Tribunale di Sorveglianza respinge richiesta difesa: Alfredo Cospito resta al 41 bis nel reparto protetto del San Paolo di Milano

Il Tribunale di sorveglianza di Milano ha emesso un provvedimento che respinge la richiesta della difesa di Alfredo Cospito, confermando la sua permanenza nel reparto protetto del San Paolo di Milano. La richiesta della difesa di differire la pena nella forma della detenzione domiciliare e di collocare permanentemente il detenuto nel reparto di medicina protetta dell’ospedale è stata rigettata dai giudici di sorveglianza. Inoltre, anche il Tribunale di sorveglianza di Sassari ha rigettato la richiesta di differimento della pena in arresti domiciliari per gravi motivi di salute, presentata dagli avvocati difensori, Maria Teresa Pintus e Flavio Rossi Albertini.

Nel provvedimento, i giudici affermano che “la strumentalità della condotta che ha dato corso alle patologie oggi presenti è assolutamente certa”. Secondo loro, la condizione sanitaria di Cospito “non si palesa neppure astrattamente confliggente con il senso di umanità della pena, avuto riguardo alle condizioni oggettive del detenuto”. I giudici sostengono che le condizioni precarie e a grave rischio di Cospito sono il frutto di una sua deliberata e consapevole scelta, ma che possono essere monitorate attentamente attraverso l’ubicazione nel reparto ospedaliero.

Il Tribunale di sorveglianza di Milano ha anche evidenziato come Cospito sia costantemente informato dagli operatori sanitari degli elevati rischi per la propria salute a cui si espone nel proseguire l’attuale regime dietetico e come quotidianamente gli venga proposto un protocollo di rialimentazione dopo il digiuno prolungato, che egli, però, rifiuta coscientemente.

Il difensore di Cospito, l’avvocato Flavio Rossi Albertini, ha commentato la decisione dei tribunali di sorveglianza affermando che “l’esito era scontato” e che la richiesta di differimento della pena era un passaggio obbligato per adire le giurisdizioni internazionali. Secondo l’avvocato, il caso Cospito è paradigmatico dello stato di civiltà giuridica del nostro paese, suscitando anche l’interesse di Voltaire, se ancora fosse vivo.




I vescovi di Ozieri in difesa del cardinale Becciu

Il cardinale Angelo Becciu è stato coinvolto in un processo in Vaticano sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato. Durante la 47esima udienza del processo, si sono presentati in aula i testimoni citati dalla difesa di Becciu, tra cui i vescovi di Ozieri Sebastiano Sanguinetti e Corrado Melis, i quali hanno negato le accuse che Becciu avesse gestito la Caritas e le diocesi di Ozieri. Sanguinetti ha dichiarato che Becciu non si è mai interessato della gestione della Caritas e della Diocesi di Ozieri, e che non ha mai chiesto il suo interessamento presso la Cei per l’erogazione di contributi alla Cooperativa Spes. I due vescovi hanno confermato che le erogazioni disposte dal Cardinale Becciu furono da loro sollecitate e destinate a progetti a vocazione sociale. In sostanza, la testimonianza di questi vescovi sembra supportare la tesi della difesa di Becciu, che si limitò a sostenere meritorie opere di carità sul territorio.

La storia giudiziaria del cardinale Angelo Becciu è complessa e in continua evoluzione. Nel settembre 2020 è stato coinvolto in un’indagine per presunte irregolarità nella gestione di fondi della Segreteria di Stato vaticana, che ha portato alle dimissioni di Becciu dalla carica di prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel febbraio 2021, la Procura vaticana ha presentato un’ordinanza di rinvio a giudizio per Becciu e altre nove persone per una serie di reati, tra cui truffa, appropriazione indebita e corruzione. Inoltre, Becciu è stato implicato in una vicenda di malversazione di fondi per l’acquisto di un immobile a Londra, noto come il caso “Sloane Avenue”.

Becciu ha sempre negato ogni addebito e ha affermato di essere vittima di una campagna diffamatoria. Nella sua audizione del febbraio 2022, ha ribadito la sua innocenza e ha chiesto di essere giudicato il più presto possibile per dimostrare la sua innocenza. La sua difesa ha presentato numerosi testimoni a suo favore e ha contestato le accuse mosse contro di lui. La vicenda giudiziaria di Becciu ha attirato l’attenzione internazionale e sollevato preoccupazioni sulla gestione finanziaria del Vaticano.




COMUNE DI STINTINO – Beata Vergine della Difesa, una festa che unisce

Beata Vergine della Difesa, una festa che unisce

In tanti ieri hanno partecipato alla processione a mare. Successo per lo spettacolo pirotecnico e il concerto di Bianca Atzei

Stintino 9 settembre 2019 – È una festa che unisce, che riporta in paese i tanti stintinesi emigrati da anni che ritrovano nei festeggiamenti in onore della Beata Vergine della Difesa l’occasione per tornare in famiglia. È una festa che chiama a sé i fedeli dei territori vicini, che mostra ai tanti turisti ancora presenti lo spirito dell’accoglienza, la cultura, le tradizioni e la storia di Stintino.

E ieri erano davero tanti i fedeli presenti per le vie del paese, sul lungomare, nelle numerose barche riunite in rada per la processione a mare, nella chiesa parrocchiale vestita a festa per celebrare la patrona.

«La Vergine della Difesa ci mostra il valore dell’accoglienza – ha detto l’arcivescovo di Sassari Gian Franco Saba durante la celebrazione eucaristica –, è importante vivere una Chiesa senza frontiere. E questo territorio è un luogo sempre più aperto, perché dove ci si apre fiorisce la vita umana».

Lo spirito dell’unione delle comunità vicine ieri è stato messo in luce dalla presenza dei rappresentanti dei Comuni di Porto Torres, Sorso, Sennori e Valledoria che hanno partecipato alla processione su invito del sindaco di Stintino Antonio Diana, in un’ottica di Rete metropolitana e unione, anche dal punto di vista religioso.

A portare il simulacro della Vergine sono stati i confratelli del sodalizio stintinese della Beata Vergine della Difesa. Con loro anche i rappresentanti della confraternita di Bastia, con la quale alcuni anni fa è stato stretto un gemellaggio. E poi ancora la confraternita di Santa Croce di Sorso, le bandiere delle borgate stintinesi quindi quelle delle borgate della Nurra e di Porto Torres.

Quindi ancora, ad accompagnare la processione a mare erano presenti la banda musicale Luigi Canepa di Sassari e i gruppi folk di Ossi, Sennori e Uri in abito tradizionale.

I fedeli, a fine processione, si sono ritrovati in piazza Municipio per il consueto rinfresco offerto dal priore della Confraternita stintinese Eugeni Denegri.

Tra gli invitati, che con il sindaco di Stintino hanno deposto una corona di fiori al monumento ai caduti, oltre ai rappresentanti delle varie autorità militari, anche il questore di Sassari Diego Buso.

A fine serata grande successo per lo spettacolo pirotecnico che, dalla diga foranea del porto Mannu, ha illuminato l’intero paese. Il concerto di Bianca Atzei, infine, ha chiuso una serata organizzata nei minimi dettagli dal priore e dai volontari della Confraternita.

I festeggiamenti proseguiranno anche questa settimana successiva, per arrivare a sabato 14 settembre, quando alle 19 in piazza dei 45, si svolgerà il consueto appuntamento con la sagra del pesce. Le celebrazioni per la patrona si chiuderanno domenica 15 settembre con le elezioni del nuovo priore e, alle 18 si svolgerà la messa, la processione e il passaggio della bandiera al nuovo priore. Quindi il priore uscente e il nuovo accoglieranno cittadini e turisti per il rinfresco alla casa della Confraternita.