CB GALLURA. UN PROTOCOLLO DI INTESA TRA CONSORZIO, ARZACHENA, LUOGOSANTO E TEMPIO PER LA CRESCITA DEL TERRITORIO

Un accordo che vale lo sviluppo agricolo di una importante zona della Gallura: Arzachena, Luogosanto e Tempio Pausania collaboreranno attivamente con il Consorzio di Bonifica della Gallura per i prossimi cinque anni. Questo, grazie al protocollo d’intesa sottoscritto stamane 17 aprile, ad Arzachena, nella casa comunale dove i rappresentanti delle tre amministrazioni comunali, il padrone di casa Roberto Ragnedda, il sindaco di Luogosanto Agostino Pirredda e quello di Tempio Giovanni Antonio Giuseppe Addis hanno firmato assieme al presidente del Consorzio di Bonifica della Gallura Marco Marrone un impegno alla progettualità e sviluppo dei loro territori, con la programmazione di interventi volti a recuperare e convogliare la risorsa idrica, efficientando il sistema di distribuzione.“E’ fondamentale che ci sia l’attiva collaborazione dei Municipi – commenta Marco Marrone, presidente del Consorzio di Bonifica della Gallura – e che si lavori di concerto al reperimento in primis dei finanziamenti, siano essi regionali, statali o europei”. Le risorse del territorio a disposizione e che al momento non sono utilizzate ai fini agricoli sono tante. “Abbiamo previsto un insieme di interventi volti al recupero sostanziale della risorsa idrica e alla strutturazione di nuovi reti idriche. Ad esempio con l’acqua proveniente dal Fiume Liscia in località Monte Tova e le opere di distribuzione irrigua verso la piana di Bassacutena – spiega invece Giosuè Brundu direttore generale del Consorzio – possiamo alimentare oltre i distretti irrigui esistenti anche una la potenziale area irrigua di Arzachena Nord, e la piana di Luogosanto – Bassacutena, per una superficie lorda di 1.400 ettari”.È invece di 300 ettari l’area che potrebbe servire la portata idrica di su Pagghiolu. Superficie che si stima possa avere necessità di 1,6 milioni di metri cubi l’anno in condizioni di regolare approvvigionamento idrico sommando sia l’irrigazione nei campi sia gli utilizzi nelle aziende zootecniche. Si passerà invece alla strutturazione della rete irrigua per l’area Arzachena nord: “l’idea progettuale – ha spiegato ancora Brundu – prevede le opere necessarie per l’utilizzo irriguo sia delle acque che giungono al serbatoio di compenso esistente di proprietà del Consorzio di Bonifica della Gallura alimentato dal fiume Liscia e sia delle acque depurate raccolte da bacino di accumulo recentemente realizzato dal Comune di Arzachena”.
L’obiettivo è quindi allargare la rete di distribuzione che si potrà alimentare anche dei reflui prodotti dal depuratore di Tempio Pausania e una quota della risorsa proveniente dal Pagghiolu. Il tutto da realizzarsi attraverso una interconnessione che permetta all’acqua di arrivare nei campi di Tempio. Si lavorerà inoltre per recuperare l’acqua dalle cave dismesse del territorio comunale di Luogosanto attraverso la realizzazione di piccoli laghetti collinari con l’intento di recuperare importante risorsa idrica utilizzabile ai fini irrigui ed idroelettrici. Il tutto sarà portato avanti con un monitoraggio costante da parte delle amministrazioni stesse sulla realizzazione delle opere che porti a risultati concreti nel breve tempo.
Il protocollo d’intesa specifica che i Comuni supporteranno il Consorzio di Bonifica della Gallura nelle fasi di studio, di progettazione e di realizzazione delle opere infrastrutturali irrigue a favore dei propri territori comunali che ricadono nel comprensorio consortile.

Ufficio Stampa




Consorzio di Bonifica della Gallura. Agricoltori senz’acqua per colpa
della mancata comunicazione di Enas al Consorzio

Gli agricoltori della Gallura da venerdì si sono ritrovati senza
acqua. Lo comunica il Consorzio di Bonifica della Gallura che è stato
subissato di telefonate di lamentele pur essendo all’oscuro di quanto
stava avvenendo.
In piena campagna irrigua e in uno dei momenti della stagione in cui
si usufruisce maggiormente dell’acqua, Enas, gestore della diga del
Liscia, senza informare il Consorzio di Bonifica, ha dato avvio a dei
lavori di manutenzione.
“Un disservizio che crea grossi problemi agli agricoltori –afferma il
presidente del Consorzio Gallura Marco Marrone –. Il Consorzio,
infatti, è fruitore a valle dell’acqua mentre la gestione della diga è
affidata a Enas. Questo crea questi disservizi, anche perché chi
gestisce la diga non conosce le dinamiche del Consorzio. Se poi manca
anche la comunicazione si creano questi cortocircuiti”.
Da venerdì le vasche di compensazione non ricevono più 800 litri di
acqua al secondo dalla diga del Liscia, ma circa 500. Questo non
consente al Consorzio di garantire il servizio ai suoi consorziati.
“Questi interventi non possono essere fatti in piena stagione irrigua,
è una regola oggettiva – afferma il direttore del Consorzio Gallura
Giosuè Brundu -. Tra l’altro noi ne eravamo all’oscuro, lo abbiamo
saputo dopo le segnalazioni dei nostri consorziati. Da informazioni
che abbiamo raccolto dovrebbe tra l’altro persistere fino a mercoledì,
una eternità in questo momento”.
“Ancora una volta si evidenzia la carenza di questa doppia gestione
lungo la gestione dell’acqua che ha depotenziato il Consorzio e di
conseguenza anche il servizio ai consorziati – afferma Marco Marrone
-. Se poi aggiungiamo la mancanza di collaborazione e programmazione
congiunta di certi interventi è chiaro che il sistema si blocca”.




 Consorzio Costa Smeralda: proseguono i lavori di pedonalizzazione

  In parallelo con la definizione del piano strategico di sostenibilità prosegue il progetto di creare collegamenti pedonali tra tutte le aree consortili con l’ultimazione di altri due marciapiedi. Per una destinazione più sostenibile, più bella e soprattutto più sicura.

Porto Cervo, 16 febbraio 2021 – Consorzio Costa Smeralda continua a lavorare per raggiungere gli obiettivi del piano strategico quinquennale: ad aprile prevede di terminare due marciapiedi, il primo di 800 metri tra Cala di Volpe e il bivio di Liscia Ruja, e il secondo, già iniziato nel 2020, tra Cala Granu e Capo Ferro.

Le nuove opere completeranno quelle già concluse negli anni passati e permetteranno di percorrere 9 km (via Del Galeone km 1,5 , via Romazzino km 2,  via Cala di Volpe km 2, SP 59 km. 2, Cala Granu km 1,5) di area completamente pedonalizzata. I consorziati, i visitatori e la popolazione locale potranno usufruire di questi passaggi per raggiungere le varie aree del comprensorio o per fare jogging immersi nella bellezza e nella natura proprie della Costa Smeralda, con un minimo impatto sull’ambiente.  I lavori per terminare le opere di infrastrutturazione sono eseguiti in economia con maestranze locali.

La tutela del paesaggio e il costante miglioramento delle performance ambientali, connesse allo svolgimento delle attività di valorizzazione e di gestione dell’area, rappresentano i punti cardine della strategia del Consorzio, per rendere la Costa Smeralda, che per sua natura è costituta per più del 96% da un territorio integralmente naturale, sempre più sostenibile e a misura d’uomo.

La Costa Smeralda è un vero e proprio tesoro naturalistico e – proprio per mantenere, salvaguardare e valorizzare ulteriormente la destinazione – il Consorzio ha posto al centro del proprio piano quinquennale l’impegno verso l’eco-sostenibilità, tema che ha portato anche alla sottoscrizione di un accordo con la Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi volto a sviluppare uno strutturato piano di sostenibilità.

Si tratta di un percorso importante che prevede, oltre alle opere di pedonalizzazione, anche la realizzazione di piste jogging, isole ecologiche interrate attività finalizzate a migliorare le performance ambientali nella gestione della mobilità, dell’acqua e dell’energia.  

Si punta, quindi, a incrementare un turismo a bassa densità, che non abbia conseguenze sul territorio, in modo che la Costa Smeralda continui a mantenere il suo ecosistema e il suo fascino.

“L’impegno nei confronti dell’ambiente costituisce uno dei pilastri portanti del Consorzio – ha evidenziato Renzo Persico, Presidente del Consorzio Costa Smeralda – Desideriamo continuare sulla stessa strada tracciata dal fondatore Aga Khan, che già negli anni Sessanta, ben prima dell’avvento di qualsiasi normativa istituzionale aveva creato un regolamento edilizio che prevedeva costruzioni a basso impatto ambientale e valorizzazione degli spazi verdi, per lasciare inalterate le naturali caratteristiche del territorio.

“La costruzione dei marciapiedi è un obiettivo primario per aumentare la vivibilità e la sicurezza della destinazione Costa Smeralda – commenta Mario Ferraro, Vicepresidente del Consorzio Costa Smeralda –  È un servizio per i nostri consorziati ma anche un miglioramento dell’offerta di tutte le strutture turistiche che beneficeranno dei collegamenti pedonali per i loro ospiti. Il progetto si inserisce nelle attività che sono in via di definizione nel piano strategico di sostenibilità attraverso cui perseguiamo il duplice obiettivo di diminuire le nostre emissioni di CO2  e di creare economie circolari valorizzando il territorio e le risorse umane locali.”

Il futuro completamento dei due nuovi marciapiedi a Cala di Volpe e Cala del Faro – commenta Massimo Marcialis, Direttore Generale del Consorzio Costa Smeralda consentirà a tutti coloro a cui piace camminare e correre di beneficiare di un percorso che costeggia  le bellezze naturali della Costa Smeralda e rientra nei  nostri progetti di sostenibilità ambientale. Le infrastrutture che stiamo portando a termine, hanno inoltre l’obiettivo di rendere più sicura la viabilità pedonale che spesso avviene sul ciglio della strada.  È soprattutto per questo motivo che il Consorzio Costa Smeralda ha predisposto un piano di pedonalizzazione che ha già reso percorribile diverse strade e renderà percorribile a piedi tutte le arterie di collegamento tra le località della destinazione.   




IL CONSORZIO COSTA SMERALDA A SOSTEGNO DELLA COMUNITÀ DI BITTI

Il Presidente Renzo Persico e il Direttore Generale Massimo Marcialis hanno consegnato ieri mattina elettrodomestici e beni alimentari alla popolazione di Bitti, coinvolta nell’alluvione del 28 novembre.

 

Porto Cervo, 18 dicembre 2020 – Il Consorzio Costa Smeralda, associazione senza fini di lucro nata nel 1962 per gestire, controllare e proteggere i territori della Costa Smeralda in Gallura, ha voluto mostrare la sua vicinanza alla popolazione di Bitti, profondamente colpita dall’alluvione del 28 novembre. Per un aiuto concreto e immediato alla comunità, ieri il Consorzio ha donato al comune elettrodomestici e derrate alimentari.

 

La donazione è stata consegnata dal Presidente Renzo Persico e dal Direttore Generale Massimo Marcialis all’Amministrazione Comunale.

 

“È un piccolo gesto commenta il presidente del Consorzio Costa Smeralda Renzo Persico – con cui vogliamo essere concretamente vicini alle famiglie di Bitti, per offrire loro un aiuto nel ritornare quanto prima a una condizione di normalità. La Sardegna e i suoi abitanti sono, da sempre, una terra di grande solidarietà, di tenacia e di passione, qualità che si uniscono a una natura meravigliosa e incontaminata, che tutti noi vogliamo preservare e tutelare: siamo certi che, grazie agli sforzi e all’aiuto silenzioso di tutti, questi territori si sapranno presto rialzare.”

 

La Sardegna ha subito danni ingenti a causa dell’alluvione- aggiunge Massimo Marcialis, Direttore Generale del Consorzio Costa Smeralda – È importante non abbandonare le comunità più duramente colpite da questo evento, come Bitti. Il Consorzio, che ha da sempre sostenuto il territorio e la sua popolazione dal punto di vista sia ambientale sia sociale, oggi è fiero di intervenire concretamente per aiutare quelle famiglie che hanno perso tutto durante l’alluvione”.  




Accordo tra Consorzio Costa Smeralda e SDA Bocconi per il Piano strategico e di sostenibilità

  CONSORZIO COSTA SMERALDA E SDA BOCCONI

PER LA DEFINIZIONE DI UN PIANO DI SOSTENIBILITA’ PER LA DESTINAZIONE

 

Sottoscritto un accordo quadro per identificare linee guida e definire azioni strategiche.

 

 

Milano, 9 Dicembre 2020 – Il Consorzio Costa Smeralda ha sottoscritto un accordo con la Scuola di Direzione Aziendale dell’Universita’ Bocconi per la realizzazione di un progetto di studio e ricerca finalizzato a realizzare un Piano Strategico e di Sostenibilità in grado di coniugare lo sviluppo della destinazione con la sostenibilità sociale e ambientale, creando valore nel lungo periodo per i consorziati, la comunità locale e la clientela turistica.

 

Il Consorzio Costa Smeralda gestisce una delle aree più belle e attrattive d’Italia, di cui circa il 96,3% è rappresentato da un territorio integralmente naturale. Si tratta di un patrimonio di inestimabile valore che garantisce l’unicità e l’appeal della destinazione sul mercato turistico globale. È per questo che la tutela del paesaggio e il costante miglioramento delle performance ambientali, connesse allo svolgimento delle attività di valorizzazione e di gestione dell’area, rappresentano punti cardine della strategia del Consorzio. La collaborazione con SDA Bocconi – leader su queste tematiche – si inserisce dunque in questo percorso di ottimizzazione continua dei processi, sia in termini di creazione ed efficientamento delle infrastrutture, sia per quanto riguarda l’erogazione dei servizi consortili.

 

“Siamo pienamente consapevoli che la grande ricchezza del comprensorio Costa Smeralda risiede proprio nella bellezza ancora in larga parte incontaminata del suo paesaggio. – commenta Mario Ferraro, Vicepresidente del Consorzio Costa Smeralda e Amministratore Delegato della Servizi Consortili Costa Smeralda Spa –. Vogliamo rendere ancora più efficiente il nostro impegno per la salvaguardia e la valorizzazione del territorio, una sfida che il Consorzio sta portando avanti fin dalla sua fondazione. Naturalmente, questo è un percorso che richiede il coinvolgimento di tutti gli associati del Consorzio. Con la sottoscrizione dell’accordo con SDA Bocconi, intendiamo innescare un circolo virtuoso in grado di guidare l’intero comparto verso scelte eco-sostenibili, che permettano una riduzione delle emissioni di C02 in Costa Smeralda e in generale una gestione ancora più sostenibile della destinazione.”

 

Nello specifico, il progetto identificherà gli obiettivi di minimizzazione degli impatti delle attività svolte dal Consorzio nel medio e nel lungo periodo. In particolare, saranno implementate prassi e strategie finalizzate a migliorare le performance ambientali delle attività di gestione dei rifiuti, dell’energia,  dell’acqua e della mobilità. Allo stesso tempo, il progetto prevede la sensibilizzazione e il coinvolgimento dei consorziati, attraverso la realizzazione di percorsi di sostenibilità che riguarderanno le residenze private, le strutture ricettive, i ristoranti, i negozi e l’edilizia, in questo caso con il Comitato di Architettura del Consorzio a fare da guida.

Naturalmente, per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell’inquinamento saranno fondamentali le sinergie e le partnership con altre realtà territoriali, brand e imprese che hanno a cuore la tutela e il rispetto dell’ambiente.

 

Tutte le tappe di questo percorso saranno costantemente monitorate e i risultati ottenuti saranno analizzati e comunicati a livello internazionale tramite report di sostenibilità annuali. Grazie a questa iniziativa, il Consorzio potrà ottenere un accreditamento internazionale e avviare nuove partnership con stakeholder all’avanguardia nel panorama mondiale.




Alghero: accordo di programma con il Consorzio Industriale Provinciale per impianto di trattamento della posidonia

Riuso della sabbia in un impianto di trattamento ad Alghero

Un accordo di programma con il Consorzio Industriale della Provincia di Sassari per le azioni necessarie alla migliore gestione ambientale della posidonia spiaggiata in esubero. È questa la decisione della Giunta Conoci a pochi giorni dall’emanazione della nuova Legge Regionale sulla posidonia, che all’art.2 stabilisce l’impegno della Regione a promuovere il recupero e il riuso dei residui ( dopo aver salvaguardato la frazione sabbiosa ) in particolare presso impianti di trattamento. Con la delibera n° 25 del 12 febbraio l’esecutivo da atto di “individuare una soluzione alternativa e definitiva del conferimento a distanza della posidonia in esubero depositata sui litorali algheresi al fine di consentire un utilizzo efficace, efficiente ed economico delle risorse stanziate anche con azioni integrate con altri soggetti pubblici che siano da impulso per la progettazione e realizzazione di un impianto di trattamento a recupero della posidonia in esubero in loco”. L’avvio dell’iter per formalizzare un accordo di programma è il risultato di un lavoro che sin dall’ inizio del mandato è stato svolto per la ricerca di azioni finalizzate al trattamento della posidonia sul posto. “Abbiamo ricercato gli strumenti utili a dare soluzioni definitive alla problema – spiega il Sindaco Mario Conoci – individuando quale strada percorribile quella offerta dall’Accordo di Programma. Con il Consorzio Industriale di Sassari abbiamo davanti la possibilità di perseguire gli obbiettivi che anche la Regione ha voluto rimarcare nella nuova norma sulla posidonia, oltre che favorire lo sviluppo economico e produttivo del territorio”. La scelta adottata per intervenire sul problema della posidonia nei litorali ha alla base una visione futura “che tenga conto – aggiunge l’Assessore all’Ambiente Andrea Montis – del rispetto dei principi di buon andamento delle pubbliche amministrazioni: economicità, sussidiarietà e prossimità.  Non si può infatti continuare a creare solo spese ma si deve trasformare le criticità in opportunità che guardino anche alla tutela ambientale, evitando eccessive spese di trasporto che non giovano né all’ambiente né alle casse comunali”.

La precisazione dell’Assessore Andrea Montis.

Ascolta L’audio.

 

 




Un consorzio di tutela per “sos logos de Angioy”

Dai percorsi di turismo identitario dell’Istituto Camillo Bellieni potrebbe nascere un organismo capace di veicolare la storia della Sardegna come strumento di promozione del territorio. L’annuncio è stato dato domenica nel corso dell’appuntamento di Ittiri e Uri

L’idea di veicolare la storia della Sardegna come strumento di promozione del territorio sta forse per diventare realtà. L’iniziativa “In sos logos de Angioy” messa in campo dall’Istituto Camillo Bellieni nell’ottica di realizzare un percorso di turismo identitario, potrebbe essere la base per dare vita a un consorzio di tutela dei luoghi accomunati direttamente o indirettamente dal passaggio di Giommaria Angioy durante i moti antifeudali di fine Settecento.

L’obiettivo è quello di mettere insieme sinergie e risorse per grandi campagne di promozione, di comunicazione e valorizzazione di un territorio che tocca una gran fetta del nord Sardegna, a partire da Santu Lussurgiu per arrivare fino a Santa Teresa di Gallura.

In qualità di animatore, l’Is.Be si propone come capofila di un organismo nel quale avranno la possibilità di interagire diverse figure, a partire dalle Amministrazioni comunali per arrivare ai titolari di cooperative, associazioni culturali, professionisti, operatori commerciali e del settore accoglienza, ristoratori, produttori, gestori di servizi agroalimentari e tutte le altre personalità singole interessate a far parte del gruppo.

L’annuncio è stato dato durante il nono appuntamento del percorso culturale che domenica ha fatto tappa a Ittiri e Uri, permettendo di scoprire il ruolo chiave di queste due comunità del Coros nelle avvisaglie della sarda rivoluzione. Le vicende e i personaggi dei due paesi sono stati evidenziati attraverso le voci guida dello studioso Antonello Nasone, dell’archivista Stefano Alberto Tedde e dell’archeologa Giuseppina Ruggiu.

Sono state visitate l’abbazia di Nostra Signora di Paulis, edificata nel XIII secolo dai monaci cistercensi, dove è stata ricordata la figura emblematica di Piero Cao, conosciuto come il Padre Bianco. La comitiva si è poi trasferita all’interno della chiesa di San Francesco, dove rinfrancata dalla gradevole frescura degli ambienti interni, ha potuto approfondire la personalità di don Vincenzo Serra, il più agguerrito antagonista dei feudatari Ledà.

Il confronto fra le due fazioni portò nel 1798 a una pasqua di sangue, quasi in stile Ok Corral, in un conflitto a fuoco che fece strage tra le vie del paese. Lo “strumento d’unione” fu invece firmato nei pressi della chiesa di San Pietro, che è stata anche l’ultima tappa del percorso mattutino dell’Is.Be.

In serata il gruppo si è trasferito a Uri per visitare i più significativi monumenti, tra i quali la chiesa di Nostra Signora della Pazienza e la casa Dettori-Delogu, che fu dimora di Giorgio Pinna-Mulas, sindaco del paese coinvolto nella rivolta antifeudale assieme a suo fratello, il viceparroco Giovanni.