Dalla Polizia locale ancora doni per famiglie bisognose e comunità

Soltanto nell’ultimo mese, quindici bici e 100 giocattoli nuovi, tre tricicli per i più piccini, due valigie, vari capi d’abbigliamento e alimenti, un divano, due culle, tre passeggini, tre materassi, una lavatrice, quattro bombole di gas. Sono alcuni dei doni che la Polizia locale ha raccolto e consegnato a vari istituti tra cui Santi Angeli, comunità di Don Muntoni “il Sogno”, famiglie bisognose presenti al centro storico, chiesa di Latte Dolce e chiesa di Santa Maria di Pisa. E alimenti e vari capi d’abbigliamento alle scuole di San Donato. Anche questo sono previste attività di solidarietà dal Comando di via Carlo Felice, con altre donazioni di capi d’abbigliamento e materiale di cancelleria a bambine e bambini.
In un periodo storico come quello attuale, l’attenzione e la solidarietà verso le fasce più deboli della popolazione sono ancora più importanti. Per questo la Polizia locale del Comune di Sassari ha ulteriormente potenziato la raccolta e la donazione di beni di prima necessità a comunità e famiglie, in tutto il territorio comunale, in base alle esigenze che gli agenti raccolgono ogni giorno. Sentinelle del territorio, sia per garantire la sicurezza e sia per cogliere esigenze e richieste di supporto, gli agenti hanno accolto le richieste di singoli cittadini, famiglie, comunità, scuole, mondo dell’associazionismo e parrocchie.
Il personale da sempre organizza, senza soluzione di continuità, durante tutto l’anno, raccolte di doni da distribuire alle famiglie di Sassari, attraverso strutture presenti nel territorio. Gli agenti che lavorano ogni giorno a contatto con le persone, nei quartieri cittadini, osservano, ascoltano, si fermano a parlare e a confrontarsi. Un modo per cogliere, silenziosamente e con estremo tatto, anche le esigenze di chi magari ha delle necessità e non ha il coraggio di chiedere aiuto. Non solo. Il Comando accoglie anche i doni dei privati cittadini, rivolti a famiglie bisognose. Chi desidera partecipare alle raccolte può avvicinarsi alla stazione mobile di piazza Castello o al Comando di via Carlo Felice, dove gli agenti potranno spiegare come sono organizzate le donazioni e cosa occorre con maggiore urgenza. Allo stesso modo, chi ha bisogno di aiuto, di qualsiasi tipo, può rivolgersi alla stazione di piazza Castello, dove troverà personale formato anche per l’ascolto.




Torture e violenze per i testimoni di Geova in Russia, preoccupazione tra le comunità della Sardegna

Il Ministero degli Affari Esteri Italiano, in risposta a due interrogazioni parlamentari ha affermato che la situazione dei Testimoni di Geova in Russia “rappresenta oggi una delle più evidenti criticità in materia di diritti umani nel Paese“

I circa 5000 Testimoni di Geova della Sardegna, tra questi diversi di lingua russa, manifestano tutta la loro preoccupazione per ciò che sta accadendo nella Federazione Russa.

Il 4 ottobre scorso, a Irkutsk in Siberia, quando agenti armati dell’OMON (Unità mobile speciale della Guardia Nazionale russa) hanno fatto irruzione in 12 case di testimoni di Geova e hanno brutalmente aggredito due coppie di Testimoni: Anatolij e Greta Razdobarov e Nikolaj e Lilija Merinov. Alla crescente persecuzione subita dai Testimoni di Geova nella Federazione Russa, accusati di essere estremisti, si aggiungono adesso brutali torture fisiche e il sequestro di persona.

Tutto è cominciato alle 6 di mattina, quando gli agenti speciali sono entrati con la forza nella casa di Anatolij e Greta. Subito li hanno ammanettati con le braccia dietro la schiena e li hanno colpiti ripetutamente. Anatolij è stato preso a calci all’addome e alla testa, afferrato per le mani ammanettate e sollevato con violenza da terra. Anatolij si è contorto dal dolore mentre il peso del suo corpo gli provocava l’iperestensione delle spalle. Non contenti, gli uomini dell’OMON hanno continuato a torturarlo cercando di inserire con la forza una bottiglia di vetro tra le sue natiche. Gli agenti sono rimasti nella casa dei Razdobarov per più di otto ore di violenza e terrore.

Anche Nikolaj e Lilja Merinov hanno subito torture. Quando gli agenti hanno fatto irruzione nella loro casa per prima cosa hanno colpito Nikolaj al volto facendogli perdere i sensi. Quando ha ripreso conoscenza, si è ritrovato con un agente seduto sopra di lui che lo picchiava. L’agente gli ha rotto i denti davanti. Anche Lilja è stata aggredita più volte e ammanettata, e solo dopo diverso tempo le hanno permesso di vestirsi adeguatamente.

Dal 2017, quando la Corte Suprema di Mosca ha dichiarato estremiste le attività degli oltre 175 mila Testimoni di Geova russi, la situazione della comunità è andata peggiorando. Al 15 ottobre scorso sono state condotte in tutta la Federazione Russa 1583 perquisizioni nelle case di Testimoni di Geova alla ricerca di pubblicazioni religiose considerate materiale “eversivo”, tra cui la Bibbia stessa, 559 Testimoni hanno subito un processo penale, 299 fedeli in totale sono stati incarcerati e sono state già pronunciate 143 sentenze con condanne fino a 8 anni di carcere (fonte: jw-russia.org).

La Comunità Internazionale si è più volte espressa contro questa incredibile e ingiustificabile persecuzione. Il 9 gennaio 2020 Rachel Denber, vicedirettrice di Human Rights Watch per l’Europa e l’Asia centrale, ha affermato che “non c’è nulla di nemmeno lontanamente giustificabile in tutto questo”. Anche il Ministero degli Affari Esteri Italiano, in risposta a due interrogazioni parlamentari nel 2019 e nel 2020, ha affermato che la situazione dei Testimoni di Geova in Russia “rappresenta oggi una delle più evidenti criticità in materia di diritti umani nel Paese”.




IL CONSORZIO COSTA SMERALDA A SOSTEGNO DELLA COMUNITÀ DI BITTI

Il Presidente Renzo Persico e il Direttore Generale Massimo Marcialis hanno consegnato ieri mattina elettrodomestici e beni alimentari alla popolazione di Bitti, coinvolta nell’alluvione del 28 novembre.

 

Porto Cervo, 18 dicembre 2020 – Il Consorzio Costa Smeralda, associazione senza fini di lucro nata nel 1962 per gestire, controllare e proteggere i territori della Costa Smeralda in Gallura, ha voluto mostrare la sua vicinanza alla popolazione di Bitti, profondamente colpita dall’alluvione del 28 novembre. Per un aiuto concreto e immediato alla comunità, ieri il Consorzio ha donato al comune elettrodomestici e derrate alimentari.

 

La donazione è stata consegnata dal Presidente Renzo Persico e dal Direttore Generale Massimo Marcialis all’Amministrazione Comunale.

 

“È un piccolo gesto – commenta il presidente del Consorzio Costa Smeralda Renzo Persico – con cui vogliamo essere concretamente vicini alle famiglie di Bitti, per offrire loro un aiuto nel ritornare quanto prima a una condizione di normalità. La Sardegna e i suoi abitanti sono, da sempre, una terra di grande solidarietà, di tenacia e di passione, qualità che si uniscono a una natura meravigliosa e incontaminata, che tutti noi vogliamo preservare e tutelare: siamo certi che, grazie agli sforzi e all’aiuto silenzioso di tutti, questi territori si sapranno presto rialzare.”

 

“La Sardegna ha subito danni ingenti a causa dell’alluvione- aggiunge Massimo Marcialis, Direttore Generale del Consorzio Costa Smeralda – È importante non abbandonare le comunità più duramente colpite da questo evento, come Bitti. Il Consorzio, che ha da sempre sostenuto il territorio e la sua popolazione dal punto di vista sia ambientale sia sociale, oggi è fiero di intervenire concretamente per aiutare quelle famiglie che hanno perso tutto durante l’alluvione”.  




Lai (Art.1-Sdp): Regione-Infratel, accordo strategico per le piccole comunità della Sardegna

Il recente accordo fra Regione ed Infratel apre prospettive nuove, e molto concrete, per i piccoli comuni della Sardegna. Lo ha dichiarato il consigliere di Art.1-Sdp Eugenio Lai secondo il quale “si tratta di una intesa strategica per la Regione, che diventa la prima in Italia per la copertura del territorio con reti digitalizzate nelle aree rurali, e di un grande risultato raggiunto dalla maggioranza di centro sinistra che, con questo intervento, abbatte le distanze e l’isolamento dei piccoli centri consentendo inoltre alle aziende che vi operano di accedere in modo competitivo ai mercati”.

Nei primi mesi dell’anno prossimo, ha annunciato inoltre Lai, “i piccoli Comuni sardi compresi nel progetto riguardante le c.d. aree a fallimento di mercato saranno dotate della nuova infrastruttura in fibra”.

Ciò significa, ha concluso, “che tutti i sardi, compresi quelli residenti nelle zone più marginali, avranno uguali diritti e parità di accesso alla banda larga, supporto tecnologico indispensabile per favorire la crescita delle nostre piccole comunità”.

Cagliari, 27 novembre 2018

Eugenio Lai