Le mascherine made in Ogliastra. A Jerzu la sartoria artigiana “Mario Demurtas” si trasforma per aiutare popolazione e ospedali.

Da più di 1 mese forbici, aghi, filo e macchinari sono fermi. Non si taglia più la stoffa, non si creano più risvolti, orli e asole e, soprattutto, non si prendono più le misure a quei clienti che, per 60 anni, sono entrati nella sartoria artigianale “Mario Demurtas” a Jerzu, per farsi cucire, su misura, abiti, giacche e calzoni da pastore, rigorosamente in velluto, e farsi creare berretti sardi. Tutto fermo, anche le 16 mani degli 8 fidati dipendenti bloccati a casa senza poter fare nulla. Se finisse così, sarebbe una di quelle storie comuni, purtroppo, alle piccole imprese di Sardegna travolte, con sempre maggiore maggior frequenza, da crisi economiche, consumi o nuove tendenze. Invece questa è un’altra storia perché la chiusura della sartoria è stata imposta per Decreto, considerata attività non di primaria necessità per il Paese, e perché la “voglia matta” di 8 volontari per aiutare gli altri nella dura lotta contro il Coronavirus non riesce a placarsi. E allora cosa succede in questo paesino dell’Ogliastra? Che questa “voglia matta” dei volontari e della titolare, Valentina, che dal 1 gennaio, con il passaggio generazionale, ha preso la titolarità dell’azienda dal padre Mario, si trasforma nell’idea di realizzare mascherine per proteggere naso e bocca in un periodo in cui non le hanno neanche gli ospedali. E allora le mani cominciano a rovistare tra il materiale accatastato nel magazzino alla ricerca di stoffe, elastici e nastrini e riprendono a tagliare, cucire e assemblare non semplici dispositivi usa e getta ma veri e propri strumenti di protezione lavabili, realizzati in cotone, e riutilizzabili con una taschina anteriore per poter inserire, e sostituire, uno strato filtrante da usare e gettare. Prima 10, poi 20, poi 100 fino ad arrivare a 500 al giorno da distribuire, gratuitamente, agli impiegati del Comune di Jerzu e nelle case di
riposo, poi nei supermarket, nelle edicole,  e tra i conoscenti affinché ognuno possa sentirsi protetto da questo male.
“In un momento come questo ognuno di noi deve dare il suo contributo – afferma Valentina Demurtas – per questo stiamo cercando di realizzare nel minor tempo possibile un numero tale di mascherine, oggetti introvabili e sempre più preziosi, per donarle e da poter affrontare almeno questa imminente emergenza. Sono importanti più per un fatto psicologico, che dal punto di vista batteriologico. Danno tranquillità ai cittadini che sono molto spaventati”. “Ormai è una questione di principio – continua la titolare – abbiamo richieste di migliaia e migliaia di casi: medici, operatori sanitari, malati, militari, carabinieri, farmacisti. La lista è infinita. In questi giorni difficili si tratta di un regalo per chi è impegnato in prima linea”. “Sono pronti i pacchi di mascherine da mandare a Cagliari, in dono all’Azienda Tutela della Salute che con Confartigianato Sardegna ha sottoscritto un accordo per recuperare questi dispositivi di protezione dalle imprese artigiane che in questo momento non possono utilizzarle – sottolinea – il nostro piccolo contributo e ringraziamento verso chi ogni giorno e sul fronte a combattere per tutti noi. Vorremmo che questo gesto fosse seguito da tutti i nostri colleghi che hanno le micro imprese sparse in tutta la regione”. “La sartoria è chiusa  – prosegue – ma  abbiamo la fortuna di avere dei volontari fantastici che  vogliono offrire il loro piccolo grande contributo, utilizzando le conoscenze e l’energia interiore positiva. Per noi vale “s’aggiudu cambiu”, ovvero aiutare gli altri quando sono in difficoltà: questo è un punto fondamentale”. “Questa iniziativa – rimarca la Demurtas – sta dimostrando il grande cuore delle persone d’Ogliastra, popolo generoso e attivo, e lo spirito di collaborazione in un momento molto critico per l’Italia”. “A crisi finita, torneremo presto a produrre i nostri prodotti apprezzati in tutta la Sardegna e non solo – conclude – per il futuro abbiamo tante sfide magari anche l’opportunità di cercare anche nuovi mercati e sfruttare le nuove richieste. Ma in questo momento dobbiamo aiutare chi ne ha più bisogno e noi ci siamo, in silenzio e con tanta energia”.
6-04-2020
La Redazione.



CORONAVIRUS, MICHELE PAIS: “AD ALGHERO E OZIERI APRIRANNO I REPARTI DI TERAPIA INTENSIVA PER PAZIENTI COVID-19”.

“La Regione, preso atto dell’evolversi dello scenario, soprattutto nel territorio di Sassari, al fine di assicurare la massima capacità di intervento sanitario, ha dato il via libera alla predisposizione all’attivazione dei Reparti di Terapia Intensiva anche negli Ospedali di Alghero e Ozieri per pazienti COVID-19, qualora la pandemia dovesse ulteriormente svilupparsi e dovessero arrivare a saturazione i reparti del territorio sassarese attualmente in funzione”. A darne comunicazione è il Presidente del Consiglio Regionale Michele Pais.“In queste ore nel Presidio di Alghero sono arrivati i primi 2 respiratori ad alte prestazioni per ogni tipo di intervento in urgenza – sottolinea Pais – e nell’immediatezza la direzione sanitaria appronterà un piano organizzativo con percorsi gestione e numeri di posti letto attivabili, nonché l’organizzazione del personale che dovrà essere impiegato”.“Ovviamente ci auguriamo che i contagi pandemici non aumentino sul nostro territorio – continua il Presidente Pais – e che soprattutto non ci sia bisogno di ricorrere a degenze in terapia intensiva. L’attivazione in tal senso, inoltre, ad emergenza conclusa, consentirà la piena funzionalità e stabilità del reparto una volta ultimato il percorso di accreditamento che abbiamo avviato”.“Siamo così pronti a fronteggiare ogni emergenza, anche grazie all’ex primario del reparto dott. Giuseppe Liperi, che sta completando l’iter burocratico/sanitario per rientrare in servizio.Affrontare questo momento con l’aiuto di tutti e la condivisione massima dei percorsi, prima di tutto con il personale sanitario, ci consentirà quanto prima di ritornare alla normalità più consapevoli, rispetto al passato, dell’importanza dei presidi sanitari”.  “Inoltre  – annuncia Michele Pais – sono in arrivo i medici militari che saranno chiamati a gestire e  fronteggiare la diffusione pandemica nella RSA di San Nicola a Sassari ed in tutte Case di riposo del territorio del nordovest Sardegna, che attualmente contano circa 600 ospiti”.“La Regione guidata da Christian Solinas – conclude Michele Pais – nonostante la gravità e le difficoltà, sta adottando tutte le misure necessarie per affrontare questa situazione emergenziale, anche superando le normali procedure burocratiche, così come l’Assessore alla Sanità Mario Nieddu, impegnato h24 su questo fronte, rivolge al territorio del nord Sardegna la massima attenzione”.

6-04-2020

La Redazione




CORONAVIRUS E SANITA’ ALGHERESE, TEDDE (F.I): BENE IL SINDACO CONOCI. L’ASSESSORE DELLA SANITA’ DISPONGA TAMPONI SUFFICIENTI, RENDA OPERATIVA LA TERAPIA INTENSIVA E ISTITUISCA IL 1° LIVELLO PER ALGHERO.

“Bene il Sindaco Conoci. L’assessorato alla sanità disponga urgentemente i tamponi per tutti gli operatori sanitari delle strutture ospedaliere e dei pazienti, per il personale e gli ospiti  dei centri residenziali per anziani cittadini, e attivi il Reparto di Terapia Intensiva. E’ arrivato anche il momento per l’istituzione del 1° livello.”  L’esponente di FI ed ex sindaco di Alghero Marco Tedde così commenta la richiesta scritta fatta con determinazione dal sindaco Conoci all’assessorato della sanità e al Commissario dell’ATS.  “La richiesta del sindaco di Alghero è apprezzabile e da sostenere con forza da tutte le forze politiche cittadine e da tutti i loro esponenti -sottolinea Tedde-. Disporre un numero significativo di tamponi nei confronti dei soggetti  più esposti al contagio renderebbe più facilmente circoscrivibili eventuali “fughe in avanti” del Covid-19 in città e consentirebbe di tenerne sotto controllo la diffusione in termini quantitativi.” Marco Tedde commenta anche la difficile situazione sanitaria della Provincia di Sassari che sta affrontando volumi di ricoveri per il Coronavirus difficilmente sostenibili. “Oggi a Sassari abbiamo pochi posti in terapia intensiva –ricorda Tedde-. Per  Alghero entro la fine del 2018 il Consiglio Regionale aveva previsto l’attuazione di un programma di potenziamento dei servizi di pronto soccorso-osservazione breve intensiva, l’attivazione della funzione di semintensiva generale e la classificazione del presidio di Alghero – Ozieri  come presidio di I livello, con la contestuale istituzione della rianimazione. E’ arrivato -secondo l’ex sindaco di Alghero.- il momento  di dare corpo agli impegni del Consiglio Regionale assunti nel 2017 a favore della sanità algherese, attivando con estrema urgenza la funzione di semintensiva generale e istituendo la rianimazione. La devastante epidemia in corso non consente ulteriori tentennamenti  –chiude Tedde-.”
4-04-2020
La Redazione



Assegnazione dei buoni spesa, presentazione domande entro il 9 aprile.

Assegnazione dei buoni spesa, presentazione domande entro il 9 aprile.

Pronte tutte le procedure per l’assegnazione dei buoni spesa a favore di cittadini in situazione di difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica. Le risorse messe in campo dall’Amministrazione ammontano per questa prima fase a 300 mila euro, per la stampa di 60 mila buoni da distribuire ai cittadini beneficiari in condizioni di difficoltà economica a causa delle misure restrittive relative al contenimento dell’epidemia da Covid -19.

Il beneficio verrà concesso Una tantum nella misura massima di:

– € 130,00 per nuclei familiari composti da una persona,

– € 200,00 per nuclei familiari composti da 2 persone,

– € 260,00 per nuclei familiari composti da 3 persone,

– € 320,00 per nuclei familiari composti da 4 persone,

– € 400,00 per nuclei familiari composti da 5 e più persone.

Gli importi potrebbero essere soggetti a variazione, sulla base del numero delle istanze pervenute, al fine di soddisfare le necessità essenziali di una più ampia platea di aventi bisogno.

Sul sito del Comune di Alghero, all’indirizzo www.comune.alghero.ss.it nella sezione servizi al cittadino / bandi – avvisi – graduatorie è possibile eccedere all’avviso pubblico e alla modulistica per l’ottenimento dei buoni spesa.

Le domande dovranno essere compilate secondo le seguenti modalità:

Compilazione della domanda online mediante la Piattaforma SICARE accessibile dal sito web del Comune di Alghero www.comune.alghero.ss.it al seguente link https://buonispesa.sicare.it –

Compilazione della domanda online mediante colloquio telefonico con l’operatore dei Servizi Sociali ai seguenti recapiti telefonici 0799978569– 0799978554- 0799978568 – 0799978592 dal lunedì al venerdì dalle ore 10,00 alle ore 13,00 ed il martedì e giovedì dalle ore 15,30 alle ore 17,00

In via residuale ed eccezionale    la domanda potrà essere prodotta in forma cartacea utilizzando il modulo disponibile presso i seguenti uffici:  Uffici Servizi Sociali – Largo San Francesco “Lo Quarter” dal lunedì al venerdì dalle ore 10,00 alle ore 13,00 ed il martedì e giovedì dalle ore 15,30 alle ore 17,00 o presso  Ufficio Anagrafe – Via Catalogna n. 52 – 58 dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle ore 12,00 ed il martedì dalle ore 15,30 alle ore 17,00 o Ufficio Protocollo – Via Cagliari n. 2 dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 12,00 ed il martedì dalle 15,30 alle 17,00 o Caritas – Via XX Settembre n. 228 dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 12,00

Solo ed esclusivamente il modulo compilato in forma cartacea potrà essere consegnato tramite mail al seguente indirizzo [email protected] (previa scansione del modulo firmato e del documento d’identità o invio tramite formato foto) o consegnato in busta chiusa riportante all’esterno “Domanda solidarietà alimentare” mediante inserimento nei contenitori collocati all’ingresso degli Uffici Servizi Sociali.

In via di composizione, parallelamente, nella stessa sezione del sito istituzionale, la compilazione dell’elenco delle attività commerciali che accetteranno i buoni spesa per i generi alimentari.

Una ulteriore fase di incremento delle somme potrà essere messa in atto grazie alle donazioni di solidarietà effettuate sul conto corrente aperto dal Comune di Alghero (c/c intestato a Comune di Alghero, iban IT37O0101584899000070727931 – Causale : Fondo donazioni emergenza coronavirus ).




COMUNE DI STINTINO – A Stintino i barracelli per il controllo sul territorio.

A Stintino i barracelli per il controllo sul territorio


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Proprio in questa attività di controllo rientrano quelli messi in atto dai barracelli che, in stretta collaborazione con i carabinieri della locale stazione, hanno verificato e controllato – fanno sapere nel report periodico – circa 20 persone, alcune delle quali si aggiravano nel territorio del Comune di Stintino senza la valida giustificazione prevista dal decreto ministeriale.


4-04-2020

La Redazione




Coronavirus, ancora controlli e denunce della Polizia locale – solo ieri otto sanzioni.

È un record preoccupante quello registrato ieri durante la giornata di controlli della Polizia locale di Sassari. Per la prima volta dall’inizio di questa emergenza sanitaria e della pubblicazione delle norme a protezione della popolazione contro il diffondersi del Covid-19, il Comando ha sanzionato ben otto persone, su 125 controlli a privati e 10 a esercizi commerciali. Le violazioni sono state diverse: da chi continua a non rinunciare alla corsa o a una passeggiata (senza alcuna certificazione medica), a chi arriva, per giunta più persone nella stessa auto, a Sassari da un altro comune per fare la spesa; c’è chi porta a passeggio il cane in coppia e chi (due amici) è andato a in un parco pubblico non recintato. Infine una coppia di genitori è stata fermata in auto con figli minori. Tutte motivazioni dichiarate dai sanzionati quando sono stati fermati, che preoccupano molto l’Amministrazione. Soltanto due giorni fa, quell’unica sanzione elevata, aveva fatto pensare che ormai tutte e tutti avessero capito l’importanza del rispetto delle regole dettate per il contrasto del Covid-19: la necessità di stare a casa, di non avere contatti interpersonali se non quelli strettamente necessari e con i conviventi. I dati registrati ieri rappresentano un elemento molto preoccupante ed è impossibile credere, ormai, che ancora qualcuno non conosca le regole o non abbia capito quanto sia importante il rispetto.
Norme che vogliono proteggere e salvare l’intera comunità, per poter uscire, tutti e insieme, il prima possibile da questa grave emergenza sanitaria. 
L’Amministrazione comunale, all’indomani della proroga dei divieti fino al 13 aprile, ricorda ancora una volta, quanto siaimportante che si riducano allo stretto necessario anche le uscite previste nelle autocertificazioni: è fondamentale che sia una sola persona per nucleo familiare ad andare per acquistare generi di prima necessità e che questo avvenga il più raramente possibile.
È inoltre possibile, e preferibile, scegliere di farsi consegnare la spesa e le medicine a domicilio, dai tanti esercenti, della piccola e grande distribuzione, che hanno attivato questo servizio. Sul sito del Comune anche oggi è stato aggiornato l’elenco, che vede negozi di generi alimentari, farmacie e parafarmacie, ma anche rivenditori di pellet, bombole a gas, giusto per citare alcuni beni utili. Il Covid-19 può essere anche asintomatico, quindi si può essere portatori senza avere alcun sintomo: ridurre quanto possibile i contatti tra persone a oggi è l’unico modo per contenerlo.
La Polizia locale prosegue anche l’attività di controllo sul territorio con il nucleo specializzato nell’uso dei droni, in accordo e di concerto con la Prefettura. Un modo per coprire anche quelle zone più difficili da raggiungere a piedi o coi mezzi da strada. Il personale specializzato del nucleo aeromobile a pilotaggio remoto può contare su tre droni. Ieri ha sorvolato tutta la parte bassa della città e oggi è già operativo dalle prime luci dell’alba. 
4-04-2020
La Redazione



Coronavirus, parcheggi blu di superficie gratis fino al 13 aprile.

Fino al 13 aprile i parcheggi blu in superficie restano gratuiti. Prosegue dunque l’accordo raggiunto tra il sindaco Nanni Campus e la Saba (la società che gestisce i parcheggi a pagamento a Sassari) grazie al quale da lunedì 16 marzo i parcheggi blu di superficie della Saba in città sono completamente gratuiti. Un modo per venire incontro alle nuove esigenze, specie dei residenti, che si sono venute a creare a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19 e alle misure adottate per il contenimento di questa.
La gratuità dei parcheggi consente a chi abita in strade dove esistono stalli a pagamento di poter lasciare ferme le auto, restare a casa e limitare il più possibile gli spostamenti a quelli realmente essenziali. Alla base dell’accordo, la volontà e l’impegno di tutti per mettere in campo ogni azione utile a contrastare l’emergenza e a ridurre al minimo i disagi per la popolazione.
4-04-2020
La Redazione



ASS.MEDICI DIABETOLOGI SARDEGNA-COMUNICATO STAMPA-04-04-2020-CORONAVIRUS –La “televisita” ai diabetici sardi può attendere.

CORONAVIRUS – La “televisita” ai diabetici sardi può attendere. Senza risposta la richiesta di Diabetologi e malati all’Assessore alla Sanità Nieddu. Le Associazioni dei Medici e dei Pazienti: “Le malattie non si eclissano di fronte alla pandemia”.

E’ ancora senza risposta la richiesta fatta dai medici diabetologi della Sardegna verso l’Assessorato Regionale alla Sanità, per poter attivare il servizio di “televisita” ai malati sardi di diabete mellito.Infatti, con una missiva, inoltrata due settimane fa, le Società scientifiche di riferimento della diabetologia – AMD (Associazione Medici Diabetologi), SID (Società Italiana di Diabetologia) e SIE (Società Italiana di Endocrinologia), chiesero all’Assessore Regionale alla Sanità, Mario Nieddu, al Direttore Generale dell’Assessorato, Marcello Tidore, e al Commissario Straordinario dell’ATS, Giorgio Steri, di “autorizzare urgentemente, per tutti i Servizi di diabetologia presenti in Sardegna, la teleassistenza a favore delle persone con diabete”. La stessa comunicazione, a inizio di questa settimana, è stata mandata al Presidente della Regione, Solinas.

“Dopo circa 15 giorni – affermano Gianfranco Madau e Maria Antonietta Fois, rispettivamente Presidenti regionali dell’Associazione Medici Diabetologi e della Società Italiana di Diabetologia – non abbiamo ricevuto riscontri o risposte. In pratica il nostro appello è rimasto inascoltato”.

Secondo gli specialisti della diabetologia, le persone affette da diabete sono ancora tra le categorie più a rischio per gli esiti fatali dell’infezione da Coronavirus. Mantenere un buon compenso, sicuramente con più difficoltà date le limitazioni imposte dal contenimento della pandemia a tutti i cittadini italiani, è ancora la ricetta più efficace per diminuire il rischio.

“Malgrado ciò – continuano Madau e Fois – gli Amministratori Regionali, chiamati direttamente in causa dalle Associazioni scientifiche diabetologiche, non danno segno di interesse in questa situazione”. “Purtroppo, per alcuni Amministratori delle Aziende Sanitarie – continuano le due Associazioni diabetologiche – la chiusura degli ambulatori alle visite programmate, con esclusione delle urgenze/emergenze, si traduce in una riduzione del personale che viene messo in ferie o in recupero o resta a disposizione per altri incarichi. Ma chi seguirà i diabetici se si svuotano le diabetologie?”.

Negli ambulatori di Diabetologia, infatti, quotidianamente si applica la telemedicina: chiusi alle visite non urgenti, i diabetologi e gli infermieri contattano i pazienti telefonicamente per organizzare la “televisita”. Durante questa si condivide attraverso il web il monitoraggio delle glicemia con sensori  o con il controllo classico, i referti di esami e visite e le eventuali modifiche terapeutiche.

“Il riscontro che le persone hanno di questa iniziativa, siano esse i diabetici o i loro familiare e caregiver – continuano Madau e Fois – è di assoluta sorpresa, piacere e gratitudine per questa assistenza “vicina” ai loro bisogni anche se necessariamente “distante””. “Anche le persone che sfortunatamente hanno avuto una nuova diagnosi di
diabete – sottolineano – sono sostenute in questa fase carica di preoccupazioni e di timori caratteristica di chi scopre di avere una malattia che lo accompagnerà durante tutta la vita”.

Per i medici della Diabetologia, tutto questo sistema comporta una presenza degli Operatori a pieno orario nel Servizio, garantendo il distanziamento a tutela di tutti. L’attività, infatti, risparmia accessi diretti dai Medici di Medicina Generale o nei Pronto Soccorsi e permette di organizzare e presidiare l’onda d’urto delle richieste che certamente ci sarà alla riapertura dell’attività ordinaria degli ambulatori.

Alla pressante richiesta degli Operatori Diabetologici si unisce anche il richiamo agli Amministratori delle Associazioni dei Pazienti (“Coordinamento dei Diabetici Sardi” e “Rete Sarda Diabete”).

“Il riconoscimento di questa modalità di lavoro – rimarcano all’unisono le Associazioni dei Medici Diabetologi e quelle dei Pazienti – deve essere una priorità dei nostri Amministratori regionali e locali, perché risponde alle esigenze di tutela della salute delle persone con Diabete mellito”.

“Come ripetuto più volte, le malattie, sia croniche che acute, non si eclissano di fronte alla pandemia – concludono l’Associazione Medici Diabetologi, la Società Italiana di Diabetologia, il Coordinamento dei Diabetici Sardi e la Rete Sarda Diabete – e gli strumenti tecnologici possono essere una risposta “sicura” in questo momento di emergenza. Nessuno deve restare indietro, non sarà una battaglia vinta se ci difendiamo dal virus ma abbiamo le complicanze di un diabete non ben controllato”.

4-04-2020
La Redazione



Dagli ospedali alle case di riposo…: “situazione fuori controllo”.

E’ di stamattina l’ennesimo appello che arriva dal Comune di Ossi dove si apprende che nella struttura per anziani “Villa Gardenia” 13 anziani e 13 operatori parrebbero positivi al coronavirus.
La Cisl Fp associandosi al grido di allarme del primo cittadino, ritiene che tutti gli anziani delle Case di riposo e/o altre realtà simili risultati positivi al tampone debbano essere immediatamente trasferiti nei c.d. “Covid Hospital”, oppure nelle unità operative dedicate. Bisogna fare subito ed in fretta, è inaccettabile continuare ad assistere alle “morti annunciate” all’interno di strutture che, per loro natura, non sono in grado di garantire un’adeguata assistenza sanitaria necessaria per questo tipo di patologie. Per quanto concerne invece gli Operatori sanitari e di supporto esposti al contagio, approfittiamo per ribadire e sollecitare le Autorità competenti affinché, così come disposto dai vari decreti ministeriali, individuino soluzioni abitative di tipo alberghiero da destinare al personale risultato positivo al tampone, nei casi in cui si trova impossibilitato ad osservare il periodo di quarantena nel proprio domicilio, in modo tale da evitare il diffondersi dell’epidemia a danno dei familiari conviventi.
4-04-2020
La Redazione



Sassari Latte Dolce calcio 2019 2020 – Quattro chiacchiere con Nino Pinna.

Emergenza Corona virus: #iorestoacasa
QUATTRO CHIACCHIERE CON NINO PINNA
«Mi mancano il pallone e le sensazioni che dà la domenica del match, ma adesso conta solo pensare alla salute di tutti»
Nino Pinna, attaccante del Sassari calcio Latte Dolce: «Non è facile stare a casa, sono sincero. Ma in questo momento c’è chi è impegnato a contrastare il diffondersi del virus e c’è tanta gente che sta male e sta purtroppo morendo, mentre io devo soltanto pensare a stare a casa tranquillo assieme alla mia famiglia, quindi mi reputo fortunato. Il calcio? Ci è un pensiero ricorrente, ovviamente. Mi alleno ogni giorno, sto sempre sul pezzo ponendomi degli obbiettivi da raggiungere e tenendoli ben chiari in mente. Lo staff tecnico ci ha fornito un programma utile e interessante che seguo per filo e per segno, per questo cerco di restare in contatto soprattutto con Alessandro Cozzula che cura la nostra preparazione. Ciò che mi manca di più è poter toccare il pallone, confrontarmi con il mister e i miei compagni. Soprattutto mi mancano le sensazioni che solo la domenica del match può dare. Se mi guardo indietro dico senza dubbio che i ricordi più belli della stagione sono stati il primo gol messo a segno in maglia biancoceleste contro il Latina e la vittoria a Torre Del Greco, successo che ci aveva dato ulteriore fiducia nei nostri mezzi e una grande spinta in prospettiva dello sprint finale. Chiaramente, come qualunque giovane che ama il calcio e penso come qualunque calciatore, spero che si possa ripartire appena possibile, ma adesso non è assolutamente questa la priorità, ora c’è qualcosa di più importante a cui pensare: la salute nostra, delle nostre famiglie, delle nostre comunità. Di tutti. Tutti dobbiamo essere responsabili, ancora di più noi giovani: mi dico spesso che adesso bisogna tenere duro, arriverà la luce in fondo a questo lungo tunnel ma serve ancora qualche sforzo».

 

4-04-2020

La Redazione