Costa Smeralda: concluso il progetto infrastrutturale di abbattimento delle barriere architettonichedalla Piazzetta Centrale di Porto Cervo al Porto Vecchio

L’intervento, realizzato dal Consorzio Costa Smeralda in collaborazione con il Comune di Arzachena, contribuirà a rendere la destinazione Costa Smeralda più inclusiva e accessibile a tutti

Porto Cervo, 31 maggio 2025 – La Costa Smeralda diventa sempre più accessibile: concluso l’importante progetto infrastrutturale per la realizzazione di un percorso pedonale per il superamento delle barriere architettoniche, studiato e realizzato dal Consorzio Costa Smeralda in collaborazione con il Comune di Arzachena. I lavori, iniziati a novembre 2024 sono appena stati conclusi.

Il piano di interventi realizzati comprende un adeguamento e un restyling degli attuali collegamenti pedonali, a partire dalla Piazzetta Centrale di Porto Cervo fino al Porto Vecchio, ben integrato nel verde del villaggio, per rendere il transito di turisti e passanti più agevole, accessibile e sicuro per tutti, creando allo stesso tempo dei camminamenti ancora più belli e panoramici con affaccio sulla baia di Porto Cervo.

I lavori di abbattimento delle barriere architettoniche riflettono l’impegno e il ruolo istituzionale del Consorzio Costa Smeralda, che ha tra i suoi obiettivi quello di offrire sempre più servizi di alto livello a beneficio di consorziati e turisti, realizzando opere di urbanizzazione nella massima tutela dell’ambiente che possano migliorare l’accessibilità e la fruibilità della destinazione anche per le persone con mobilità ridotta, le famiglie con bambini e gli anziani.

«Siamo orgogliosi di aver portato a termine il progetto di abbattimento delle barriere architettoniche in Costa Smeralda, che rientra perfettamente nelle iniziative del Consorzio volte a promuovere l’inclusione sociale nel suo territorio», commenta Mario Ferraro, Vicepresidente del Consorzio Costa Smeralda, che aggiunge: «Desidero ringraziare il Comune di Arzachena per il supporto e l’attenzione che ha sempre garantito alle attività del Consorzio: oggi abbiamo fatto assieme un nuovo passo che ci consente di rendere più accessibile la nostra destinazione, migliorandone la fruibilità per le persone con mobilità ridotta, le famiglie con bambini e gli anziani a partire dalla stagione turistica appena avviata».

“La collaborazione tra Comune di Arzachena e Consorzio Costa Smeralda è un esempio virtuoso di istituzioni che, da anni, si impegnano con responsabilità e uniscono le forze per migliorare la qualità della vita di residenti e visitatori e, al contempo, per favorire uno sviluppo armonioso del territorio – afferma Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena -. Promuovere la destinazione è importante, ma è altrettanto doveroso tradurre questo invito a visitare la nostra terra con un’accoglienza esemplare in ogni senso, prima di tutto garantendo inclusione e pari diritti a tutti coloro che scelgono Arzachena e la Costa Smeralda per trascorrere le vacanze, o come seconda casa. Siamo lieti che le opere di eliminazione delle barriere architettoniche siano state completate in tempo utile per l’arrivo dei primi importanti flussi turistici del 2025. L’Amministrazione comunale è pronta a sposare e sostenere altre azioni positive di tali portata per accrescere il benessere dei cittadini”.

L’abbattimento delle barriere architettoniche si aggiunge agli interventi effettuati dal Consorzio Costa Smeralda negli ultimi anni che comprende parcheggi e percorsi tematici-naturalistici che attraversano la macchia mediterranea, a cui si aggiungono i 12 chilometri di marciapiedi di collegamento fra le varie aree di Porto Cervo che hanno consentito di migliorare l’accessibilità e la fruibilità della destinazione e di aumentare la qualità dell’esperienza di consorziati, ospiti e visitatori.




Sensibilizzare sui rischi incendi, concluso con il catalogo di una mostra il progetto del Comune

Con la realizzazione del catalogo della mostra “NaturArt Spegni il fuoco, riaccendi la speranza”, allestita al padiglione Tavolara a Sassari, si è concluso il progetto di rete “Cambiamento Climatico e Rischio Incendi – Emergenza Vs Prevenzione”. L’esposizione rappresenta la tappa finale di un percorso educativo iniziato a novembre 2023, sviluppato dal Ceas Lago Baratz del settore Ambiente e Verde pubblico del Comune di Sassari, in collaborazione con Alea Ricerca&Ambiente e Sardinia Nature, gestori del Ceas. Il progetto ha avuto come obiettivo la sensibilizzazione sui rischi degli incendi boschivi e le misure preventive necessarie.
Al percorso, finanziato dalla Regione Sardegna nell’ambito dei progetti regionali destinati ai Ceas accreditati e coordinato dall’agenzia Fo.Re.S.T.A.S., hanno partecipato il liceo artistico “Figari” e il corpo Forestale e di Vigilanza ambientale (Cfva), quest’ultimo impegnato nella formazione degli educatori dei Ceas coinvolti.
“Cambiamento Climatico e Rischio Incendi – Emergenza Vs Prevenzione” si è articolato in quattro azioni principali. La prima ha previsto il coinvolgimento di cinque classi del liceo artistico (indirizzi di pittura, scultura e grafica) in due incontri di sensibilizzazione. Il primo incontro si è svolto all’Istituto, dove le operatrici del Ceas Lago Baratz, il personale del corpo Forestale e della Protezione civile hanno presentato il progetto, il sistema regionale InFEAS, gli obiettivi dell’Agenda 2030 e altri temi legati agli incendi boschivi. Il secondo incontro ha avuto luogo nel cantiere forestale “Parabile” del Montiferru, area devastata dal grande incendio del luglio 2021, dove gli studenti hanno incontrato il personale che lavora sul territorio.
La seconda fase del progetto ha visto gli studenti impegnati nella produzione di elaborati grafici. Dopo gli incontri informativi e l’esperienza diretta, le classi sono state guidate dagli operatori del Ceas Lago Baratz e dai loro docenti nella progettazione e realizzazione delle opere, con l’obiettivo di sensibilizzare loro stessi e la comunità sui rischi e le misure di prevenzione degli incendi. Gli elaborati sono stati poi esposti in una mostra allestita all Padiglione Tavolara, dove uno spazio era dedicato anche alla proiezione di un video realizzato da una documentarista esperta, che raccontava l’incendio del Montiferru.
Per rendere duraturo l’impatto della mostra e del suo messaggio, è stato realizzato un catalogo digitale, pubblicato sul sito www.ceasbaratz.it, che raccoglie le fotografie delle opere, le didascalie scritte dagli studenti e le descrizioni tecnico-scientifiche degli elaborati. Questo catalogo permette di conservare e diffondere il messaggio di prevenzione e speranza, oltre la temporaneità dell’esposizione stessa.




CURE PALLIATIVE E TERAPIA DEL DOLORE Concluso il primo Master dell’Università di Cagliari Il traguardo finale raggiunto il 2 febbraio, con la discussione delle tesi del master di primo livello diretto dal professor Gabriele Finco.

Presenti per l’occasione il rettore Francesco Mola, l’assessore regionale alla sanità Carlo Doria, l’assessora comunale alle politiche sociali, benessere e famiglia Viviana Lantini, il presidente della società italiana cure palliative Gino Gobber e, per l’Aou, la direttrice generale Chiara Seazzu e il direttore sanitario Giancarlo Angioni

Il Master in “Cure palliative e terapia del dolore” è organizzato dal Dipartimento di Scienze mediche e Sanità pubblica di UniCa in collaborazione con la Regione Sardegna

Il corso di studi, della durata di 12 mesi, ha dovuto subire un rallentamento a causa della pandemia, con l’interruzione forzata del periodo di tirocinio, ma al termine è riuscito a formare ben 27 nuovi professionisti sanitari con competenze specifiche e interdisciplinari nel campo delle cure palliative e della terapia del dolore. La preparazione fornita dal master permette infatti di gestire strategie assistenziali globali e interprofessionali mirate a preservare la miglior qualità di vita possibile a persone con patologie dolorose croniche e all’assistenza di malati affetti da patologie per le quali non esistono ancora terapie risolutive.

“Siamo molto soddisfatti per i ragazzi e le ragazze che oggi terminano il loro percorso – ha detto il rettore di UniCa, Francesco Mola – e che hanno scelto una professione di enorme importanza per i malati e per coloro che se ne prendono cura”

Il master –rivolto a laureati nelle professioni sanitarie Infermieristica, Infermieristica pediatrica, Fisioterapia, Terapia occupazionale – è nato per formare figure professionali di cui c’è carenza nel territorio regionale sardo. I nuovi specialisti potranno svolgere da subito la loro attività assistenziale nelle strutture sanitarie pubbliche o private, nelle organizzazioni senza scopo di lucro che operano nella rete per le cure palliative e per la terapia del dolore, nonché nell’ambito delle equipe di cure palliative domiciliari previste dalla Legge 38/2010. Questo grazie alle competenze, generali e specifiche, acquisite sulla diagnosi e trattamento del dolore, compresa la conoscenza degli aspetti psicologici che caratterizzano le esperienze di dolore cronico e di fine vita.

“Nella mia professione di medico – ha spiegato Doria – mi sono occupato di cure palliative cercando sempre di trasmettere a collaboratori e colleghi l’importanza primaria di garantire ai pazienti un percorso di dignità”.

Il corso è diretto dal professor Gabriele Finco, ordinario di Anestesiologia, medicina intensiva e terapia del dolore, nonché direttore della Scuola di specializzazione in Anestesiologia, terapia intensiva e terapia del dolore, direttore dell’Unità operativa complessa di Anestesia e terapia Intensiva dell’Aou, presidente dell’Associazione italiana per lo studio del dolore (Aisd).

In questa sessione hanno conseguito il Master in Cure palliative e terapia del dolore i dottori: Michela Caboni, Carla Cacciarru, Luca Calia Maria Adriana Ilva Cannas, Stefano Cariello Musso, Tiziana Congiu, Maria Antonietta Fenu, Giulia Gabriellini, Emilia Garifo, Santa Giuffrida, Luigi Giacomo Loi, Francesca Marci, Fabiana Melis, Chiara Montonati, Sonia Pintus, Lidia Pirastu, Paola Piroddi, Marisa Pittau, Stefano Planta, Stefania Poddighe, Raffaele Secci, Ilenia Servetti, Sergio Siddi, Emanuela Soddu, Valentina Tocco, Barbara Tondo, Cesare Valorosi.

Cagliari, 4 febbraio 2023




Concluso il progetto Scuola Attiva

Martedì negli uffici del Settore Politiche, servizi e coesione sociale si è tenuto l’incontro finale del progetto Scuola Attiva, partito nel territorio sassarese lo scorso anno scolastico e che, rivolto a tre target differenti, si è sviluppato in quattro azioni: formazione, educazione, attivazione e creazione di un team.
Il percorso, finanziato dalla Fondazione di Sardegna, ideato e sviluppato dalla Onlus ReTe per il Sociale in collaborazione con il Settore Servizi sociali è volto a sostenere bambini e ragazzi con problemi cognitivi ed emotivi proponendo attività sociali di inclusione e di integrazione. il Settore Servizi sociali ha curato e facilitato le relazioni e gli scambi tra la Onlus e le scuole coinvolte e ha incoraggiato la creazione di un team all’interno di ogni scuola per il monitoraggio delle situazioni degne di segnalazione e approfondimento. Alla formazione online hanno partecipato inoltre alcuni operatori dei Servizi sociali ed educatrici del Servizio di Assistenza Scolastica Specialistica nell’Ambito Plus di Sassari.
La parte della formazione era rivolta a insegnanti ed educatori per gestire i problemi di comportamento, emotivi, depressione, disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), ritardi e disturbi del linguaggio e dell’apprendimento. Per un totale di 54 ore di formazione erogate da marzo a dicembre 2022. Alla formazione hanno partecipato circa 175 (da 7 istituti comprensivi di Sassari, Porto Torres e Sorso).
La fase chiamata dell’Attivazione ha coinvolto un centinaio di studenti attraverso incontri in classe, per osservare le situazioni più critiche fornendo contestualmente agli insegnanti strategie per fronteggiarle. A questo si aggiunge il corso per la gestione degli effetti della pandemia nelle classi medie. Le attività in classe si sono svolte a novembre.
Con i genitori ci sono stati incontri educativi online per focalizzare la loro attenzione sui comportamenti positivi dei bambini, in modo da incentivarne la frequenza e limitare il verificarsi di comportamenti indesiderati. Gli incontri online si sono svolti dopo le visite nelle scuole a novembre e dicembre e hanno coinvolto circa 200 genitori.
Inoltre è stato creato un team interno a ogni scuola per individuare e affrontare le difficoltà di apprendimento, comportamentali ed emotive degli studenti. Questa attività ha chiuso il progetto a novembre in seguito alla visita nelle scuole del team dei professionisti di ReTe. Grazie al contributo della Fondazione Sardegna si è potuto donare a 4 Istituti Scolastici strumenti compensativi come tablet e software specifici.




Violenza di genere, concluso il percorso di sensibilizzazione nelle scuole della Polizia locale




Il Festival Lussu si è concluso nel dialogo tra letteratura e cinema con Bookciak Azione! e nel ricordo del grande Nanni Loy

Tra i protagonisti Diego Bertelli con Alessandro Macis, Giovanni Virgadaula con Antioco Floris, Caterina Arcangelo con Mario Greco, Domiziana De Fulvio con Patrizia Masala

Domiziana De Fulvio per Bookciak con Patrizia Masala

CAGLIARI. Il Festival Premio Emilio Lussu 2022 si è chiuso il 5 ottobre dopo sei intense giornate di eventi, dedicando la serata finale al dialogo tra due linguaggi artistici tra i più comunicativi, quelli della letteratura e del cinema, e omaggiando il ricordo di un grande regista sardo come Nanni Loy.

Un dialogo che si è concretizzato con la presentazione dell’XI edizione di “BookCiak Azione! 2022”, partner ormai consolidato del Festival Lussu e un premio cineletterario che, con la proiezione dei suoi lavori, da ben undici anni è l’evento di pre-apertura delle giornate degli autori della Mostra del Cinema di Venezia.

Si definisce cineletterario perché ogni anno seleziona testi, racconti, romanzi, e graphic novel alle quali i filmaker si ispirano per realizzare i cortometraggi in concorso. «Quest’anno il tema è mare aperto, quindi è sempre più attinente al legame che ci unisce alla terra di Sardegna», ha affermato Domiziana De Fulvio, che è intervenuta in rappresentanza della direttrice artistica del magazine e del premio Bookciak Azione, di cui è anche ideatrice, Gabriella Gallozzi, un’ospite storica del festival Lussu.

Al fianco di Patrizia Masala, De Fulvio ha espresso gli intendimenti di Bookciak, ovvero: «Raccontare la storia, la memoria, la solidarietà e l’inclusione, che sono anche i temi che ci legano a questo festival”. A conclusione di serata sono stati proiettati tra gli applausi i corti vincitori dell’ultima edizione.

Diego Bertelli con Alessandro Macis

Nel corso della serata, un omaggio è stato rivolto al poeta siciliano Bartolo Cattafi nel centenario della nascita. La lezione magistrale di Diego Bertelli ha analizzato i contenuti del volume “L’osso, l’anima” (Le Lettere, 2022), di cui è curatore. Un libro considerato un classico irrinunciabile della poesia italiana, nonché il testo più importante dell’autore. La maggior intuizione di Cattafi è che la poesia, nella sua essenza, sia «un modo come un altro di essere uomini», ha spiegato Bertelli dialogando con Alessandro Macis e con il pubblico.

Notevole interesse ha suscitato la presentazione della rivista «FuoriAsse–Officina della cultura», FuoriAsse Edizioni, 2022. «È un laboratorio di cultura, e con questo ha una forte affinità con il Festival Lussu, con il quale collaboriamo da anni per uno scambio di contenuti, materiali e idee», ha argomentato Mario Greco, che ha illustrato la pubblicazione assieme a Caterina Arcangelo.

FuoriAsse è una rivista che nasce dalla ricerca della bella scrittura, di libri dallo stile autentico e originale, che possano condurre il lettore verso un’evasione in cui prosa, poesia, saggistica e fumetto prendono nuove forme grazie a molteplici linguaggi, fluidi e fruibili. Questo ventisettesimo numero è un’edizione speciale dedicata al tema del Dono, concentrata in particolare sul dossier Saramago, di cui ricorrono i cento anni dalla nascita.

Mario Greco e Caterina Arcangelo per FuoriAsse

Al ricordo di un grande regista sardo è stata invece dedicata la presentazione del libro di Giovanni Virgadaula, “Vi racconto Nanni Loy” (Aigra, 2021), un’occasione per riscoprire uno dei registi più importanti del nostro cinema e della tv, e rivalutare una figura forse un po’ trascurata negli ultimi tempi. Virgadaula, accompagnato dalle letture di Andreina Del Raso, assieme ad Antioco Floris ha espresso la necessità per le nuove generazioni, gli studenti delle scuole di regia e gli stessi registi, di poter rivedere e attingere dal cinema di Loy, che parte dal neorealismo e spazia nella commedia. Infine, un rammarico profondo, quello del regista cagliaritano, amante della sua terra, che non ha mai potuto realizzare un film in Sardegna: «Ciononostante rimane un faro non soltanto per la cinematografia nazionale e mondiale, ma anche per la Sardegna stessa, quindi partendo dal suo esempio, credo che anche in quest’isola così bella, così importante – ha detto Virgadaula – possano nascere altre figure capaci magari di ricalcare quella via intrapresa da Loy alla fine degli anni ‘50»

Giovanni Virgadaula con Antioco Floris

Una coda di appuntamenti dell’VIII edizione del Festival Premio Emilio Lussu si protrarrà nei prossimi mesi con ulteriori iniziative dedicate al mondo del libro e della cultura letteraria. La manifestazione è organizzata dall’Associazione culturale L’Alambicco in collaborazione con La Macchina Cinema, con il patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, il contributo della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Cagliari, il partenariato dei comuni di Armungia, Elmas, Modica e Seravezza e di numerosi Enti, Atenei, Centri studi per la letteratura e Associazioni culturali.




CONCLUSO IL PROGETTO DELL’UNIVERSITÀ DI SASSARI: UN NUOVO PATTO CON I PESCATORI E UN MARCHIO PER IL FUTURO DELLA PICCOLA PESCA NELL’ISOLA DELL’ASINARA

I risultati del progetto finanziato, con fondi europei PO–FEAMP 2014/2020, saranno presentati e discussi durante il convegno digitale “La risorsa piccola pesca nella AMP isola dell’Asinara. Il ruolo dei pescatori per una gestione consapevole e partecipata” il 15 luglio, alle ore 17.

13 luglio 2020 – Un’alleanza tra pescatori e istituzioni per la tutela ambientale dell’Area Marina Protetta Isola dell’Asinara, la ricerca di linee guida condivise per ridurre lo sforzo di pesca e anche la possibilità di costruire una filiera di prodotti ittici a marchio Asinara. Sono solo alcuni dei risultati e dei piani di lavoro per il presente, che emergono dal progetto di ricerca sulla “Gestione partecipata degli ecosistemi marini nella AMP Isola dell’Asinara con il coinvolgimento dei pescatori”, portato avanti in questi mesi dall’Università di Sassari in collaborazione con il CURSA e l’Università di Bucarest, e che saranno raccontati durante il convegno digitale, il prossimo mercoledì 15 luglio, alle ore 17.

Il progetto, che ha puntato ad accrescere la consapevolezza del tesoro di biodiversità racchiuso nelle acque dell’Isola dell’Asinara, ha previsto la realizzazione di tre macro attività: l’analisi dei conflitti eventuali e potenziali attraverso una mappatura delle attività di pesca; la caratterizzazione e il monitoraggio dei servizi ecosistemici dell’isola; il coinvolgimento e la formazione di pescatori e altri stakeholder.

La ricerca ha individuato e valutato i principali “asset” del capitale naturale dell’isola dell’Asinara, come il suolo, le acque-marino costiere, la biodiversità, gli habitat, per definire la potenzialità e la capacità di queste risorse di erogare servizi ecosistemici: in questo modo è stato possibile mettere a punto la carta del “seascape”, nella quale la componente naturale si interseca con quella culturale. Dall’elaborazione dei dati attraverso cartografie tematiche è emerso uno stato di conservazione dell’isola che va dal buono all’ottimo.

Nel contesto ambientale così definito si è data voce ai pescatori, i principali protagonisti della tutela del mare e, attraverso la “stakeholder analysis”, sono state discusse con loro diverse linee d’intervento volte a rafforzare la sostenibilità della pesca, introdurre autorizzazioni di pesca obbligatorie rilasciate dall’AMP,promuovere azioni di valorizzazione del pescato attraverso la costruzione della filiera pesca o con la diffusione dell’ittiturismo o del pescaturismo.

Secondo il registro della flotta comunitaria, il “Community Fleet Register”, la Sardegna possiede 1.326 battelli, che costituiscono circa l’11% della flotta italiana. A gennaio 2020 risulta pari a 112 unità la flotta appartenente alla marineria di Porto Torres e Stintino, che può esercitare l’attività di pesca in AMP; tuttavia sulla base dei numeri forniti dalla AMP e dell’analisi sul campo, sono 48 e di ridotte dimensioni le imbarcazioni da pesca effettivamente autorizzate. A partire dal 2018 questo numero si è ulteriormente ridottoe attualmente il totale effettivo delle imbarcazioni, che operano abitualmente in AMP, ammonta a 14 unità.

All’interno della AMP in generale si pratica una pesca piuttosto selettiva, ma rimane il problema del “by-catch”, principalmente per il tramaglio: la cattura accidentale nelle reti da pesca di pesci considerati di nessun valore commerciale o di altre specie animali determina un consistente impatto ambientale a discapito degli equilibri dell’habitat.

È comunque importante sottolineare come l’Area Marina Protetta “Isola dell’Asinara”, grazie alle limitazioni imposte alle attività umane dal Regolamento del Parco, come il divieto di pesca entro i primi 150 metri dalla linea di costa, è diventata il punto di forza per l’attività di pesca artigianale, consentendo a tale fascia di mare di servire da nursery per il novellame.

Al convegno digitale “La risorsa piccola pesca nella AMP isola dell’Asinara. Il ruolo dei pescatori per una gestione consapevole e partecipata” ampio spazio sarà inoltre destinato alla discussione dell’annoso problema della pesca illegale e interverranno, tra gli altri, Vittorio Gazale, direttore del Parco Nazionale dell’Asinara, Donatella Carboni, responsabile del progetto PO-FEAMP 2014/2020 “Gestione partecipata degli ecosistemi marini nella AMP Isola dell’Asinara con il coinvolgimento dei pescatori”, Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università degli Studi di Sassari, Graziella Benedetto, Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Sassari, Paolo Guidetti, Université Côte d’Azur, Benedetto Sechi, Flag Nord Sardegna.

Il web meeting potrà essere seguito sui canali social del Parco dell’Asinara: Facebook (@pnasinara), YouTube (https://www.youtube.com/channel/UCIU3VV-yOM6Npultz9pnE3A) e sul sito web del Parco (www.parcoasinara.org). Alle guide esclusive del Parco, agli Operatori certificati con il Marchio di qualità e agli appassionati che seguiranno il webmeeting verrà assegnato un attestato di partecipazione.

Per i dottorandi della Scuola di Dottorato dell’Università degli Studi di Sassari, la visione e l’interazione con il web meeting garantiranno l’acquisizione di crediti formativi di ricerca (CFR).

Il certificato verrà rilasciato tramite iscrizione nella nostra piattaforma per i webmeetingwww.asinarawebmeeting.it

L’ufficio stampa

Carmela Cioffi 3381090669