Alghero: Domani senz’acqua diverse zone della città, Abbanoa interviene con la sostituzione delle saracinesche
Alghero, 16 giugno 2020 – Domani, 17 giugno, Abbanoa dovrà sostituire le saracinesche in via Vittorio Emanuele angolo via La Marmora. Durante l’esecuzione dei lavori si renderà necessaria l’interruzione dell’erogazione idrica nel nell’area compresa tra la stessa via Vittorio Emanuele, via Garibaldi, via La Marmora e via Aldo Moro, nella zona compresa tra via Barraccu, via Vittorio Emanuele, via La Marmora e via Sant’Agostino e nel Centro Storico. La chiusura è programmata dalle 8,30 alle 17,30.
Pozzecco è il “nuovo” Coach della Dinamo banco di Sardegna
ad annuncialro è il presidente Sardara e il “Poz”.
Stefano Sardara si è detto ” dispiaciuto per l’approccio della stampa al mondo della pallacanestro”
ascolta l’audio integrale della conferenza stampa.
Alghero,Piscina Comunale, chiarimenti della maggioranza su nota delle opposizioni
Nonostante c’è chi tifa per i disastri ad Alghero per puro interesse di parte, l’impegno per risolvere gli enormi problemi ereditati per la realizzazione della piscina comunale proseguono. Agli allarmi lanciati dai consiglieri Sartore e Esposito si risponde con il semplice fatto che le opere della piscina comunale sono rimaste sospese per oltre tre mesi, come per tutto il Paese, a causa del Coronavirus. A meno di smentite, non risulta che i lavori pubblici possano essere svolti in modalità smart working. L’impresa campana alla quale l’Amministrazione Bruno ha affidato i lavori nel lontano 2017 con la promessa di consegna prevista un anno dopo, nel 2018, ha potuto prendere l’aereo per Alghero solo ieri, dopo la riapertura tra dei flussi tra le Regioni e dopo aver verificato che è impossibile impastare il calcestruzzo in videoconferenza. Detto questo, l’Amministrazione sta lavorando per superare le difficoltà oggettive lasciate ancora in sospeso nel 2018, quando si sarebbero dovuti ultimare i lavori, e nel 2019, quando ancora sotto l’Amministrazione di Sartore e Esposito i lavori erano poco più che uno scavo e molto lontani dalla conclusione. L’Assessore ai lavori pubblici Antonello Peru sta comunque lavorando con gli uffici in maniera celere affinché il record del cantiere fantasma resti saldamente nella bacheca della passata Amministrazione, e già dai questi giorni sta lavorando perché i problemi vengano risolti. Restano da realizzare il tunnel di collegamento tra piscina e spogliatoi, la pavimentazione della vasca e delle superfici di accesso, gli arredi. Le difficoltà che ogni giorno emergono dalla realizzazione dell’opera pubblica si stanno affrontando con tutto l’impegno possibile e soprattutto nel rispetto delle norme rigorose previste dal codice degli appalti che non prevedono soluzioni di fantasia.
GDF SASSARI: MARKET DELLA DROGA IN UN GARAGE DI FERTILIA. DENUNCIATO GIOVANE ALGHERESE.
Nell’ambito delle attività di controllo del territorio disposte dal Comando Provinciale di Sassari, maggiormente rafforzate nel periodo di lockdown dovuto all’emergenza epidemiologica COVID-19, i militari della Compagnia di Alghero hanno sviluppato un’attività info-investigativa individuando una zona di Fertilia quale piazza di spaccio di sostanze stupefacenti.
In particolare, dopo ripetuti appostamenti, nel primo pomeriggio del 1o giugno le Fiamme Gialle algheresi hanno fatto accesso in un box dove erano presenti 3 giovani, tra cui il proprietario dello stesso che alle prime domande dei militari circa la presenza di droghe consegnava subito una confezione di circa 20 grammi di marijuana, sostenendo di non possederne altra e che la stessa era detenuta per uso personale.
Non convinti dalle dichiarazioni del ragazzo e supportati dalle risultanze delle indagini condotte – che di contro facevano supporre che il garage fosse un importante punto di riferimento per l’acquisto di marijuana da parte di giovanissimi consumatori, anche minorenni – i finanzieri hanno perquisito il locale rinvenendo complessivamente 400 grammi di marijuana nascosta in vari punti del box.
I militari hanno inoltre rinvenuto bilancini di precisione e materiale per il confezionamento della sostanza, oggetti considerati utili fonti di prova per la dimostrazione dell’attività di spaccio.
Il giovane che aveva la disponibilità del box è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Sassari per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’attività svolta conferma l’attenzione rivolta dalla Guardia di Finanza a contrasto dei traffici illeciti sul territorio provinciale e si inquadra nel più ampio dispositivo di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti in particolare nei confronti di minori.
CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–27-05-20–Le imprese artigiane della Sardegna chiedono certezze alla Regione
IMPRESE ARTIGIANE – L’attesa del sistema produttivo per i fondi
regionali. Matzutzi e Lai (Confartigianato Sardegna) alla Regione:
“Fate chiarezza sulle risorse destinate alle imprese: i comparti sono
allo stremo, non c’è altro tempo da perdere”.
Due mesi di lockdown hanno lasciato pesanti tracce tra le imprese
della Sardegna. A marzo e aprile, infatti, le nuove iscrizioni sono
crollate di 805 unità rispetto agli stessi mesi dello scorso anno,
segnando un -42,1%. Nel 2019, nello spesso periodo le aperture furono
1.912 contro i 1.107 di quest’anno.
La situazione emerge dal dossier dell’Ufficio Stampa di
Confartigianato Imprese Sardegna, sulle “Iscrizioni delle imprese per
regione”, su dati Movimprese 2020.
L’analisi, rispetto ai vecchi confini, vede un crollo su Sassari con
-313 (672 nel 2019 contro 359 di quest’anno), seguita da Cagliari con
-259 (709 l’anno scorso e 450 quest’anno), Nuoro con -176 (381 e 205)
e Oristano con -57 (150 e 93).
“Siamo molto preoccupati per la tenuta del sistema artigiano sardo che
già prima della chiusura totale era impegnato nella lunga, e faticosa,
uscita dalla crisi del 2008 – affermano Antonio Matzutzi e Maria
Amelia Lai, Presidente e Vice di Confartigianato Imprese Sardegna –
questi dati, purtroppo, confermano sia le lesioni subite la struttura
imprenditoriale isolana, sia della necessità di “sostegni regionali”,
certi, congrui e immediati”.
Secondo l’Organizzazione Artigiana, infatti, sono maturi i tempi per
conoscere dalla Regione l’ammontare dei finanziamenti che verranno
messi a disposizione delle imprese artigiane, le condizioni dei bandi
e la loro entrata in vigore.
“Comprendiamo la difficoltà del momento ma rileviamo come ci sia poca
chiarezza sulle misure messe in campo la Giunta per sostenere i
comparti produttivi – sottolineano Matzutzi e Lai – inoltre, ci
preoccupa il ritardo accumulato verso le aziende che non possono più
aspettare perché rischiano di spegnersi definitivamente: il Sistema
economico è allo stremo”. “Quando è scoppiata l’emergenza – ricordano
Presidente e Vice – proponemmo una soluzione immediata: lo sblocco dei
40 milioni stanziati in Finanziaria per il comparto artigiano. Una
parte poteva essere utilizzata sotto forma di contributi a fondo
perduto, ciò avrebbe consentito a molte piccole imprese di pagare i
costi di esercizio. Oggi, non sappiano se quegli stanziamenti siano
ancora disponibili o siano finiti in un fondo indistinto”. “Le aziende
sono in attesa di chiarimenti soprattutto sulla tempistica –
continuano Matzutzi e Lai – per pianificare immediatamente gli
investimenti o rimandarli a situazioni di mercato future”.
La preoccupazione di Confartigianato Sardegna, è anche sugli strumenti
che fino a oggi hanno assicurato la liquidità necessaria alle imprese.
“Parliamo della Legge 949 – rimarcano il Presidente e la Vice– uno
strumento importante che, con la sua agilità e immediatezza, ha
garantito un solido sostegno agli investimenti. In questo momento,
purtroppo, il comparto non ha nessuna certezza sugli strumenti su cui
contare”.
Poi l’ultima richiesta di Confartigianato Sardegna alla Regione:
“Sulle risorse messe in campo da Stato e Regione occorre stare
attenti: non tutte le imprese hanno subito danni, nell’erogazione dei
finanziamenti per questo è necessario tenere conto dei veri bisogni
reali degli impenditori”.
Porto Torres: sia sospeso il provvedimento di chiusura della Sede della Soprintendenza
Al seguito della notizia sulla chiusura della Sede Operativa della Soprintendenza ABAP di Porto Torres, il capogruppo dei Riformatori Sardi in consiglio regionale Aldo Salaris ha presentato, al Presidente Solinas e all’Assessore competente, una mozione nella quale si chiede un intervento presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. L’allarme era stato lanciato lo scorso gennaio da Franco Satta e Rossana Carbone, coordinatori cittadini dei Riformatori di Porto Torres, i quali avevano espresso perplessità e forte preoccupazione per il futuro del preziosissimo patrimonio archeologico: «In assenza di un presidio per la sorveglianza e la prevenzione dei resti archeologici della Colonia Romana di Turris Libisonis, ci chiediamo come potrà essere garantita la tutela di una situazione complessa determinata dalla presenza di una città pluristratificata». Oggi, spiegano Satta e Carbone, «la mozione presentata dai nostri rappresentanti regionali è finalizzata a sospendere il provvedimento e attivare un tavolo tecnico con le istituzioni e le parti sociali per ricercare soluzioni alternative alla chiusura della sede operativa».
Satta e Carbone precisano che non si tratta di una posizione “per partito preso”, ma il frutto di una precisa valutazione pertinente alla situazione attuale, alle potenzialità inespresse dal territorio e alle prospettive future di sviluppo dove la Soprintendenza riveste una fondamentale importanza rapportata all’enorme e prezioso patrimonio archeologico presente nell’area urbana e periurbana di Porto Torres. «Il percorso avviato oltre quarant’anni fa tra la comunità di Porto Torres e la Soprintendenza – raccontano – ha condotto a grandi, ed in qualche caso insperati, risultati che hanno aperto la strada a nuove prospettive. Infatti, nel progetto dei Riformatori c’è la sottoscrizione di un accordo fra il Comune, la Soprintendenza e il Polo Museale della Sardegna per la gestione, la valorizzazione, la tutela e la conservazione dei Beni Culturali di Porto Torres».
I Riformatori puntano, in particolare, ad un progetto innovativo che riguarda l’istituzione di un “Parco Archeologico Urbano” che possa integrare la zona del faro, l’area archeologica di Palazzo Re Barbaro e delle Terme Maetzke, l’area del Rio Mannu con il Ponte Romano, ed infine la zona di Marinella con la necropoli Occidentale di Turris Libisonis. Oltre a questo, anche la creazione di un polo di attrazione culturale e turistica che comprende anche il complesso della Basilica di San Gavino e le aree musealizzate sotto Piazza Atrio Metropoli e sotto la gradonata che collega il porto con le due stazioni marittime, non può che favorire un volano virtuoso di eccellenza con sicure ricadute positive sull’occupazione e sull’economia della Città. «Riteniamo di fondamentale importanza – concludono i Riformatori – consentire al Comune di Porto Torres di gestire, insieme alle istituzioni preposte, il suo patrimonio archeologico e accedere così ai finanziamenti nazionali, regionali e comunitari dedicati a progetti di gestione e di sviluppo dei Beni Culturali».
Lavori della rete del gas e riaprono i mercatini settimanali alimentati
Riprendono i lavori pubblici, continuano gli scavi delle rete del gas. Domani i banchi della Coldiretti e mercoledì prossimo il mercatino settimanale. Incontro dell’Assessore Vaccaro con l’associazione di categoria
Alghero, 13 maggio 2020 – Riprendono progressivamente le opere pubbliche sospese oltre due mesi a causa dell’emergenza Covid. Già in azione le squadre del settore manutenzioni, alle quali tra qualche giorno si aggiungeranno le unità, venti operai reclutati attraverso i progetti del Reis, che andranno ad incrementare le squadre che si occupano della pulizia e del decoro. Da oggi intanto sono riapparsi i mezzi dell’impresa aggiudicataria dei lavori di posa in opera della rete del gas. Si scava in via Manzoni, nel tratto tra via Gramsci e via Kennedy, secondo un calendario che prevede l’attuazione di lavori negli altri segmenti di via Manzoni compresi tra la via Kennedy e via Sassari e tra via Sassari e via Giovanni XXIII°. Inizio degli scavi anche in via Liguria, nel tratto tra via Umbria e via Puglia, e in via XX Settembre, tra via Kennedy e via Sassari. Lavori anche in via Satta, via Don Minzoni, via Rosselli, via Porrino, via Edison, via Pacinotti e una residua parte di via Cavour rimasta in sospeso a causa della chiusura del Dpcm. Il programma completo si estende per le settimane a cavallo tra il corrente mese di maggio e le due settimane di giugno, secondo un calendario che mette in lavorazione più urgente le zone limitrofe al centro per spostarsi poi nelle aree più periferiche.
Da domani, intanto, riprende il mercato settimanale della Coldiretti nel quartiere di Sant’Agostino, nella consueta ubicazione tra le vie Marconi, Satta e Largo Nunzio Costantino.
Riprenderà da mercoledì prossimo, 20 maggio, anche il mercatino di via Sardegna. La riapertura riguarderà le sole categorie alimentari. Il ritorno delle bancarelle per la prossima settimana, su richiesta degli ambulanti, è stato concordato ieri in un incontro tra i rappresentanti dell’A.N.A., l’associazione degli ambulanti, l’Assessore dello Sviluppo Economico Giorgia Vaccaro e il dirigente del settore commercio. Gli operatori del mercatino hanno inoltre la disponibilità ad allestire, per la parte alimentare, il mercato del sabato a Fertilia.
SASSARI: ALTRI 4 UFFICI POSTALI DELLA PROVINCIA RIAPRONO DAL LUNEDÌ AL SABATO
Ripristinato anche il turno pomeridiano per gli uffici di Olbia centro, Ozieri centro e via Luna e Sole a Sassari e incrementati i giorni di apertura degli uffici di San Pasquale e piazza XXV Aprile a Ozieri
Sassari, 13 maggio 2020 – Poste Italiane continua nel processo di rimodulazione delle giornate di apertura e degli orari negli uffici postali della provincia di Sassari. A partire dadomani, giovedì 14 maggio, riapriranno al pubblico, dal lunedì al sabato, altri quattro uffici postali della provincia di Sassari il cui orario di apertura al pubblico era stato temporaneamente rimodulato.
A riaprire, con il consueto orario, saranno gli uffici postali di Lu Bagnu, Nule, Trinità d’Agultu e Tula. Oltre alla riapertura su sei giorni dei suddetti uffici è previsto anche il ripristino dell’apertura, anche nel turno pomeridiano, degli uffici di Olbia centro, Ozieri centro e via Luna e Sole a Sassari, mentre le sedi di San Pasquale e Piazza XXV Aprile a Ozieri, aperti finora solo un giorno a settimana, vedranno incrementati a tre i giorni di apertura settimanale.
Poste Italiane coglie l’occasione per ribadire l’invito ai cittadini ad entrare negli uffici postali esclusivamente per il compimento di operazioni essenziali e indifferibili, in ogni caso avendo cura, ove possibile, di indossare dispositivi di protezione personale; di entrare in ufficio solo all’uscita dei clienti precedenti; tenere la distanza di almeno un metro, sia in attesa all’esterno degli uffici che nelle sale aperte al pubblico.
A questo proposito, l’Azienda ricorda che sono a disposizione della clientela, presso gli uffici postali della provincia di Sassari, 68 ATM Postamat, disponibili sette giorni su sette ed in funzione 24 ore su 24, che consentono di effettuare operazioni di prelievo di denaro contante, interrogazioni su saldo e lista dei movimenti, ricariche telefoniche e di carte Postepay, accanto al pagamento delle principali utenze e dei bollettini di conto corrente postale.
Ulteriori informazioni sulle aperture e sulle disponibilità orarie degli uffici postali sono reperibili sul sito internet www.poste.it.
Poste Italiane – Media Relations
L’Isola Scelga Quali Scuole Finanziare: Della Carenza Di Rianimatori Ed Anestesisti Ai Tempi Del Coronavirus.
È noto a tutti come l’emergenza Covid-19 non abbia fatto altro che mettere in risalto le già note debolezze del SSR: se prima le difficoltà avevano inciso sulle lungaggini delle liste d’attesa ed incrementando i viaggi della speranza per i nostri pazienti, al momento dell’arrivo della pandemia in Sardegna la carenza di specialisti è emersa in tutta la sua drammaticità. In primis per i Rianimatori: le cronache riportano soluzioni d’emergenza come la messa in servizio di medici militari ed il corso di addestramento all’intubazione orofaringea, destinato ad Infermieri e Cardiologi, organizzato al San Francesco di Nuoro ed aspramente criticato dall’Associazione di Rianimatori ed Anestesisti AAROI.
Soluzioni dettate dall’emergenza, secondarie all’applicazione del “Decreto Semplificazione” che aveva permesso l’assunzione, come Dirigenti, dei Medici Specializzandi al IV e V anno di corso. Anche in questo caso la mancata programmazione e l’impossibilità di valorizzare la formazione dei Medici della Sardegna ha influito pesantemente. Tra i Medici in formazione o appena formati dalle Università di Cagliari e Sassari, sono stati assunti solo 30 medici mentre almeno 12 hanno abbandonato le scuole negli anni, spesso per trasferimento, o hanno accettato in emergenza contratti al di fuori dell’Isola, rientrando nelle regioni di origine. Vale a dirsi, un numero di professionisti pari all’organico attuale di un Reparto di Rianimazione di II livello (HUB Regionale), specialisti mancati nel momento dell’emergenza. Problematiche destinate a ripetersi, se la RAS non difenderà le proprie norme di programmazione, affinandole nella concertazione con lo Stato ed evitando di soccombere dinanzi ad una sentenza della Corte Costituzionale.
A questo proposto Mèigos aveva richiesto il rafforzamento dei compiti di valutazione e monitoraggio delle specializzazioni carenti al “Osservatorio Regionale per la Formazione Medico Specialistica” (d.Lgs 368/99 art 44, DGR 37/8 del 2007, DAR 29 del 2016), in alternativa alla proposta, contenuta nella PL 82 (Agus ed altri), della creazione di un nuovo Osservatorio.
Per questo ente, già composto dai rappresentanti delle Università e delle Aziende del SSR, e secondo la nostra richiesta coordinato dall’Assessorato alla Sanità, prospettavamo di rinforzare un ruolo attivo nel proporre il numero e la scelta dei contratti da finanziare in virtù del numero di medici specialisti carenti nell’Isola. L’articolo sull’Osservatorio è stato rimosso dal testo definitivo della LR 6/2020 ed il compito rimane unicamente in capo all’Assessorato. Nel frattempo l’”Osservatorio Nazionale”, ovvero l’organo che dovrebbe assicurare la qualità della formazione in Italia, coordinare gli organi regionali e redigere i report su una previsione del turnover sanitario, nonostante le rassicurazioni del Ministro Speranza, non è stato ancora nominato. È unanime l’idea che per il prossimo concorso SSM20 gli accreditamenti siano destinati a replicare il numero di posti assegnati nel concorso precedente.
Allo stesso tempo, abbiamo sempre evidenziato come, al momento degli accreditamenti per i posti di specializzazione e nel finanziamento degli stessi, i numeri gravino pesantemente sul Sistema Sanitario della Sardegna, penalizzando l’Isola.
I numeri in Medicina sono fondamentali, mai ci sogneremmo di proporre un centro di chirurgia se questo praticasse una tecnica con casistica insufficiente per la letteratura scientifica, diverso è il caso in cui questi numeri siano stabiliti a seconda della media dei grandi centri della penisola. La Sardegna (che ospita il 2.7% della popolazione dello Stato), ha naturalmente un numero di posti letto per branca inferiore alle realtà del Lazio e della Lombardia, decisivi quando questi determinano l’accreditamento o meno di una Scuola di Specializzazione.
Altro fenomeno che distorce la percezione della realtà isolana nell’analisi delle carenze, è l’utilizzo del dato numerico di specialisti anziché del dato percentuale rapportato al numero di abitanti. È così che la celebre pagina di Repubblica (vedi infografica) segnala che la carenza più grave per il numero di Pediatri del SSN è prevista in Lombardia “Regione Record”: saranno 510 a mancare entro il 2025; stesso dicasi per il numero di Anestesisti e Rianimatori, meno 315 nei prossimi cinque anni.
Carenze importanti. Se però, cambiando il punto di vista guardassimo agli stessi numeri in proporzione alla popolazione, ovvero a quanti specialisti del SSN mancheranno effettivamente ogni 100’000 abitanti, scopriremmo che la Sardegna supera (ahìnoi!) le regioni record per tre volte su sei: Pediatria (5,0 U. in Lombardia, 15,7 U. in meno in Sardegna), Medicina Interna (3,7 in Lombardia, 4,5 in Sardegna), Anestesia e Rianimazione (3,1 in Lombardia, 4,9 in Sardegna); non sono del resto ottimistiche le previsioni per le restanti branche specialistiche.
Una previsione che descrive il grande limite di una mancata programmazione locale e che vede nell’emergenza attuale i risvolti di una crisi nata con il nuovo concorso ministeriale per l’accesso alle scuole di specializzazione medica (2014): già prima dell’emergenza Coronavirus erano note infatti le gravi carenze nei reparti di Anestesia e Rianimazione di Oristano, Lanusei, Olbia, Iglesias ed Alghero. Per assurdo oggi, se alle carenza di Anestesisti nell’Isola si rispondesse con un incremento delle borse finanziate dallo Stato, si avrebbe una saturazione delle reti formative della Sardegna ad esclusivo finanziamento Ministeriale, escludendo di fatto la possibilità per la Sardegna di poter istituire borse di studio riservate e vincolate al lavoro nelle strutture del SSR.
In questo caso UNICA ed UNISS formerebbero specialisti senza avere nessuna garanzia che questi, in un futuro, scelgano di svolgere il proprio lavoro nel Sistema Sanitario dell’Isola. Appare pertanto minacciosa la possibilità che il Ministero incrementi per il prossimo concorso i finanziamenti destinati alle borse di specializzazione per un totale di 13’000 unità, sovrapponendosi ai finanziamenti regionali, provinciali e degli altri enti ed andando così a saturare tutti i posti accreditati. Una misura simile, senza un corrispondente incremento dei posti accreditati, cancellerebbe di fatto le borse riservate della Sardegna e vanificherebbe gli sforzi e gli impegni assunti dal Legislatore Regionale. Per l’Isola un incremento dei finanziamenti statali che non corrisponda alla crescita del numero di posti a disposizione delle scuole, risulta infruttuoso e controproducente. Ricordiamo inoltre che al prossimo SSM20 i partecipanti potrebbero superare le 20’000 unità ed i finanziamenti statali rimarrebbero comunque inferiori sia al numero di aspiranti specializzandi sia al fabbisogno del SSN.
Guardiamo per questo, con diffidenza, a soluzioni imposte dall’alto che non tengano conto dello status insulare, della bassa demografia e la dotazione infrastrutturale dell’isola: sempre teniamo a mente le innumerevoli soluzioni al depotenziamento del SSR contenute nel DM 70/2015, dove alla carenza di una specialità, si suggeriva alle Amministrazioni “l’aggregazione funzionale con una delle regioni confinanti tramite apposite convenzioni”.
Mèigos chiede all’Osservatorio ed all’Assessorato che nel confronto Stato-Regione si attivino perché le borse per le specialità critiche siano in prevalenza finanziate da fondi di provenienza regionale. La Regione Sardegna dovrà difendere la facoltà di investire negli specialisti di cui più ha bisogno chiedendo al Ministero che i finanziamenti riservati alle scuole sarde siano destinati alle specializzazioni meno critiche, lasciando così che la RAS si concentri sui settori del SSR più in sofferenza. Solo così si potrà assicurare la permanenza degli specialisti sul nostro territorio, scongiurando un aggravamento delle carenze.
Partendo da valutazioni che tengano conto non solo dello stato attuale, ovvero i pensionamenti previsti per il personale ospedaliero, bisognerà procedere considerando insieme, in una programmazione volta a un miglioramento globale del Servizio Sanitario Regionale, gli organici previsti per la specialistica ambulatoriale, domiciliare ed in libera professione. È chiaro che una pianificazione puntuale non possa basarsi unicamente sull’analisi dell’organico in servizio nelle nostre strutture ospedaliere: la giovane età della leva di specialisti in geriatria (solo 9 dirigenti entreranno in età pensionabile nei prossimi 7 anni) non può essere la base per stabilire il fabbisogno stimato per i servizi domiciliari e per la messa in regola delle RSA (ci risulta un fabbisogno stimato pari a zero). L’assenza di specialisti in audiologia e foniatria in età pensionabile (solo uno risulta dipendente nelle strutture del SSR) non può essere la ragione per cui non si preveda alcun contratto di formazione. Allo stesso modo sui pensionamenti previsti dei pediatri ospedalieri non potranno essere calcolate le carenze della pediatria di libera scelta e del servizio consultoriale.
Il nostro appello è volto ad una programmazione che tenga conto delle esigenze reali, evitando che si ripetano errori del passato in cui la Sardegna ha finanziato contratti: “distribuendoli su più specializzazioni, la maggior parte delle quali non particolarmente in sofferenza” (la mappa delle carenze di medici specialisti regione per regione, Anaao Assomed marzo 2019).
La disponibilità di borse è maggiore, con l’obbiettivo futuro di riaprire le numerose scuole di specializzazione delle Università di Cagliari e Sassari, chiuse perché insolventi rispetto ai criteri stabiliti dal MIUR, è oggi possibile, oltretutto, grazie alla LR 6/2020, il finanziamento di contratti di specializzazione nelle Università al di fuori dell’Isola, in maniera complementare nelle specialità più carenti od in quelle attualmente mancanti all’offerta formativa della Sardegna. (chirurgia pediatrica, ad esempio).
L’impegno di Mèigos prosegue: solo lavorando in questa direzione potremmo programmare un turn over armonico per il Sistema Sanitario dell’Isola, solo così potremmo ridurre le crescenti spese di rimborso per le prestazioni extraregionali, solo così potremmo arrestare la graduale dismissione dell’offerta delle nostre Università.
Il Direttivo Meigos – Giovani Medici Sardegna
