SILVIO GARATTINI OSPITE DELLA PREVIEW PER LONGEVITY WEEKS COSTA SMERALDA  

Il 25 agosto a Porto Cervo l’incontro “La Prevenzione non crea fatturato”.

Al termine la presentazione ufficiale del nuovo format dedicato a salute, sport, benessere e qualità della vita.

Porto Cervo, 22 agosto 2026 – Sarà Silvio Garattini, tra i più autorevoli farmacologi e oncologi italiani e fondatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, il protagonista dell’anteprima estiva di Longevity Weeks Costa Smeralda, il nuovo progetto promosso dal Consorzio Costa Smeralda dedicato alla cultura della longevità e ai corretti stili di vita. L’appuntamento si terrà martedì 25 agosto alle ore 19.00 presso il Conference Center di Porto Cervo con l’incontro dal titolo “La Prevenzione non crea fatturato. La lezione di longevità di Silvio Garattini”

Nel corso del dialogo con il pubblico, Garattini affronterà alcuni dei temi più rilevanti della medicina contemporanea: il rapporto tra cittadini e farmaci, la crescente medicalizzazione della società, il valore della prevenzione come strumento per vivere più a lungo e in migliore salute, il ruolo dell’informazione scientifica indipendente e la necessità di una ricerca sempre più orientata ai bisogni reali dei pazienti. 

Una riflessione ampia sul significato della salute oggi e sulle scelte individuali e collettive che possono contribuire a migliorare la qualità della vita. 

L’incontro costituirà anche l’occasione per presentare ufficialmente al pubblico Longevity Weeks Costa Smeralda, il nuovo format che dal 25 settembre all’11 ottobre trasformerà Porto Cervo in un laboratorio diffuso dedicato allo sport, al benessere, alla prevenzione e all’alimentazione consapevole. 

Nato nel contesto di una delle aree simbolo della longevità a livello internazionale, il progetto si propone di valorizzare il territorio sardo attraverso un programma multidisciplinare capace di unire attività sportive, divulgazione scientifica e cultura del benessere. L’iniziativa si inserisce nel percorso con cui il Consorzio Costa Smeralda promuove eventi culturali e scientifici in grado di attrarre visitatori anche al di fuori della stagione estiva, contribuendo a rafforzare il posizionamento della destinazione sui temi della qualità della vita e della sostenibilità.

Il programma delle due settimane – disponibile sul sito www.consorziocostasmeralda.com – comprenderà numerose attività sportive e outdoor, tra cui trail running, nuoto in acque libere, tennis, padel, beach volley, beach tennis, beach rugby, beach soccer e percorsi dedicati alla camminata e al fitness, coinvolgendo atleti, appassionati e famiglie. Accanto allo sport, spazio anche alle discipline olistiche e alle pratiche per il benessere psicofisico, con sessioni di yoga, mindfulness, breathwork, sound bath, conscious movement ed ecstatic dance. 

Un ruolo centrale sarà riservato alla divulgazione scientifica attraverso i Medical Talks, giornata di confronto che riunirà medici, ricercatori ed esperti provenienti da università e istituzioni sanitarie italiane per discutere di prevenzione, salute e invecchiamento attivo. 

Tra i momenti più attesi figura, inoltre, il Longevity Fest Costa Smeralda, ideato e diretto da Pietro Mereu, in programma il 3 e 4 ottobre, che affronterà temi quali alimentazione, genetica, epigenetica, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale applicata alla salute e qualità della vita nelle Blue Zone. L’edizione 2026 ospiterà inoltre il celebre fotografo Steve McCurry, destinatario del Longevity Award Costa Smeralda. 

Longevity Weeks proporranno infine una sezione dedicata all’alimentazione e alle produzioni sostenibili del territorio, con incontri, degustazioni e mercatini volti a valorizzare le eccellenze agroalimentari della Sardegna e il loro contributo a uno stile di vita sano e consapevole.

Longevity Weeks e Longevity Fest sono sponsorizzati dagli hotel del Gruppo Smeralda Holding: Hotel Cala di Volpe, Hotel Cervo, Hotel Romazzino e Hotel Pitrizza.




Gala Night 2026 al Cala di Volpe: una notte con Katy Perry nel cuore della Costa Smeralda

Tra gli ospiti lo sceicco Faisal Al Thani. Poi gli incontri, i selfie, le battute e un gesto della popstar che racconta forse meglio di ogni altro la magia del Gala Night 2026.

Di Fausto Farinelli

Porto Cervo 12 Agosto 2026

Anche quest’anno ho avuto il privilegio di essere invitato come “stampa” al Gala Night del Cala di Volpe. E ogni volta, mentre percorro la strada che porta all’hotel, ho la sensazione di andare incontro a qualcosa che conosco e che, allo stesso tempo, riuscirà ancora a sorprendermi.

Sono le 20.15 quando arrivo nella hall. È da qui che, in qualche modo, comincia lo spettacolo prima dello spettacolo.

Ritrovo i colleghi delle diverse testate sarde, ci si saluta, si scambiano impressioni e intanto si osserva quel continuo via vai di ospiti che attraversano l’albergo per raggiungere la piscina. È lì che è stato allestito il cuore della serata: il palco, i tavoli, il grande buffet e una macchina organizzativa pronta ad accogliere oltre quattrocento persone.

Il Gala Night del Cala di Volpe non è semplicemente un concerto.

Negli anni da questo palco sono passati artisti internazionali come Elton John, Ricky Martin, OneRepublic e Jennifer Lopez. Nomi che hanno contribuito a trasformare questa serata in uno degli appuntamenti simbolo dell’estate della Costa Smeralda.

Nel 2026 tocca a Katy Perry.

Ma prima che si accendano le luci sul palco c’è un altro spettacolo, più discreto e forse proprio per questo interessante: quello degli incontri.

Saluto vecchi amici, incrocio il sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda e il sindaco di Olbia Settimo Nizzi. Tra gli ospiti c’è anche lo sceicco Faisal Al Thani. La sua presenza assume inevitabilmente un significato particolare in un luogo legato agli investimenti del Qatar nella Costa Smeralda.

Come faccio sempre, mi guardo intorno. Cerco volti conosciuti.

A un certo punto, insieme ad alcuni colleghi, incrocio Matteo Renzi.

È ospite del Cala di Volpe e racconta che, per la prima volta, quest’anno assisterà al concerto. La conversazione nasce quasi per caso e in pochi minuti diventa uno dei momenti più divertenti della serata.

Gli chiedo perché sia lì.

La risposta porta a un altro protagonista inatteso della notte: Justin Trudeau 23º Primo ministro del Canada dal 2015 al 2025. È stato proprio Trudeau, racconta Renzi, a suggerirgli di raggiungerlo in Sardegna.

E così ci ritroviamo a parlare tutti insieme.

Politica? Solo in parte.

La conversazione prende subito una piega molto più leggera. A Renzi lancio una battuta:

«Dal concerto di De André a quello di Katy Perry è un salto quantico».

Ride.

E replica, altrettanto rapidamente:

«Sì, però non confondere i due Matteo».

Una battuta tira l’altra. Si parla, si scherza e per qualche minuto scompaiono ruoli e formalità.

Poi succede qualcosa che rende perfettamente l’atmosfera.

Justin Trudeau prende direttamente il telefono di un collega e scatta un selfie con tutti noi.

Una di quelle immagini che non programmi e che, proprio per questo, finiscono per raccontare una serata molto meglio di tante fotografie ufficiali.

Poi arriva il momento che tutti aspettano.

Ci spostiamo verso il palco.

Le luci cambiano, la musica sale e quando Katy Perry entra in scena il Gala Night cambia improvvisamente ritmo.

La piscina del Cala di Volpe diventa una grande platea a cielo aperto. Il pubblico si alza, canta, balla. A pochi metri dal palco si percepisce tutta l’energia di una popstar abituata ai grandi concerti internazionali.

Ma il momento che mi rimane maggiormente impresso arriva alla fine.

Ed è qualcosa che, personalmente, non ricordo di aver visto nelle precedenti edizioni.

Terminato il concerto, Katy Perry non si limita a salutare il pubblico dal palco.

Scende.

Va verso le persone che per tutta la sera hanno lavorato dietro le quinte. Camerieri, cuochi, personale dell’hotel, addetti ai lavori.

Stringe mani, saluta, ringrazia.

Poi entra letteralmente in mezzo alla gente e conclude la sua presenza al Cala di Volpe circondata dal pubblico.

È un gesto semplice, quasi fuori copione, ma probabilmente è proprio per questo che resta impresso.

Perché dietro una serata di questo livello ci sono centinaia di persone che lavorano per giorni affinché, agli occhi degli ospiti, tutto sembri naturale.

E per qualche minuto la star internazionale sembra voler riconoscere proprio loro.

Poi arriva l’ultimo atto.

Il cielo sopra il Cala di Volpe si illumina con gli ormai celebri fuochi d’artificio. La musica, la piscina, le luci dell’hotel e i colori che esplodono sopra la baia costruiscono quell’immagine che, anno dopo anno, continua a identificare una certa idea della Costa Smeralda nel mondo.

Mario Ferraro, CEO di Smeralda Holding, usa spesso una definizione che trovo particolarmente efficace: il Cala di Volpe è una destinazione nella destinazione.

Difficile trovare una sintesi migliore.

Ferraro è naturalmente presente alla serata insieme ai vertici di Smeralda Holding, in una notte che ancora una volta mette insieme ospitalità, spettacolo, alta cucina e quella capacità di costruire un’esperienza che va ben oltre il semplice concerto.

Anche il cibo fa parte dello spettacolo.

La qualità è quella che ci si aspetta dal Cala di Volpe, ma ciò che colpisce è ancora una volta la presentazione: elegante, curata, talvolta quasi subliminale. Nulla sembra essere lasciato al caso, eppure nulla dovrebbe dare l’impressione di essere costruito.

È forse questo uno dei segreti di serate come questa.

Quando intorno all’una del mattino lascio il Cala di Volpe e rientro in albergo, ripenso agli incontri, alle battute con Renzi, al selfie improvvisato da Trudeau, all’energia di Katy Perry, al suo gesto verso i lavoratori e ai fuochi che hanno chiuso la notte.

Sono stato al Gala Night diverse volte.

Eppure, anche questa volta, ho le netta la sensazione di aver vissuto qualcosa che non è stato semplicemente un concerto.

È stata una di quelle notti nelle quali la Costa Smeralda riesce ancora a mettere insieme persone, luoghi e situazioni apparentemente lontanissimi tra loro.

E a trasformarli, per qualche ora, in un’unica storia.

Una storia che vale la pena raccontare.

Il mio ringraziamento va ancora una volta a Smeralda Holding per l’invito e per avermi permesso di essere testimone, anche quest’anno, di una delle notti più attese dell’estate smeraldina.




Oltre le spiagge della Gallura: la scommessa vinta di Aggius e del Silent Sardinia Festival per rilanciare i paesi dell’interno

Teatro gestuale, riciclo e Silent Disco conquistano il “borgo”: l’offerta turistica alternativa dimostra che l’entroterra sardo ha il potere di attrarre e stupire

AGGIUS – Se il modello turistico tradizionale continua a spingere verso la costa, la Gallura interna risponde rivendicando uno spazio d’eccellenza. È questo il messaggio chiaro emerso dalla tappa di Aggius del Silent Sardinia Festival, andata in scena (il 4 agosto) tra le vie di un affollato centro storico.

Inserita nel calendario dei “Martedì nel borgo” promossi dalla Proloco di Aggius, la serata ha registrato un’affluenza importante, confermando la riuscita dell’alleanza tra tutela del territorio, innovazione artistica e intrattenimento sostenibile.

Bambini e adulti si sono immersi nel pieno divertimento pedagogico di “Micro”, il teatro gestuale di Susi Danesin. Senza fare ricorso alla parola, la performance ha ribaltato il punto di vista dell’osservatore guidandolo dentro il microcosmo degli insetti. Attrice, mimo e autrice di straordinaria competenza, Danesin ha interpretato ora la parte di una mosca, ora un’ape, poi la coccinella, il bruco che diventa magicamente bozzolo e quindi farfalla, coinvolgendo grandi e piccoli tra sorrisi e applausi. L’isolamento acustico garantito dalle cuffie wireless ha permesso agli spettatori di percepire ogni sfumatura dei suoni, nel totale silenzio esterno.

L’avvio di serata ha messo al centro le famiglie e il tema dell’educazione ecologica. Nel laboratorio di manualità incentrato sul riciclo dei tessuti, genitori e figli sono stati guidati da Julie Messina e Sonia Marianni nella ricostruzione fantasiosa delle forme della natura, trasformando la materia di scarto in magnifici insetti con cui giocare. Un’occasione imperdibile di apprendimento condiviso.

Aggius ha chiuso il centro al traffico, trasformando le sue strade in un palcoscenico a cielo aperto privo di effetto acustico, nell’ormai celebre formula “a impatto zero”. Dalle 21.30 il richiamo della Silent Disco ha acceso la notte con i consueti bagliori cromatici delle cuffie luminose. Ancora impatto zero per tre frequenze audio che hanno fatto ballare persone di ogni età, in una festa collettiva nel totale rispetto per la quiete del paese.

L’iniziativa ha mostrato sul campo come la proposta culturale possa trasformarsi in un formidabile vettore di attrazione verso l’entroterra, capace di convincere a scoprire una Sardegna autentica, viva e propositiva.

Il prossimo appuntamento con il Silent Sardinia Festival è per il 6 agosto, alle 21.30 in Piazza della libertà a Santa Teresa di Gallura, con la prima nazionale lo spettacolo “BU!” di Susi Danesin, un viaggio poetico inserito nel ciclo Silent Tales – Fiabe Ecologiche, di Susi Danesin, Gaetano Ruocco Guadagno & Marco Gnaccolini, che cerca di indagare la paura del buio. L’evento andrà in replica l’8 agosto sempre a Santa Teresa.

Il festival è organizzato dall’associazione Roerso Mondo ETS e sostenuto da Silene Multiservizi, dal Comune di Santa Teresa Gallura, dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna e rientra nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari.




GALÀ DELLA SARDEGNA: NELLA PIAZZA PRINCIPE KARIM AGA KHAN IV DI PORTO CERVO SUONI, BALLI E CANTI DALL’ISOLA.  

Lunedì 27 luglio ore 22, presenta Giuliano Marongiu

SUPER OSPITE MOSES CONCAS

Porto Cervo, 24 luglio 2026 – Torna un classico della kermesse smeraldina organizzata dal Consorzio Costa Smeralda: il Galà della Sardegna, interamente dedicato alle musiche di matrice popolare, in scena lunedì 27 luglio alle ore 22, in Piazza Principe Karim Aga Khan IV a Porto Cervo.

Quest’anno il concertone dedicato ai suoni, ai canti e ai balli dell’Isola sarà presentato dal celebre conduttore e showman Giuliano Marongiu e articolato in due parti: nella prima si alterneranno quattro formazioni, tra le più interessanti del panorama folclorico regionale, dando un saggio delle loro straordinarie capacità di tramandare un bagaglio di tradizioni dal valore inestimabile; nella seconda parte, un autorevole interprete della musica contemporanea di ispirazione popolare, riadattata in chiave sperimentale, sarà protagonista sul palco di Porto Cervo con alcuni brani simbolo del suo repertorio.

Ad aprire lo spettacolo sarà il TenoreSu Cunsonu Santu Juanne” di Thiesi, quartetto vocale tra i più apprezzati nell’Isola e spesso portabandiera del canto a tenore nella Penisola e all’estero.

A seguire i virtuosismi strumentali degli “Organeddas” di Giampaolo Piredda e Mauro Spiga, due autentici campioni che fondono in un duo spettacolare le peculiarità dell’organetto e delle launeddas. Inoltre, l’estro degli Organeddas metterà in luce le eccezionali capacità di Mauro Spiga di cimentarsi anche in altri strumenti a fiato come trunfa e sulittu, e di Giampaolo Piredda all’organetto che riesce a rielaborare tutte le melodie della tradizione creando un caleidoscopio di note e colori dal fascino ancestrale.

Ancora voci suggestive con il coro maschile “Sos Astores” di Golfo Aranci, uno dei migliori ensemble oggi in attività ripercorrerà un vastissimo repertorio di melodie immortali arrangiate per un gruppo polifonico di soli uomini; una performance che fa vibrare le corde dell’anima grazie alla direzione magistrale di un musicista poliedrico come Giuseppe Orrù.

Nella magica cornice della piazzetta di Porto Cervo non potevano mancare i balli tipici che saranno proposti dagli eredi di una tradizione tramandata da decenni: per la prima volta sul palco della Costa Smeralda si esibirà il gruppo Minifolk della Pro Loco di Aggius, curato da Laura Bianco e accompagnato all’organetto da Giovanni Lepori, un giovanissimo talento di 17 anni già proiettato verso un’importante carriera. Un gruppo di giovanissimi appassionati del folclore e della cultura popolare 

che portano avanti un lavoro fondamentale per la salvaguardia di un’espressione artistica straordinaria e amata dalle persone di ogni classe sociale, in grado di unire in un sentire comune turisti e appassionati di qualunque provenienza.

Dopo gli interventi dedicati alla tradizione, spazio alla seconda parte con un ospite straordinario che catturerà l’attenzione di sardi e turisti: sarà il virtuoso Moses Concas, già Premio Costa Smeralda, conosciuto in tutto il mondo per aver partecipato in America e in Spagna a World’s Got Talent con i migliori talenti internazionali. Concas delizierà la platea con le sue magie che lo hanno fatto conoscere anche nel mondo del cinema firmando la colonna sonora del film campione di incassi “La vita va così” di Roberto Milani.

Posti a sedere ad ingresso libero e gratuito.




Il Miracolo tra Pietra e Mare: I Segreti della Costa Smeralda nei Ricordi di Antonello Verona.

Porto Cervo Luglio 2026Intervista a cura di Fausto Farinelli.

foto credit: Emanuele Perrone

Arrivo a Villa Anna alle 18 in punto. Ad accogliermi fuori, nel patio, è Antonello Verona, uno dei pilastri storici della Costa Smeralda. Lui l’ha vista nascere, ancor prima sulla carta e poi nella realtà delle strade, delle costruzioni, della polvere. Oggi è l’occasione per una reunion insieme ad altri amici dopo la presentazione del libro Costa Smeralda – Il Sogno di un Principe avvenuta a Cagliari il 16 maggio. Lì, Antonello e la sua compagna Elena ci avevano invitato a cena proprio a casa loro, sulla collina di Pantogia a Porto Cervo. Seduti nella splendida veranda, con un’altrettanto splendida e a dir poco commovente vista sul golfo, Antonello si mette comodo, mi guarda con il suo sorriso magnetico e cominciamo a navigare nei ricordi…

Antonello, chiuda gli occhi e torniamo indietro. Da dove inizia esattamente la sua avventura e quella della Costa Smeralda?

Antonello Verona: “Inizia tutto al Jolly di Olbia, nel 1960. Lì passavano tutti i pionieri, da Jacques a Savin Couëlle . La strada panoramica non esisteva ancora, l’avrebbero aperta solo nel ’65. Per arrivare verso la zona del Cala di Volpe si passava via Palau-Arzachena, poi si prendeva una strada bianca dalle parti di Demuro e si proseguiva su una mulattiera fino ad Abbiadori. Liscia di Vacca non era nemmeno collegata. Pensi che quando aprimmo il Cala di Volpe, d’estate uscivamo fuori ad aspettare che arrivasse qualche cliente, perché non passava nessuno!

Ma la vera magia succedeva dal notaio Altea. L’Aga Khan adottò una strategia d’acquisto ‘all’ingrosso’. I proprietari terrieri erano tutti parenti, famiglie storiche locali come gli Orecchioni o gli Azara. C’erano file indiane di 15-20 persone per firmare gli atti rigorosamente a mano. L’emissario diceva chiaramente: ‘O vendete tutti, o non compriamo niente’. Se un parente non voleva vendere, andavano a convincere i cugini pur di chiudere l’affare.”

In quel Jolly di Olbia lei incontra per la prima volta il Principe Aga Khan. Che impressione le fece?

Antonello Verona: “Me lo ricordo benissimo. Era al bar con Andrè Ardoin. Entrò questo ragazzo bellissimo, avremo avuto più o meno la stessa età, io 22 e lui forse 25. Stavano parlando, mi guardarono e mi chiesero: ‘Lei lo sa che stiamo aprendo il Cala di Volpe? Viene a lavorare con noi?’. Dissi di sì all’istante. C’era un’atmosfera incredibile. La principessa Ira von Fürstenberg faceva da sponda tra il Cala di Volpe e Porto Rotondo, tenendo le fila della mondanità. Il Principe spesso parcheggiava all’hotel le sue giovanissime fidanzate, come una bellissima ragazza di nome Anuska, per poi tornare a prenderle a fine giornata.

E poi c’era il mare. Molte serate al Cala di Volpe arrivavano in barca i Conti Donà delle Rose, Luigino e Nicolò, per fare festa. Ricordo un aneddoto del primo o secondo anno, quando c’era la gestione francese Le Luche: mi chiesero se sapevo guidare il motoscafo Riva. Li portai via mare a Porto Cervo, facendo tutto il giro largo da Mortorio per paura delle secche. All’epoca non c’era quasi nessuno, trovammo ad accoglierci solo il grande architetto Gigi Vietti, sua moglie e il loro cagnolino che si chiamava Spazzola.”

Oggi si parla della nascita della Costa Smeralda come di un “miracolo”. Qual è stato il segreto di questa esplosione turistica e finanziaria?

Antonello Verona: “Il segreto è stato il carisma del Principe: era una calamita. Arrivarono investitori con disponibilità immense, come il gruppo belga dei Pobięski (che comprarono a Liscia di Vacca dopo aver venduto le miniere di diamanti nel Congo), o i Guinness. Succedevano cose surreali. La famiglia Mentasti, ad esempio, comprò l’isola di Mortorio e l’isola di Soffi. Un giorno la moglie Mariella scese col gommone. Arrivò la Guardia Costiera per cacciarli e lei protestò: ‘Ma il Mortorio è mio, l’ho comprato io, sono Mentasti!’, ma la guardia fu irremovibile. E poi c’erano le feste folli a Poltu Quatu, prima che facessero saltare un monolite enorme in mezzo alla baia: una sera il conte Acquarone diede una festa in barca a fiumi di champagne. Un cameriere che portava scatole di caviale scivolò sulla passerella e cadde. Il giorno dopo dovettero recuperare le latte dal fondale marino!

L’impatto fu tale che la Sardegna intera veniva su con noi. All’estero la gente chiedeva: ‘Dov’è la Sardegna?’ e rispondevano: ‘Dove c’è la Costa Smeralda!’. Eppure, noi che vivevamo lì ogni giorno vedevamo un contrasto meraviglioso: la baia era bellissima, e capitava di vedere le vacche che passeggiavano tranquille sulla sabbia bianca della spiaggia di Liscia Ruja. Ma oltre ai soldi, il vero colpo di genio dell’Aga Khan fu il Consorzio. Un organo di controllo pazzesco che vincolava i proprietari e tutelava il paesaggio. Era un modello così perfetto che anni dopo, per il progetto del Bagaglino, ne copiammo lo statuto pari pari.”

Non solo lusso, ma anche radici. Dopo un passaggio all’Hotel Cervo, lei è stato l’ideatore de “La Fattoria”, un luogo che è entrato nel mito.

Antonello Verona: “Sì, dopo quattro anni passati all’Hotel Cervo, ne parlai con il maitre Sergio Grassi, di Parma. C’erano solo alberghi di lusso, mancava un ristorante sardo autentico. Creammo La Fattoria. C’era un camino lungo sei metri dove arrostivamo porcetti e agnelli a vista, un’idea ripresa decenni prima che lo facessero locali come Zuma. Servivamo la carne sui piatti di sughero, un’invenzione tutta nostra. In cucina c’era zia Peppina che preparava ravioli, pane frattau e tantissima zuppa cuata con il formaggio filante locale. Si lavorava a ritmi folli: facevamo 700 o 800 coperti al giorno, tra pranzo e cena. Arrivavano i pullman di turisti e si pagavano circa 30.000 lire per mangiare a crepapelle. Ma la vera mascotte era il nostro asinello: di solito stava fuori a mangiare gli scarti del pinzimonio, ma a volte saliva i gradini, entrava in sala e si metteva a mangiare la verdura direttamente dai tavoli. Finimmo persino in una fotografia sulla rivista americana Life!”

Lei ha plasmato anche la vita notturna tracciando letteralmente le strade del Sottovento e del Sopravento. Come andarono le cose?

Antonello Verona: “Comprai il terreno del Sottovento da zio Pasquale Orecchioni; era una vecchia cava di pietre che era servita per fare le strade della Gallura. Il progetto iniziale dell’architetto Busiri Vici prevedeva un albergo, ma mancava un po’ di cassa, così con il costruttore Giancarlo decidemmo di trasformarlo in appartamenti. Sotto aggiungemmo i campi da tennis e un locale. Non sapevo come chiamarlo. Passò l’allora parroco, Don Fresi, che rientrava da un locale di Porto Rotondo chiamato Sottocoperta. Mi guardò e disse: ‘Antonello, perché non lo chiama Sottovento? In fondo è riparato dal vento’. Lo presi al volo. Tutta la viabilità contorta di quella zona l’ho studiata io, bloccando le strade.

E il Sopravento? È nato essenzialmente per problemi di spazio, personale e parcheggio! Al Sottovento c’era troppa gente, dovevo mandare via i clienti in continuazione. All’inizio avevo pensato di chiamarlo ‘Blue Jeans’, ma alla fine rimase Sopravento.”

Fino ad arrivare ai fasti di Villa Harmony e agli eccessi degli ultimi decenni…

Antonello Verona: “Esatto, a Villa Harmony facemmo una grande spa che gestivo assieme a Elena. Lì ospitammo una festa pazzesca voluta da un magnate russo, spese ‘no limits’. Portarono il corpo di ballo del Lido di Parigi e ingaggiarono Zucchero per cantare davanti a sole 80 persone. Ricordo Zucchero che, scendendo, mi strinse la mano e disse: ‘Ma chi sono questi che mi pagano per cantare per 80 persone? Vabbè, a me non me ne frega niente, io canto’. La vera follia fu il giorno dopo: spostammo la stessa festa sulla spiaggia di Liscia Ruja senza Zucchero, ma con cantanti e DJ. Prendemmo tre camion per trasferire lì tutto il ristorante, portammo i gruppi elettrogeni, sistemammo la sabbia e mettemmo cuscini per terra con un buffet enorme ad aspettare i russi che arrivavano dal mare coi gommoni. Un lavoraccio, ma pagarono benissimo.”

Antonello, ripensando a quei giorni febbrili, c’è un ricordo dolce o un’emozione amara che le stringe ancora il cuore?

Antonello Verona: “Parto dal ricordo più bello. Per il Principe ho sempre avuto una devozione assoluta. I primi tempi gli servivo io la colazione. Abitava nella zona residenziale del Cala di Volpe e io gliela portavo direttamente a letto. Mi conosceva benissimo, era una familiarità bellissima, mi salutava e io mi sentivo onorato, avrei voluto fargli da maggiordomo.

Il ricordo più amaro è legato proprio alla fine di quell’epoca. C’era un progetto enorme di sviluppo, il ‘Masterplan’, che come ricordavano anche l’ex Sindaco Piero Filigheddu e l’architetto Satta, venne bloccato dalla burocrazia per 25 anni. Quella fu la fine. L’Aga Khan si smontò. Il nostro ultimo incontro avvenne fuori dal Sottovento, dopo una festa dello Yachting Club. Arrivò su un Maggiolino bianco, accompagnato dalla signorina Maffei che guidava. C’era ressa all’ingresso, lui entrò a salutare e uscì quasi subito. Gli andai incontro: ‘Principe, buonasera, come sta?’. Lui mi guardò, forse già consapevole che non c’era più nulla da fare, e mi rispose con una frase che non dimenticherò mai: ‘Bene Antonello… però a me i sardi non mi vogliono bene’.

È un peccato. Abbiamo perso un’occasione tutti. E la cosa che mi dispiace di più è che lui aveva scelto il suo angolo di paradiso, la Spiaggia del Principe, per fare il suo quartier generale, la sua casa. Non gli hanno permesso di costruirci nemmeno un garage. Ecco, quello rimane il più grande peccato di questa straordinaria avventura.”

La cena è pronta, mentre ripongo i microfoni nella valigetta penso alle tante interviste fatte per raccontare Costa smeralda®, e come sempre mi avvolge la solita domanda: Ma perchè siamo diventati all’improvviso così ciechi e sordi da non riuscire più a vedere quello che sarebbe accaduto se il progetto del Principe si fosse realizzato? Cosa sarebbe oggi l’intera Sardegna? Cosa saremmo noi, oggi?




IL TURISMO NEL NORD OVEST DELLA SARDEGNA VOLA A GIUGNO: STRANIERI E GRANDI EVENTI TRAINANO IL COMPARTO

Il turismo nel Nord-Ovest della Sardegna archivia un mese di giugno da incorniciare, mettendo a segno una crescita diffusa e consolidando il proprio appeal sui mercati internazionali. L’analisi dei dati territoriali traccia una mappa dei flussi estremamente positiva, partendo dal dato macroscopico dell’intera provincia. Con un campione statistico che rappresenta quasi un terzo degli hotel esistenti nell’area nord-occidentale dell’isola (pari a 48.450 camere e 108.090 letti monitorati), l’occupazione media delle stanze ha raggiunto l’81,34%, in netto incremento rispetto al 77,01% registrato nello stesso mese del 2025. A fare la parte del leone è la componente oltreconfine: oltre sette presenze su dieci sono generate da visitatori internazionali, che blindano una quota di mercato pari al 72,84%.

In questo scenario, Alghero si conferma la vera locomotiva del territorio. La Riviera del Corallo ha fatto registrare un tasso di occupazione delle camere sbalorditivo, toccando l’85,03% rispetto al 78,03% dello scorso anno. Un balzo in avanti ottimizzato anche da una gestione più efficiente delle volumetrie interne: i dati evidenziano infatti un deciso aumento dell’occupazione dei singoli posti letto, segno di una drastica contrazione delle camere doppie uso singola o delle triple non saturate. Ad Alghero la presenza straniera diventa una variabile numerica ben più che rilevante, sfiorando la vetta del 79,05%. Ottimi segnali giungono anche dall’area del Golfo dell’Asinara, dove l’occupazione si attesta al 75,84%, in lieve crescita sul 75,14% del 2025. Sebbene in questo comparto i sei stranieri su dieci risentano della ponderazione degli hotel della città di Sassari, isolando le sole strutture costiere del Golfo la densità di turisti internazionali supera persino i record algheresi.

Dietro questa performance non c’è solo l’immutato fascino delle coste sarde, ma una precisa capacità di intercettare la domanda globale. “I dati raccolti certificano la straordinaria salute del nostro comparto nel Nord-Ovest”, dichiara con soddisfazione Stefano Visconti, presidente di Federalberghi Confcommercio Nord Ovest. “L’incremento dei tassi di occupazione cammina di pari passo con la crescita robusta degli arrivi sul nostro scalo aeroportuale e con l’impatto straordinario di manifestazioni di respiro globale. Gli operatori hanno dimostrato una flessibilità e una maturità uniche nel cogliere queste opportunità, traducendole in un servizio alberghiero di assoluta qualità. A dimostrarlo chiaramente è il parallelo miglioramento delle recensioni che i clienti attribuiscono oggi alle nostre strutture”.

Se la qualità dell’ambiente marino e balneare si conferma il brand più forte e il motore principale capace di muovere le masse di visitatori, la stagione non è tuttavia esente da ombre esterne alla gestione privata, che rischiano di frenare i trend di crescita. “Il mercato estero è la nostra vera forza, ma è un patrimonio che va difeso anche fuori dagli hotel”, conclude il presidente Visconti. “Qualche disservizio registrato nella parte finale del mese, dovuto ai blackout elettrici che hanno interessato Alghero e altre località della Sardegna, ci ricorda che l’efficienza delle infrastrutture pubbliche deve viaggiare alla stessa velocità della nostra offerta ospitale. Non possiamo permettere che carenze strutturali della rete penalizzino l’esperienza dei viaggiatori proprio nei momenti di massima pressione”.




CONTROLLO DELLA CIRCOLAZIONE PORTA AL SEQUESTRO DI INGENTI QUANTITATIVI DI STUPEFACENTI: UN ARRESTO DEICARABINIERI

Nel rispetto dei diritti della persona indagata e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo
stato e salvo ulteriori approfondimenti, si comunica quanto segue.

Olbia, 3 luglio 2026 – I Carabinieri della Sezione Radiomobile del Reparto Territoriale di Olbia hanno tratto
in arresto un trentacinquenne, ritenuto responsabile di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di
spaccio.
L’intervento è scaturito nel corso dell’ordinario servizio di controllo del territorio, quando una pattuglia
della Sezione Radiomobile ha notato un’autovettura procedere a velocità particolarmente sostenuta e
con una condotta di guida estremamente pericolosa lungo una delle principali arterie della viabilità
cittadina, in un’area caratterizzata, soprattutto in questo periodo dell’anno, da un intenso flusso di
residenti e turisti.
I militari hanno quindi proceduto al controllo del conducente, avviando gli accertamenti che hanno
successivamente consentito di eseguire perquisizioni personale, veicolare e domiciliare.
L’attività ha permesso di rinvenire e sottoporre a sequestro ingenti quantitativi di cocaina, hashish,
marijuana e pericolose droghe sintetiche, nonché materiale per il confezionamento e la pesatura delle
dosi, denaro contante ritenuto provento dell’attività di spaccio e una pistola a salve priva del tappo rosso.
L’attività è stata svolta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Tempio Pausania, che ha
sottoposto l’uomo agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida.
L’episodio conferma come il quotidiano controllo del territorio rappresenti uno degli strumenti più efficaci
di prevenzione e contrasto alla criminalità: un ordinario servizio di pattuglia, nato per garantire la sicurezza
della circolazione stradale, ha consentito di interrompere una presunta attività di spaccio e di sottrarre
dal mercato ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, comprese droghe sintetiche particolarmente
pericolose.




Presentato, alla Camera di Commercio di Nuoro, il Gran Prix of Sardinia Fim della Coppa del Mondo di E-Bike Enduro in programma sabato 27 e domenica 28 a Baunei

La manifestazione iridata è promossa dalla Camera di Commercio di Nuoro e dall’Aspen, Azienda Speciale Promozione Economica Nuorese, ed è l’appuntamento conclusivo del ricco calendario di Primavera nel cuore della Sardegna. Realizzata anche col supporto dell’Assessorato Regionale del Turismo, Artigianato e Commercio, la due-giorni a Baunei prevede nella mattinata di sabato una pedalata cicloturistica aperta a tutti e nel pomeriggio le prove libere della Coppa del Mondo. Nella giornata di domenica 28 giugno, l’atteso Gp of Sardinia, secondo round della Fim E-Bike Enduro World Cup

COMUNICATO STAMPA N.2 DEL 25/06/2026
La Sala Giunta della Camera di Commercio di Nuoro ha ospitato, nella mattinata di oggi, la conferenza stampa di presentazione del Gp of Sardinia della E-bike Enduro World Cup Fim, in programma a Baunei sabato 27 e domenica 28 giugno. La prestigiosa manifestazione iridata sarà una vetrina planetaria per l’incantevole e incontaminato territorio ogliastrino. Saranno una cinquantina i piloti al via della competizione che sbarca in Sardegna per la prima volta ed è valida come seconda prova della Coppa del Mondo: in gara centauri blasonati e plurititolati provenienti da ogni latitudine, astri nascenti del panorama internazionale e anche un pilota sardo. 
Alla conferenza stampa hanno partecipato Roberto Cadeddu, presidente dell’Aspen (Azienda Speciale Promozione Economica Nuorese) della Camera di Commercio di Nuoro; Roberto Sau, direttore dell’Aspen della Camera di Commercio di Nuoro; Alfredo Lenzoni, ceo di Off Road Pro Racing, promoter della Fim Ebike World Cup; Sandro Salerno di Tnatura, promoter del Gp of Sardinia della Fim Ebike World Cup.
Le voci
Roberto Cadeddu, il presidente di Aspen, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Nuoro, ha dichiarato: “L’Azienda Speciale della Camera e la stessa Camera del Commercio sono impegnante ormai da 30 anni nella destagionalizzazione di flussi turistici. La Sardegna ancora oggi è una meta turistica per quanto riguarda il balneare, ma non è solo questo. Il nostro obiettivo è anche promuovere l’interno, dove ci sono state una conservazione dal punto di vista ambientale molto forte e un’antropizzazione molto bassa, il cicloturismo si può sviluppare ampiamente, sia sulle strade provinciali sia sulle statali. La Fim Ebike World Cup rientra nel nostro progetto Primavera nel cuore della Sardegna, nato proprio per valorizzare il territorio e, visto che la primavera rappresenta il risveglio della natura dopo l’inverno, l’invito è proprio a compiere una visita che riguarda non solo i paesi ma anche i territori circostanti”. 
Roberto Seu, direttore di Aspen, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Nuoro, ha dichiarato: “È una manifestazione che si sposa in maniera assolutamente efficace con il nostro circuito e con il nostro territorio. In questo caso si tratta di una forma estrema di bike turismo, quella generata da una Coppa del Mondo di Ebike, ma nel nostro territorio abbiamo la possibilità di offrire tutto il target a chi fa turismo in bicicletta, con percorsi di tutti i livelli e tutte le tipologie. Ricordiamo che in Italia si registrano 54 milioni di presenze annue legate al bici-turismo e la Sardegna partecipa a questo trend con circa un terzo delle presenze nel periodo antecedente al mese di luglio e poi in autunno. Pensiamo che questa manifestazione sia come la ciliegina sulla torta per premiare alcune caratteristiche del nostro territorio. E ricordiamo che, chi fa turismo in bicicletta, tende a generare un indotto superiore rispetto alle altre tipologie di presenza e che, oltre che alle pedalate, dedica tempo e attenzioni anche al patrimonio culturale, storico ed enogastronomico del territorio”.
Alfredo Lenzoni di Off Road Pro Racing ha dichiarato: “Prima di tutto grazie per l’accoglienza, che sembra scontata, ma non lo è. E siamo davvero incantati dal meraviglioso luogo che ci ospita in questi giorni. L’Ebike Enduro è un progetto recente, la Coppa del Mondo arriva qui per la prima volta ma è un campionato iridato destinato a crescere in maniera esponenziale già dalle prossime stagioni. Questi mezzi performanti consentono di affrontare percorsi impegnativi e intriganti ad atleti di tutte le età. Si tratta di una disciplina che coniuga i concetti di sport, salute, ambiente, turismo. Molti sportivi quotati, con trascorsi di massimo livello nel motocross, si stanno avvicinando con curiosità all’ebike, disciplina stimolante per tutti”. 
Sandro Salerno di Tnatura, e promoter locale della manifestazione, ha dichiarato: “Oggi rappresento anche Maggiora Motocross, l’organizzatore dell’evento, e vi porto i saluti e i ringraziamenti del presidente Francesco Bozzolo, che per ragioni logistiche non è potuto essere qui. Ringrazio anche il Comune di Baunei per il prezioso supporto e per la collaborazione. Abbiamo messo in piedi un evento che, sul profilo tecnico e paesaggistico, può contare su luoghi e percorsi tra i più belli che si possano esprimere al mondo. E le cinque speciali, difficili e strepitose, confermeranno che non tutti possono garantire come noi un percorso da World Cup. Al mondiale abbiniamo il cicloturismo e promuoviamo il turismo all’aria aperta, poiché qui si può venire a pedalare tutto l’anno. Puntiamo a regalare una cartolina straordinaria del territorio attraverso le immagini che divulgheremo e realizzeremo anche una produzione tv che andrà su Sky Sport, e in chiaro su Cielo. Inoltre raggiungeremo le sezioni news delle tv Samsung e Hi Sense, molto di moda sul mercato americano”.

Cicloturismo e Gp of Sardinia, round mondiale a Baunei
Sabato mattina spazio a tutti, con un evento di cicloturismo che consentirà agli appassionati di vivere una giornata diversa tra le meraviglie delle campagne di Baunei. Sabato pomeriggio, dalle 13.30, i piloti iscritti al Gp of Sardinia avranno invece modo di compiere le prove libere sul percorso di gara. Domenica, invece, si farà sul serio. Occhi puntati sul Gp of Sardinia, secondo dei tre round della World Cup 2026, che si è aperta lo scorso 7 giugno ad Aprica (Sondrio) e che si concluderà il 12 luglio a Cervinia. 
Il Gp della Sardegna partirà alle 9 di domenica 28 da piazza Principessa di Navarra a Santa Maria Navarrese (Baunei) e prevederà un doppio giro lungo un percorso di 34 chilometri con un dislivello di 1.596 metri. Nel primo giro i piloti dovranno completare le tre prove speciali “Locorbu”, “Scoine” e “Surrele” e nel secondo, che inizierà alle 11.50, si cimenteranno di nuovo sulle speciali “Scoine” e “Surrele”. Alle 15, sempre nella piazza Principessa di Navarra di Santa Maria Navarrese, la cerimonia di premiazione. Si tratta di un tracciato molto tecnico ed estremamente spettacolare, destinato a lasciare un segno indelebile nella storia della Coppa del Mondo, che per la prima volta sbarca in Sardegna e qui troverà un territorio ottimale oltre che in grado di offrire panorami e scenari unici.
Al via una cinquantina di piloti tra cui diversi campioni iridati e plurititolati.  A rappresentare la Sardegna sarà Daniel Pessiu, promettente sedicenne di Baunei. Presente il Campione del mondo Ebike Enduro 2025, Eric Anselmo,che dovrà difendere il titolo misurandosi con colleghi affermati e brillanti giovani emergenti. Farà il debutto stagionale in Ebike il britannico Steve Holcombe, che in un invidiabile palmares vanta quattro titoli mondiali assoluti e nove di classe e che, al momento, sta ancora dominando nel Campionato del mondo Enduro Moto. Al via anche il ventisettenne neozelandese Hamish Macdonlad, che vanta cinque titoli mondiali e vari campionati nazionali, e il pluricampione francese Christophe Pourcel, marsigliese classe 1988 che vanta la vittoria del Campionato del Mondo di Motocross nel 2006. Pourcel è diventato un vero esempio di determinazione e resilienza dopo che nel 2007, mentre dominava il Campionato, ebbe un gravissimo incidente in gara, in Irlanda, che gli costò la frattura dell’osso sacro e una paralisi parziale. Dopo un sorprendente recupero, nel 2009, ormai ristabilito, volò in America e vinse l’Ama Supercross, il Campionato più importante, difficile e prestigioso al mondo. In gara a Baunei anche lo svizzero, classe 1989, Giacomo Nizzolo. L’ex ciclista, ora divenuto motociclista endurista, è stato un brillante velocista e ha vinto due volte il titolo nazionale in linea (2015 e 2016) e nel 2020 il titolo europeo in linea.
La manifestazione organizzata da Maggiora Motocross è un evento di caratura internazionale molto articolato e complesso dal punto di vista organizzativo e  si svolge col supporto del promoter del Mondiale, Offroad Proracing, e di quello locale, Tnatura, sotto l’egida della Federazione Motociclistica Internazionale,Fim, e italiana, Fmi. La E-bike Enduro World Cup Fim rientra nel ricco calendario di Primavera nel cuore della Sardegna, prestigiosa manifestazione promossa dalla Camera di Commercio di Nuoro e dall’Aspen, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Nuoro, che in questo caso coinvolge il Comune di Baunei. Inoltre, l’evento è realizzato col supporto dell’Assessorato Regionale del Turismo, Artigianato e Commercio.
Ulteriori informazioni sul sito ufficiale https://www.ebksardegna.com/, sul sito della World Cup https://www.ebikegp.it/gp-of-sardinia/ e sulle pagine social del promoter Off Road Pro Racing.



Sopravento riaccende la magia della Costa Smeralda: inaugurata la stagione firmata Jerò.

Di Fausto Farinelli

video dalla pagina ufficiale instagram di Jerò.

Porto Cervo – Giovedì 18 giugno ha riaperto ufficialmente i battenti uno dei locali simbolo della nightlife smeraldina: il Sopravento, storico punto di riferimento dell’intrattenimento in Costa Smeralda, oggi rilanciato sotto la gestione del marchio Jerò Restaurant.

Una serata all’insegna dell’eleganza, della buona cucina e di un servizio impeccabile, in perfetta sintonia con l’atmosfera esclusiva di Porto Cervo. Presente il fondatore del locale, Antonello Verona, e il figlio Massimo che si occupava dell’accoglienza e che oggi porta avanti una tradizione iniziata decenni fa e diventata parte integrante della storia della Costa Smeralda.

La cena è stata accompagnata da uno spettacolo coinvolgente che ha visto protagonisti ballerini e performer capaci di trasformare la serata in una vera esperienza immersiva. Coreografie, musica e intrattenimento hanno scandito il ritmo della notte, mentre due funamboli hanno catturato l’attenzione del pubblico con esibizioni spettacolari che hanno strappato applausi e momenti di autentica meraviglia.

L’apertura del Sopravento rappresenta il primo atto di una stagione che si preannuncia ricca di appuntamenti. Tra una settimana, infatti, tornerà ad accendersi anche il Sottovento, altro nome storico dell’intrattenimento smeraldino, con una serata speciale dedicata proprio ad Antonello Verona e ai suoi amici più cari.

Un evento che si annuncia particolarmente emozionante e che vedrà la partecipazione di numerosi protagonisti della stagione d’oro della Costa Smeralda: imprenditori, artisti, musicisti e personaggi che hanno contribuito a costruire il mito delle notti di Porto Cervo e a trasformare l’intrattenimento in una vera arte.

Per molti sarà un’occasione per ritrovarsi, ricordare gli anni più iconici della Costa Smeralda e celebrare una storia che continua ancora oggi grazie alla passione di chi ha saputo trasformare un locale in un simbolo riconosciuto ben oltre i confini dell’isola.




Pietrino Fois torna al centro della scena: ad Alghero l’adesione a Base Popolare segna lo strappo con Cacciotto.

Più che un semplice ingresso, quello annunciato ad Alghero appare come un passaggio politico destinato a far discutere. Al centro dell’appuntamento c’è soprattutto Pietrino Fois, figura da tempo presente nella vita pubblica cittadina, che ora compie una scelta chiara e si colloca fuori dall’orbita di Raimondo Cacciotto.

Ad Alghero la presentazione di Base Popolare assume i contorni di un fatto politico ben più ampio di una normale conferenza stampa. L’incontro servirà infatti a ufficializzare adesioni e posizionamenti, ma soprattutto mette in primo piano il nome di Pietrino Fois, protagonista di un passaggio che potrebbe incidere sugli equilibri locali.

Più che di un ritorno nell’agone politico, nel suo caso si potrebbe parlare di una rinnovata centralità. Fois, infatti, non sembra essere mai uscito davvero dalla dinamica pubblica e amministrativa cittadina. La novità vera è un’altra: la scelta di legarsi a Base Popolare e, di fatto, di prendere le distanze da Cacciotto. Un segnale politico netto, destinato ad avere riflessi nel panorama algherese.

L’appuntamento vedrà la partecipazione di esponenti del movimento e rappresenterà anche un momento di radicamento territoriale per una formazione che punta a consolidare la propria presenza in Sardegna e nel resto del Paese. Base Popolare, infatti, si definisce come un progetto nato dai territori e orientato a mettere insieme culture politiche diverse ma vicine, come quelle dei liberali, dei cattolici democratici, dei riformisti e dei popolari.

Accanto ai dirigenti del movimento, l’iniziativa punta anche a coinvolgere amministratori e rappresentanti locali. Ma l’attenzione resta concentrata soprattutto sulla scelta di Fois, che con questo passaggio sembra voler segnare una discontinuità politica precisa, aprendo una fase nuova nel campo civico e moderato della città.

In questo senso, la conferenza non sarà soltanto una presentazione di simbolo e programma. Potrebbe trasformarsi invece nel momento in cui prende forma un nuovo assetto, con Fois di nuovo in posizione visibile e con una collocazione politica ormai più definita. Un movimento che ha il sapore della conferma personale e, insieme, della rottura politica.

Adesso, però, le domande politiche si moltiplicano. Cosa faranno i consiglieri dei vecchi Riformatori? Quale sarà la scelta di Francesco Marinaro, vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici? E soprattutto: la maggioranza riuscirà a reggere questo nuovo scenario oppure finirà per sciogliersi come neve al sole?

Base Popolare, il profilo nazionale

Base Popolare si presenta sulla scena nazionale come una piattaforma politica costruita dal basso, con una forte attenzione ai territori e all’incontro tra tradizioni moderate e riformiste. Il progetto si propone come uno spazio politico capace di mettere insieme liberali, cattolici democratici, riformisti e popolari.

Sul piano del posizionamento, il partito si colloca nell’area centrista, popolare ed europeista. Il richiamo al mondo moderato e riformatore rappresenta uno degli elementi centrali della sua identità politica, insieme a una linea distante dai toni più radicali e populisti.

Anche la struttura organizzativa conferma l’ambizione nazionale del movimento. Base Popolare si è infatti dotata di organismi di coordinamento e di una rete politica che punta a consolidare la presenza del partito oltre la dimensione locale, mantenendo però nei territori il proprio punto di partenza.