JazzAlguer.

È ormai un appuntamento consolidato nel panorama del jazz in Sardegna: il 30 aprile – proprio in coincidenza con l’International Jazz Day – prende il via il lungo cammino di JazzAlguer, la rassegna organizzata ad Alghero (Ss) dall’associazione culturale Bayou Club-Events, quest’anno alla sua quinta edizione. Un’edizione spalmata nell’arco di sette mesi, con tredici concerti in calendario fino al 25 novembre, e con il ritorno del concorso per giovani band: uno dei punti più qualificanti dell’iniziativa ideata nel 2017 e diretta per tre edizioni da Paolo Fresu, e dall’anno scorso da Massimo Russino, batterista di primo piano sulla scena jazzistica isolana e di vasta esperienza internazionale.

Nel cartellone ci sarà spazio per i nuovi talenti, per le eccellenze regionali, per importanti artisti nazionali e internazionali, voci italiane e straniere, big band, formazioni combo e solo performance, spaziando ad ampio raggio tra i generi e gli stili, dal soul funk alla world music, dal post hard bop al doo wop, dal contemporary jazz al blues/american songbook. Tra i nomi di spicco Paolo Fresu in trio con Rita Marcotulli e Jaques Morelenbaum, la violinista Anais Drago, astro nascente del jazz italiano, il trombettista finlandese Tero Saarti, ospite di un progetto originale con due formazioni storiche del panorama isolano, l’Orchestra Jazz della Sardegna e il Woodstore Quintet, il trombettista campano Luca Aquino in trio con la pianista Sade Mangiaracina e con il contrabbassistaSalvatore Maltana, e poi tante voci: i Neri Per Caso, la cantante americana Denia Ridley, Simona Bencini, le inglesi Jill Saward e Sarah Jane Morris, quest’ultima con una band ad hoc tutta sarda e un ospite speciale e vecchio amico di JazzAlguer come Nick The Nightfly.

Ma ci sarà anche un’attenzione particolare alla valorizzazione e promozione dei luoghi notevoli di Alghero e del suo territorio che, insieme ai più consueti spazi del Teatro Civico e de Lo Quarter, faranno da cornice ad alcuni tra gli appuntamenti in cartellone: il Nuraghe Palmavera, il Chiostro di San Francesco, la Casa Gioiosa nel Parco di Porto Conte.

«Jazz Alguer, come sempre, crede fermamente nella promozione della cultura e delle arti come mezzo straordinario per abbattere le barriere culturali» sottolinea il direttore artistico Massimo Russino, «per riaffermare la libertà di espressione, per promuovere e incentivare il dialogo e annullare le tensioni tra individui, gruppi e comunità diverse, per incoraggiare l’emancipazione delle giovani generazioni provenienti da background disagiati».

Un programma variegato e di qualità caratterizza dunque anche questa quinta edizione di JazzAlguer allestita dall’associazione culturale Bayou Club-Events con il contributo dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sportdella Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna, della Fondazione Alghero, del Banco di Sardegna e della Camera di Commercio di Sassari nell’ambito del bando Salude&Trigu. 

  • Il programma: al via sabato 30 aprile

A tenere a battesimo la quinta edizione di JazzAlguer sarà la cantante americana Denia Ridley, attesa al Teatro Civico di Algherosabato 30 aprile alle 21 con l’eleganza e la raffinatezza che ne contraddistinguono lo stile, venato di influenze che si rifanno alle grandi voci che hanno reso immortale il Great American Songbook. L’artista originaria di Panama, ma cresciuta in Texas e successivamente perfezionatasi a New York, si caratterizza per lo stile elegante e dinamico che ripercorre le orme di icone del calibro di Ella Fitzgerald, Billie Holiday, Nancy Wilson e Dinah Washington. Nel corso degli anni, la cantante che da tempo risiede stabilmente in Costa Azzurra, si è esibita in importanti manifestazioni europee. È del 2014 il suo disco “Afterglow”, inciso con il trio del pianista Marc Devine, con Mike Porter al contrabbasso e Keith Balla alla batteria. Denia Ridley ha avuto l’onore di affiancare musicisti di indiscussa fama internazionale, come Renaud Penant, il pianista italiano Dado Moroni, l’ex-chitarrista di Lena Horne, Art Johnson e il contrabbassista olandese Jack Sewing, che vanta al suo attivo una collaborazione con il violinista Stéphane Grappelli. 

Il concerto di Denia Ridley segna un nuovo “capitolo” di New York State of Mind, il progetto culturale-musicale varato da Massimo Russino con l’idea di coinvolgere e mettere a confronto artisti in relazione con la metropoli americana, alla quale anche il batterista sardo ha legato una parte importante del suo cammino artistico. Inaugurato due anni fa a JazzAlguer con il sassofonista Emanuele Cisi, e ripreso nella passata edizione con il crooner siciliano Gaetano Riccobono, il progetto giunge ora alla sua terza tappa con Denia Ridley, che sul palco del Teatro Civico di Alghero sarà affiancata da Salvatore Spano al pianoforte, Yanara Reyes McDonald al contrabbasso e lo stesso Massimo Russino alla batteria. 

Ad accrescere il carattere di internazionalità della serata, la coincidenza con l’International Jazz Day, l’evento annuale del 30 aprile promosso dall’UNESCO, l’Agenzia dell’Onu per l’Educazione, la Scienza e la Cultura: una ricorrenza istituita nel 2011 per sottolineare il ruolo che la musica jazz può giocare nell’unire le persone di ogni angolo del globo, per promuovere la pace, il dialogo tra le culture, la diversità e il rispetto dei diritti e della dignità umani, la libertà di espressione, l’uguaglianza di genere e il ruolo dei giovani nell’attuazione del cambiamento sociale.

A mezzogiorno, a precedere e introdurre idealmente il concerto serale, un appuntamento letterario in collaborazione con la libreria Cyrano: Vanni Masala presenta il suo libro (edito da Curci lo scorso autunno, e con le illustrazioni di Marilena Pasini) “Le Muse del Jazz“, storie e misteri di 68 personaggi femminili che hanno ispirato le composizioni più belle. E ci sarà anche Denia Ridley a dialogare con l’autore e con il pubblico nella libreria-vineria in via Vittorio Emanuele II al civico 11.

Le sonorità e le atmosfere “doo-wop” degli anni Cinquanta caratterizzeranno la serata di sabato 21 maggio: di scena al Teatro Civico (con inizio alle 21) il celebre complesso vocale dei Neri Per Caso, virtuosi dello stile “a cappella” di derivazione del rhythm and blues e del rock and roll, tanto in voga negli Stati Uniti nella metà del secolo scorso. Saliti agli onori della critica e della popolarità nel 1995 grazie al successo al Festival di Sanremo, dove hanno trionfato nella sezione “Nuove Proposte” con il fortunato brano “Le ragazze”, i Neri Per Caso vantano al loro attivo dieci dischi e prestigiose collaborazioni con artisti di fama internazionale come Bobby McFerrin, Randy Crawford, e con protagonisti della scena nazionale come Lucio Dalla, Claudio Baglioni, Mango, Elio e le Storie Tese, Samuele Bersani e Gino Paoli, tra gli altri. È del 2019 la loro ultima fatica discografica, “We Love The Beatles”, omaggio ai Fab Four con rivisitazioni in chiave vocale di grandi classici come “All You Need is Love”, “Come Together”, “Penny Lane”, “We Can Work It Out” e altri ancora. Sul palco, ad Alghero, ci saranno Ciro, Gonzalo e Domenico Pablo “Mimì” Caravano, Mario Crescenzo, Massimo de Divitiis e Daniele Blaquier.

Domenica 19 giugno la rassegna lascerà per una sera le mura cittadine per trasferirsi al Nuraghe Palmavera (a tredici chilometri di distanza da Alghero), tra i siti più importanti e significativi della civiltà megalitica sarda: in questa cornice dal fascino millenario risuoneranno dalle 19 le note di Esperanto, progetto musicale nato dall’incontro tra il giovane ed eclettico chitarrista e compositore Luca Falomi e il bassista e compositore RiccardoBarbera. Il legame artistico tra i due musicisti ha prodotto diverse registrazioni, sfociate in una visione condivisa e una naturale sinergia, alla quale si è unito con estro e naturalezza il batterista Rodolfo Cervetto, conferendo al progetto una rara sensibilità e creatività. Quella di Esperanto è una musica prettamente strumentale in cui si fondono idiomi diversi, dal jazz alla world music passando per la sperimentazione e l’avanguardia. La performance del trio è un’esperienza evocativa, un nuovo itinerario fuori dallo spazio, dal tempo e dal luogo che prende per mano l’ascoltatore portandolo a esplorare nuovi mondi e nuove sonorità. Esperanto ha pubblicato il suo primo album omonimo con l’etichetta giapponese Da Vinci Publishing, con la partecipazione del sassofonista Javier Girotto e del fisarmonicista Fausto Beccalossi.

JazzAlguer ritroverà uno dei suoi consueti spazi venerdì 15 luglio (ore 21.30), per riabbracciare sul palcoscenico di Lo Quarter il suo ideatore e primo direttore artistico, Paolo Fresu, qui affiancato dal violoncellista carioca Jaques Morelenbaum e da Rita Marcotulli al pianoforte per un affascinante viaggio musicale tra atmosfere da una parte classicamente mediterranee e dall’altra vicine alle latitudini brasiliane. Attratti da quella che si può etichettare come la ricerca del “bello” dell’arte musicale, i tre protagonisti di questo incontro propongono innanzitutto fascino, eleganza e prestigio, sviluppando i temi essenziali degli ultimi lavori discografici in maniera armonica ed evocativa. Sensualità, grazia, melodia e ricercatezza armonica sono le cifre di tre artisti capaci di toccare il profondo dell’anima dell’ascoltatore.

Una settimana più tardi, sabato 23 luglio (sempre alle 21.30), saranno ancora una volta gli spazi di Lo Quarter ad accogliere la calda e avvolgente voce dell’inglese Jill Saward, tra le principali interpreti nell’ambito del jazz-funk nel Regno Unito e cantante della band jazz-funk Shakatak, fondata nel 1980 (e tuttora attiva) da Les McCutcheon, Nigel Wright e dal dj Kev Roberts. La Saward ha iniziato il suo cammino artistico con l’ensemble Fusion Orchestra, molto popolare nella scena dei club britannici degli anni Settanta, e vanta una carriera come cantante e compositrice con due album a suo nome (“Just for You” nel 1999 e “Endless Summer” nel 2016). Ad Alghero sarà affiancata da una sezione ritmica tutta sarda che accanto a Massimo Russino alla batteria schiera altri due volti ben noti del jazz isolano: il pianista Mariano Tedde e il contrabbassista Salvatore Maltana.

E il jazz targato Sardegna sarà al centro del sesto appuntamento di JazzAlguer, domenica 31 luglio: sul palco de Lo Quarter (alle 21.30) due formazioni di primissimo piano nel panorama isolano, il Woodstore Quintet e l’Orchestra Jazz della Sardegna, protagoniste di una produzione originale dell’associazione Blue Note Orchestra (ABNO) di base a Sassari intitolata “Wide Sounds”. 
Nato poco più di dieci anni fa, il Woodstore deve il suo nome al laboratorio artigianale, una falegnameria, dove furono tenute le prime prove, e dove il progetto ha preso forma e consistenza. Solidi e rodati musicisti, i suoi membri – il sassofonista  Massimo Carboni, il pianista Mariano Tedde, il contrabbassista  Paolo Spanu e il batterista Gianni Filindeu – si sono riconosciuti in questo progetto musicale comune dopo aver maturato ognuno collaborazioni ed esperienze al fianco di importanti nomi del jazz contemporaneo. Ad Alghero, la rodata formula del “quartet plus one” li vedrà in questa occasione affiancati dal trombettista finlandese Tero Saarti nell’esecuzione di un repertorio originale composto da tutti i componenti della band e arrangiato da Luigi Giannatempo per l’Orchestra Jazz della Sardegna diretta da Gavino Mele. L’idea di base è quella che vede il Woodstore come un laboratorio musicale attraverso il quale esprimere la creatività dei singoli sia nelle composizioni che nelle interpretazioni. La volontà è quella di creare un connubio musicale con la big band in cui convivono naturalmente varietà armonica, composizione e improvvisazione.

I concerti di agosto verranno inaugurati venerdì 5 ancora a Lo Quarter con un appuntamento d’eccezione (inizio ore 21.30) che vedrà al centro dei riflettori la voce di Sarah Jane Morris e l’estro musicale di Nick The Nightfly, già protagonista nella scorsa edizione di JazzAlguer e amico della rassegna fin dalle origini. Dotata di una notevole espressività vocale, la cantante britannica vanta una trentennale carriera di ampio respiro internazionale, che l’ha vista collaborare con artisti dei più diversi stili e generi, dal soul al rock, dall’african blues alla musica classica, passando per illustri duetti con chitarristi di fama mondiale, ma anche con big band jazz. La sua voce, la sua versatilità unita alla grande capacità di coinvolgere emotivamente il pubblico ne fanno una performer di caratura mondiale. Ospite speciale di questo evento Nick The Nightfly, voce storica di Radio Monte Carlo e raffinato performer, sul palco insieme alla Morris per rinnovare il loro felice incontro artistico e ricreare atmosfere e storie musicali di gran classe, come nel loro riuscito omaggio a Frank Sinatra “Fly me to the moon”.

Venerdì 12 agosto JazzAlguer lascerà i confini urbani per fare nuovamente tappa al Nuraghe Palmavera. A risuonare tra i blocchi di calcare e arenaria (a partire dalle 21.30) saranno stavolta le corde della chitarra di Marcello Peghin, leccese di nascita ma algherese di adozione, specialista del linguaggio chitarristico tout court, tanto da dividersi tra produzioni moderne ed esecuzioni del repertorio classico antico, sua grande passione. Attivo nell’ambito della ricerca etno-jazz, con collaborazioni e progetti in campo nazionale e internazionale, Peghin presenterà il suo nuovo progetto intitolato “Landscapes”, un viaggio musicale dove ballate oniriche si intrecciano ad atmosfere pinkfloydiane e progressive, con incursioni nel jazz contemporaneo, nell’elettronica, nella musica antica e classica. Le chitarre elettriche e i live electronics si alterneranno con la sua chitarra classica a dieci corde, creando quadri sonori e paesaggi musicali ibridi fatti di ricerca, sperimentalità, citazioni e improvvisazione.

Si torna in città, nel più consueto spazio de Lo Quarter, per il successivo appuntamento in calendario: protagonista, domenica 4 settembre (alle 21), il duo MaMa, ovvero la pianista siciliana Sade Mangiaracina e il contrabbassista algherese Salvatore Maltana, sodalizio artistico nato dalla comune collaborazione con la cantante Franca Masu, che in questa occasione assumerà la dimensione del trio, ospitando il trombettista campano Luca Aquino. Il progetto prende vita in occasione di un’uscita discografica di prossima pubblicazione per la Tuk Music, l’etichetta fondata da Paolo Fresu: un lavoro corale, a sei mani, con brani di ognuno dei musicisti concepiti per questa particolare formazione e su misura per i suoi interpreti.

I colori del Parco di Porto Conte faranno da cornice al concerto dell’Entropy Quintet di Marco Maltalenti (tromba), Paolo Corda (chitarra), Marco Bande (pianoforte), Fabrizio Leoni (contrabbasso) e Jacopo Careddu (batteria), in programma la mattina del 18 settembre (con inizio alle 11.30) negli spazi di Casa Gioiosa, nell’ex colonia penale di Tramariglio (a una ventina di chilometri da Alghero), oggi sede istituzionale del Parco. Nato nel 2019 dall’incontro tra le mura del Conservatorio dei cinque giovani musicisti sardi, tutti allievi dei corsi di jazz, il gruppo (vincitore dell’European Jazz Contest di Bucarest nel 2019) convoglia sonorità e ritmiche del jazz, sposando contaminazioni della black music, strizzando l’occhio al rock, e spaziando tra differenti livelli per confluire in una sintesi musicale decisamente personale.

JazzAlguer proseguirà sulla linea verde anche nell’appuntamento successivo: ancora da definire nei dettagli, l’8 di ottobre ritorna il contest dedicato ai gruppi giovanili, ma con modalità differenti rispetto alle passate edizioni; tra gli obiettivi di base, il coinvolgimento degli istituti scolastici del territorio.

La mattina di domenica 16 ottobre il chiostro della Chiesa di San Francesco ad Alghero, tra i massimi esempi di architettura gotico-catalana in Sardegna, ospiterà un astro nascente del jazz italiano: a echeggiare tra le colonne, a partire dalle 11.30, sarà il violino di Anaïs Drago, musicista biellese balzata agli onori della critica per la recente conquista del premio Top Jazz indetto dalla rivista Musica Jazz come miglior artista emergente del 2021. Classe 1993, la violinista piemontese presenterà per l’occasione le composizioni di “Solitudo”, il suo album in solo pubblicato lo scorso anno per la CAM Jazz. Un disco che sorprende per la pluralità di voci, un elogio alla solitudine che si nutre di bellezza, attingendo da una moltitudine di suoni e da una ricca e inedita tavolozza armonica e melodica.

Il sipario sulla quinta edizione di JazzAlguer calerà venerdì 25 novembre (alle 20) negli spazi del Teatro Civico di Alghero con il concerto di Simona Bencini, duttile e poliedrica cantante fiorentina che ha fatto della contaminazione e della trasversalità la sua cifra stilistica, muovendosi nel corso della sua carriera dal soul-funk dei Dirotta su Cuba alla canzone d’autore di Pacifico ed Elisa, passando per il jazz di Stefano Bollani e lo swing della PMJO (Parco della Musica Jazz Orchestra). Ad Alghero sarà accompagnata dal LMG 4tet (Gaetano Partipilo al sax, Mario Rosini al pianoforte, Giorgio Vendola al contrabbasso e Mimmo Campanale alla batteria), l’ensemble pugliese con il quale ha registrato il suo primo disco jazz, “Spreading love” (Egea, 2011), e che la affiancherà sul palco di JazzAlguer nella presentazione di “Unfinished”, disco di inediti dato alle stampe per l’etichetta Sherazade Sound durante il periodo di lockdown del 2020. 
Il concerto è presentato in collaborazione con La Rete delle Donne di Alghero in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

  • Info e biglietti

Il prezzo deibiglietti varia a seconda delle serate e dell’ordine di posti, dai 12 ai 30 euro. L’abbonamento per l’intera rassegna costa invece 120 euro. Info e prenotazioni al 339 34 41 828 e all’indirizzo di posta elettronica [email protected]. Prevendite online su www.mailticket.it e al botteghino in occasione dei concerti.

Per notizie e aggiornamenti www.bayouclub-events.com • ww.facebook.com/jazzalguer • instagram: JazzAlguer.

Calendario degli eventi
30 Aprile • Presentazione del libro di Vanni Masala “Le Muse del Jazz”
Luogo: Libreria Cyrano ore 12
Ingresso libero

30 Aprile • International Jazz Day: DENIA RIDLEY 4tet 
Luogo: Teatro Civico ore 21:00
Biglietti: 15 euro 
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21 maggio: NERI PER CASO 
Luogo: Teatro Civico ore 21:00
Biglietti: 20 euro 
*
19 Giugno: ESPERANTO
Luogo: Nuraghe Palmavera ore 19:00
Biglietti: 12 euro
*
15 Luglio: PAOLO FRESU – RITA MARCOTULLI – JAQUES MORELENBAUM 
Luogo: Lo Quarter ore 21:30
Biglietti a partire da 20 euro: 30 euro primo settore – 25 euro secondo settore – 20 euro terzo settore 
*
23 luglio: JILL SAWARD (from Shakatak) 4et
Luogo: Lo Quarter 21:30
Biglietti: 15 euro
*
31 Luglio: ORCHESTRA JAZZ DELLA SARDEGNA + WOODSTORE FT. TERO SAARTI • “Wide Sounds”
Luogo: Lo Quarter ore 21:30
Biglietti: 18 euro
*
5 Agosto: SARAH JANE MORRIS 6et special guest NICK THE NIGHTFLY
Luogo: Lo Quarter ore 21:30
Biglietti: 25 euro
*
12 Agosto: MARCELLO PEGHIN • “Landscapes”
Luogo: Nuraghe Palmavera ore 21:30
Biglietti: 12 euro
*
04 Settembre: Ma.Ma feat. LUCA AQUINO 
Luogo: Lo Quarter ore 21:00
Biglietti: 12 euro
*
18 Settembre: ENTROPY PROJECT
Luogo: Casa Gioiosa, loc. Tramariglio ore 11:30 
Biglietti: 12 euro
*
16 Ottobre: ANAIS DRAGO • “Solitudo”
Luogo: Chiostro San Francesco ore 11:30
Biglietti: 12 euro
*
08 Ottobre: JAZZALGUER CONTEST GIOVANILE NUOVE BAND
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25 Novembre:  SIMONA BENCINI & LMG 4et 
Luogo: Teatro Civico ore 20:00
Biglietti: 20 euro




comunicato stampa P D – M 5 S – S y L Alghero

Pianificazione generale e Piano del Parco 

La drammatica situazione che il mondo sta attraversando impone profonde riflessioni, sobrie discussioni e proposte concrete. La pandemia del Covid-19, la crisi climatica e ora la devastante guerra in Ucraina ci impongono di abbandonare la strada delle inutili polemiche, talora originate da contrasti di natura personale, per avviare responsabilmente discussioni sui temi insoluti che sono al contempo locali e mondiali: la legalità, la giustizia sociale, la tutela dell’ambiente e della salute.

La cronica carenza nella pianificazione generale della nostra città ha generato nel corso degli anni ingiustificati privilegi per pochi e svantaggi per la maggior parte della popolazione. Una situazione di disordine che influisce negativamente sulla qualità della vita di tutti i cittadini residenti ma anche dei numerosi turisti e visitatori. Piccoli e grandi centri della Sardegna, costieri o interni, hanno provveduto a disciplinare il proprio territorio; intollerabile che altrettanto non possa farsi nella nostra città. La nostra Costituzione, recentemente riformata negli articoli 9 e 41, offre la risposta appropriata alla tutela del paesaggio – interazione tra l’ambiente naturale con il patrimonio artistico e storico – quale indispensabile fattore di tutela della salute e pone limiti all’attività economica sia essa pubblica che privata a favore delle nuove generazioni e degli animali. 

Riteniamo pertanto che sia arrivato il momento di avviare una discussione sulla Pianificazione generale, Piano Urbanistico Comunale, il Piano del Parco, Piano di Utilizzo dei Litorali, il Piano Urbano del Traffico, il Piano Commerciale e di utilizzo del suolo pubblico con il coinvolgimento di tutte le componenti organizzate della città e di ogni cittadino riprendendo gli studi attualmente disponibili, diversi dei quali risultano definiti ma non approvati. 

Il progetto di Piano del Parco, elaborato dal gruppo tecnico-scientifico incaricato, a cui hanno collaborato qualificati esperti del territorio nei campi della pianificazione, dell’ambiente e dell’economia, è stato consegnato nel 2014 all’Ente Parco. Nonostante il progetto di Piano sia disponibile sul sito del Parco Naturale Regionale di Porto Conte nessuna discussione in merito è stata avviata in città mentre sull’intera area vengono calate scelte e interventi non deliberati dall’Assemblea del Parco o dal Consiglio comunale. 

Riteniamo pertanto che per tutta l’area del Parco Naturale Regionale di Porto Conte e Area Marina Protetta di Capo Caccia-Isola Piana venga disposta dall’Assemblea del Parco e dall’Assessorato regionale all’Ambienteuna moratoria di ogni ulteriore intervento in attesa del completamento dell’iter approvativo del Piano del Parco.

P.D. 

M 5 S

S y L 

Alghero, 02 APRILE 2022




CONFARTIGIANATO SUD SARDEGNA-30-03-2022–COMUNICATO STAMPA-MODA-E’ sardo il miglior sarto d’Italia

MODA – E’ sardo il miglior sarto d’Italia. Il cagliaritano Gianfranco
Orrù conquista l’Oscar della sartoria italiana. Da 50 anni “prende le
misure” a clienti di tutto il Mondo. In Iran l’esperienza più
significativa ma il futuro è la transizione digitale che supporti,
senza sostituirla, la manualità e il “senso del gusto” per i tessuti.

Fantasia, passione, dedizione, cura per i particolari, pazienza,
precisione maniacale per le misure e tanta voglia di mettersi in gioco
anche dopo quasi 50 anni passati nel laboratorio di via Dante 71 a
Cagliari, tra forbici, ago, filo, tessuto e clienti da tutto il mondo.
Con un solo obiettivo: la perfezione.

E’ così che Gianfranco Orrù, 63enne stilista cagliaritano, è diventato
il miglior sarto d’Italia, vincendo il Trofeo Arbiter, l’Oscar
italiano per la sartoria che ogni anno premia l’eccellenza della moda
artigiana maschile e celebra il talento dei sarti italiani.

Il prestigioso trofeo è stato assegnato dopo la 2 giorni “Milano su
misura”, evento dedicato agli artigiani dell’abbigliamento provenienti
da tutta Italia.

Il maestro Orrù, alla giuria europea di esperti della moda e ai canali
web dedicati, ha presentato “uno spezzato tre pezzi, intitolato “Il
bosco in città”: giacca ispirata al modello Norfolk, monopetto, due
bottoni, tasconi a toppa con pattine, cinta al punto vita, e gilet in
tessuto Coarsehair di Loro Piana. Verde bottiglia per il pantalone in
velluto rigato Loro Piana con due pince alla francese”.

“Per la capacità con cui ha interpretato il tema”, i giudici e platea
social hanno, quindi, voluto premiare il sarto cagliaritano che “è
intervenuto su un modello tradizionale, quale la Norfolk, senza
togliere troppo alla giacca, nata per le passeggiate. Il suo è un capo
che evoca la campagna, con un tessuto che attinge alle ispirazioni di
quelli scozzesi, con una sfumatura di verde che va dal verde muschio
al lichene”.

Grazie a questo risultato, la foto della sua giacca è finita anche
sulla copertina del mensile “Arbiter”, la “bibbia” italiana del viver
bene e di classe.

Calma travolgente, sorriso accattivante, mani d’oro e uno sguardo che
“scansiona” il fisico e le necessità del cliente, Orrù da 5 decenni
soddisfa le richieste dei tanti che si rivolgono a lui per aver
conosciuto la sua professionalità, la fantasia e la sua abilità nel
“adattare” gli abiti alla forma del corpo. Tanti sono i clienti
italiani e altrettanti sono quelli che vengono dal resto dell’Europa,
in particolare dalla Germania, e numerosi sono anche i russi che ne
hanno apprezzato le capacità sartoriali. Il fattor comune dei
compratori, è che tutti amano il bello e la comodità, distinguersi ed
essere notati. Secondo Orrù, il sarto moderno deve velocizzare il
lavoro, usando le mani e la macchina da cucire, mantenendo però la
qualità sempre alta e impegnandosi a tramandare quest’arte.

La storia professionale del sarto cagliaritano comincia a 14 anni
quando, dopo le mattinate a scuola, inizia a frequentare una sartoria
vicino a casa sua e a osservare il suo maestro nel prendere le misure
ai clienti, tagliare i tessuti e cucire gli orli. Decide poi di
iscriversi all’Istituto Nautico di Cagliari ma, per una serie di
combinazioni e casualità, non riesce a formalizzare l’ammissione
situazione che lo porta, per 5 anni, a fare l’apprendista in sartoria
e a frequentare numerose scuole di taglio.

Da quel momento comincia la sua carriera di sarto su misura nel
laboratorio di via Dante a Cagliari e, soprattutto in giro per il
mondo, a presentare gli abiti, a prendere misure ai clienti e a
dirigere importanti laboratori sartoriali. Nel 1998 vince “Le forbici
d’oro”, ambitissimo premio che da oltre 70 anni premia i giovani sarti
italiani.

Nel 2015 riceve una proposta dall’Iran per dirigere una importante
catena di produzione di abiti sartoriali su misura, con 23 punti
vendita. E’ una esperienza, umana e professionale molto importante che
durerà tre anni, che lo porterà a fare spola mensile tra Teheran e
Cagliari e soprattutto farà conoscere la qualità della moda sartoriale
italiana in un Paese che apprezza molto l’altissimo standard
qualitativo nel nostro Paese. Conclusa l’esperienza in Persia, inizia
la collaborazione con Zegna, lo storico marchio piemontese fondato nel
1910. Successivamente avvia in Turchia una esperienza con azienda
sartoriale, che per 1 anno lo porta, in qualità di modellista, a
lavorare per un rinomato marchio locale.

Secondo Orrù, “quello della moda in Sardegna è un settore di grande
eccellenza e tradizione, fatto di una vasta rete di piccoli artigiani,
che dal disegno al taglio realizzano capi e oggetti unici. La sartoria
artigianale nonostante, o forse grazie alla crisi, è un settore ancora
vivace e il sarto-sarta è una professione “a tutto tondo”. Il vero
problema della professione sartoriale è la scarsa capacità di
tramandare questa arte ovvero di non riuscire a trasmettere ai giovani
i segreti. Tale problema potrebbe essere risolto programmando la
formazione, i corsi e gli stage fin dalla scuola secondaria, perché la
manualità e la sensibilità per la lavorazione dei tessuti deve
avvenire il prima possibile. La ricetta vincente è dunque presentarsi
sul mercato con creatività e qualità. Lo spazio c’è. Oggi sappiamo che
tra le professioni più richieste ci sono quelle di sarto modellista,
professionalità importante in cui la disponibilità è ancora superiore
all’offerta. All’estero c’è molto interesse per le produzioni made in
Sardegna ma il settore non ha ancora trovato, come pian piano sta
accadendo per altre produzioni, i canali giusti per proporre le
proprie lavorazioni ai buyer internazionali. E’ quindi necessaria
un’opera di sviluppo continuo per far crescere le imprese, proporre
nuove linee e prodotti innovativi per presentarsi alle manifestazioni
e ai buyer esteri. Naturalmente, è fondamentale il ruolo delle
Istituzioni pubbliche che svolgono attività volte
all’internazionalizzazione delle aziende italiane”.

Per Orrù, il Covid ha modificato, in parte, la professione, imponendo
una “rivoluzione” on line nel prendere le misure, mandando bozzetti
virtuali e presentando le foto ai clienti durante la lavorazione degli
abiti. “Anche se il nostro è un mestiere a forte contatto fisico ed
empatico con il cliente, la transizione digitale è inevitabile. La
tecnologia c’è ma c’è ancora tanto da fare per sviluppare una
tecnologia che possa supportare, senza sostituirla, la manualità e il
senso del “gusto” per i tessuti”.

Il settore della Moda in Sardegna, a metà 2020, registrava 336
attività con ben 273 realtà artigiane; queste ultime offrivano lavoro
a 547 addetti. Infatti, quello che produce capi di abbigliamento,
accessori, gioielli e scarpe è ancora un comparto vivo, che prova a
reagire cercando nuove, e alternative, fette di mercato.

Nella distribuzione territoriale, 104 realtà, di cui 84 artigiane,
operano nel nord della Sardegna, nei territorio di Sassari-Gallura.
Nella provincia di Cagliari sono 96 le attività, 76 le artigiane;
segue Nuoro con 61, di cui 49 artigiane, il Sud Sardegna con 40, di
cui 32 artigiane. Chiude Oristano con 35 realtà di cui 32 artigiane.

“Ancora una volta gli artigiani sardi sono nel gotha del fashion
design nazionale e internazionale e di questo siamo molto orgogliosi –
commenta Fabio Mereu, Presidente di Confartigianato Sud Sardegna –
perché queste piccole, ma preziosissime realtà, sono la prova del
fatto che anche in Sardegna si può  lavorare bene, realizzando
produzioni che non temono la concorrenza. E, lo diciamo con orgoglio,
i nostri artigiani della moda non sono secondi a nessuno”. “A livello
regionale, nazionale e internazionale – sottolinea Mereu – la nostra
Associazione sta svolgendo una intensa attività per offrire maggiori
opportunità di crescita e per far conoscere la loro qualità a migliaia
di compratori”. “Il grande bacino della moda sarda – conclude il
Presidente di Confartigianato Sud Sardegna – è come una “perla” da
coltivare, valorizzare ed esporre in ogni “mercato” del Mondo. Ci
auguriamo che anche la Regione possa supportare queste realtà nel loro
percorso di crescita”.

“Come dimostrano la realtà della Sardegna – commenta Pietro Paolo
Spada, Segretario di Confartigianato Sud Sardegna – il sistema moda
territoriale è rappresentato da una vasta rete di piccoli artigiani,
che dal disegno al taglio realizzano capi unici. Da sempre la ricetta
vincente è stata quella di presentarsi sul mercato con creatività e
qualità soprattutto per contrastare la concorrenza da parte di aziende
che utilizzano il brand “artigianale”, quando di fatto si tratta di
prodotti importati o realizzati in serie”.

WWW.CONFARTIGIANATOSARDEGNA.IT
Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna




Comunicato stampa “Non farla nel mio nome” della Società Umanitaria di Alghero- 1, 8, 15 aprile

Comincia il 1° aprile la consueta rassegna che la Società Umanitaria di Alghero dedica al cinema al femminile. Il tema di quest’anno, fortemente ispirato ai drammatici avvenimenti che stanno coinvolgendo l’Ucraina, prende in prestito un verso della famosa canzone “Il mio nemico”, di Daniele Silvestri, per raccontare la guerra attraverso lo sguardo, le storie e le voci delle donne, davanti e dietro la macchina da presa. 

“Non farla nel mio nome”, questo il titolo del breve ciclo, ci ricorda che la guerra non è mai distante da noi, né geograficamente né storicamente, e che ci riguarda indistintamente.  Non solo contro quella in corso in Europa, ma contro tutte le guerre del resto del mondo, il Centro di Alghero si unisce al coro di chi a gran voce chiede la pace. 

Venerdì 1° aprile il docu film della regista ucraina Iryna Tsilyk, La terra è blu come un’arancia, ci porta nel Donbass, dentro la vita di una famiglia che sta realizzando un film sulla propria vita quotidiana in un paese sotto assedio, tra angoscia costante e voglia di ridere, sognare e vivere. Venerdì 8 aprile sarà la volta di Quo vadis, Aida?, di Jasmila Zbanic. La pluripremiata regista bosniaca continua a puntare i riflettori sulla sua terra  e, grazie agli occhi della protagonista, Aida, ci riporta al 1995, durante uno degli avvenimenti più tragici e vergognosi del secondo dopoguerra in Occidente. A chiudere la rassegna, venerdì 15 aprile, Alla mia piccola Sama,  di Waad al-Kateab e Edward Watts, tragica storia della resistenza a oltranza e della definitiva resa dell’ultimo ospedale rimasto ad Aleppo est, nel 2016, durante la guerra in Siria. Il film racconta l’esperienza della giornalista e regista Waad al-Kateab che decide di restare in città per aiutare la sua gente e documentare l’accaduto, ma anche per spiegare a sua figlia, la piccola Sama, perché nonostante la sua nascita, sua madre e suo padre abbiano deciso di restare in un paese in guerra.

1° Aprile | ore 20.00 | Sala Conferenze Lo Quarter Alghero

La terra è blu come un’arancia (The Earth Is Blue As an Orange) di Iryna Tsilyk

[Ucraina, Lituania, 2020, 74’]

Il film, che segna il debutto al lungometraggio di Iryna Tsilyk, racconta la storia di una famiglia che vive nella “zona rossa” del Donbass, dove il conflitto armato dura da sei anni. Per far fronte al trauma quotidiano di vivere in una zona di guerra, Hanna, i suoi quattro figli e a la loro nonna, rifugiati nella cantina di casa, lavorano al loro film: una delle figlie dirige, la madre fa il montaggio, ognuno ha il proprio ruolo davanti e dietro l’obiettivo. Un’attività che diventa surreale in questo particolare contesto, richiamato dal rumore delle bombe, dai resti degli edifici crollati e dalla presenza dei soldati. Tra una ripresa e l’altra ci sono risate, dibattiti e un fermento di idee condivise da tutti i membri della famiglia, che unita prova a trovare un significato dentro un conflitto senza senso, celebrando la vita. Con un’intuizione miracolosa, La terra è blu come un’arancia restituisce magnificamente gli estremi della guerra, sia il suo trauma esplosivo che la sua banale esistenza periferica nella vita di tutti i giorni.

Molte volte durante la preparazione del film, ho sentito da potenziali spettatori stranieri che sono stanchi dello stesso tipo di film sulla guerra in Ucraina. Inoltre, hanno già abbastanza problemi. E poi si è scoperto che stiamo mostrando la guerra da un’angolazione diversa. Sono rimasta affascinata dal fatto che queste persone apparentemente piccole non sembrano vittime di guerra. Si prendono la responsabilità della propria vita nel miglior modo possibile. Per fare questo, fanno un cortometraggio su sé stessi. Li abbiamo notati, abbiamo mostrato questa storia al mondo e il mondo se ne è accorto. Siamo più che semplici vittime di questa guerra e possiamo trovare modi diversi per affrontarla. Iryna Tsilyk

8 Aprile | ore 20.00 | Sala Conferenze Lo Quarter Alghero

Quo vadis, Aida? di Jasmila Zbanic

[Bosnia-Herzegovina, Austria, Romania, Paesi Bassi, Germania, Polonia, Francia, Norvegia, 2020, 103’]

Bosnia, 11 luglio 1995. Aida lavora come interprete alle Nazioni Unite nella città di Srebrenica. Quando l’esercito serbo prende il controllo della città, la sua famiglia è tra le migliaia di cittadini che cercano rifugio nell’accampamento delle Nazioni Unite. A causa della sua posizione “privilegiata”, in cui può carpire informazioni e forse aiutare almeno i propri famigliari, Aida è testimone dei passaggi che porteranno alla più grande strage avvenuta in Europa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Per me era importante e basilare portare un punto di vista femminile su questa vicenda, dal momento che la cinematografia (sia bellica che memorialistica) ci ha quasi sempre portato a vedere confrontarci con quello maschile. Quo Vadis, Aida? per me è invece un film che nasce per onorare le madri, sorelle, mogli e figlie che subirono quell’orrore, che si videro portare via tutto. Jasmila Zbanic

15 Aprile | ore 20.00 | Sala Conferenze Lo Quarter Alghero

Alla mia piccola Sama (For Sama) di Waad al-Kateab e Edward Watts

[Siria, Regno Unito, 2019, 100’]

Alla mia piccola Sama è un viaggio intimo nell’esperienza femminile della guerra, una lettera d’amore di una giovane madre a sua figlia. Il film racconta la storia di Waad al-Kateab attraverso gli anni della rivolta di Aleppo, in Siria, quando si innamora, si sposa e dà alla luce Sama, il tutto mentre intorno esplode il conflitto. La sua camera raccoglie storie incredibili di perdita, risate e sopravvivenza mentre Waad si chiede se fuggire o meno dalla città per proteggere la vita di sua figlia, in un momento in cui partire significa abbandonare la lotta per la libertà per la quale ha già sacrificato così tanto. Il film è il primo lungometraggio dei registi, premiati con l’Emmy, Waad al-Kateab ed Edward Watts, ed è patrocinato da Amnesty International – Italia.

Filmare mi ha dato una ragione per rimanere ad Aleppo. Se fossi stata uccisa avrei lasciato qualcosa di importante dietro di me. Certo, tutto era ancora più doloroso, reso più vicino dall’obiettivo della cinepresa. Ma era una testimonianza. Era necessario far sapere cosa accadeva ad Aleppo. Waad al-Kateab

* L’ingresso alle proiezioni è gratuito, ma è consigliata la prenotazione telefonando allo 079 97 43 75 (dal lunedì al giovedì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 18.00 e il venerdì dalle 10.00 alle 13.00) o scrivendo all’indirizzo email [email protected]. Per l’accesso in sala sono richiesti Green Pass rafforzato e mascherina FFP2.