“Vivevo due vite”: Angelo Onni e gli anni d’oro della Costa Smeralda

Un lussurgiese testimone privilegiato della nascita del sogno del Principe Aga Khan. Nel libro di Fausto Farinelli 27 voci raccontano come è nata la Costa Smeralda, tra visione ecologica e rispetto della tradizione sarda.

Onni e Farinelli

SANTU LUSSURGIU 11 Ottobre – La sala della Fondazione Hymnos era piena in ogni ordine di posto: tutti gli 80 posti a sedere occupati per ascoltare la storia straordinaria di Angelo Onni, 77 anni, cittadino di Santu Lussurgiu che ha vissuto gli anni d’oro della Costa Smeralda. “A me ha lasciato un vuoto. Ho vissuto due vite, e l’altra non so se la vivrò dopo”, confessa con emozione durante la presentazione del libro “Costa Smeralda – Il sogno del principe attraverso il racconto di chi lo ha vissuto e di chi ne costruisce oggi l’eredità”, scritto da Fausto Farinelli.

La sua testimonianza è una delle 27 raccolte dall’autore, che per questo libro ha viaggiato per tutta la Sardegna intervistando chi ha vissuto in prima persona la nascita di Porto Cervo. Angelo gestiva il maneggio negli anni ’60 e ’70, frequentato dall’élite internazionale:

“Il Principe per me era come uno zio buono. La mattina passavo dalla sua villa, entravo direttamente dal cancelletto e ci scambiavamo qualche parola. Mi chiedeva sempre se i clienti erano contenti”.

Feste leggendarie e tuffi in piscina a cavallo

Le serate a Porto Cervo erano leggendarie. “Feste? Una sera sì e una no, non mancavano mai”, ricorda Angelo. Il night club S’Inferru, sotto la piazzetta, era il cuore della movida. “Era l’inferno veramente, avevano azzeccato il nome”, sorride.

Ma l’aneddoto più incredibile riguarda una festa al Tennis Club del Cala di Volpe:

“La piscina era grande come questa stanza, olimpionica. Ho detto: facciamo una sorpresa al Principe. Sono andato a prendere un cavallo a pelo, senza briglie, senza niente. I tavoli erano tutti a bordo piscina. Ho tirato e sono entrato dentro con un tuffo”. Il risultato? “Tutti ad applaudire! Poi si sono tuffati tutti in piscina, alcol a fiumi. Le ragazze montavano a cavallo a due, a tre, qualcuna è entrata in piscina col cavallo. I cavalli erano abituati a nuotare perché tutti i giorni li portavamo in spiaggia”.

Il cliente americano

Per una passeggiata a cavallo si pagavano 3.000 lire, ma non erano rari i clienti che lasciavano 30.000 lire. “Non avevano il senso dei soldi, vedevano che li trattavo bene e non chiedevano il resto”, spiega Angelo.

Un giorno arrivò un americano convinto di saper cavalcare: “Voleva un cavallo cattivo. Gli ho detto: già ce l’ho io. Ha insistito. Gli ho dato un cavallo a pelo, gli ho detto di togliere gli speroni. Ha mollato le redini, il cavallo ha fatto due salti e lui è finito a terra”. L’epilogo è sorprendente: “L’hanno portato all’ospedale in elicottero. Dopo dieci giorni è tornato e mi ha portato un regalo, uno champagne Perignon, perché l’avevo fatto cadere!”.

Bettina Graziani, la celebre modella francese, aveva una scuola di modelle e veniva spesso a fare servizi fotografici:

“Quando arrivava con le sue ragazze bisognava tapparsi gli occhi, abbassare lo sguardo, guardare a terra”, ricorda Angelo con un misto di imbarazzo e divertimento.

La mascotta Mondo Boia e il rapporto col Principe

La mascotte di quegli anni era Mondo Boia, un corvo che Angelo portava ovunque: a cavallo, in Vespa, persino al night club S’Inferru. “Lo mettevo sul cavallo a pelo, si aggrappava al garrese, alla criniera, mollava il cavallo che cominciava a galoppare e lui sopra gracchiava”.

Il Principe, nascosto dietro un macchione di mirto, rideva di nascosto: “Non voleva farsi vedere dalla gente, ma gli piaceva quello spettacolo. Diceva sempre: portalo a casa quel corvo che lo faccio vedere a mia moglie. Ma tua moglie già lo vede quando vieni qua!”.

Angelo Onni

Angelo aveva ricevuto dal Principe lo stemma della Costa Smeralda: “Facevo anche il guardiano nei territori, quello era un pass. Funzionava anche per entrare al night S’Inferru”.

Il rapporto con il Principe era speciale: “Passavo a fare le passeggiate vicino alla sua villa e entravo direttamente nel suo cancelletto. Un giorno mi ha detto: ‘Ma come mai passi sempre di qua?’ Gli ho risposto: ‘Così taglio corto, non passo dalla strada lunga in mezzo alle macchine'”. Il Principe gli chiese persino di andare con lui a lavorare coi cavalli in Francia: “A quest’ora sarei stato all’Arco di Trionfo a Parigi”, riflette con un velo di rimpianto.

La Costa Smeralda è Sardegna

Il libro di Fausto Farinelli sfata un mito ricorrente:

“Molti dicono che la Costa Smeralda non è Sardegna. È falso”, sottolinea l’autore. Il Principe Aga Khan studiò per sei mesi l’architettura e la storia della Sardegna prima di iniziare. “Vogliamo fare uno sviluppo che prende tutte le belle cose della storia di Sardegna e le mettiamo sulla Costa Smeralda”, dichiarò in una storica intervista del 1962.

Gli architetti si ispirarono a case tradizionali come Casa Guiso a Orosei, con le stesse stondature e gli archi identici alla sottopiazza di Porto Cervo. Le ville furono costruite rispettando gli alberi esistenti, tanto che alcune hanno piante che crescono all’interno. Il campo da golf fu realizzato seguendo la conformazione naturale del terreno, senza spianamenti. Persino la piscina del Cala di Volpe veniva filtrata con microconchiglie australiane anziché con prodotti chimici.

Un patrimonio di storie da preservare

Nel libro trovano spazio ex sindaci come Piero Filigedu (quattro mandati, chiamato “il sindaco amico dell’Aga Khan”), parroci come Don Francesco Cossu e il compianto Don Raimondo di Stella Maris, architetti come Giancarlo Busiri Vici (93 anni, ultimo architetto vivente del progetto originale), L’architetto Satta padre del master plan 2 e persona vicinissima al Principe, artigiani come Gesuino Cherchi di Orosei che realizzò le sedie ancora presenti al Cala di Volpe, e l’ex presidente della Regione Cappellacci che nel 2011 conferì al Principe il Sardus Paters, e tanti altri.

C’è anche un’intervista integrale rilasciata dal Principe nel 1987 al Costa Smeralda Magazine: “Sembra scritta un mese fa”, commenta Farinelli. “Parlava di connessione internet nelle spiagge quando internet manco c’era, parlava di deregulation del trasporto aereo. Era assolutamente un visionario”.

“Quando tornavo d’inverno a Santu Lussurgiu era la fine del mondo”, confessa Angelo. Durante la presentazione di agosto a Porto Cervo, non ha resistito all’emozione e ha gridato spontaneamente: “Per il Principe, hip hip urrà!”. Tutta la piazza si è alzata in piedi ad applaudire.

Al termine della serata alla Fondazione Hymnos, i presenti hanno fatto la fila per il firma copie, per avere le firme sia dell’autore Fausto Farinelli che di Angelo Onni, testimone vivente di un’epoca irripetibile.

Il prossimo appuntamento sarà a Sassari Sabato 18 Ottobre alle ore 17 presso la fiera Promoautunno, dove Farinelli presenterà in anteprima nuove foto inedite del 1960. Con lui alcuni protagonisti del libro.




FIND 43: a Cagliari i “Fili invisibili” della Nuova Danza

Dall’11 ottobre al 29 novembre il Festival Internazionale Nuova Danza trasforma Cagliari e Selargius in un laboratorio vivo di corpi, visioni e incontri, esplorando l’umanità e i legami che ci tengono insieme

CAGLIARI – Ritorna il FIND 43 – Festival Internazionale Nuova Danza, fondato da Paola Leoni, e lo fa con un’edizione intitolata “Fili invisibili” che promette di essere un potente spazio di incontro, resistenza e poesia del movimento. Dall’11 ottobre al 29 novembre, Cagliari e Selargius diventano il palcoscenico di una danza contemporanea che parla lingue universali, riflettendo sulle sfide più urgenti del nostro tempo: la ricerca di radici e identità, la libertà e la forza delle donne, la fragilità e la potenza del corpo, il dialogo tra presenza e assenza, caduta e rinascita.

Il festival non è solo una rassegna di spettacoli, ma una vera e propria mappa emotiva, un viaggio tra vuoti e incontri, crolli e trasformazioni, isolamento e risveglio. Come afferma la direttrice artistica Cristiana Camba «abitare il nostro corpo insieme significa percepire quei fili invisibili, lasciarsi attraversare e riconoscere che nessuno è davvero solo, e che ogni movimento condiviso è dono intimo e necessario». Gli appuntamenti avranno il loro palcoscenico per Cagliari a Sa Manifattura, al Teatro Massimo, al Teatro Carmen Melis e al Terrapieno; per Selargius alla Sala delle Arti Musicali e al Teatro Si’ e’ Boi.

Un momento della conferenza stampa al MEM di Cagliari

Il FIND 43 porta in scena nomi di rilievo internazionale e nazionale oltre ai richiami a figure iconiche come Lindsay Kemp e Micha Van Hoecke, e vede la partecipazione di una ricca e variegata selezione di compagnie e artisti da tutta Italia e dall’estero.

Le serate al Terrapieno (11, 16, 25, 30 ottobre) aprono la porta a compagnie e solisti che esplorano la danza come resistenza e poesia. L’11 ottobre, la serata inaugurale vede in scena Art Mouv’ con Livre de droits e Atacama con Lost Solos – Rosso, seguite dallo Sharing Find Lab, momento di restituzione dei laboratori. Il 16 ottobre è la volta del Colectivo Glovo con Alleo e di Lost Movement con dancehAll. Il momento clou a livello internazionale è il 17 ottobre al Teatro Massimo, con l’Akram Khan Company e il suo acclamato spettacolo per famiglie, Chotto Desh.

Fra le prime assolute The Shape of Absence – variazione nomade da CHORA di Fattoria Vittadini, affiancata da Richard Mascherin con Vacío Espiritual (18 ottobre), Mandala Dance Company in IntercettAzioni (30 ottobre) e Artemis Danza e l’attesa creazione, Desdemona (14 novembre).

Richard Mascherin

Il festival è vetrina per l’eccellenza nazionale, con titoli selezionati per la NID 2025. Spiccano il Balletto Teatro di Torino con Sista di Simona Bertozzi (18 novembre) e Déjà Donné con RAVE.L (22 novembre). Spazio anche alla nuova creazione sarda e nazionale: con le prime nazionali di Janas del Gruppo e-Motion, affiancata da Roberto Tedesco e Naturalis Labor (1 novembre) e di Inner Map di Giuseppe Sanniu (14 novembre). Non manca l’omaggio a due Maestri del nostro tempo: Lindsay Kemp e Micha van Hoecke.

Il 30 ottobre si terrà la conferenza Lindsay Kemp e il Giappone: Un Mondo di Trasformazioni con Donatella Bertozzi. Il 31 ottobre, l’intero spazio di Sa Manifattura, tra Sala Officine e Corte 2, sarà animato da una mostra “totale” e dalla performance dedicati a Lindsay Kemp, nelle sue più importanti trasformazioni. Il mondo onirico kempiano prenderà vita animandosi in uno spettacolo dal vivo, mescolando danza e proiezioni video. Daniela Maccari danzerà alcuni degli assoli storici di Lindsay. Ad aprire la serata, la performance esito del laboratorio “Il gesto di Lindsay Kemp” a cura di Daniela Maccari con la partecipazione di compagnie di danza e artisti della Sardegna.

Borderline

Il 7 novembre al Teatro Carmen Melis, Borderline Danza riallestisce Pèlerinage, storico lavoro di Micha van Hoecke, ripreso da Miki Matsuse in prima nazionale.

Il ricco cartellone di FIND43 include inoltre le sezioni dedicate alla scoperta di talenti come la Serata FINDER (in collaborazione con Accademia Susanna Beltrami e Accademia Nazionale di Danza) e la Serata Explo (vetrina del Network Anticorpi XL). L’invito è quello di riflettere sul rapporto tra individuo e collettività, tra spazio urbano e intimità, tra memoria e futuro. Un crocevia di linguaggi, dove la grande danza internazionale incontra la vitalità della scena emergente.

Oltre agli spettacoli, il FIND 43 ribadisce il suo ruolo di laboratorio vivo per la nuova danza attraverso un ricco programma di sezioni collaterali dedicate alla formazione, alla creazione emergente e all’interazione con il pubblico di ogni età.

Tra le attività trovano spazio:

  • FIND LAB: un ciclo di workshop intensivi con artisti e compagnie di spicco come ART MOUV’ (Francia), Fattoria Vittadini/Chiara Ameglio, Compagnia Francesca Selva/Con.Cor.D.A e Mandala Dance Company.
  • Dancelines 2025 – Room, in collaborazione con CTM SpA, una performance in prima assoluta che vedrà la danza abitare direttamente le linee degli autobus del centro cittadino di Cagliari. Fino al 1° novembre, i passeggeri potranno vivere un’esperienza artistica immersiva e inattesa. La coreografia, a cura di Giuseppe Sanniu, trasformerà il mezzo pubblico in uno spazio di movimento e riflessione, portando l’intimità della Room nel flusso della vita urbana.
  • Showindows 2025 SugarEcho, in collaborazione con il Consorzio Cagliari Centro Storico e Associazione Strada Facendo. La coreografia di Pablo Girolami gioca con l’idea della ripetizione e dei cicli che si rincorrono, tra dolcezza e ritmo pulsante, come lo zucchero che si scioglie e si ricompone. Una performance in prima assoluta che sorprende ed emoziona i passanti delle vie del centro.
  • Master Class tenute dalle compagnie ospiti al FIND 43, gratuite per gli abbonati e per chi acquista il biglietto per lo spettacolo.
  • Serata Indipendanse, progetto in collaborazione con Festival di Danza Internazionale Corpi in Movimento (Sassari) e la rassegna multidisciplinare Interagendo (Sassari). In prima nazionale, la presentazione della coreografia vincitrice del bando indipendance.
  • FINDER e Residance XL: Il festival sostiene la creazione emergente attraverso programmi di residenza artistica cruciali per lo sviluppo di nuovi talenti, in collaborazione con prestigiose istituzioni nazionali come l’Accademia Nazionale di Danza, l’Accademia Susanna Beltrami e il Network Anticorpi XL.
  • Danza Urbana XL: La danza entra nel cuore della città con appuntamenti e performance che rafforzano la collaborazione con il Network Anticorpi XL, di cui FIND è partner attivo.
  • Find Ragazzi: Un occhio di riguardo è rivolto al futuro della danza con una sezione dedicata ai giovanissimi, offrendo spettacoli e attività per i bambini, le famiglie e le scuole.
  • Breaking8: Dedicato alla contaminazione tra media, il programma propone la proiezione di opere di videodanza e danza in video.
  • AperiDanza e Aperidanza SOLOS: Le serate del festival si arricchiscono di eventi diffusi e performance site-specific, creando momenti conviviali e inaspettati per il pubblico.



AMAS a Sassari, il fenomeno della violenza sulle donne anziane

Sabato 20 settembre un importante convegno nella Sala conferenze della Fondazione di Sardegna per sensibilizzare la cittadinanza

Tra i relatori Marco Bellini e Pina Ballore

SASSARI. Nonostante l’attenzione crescente rivolta al tema della violenza di genere, la dimensione specifica relativa alle donne anziane rimane ancora ai margini del dibattito pubblico e istituzionale. Per indagare il fenomeno, scarsamente conosciuto e fortemente sottostimato, sabato 20 settembre, alle 17, nella Sala Conferenze della Fondazione di Sardegna, l’Associazione Malattia Alzheimer Sardegna propone un importante convegno che apre uno squarcio di luce soprattutto sulla condizione delle donne con demenza e altre forme di disabilità.

L’iniziativa rientra all’interno del progetto “Alzheimer Sardegna: Insieme per sostenere”, organizzato da AMAS e sostenuto dall’assessorato dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza sociale della Regione Autonoma della Sardegna. L’incontro sarà moderato dal geriatra Antonio Nieddu.

È molto atteso l’intervento di Marco Bellini, da anni impegnato nello studio e nella presa in carico di questi casi. Nel luglio 2022, è stato il primo esperto ad essere convocato in audizione dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta sul Femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, per riferire in merito alla condizione relativa alle donne anziane: una storica prima volta per il Parlamento italiano.

Immancabile l’intervento di Pina Ballore, presidente di AMAS Sassari: «Il nostro obiettivo non è solo quello di sensibilizzare la cittadinanza – spiega Ballore – ma anche di coinvolgere attivamente l’amministrazione comunale, affinché si possa avviare un percorso condiviso di prevenzione, ascolto e tutela. Per portare alla luce questa realtà sommersa, il convegno intende dare voce a tutte quelle donne che troppo spesso restano in silenzio.

Saranno presenti le referenti dell’associazione “Noi Donne 2005”, con cui si sta avviando una collaborazione stabile e la redazione di un documento condiviso che possa rappresentare un primo passo concreto per affrontare questa grave forma di violenza ancora troppo ignorata. Ad oggi non esistono statistiche nazionali dedicate alla violenza contro le donne over sessantacinque.

«Una delle principali cause di questa “invisibilità” – dicono gli organizzatori – è rappresentata dalla mancanza di denunce, dovuta a barriere di tipo culturale, ancora prima che giuridico. Spesso, le donne anziane vittime di abusi non sono pienamente consapevoli della propria condizione o non si riconoscono come tali, rendendo difficile l’emersione del fenomeno».

Il coordinamento organizzativo del progetto è affidato all’Associazione Culturale Music & Movie.

L’ingresso è libero, ma dati i posti limitati è necessaria prenotazione ai numeri 3336750996 – 3495386310.




Dal cuore della Sardegna al mondo: il sabato di Carta Carbonia tra identità, diritti e innovazione

Le voci di Giuseppe Corongiu, Maria Francesca Chiappe, Massimo Cerofolini e Mariangela Pira illuminano la penultima serata del festival Carta Carbonia

Carbonia, 26 luglio 2025 – Prosegue questa sera, sabato 26 luglio, la seconda edizione del Festival Letterario Carta Carbonia, un evento Promosso dal Comune di Carbonia con il finanziamento del PN “METRO Plus e città medie Sud” 2021-2027 e il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo, in collaborazione con la Scuola di Scrittura Genius e la Libreria Cossu. Dopo due giornate di grande successo, sabato 26 luglio si apre un nuovo capitolo del programma, all’insegna del confronto letterario, dell’innovazione tecnologica e della musica dal vivo.

Ad aprire la serata sarà Giuseppe Corongiu, giornalista e scrittore sardo, con la presentazione di Gherras (Janus, 2025). In dialogo con Nicola Merche, Corongiu esplorerà le tematiche della lingua, dell’identità e delle radici culturali sarde. Il romanzo, uscito a fine giugno, racconta una Sardegna sospesa tra presente e passato, tradizione e trasformazione, in un intreccio narrativo che restituisce voce a storie dimenticate e tensioni ancora vive. Un’occasione per riflettere sul valore della lingua come strumento di resistenza e rinascita.

Seguirà Maria Francesca Chiappe, firma autorevole del giornalismo sardo e autrice del romanzo Uguale per tutti (Castelvecchi, 2025), che sarà intervistata da Lorella Costa. L’opera, a metà tra cronaca giudiziaria e narrativa sociale, affronta temi come l’immigrazione, la violenza minorile e le disuguaglianze nella giustizia italiana. Un intreccio avvincente e attuale, ambientato in Sardegna, che mette in discussione il principio dell’uguaglianza davanti alla legge.

Alle 21:00 salirà sul palco dell’Arena Mirastelle Massimo Cerofolini, giornalista e conduttore Rai (Eta Beta, Codice), con AmazSing!, un talk che unisce giornalismo, tecnologia e storytelling. Attraverso storie reali ed esempi concreti, Cerofolini guiderà il pubblico alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale e del suo impatto sulla vita quotidiana, tra opportunità e dilemmi etici.

A chiudere la parte letteraria della serata sarà Mariangela Pira, una delle voci più autorevoli del giornalismo economico italiano. Con la moderazione di Laura Fois, presenterà Effetto domino (Chiarelettere), un saggio chiaro e accessibile che spiega come le dinamiche economiche globali influenzino direttamente le nostre vite. Dal costo della spesa alle guerre commerciali, dalla crisi climatica al lavoro che cambia: un viaggio tra eventi apparentemente lontani ma con ricadute concrete e quotidiane.

A chiudere la serata sarà il concerto live di Gabriele Loddo e Marco Morandini, due artisti capaci di fondere sonorità moderne, radici folk e contaminazioni contemporanee in un’esperienza musicale coinvolgente ed emozionante.

L’ultimo atto di Carta Carbonia 2025 è in programma, domani, domenica 27 luglio. La giornata finale sarà un mosaico di voci, condivisioni e suggestioni artistiche, a partire dalla presentazione pubblica degli elaborati della Scuola di Scrittura Genius a cura di Paolo Restuccia, scrittore, traduttore, docente universitario e storico regista de Il Ruggito del Coniglio su Rai Radio2.

A seguire, tre grandi protagonisti del panorama letterario e giornalistico italiano.

Gianni Caria, autore di Rosario va in pensione (Il Maestrale), dialogherà con Giovanni Follesa per raccontare con ironia e profondità una Sardegna insolita e sorprendente. Subito dopo sarà il turno di Daria Colombo, con Il cielo su via Padova (Sperling & Kupfer), che parlerà con Marco Corrias di periferie, memoria e impegno civile. Per ultimo Gad Lerner, salirà sul palco dell’Arena Mirastelle per presentare Gaza. Odio e amore per Israele (Feltrinelli) in un confronto intenso e attuale con Paolo Restuccia.

Il gran finale sarà invece affidato a “La storia siamo noi. Voci, suoni e appunti di Sardegna”, una coinvolgente performance poetico-musicale che vedrà protagonisti Flavio Soriga e Gianluca Pischedda, produzione InsulaeLab: un racconto in musica e parole che unisce memoria, identità e passione per la nostra terra.

Ufficio Stampa Carta Carbonia 2025




A Dorgali il Cannonau è protagonista della tavola

Il 24 luglio un wine talk e una degustazione guidata con abbinamenti gastronomici negli spazi della Cantina sociale, per mostrare l’evoluzione di un vino versatile e moderno e ideale per qualsiasi piatto

La serata si conclude con il concerto di Gavino Murgia per il Cala Gonone Jazz

DORGALI. Dal robusto e complesso vino di una volta alla nuova veste moderna e raffinata, ideale per essere abbinata con un ampio ventaglio di piatti che spazia dagli antipasti al dessert. Il Cannonau di Dorgali è frutto di una cultura enologica millenaria che sta riuscendo ad adattarsi perfettamente ai gusti più attuali del mercato, per soddisfare i palati esigenti in un contesto enogastronomico contemporaneo. E tutto senza tradire la sua anima più autentica. È il momento di farlo sapere al grande pubblico.

Per questo giovedì 24 luglio alle 17.30, nei locali della Cantina Sociale di Dorgali (in Via Piemonte 11), si svolgerà l’evento conclusivo del progetto “Cannonau Food Experience“, nato per iniziare a raccontare un vino versatile e dinamico, perfetto per accompagnare portate di ogni genere.

IL PROGETTO. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di ridefinire la percezione del Cannonau di Dorgali, di metterne in luce l’evoluzione e la poliedricità in chiave di abbinamento culinario. Dopo anni di ricerca e di sapiente lavoro, grazie alla sua diversità di vinificazione, il cannonau dorgalese è oggi un blend perfetto tra storia e innovazione, protagonista ideale per le nostre tavole, sia con piatti della tradizione, sia con ricette gourmet e della cucina fusion internazionale.

ORGOGLIO DI UN TERRITORIO. Figlio di antiche tradizioni contadine e di una sapienza tramandata di generazione in generazione, il Cannonau è un pilastro della cultura e dell’economia locale. Per tutta la comunità è un vero e proprio simbolo identitario che unisce passato e presente, raccontando storie di terra, fatica e resilienza. Merito anche delle specificità del territorio dorgalese, che grazie alle sue peculiarità geografiche ha sempre creduto fortemente in questo vitigno, producendo vini che raccontano la cultura locale con un occhio attento all’innovazione.

L’EVENTO. Giovedì la serata prenderà il via alle 17 con la proiezione di un video realizzato dal regista Mario Giua Marassi dello studio GoTo Net Studio di Cagliari, in collaborazione con Redfish Adv di Sassari che ha curato l’ideazione e realizzazione dell’intero progetto. Il video racconta in immagini e suoni la nuova identità di un vino dallo “spirito contemporaneo”.

Un wine talk in compagnia di sommelier, esperti di enogastronomia e addetti del settore permetterà di approfondire come questa eccellenza locale sia in grado di innovarsi pur restando fedele alle proprie radici. Saranno esplorate le diverse vinificazioni – dalle versioni giovani e fruttate ai rosati eleganti, dalle riserve decise ai passiti più delicati – che consentono al Cannonau di abbinarsi a una ricchezza inimmaginabile di pietanze. Interverranno il presidente del Consorzio Cannonau, Mario Mereu, la presidente della Cantina Dorgali, Claudia Secci, il presidente AIS Sardegna, Antonio Furesi, il delegato provinciale AIS Nuoro, Francesco Deriu, in rappresentanza di Sardegna Ricerche Elena Lai (responsabile del progetto “Cannonau vino giovane”), il giornalista enogastronomico Giovanni Fancello, l’antropologa del cibo e giornalista enogastronomica Alessandra Guigoni. Modera l’incontro il sommelier AIS Roberto Dessanti (presidente regionale uscente).

L’evento troverà il clou in una degustazione guidata, in cui cinque diverse espressioni di Cannonau saranno accostate sapientemente ad altrettanti piatti in un suggestivo percorso enogastronomico. La serata si concluderà con il concerto di Gavino Murgia per un finale che unisce musica e cultura nell’ambito del rinomato festival Cala Gonone Jazz.

L’iniziativa è promossa dalla Cantina Sociale di Dorgali in collaborazione con il Consorzio di tutela del Cannonau di Sardegna DOC. L’ingresso è gratuito ma i posti sono limitati. È richiesta prenotazione entro il 23 luglio al numero 348/4928430.




Banari, Pomata chiude con successo la Sagra della Cipolla

Lo chef: “Altro che sagra, questo è un importante evento culturale”

Grande partecipazione di pubblico per la serata conclusiva con gli show cooking e il laboratorio delle erbe tintoree

BANARI – Grande successo per l’edizione 2025 della “Sagra della cipolla dorata” di Banari che, dopo l’intensa giornata di sabato che ha visto la premiazione della cantante Elena Ledda, si è conclusa domenica con una grande partecipazione di pubblico per lo show cooking dello chef stellato Luigi Pomata.  

Pomata ha voluto reinterpretare una ricetta storica a partire da una base di salsa genovese. Una salsa non ligure, come potrebbe far pensare il nome, ma campana. Quindi è stato preparato uno stufato di cipolle con il tonno di Carloforte ed erbe del Mediterraneo. Ne è venuto fuori un piatto profumatissimo, un’esplosione di aromi che ha deliziato il palato dei partecipanti.

Show cooking di Pomata

«La particolarità della Dorata di Banari è una dolcezza spiccata – ha spiegato Pomata – non è acida, e quindi si presta bene sia per i piatti dolci che per i piatti salati. Occorre specificare che questa non è una semplice sagra, è un evento culturale, e fare cultura è la base per la crescita del territorio. Bisogna valorizzare questi eventi, bisogna interagire con gli anziani, perché loro sono la memoria storica, quindi partire anche dalla storicità delle ricette e trasformarle in chiave moderna. Promuoviamo questi eventi in tutta la Sardegna, cercando di portare qua le persone da fuori, mentre la Sardegna deve uscire per portare i nostri prodotti in giro per il mondo».

Escursione in bici

Notevole partecipazione anche per il Laboratorio di Erbe Tintoree a cura di Gianpaolo Demartis, che ha illustrato ai numerosi partecipanti l’antica arte della colorazione dei tessuti attraverso le bacche e le erbe selvatiche. L’evento è stato occasione per incontrare i presidi Slow Food e i vini DOC del territorio, e per conoscere i meravigliosi contesti paesaggistici banaresi attraverso le escursioni a piedi e in bici. Quindi musica e divertimento fino a tarda notte.

Sold-out è andato lo stand della Proloco che, tra le sue proposte culinarie, ha presentato la squisita cipolla con la ricetta tipica banarese, che è andata letteralmente a ruba. Come ha sottolineato il presidente Francesco Di Stefano, «merito di questo risultato è il grande lavoro svolto con impegno da donne e uomini della proloco, che oltre a permettere l’organizzazione di manifestazioni importanti, rappresentano un presidio per mantenere viva la cultura di paese».

La manifestazione è organizzata dalla Proloco in collaborazione con il Comune di Banari, con il patrocinio della Regione Sardegna, e rientra nel circuito Salude&Trigu della Camera di commercio di Sassari. Per info e prenotazioni consultare il sito www.sagracipollabanari.it.

Laboratorio sulle erbe tintoree di Giampaolo Demartis



Elena Ledda a Banari incanta il pubblico della Cipolla Dorata

Un canto a voce sola per salutare il pubblico dopo la premiazione

Grande partecipazione di pubblico e lunghe file per gustare la ricetta tipica

Stasera gli show-cooking con lo chef stellato Pomata

BANARI – Voce tra le più importanti della scena tradizionale sarda e mediterranea, Elena Ledda ha ricevuto il Premio Cipolla Dorata 2025 “per aver portato in tutto il mondo, in cinquant’anni di attività, il suo singolare repertorio, che vivifica la memoria del canto tradizionale”. E tutto ciò passando dai più piccoli comuni dell’isola fino a New York, Sidney, Tripoli e Rio de Janeiro e tante altre località internazionali.

Sul palco di Piazza Umberto a Banari, dopo l’esibizione del coro “Cuncordu Banaresu”, il prestigioso riconoscimento è stato consegnato dal presidente della proloco Francesco di Stefano assieme al sindaco Francesco Basciu e dall’ideatore del premio, il maestro d’arte Giuseppe Carta, che ha donato l’opera.

Intervistata sul palco dal giornalista Salvatore Taras, Elena Ledda ha raccontato aneddoti e curiosità della sua lunga carriera, a partire dagli inizi con la grande passione per la tradizione, gli studi al conservatorio di Cagliari, e quindi le collaborazioni con grandi artisti, tra i quali Andrea Parodi, al quale è stato rivolto un ricordo affettuoso.

Ne è scaturita un’analisi attenta dello stato dell’arte nel mondo musicale e, in particolare, nel canto popolare, giunto in qualche modo a un punto di svolta, dopo una mutazione che in questi decenni ha portato i giovani a cercare fortuna nei talent e nell’autopromozione sui social. Quindi l’importanza della formazione. Si è parlato inoltre del grande affetto per Banari, comunità alla quale Ledda è legata a partire dai grandi fermenti artistici e culturali che hanno caratterizzato questo grazioso centro del Meilogu fin dagli anni Novanta.

L’evento ha dato spazio al consueto rito della premiazione: la modellazione delle radici della cipolla di bronzo da parte dei rappresentanti della comunità e di chi ha ricevuto il riconoscimento. Elena Ledda, prima di salutare il pubblico, si è esibita in un brano del suo repertorio cantato live, senza accompagnamento musicale, emozionando gli spettatori che hanno risposto con un grande applauso. Subito dopo è stato assegnato il premio al produttore che ha coltivato la Cipolla più grande nel 2025: lo ha vinto Giovannino Mannoni di Torralba, con un bulbo del peso di 1,580 chili.

Nel corso della serata un plauso è stato rivolto al grande lavoro di uomini e donne della proloco, grazie al cui impegno, ogni anno riesce a essere realizzata questa manifestazione che richiama un gran numero di visitatori. Sul palco banarese sono saliti anche il presidente dell’Accademia delle Belle arti “Mario Sironi” di Sassari, Giorgio Auneddu Mossa, e il professor Roberto Satta, che per il secondo anno di fila partecipano alla manifestazione con il progetto espositivo “A_Dorata: La Cipolla di Banari nell’Arte!”, in cui gli allievi presentano oltre venti opere tra pittura, tecnica mista e grafica, alcune in omaggio alla cipolla e altre in rappresentazione dei loro personali linguaggi creativi.
Dopo l’apertura ufficiale degli stand, lunghe file si sono registrate per le degustazioni dei piatti tipici, in particolare la squisita cipolla realizzata con un’antica ricetta banarese. Un bulbo dal sapore dolce e delicato che la rende estremamente versatile in cucina. Erano in piazza gli stand enogastronomici le proloco di Banari, Porto Torres, Usini, Thiesi e Villanova Monteleone. Tra le attività collaterali, l’artigiano Barbanera ha presentato un laboratorio sui dolci tipici da realizzare con le rotelle tagliapasta.La serata si è protratta con balli e divertimento fino a tarda notte.

La sagra prosegue oggi (domenica 20 luglio) con le escursioni a piedi e in bici nel territorio, quindi nel pomeriggio animazioni per bambini e laboratorio sulle erbe tintoreea cura di Gianpaolo Demartis. Grande attesa alle 19 per lo Show cooking con lo chef stellato Luigi Pomata, e incontro con i presidi Slow Food e i vini DOC del territorio.

La manifestazione è organizzata dalla Proloco in collaborazione con il Comune di Banari, con il patrocinio della Regione Sardegna, e rientra nel circuito Salude&Trigu della Camera di commercio di Sassari. Per info e prenotazioni consultare il sito www.sagracipollabanari.it.




Semeraro lascia il Comando della Capitaneria di Porto di Alghero, i saluti del Sindaco Raimondo Cacciotto. Benvenuto al nuovo Comandante De Luca

Alghero, 24 giugno 2025 – Passaggio di consegne a Porta Terra oggi dal Sindaco Raimondo Cacciotto tra Comandanti della capitaneria di porto di Alghero. Il Tenente di Vascello Biagio Semeraro lascia l’incarico e al suo posto nel comando di via Eleonora d’Arborea arriva da Trapani il pari grado Gianluca De Luca. Da parte del Sindaco, alla presenza degli Assessori Marinaro e Selva, il benvenuto e gli auguri di  buon lavoro al nuovo comandante e un ringraziamento al comandante Semeraro per il lavoro svolto in questi due anni nella Riviera del Corallo. La sua nuova destinazione è Livorno 




Grande Pevero: la Costa Smeralda guida il futuro della sostenibilità ambientale

Una mattinata di sole rovente ha fatto da cornice a un’importante conferenza ambientale sulla spiaggia del Grande Pevero, nel cuore della Costa Smeralda. Al centro dell’incontro, la difesa del territorio, la responsabilità condivisa e l’impegno verso un turismo più consapevole.

Un incontro tra natura, impegno e dialogo
Alle 10:30 del mattino, con il sole già alto e i termometri fermi sui 34 gradi, la spiaggia del Grande Pevero è già animata. In attesa della conferenza stampa prevista per le 11, l’atmosfera è rilassata ma carica di aspettative. Presso il punto ristoro, sorseggiando un’aranciata, nasce una conversazione con Carlo Carboni, senior account dell’agenzia SecNewgate di Milano, che racconta con piacere dei suoi trascorsi ad Alghero. Un piccolo aneddoto che mostra come, a volte, le connessioni tra persone e territori possano emergere inaspettatamente.

Il sindaco Ragnedda: educare per proteggere
Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena, ha aperto la conferenza sottolineando l’importanza dell’educazione ambientale, specialmente tra i giovani. Il progetto illustrato è solo uno dei tanti previsti nell’ambito dell’Agenda Blu, un insieme di iniziative concrete che includono la pulizia delle spiagge, il coinvolgimento delle scuole e la tutela delle aree più fragili del litorale, come le zone retrodunali. “Proteggere queste aree significa proteggere le spiagge stesse”, ha ribadito il primo cittadino, lanciando anche un chiaro messaggio contro progetti che potrebbero alterare irreversibilmente il paesaggio, come gli impianti offshore.

Ferraro: custodire, non sfruttare
È poi intervenuto Mario Ferraro, CEO di Smeralda Holding, che ha rafforzato il concetto di turismo sostenibile. Secondo Ferraro, la Costa Smeralda deve restare un esempio di qualità, non di quantità. “Nel 1967 c’erano 13 hotel e oggi sono ancora 13. Questo dimostra la nostra volontà di non cementificare, ma di valorizzare”, ha affermato. Ha anche messo in guardia sui rischi legati al turismo incontrollato, richiamando la sua esperienza personale sull’isola di Capri, dove il sovraffollamento ha avuto effetti pesanti.

Jan Pachner: protezione e consapevolezza
A seguire, Jan Pachner, segretario generale di One Ocean Foundation, ha evidenziato quanto sia cruciale far comprendere al turista la responsabilità che ha verso il territorio. Ha sottolineato il valore della biodiversità marina e l’importanza di proteggere non solo ciò che è visibile in superficie, ma anche ciò che vive nei fondali, come la posidonia. “Il mare è un nostro alleato contro il cambiamento climatico, non possiamo permetterci di trascurarlo”, ha dichiarato.

Un nuovo intervento per le dune del Grande Pevero
Durante la conferenza del 20 giugno, è stato presentato ufficialmente un nuovo progetto dedicato alla tutela dell’ecosistema dunale della spiaggia del Grande Pevero. L’iniziativa, parte del programma “salva-dune” della One Ocean Foundation, prevede l’installazione di barriere protettive realizzate con materiali naturali e riciclabili, come legno e fibre vegetali. L’obiettivo è quello di ridurre l’erosione, rigenerare la vegetazione e proteggere la biodiversità, con particolare attenzione alla macchia mediterranea e alle specie animali che la popolano.

Informare per responsabilizzare
Accanto agli interventi ambientali, il progetto prevede anche l’installazione di cartellonistica informativa rivolta a bagnanti, cittadini e studenti. L’intento è promuovere una cultura della sostenibilità attraverso la conoscenza, rendendo ogni visitatore più consapevole del proprio impatto sul territorio.

Parole dal cuore della sostenibilità
«Dopo il progetto pilota a Capriccioli, abbiamo deciso di rafforzare il nostro impegno con un nuovo intervento al Grande Pevero», ha spiegato Riccardo Bonadeo, presidente di One Ocean Foundation. «Con Smeralda Holding e il sostegno delle istituzioni, vogliamo sensibilizzare sempre più persone, affinché tutti si sentano parte attiva nella protezione dell’ambiente marino e costiero».

Anche Mario Ferraro ha ribadito l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato per realizzare progetti di reale impatto. «Questo intervento rappresenta al meglio la nostra visione: sviluppo turistico e tutela del territorio possono e devono coesistere».

Un esempio per il futuro
L’incontro ha anche dato spazio a storie di giovani impegnati nella tutela ambientale, come Manuele Falconi, laureando dell’Università di Sassari, che ha contribuito con una ricerca sulle dune locali. Un segnale forte che le nuove generazioni stanno raccogliendo il testimone.

Un impegno che parte da Porto Torres
Lo stesso giorno, a Porto Torres, un altro momento simbolico ha rafforzato il messaggio condiviso: si è tenuto il passaggio di consegne al comando della Guardia Costiera. Un gesto che richiama l’attenzione sul ruolo delle istituzioni nella salvaguardia del mare e del litorale. Con l’estate ormai iniziata, il potenziamento dei controlli e della presenza sul territorio sarà fondamentale per garantire la sicurezza e il rispetto dell’ambiente costiero.

Uno sguardo oltre: il numero chiuso per il diporto
A margine della conferenza, parlando con Jan Pachner, è emersa una riflessione importante sul futuro della gestione del turismo costiero: dopo il numero chiuso sperimentato con successo sulle spiagge più fragili, sarà sempre più necessario pensare a un numero chiuso anche per il traffico nautico da diporto. Una misura che, secondo Pachner, rappresenterebbe un’evoluzione naturale della strategia di protezione dell’ambiente, estendendo il concetto di sostenibilità anche al mare. Un’idea che non nasce da una volontà di esclusione, ma dal bisogno di tutelare equilibri ambientali delicati e preziosi. Siamo pronti a ripensare il nostro rapporto con il mare in questa direzione?

Verso una coscienza collettiva
In conclusione, la giornata al Grande Pevero non è stata solo un momento di confronto istituzionale, ma un richiamo a tutti: cittadini, turisti, aziende. Proteggere l’ambiente non è un dovere esclusivo di pochi, ma un impegno quotidiano che ci riguarda tutti. E noi, siamo pronti a raccogliere questa sfida e contribuire, ogni giorno, a proteggere ciò che rende unica la nostra terra?

Perché proteggere le dune?
Le dune costiere sono tra gli ecosistemi più vulnerabili ai cambiamenti climatici. Fungono da barriera naturale contro le mareggiate, proteggono la costa dall’erosione e mantengono l’equilibrio ecologico delle zone marine. La spiaggia del Grande Pevero, lunga 430 metri, con le sue dune di sabbia bianca, è un habitat prezioso da custodire. Difendere questi ambienti significa preservare la nostra identità e assicurare un futuro sostenibile alle generazioni che verranno.




Genera festival – Domani ad Alghero la SECONDA giornata della V^ edizione di “Genera” festival 2025

Grandi ospiti del Premio Giornalistico della Sardegna 2025 Osvaldo Bevilacqua, Francesca Oliva, Marino Bartoletti, Paolo Piras, Sigfrido Ranucci, Tonino Oppes, Antonio Paolini, IgorT, Silvia Vaccarezza, Luigi Manconi e Michele Mirabella

Domanivenerdì 13 giugno, va in scena ad Alghero la seconda giornata di Genera – Premio Giornalistico della Sardegna, festival che guarda con attenzione ai giovani studenti e studentesse del territorio, alle grandi firme del giornalismo e al tema delle libertà, filo conduttore dell’edizione 2025. Quattro giorni in cui riassaporare il gusto della parola grazie ai laboratori di GeneraLab, alle presentazioni dei libri di GeneraFest (direzione artistica di Giampaolo Cassitta), alla musica e alle tante storie proposte. Genera festival accade ad Alghero Villa Maria Pia e Lo Quarter e le storiche Tenute Sella & Mosca.

La seconda giornata del festival, venerdì 13 giugno, comincia con una mattinata di parole libere con il laboratorio a tutto giornalismo “In onda. La libertà delle parole” di Maria Pintore e Simonetta Selloni, giornaliste isolane. A sera ci si sposta nel cuore di Alghero, a Lo Quarter, dove alle 19 salgono in cattedra la storia del calcio e letteratura sportiva: il caporedattore sardo della redazione Esteri di Rai News 24 Paolo Piras racconta il suo Vertical, il romanzo di Gigi Riva (66thnd2nd). Dialogano con lui  i giornalisti Carlo Branca Maria Pintore. Intermezzi musicali a cura degli allievi e dei maestri dell’Istituto Artistico Musicale Giuseppe Verdi” di Alghero; appuntamento organizzato in collaborazione con Mediterranea. Culture, scambi, paesaggi. A chiudere la giornata il laboratorio-spettacolo “Il festival degli dei”, curato da un vero e proprio big della professione giornalistica: Marino Bartoletti (Guerin Sportivo, Quelli Che il Calcio, La Domenica Sportiva fra gli altri). Assieme a lui la giornalista e presidente Assostampa sarda Simonetta Selloni. Organizzato in collaborazione con la libreria Cyrano.

Programma dettagliato GENERA 2025

  • 13 giugno – Venerdì
  • Villa Maria Pia | via della Tramontana nr 13
  • ORE 10:30 – generaLAB
    In onda. La libertà delle parole, laboratorio con Maria Pintore e Simonetta Selloni
  • Lo Quarter | Largo San Francesco
  • ORE 19 – generaFEST
    Paolo Piras conversa con Carlo Branca e Maria Pintore sul libro Vertical. Il romanzo di Gigi Riva (66thand2nd, 2024)
    (in collaborazione con Mediterranea. Culture, scambi, passaggi.)
  • ORE 20 – generaFEST
    Il festival degli dei, laboratorio con Marino Bartoletti e Simonetta Selloni
    (in collaborazione con la libreria Cyrano”)

Genera Festival è organizzato a cura di Genera Associazione Culturale (ETS) per la direzione artistica di Giampaolo Cassitta con il contributo di Regione Autonoma della SardegnaCamera di Commercio IAA di SassariSalude & TriguFondazione SardegnaFondazione AlgheroComune di AlgheroComune di Ittiri e la collaborazione di C.L.I.P. InformaleASP SassariSistema Bibliotecario Coros FigulinasCOMES Cooperativa Mediateche Sarde, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, lIstituto Artistico Musicale Giuseppe Verdi di Alghero e le librerie Cyrano e Mondadori di Alghero. 

Sito web: https://generafestival.it

Email: [email protected]

Telefono: 340/0072990