Proficuo incontro del Comitato Gallura contro la Speculazione Eolica e Fotovoltaica con l’Unione dei Comuni dell’Alta Gallura

Tempio Pausania, 23 gennaio 2024

Continua la mobilitazione del Coordinamento Gallura contro la Speculazione Eolica e Fotovoltaica sul territorio per contrastare l’assalto delle multinazionali in Gallura.

Dopo il Consiglio comunale di Tempio Pausania, in seduta straordinaria e aperta, del 16 gennaio scorso, e gli incontri avvenuti nei Comuni di Telti, Calangianus e Luras, questa mattina, nella sala riunioni dell’Unione dei Comuni dell’Alta Gallura, si è svolta una seduta di Giunta alla quale ha partecipato una delegazione del Coordinamento e ha visto la partecipazione di tutti i sindaci, ad eccezione del sindaco di Trinità d’Agultu. L’argomento “Parchi eolici e fotovoltaici. Analisi e determinazioni” è stato posto al punto primo dell’ordine del giorno. Il primo intervento è stato quello del portavoce del Coordinamento Gallura, Agostino Peru: “La battaglia non è contro le energie rinnovabili ma contro l’agghiacciante meccanismo speculativo che si è innescato, il quale porterebbe alla svendita del nostro paesaggio e a un nuovo colonialismo energetico, che cambierebbe per sempre il volto della nostra terra”. Si parla di richieste di allacci e bozze di progetto che superano di quasi 10 volte la potenza di 6GW di cui si era fatta carico la Sardegna da decreto e che ad oggi ammontano a circa 57GW. “Chiediamo alle amministrazioni di rendere nota alla popolazione la situazione che si è creata in merito – conclude Peru –. Il nostro auspicio è che tutti i sindaci dell’isola si facciano promotori di un grande movimento di opposizione”.

A seguire Gianni Monteduro, attivista, ha illustrato l’iter che assegnava alle Regioni il compito di mappare il territorio e di indicare le zone idonee, cosa che non è stata fatta, creando così un vuoto normativo che ha portato continue richieste di allaccio a Terna S.p.A. per la creazione di impattanti parchi eolici con torri alte 270 metri. “Tutti i territori sono colpiti. Oltre a questo c’è da tenere conto anche dei progetti relativi all’agrivoltaico, che prevede di tappezzare di pannelli fotovoltaici 40.000 ettari: una superficie pari a due volte il comune di Tempio Pausania. Le amministrazioni comunali devono fare resistenza alla devastazione – precisa Monteduro – richiedendo alla Regione Sardegna di presentare una moratoria che porti alla sospensione di ogni approvazione dei progetti e contestualmente la mappatura del territorio per indicare le aree idonee e allo stesso tempo è necessario proporre progetti alternativi ragionati per preservare l’ambiente, come le comunità energetiche. L’urgenza è arrivare al palazzo regionale”.

L’archeologa Angela Antona ha portato l’attenzione sul territorio: “Fino ad oggi abbiamo sempre ragionato per singoli siti archeologici, aree in cui sono presenti dei vincoli – ha spiegato – ma ora i sindaci hanno uno strumento fondamentale: quello di considerare non il singolo sito ma il paesaggio nella sua totalità. Nei documenti vengono indicate le aree sottoposte a vincolo ma non le buffer zone, ossia le zone cuscinetto. I sindaci devono far sì che le buffer zone coprano l’intera Gallura”.

L’architetto Marta Tolar ha sottolineato il conseguente consumo di suolo e la non considerazione dello smantellamento delle strutture una volta terminato il periodo di produzione. “Basti pensare che i progetti non sono presentati solo nelle zone pianeggianti, ma persino sulle creste di granito. Ciò che manca, a livello territoriale, è una strategia e una pianificazione, poiché non esiste solo la strategia

energetica. Come Coordinamento siamo disponibili ad offrire un supporto tecnico”. L’esposizione dell’affare speculativo reso meno cupo da parole come “green” e “rinnovabile” è proseguita con l’intervento di Maria Antonietta Pirrigheddu, attivista, la quale ha precisato che “Se anche passasse un decimo dei progetti presentati, sarebbe un danno irreversibile. Non c’è niente di temporaneo in questi impianti e, per quanto riguarda il fotovoltaico, è probabile che ci ritroveremo tra qualche anno con delle discariche di vetri rotti da smaltire”. Pirrigheddu prosegue toccando il tema delle leggendarie compensazioni, ridicole e spesso nemmeno corrisposte. “I sindaci possono presentare ricorsi condivisi ravvisando reati ambientali, per danni alla salute e per tutti gli aspetti che riguardano paesaggio, biodiversità, cultura ed economia. È necessario chiedere l’incostituzionalità della legge sulla produzione di energia, che contravviene all’articolo 9 della Costituzione”.

Mauro Gargiulo, presidente di Italia Nostra Sardegna, ha spiegato l’estrema complessità della questione, poiché “I progetti vengono approvati approfittando del vuoto normativo. Al contrario si può far decollare i progetti di comunità energetica che metterebbero in difficoltà i grandi speculatori”. L’auspicio – conclude Gargiulo – è che “I Comuni mettano in campo tutti gli strumenti in loro possesso, in modo da agire sulla Regione e portare a un’intera revisione di tutto il processo”.

Maria Grazia Demontis, attivista, nell’ultimo intervento della delegazione ha portato un esempio di resistenza virtuoso. “Un Comune della Puglia, Volturino, chiamato in causa dall’impellente necessità di produrre energia, ha vinto dotandosi di un proprio piano energetico comunale. Definiamo quindi un piano energetico territoriale creato dall’Unione dei Comuni”.

Dopodiché Emiliano Deiana (ANCI) ha condiviso l’esigenza di intervenire convergendo sulle priorità espresse dal Coordinamento: moratoria, mappatura, piano energetico regionale e produzione di una mappa dei beni identitari.

Il sindaco di Aggius, Nicola Muzzu, ha portato la propria esperienza: “Abbiamo ricevuto diverse richieste per l’installazione di altri impianti, che abbiamo già rifiutato. Aggius ha già 34 aerogeneratori. Abbiamo inserito nel nostro piano urbanistico dei vincoli molto stretti in modo tale che il parco non possa essere ampliato”. E conclude: “Occorre stare attenti e vigili. Ciò che viene proposto oggi non è un riconoscimento economico stabilito ma delle compensazioni ambientali. Anche a noi devono dare il 5% ma è da sei anni che non abbiamo nessun riscontro. Non rispondono nemmeno alle pec! Se i Comuni si uniscono, e la Regione ci viene dietro, le cose possono cambiare”.

Essendoci altri punti all’OdG da affrontare, la Giunta dell’Unione ha aggiornato l’incontro a martedì prossimo, che sarà anche momento di deliberazione.

Comitato Gallura Contro la Speculazione Eolica e Fotovoltaica




Renato Soru a Lodine: Un Invito al Coraggio e all’Innovazione contro lo Spopolamento

Durante un incontro a Lodine, Renato Soru propone soluzioni innovative per affrontare le sfide dello spopolamento e della denatalità in Sardegna.

In un appuntamento significativo a Lodine, Renato Soru ha trascorso il pomeriggio di domenica 19 novembre discutendo con i cittadini le problematiche dello spopolamento e della mancanza di servizi essenziali in Sardegna. L’evento, dal titolo “Paesi in rete: la città diffusa nel territorio”, ha messo in luce le sfide comuni ai paesi dell’interno sardo, con un’audience particolarmente coinvolta.

Durante l’incontro, Soru ha sottolineato la grave perdita demografica in Sardegna, che negli ultimi dieci anni ha visto una diminuzione di 85mila abitanti. Ha evidenziato come lo spopolamento favorisca un uso esterno del territorio per servitù diverse, tra cui quelle energetiche e forestali, oltre a quelle militari già esistenti.

La proposta di Soru si concentra sull’apertura dei paesi all’immigrazione, sull’investimento in istruzione, nuove tecnologie, fibra ottica, digitalizzazione dei servizi, medicina territoriale e trasporto pubblico locale. Queste misure mirano a facilitare il trasferimento generazionale in settori chiave come l’agricoltura, l’allevamento e l’artigianato.

Soru invita a un coraggioso accoglimento di nuove famiglie, non solo per sostenere il settore agricolo e dell’allevamento, ma anche per rafforzare i servizi di cura alle persone. Inoltre, sottolinea l’importanza dell’istruzione e delle infrastrutture digitali per lo sviluppo delle imprese moderne basate sull’innovazione e sulla ricerca.

Queste proposte, secondo Soru, rappresentano un’opportunità non solo per la sopravvivenza dei paesi sardi, ma anche per contrapporsi alle nuove forme di sfruttamento del territorio. La visione di Soru per una Sardegna resiliente e innovativa mette in primo piano la responsabilità di ciascuno nella costruzione di un futuro migliore per la regione.




AEROPORTI, LA REGIONE VOTA CONTRO LA PROPOSTA DI FUSIONE. L’ASSESSORE MORO: RISPETTARE LO STOP DELL’ENAC A TUTELA DELL’INTERESSE GENERALE

Cagliari, 29 maggio 2023 – La Regione ha votato contro il progetto di fusione delle società di gestione degli aeroporti di Olbia e Alghero approvato stamattina dall’assemblea degli azionisti della Sogeaal. L’assessore dei Trasporti, Antonio Moro, ha ribadito la posizione della Regione (che detiene il 23,06% delle quote della società di gestione dello scalo algherese, la Sfirs il 5,69%) chiedendo al socio di maggioranza, F2i Ligantia, di sospendere la deliberazione e aggiornare la riunione tra 60 giorni, il 28 luglio prossimo, per poter valutare approfonditamente tutta la documentazione, a tutela degli interessi pubblici. 

Nel suo intervento, l’esponente della Giunta Solinas ha anche ricordato che l’Enac, il 15 maggio scorso, “ha comunicato alle società incorporante Geasar e incorporata Sogeaal di ritenere che allo stato non possa essere autorizzato il prospettato  ‘progetto di fusione’ in un’unica società  di gestione  aeroportuale, perché in contrasto con i principi normativi di riferimento e ha subordinato l’autorizzazione al progetto di fusione alla individuazione di soluzione idonea garantire alla Regione l’esercizio delle prerogative societarie”. 

“Considerato – ha evidenziato l’assessore – che per preminente sopraggiunte ragioni di interesse pubblico l’Enac può disporre la revoca della concessione degli affidamenti aeroportuali demaniali di Alghero e Olbia e che il diniego dell’Enac, dettato a tutela di un interesse  generale che trascende gli interessi dei soci, potrebbe determinare la nullità delle assumende delibere di fusione, la Regione esprime parere non favorevole al progetto di fusione del quale non condivide il percorso tecnico-amministrativo per giungere alla definizione della compagine della nuova società”.

“Dalla documentazione, seppur incompleta, di cui la Regione è in possesso – ha detto l’assessore Moro – appare incontrovertibilmente l’iniquità del criterio di definizione della compagine della nuova società, individuato unilateralmente senza il coinvolgimento del socio pubblico, in quanto non tiene in alcun conto gli apporti finanziari che la Regione ha assicurato tempo per tempo alle società aeroportuali”.

Infatti “la quota di partecipazione di Regione, e conseguentemente il ruolo in seno alla compagine della nuova Società, non sarebbe, per nulla, rappresentativa del concreto e fattivo contributo che la Regione Sardegna assicura a tutte le società aeroportuali finanziando in maniera significativa gli investimenti sulle infrastrutture e sottoscrivendo contratti pluriennali di pubblicità e di prestazioni di servizi attraverso i quali la Regione sostiene il conto economico delle società di gestione, assicurando loro quella quota dei cosiddetti ricavi ‘non aviation’, in assenza dei quali non sarebbe possibile sottoscrivere gli accordi con importanti compagnie aeree”.

Da un punto di vista procedurale, ha sottolineato l’assessore dei Trasporti, “si evidenzia che solamente dalla lettura del parere espresso dall’esperto incaricato si è appreso dell’esistenza di un corredo documentale di cui il socio pubblico è stato informato in modo incompleto e parziale e pertanto del tutto insufficiente”.La Regione, “registrato il rifiuto da parte del socio di maggioranza di ‘aggiornare la deliberazione per la fusione di incorporazione di Sogeaal in Geasar al 28 luglio 2023 (60 giorni)’ per consentire la formulazione di una proposta condivisibile che contemperi gli interessi e gli obiettivi delle parti in  gioco, nel rimarcare in conclusione le specificità che la questione delle gestioni aeroportuali riveste per lo sviluppo economico e la crescita sociale dell’Isola, ribadisce il voto non favorevole alla proposta di fusione di Sogeaal in Geasar”, ha concluso l’esponente della Giunta Solinas. (ale)

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Ufficio Stampa Regione Sardegna




PNRR: Una Corsa Contro il Tempo per Stimolare la Crescita e Superare le Sfide Regionali in Italia

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è attualmente in una situazione critica. Con il tempo che scorre e i ritardi che si accumulano, in particolare nelle regioni del Sud Italia, il governo cerca soluzioni per spostare alcuni progetti sui fondi Coesione, guadagnando così tre anni in più per utilizzare le risorse. Tuttavia, le regioni meridionali temono che i loro programmi possano essere sacrificati a vantaggio di quelli nazionali.

Questa situazione preoccupante è ulteriormente aggravata dall’accusa del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che sostiene che il ministro Raffaele Fitto voglia prendere i soldi destinati al Sud e distribuirli sul piano nazionale, coprendo così i costi energetici del Nord. Il Mezzogiorno deve affrontare non solo la storica difficoltà di investire risorse, ma anche la mancanza di competenze nelle amministrazioni locali.

Uno studio della Svimez rivela che il 62% dei Comuni del Sud ha trovato complessa la partecipazione ai bandi del PNRR, e le opere che procedono più lentamente sono quelle fino a un milione di euro. Il Ragioniere Generale dello Stato, Biagio Mazzotta, ha recentemente annunciato che su 164.000 progetti presentati per il PNRR, 62.000 riguardano il Sud, ma solo un terzo ha ricevuto la necessaria validazione.

La maggior parte degli interventi che potrebbero essere spostati dal PNRR ai fondi Coesione riguarda la transizione verde e digitale, il sostegno al lavoro dei giovani e delle donne, le misure per le aree di Taranto (ex Ilva) e del Sulcis (dove operava Alcoa) e gli interventi di rigenerazione urbana nelle sei città metropolitane del Mezzogiorno.

Il lavoro del ministro per gli Affari europei, Raffaele Fitto, ha un altro obiettivo importante: liberare miliardi nel piano stesso trasferendo i progetti dal PNRR alla Coesione, permettendo così al centrodestra di agire su un pacchetto di interventi ereditato da Mario Draghi senza avere margini di manovra.

Entro il 31 di questo mese, l’Europa dovrebbe approvare la terza rata del PNRR, pari a 19 miliardi di euro, da girare all’Italia. La Commissione europea si appresta anche a dare luce verde al piano italiano per trasferire le opere del PNRR che non potranno essere completate entro il 2026 sotto l’ombrello della Coesione, le cui risorse possono essere erogate entro il 2029. Tuttavia, per giustificare questo allungamento, servono “circostanze oggettive” che rendono impossibile la realizzazione dei progetti entro il 2027, come ad esempio la carenza di materie prime.

Un altro aspetto da considerare è che, per utilizzare i fondi della Coesione, è necessario cofinanziare gli interventi e mantenere inalterata la ripartizione tra le Regioni. È per questo motivo che le modifiche al PNRR che il governo presenterà a Bruxelles riguarderanno soprattutto il Meridione. La fetta più grossa della torta della Coesione spetta alle Regioni meno sviluppate: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, che insieme hanno ottenuto per i programmi regionali 2021-2027 quasi 27 miliardi su 48,5. Per fare un esempio, la Campania ha 7 miliardi da spendere, il Piemonte 2,8.

Inoltre, spostare i progetti al Sud avrebbe il vantaggio per lo Stato di dover aggiungere meno risorse proprie: il cofinanziamento, infatti, prevede almeno il 15% di fondi nazionali per le regioni meno sviluppate, il 40% per quelle in transizione e il 60% per quelle più sviluppate. Detto così sembra tutto facile, ma la spesa resta il grande problema italiano, tanto che bisogna spendere ancora 20 miliardi ereditati dal precedente bilancio europeo (2014-2020), e per non perderli c’è tempo solo fino al 31 dicembre di quest’anno.

Sono a rischio gli investimenti dei Comuni del Mezzogiorno. Il 62% delle amministrazioni considera complessa la partecipazione ai bandi del PNRR contro il 57% dei Comuni del Centro-Nord. La realizzazione di un’infrastruttura sociale al Sud richiede nove mesi in più rispetto alla media dei Comuni italiani.

L’impegno c’è, visto che tra le amministrazioni con meno di 30 mila abitanti risulta una partecipazione ai bandi mediamente più alta nel Mezzogiorno, ma un tasso di aggiudicazione più contenuto. Tra i fattori che hanno generato criticità c’è l’eccessiva complessità delle procedure. Oltre il 40% dei Comuni ha avuto necessità di ricorrere a consulenze esterne per la partecipazione ai bandi.

Le stime della Svimez – l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno – sui tempi di realizzazione delle infrastrutture sociali confermano il gap di capacità realizzativa al Sud. Le opere che procedono più a rilento sono quelle con investimenti fino a un milione di euro.

I ritardi si accumulano soprattutto nelle fasi iniziali di affidamento dei lavori, rallentate dalle carenze di personale tecnico specializzato. La percentuale di personale under 40 dei Comuni è del 4,8 per cento nel Mezzogiorno (10,2% nel Centro-Nord); e solo il 21,2% dei dipendenti comunali al Sud è laureato (28,9% del Centro-Nord).

Cosa è il fondo di coesione?

Il Fondo di Coesione è uno dei principali strumenti finanziari dell’Unione Europea, finalizzato a ridurre le disparità economiche e sociali tra le regioni degli Stati membri. Esso fa parte della cosiddetta “politica di coesione” dell’UE, insieme al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e al Fondo Sociale Europeo (FSE). In Italia, il Fondo di Coesione contribuisce a finanziare progetti e iniziative mirate allo sviluppo sostenibile, alla crescita economica e alla creazione di occupazione, in particolare nelle regioni meno sviluppate.

Il Fondo di Coesione si concentra principalmente su tre obiettivi principali:

  1. Obiettivo “Convergenza”: Questo obiettivo si riferisce al sostegno alle regioni meno sviluppate, con un PIL pro capite inferiore al 75% della media dell’UE. L’obiettivo è quello di promuovere la crescita economica e migliorare la qualità della vita nelle regioni interessate.
  2. Obiettivo “Competitività regionale e occupazione”: Questo obiettivo si rivolge alle regioni che non rientrano nella categoria “Convergenza” e mira a promuovere la competitività economica, l’innovazione, l’occupazione e lo sviluppo sostenibile.
  3. Obiettivo “Cooperazione territoriale europea”: Questo obiettivo promuove la cooperazione tra le regioni e gli Stati membri al fine di affrontare sfide comuni e promuovere lo sviluppo sostenibile a livello transnazionale e interregionale.

In Italia, il Fondo di Coesione viene assegnato attraverso programmi operativi pluriennali, negoziati tra il governo italiano e la Commissione Europea. Questi programmi stabiliscono gli obiettivi e le priorità di finanziamento specifiche per ciascuna regione e le modalità di attuazione dei progetti.

Il Fondo di Coesione rappresenta una risorsa importante per l’Italia, in particolare per le regioni meno sviluppate del Mezzogiorno, come Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Attraverso il Fondo di Coesione, l’Italia può investire in progetti di sviluppo infrastrutturale, formazione professionale, ricerca e innovazione, e altre iniziative volte a migliorare la competitività e la qualità della vita delle sue regioni.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) fa parte del Next Generation EU, un fondo di 750 miliardi di euro creato dall’Unione Europea per aiutare gli stati membri a riprendersi dalla crisi economica causata dalla pandemia di COVID-19. Il PNRR prevede l’erogazione di sovvenzioni e prestiti agli stati membri.

Tuttavia, la distribuzione esatta delle risorse varia da paese a paese, poiché dipende dalle dimensioni dell’economia, dalla popolazione e dalle esigenze specifiche di ciascuno stato membro. Ad esempio, l’Italia riceverà circa 191,5 miliardi di euro (comprese sovvenzioni e prestiti), rendendola il maggior beneficiario del PNRR.

Alcuni degli altri grandi beneficiari del PNRR includono:

  1. Spagna: circa 140 miliardi di euro (comprese sovvenzioni e prestiti)
  2. Francia: circa 40 miliardi di euro (principalmente in sovvenzioni)
  3. Polonia: circa 23,9 miliardi di euro (principalmente in sovvenzioni)
  4. Germania: circa 22,4 miliardi di euro (principalmente in sovvenzioni)

I dati precisi sui fondi destinati alle singole regioni italiane nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) possono variare nel tempo e non sono sempre disponibili in modo dettagliato. Tuttavia, è possibile fornire alcune stime riguardo ai fondi destinati alle regioni italiane meno sviluppate nel periodo 2021-2027 dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), Fondo Sociale Europeo (FSE) e Fondo di Coesione, che insieme formano la “politica di coesione” dell’UE.

Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia sono le regioni meno sviluppate e ricevono la fetta più grossa dei fondi di coesione. In totale, queste regioni hanno ottenuto quasi 27 miliardi di euro su 48,5 miliardi di euro stanziati per l’Italia nel periodo 2021-2027. Ecco alcune stime dei fondi destinati a queste regioni:

  1. Basilicata: circa 2,5 miliardi di euro
  2. Calabria: circa 5,1 miliardi di euro
  3. Campania: circa 7 miliardi di euro
  4. Molise: circa 1 miliardo di euro
  5. Puglia: circa 4,6 miliardi di euro
  6. Sardegna: circa 2,9 miliardi di euro
  7. Sicilia: circa 4,3 miliardi di euro

È importante notare che questi importi sono solo stime e potrebbero cambiare nel tempo. Inoltre, queste cifre riguardano i fondi stanziati nell’ambito della politica di coesione dell’UE e non solo dal PNRR. I fondi del PNRR vengono assegnati per progetti specifici e possono essere distribuiti in modo diverso tra le regioni italiane.




Lotta contro la disuguaglianza di genere: donne e lavoro in Sardegna

In Sardegna, la situazione del lavoro per le donne non è ancora uguale a quella degli uomini. Sono molte le sfide che le donne affrontano sul posto di lavoro, tra cui la disuguaglianza salariale, la mancanza di servizi per la cura dei bambini e il part-time involontario. Tuttavia, sono anche molte le donne che stanno lottando per creare un mondo del lavoro più equo e inclusivo.

Nel 2022, il tasso di occupazione delle donne in Sardegna è stato del 46,5%, in diminuzione dell’1,4% rispetto all’anno precedente. La Sardegna è la regione in Italia con il maggior numero di donne che lavorano a tempo parziale perché non trovano un lavoro a tempo pieno: il 26,4% delle donne. Questi numeri rappresentano una sfida importante per le donne in Sardegna, ma anche una grande opportunità per le donne che stanno lottando per i loro diritti.

La disuguaglianza salariale è un altro problema che le donne affrontano sul posto di lavoro. Nel 2022 in Italia, il divario salariale tra uomini e donne era del 13%. Le donne sono più impiegate in lavori come gli impiegati e nel settore della vendita e dei servizi alla persona. Sono meno presenti in ruoli di dirigenza e imprenditoriali. Inoltre, il divario salariale si acuisce ulteriormente con l’aumento delle competenze e della specializzazione, nei settori tipicamente maschili e con livelli retributivi maggiori.

Tuttavia, molte donne stanno lottando per creare un mondo del lavoro più equo e inclusivo. L’assessorato regionale del Lavoro ha annunciato un pacchetto di misure per aiutare le donne a conciliare il lavoro con la vita familiare e personale. Tra le misure proposte, ci sono bonus per l’assunzione di donne, supporto per chi vuole lavorare in proprio, e aiuti per la conciliazione lavoro-famiglia. L’obiettivo è quello di rimuovere gli ostacoli che impediscono alle donne di esprimere il loro potenziale e di favorire la loro partecipazione al mercato del lavoro.

Anche molte donne politiche in Sardegna stanno lottando per i diritti delle donne sul posto di lavoro. Ada Lai, assessora regionale del Lavoro, ha sottolineato l’importanza di mantenere l’attenzione sui diritti delle donne e sugli stereotipi che limitano ancora la loro libertà. Ha anche affermato che l’obiettivo è quello di rimuovere gli ostacoli che impediscono alle donne di esprimere il loro potenziale e di favorire la loro partecipazione al mercato del lavoro.

Alessandra Zedda, consigliera regionale di Fi, ha sottolineato che c’è ancora molto da fare per colmare il gap di genere in tutti i settori della vita e che la lotta per i diritti delle donne deve essere accompagnata da una platea maschile.

Negli ultimi 10 anni in Sardegna, il tasso di occupazione femminile è rimasto costantemente al di sotto di quello maschile, con una media annuale del 46,5% rispetto al 53,5% degli uomini. Inoltre, il tasso di occupazione femminile è diminuito leggermente dal 2021 al 2022. In termini di disuguaglianza salariale, nel 2022 il gender pay gap in Sardegna era del 13%, in linea con la media nazionale. Tuttavia, negli ultimi 10 anni la disuguaglianza salariale è diminuita gradualmente, passando dal 16,1% nel 2011 al 13% nel 2022.

Se confrontiamo la situazione in Sardegna con il resto d’Europa, emerge che la regione si trova al di sotto della media europea per quanto riguarda il tasso di occupazione femminile. Nel 2020, la media europea del tasso di occupazione femminile era del 67,3%, mentre in Sardegna era del 44,5%.

Anche la disuguaglianza salariale in Sardegna è più alta rispetto ad altri paesi europei. Nel 2019, il gender pay gap in Italia era del 16%, mentre in altri paesi come la Svezia, la Norvegia e la Finlandia il gender pay gap era inferiore al 10%.

Questi dati dimostrano che c’è ancora molto lavoro da fare in Sardegna per garantire un mondo del lavoro equo e inclusivo per le donne. Tuttavia, ci sono anche molte donne che stanno lottando per i loro diritti e che stanno lavorando per creare un futuro migliore per le donne in Sardegna e in Europa.




PLOAGHE. PIU’ SPORT PER TUTTI, ATTIVATO UN PROGRAMMA DI CONTRIBUTI CONTRO LA DISPERSIONE SPORTIVA

L’amministrazione comunale di Ploaghe ha varato nei giorni scorsi il programma: “+ 𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁 𝘅 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶”. Si tratta di un programma di inclusione sociale mediante lo sport al fine di sostenere le famiglie in difficoltà e limitare la “dispersione sportiva”. La crisi economica degli ultimi anni ha infatti intaccato la capacità delle famiglie di soddisfare anche i bisogni più elementari e il rischio di non poter mandare i propri figli a praticare uno sport è certamente fra questi. L’amministrazione comunale di Ploaghe ritiene che l’attività sportiva sia fondamentale per la crescita dei bambini. Come sostiene anche l’Unicef, lo sport infatti alimenta valori fondamentali quali amicizia, solidarietà, lealtà e lavoro di squadra. Aiuta inoltre ad accrescere l’autodisciplina e l’autostima, la fiducia in sé e negli altri, il rispetto degli altri e della diversità oltre a essere un formidabile strumento di inclusione. Il programma predisposto dal comune è suddiviso in due differenti avvisi pubblici, uno rivolto alle famiglie ed uno rivolto alle associazioni sportive. Per quanto attiene le famiglie l’amministrazione ha previsto un contributo, sotto forma di voucher, pari a 150 euro per bambino o ragazzo di età compresa fra i 4 e i 18 anni non compiuti riservato ai giovani il cui Isee familiare sia inferiore a 14mila euro. L’avviso riservato alle società sportive e alle associazioni sportive dilettantistiche è invece volto alla candidatura come soggetto attuatore del programma, per poter di conseguenza acquisire i voucher e ricevere il rimborso comunale. Alle associazioni e alle società verrà riconosciuto anche un piccolo contributo, pari a 50 euro per ciascun bambino beneficiario, per la gestione del programma. Il Vice sindaco e assessore allo sport Giammario Busellu è convinto della bontà della decisione della giunta comunale: “Dopo lo scorso anno in cui abbiamo dato un significativo contributo alle associazioni sportive per il rilancio delle attività dopo la pandemia, quest’anno abbiamo voluto privilegiare le famiglie e i ragazzi che con questo contributo potranno fare attività sportiva più serenamente”. Anche il sindaco Carlo Sotgiu ritiene importante il programma appena attivato: “Praticare uno post è un diritto che ciascun giovane deve avere. Lo sport contribuisce non solo a condividere stili di vita salutari ma contribuisce in modo sostanziale all’inclusione sociale alimentando valori positivi. Aiutare quelle famiglie maggiormente in difficoltà è un dovere etico e morale al quale questa amministrazione non intende sottrarsi”.

Tutte le informazioni necessarie sono disponibili nella home del sito internet del Comune www.comune.ploaghe.ss.it




Cardiologi del Policlinico in prima linea contro le malattie cardiovascolari. Dal 12 al 19 febbraio quattro specialisti dell’Aou di Cagliari impegnati in consulti telefonici gratuiti in occasione della diciassettesima edizione di Cardiologie Aperte

Cagliari 10 febbraio 2023. La Cardiologia del Policlinico Duilio Casula diretta della professoressa Roberta Montisci, aderisce anche quest’anno alla Campagna Nazionale per la prevenzione delle malattie cardiovascolari e del controllo dei fattori di rischio “Cardiologie Aperte”. I cardiologi del Duilio Casula coinvolti saranno quattro, la professoressa Roberta Montisci, le dottoresse Alessandra Piras e Maria Francesca Marchetti e il dottore Mattia Biddau che insieme a specialisti provenienti da oltre 200 Cardiologie italiane saranno a disposizione dei pazienti con consulti telefonici gratuiti.

L’iniziativa, giunta alla sua diciassettesima edizione, si svolgerà da domenica 12 a domenica 19 febbraio 2023. Nel corso della settimana, nelle fasce orarie dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 14 alle ore 16, i cittadini potranno chiamare il numero verde 800 05 22 33 per porre domande sui problemi legati alle patologie cardiache.

Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la principale causa di morte nel nostro Paese, essendo responsabili del 34,8% di tutti i decessi. Prevenzione e informazione rivestono un ruolo importante per arginare un problema di salute globale come questo.

L’evento organizzato dalla Fondazione per il tuo cuore – HCF Onlus, l’Ente di ricerca della Cardiologia Ospedaliera ANMCO, riconosciuto dal Ministero della Salute e iscritto all’Anagrafe Nazionale della Ricerca riconosce l’importante ruolo che ricoprono i cardiologi, che agiscono in favore dei pazienti per il tema della prevenzione delle malattie cardiovascolari, mettendosi gratuitamente al loro servizio.

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Ufficio stampa Azienda Ospedaliero Universitaria di Cagliari

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Sardegna, il viceministro Gava: “In arrivo 19 milioni di euro contro il dissesto idrogeologico”

“Quasi 19 milioni di euro alla Sardegna contro il dissesto idrogeologico. Anche qui interveniamo robustamente per la messa in sicurezza dei territori che necessitano di azioni rapide”. Lo annuncia il viceministro all’Ambiente e Sicurezza energetica Vannia Gava. Il decreto ministeriale sarà firmato nelle prossime ore. 18.981.000 euro la dote finanziaria complessiva assegnata alla regione per ben cinque interventi di mitigazione del rischio idrogeologico valutati “urgenti e prioritari”. Più dettagliatamente, le opere riguarderanno le province di Nuoro, Sassari e Sud Sardegna. “Abbiamo chiara la mappa delle fragilità del nostro Paese – dichiara il viceministro – ed è nostro dovere agire con la massima celerità a protezione di questa meravigliosa regione e delle nostre comunità”. L’attuazione del cronoprogramma è ora affidata al Presidente della Regione, in qualità di Commissario di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico.
Roma, 9 febbraio 2023




Capoterra, CONFERENZA CONTRO LE TRUFFE




Progetto ITA.C.A – ITAlian Cities Against discriminationCittà italiane contro le discriminazioni

Il Comune di Olbia in collaborazione con
La Rete delle Città del Dialogo

Presenta
Progetto ITA.C.A della Città di Olbia
09 febbraio 2023 -Olbia 10:00 – 13:30
Sala Conferenze Museo di Olbia

Ore 10:00: Saluti istituzionali: Sindaco del Comune di Olbia e Assessore Politiche sociali Dott.ssa Simonetta Lai e Assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione Dott.ssa Sabrina Serra

10:30 Presentazione Progetto:
Giuseppina Biosa, Referente progetto ITA.C.A per il Comune di Olbia
10:45 Interventi Organizzazioni della società civile partner di Progetto: esperienza del percorso di animazione e formazione delle OSC
• Associazione Amici della Biblioteca Simpliciana
• Associazione Casa Silvia
• Associazione Labint
• Associazione Mediterrarte
• Associazione Prospettiva donna
11:30 Presentazione laboratorio con gli studenti
Percorso di animazione e sensibilizzazione con gli studenti di: Liceo Scientifico L. Mossa- Liceo Artistico Musicale F. De Andrè – IPIA Amsicora
Intervento del Dott. Cristiano Depalmas, Psicologo e preparatore mentale
Presentazione tavole artistiche “Immagini e parole antirumors” preparate dal gruppo interscuola Liceo Scientifico L. Mossa- Liceo Artistico e Musicale F. De Andrè – IPIA Amsicora
Presentazione manufatto ITA.C.A. degli studenti IPIA Amsicora
Consegna riconoscimento “Agenti antirumors della Città di Olbia” a studenti e associazioni che hanno contribuito alla realizzazione del Progetto.

La presentazione sarà accompagnata da Coro e Orchestra del Liceo Artistico e Musicale F. De Andrè