AllertaMI, la nuova applicazione della Protezione Civile

AllertaMI, la nuova applicazione della Protezione Civile

 

Fornirà aggornamenti sulla situazione meteo, sul rischio idrogeologico e le previsioni incendi del territorio sardo e in particolare del Comune di Sassari. Darà le informazioni necessarie per fronteggiare un’allerta, inviare segnalazioni e richiedere soccorso. La nuova app della Protezione Civile del Comune di Sassari, AllertaMi, realizzata dalla Viks Tech, è stata presentata questa mattina presso il Comando di Polizia Municipale, alla presenza del sindaco di Sassari Nicola Sanna, del comandante della Polizia Municipale Gianni Serra, della vicecomandante e responsabile dell’Area di Protezione Civile Maria Luisa Masala e di Vittorio Padiglia della Viks Tech. Era, inoltre, presente il consigliere regionale Antonio Piu, che in qualità di assessore comunale alla Polizia Municipale e alla Protezione Civile aveva seguito lo sviluppo del progetto. Hanno preso parte alla presentazione anche le volontarie e i volontari del Servizio civile Nazionale presso la Protezione Civile di Sassari, che grazie al progetto “Comunichiamo per prevenire e proteggere” si occuperanno della promozione della app.

AllertaMi, disponibile per Android e a breve anche per iOS, è composta da cinque menù principali. La sezione “Avvisi nella mia zona” mostra la cartina dell’allerta regionale e gli eventuali avvisi sotto forma di elenco. In caso di avviso con pericolo idrogeologico, l’app mostrerà la mappa idrogeologica e l’avviso esteso. Alla stessa maniera si comporterà in caso di pericolo di incendio, mostrando la mappa di prevenzione incendi. Se l’avviso dovesse riguardare il settore del Comune di Sassari, sarà possibile visualizzare il dettaglio del comune. La sezione “Tutti gli avvisi” mostrerà, invece, tutti gli avvisi in essere diramati per la Sardegna.

La sezione “Informazioni” contiene tutti i punti di raccolta in caso di allerta meteo e tutte le informazioni necessarie al cittadino per cautelarsi.

Le cittadine e i cittadini possono segnalare un problema o inviare comunicazioni alla Protezione Civile cliccando nella sezione “Segnala, mentre la sezione “SOS” permette di inviare un SOS al centro di controllo, indicando la propria posizione. Il servizio SOS è garantito unicamente se il cittadino avrà inserito i suoi dati (numero di telefono, nome e cognome) nella sezione “I miei dati” nonché il consenso al trattamento dei dati personali.

La funzione del servizio cambia a seconda che si sia sotto copertura internet o meno. Nel primo caso invia un segnale direttamente alla stazione di controllo, viceversa invia un SMS precompilato.

Dalla sezione “I miei dati” sarà possibile inserire nome, cognome e numero di telefono, così da poter essere identificato dal sistema e poter dunque utilizzare la funzione SOS e SOCIAL.

Una volta salvato il proprio profilo, sarà possibile collegare l’app ai social: Telegram e Facebook. Grazie alla connessione tra AllertaMi e Telegram/Facebook, sarà possibile ricevere gli avvisi anche tramite chat senza dover avere l’applicazione sempre aperta.




Titolo: 11 aprile “Giornata del mare e della cultura marina”

Per la sua speciale collocazione al centro del Mediterraneo, l’Italia da sempre beneficia di una risorsa di inestimabile valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico: il mare, un privilegio da difendere, da valorizzare e da trasmettere alle nuove generazioni.

     Per questo motivo, la Repubblica italiana riconosce l’11 aprile di ogni anno la Giornata del mare e della cultura marinara, allo scopo di promuovere e sviluppare presso gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, la cultura del mare.

     La Giornata è stata istituita lo scorso anno con le recenti modifiche al Codice della Nautica da diporto, al fine di sviluppare tra gli studenti la consapevolezza del mare come risorsa di grande valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico.

Su iniziativa del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, l’11 aprile si sono svolte manifestazioni in tutta Italia, in collaborazione con la Guardia Costiera, per valorizzare le tradizioni marinaresche del nostro Paese, il patrimonio storico e culturale legato al mare, nella consapevolezza che la scuola rappresenti il miglior veicolo per educare i giovani anche in tale ambito.

     L’attività, rivolta in particolare agli studenti, si ricongiunge agli obiettivi e ai compiti della Guardia Costiera, impegnata quotidianamente nella ricerca e soccorso, nella tutela della sicurezza della navigazione, nella difesa dell’ambiente, nella tutela del patrimonio ittico e dell’habitat marino e costiero, nonché in tutto ciò che riguarda gli usi civili e produttivi del mare. Gli uomini, le donne, i mezzi aerei e navali del Corpo hanno partecipato con dimostrazioni pratiche delle principali attività operative della Guardia Costiera e offrendo la propria esperienza all’interno di conferenze e incontri rivolti a cittadini e studenti.

     A livello locale, nell’ambito dell’importante manifestazione sulla cultura marina, il personale della Capitaneria di porto di Porto Torres ha tenuto una conferenza tematica presso una Scuola media di Sorso a favore di circa 150 alunni, nel corso della quale, oltre che approfondire alcuni aspetti legati alla tutela dell’ambiente marino e della ricerca e soccorso in mare, sono stati proiettati alcuni filmati sull’attività del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.  

     A tal proposito il Comandante della Capitaneria di Porto turritana, Capitano di Fregata (CP) Emilio DEL SANTO, si è detto soddisfatto dei risultati di questo evento, giunto alla sua seconda edizione, come dimostrato dall’entusiasmo e dalla curiosità manifestati dai ragazzi che hanno assistito alla conferenza tematica.       

     La giornata ha visto la presenza, nel porto di Civitavecchia, di un Rappresentante del Ministero dell’Istruzione e del Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino.

     È la prima volta che le due Amministrazioni celebrano insieme l’evento.

     L’11 aprile – che ha coinvolto anche il cluster marittimo, le associazioni e le organizzazioni impegnate a vario titolo per sostenere la cultura e la tutela dell’ambiente marino – rappresenta un’occasione importante per approfondire il valore di un bene imprescindibile come il mare, per riflettere insieme sugli aspetti e le tematiche legate alla sua conservazione, al suo futuro.

     Si allegano alcune fotografie dell’incontro con i ragazzi della scuola media di Sorso.

Porto Torres, 11 aprile 2019




SASSARI: RAPINA ALLA GIOIELLERIA BARTOLETTI. I CARABINIERI DELLA COMPAGNIA DI SASSARI HANNO ARRESTATO I DUE RAPINATORI

Nella mattinata odierna i Carabinieri della Compagnia di Sassari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Sassari, nei confronti di due soggetti sassaresi, F.C., classe ’79 e P.M., classe ’74.

Le indagini, a cura della Sezione Operativa del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Sassari e coordinate dalla Procura di Sassari, erano state avviate in seguito alla rapina perpetrata ai danni della gioielleria Bartoletti, in via Carlo Alberto, nel pomeriggio dello scorso 28 marzo.

Nella circostanza i due rapinatori si erano impossessati di un rotolo in stoffa contenente svariati gioielli, dopo di che si erano dati ad una rocambolesca fuga per le vie del centro ma non prima di una breve colluttazione ingaggiata con il titolare che ha avuto l’adire di cercare di ostacolarli.

Durante la fuga, tra l’altro, i rapinatori avevano lasciato cadere il rotolo -che è stato recuperato- riuscendo ad asportarne solo una parte del contenuto che comunque non è di poco conto trattandosi di alcuni monili del  valore di circa 3000 euro.

Immediato l’intervento dei Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Sassari che, sulla base della descrizione fornita dal titolare della gioielleria, delle immagini di un impianto di videosorveglianza e della conoscenza diretta dei soggetti in questione -peraltro già noti per svariati precedenti per reati contro la persona ed il patrimonio-  non hanno tardato, nell’arco temporale di un paio di giorni, ad individuare i due rapinatori.

I militari, nel corso delle indagini, hanno anche appurato che i due avevano precedentemente effettuato un “sopralluogo” in un’altra vicina gioielleria, a conferma dell’intenzionalità a colpire e di una pericolosità seria ed attuale.

Il consistente quadro probatorio formulato a loro carico ha pienamente convinto  la Procura della repubblica di Sassari ad avanzare richiesta di misure cautelari in carcere per i soggetti in questione, richiesta accolta dal Gip del medesimo Tribunale.

Per i due sono scattate le manette e la contestazione del reato di rapina aggravata in concorso.            




Sassari: attività della Polizia di Stato nel fine settimana.

Continua l’azione di prevenzione della Polizia di Stato nella provincia  di Sassari.

Nel fine settimana sono state identificate 1036 persone, 398 autoveicoli, 3 dei quali sono stati sequestrati e sono state contestate 39 contravvenzioni del Codice della Strada. 

I controlli hanno portato all’arresto di due individui ed alla denuncia a piede libero di altre due persone.

Durante i predetti servizi, personale della Questura di Sassari ha rintracciato P.G. 71enne e P.W. 43enne, entrambi sassaresi, notificando loro due provvedimenti di detenzione domiciliare, emessi dalla  Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari; nel primo caso per violenza sessuale, mentre nel secondo per reati in materia di stupefacenti.

Dopo il rintraccio e la notifica del provvedimento i due uomini sono stati accompagnati nei rispettivi domicili per l’espiazione della pena.

Durante i controlli  gli agenti della Sezione di Polizia Stradale di Sassari hanno denunciato in stato di libertà due uomini, entrambi per guida in stato di ebbrezza alcolica.




Il messaggio è il medium, il nuovo paradigma della comunicazione moderna alla quinta Conferenza mondiale della comunicazione di Kuala Lumpur grande successo del nuovo lavoro di Elisabetta Gola, Fabrizio Meloni e Riccardo Porcu

Kuala Lumpur 6 aprile 2019. La comunicazione funziona e viene potenziata solo se i mezzi attraverso cui viaggia e circola (giornali, social, tv, radio, etc) vengono utilizzati insieme, unendo i media e non tenendoli separati. A comandare oggi è il messaggio e non il mezzo, come invece sosteneva Marshall McLuhan nel 1964 nel suo Understanding Media: The Extensions of Man. «Il medium è il messaggio» oggi non è più attuale e c’è bisogno di un nuovo paradigma che ribalti il concetto e lo renda aderente alla realtà della moderna comunicazione. Una comunicazione dove è il messaggio a comandare e dove il messaggio è, anzi diventa, medium. È questo quanto teorizzano Elisabetta Gola, Fabrizio Meloni e Riccardo Porcu, nel loro nuovo lavoro A Post McLuhanian Paradigm for Public Administration Communication: Case Studies in Old and New Media (Un paradigma post Mcluhniano per la comunicazione della pubblica amministrazione: casi di studio nei vecchi e nuovi media) presentato alla quinta Conferenza su Media e Comunicazione (Medcom 2019) in corso a Kuala Lumpur in Malesia.

 

Nella loro ricerca, Elisabetta Gola, filosofa del linguaggio e docente dell’Università di Cagliari, Fabrizio Meloni, responsabile Comunicazione e Relazioni esterne dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari, e Riccardo Porcu, dirigente della Regione e docente di Comunicazione Pubblica all’Università di Sassari, si accostano con rispetto alle teorie e al pensiero del sociologo canadese che sosteneva la necessità di studiare i media non soltanto per quanto riguarda i contenuti che trasmettono, ma anche e soprattutto dal punto di vista delle modalità con le quali lo fanno. E “il medium è il messaggio”, sintetizza questa teoria. I mass media, secondo McLuhan, non sono neutrali: la loro stessa struttura produce un’influenza sui destinatari del messaggio, che va al di là del contenuto specifico che veicolano. La televisione, ad esempio, è classificata da McLuhan come un medium che ha la funzione di rassicurare: è un mezzo che, secondo il sociologo, si caratterizza strutturalmente per confortare il telespettatore.

 

Ma questo, dicono Gola, Meloni e Porcu, «era vero sino a qualche anno fa quando la tv aveva iniziato a farla da padrona sulla comunicazione soppiantando quelli che allora erano considerati i mezzi tradizionali». Oggi la comunicazione è cambiata totalmente: non è più unidirezionale (qualcuno parla o scrive e molti altri ascoltano o leggono) ma è interattiva. La gente ha voglia di partecipare, di dire la propria, di giudicare. E lo fa oggi soprattutto con social, che hanno preso il sopravvento: si legge sui social, ci si informa sui social, si commenta e si dibatte sui social». In particolare Facebook e Instagram, ma anche Twitter.

 

Insomma, dicono ancora i tre autori, «la comunicazione social potenzia il messaggio che ha una sua forza intrinseca. È proprio il contenuto e non il mezzo che, oggi più che mai, fa davvero la differenza. Perché in un’era in cui la comunicazione viaggia su più canali tra loro interconnessi (su un’unica piattaforma abbiamo tutto, dai video alle immagini, allo scritto) è il messaggio che diventa efficace se viene declinato e veicolato attraverso i diversi media e relativi linguaggi».

 

Se è vero questo, allora, concludono Gola, Meloni e Porcu, è altrettanto vero che è il messaggio che diventa medium e dunque è il medium stesso».




FESTA PER IL 167° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DELLA POLIZIA DI STATO

Nella mattinata del 10 aprile p.v., alle ore 11,00, si svolgerà presso la Questura, la festa di celebrazione del 167° Anniversario della Polizia di Stato. 

Si avvisa pertanto la cittadinanza, che in occasione della cerimonia, che si terrà presso la hall sita all’ingresso della struttura, tutti gli sportelli degli Uffici Amministrativi della Questura e della Sezione di Polizia Stradale rimarranno chiusi, e non fruibili dal pubblico per l’intera giornata.




Giancarlo Riolfo è il nuovo allenatore della Torres

Collaborerà con lui il vice Paolo Pantera. Il tecnico dirigerà la prima seduta questo pomeriggio a Ossi.

Il tecnico Giancarlo Riolfo è il nuovo allenatore della Torres e da questo pomeriggio guiderà i rossoblù  nella prima seduta di lavoro in programma alle 14 al “Walter Frau” di Ossi.

Riolfo sarà coadiuvato dal collaboratore e vice Paolo Pantera.

Nato ad Albenga il 9 febbraio 1969, il tecnico vanta una lunga esperienza da calciatore e poi da allenatore, in contesti mai banali: «Forse non mi piacciono le cose facili – le prime parole di mister Riolfo – ma allo stesso tempo affrontare sfide come questa rappresenta il sale nel lavoro di ogni allenatore. Io raccolgo il testimone da un tecnico sassarese e preparato come mister Sanna ed essendomi trovato in quella situazione, capisco bene quanto sia doloroso per la Società fare delle scelte ma è il rischio del nostro mestiere. Ho lavorato tante volte in situazioni in cui i risultati avevano ingenerato insicurezza nella squadra – prosegue  – e in quel momento tutto sembra andare nella direzione sbagliata ma avendoli  visti in questo campionato e conoscendo alcuni di loro, sono certo che i giocatori possono fare molto di più. In particolare qui a Sassari, i ragazzi  hanno il privilegio di indossare una maglia importante che chi sta nel calcio conosce bene.  Spesso questo onore diventa un onere, finisce per togliere tranquillità. Mancano 6 partite al termine del campionato, per noi sarà un mini torneo da giocare con lo spirito di chi sa di poter affrontare tutti alla pari; è il momento di dimostrare chi si è, come singoli e come squadra, e con squadra intendo davvero tutti, dal primo all’ultimo. Nei miei gruppi ho un punto fermo ed è il rispetto, tra di noi e tra di loro. li conoscerò, ci parlerò, li vedrò in campo e nello spogliatoio, e farò delle scelte. Per questo sono qui, sono felice di essere qui, e accolgo volentieri la responsabilità che mi ha offerto il presidente Sechi. L’obiettivo è la salvezza, tutto può cambiare in fretta nel calcio e insieme al mio vice Pantera, e a tutto lo staff, lavoreremo per questo».

L’allenatore è reduce dall’esperienza della scorsa stagione alla Vis Pesaro, squadra che ha condotto fino alla seconda posizione in serie D prima dell’esonero a sette turni dal termine del campionato dopo aver conseguito tutti i record della storia del club. Nel suo curriculum, dopo un lungo passato da calciatore, c’è la prima esperienza con l’Argentina Arma, poi Imperia e tre stagioni nel Savona (squadra nella quale ha militato il nostro Giacomo Demartis) che ha condotto alla salvezza nella stagione 2015/2016. Nella stagione successiva il passaggio in serie D con la Sanremese.




Banco di Sardegna – Il 29 marzo a Sassari il Festival della Cultura Creativa

Banco di Sardegna: a scuola di archeologia in sala Siglienti

Il 29 marzo a Sassari una giornata dedicata ai più piccoli

Sassari, 26 marzo 2019 – Venerdì 29 marzo, per l’intera mattinata, la Sala Siglienti della Direzione Generale del Banco di Sardegna a Sassari accoglierà una cinquantina di alunni della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo di Sorso “Santa Maria” e della scuola dell’infanzia di Sassari “Mater Purissima”.

I piccoli, di 5 e 8 anni, saranno i protagonisti del Festival della Cultura Creativa, promosso in ambito nazionale dall’Abi (Associazione Bancaria Italiana) con l’obiettivo di valorizzare e riaffermare l’impegno culturale, e non solo economico, che le banche svolgono quotidianamente nel Paese: a cominciare dall’educazione dei bambini attraverso la valorizzazione della loro consapevolezza e delle loro capacità espressive in un processo di crescita che li possa far diventare adulti responsabili.

Il tema di questa edizione del Festival è: “Le intelligenze. Tra evoluzioni naturali e tecnologiche, tra mente ed emozioni per conoscere noi stessi e il futuro che ci circonda”

Per l’occasione, al Banco di Sardegna si terranno laboratori didattici dedicati all’archeologia, organizzati dall’Associazione Culturale Coilibrì in collaborazione con Annalisa Masala, formatrice abilitata all’uso del metodo Munari, e con l’importante supporto del Liceo  Artistico “Filippo Figari” di Sassari.

I piccoli ospiti, con un approccio semplice e divertente, potranno scoprire l’antica tecnica della lavorazione dell’argilla per riprodurre la Pintadera (storico simbolo del Banco e dell’identità della Sardegna a cui è dedicata la mostra allestita in sala Siglienti) e comprendere quali fossero i suoi utilizzi. Le pintadere che i bambini realizzeranno verranno poi cotte nei forni del laboratorio di ceramica del Liceo Artistico “Figari”.

L’obiettivo dell’attività è quello di far scoprire ai bambini l’epoca nuragica stimolandone la manualità e la fantasia attraverso un metodo privilegiato per l’apprendimento, quello del laboratorio creativo.

Per il Banco di Sardegna, che per il terzo anno aderisce al Festival, questa iniziativa è in linea con il programma che, sotto il nome “Il Banco di Sardegna per la Scuola”, riunisce tutte le attività dedicate ai bambini e ai ragazzi, dal concorso per le scuole superiori, all’educazione finanziaria, alla più recente collaborazione con la Dinamo che fino a ora ha portato al PalaSerradimigni oltre 2.000 alunni delle scuole elementari e medie del territorio in occasione delle gare della FIBA Europe Cup di basket.




“Dualismo in Sardegna. Il caso della criminalità” – 28 marzo presentazione a Sassari

SASSARI. Giovedì 28 marzo alle ore 17.00 nella sala conferenze della Fondazione di Sardegna a Sassari si terrà un seminario pubblico finalizzato a riflettere sui mutamenti della criminalità nell’Isola a partire dal volume Dualismo in Sardegna. Il caso della Criminalità”, curato da Antonietta Mazzette (Università di Sassari)  per la collana di Sociologia urbana della Franco Angeli.

Si tratta dell’ultimo lavoro dell’equipe di ricerca dell’OSCRIM – Osservatorio sociale sulla criminalità in Sardegna dell’Università di Sassari che, grazie al contributo della Fondazione di Sardegna, da oltre 15 anni, monitora quotidianamente i mutamenti della criminalità, in particolare  quelli che si caratterizzano per un elevato grado di violenza contro la persona: gli omicidi (tentati e consumati), le rapine, gli attentati, ai quali si sono aggiunti le coltivazioni illegali di cannabis e il traffico di droga. Una parola chiave di questo libro è “dualismo” sia in senso socio-territoriale, sia in relazione ai fatti criminali. I territori delle due forme di “dualismo” non sempre sono coincidenti, ma in alcune aree circoscritte persiste un’incidenza di violenza maggiore che nel resto dell’Isola. Ed è il nesso tra i diversi “dualismi” che ha portato l’equipe di ricerca a sostenere che non si può parlare genericamente di “criminalità in Sardegna”, ma di differenziate forme a seconda dei luoghi e della loro storia sociale.

Il libro pone una serie di interrogativi ed estende la riflessione e le analisi andando a vedere l’effetto delle norme sulla criminalità (capitolo del Procuratore della Repubblica di Sassari Gianni Caria); riflettendo criticamente sulle comunità, in particolare quelle più segnate da particolari forme di criminalità (Romina Deriu); calcolando i costi dell’agire criminale, soprattutto di quello connesso alla droga (Domenica Dettori, Gabriela Ladu e Manuela Pulina) costruendo i set places della forma più estrema della violenza, quali sono gli omicidi (Daniele Pulino); intravedendo nelle forme embrionali di baby gang il possibile volto futuro e non meno violento della criminalità (Laura Dessantis e Sara Spanu).

Nel corso della serata, dopo gli interventi del Prefetto di Sassari, Giuseppe Marani, e del giurista Giovanni Meloni, il giornalista della Nuova Sardegna Costantino Cossu e il regista Sante Maurizi dialogheranno con gli autori e con il pubblico.




“Terre di confine”: il bilancio della XII edizione di un film festival che abbatte le frontiere

ASUNI. Che sia stata una grande XII edizione non ci sono dubbi. Ma il “terre di confine”, oltre a essere un intrigante festival cinematografico, è stato anche un’importante occasione di confronto e riflessione sul cinema e la società, uno spunto di riflessione collettiva nella quale sono entrati in contatto il pubblico e gli autori.

Al di là delle visioni di opere difficilmente reperibili altrove, e degli incontri con registi come Orlando Lübbert, José Maria Gonzales, Pancho Hervé e tanti altri, la manifestazione è stata capace di creare emozioni e di traghettare il pubblico all’interno di una vicenda politica e storica tanto drammatica, quella della dittatura in Cile. Tracciando al contempo un ponte immateriale verso questo Paese sudamericano, incuriosendo e aprendo alla voglia di conoscerne il territorio e i suoi abitanti, e visitare le sterminate lande che vanno dalla Patagonia alla citta di Santiago.

Ed è proprio questo l’intento della manifestazione organizzata dall’associazione Su Disterru: incontrarsi, dialogare e discutere attraverso il cinema, ma soprattutto, abbattere i confini e avvicinare le culture. Culture che spesso si rivelano di una insospettabile ricchezza.

In questa seconda volta di Marco Antonio Pani alla direzione artistica, affiancato nella conduzione da Enrico Pitzianti, molto apprezzati sono stati anche i corti e i lungometraggi degli autori sardi, tra i quali quelli di Francesca Lixi, Bonifacio Angius, Paolo Carboni e Sergio Naitza.  Una carta vincente è stata senz’altro l’apertura alla declinazione del tema di quest’anno, La libertà, nelle sue infinite sfaccettature tra poesia, pittura, videoart, musica e incontri con gli studenti.

Di forte impatto è stata la performance di Claudia Crabuzza e Francesca Ventriglia dedicata a Violetta Parra, il concerto di musica andina del “Grupo Nazca”, la presenza del poeta Antonio Arévalo con il suo libro “Le terre di nessuno” e Aldo Brigaglia in “Intillimanìa”. Quindi le installazioni artistiche a cura di Bianca Laura Petretto e le esposizioni di Alejandro Robles e Lea Gramsdorff e le letture di Isabella Orchis.

Significativo è stato inoltre il gemellaggio del “terre di confine” con il Festival de cine de Santa Fe de Antioquia, in Colombia, suggellato dalla presenza del direttore artistico Alejandro Alzate Giraldo.

Altro importante tassello è stato l’incontro e la collaborazione con l’associazione Cilenos de Sardigna, che ha permesso di conoscere un’importante pagina poco conosciuta della nostra storia, quella di ben cinquecento sardi che, cileni di nascita, furono adottati da famiglie sarde in tenera età, soprattutto durante i vent’anni della dittatura di Pinochet, e oggi fanno parte integrante del tessuto sociale dell’isola.

Notevole supporto è stato dato dalla Regione Autonoma della Sardegna, dalla Cineteca Sarda, dalla Filmcommission, dalle diverse amministrazioni comunali e dal consorzio “Sa perda ‘e Iddocca”, in collaborazione con Lo Teatrì di Alghero, l’Accademia delle Belle arti Mario Sironi, il Cityplex Moderno di Sassari e il MEA di Asuni. E un’altra carta vincente forse è stata proprio la scelta itinerante della manifestazione, in un tour che ha abbracciato le comunità di Cagliari, Alghero, Sassari, Solarussa e Asuni.