SASSARI-CONFARTIGIANATO SASSARI-C.STAMPA-10-02-2025-A 6 artigiani sassaresi il premio nazionale “Maestri d’Opera e d’Esperienza”.

A 6 artigiani sassaresi il premio nazionale “Maestri d’Opera e
d’Esperienza”. Da Confartigianato Sassari il riconoscimento per
l’impegno, la passione e la trasmissione di saperi e valori.

6 storici artigiani della provincia di Sassari sono stati insigniti
del premio “Maestri d’opera e d’esperienza”, riconoscimento nazionale
promosso da ANAP Confartigianato, l’Associazione degli Anziani e
Pensionati, per aver contribuito, con impegno, professionalità,
dedizione, competenza e passione, alla crescita e allo sviluppo
dell’artigianato nel Capoluogo e nella provincia, riuscendo anche a
trasmettere saperi e valori.

L’onorificenza è stata consegnata a Pasquale Casula,
autotrasportatore, Giovanni Battista Idda, maestro edile, Pietro
Ruggiu e Gavino Vacca, barbieri e parrucchieri, Costanzo Salis,
esperto di edilizia ecologica, e Sebastiano Seddaiu, edile e scultore,
dal Presidente di Confartigianato Sassari, Marco Rau, e dalla vice,
Maria Amelia Lai, in occasione degli 80 anni della costituzione
dell’Organizzazione Artigiana sassarese.

L’iniziativa, che ha richiamato oltre cento partecipanti per omaggiare
i protagonisti, è stata aperta dal discorso del rieletto Presidente di
Confartigianato Sassari che ha ripercorso la storia dell’Associazione
Artigiana che nell’arco di 80 anni si è sempre posta come riferimento
sia per le imprese che per i cittadini dell’intera provincia.

“Oggi non premiamo solo l’eccellenza nel lavoro, ma il valore di una
tradizione che si rinnova, la passione per il mestiere e la capacità
di lasciare un segno nelle comunità e nelle generazioni future – ha
affermato Marco Rau – il riconoscimento è il sigillo di una vita spesa
nell’arte del fare, nella precisione, nella fatica, nella
soddisfazione di creare con le proprie mani opere che durano nel
tempo”. “L’artigianato, da sempre, è il cuore pulsante del nostro
tessuto produttivo e culturale – ha aggiunto – dietro ogni mestiere,
ogni opera d’arte, ogni prodotto fatto con cura e dedizione, ci sono
mani esperte che tramandano conoscenze, competenze e valori”.

L’Albo, infatti, nasce con l’obiettivo di tutelare e promuovere
l’artigianato di qualità, garantendo il passaggio generazionale di
competenze fondamentali per mantenere un patrimonio economico e
culturale, avendo anche un ruolo attivo nella formazione delle nuove
generazioni, affinché il sapere artigiano non vada disperso.

“Oggi più che mai, in un mondo che corre veloce tra digitalizzazione e
produzione di massa, l’importanza della manualità, della creatività e
dell’esperienza è un valore da custodire e da trasmettere – ha
proseguito Rau – e questi nuovi Maestri rappresentano l’anello di
congiunzione tra la tradizione e l’innovazione, tra il passato e il
futuro del Made in Italy”. “È quindi nostro dovere supportare queste
eccellenze, dando loro il giusto riconoscimento e le giuste
opportunità per continuare a creare, insegnare e lasciare un segno –
ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Sassari – perché un
Maestro non è solo un custode del sapere, ma è un testimone di una
cultura che vive attraverso il fare, attraverso la qualità e
attraverso la passione”.

Poi il ringraziamento finale da tutti i delegati di Confartigianato
Sassari: “Grazie per aver trasformato il vostro lavoro in arte, aver
mantenuto vivi i saperi di un tempo e averli trasmessi alle nuove
generazioni con lo stesso amore e dedizione con cui li avete appresi.
Con l’invito a continuare lo straordinario percorso che avete compiuto
fino a oggi per essere faro di eccellenza e passione nel vostro
mestiere”.

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ELEZIONI REGIONALI-Confartigianato Sardegna ha incontrato Alessandra Todde

ELEZIONI REGIONALI – Confartigianato Sardegna ha incontrato oggi a
Cagliari la candidata di Campo Largo, Alessandra Todde. Fabio Mereu e
Daniele Serra (Presidente e Segretario Confartigianato Sardegna): “Un
patto con le imprese artigiane per contribuire alla crescita economica
dell’Isola”. La Candidata ha sottoscritto il Manifesto di
Confartigianato Sardegna con i 7 punti programmatici.

Confartigianato Imprese Sardegna, questa mattina a Cagliari, ha
incontrato la candidata Presidente di Campo Largo, Alessandra Todde.
Per l’Associazione Artigiana è stato il terzo appuntamento con gli
aspiranti Governatore per le elezioni del prossimo 25 febbraio.

Il Presidente Regionale, Fabio Mereu, con il Segretario Regionale,
Daniele Serra, hanno illustrato alla Todde il “Manifesto” di
Confartigianato Sardegna attraverso il quale gli artigiani sardi
chiedono alla futura amministrazione politica regionale un solido e
tangibile sostegno all’Artigianato sardo, posizionandolo sempre al
centro delle strategie di sviluppo della Sardegna, con l’obiettivo di
riconoscere il ruolo cruciale dell’imprenditore artigiano. Gli
artigiani sardi hanno così chiesto alla Candidata Presidente un
impegno formale per il settore attraverso la sottoscrizione di un
“patto” da onorare nel corso del mandato elettorale. I sette punti
chiave del documento presentato comprendono trasporti e
infrastrutture, credito e incentivi, energia, innovazione tecnologica
e digitalizzazione, lavoro e formazione, crisi demografica e
spopolamento, burocrazia e semplificazione amministrativa. In
conclusione il team della ChainFactory srl, spin-off accademico
dell’Università di Cagliari guidato dal Professor Alessandro Spano ha
spiegato il funzionamento del meccanismo che avrà il compito di
monitorare l’operato del futuro Presidente e del futuro Consiglio
Regionale rispetto agli impegni.

Todde, impegnandosi a sostenere lo sviluppo dell’artigianato, ha
ufficialmente sottoscritto il “Manifesto” di Confartigianato Sardegna
sottolineando come le imprese sarde, soprattutto quelle artigiane,
grazie alla loro capacità di innovare e di stare al passo con le nuove
tecnologie, nei prossimi anni potranno avere la possibilità di
competere con i mercati di tutto il mondo. Per questo sarà
fondamentale puntare sia sulle leggi di settore, sia sulla formazione,
condizioni che potranno permettere una solida crescita di tutto il
sistema imprenditoriale isolano.

Durante l’evento cagliaritano è stato presentato anche il dossier
“Intelligenza Artigiana – Il contributo delle imprese artigiane
all’economia della Sardegna”, che illustrato i dati e i numeri del
settore relativi al 2023, elaborati dall’Osservatorio MPI di
Confartigianato Imprese Sardegna. Nell’Isola sono attive 109mila
piccole e medie imprese, di cui 34mila sono artigiane (pari al 20% di
tutte le attività produttive), con quasi 250mila addetti, di cui
90mila sono artigiani. Questa forza produttiva rappresenta un elemento
fondamentale per la Sardegna, contribuendo con 4 miliardi di euro di
valore aggiunto, equivalente al 10,6% del totale regionale.




CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–17-03-23–LEGNO E ARREDO-Aziende sarde che lottano contro mancanza materie prime

LEGNO E ARREDO – Più di 800 imprese sarde che lavorano, investono e
innovano ma che si scontrano contro mancanza di materie prime e caro
energia. Il Made in Sardegna di eccellenza che crea e offre prodotti e
servizi per la casa, la pubblica amministrazione e le comunità.
Confartigianato Sardegna: “Prodotti che tengono alta la bandiera della
manifattura sarda e italiana sui mercati internazionali”.

Produttori e riparatori di mobili e di complementi d’arredo ma anche
tappezzieri, falegnami, realizzatori di oggetti e materiali in legno e
sughero che nei loro laboratori creano e offrono prodotti e servizi
per la casa, la pubblica amministrazione e le comunità.

Nell’Isola sono 856 le imprese del comparto “legno e arredo”, di cui
720 artigiane (l’83,9%), che danno lavoro e opportunità a 2.156
addetti, di cui 1.563 artigiani (61,3%). 748 realtà appartengono al
settore Legno (624 artigiane) mentre 108 sono relative all’Arredo (96
artigiane).

E’ questo ciò che emerge dall’analisi sulle “Imprese del legno arredo
ed export” elaborata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese
Sardegna, su fonte ISTAT.

A livello provinciale, il maggior numero delle imprese si trovano
nella Sardegna del Nord (Sassari-Gallura): ben 355 attività (di cui
180 artigiane) che danno lavoro a 996 addetti. Seguono il Sud Sardegna
con 151 imprese (1331 artigiane) e 383 addetti, l’area di Cagliari con
134 attività, di cui 102 realtà artigiane, per una occupazione di 380
addetti, Nuoro con 124 realtà (16 artigiane) e Oristano con 92 aziende
(89 artigiane).

L’export sardo del settore, dalla pandemia a oggi, ha modificato
pesantemente il suo peso passando a 1.267.236 euro nel 2019 arrivando
agli 850mila euro del 2021. Una sostanziale crescita, al contrario, si
era registrata nel 2020 con 1.525.385 euro di vendite all’estero. Per
effetto di questi dati la differenza tra il 2021 e il 2019 è stata del
-33,6% e tra il 2020 e 2021 la differenza è stata del -44,5%.

“I mobili e i complementi d’arredo made in Sardegna e Italy entrano
nelle case di tutti e, da sempre, sono protagonisti della storia del
design, impreziosiscono le abitazioni, gli edifici pubblici e privati
di tutto il mondo – commentano da Confartigianato Imprese Sardegna –
insieme al cibo e alla moda, sono i prodotti che tengono alta la
bandiera della manifattura sarda e italiana sui mercati
internazionali. Merito della cura meticolosa, del gusto, della
creatività che gli artigiani incorporano nei capolavori
dell’arredamento nazionale”. “Questo Made in Sardegna, con grande
entusiasmo e grandi sforzi, sta conquistando l’estero, esprimendo una
forte vocazione anche nella nostra Isola, attraverso il lavoro,
l’innovazione e il design delle piccole imprese – continuano
dall’Associazione Artigiana – un settore che non ci sta a essere
rimpiazzato dai prodotti low cost”.

Le piccole e medie realtà isolane del settore, infatti, sono forti di
una tradizione familiare nel produrre, essendo spesso imprese che si
tramandano da generazioni. Ora hanno anche le capacità di innovare con
una forte attenzione ai nuovi stili e alle nuove esigenze.

“In ogni caso – sottolineano gli Artigiani – lo stile sardo e italiano
è sempre molto apprezzato soprattutto quando si parla complementi,
perché le piccole realtà hanno la capacità di offrire prodotti di alto
valore e gamma, ma anche per la duttilità rispetto alle richieste
della clientela. Per questo è necessario continuare, soprattutto
all’estero, la battaglia per la crescita delle aziende, rispondendo a
una domanda esigente con prodotti di altissima qualità, rifiniti ad
arte; su questo terreno dobbiamo giocarci le possibilità di vendita e
crescita”.

Anche su questo comparto si stanno scaricando tutte le tensioni
internazionali come la mancanza di materie prime e semilavorati e i
costi energetici. La situazione è paradossale perché per le aziende il
lavoro c’è, gli ordini arrivano ma si naviga a vista perché il
sistema, ancora danneggiato dalla crisi del Covid, si scontra ora con
la carenza di materiali diventati ormai difficili da reperire, cari e
senza navi e container disponibili per farle arrivare nelle fabbriche.
Per questo, le aziende del settore stanno cercando prodotti
alternativi adatti a poter essere usati nelle produzioni, pagando
anche prezzi più elevati di prima, ma questa necessità si scontra,
appunto, con la possibilità di reperimento di materie prime perché si
stanno esaurendo tutte le scorte. Una situazione molto complicata
soprattutto per le aziende costruttrici di pannelli (utilizzati per la
costruzione dei mobili), imballi in legno, tetti in legno, porte,
parquet, finestre e altre parti di arredo che utilizzano il legno e
temono un “effetto domino” che avrebbe effetti dirompenti

“Le nostre aziende hanno portafogli ordini molto importanti ma non
riescono a effettuare le consegne per la scarsità del legno –
commentano da Confartigianato Sardegna – e anche per altri materiali
c’è crisi: ferro, alluminio, plastiche. E’ tutta una catena che si sta
inceppando“. “Nei prossimi mesi, se le cose andranno avanti così –
concludono dall’Associazione Artigiana – le nostre imprese avranno
difficoltà a consegnare i mobili rispettando i tempi medi e rischiamo
il sorpasso dei competitor stranieri”.

L’analisi nazionale

Il settore del legno e mobili è quello che è più resiliente nel corso
della pandemia, grazie all’apporto di 37 mila micro e piccole imprese
con meno di 50 addetti, nelle quali sono occupati 153 mila addetti, il
98,7% delle imprese del settore ed il 71,7% dei rispettivi addetti.

Il peso dell’occupazione delle MPI del legno e mobili sul totale
dell’economia del territorio italiani è almeno il doppio della media
nazionale (0,9%) in Friuli-Venezia Giulia con il 2,6%, Marche con il
2,3% e nelle province autonome di Bolzano con il 2,1% e di Trento con
il 1,8%.

In questo cluster del made in Italy è alta la vocazione artigiana: le
28 mila imprese artigiane rappresentano i tre quarti (76,2%) delle
imprese del settore e i loro 86 mila addetti sono il 40,4%%
dell’occupazione del settore.

L’analisi dai dati sulla produzione manifatturiera, evidenzia che a
marzo 2022 la produzione cumulata negli ultimi dodici mesi in Italia
ha più che recuperato (+0,8%) i livelli del 2019, a fronte del ritardo
del 5,3% della Francia e del 5,7% della Germania.  Il settore che
meglio ha recuperato i livelli di produzione pre-pandemia è appunto
quello del Legno-Mobili con +8,7%.

Per il sistema manifatturiero di legno e mobili le tensioni sui costi
generati dal caro-commodities e dalla crisi energetica si associano
alla scarsità di materie prime, che nel primo trimestre 2022 ostacola
quasi una impresa manifatturiera su quattro (22,7%), per salire al
24,2% nei mobili, fino al 27,6% del legno, delineando gli effetti
delle persistenti strozzature nelle filiere globali. Sul mercato del
lavoro, persiste una elevata la difficoltà di reperimento di operai
specializzati, che nel settore del legno a maggio 2022 è del 59,4%, in
aumento di 5,8 punti rispetto ad un anno prima.

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CONFARTIGIANATO SARDEGNA-TEMPI DI PAGAMENTO COMUNI-IMPRESE-Sardegna tra regioni più rapide saldo fatture

TEMPI DI PAGAMENTO COMUNI-IMPRESE – Il Sardegna 26 giorni per saldare
fatture a imprese e professionisti. L’Isola sesta in Italia per
velocità. Maria Amelia Lai (Presidente Confartigianato Sardegna):
“Dati molto confortanti ma è necessario lavorare per compensazione
debiti-crediti”.

I Comuni sardi saldano le fatture a imprese e professionisti con media
di 26 giorni, 6 giorni sotto la media italiana e ben 16 sotto la media
del mezzogiorno.
E’ questo ciò che emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi di
Confartigianato Imprese Sardegna sui “Tempi di pagamento degli Enti
Locali.” nel primo semestre del 2022, su dati del Ministero
dell’Economia e delle Finanze.
Con questo risultato l’Isola si classifica al sesto posto, quindi tra
le regioni più virtuose, in una classifica aperta dal Veneto, con 21
giorni di media, e chiusa dalla Calabria con 54, con una media
nazionale di 31.

A livello territoriale, tutte e 5 le province sarde rispettano il
termine ordinario di 30 giorni stabilito dalla Direttiva Comunitaria
sui pagamenti 2011/7/UE – recepita con il decreto legislativo 9
novembre 2012 n.192, piazzandosi tra le province più veloci d’Italia.
Apre Cagliari con 24 giorni (la prima provincia del centrosud a
livello nazionale), seguono Sassari-Gallura con 25 (la seconda, sempre
nella zona mezzogiorno-meridione) e Nuoro, Sud Sardegna e Oristano
tutte con una media di 28 giorni. La classifica è aperta da Venezia
con 17 giorni e chiusa da Reggio Calabria con 64 giorni.

Analizzando il recente passato, nel 2015, i dati raccontavano di come
ai Comuni dell’Isola per saldare le fatture alle imprese occorressero,
in media, 103 giorni. Due anni dopo, nel 2017, in media ne servivano
appena 42.

“I dati ci dicono che la maggior parte dei Comuni paga con ancora più
celerità rispetto a quanto imposto dai termini di legge – sottolinea
Maria Amelia Lai, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna –
erogando quasi all’istante anche cifre importanti: è fondamentale che
anche gli altri Enti mettano in campo tutto quello che serve per fare
altrettanto e rispettare tale buona pratica”. “E’ una situazione che
conforta le aziende e i professionisti che lavorano con i Comuni
isolani e possiamo dire che, se paragonati a ciò che accadeva solo
pochi anni il panorama è totalmente cambiato – continua la Presidente
– però, al di la della velocità dei pagamenti e della virtuosità della
maggior parte degli Enti Locali, crediamo che la compensazione
debiti-crediti possa essere la soluzione più efficace per risolvere
tutti i problemi rappresenta la strada più semplice per restituire
risorse e serenità agli imprenditori. Confartigianato la indica da
tempo”.

“Si tratta di fare leva proprio sulla doppia veste dello Stato:
esattore e pagatore, consentendo agli imprenditori la compensazione
tra i crediti che vantano nei confronti della Pubblica amministrazione
con le imposte e i contributi da pagare al Fisco – conclude la Lai –
tale operazione equivarrebbe a una iniezione di liquidità, servirebbe
ad allentare la pressione sugli imprenditori e aprirebbe finalmente la
stagione di rapporti di fiducia tra Stato, Regioni, Enti locali e
imprese”

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Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna




CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–17-02-23–BONUS EDILIZIA–Preoccupazione imprese artigiane Sardegna stop sconto in fattura e cessione crediti

BONUS EDILIZIA – La preoccupazione delle imprese artigiane della
Sardegna per stop a sconto in fattura e cessione crediti. Nell’Isola
oltre 300milioni incagliati e a rischio anche l’iniziativa della
Regione per l’acquisto di 250milioni di crediti. Lai e Meloni
(Confartigianato Sardegna): “In pericolo occupazione e investimenti
nelle costruzioni: il Governo ci ripensi”. Il “sistema casa” sardo:
23mila imprese e 49mila addetti.

“Un provvedimento inaspettato, ingiusto e dannoso, che lascia
increduli noi e tutte le imprese artigiane e i professionisti che
operano del Sistema Casa della Sardegna. Per questo speriamo in un
ripensamento del Governo per evitare ulteriori situazioni di crisi
finanziaria alle realtà produttive e un problema di carattere
“sociale” per quei committenti che hanno basato la fattibilità dei
lavori sulla possibile cessione del credito.

E’ questo il commento di Maria Amelia Lai, Presidente di
Confartigianato Sardegna, e Giacomo Meloni, Presidente degli edili
artigiani, sul decreto legge relativo alla cessione dei crediti
approvato ieri dal Governo.

“Speravamo in una soluzione che risolvesse il problema, invece non
solo non c’è nessuna risposta ma, al contrario, il Governo ha
bloccato, tranne in limitati casi, la possibilità di continuare ad
applicare lo sconto in fattura o a cedere i crediti – proseguono Lai e
Meloni – con questa situazione ci potremmo trovare, infatti, sia con
il problema irrisolto dei crediti incagliati, sia con una
ingestibilità dei cantieri in corso, il tutto unito a un netto ritorno
al 2019 quando gli interventi sulle case venivano realizzati solo da
chi aveva disponibilità economiche per farlo. Un improvvido e
malaugurato smantellamento dei bonus edilizi, potrebbe far ripiombare
il settore delle costruzioni negli anni più bui del settore”.

Secondo Confartigianato Sardegna il blocco previsto nel decreto legge
coinvolge le tante imprese che, sulla base delle norme sinora vigenti,
hanno effettuato investimenti ed assunzioni nella prospettiva, di
primi accordi con i committenti, di poter continuare ad operare
garantendo lo sconto in fattura. Con buona pace degli obiettivi green
che la misura avrebbe aiutato a raggiungere. Anche il blocco della
possibilità di acquisto dei crediti da parte degli enti pubblici
rappresenta un altro incomprensibile ostacolo.

“L’intervento sugli Enti Pubblici – sottolineano i due Presidenti di
Confartigianato Sardegna – di fatto fa tramontare la tanto apprezzata
iniziativa di far acquistare la Regione Sardegna circa 250milioni di
euro di crediti: questo è un fatto gravissimo”.

Confartigianato Imprese Sardegna ricorda come quello del “sistema
casa” dell’Isola sia rappresentato da 23mila imprese e 49mila addetti,
il cui il fatturato, trainato dall’effetto bonus casa e superbonus, è
cresciuto del 35,9% rispetto al periodo pre-covid, immettendo sul
mercato delle imprese edili oltre 2 miliardi di liquidità. Per
l’Associazione Artigiana, i bonus e gli incentivi nel settore delle
costruzioni, soprattutto in questi anni di situazione congiunturale
proibitiva, hanno dato prova di essere stati apprezzati e praticati su
larga scala dando forte impulso al rilancio dell’edilizia e di tutto
l’indotto. Soprattutto nel comparto artigiano edile, settore chiave
dell’economia nazionale ed isolana, hanno avuto un peso specifico
importantissimo sia in termini di fatturato che di occupati. Proprio
grazie all’impulso dato dalla combinazione superbonus110% e bonus
casa, la Sardegna si è posizionata terza in Italia per il valore
aggiunto creato, pari al +19,3%, sopra di 7,2 punti al valore medio
nazionale.

Secondo i dati al 31 dicembre scorso, data della effettiva cessazione
del superbonus 110%, in Sardegna la norma ha generato 2milioni e
467mila euro al giorno per un equivalente di 74milioni al mese ovvero
un totale di 2miliardi e 99milioni di detrazioni che, sugli oltre
12mila edifici interessati, hanno attivato un giro d’affari di 4
miliardi e 400milioni di euro, di cui 2miliardi e 880milioni come
effetto diretto sulle imprese edili e sui tecnici e di 1 miliardo e
500milioni di euro di indotto.

“Purtroppo – rimarcano Lai e Meloni – in Sardegna, nonostante l’enorme
mole d’investimenti che sono andati a ricadere positivamente su
imprese, tecnici e indotto, ci sono ancora oltre 300milioni di euro
che le realtà sarde del Sistema Casa non sono ancora riuscite a
incassare attraverso la cessione dei crediti. Ovvero migliaia di
imprese rischiano seriamente di chiudere per mancanza di liquidità”.
Oltre a questo, c’è anche la situazione delle famiglie che hanno
lasciato casa, trasformata nei mesi scorsi in cantiere per i lavori di
efficientamento energetico agevolati al 110%, e da mesi sono in
affitto senza riuscire a prevedere quando potranno fare ritorno nelle
loro abitazioni.

“Tra le imprese e gli addetti del settore, che già si trovano ad
affrontare le gravi ripercussioni connesse all’aumento dei prezzi
delle materie e al difficile approvvigionamento delle stesse –
rimarcano i Presidenti – vi sarà anche questa grandissima
preoccupazione e tantissimo disagio a causa di questo ennesimo
provvedimento che non potrà che avere un impatto fortemente negativo
anche sugli utenti finali. Infatti, ogni giorno, a causa delle passate
modifiche ai bonus non passa istante senza che le nostre sedi
territoriali ricevano richieste di chiarimento da chi ha cantieri
aperti, forniture da consegnare e lavori da chiudere”.

Secondo Confartigianato Sardegna, solo in questi ultimi giorni si è
compreso come il possibile sblocco dei crediti fiscali incagliati
sarebbe dipeso anche dalla loro classificazione nel bilancio dello
Stato. Non tanto dalla necessità di evitare le frodi, dunque. Infatti,
in attesa che, ormai a giorni, si pronunci anche l’ISTAT su questa
partita, intanto Mef ed Eurostat hanno fatto intendere come una nuova
stagione come quella trascorsa, con aliquote altissime di detrazioni e
compravendita libera dei crediti fiscali nascenti, sarà impensabile.
Infatti, con ogni probabilità, questa si tradurrebbe in un aumento di
debito pubblico.

“Ma è anche vero – concludono Lai e Meloni – che per raggiungere gli
obiettivi di transizione ecologica, non si potrà prescindere da
percentuali di detrazione “accattivanti” almeno per gli interventi
energetici e antisismici, per i quali concedere le cessioni a terzi.
Non dimentichiamoci che la vera chiave di volta per la realizzazione
di migliaia di interventi tra il 2021 ed il 2022, è stata proprio la
possibilità di cessione del credito fiscale”.

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CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–13-02-23–AUTOTRASPORTO–2.500 di bonus per diventare autisti TIR e pullman

Ha un valore di 2.500 euro il bonus che i giovani autisti, tra i
diciotto e trentacinque anni, potranno utilizzare per conseguire la
patente o le abilitazioni professionali per la guida dei veicoli
destinati all’esercizio dell’attività di autotrasporto di persone e
merci.

L’incentivo, ricorda Confartigianato Trasporti Sardegna, viene messo a
disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che
in questo modo vuole dare un aiuto ai camionisti e autisti del futuro,
attraverso la piattaforma attiva da questa mattina, attraverso la
quale si potranno presentare le istanze, compilando il modello
disponibile sullo stesso portale.

Tale provvedimento rientra nell’ambito del Programma patenti giovani
autisti per l’autotrasporto, su cui proprio l’Associazione di
Categoria Artigiana aveva promosso specifico emendamento durante
l’approvazione della Legge di Bilancio 2021.

Il MIT ha, quindi, stanziato 25,3 mln di euro per il periodo che va
dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2026. Nel dettaglio 3,7 milioni di
euro sono stanziati per l’anno 2022, ulteriori 5,4 milioni di euro per
ciascuno degli anni dal 2023 al 2026. Il contributo sarà pari all’80%
della spesa sostenuta e comunque di importo non superiore a 2.500 euro
e potrà essere riconosciuto una volta sola

“Una volta quello dell’autista era un lavoro particolarmente ambito –
commentano da Confartigianato Trasporti Sardegna – oggi invece sta
soffrendo per la mancanza di personale: essere un camionista o un
autista richiede tanta determinazione sia per l’impegno giornaliero da
sostenere che per la forte lontananza da casa, fattori che stanno
limitando le ambizioni dei giovani professionisti dell’autotrasporto”.
“Anche i costi da sostenere per il conseguimento delle patenti sono
una variabile da considerare – continuano gli Autotrasportatori – per
questo, il bonus è una misura essenziale per consentire il ricambio
generazionale nel settore, dove si registra un drammatica carenza di
autisti per la scarsa attrattività della professione e gli alti costi
di formazione per l’acquisizione delle patenti. Speriamo si possa
agevolare, così, il tanto agognato turn-over”.

Un settore, quello dell’autotrasporto sardo delle merci che, al primo
gennaio di quest’anno, ha registrato una decrescita totale del 2,9%,
di cui ben il 5,7% solo nel comparto artigiano. Dal 2009, in Sardegna,
è scomparso circa il 20% del tessuto imprenditoriale. A livello
provinciale a Cagliari le imprese registrate sono risultate 1.123 di
cui 729 artigiane. Rispetto allo scorso anno, nel totale delle imprese
di autotrasporto merci, il calo registrato è del 2,9%. A Nuoro sono
362 (di cui 259 artigiane), con un calo del 2,7%. A Oristano sono 250
(185 artigiane) registrando un -2,3%. Infine a Sassari ci sono 741
imprese, di cui 474 artigiane: le cancellate sono il 3,0%.

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CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–01-02-23–MONTAGNA NEVE-Occasione di sviluppo e crescita imprese e territori

MONTAGNA-NEVE – La neve in Sardegna: non solo disagi e svago ma anche
economia, sviluppo e crescita di territori e imprese. Le proposte di
Confartigianato Sardegna per sostenere attività e aree interne ed
evitare spopolamento: defiscalizzazione e agevolazioni estese. Pireddu
e Mazzette (Delegati Confartigianato sviluppo zone montane):
“Valorizzarle significa salvaguardare territori e aumentare
opportunità”. 11 miliardi il valore aggiunto prodotto dalle realtà che
operano nei centri montani.
(FOTO ALLEGATA DI MATTEO TIDILI PER GENTILE CONCESSIONE)

Il manto bianco che nelle ultimi giorni ha ricoperto la Sardegna, e
che si spera possa restare ancora per parecchie settimane nelle zone
interne, non ha portato solo disagi alla viabilità e alle popolazioni
locali ma, grazie all’imponente afflusso di appassionati da ogni
angolo della regione, ha consentito di ravvivare quell’economia legata
alla montagna, e al turismo, troppo spesso sottovalutata e relegata ad
attività di serie B.

Attorno alle località montane o collinari di tutta l’Isola, infatti,
vi è un elevato numero di piccole imprese artigiane, con altrettante
figure professionali, che operano nei più svariati settori. Tantissime
sono, infatti, quelle che, oltre all’alloggio e alla ristorazione,
svolgono attività nei trasporti, nei servizi culturali e nello svago,
nell’attività di manutenzione dei mezzi e degli immobili, nella
vendita di abbigliamento e attrezzature, nella realizzazione e
commercializzazione dell’artigianato tradizionale locale e dei
prodotti dell’enogastronomia tradizionale senza contare il numeroso
indotto di supporto e, non per ultimo, l’importante gettito economico
che affluisce nelle sempre più asfittiche casse delle Amministrazioni
Comunali.

Sono ben 318 i comuni montani, e parzialmente montani, della Sardegna,
i cui abitanti superano le 835mila unità, che ospitano oltre 104mila
imprese, di cui quasi 26mila artigiane, con oltre 61mila addetti. Più
di 11mila aziende sono situate in territori parzialmente pianeggianti,
13mila in collina e solo 1.200 in montagna. Il valore aggiunto delle
produzioni supera gli 11miliardi, con un valore aggiunto per addetto
di 34mila euro.

Sono questi i dati sull’Isola elaborati dall’Ufficio Studi di
Confartigianato Imprese Sardegna, attraverso il Rapporto “Imprese e
artigianato in comuni montani e aree interne della Sardegna”, che ha
analizzato la struttura e la dinamica delle imprese artigiane nei
comuni montani e nelle aree interne dell’isola, attraverso
l’elaborazione dei dati ISTAT.

“Nella visione comune l’economia legata alla neve, allo svago e agli
sport invernali è un “fatto marginale” mentre per tantissimi territori
quello che ruota attorno al manto bianco ha un significato molto
importante che si traduce in lavoro ed economia – commentano Giuseppe
Pireddu e Pietro Mazzette, Presidente e Segretario di Confartigianato
Nuoro-Ogliastra e delegati regionali per le zone montane – valorizzare
le zone montane significa salvaguardare e far crescere le opportunità
di lavoro in questi territori, agevolando la vita delle attività
economiche imprenditoriali e sostenendo la creazione di nuove
imprese”. “La montagna convive con svantaggi strutturali: lo
spopolamento, la carenza di infrastrutture materiali ed immateriali,
costi maggiori per vivere e fare impresa – continuano i due delelgati
– tuttavia rappresenta un territorio da considerare strategico, non
certo residuale, con il suo patrimonio di risorse al servizio dei
turisti come dimostrato da sempre”. “Le imprese artigiane di montagna
rivestono un ruolo chiave perché garantiscono la tenuta del tessuto
sociale oltre che economico – proseguono Presidente e Segretario – la
piccola impresa ha quindi un valore sociale che va riconosciuto e
tutelato. Queste imprese sono laboratori di innovazione e
sostenibilità ambientali, esempi di un modello di economia circolare
che è la chiave dello sviluppo del futuro. In questo senso, un
ulteriore calo del numero di imprese nelle zone montane, minerebbe un
equilibrio già fragile”. “Riteniamo che occorra non solo creare misure
per trattenere i giovani, ma rendere professionalmente attrattivi i
territori montani, così che la montagna divenga luogo privilegiato per
uomini e donne che scelgono di insediarsi per vivere, lavorare e
crescere i propri figli in un ambiente sano dove controllo sociale e
natura permettono uno sviluppo psicofisico migliore rispetto alla
città – sottolineano Pireddu e Mazzette – la contaminazione tra
popolazione locale e nuovi abitanti, infatti, potrebbe ridisegnare il
futuro della montagna che, in questo modo, sarebbe luogo privilegiato
per famiglie che diventerebbero fruitrici e creatrici di servizi in
un’economia dinamica pronta ad accogliere le sfide legate anzitutto al
turismo ecosostenibile. E le imprese artigiane, grazie alle
dimensioni, alla sostenibilità ambientale dei loro cicli produttivi,
all’attrattività delle maestranze e dei prodotti, sono attori
fondamentali in questo disegno”.

“Tutelare le piccole imprese e creare un ambiente più favorevole allo
sviluppo è l’occasione per ribadire che ad una necessità strutturale,
quella di contrastare la tendenza allo spopolamento di persone e di
imprese delle montagne, occorre rispondere con un intervento
sistemico, con nuove e più efficaci politiche a favore della montagna
– afferma Maria Amelia Lai, Presidente di Confartigianato Imprese
Sardegna – è necessario, per questo, favorire l’insediamento di
giovani attraverso la creazione di nuove imprese che operino in una
logica di economia circolare e il lavoro da remoto, Le zone interne
dell’Isola custodiscono la qualità manifatturiera made in Sardegna e,
se adeguatamente valorizzate, rappresentano un territorio strategico
per la competitività dell’artigianato e delle Pmi, è necessario, per
questo, utilizzare anche i Fondi del PNRR per interventi finalizzati a
sostenere le attività produttive e a colmare i gap infrastrutturali
che comprimono le potenzialità economiche dei territori montani”.

Su queste considerazioni, Confartigianato Sardegna propone un’azione
su due fronti: creare una fiscalità di vantaggio, con detrazioni di
imposta per i territori montani, prevedendo premialità con
abbattimento delle imposte dirette, a fronte dei maggiori costi e
oneri sostenuti quali riscaldamento, disagi della viabilità,
delocalizzazione degli Uffici amministrativi, per incentivare le
imprese a restare nei territori montani e attrarre nuove imprese ed
estendere le agevolazioni di cui gode il mondo agricolo anche alle
imprese artigiane

Secondo le ultime rilevazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato,
la piccola impresa e l’artigianato rappresentano il motore
dell’Italia, costituendo oltre il 94% della forza produttiva nel
nostro Paese. Giocano, quindi, un ruolo chiave, soprattutto nei comuni
montani e collinari, nei quali i piccoli imprenditori costituiscono un
freno allo spopolamento che affligge le realtà più distanti dalle
principali vie di comunicazione, garantendo servizi e, in molti casi,
anche occupazione.

“Il pericolo è che i piccoli comuni divengano mere città dormitorio,
se non, addirittura, destinati al declino – conclude la Presidente Lai
– vittime della lenta emorragia che porta le famiglie a trasferirsi in
pianura. Il legame con la terra d’origine merita di essere preservato;
il territorio ha tradizioni, cultura, storia e tipicità produttive che
devono essere tutelate e valorizzate”.

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CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–20-01-23–ARTIGIANATO ARTISTICO-3mila visitatori Salone Botteghe Sassari

ARTIGIANATO ARTISTICO – Il “Salone delle Botteghe” di Sassari
festeggia il primo mese di apertura: 3mila visitatori, 300 pezzi
esposti di 25 maestri artigiani da tutta la Sardegna. Primo bilancio
della riapertura del “Padiglione Tavolara”. Lai e Rau (Confartigianato
Sardegna): “La sinergia tra pubblico e privato porta buoni frutti”.
L’Associazione Artigiana apre la lista dei produttori interessati a
esporre e a vendere.

3mila visitatori, 175 ore totali di apertura, 25 maestri artigiani
espositori, 10 arti produttive, oltre 300 pezzi in mostra e alcune
migliaia di euro di vendite.
Sono questi i numeri del primo mese di attività del “Salone delle
Botteghe” a Sassari, l’area espositiva all’interno del “Padiglione
Tavolara” gestita da Confartigianato Sardegna, in  collaborazione con
“Menti Vaganti” e grazie al finanziamento del Comune di Sassari.

Moderni, tradizionali o di design; sono i tappeti, i cuscini, i
quadri, gli arazzi, i cestini, i coltelli, i complementi d’arredo, i
gioielli, gli abiti, le borse ma anche le maschere, le ceramiche, i
piatti, le creazioni in marmo, vetro, legno e ferro battuto, le pipe e
i mosaici, tutti oggetti tipici della tradizione artigiana sarda che
gli artigianati-artistici, provenienti da Benetutti, Nule, Pattada,
Sassari, Nuoro, Sennori, Ozieri, Aggius, Mamoiada, Santa Teresa di
Gallura, Serrenti e Simaxis, hanno voluto rivisitare e trasformare in
articoli unici che hanno visto l’interesse di esperti, ospiti e
turisti sardi e di numerose scuole e Istituti d’arte provenienti da
ogni zona dell’Isola.

“Siamo molto soddisfatti per il successo che ha avuto il “Salone” in
questo primo mese di apertura e di rilancio dell’intero “Padiglione” –
commenta Maria Amelia Lai, Presidente di Confartigianato Imprese
Sardegna – questo a dimostrazione di come la sinergia tra pubblico, in
questo caso il Comune di Sassari, e il privato, come Confartigianato,
possa portare ottimi frutti quale la valorizzazione di una struttura
chiusa da decenni e di un settore artigiano che rappresenta l’identità
del popolo sardo”. “Siamo contenti anche per gli artigiani che hanno
creduto a questo progetto partecipando e affidando i pezzi alla
struttura – continua la Presidente – sfruttando gratuitamente lo
spazio per proporre agli acquirenti oggetti realizzati in ceramica,
vetro, legno, pelle, pietre, ferro battuto e coltelleria, tessile,
gioielli, intreccio, ricamo con filati e tessuti. Possiamo affermare
che tutti gli espositori hanno fatto interessanti affari”.

Ogni fine mese ci sarà il turn over degli artigiani e dei pezzi: nuovi
produttori e nuovi prodotti, che potranno essere ammirati e
acquistati.

“Stiamo approntando la lista degli espositori che vorranno partecipare
nei prossimi mesi – afferma Marco Rau, Presidente di Confartigianato
Sassari – a tal proposito vogliamo ricordare come il “Salone delle
Botteghe” sia a disposizione di tutti gli artigiani sardi che
volessero far conoscere, esporre e vendere le loro produzioni: le
candidature sono aperte. Ricordiamo che i maestri artigiani, durante i
prossimi mesi, si alterneranno in rotazione in 7 fasi espositive che
consentiranno alle aziende di lavorare, mettere in mostra e vendere i
loro manufatti”.

“Vogliamo puntare sulla valorizzazione delle eccellenze
dell’artigianato artistico e tradizionale, dalla moda al complemento
di arredo, con dimostrazioni e lavorazioni dal vivo per esaltare il
saper fare dei Maestri – continua il Presidente – ciascun artigiano ha
la possibilità di esporre i propri prodotti. Il visitatore può,
quindi, ammirare le migliori produzioni artistiche locali, dove
creatività, design, materie prime di alta qualità esprimono il meglio
dell’autentico Made in Sardegna per dare vita a manufatti originali e
irripetibili”. “Come Associazione Artigiana siamo onorati che il
Comune di Sassari ci abbia scelto come partner per rilanciare
l’Artigianato all’interno del Padiglione – conclude Rau –
un’iniziativa che valorizza le eccellenze artigiane in una location
davvero unica che avrà un luminoso futuro anche oltre questa
iniziativa: già ora si sta confermando un importante volano per
l’animazione del centro di Sassari”

L’Associazione Artigiana, insieme a “Menti Vaganti”, a breve
presenterà il programma delle iniziative culturali e di animazione che
si svolgeranno all’interno del Padiglione; musica, lettura,
laboratori, degustazioni e sfilate di moda. Inoltre iniziative per
premiare le migliori artigiane e anche un contest fotografico.

Confartigianato Sardegna ricorda come lo spazio rimanga aperto dal
martedì alla domenica, la mattina dalle 10 alle 13, e il pomeriggio
dalle 17 alle 20.

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CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–20-12-22–ARTIGIANATO ARTISTICO-Inaugurazione Padiglione Tavolara Sassari-Dichiarazione Marco Rau

ARTIGIANATO ARTISTICO – A Sassari l’inaugurazione del Padiglione
Tavolara: riapre anche il “Salone delle Botteghe”. Marco Rau
(Presidente Confartigianato Sassari): “L’artigianato artistico e di
design della Sardegna torna finalmente nella vera e unica “casa” del
saper fare dei maestri sardi”.

“L’artigianato artistico e di design della Sardegna, torna finalmente
nella vera e unica “casa” del saper fare dei maestri sardi. Un luogo
che ha sempre rappresentato l’avanguardia e la sperimentazione e che,
da oggi in poi, verrà riconosciuto a livello nazionale, come simbolo
di originalità, unicità ed eccellenza dei pezzi e di creatività degli
imprenditori e delle loro arti. Da qui si riparte per far rinascere la
vera cultura artigiana sarda, fatta di radici e di passato ma,
soprattutto, di futuro. E questo lo si deve soprattutto al Comune di
Sassari che con noi artigiani ha voluto condividere idee e percorso”.

Con queste parole Marco Rau, Presidente di Confartigianato Imprese
Sassari, durante l’inaugurazione del Padiglione Tavolara a Sassari, ha
voluto commentare il rilancio anche del “Salone delle Botteghe”, lo
spazio al piano terra, avvenuto grazie progetto finanziato
dall’Amministrazione Comunale, e dalla collaborazione di
Confartigianato con “Menti Vaganti”.

Tale superficie, con le sue 10 aree dedicate, sarà destinata ad
altrettante arti produttive quali ceramica, vetro, legno, pelle,
pietre, ferro battuto e coltelleria, tessile, gioielli, intreccio,
ricamo con filati e tessuti, che saranno rappresentate in 10 distinti
colori. Confartigianato, quindi, ha voluto proporre una selezione di
eccellenti artigiani che, pur in continuità con la grande tradizione
sarda, sono attenti alla ricerca, allo stile, alla qualità e alla
tecnica. I numerosi maestri, per questo, si alterneranno in rotazione
in 7 fasi espositive che consentiranno alle aziende di lavorare,
mettere in mostra e vendere i loro manufatti. Anche gli interni
saranno realizzati da aziende sarde del legno; gli allestimenti,
infatti, sono stati studiati appositamente per ospitare prodotti delle
diverse tipologie merceologiche.

L’Associazione Artigiana ricorda come con l’idea presentata al Comune,
sin dai primi mesi dell’anno, si sia voluto riprendere la funzione
dello spazio nell’originaria destinazione ideata da Tavolara e Badas e
quindi il Padiglione tornerà a essere un luogo prezioso per spiriti
alla ricerca di quell’intimo equilibrio tra manualità e arte, dove il
passato torna ad essere presente nella sua essenzialità e dove il
futuro trova forma in una inaspettata meraviglia.

“Vogliamo puntare sulla valorizzazione delle eccellenze
dell’artigianato artistico e tradizionale, dalla moda al complemento
di arredo, con dimostrazioni e lavorazioni dal vivo per esaltare il
saper fare dei Maestri – continua Rau – ciascun artigiano avrà la
possibilità di esporre i propri prodotti, dai manufatti in legno a
quelli in ferro o vetro, dalla moda all’artigianato tipico e di
tradizione, dai mobili ai gioielli. Il visitatore potrà, quindi,
ammirare le migliori produzioni artistiche locali, dove creatività,
design, materie prime di alta qualità esprimono il meglio
dell’autentico Made in Sardegna per dare vita a manufatti originali e
irripetibili”.

“Come Associazione Artigiana siamo onorati che il Comune di Sassari ci
abbia scelto come partner per rilanciare l’Artigianato all’interno del
Padiglione, un’iniziativa che valorizza le eccellenze artigiane in una
location davvero unica – conclude il Presidente di Confartigianato
Sassari – l’evento si inserisce alla perfezione nel percorso di
valorizzazione dell’artigianato artistico sardo che la Regione e il
Comune stanno portando avanti da tempo, nella consapevolezza che la
creatività, l’arte e la maestria degli artigiani rappresenti uno dei
più riconoscibili biglietti da visita della Sardegna nel mondo per
offrire, in questo senso, una importante occasione per far conoscere e
rendere fruibile l’artigianato artistico nelle sue molteplici
sfaccettature”.

LA RIPARTENZA

Dopo due anni di stop, la ripartenza delle iniziative al chiuso come
questa di Sassari, rappresenta un forte segnale di ripresa, economica
e sociale che in questo caso coinvolge moltissime realtà del nord
della Sardegna e del resto dell’Isola. Un appuntamento importantissimo
che permetterà al grande pubblico di tornare ad ammirare dal vivo
creazioni artigianali di ogni tipo: un’infinita varietà di manufatti
che strizzeranno l’occhio al design e alla tradizione, senza
dimenticare la possibilità di poter comprare pezzi unici. Confermando
l’importanza e la rivalutazione del fatto a mano artigianale, la
rassegna avrà come obiettivo quello di incantare il pubblico,
proiettando l’inventiva del passato sul futuro e aprendo un dialogo
virtuoso tra mestieri antichi e progettazione moderna. Il risultato
sarà un insieme di oggetti in grado di esaltare le peculiarità
dell’artigianato. Permetterà anche di ammirare pezzi unici e
incontrare artigiani d’eccezione che, con le loro idee e tecniche,
daranno forma a bellezza e originalità, valorizzando e promuovendo
l’alto artigianato sardo, che rappresenta a pieno titolo il meglio del
Made in Sardegna. L’Isola, da sempre, punta sull’artigianato artistico
e di tradizione e sui suoi talenti, che dimostrano di saper coniugare
l’innovazione alla storia e alle tradizioni e che rendono grande
l’Isola nel mondo. Con questa iniziativa intendiamo anche accendere i
riflettori sull’eccellenza delle imprese e dei designer sardi offrendo
un’occasione importante di promozione di uno dei settori che,
storicamente, sta contribuendo a trainare il comparto artigianale.

L’ARTIGIANATO ARTISTICO DELLA SARDEGNA

L’artigianato tipico e tradizionale della Sardegna, rappresenta
l’immagine vera e propria della cultura e delle radici dell’Isola. E’
la sensazione che gli altri hanno della nostra regione. L’artigianato
artistico costituisce un grande patrimonio culturale ed economico e
rappresenta nel mondo l’emblema del gusto, della creatività,
dell’unicità del made in Sardegna. Il “fatto ad arte sardo”, per la
sua capacità di essere pezzo unico e su misura è per la nostra regione
un’enorme risorsa creativa e reattiva contro l’omologazione del gusto
indotta dalla globalizzazione e rappresenta la difesa della memoria,
dell’identità e della diversità. I coltelli di Pattada, i tappeti di
Aggius e Nule, l’arte dell’intreccio di Castelsardo e Sennori, il
Corallo rosso di Alghero sono alcune delle eccellenze dell’artigianato
tipico tradizionale dell’Isola. Le produzioni artistiche, tipiche e
tradizionali descrivono l’immagine vera e propria della cultura e
delle radici della nostra Isola. L’attività artigiana delle imprese
del tipico e tradizionale sardo, nei vari territori, è importante dal
punto di vista dell’attrattività e del mantenimento della tradizione e
della memoria.

Infine, questa esposizione di pezzi quasi unici, servirà anche a
dimostrare, ancora una volta, come sia estremamente necessario
tutelare in ogni maniera possibile questi artigiani-artisti: dobbiamo,
insieme alle Istituzioni, lavorare perché queste preziose professioni
non vadano disperse.

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CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–15-12-22–ASSEMBLEA REGIONALE CONFARTIGIANATO–Energia e Finanziaria Regionale-FONNI 17 DICEMBRE 2022

ASSEMBLEA REGIONALE CONFARTIGIANATO – Energia: i 35mila artigiani
sardi a confronto con Politica e Istituzioni con analisi e proposte
per il settore. Sabato 17 dicembre a Fonni (NU) l’evento regionale
pubblico “Le imprese Artigiane nell’Età del chilowatt-oro”.

Si parlerà di energia nella 66esima Assemblea Regionale di
Confartigianato Imprese Sardegna, in programma sabato 17 dicembre a
Fonni (NU).

L’evento pubblico, dal titolo “Le imprese Artigiane nell’Età del
chilowatt-oro. Nuove sfide e modelli energetici sostenibili”, aperto
alle imprese, alla Politica e alle Istituzioni, si svolgerà nella sala
Convegni dell’Hotel Cualbu, con inizio alle ore 11.00.

Vedrà la partecipazione e gli interventi della Sindaca di Fonni,
Daniela Falconi, della Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna,
Maria Amelia Lai, del Docente di Economia e Gestione delle Imprese
dell’Università di Verona, Federico Testa, dell’Assessore Regionale ai
Lavori Pubblici, Pierluigi Saiu, e della Assessora Regionale
all’Industria, Anita Pili.

Gli artigiani provenienti da tutta la Sardegna si confronteranno sulla
crisi dell’energia, delle materie prime e dei semilavorati, che sta
colpendo le imprese e che ricade su tutta l’economia regionale,
attraverso i dati di analisi e con le proposte per affrontarla.

Per l’Associazione Artigiana sarà anche l’occasione per presentare le
proposte sulla prossima Finanziaria. formulate alla Giunta Regionale,
per contribuire allo sviluppo delle oltre 35mila realtà che
rappresentano più del 20% della forza produttiva isolana.

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