AMAS a Sassari, il fenomeno della violenza sulle donne anziane

Sabato 20 settembre un importante convegno nella Sala conferenze della Fondazione di Sardegna per sensibilizzare la cittadinanza

Tra i relatori Marco Bellini e Pina Ballore

SASSARI. Nonostante l’attenzione crescente rivolta al tema della violenza di genere, la dimensione specifica relativa alle donne anziane rimane ancora ai margini del dibattito pubblico e istituzionale. Per indagare il fenomeno, scarsamente conosciuto e fortemente sottostimato, sabato 20 settembre, alle 17, nella Sala Conferenze della Fondazione di Sardegna, l’Associazione Malattia Alzheimer Sardegna propone un importante convegno che apre uno squarcio di luce soprattutto sulla condizione delle donne con demenza e altre forme di disabilità.

L’iniziativa rientra all’interno del progetto “Alzheimer Sardegna: Insieme per sostenere”, organizzato da AMAS e sostenuto dall’assessorato dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza sociale della Regione Autonoma della Sardegna. L’incontro sarà moderato dal geriatra Antonio Nieddu.

È molto atteso l’intervento di Marco Bellini, da anni impegnato nello studio e nella presa in carico di questi casi. Nel luglio 2022, è stato il primo esperto ad essere convocato in audizione dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta sul Femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, per riferire in merito alla condizione relativa alle donne anziane: una storica prima volta per il Parlamento italiano.

Immancabile l’intervento di Pina Ballore, presidente di AMAS Sassari: «Il nostro obiettivo non è solo quello di sensibilizzare la cittadinanza – spiega Ballore – ma anche di coinvolgere attivamente l’amministrazione comunale, affinché si possa avviare un percorso condiviso di prevenzione, ascolto e tutela. Per portare alla luce questa realtà sommersa, il convegno intende dare voce a tutte quelle donne che troppo spesso restano in silenzio.

Saranno presenti le referenti dell’associazione “Noi Donne 2005”, con cui si sta avviando una collaborazione stabile e la redazione di un documento condiviso che possa rappresentare un primo passo concreto per affrontare questa grave forma di violenza ancora troppo ignorata. Ad oggi non esistono statistiche nazionali dedicate alla violenza contro le donne over sessantacinque.

«Una delle principali cause di questa “invisibilità” – dicono gli organizzatori – è rappresentata dalla mancanza di denunce, dovuta a barriere di tipo culturale, ancora prima che giuridico. Spesso, le donne anziane vittime di abusi non sono pienamente consapevoli della propria condizione o non si riconoscono come tali, rendendo difficile l’emersione del fenomeno».

Il coordinamento organizzativo del progetto è affidato all’Associazione Culturale Music & Movie.

L’ingresso è libero, ma dati i posti limitati è necessaria prenotazione ai numeri 3336750996 – 3495386310.




Porto Rotondo, in passerella le “Donne con le gonne” di Roberto Stella

La collezione dello stilista sassarese alla Fiera Nautica di Sardegna

PORTO ROTONDO. Sabato 4 maggio lo stilista Roberto Stella sarà ospite della Fiera Nautica di Sardegna portando in passerella, a partire dalle 16, la collezione “Donne…con le gonne” presentata in anteprima a Sassari per l’evento Natale in Moda.

Lungo il porto di Porto Rotondo si alterneranno splendide modelle indossando abiti dal design rivisitato appositamente per l’occasione smeraldina. Andranno in scena bellezza ed eleganza tra tessuti fluidi, colorazioni decise e più appropriate alla stagione in arrivo e, in onore della Sardegna, saranno protagonisti il bianco, il rosso e il nero.

Sarà una delle rare occasioni in cui la moda potrà essere valorizzata come merita nell’isola, dove è talvolta trascurata pur essendo una forma d’arte dalle grandi potenzialità e capace di attrarre forte attenzione intorno a sé.

Dal 1 al 5 maggio a Porto Rotondo, la Fiera Nautica di Sardegna permette a diverse personalità isolane dell’arte, della cultura e dello spettacolo di essere protagoniste negli spazi della manifestazione.




Sold out a Sassari per Déjà Donné ed Estemporada: “Così la danza diventa metafora del combattere”

James Uchenna Lavery di Déjà Donné

SASSARI. Le compagnie Déjà Donné di Milano e Danza Estemporada di Sassari sabato sera hanno dato il meglio di sé al secondo appuntamento di Primavera a Teatro, portando la Sala Estemporada di via Venezia a un soldout per due intensi lavori presentati in prima nazionale.

A dare il via alla serata è stato il performer James Uchenna Lavery nell’interpretazione di “Mandibola”, una composizione ispirata al pugilato in cui la danza diviene metafora del combattimento. Lavery ha messo in evidenza le sue doti di danzatore plastico, mostrando una grande versatilità in questa assoluta novità nel panorama delle sperimentazioni della compagnia diretta da Virginia Spallarossa. Nell’opera si legge tutto il patos dovuto a una grande sofferenza fisica, al portarsi sempre al limite.

«Sono contenta di aver portato questo lavoro a Sassari, dove mi sento ormai di casa – ha affermato la coreografa Spallarossa –. Alla rassegna sarda ho voluto concedere la prima di un progetto creato appositamente per James, artista dalle doti atletiche molto pronunciate. Mi piaceva uscire dalla mia zona di comfort e trovare quella forza istintiva del corpo che esprime resistenza, sofferenza, plasticità dinamica, aspetti fondamentali del pugilato ma anche del danzatore».

La dimensione percepita sta in bilico costante tra potenza e debolezza, mettendo in luce nella tensione il massimo desiderio di sopravvivenza. Un desiderio in qualche modo assimilabile a quello della “generazione Z”, la generazione dei giovani che non interagiscono più con il mondo reale, magistralmente interpretata da Livia Lepri in “Genzee”.

Compagnia Danza Estemporada

Nello spettacolo di Estemporada, da questo disagio giovanile emerge a sorpresa tanta positività, che la coreografa sassarese ha saputo cogliere nel dietro le quinte di un fenomeno che colpisce tanti giovani, i quali avrebbero voglia di gridare al mondo le loro potenzialità dal chiuso di una stanza.

«Questi ragazzi della “generazione z” partono da un’idea di solitudine che è in parte ereditata dal triennio pandemico e post pandemico, all’interno di un limite che è sostanzialmente psicologico – ha affermato Lepri –, sono bombardati mediaticamente da sofferenze, da input che li isolano, e cercano di uscirne attraverso una reazione che è sempre legata ai feedback ricevuti».

Quindi ecco comparire lo stereotipo del videoclip, del glitterato, di quell’idea di superficialità alla quale i giovani si aggrappano. Però in realtà attraverso quel tipo di feedback creano valore, niente resta sterile. Una fertilità che difficilmente riesce a essere compresa e portata a galla.

Lo stesso giorno Virginia Spallarossa ha proposto una masterclass negli spazi della scuola ElleDance di Luciana Temussi, mentre nel dopo spettacolo “L’aperitivo con l’artista” è stato ancora una volta occasione per avvicinare il pubblico ai protagonisti dell’evento tersicoreo.

Primavera a Teatro è organizzata da Estemporada sotto la direzione artistica di Livia Lepri, con il patrocinio e il sostegno del Mic, della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna.




Sabato a Sassari la danza di Déjà Donné ed Estemporada: Primavera a Teatro tra pugilato e alienazione giovanile

Nel pomeriggio Virginia Spallarossa presenta una masterclass nella scuola ElleDance di Luciana Temussi

Livia Lepri, direttrice artistica di Primavera a Teatro

SASSARI. Doppio appuntamento sabato 22 aprile per la 12esima edizione di “Primavera a Teatro” che, alle 20, nella Sala Estemporada di via Venezia a Sassari, accoglie la compagnia milanese Déjà Donné di Virginia Spallarossa con lo spettacolo “Mandibola”, e la sassarese Danza Estemporada con una prima nazionale dal titolo “GenZee”.

“Mandibola” è un progetto ideato dalla coreografa Virginia Spallarossa per la regia di Gilles Toutevoix, creato per un giovane danzatore dalle spiccate doti atletiche, ispirato al pugilato inteso come disciplina romantica e sintesi estrema della vita, come desiderio massimo di sopravvivenza. “Se lo sport è epica e teatro, il pugilato per le sue caratteristiche di individualità, fisicità e prova di resistenza è l’immagine del dramma”, affermano gli organizzatori: “Il ring svela i contrasti nella loro crudezza e immediatezza, concentra le tensioni della vita e le rappresenta”.

In questo spettacolo interpretato da James Uchenna Lavery convergono creatività, concretezza e passione, in una dimensione in bilico costante tra potenza e debolezza. L’arte coglie nella lotta non solo un soggetto da rappresentare, ma anche un modello di espressione drammatica, intensa e coinvolgente.

ll desiderio è quello di cogliere il senso del “tempo”, ovvero il valore dell’entropia generato dall’aumento del disordine complessivo di un corpo che fatica nello stordimento, corpo che diventa certezza sconvolta in frantumi.

Combattere è una danza contro qualcosa che in fondo è dentro ad ogni uomo, è immateriale, è un’idea, è un misurarsi con la vita e con i suoi limiti che porta a non essere del tutto vinti o del tutto vincenti.

Una disciplina umana, assolutamente umana. A differenza di ogni guerra.

La compagnia Estemporada presenta invece per la prima volta una nuova creazione della direttrice artistica Livia Lepri, “GenZee”, ispirata a un fenomeno delicato che coinvolge sempre più spesso gli adolescenti. Lo spettacolo prende il nome dal fenomeno dei Neet, acronimo di “not in employment education or training”, cioè i giovani che non lavorano, non studiano, non interagiscono con il mondo reale. La coreografia e la regia della Lepri sono affiancate da Adriano Marras per il light design.

I due spettacoli saranno anticipati nel pomeriggio, dalle 15 alle 16.30 da una Masterclass con Virginia Spallarossa negli spazi della scuola ElleDance di Luciana Temussi in via Cardinal Fossati 16/a. È possibile accedere alla masterclass acquistando il biglietto per lo spettacolo. Primavera a Teatro è organizzata da Estemporada sotto la direzione artistica di Livia Lepri, con il patrocinio e il sostegno del Mic, della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna. Per info e prenotazioni contattare [email protected] o chiamare il numero 079/281129. Il programma completo su www.estemporada.com.

Gilles Toutevoix



Lotta contro la disuguaglianza di genere: donne e lavoro in Sardegna

In Sardegna, la situazione del lavoro per le donne non è ancora uguale a quella degli uomini. Sono molte le sfide che le donne affrontano sul posto di lavoro, tra cui la disuguaglianza salariale, la mancanza di servizi per la cura dei bambini e il part-time involontario. Tuttavia, sono anche molte le donne che stanno lottando per creare un mondo del lavoro più equo e inclusivo.

Nel 2022, il tasso di occupazione delle donne in Sardegna è stato del 46,5%, in diminuzione dell’1,4% rispetto all’anno precedente. La Sardegna è la regione in Italia con il maggior numero di donne che lavorano a tempo parziale perché non trovano un lavoro a tempo pieno: il 26,4% delle donne. Questi numeri rappresentano una sfida importante per le donne in Sardegna, ma anche una grande opportunità per le donne che stanno lottando per i loro diritti.

La disuguaglianza salariale è un altro problema che le donne affrontano sul posto di lavoro. Nel 2022 in Italia, il divario salariale tra uomini e donne era del 13%. Le donne sono più impiegate in lavori come gli impiegati e nel settore della vendita e dei servizi alla persona. Sono meno presenti in ruoli di dirigenza e imprenditoriali. Inoltre, il divario salariale si acuisce ulteriormente con l’aumento delle competenze e della specializzazione, nei settori tipicamente maschili e con livelli retributivi maggiori.

Tuttavia, molte donne stanno lottando per creare un mondo del lavoro più equo e inclusivo. L’assessorato regionale del Lavoro ha annunciato un pacchetto di misure per aiutare le donne a conciliare il lavoro con la vita familiare e personale. Tra le misure proposte, ci sono bonus per l’assunzione di donne, supporto per chi vuole lavorare in proprio, e aiuti per la conciliazione lavoro-famiglia. L’obiettivo è quello di rimuovere gli ostacoli che impediscono alle donne di esprimere il loro potenziale e di favorire la loro partecipazione al mercato del lavoro.

Anche molte donne politiche in Sardegna stanno lottando per i diritti delle donne sul posto di lavoro. Ada Lai, assessora regionale del Lavoro, ha sottolineato l’importanza di mantenere l’attenzione sui diritti delle donne e sugli stereotipi che limitano ancora la loro libertà. Ha anche affermato che l’obiettivo è quello di rimuovere gli ostacoli che impediscono alle donne di esprimere il loro potenziale e di favorire la loro partecipazione al mercato del lavoro.

Alessandra Zedda, consigliera regionale di Fi, ha sottolineato che c’è ancora molto da fare per colmare il gap di genere in tutti i settori della vita e che la lotta per i diritti delle donne deve essere accompagnata da una platea maschile.

Negli ultimi 10 anni in Sardegna, il tasso di occupazione femminile è rimasto costantemente al di sotto di quello maschile, con una media annuale del 46,5% rispetto al 53,5% degli uomini. Inoltre, il tasso di occupazione femminile è diminuito leggermente dal 2021 al 2022. In termini di disuguaglianza salariale, nel 2022 il gender pay gap in Sardegna era del 13%, in linea con la media nazionale. Tuttavia, negli ultimi 10 anni la disuguaglianza salariale è diminuita gradualmente, passando dal 16,1% nel 2011 al 13% nel 2022.

Se confrontiamo la situazione in Sardegna con il resto d’Europa, emerge che la regione si trova al di sotto della media europea per quanto riguarda il tasso di occupazione femminile. Nel 2020, la media europea del tasso di occupazione femminile era del 67,3%, mentre in Sardegna era del 44,5%.

Anche la disuguaglianza salariale in Sardegna è più alta rispetto ad altri paesi europei. Nel 2019, il gender pay gap in Italia era del 16%, mentre in altri paesi come la Svezia, la Norvegia e la Finlandia il gender pay gap era inferiore al 10%.

Questi dati dimostrano che c’è ancora molto lavoro da fare in Sardegna per garantire un mondo del lavoro equo e inclusivo per le donne. Tuttavia, ci sono anche molte donne che stanno lottando per i loro diritti e che stanno lavorando per creare un futuro migliore per le donne in Sardegna e in Europa.




CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–23-11-22–DONNE IMPRESA-SWAE-SABATO 26 A ORISTANO IMPRENDITRICI PROGETTANO IL FUTURO

DONNE IMPRESA – Sabato 26 a Oristano iniziativa regionale per le donne
che “progettano il futuro”. SWAE, un percorso di Confartigianato Donne
Impresa e Università di Cagliari per imprenditrici e collaboratrici
che vogliono ridurre il divario di genere nel mondo imprenditoriale e
affrontare e risolvere le problematiche aziendali e personali. Saranno
presentati i dati sull’imprenditorialità femminile in Sardegna e il
sondaggio sul settore: quasi 40mila realtà e oltre 120mila dipendenti.

E’ dedicato alle donne di Sardegna che progettano il futuro,
l’iniziativa regionale SWAE, Sardinian Women, Artisan Empowerment, che
si terrà a Oristano il prossimo sabato 26 novembre, con inizio alle
09.30, presso la sala riunioni del ristorante Ros’e Mari.

Aperta e rivolta alle imprenditrici e alle loro collaboratrici,
organizzata da Confartigianato Imprese Sardegna, in collaborazione con
l’Università di Cagliari, la “proposta di crescita” è stata pensata
per ridurre il divario di genere nel mondo imprenditoriale, favorire
la nascita di nuove imprese femminili e facilitare l’accesso delle
donne a posizioni di responsabilità nelle aziende già esistenti.

Il via ai lavori verrà dato dagli interventi di Maria Amelia Lai,
Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, e di Elisa Sedda,
Responsabile Imprese Femminili e Pari Opportunità di Confartigianato
Imprese Sardegna, che faranno luce sul “panorama
dell’imprenditorialità femminile” nell’Isola con dati, analisi e
statistiche. Il coordinamento della parte pratica, invece, sarà di
Michela Floris, docente del Dipartimento Scienze Economiche e
Aziendali dell’Università di Cagliari, e di Valeria Arca, Happines
Trainer & Coachsultant).

“Vogliamo favorire la discussione e il dibattito sulle tematiche
quotidiane che le imprenditrici e collaboratrici devono affrontare per
svolgere al meglio la propria attività – commenta la Presidente Lai –
per questo verranno “accompagnate” da due coordinatrici che le
inviteranno a identificare i problemi e, attraverso la condivisione e
il confronto reciproco, a trovare una o più soluzioni agli stessi”.
“Così facendo – continua Maria Amelia Lai – da un lato le partecipanti
acquisiranno una maggiore consapevolezza delle difficoltà, e,
dall’altro lato, potranno apprendere la capacità di analizzare
obiettivamente e lucidamente il problema, come risultato
dell’interazione reciproca”. “Vogliamo anche introdurre il concetto di
felicità come competenza e vantaggio competitivo per affrontare con
consapevolezza e responsabilità le problematiche personali e
organizzative – sottolinea Elisa Sedda – l’obiettivo finale sarà
costruire una rete solidale che si autosostiene nel tempo per
proseguire il lavoro che verrà svolto durante l’incontro, sia
nell’ambito delle relazioni personali lavorative sia in quello delle
relazioni dell’Impresa con i suoi stakeholders”.

WWW.CONFARTIGIANATOSARDEGNA.IT
Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna






Teatro Verdi, la danza indaga il rapporto tra donne e l’utilizzo delle sex-date app

Il festival tersicoreo “Corpi in movimento” porta a Sassari la Spellbound Contemporary ballet di Mauro Astolfi con le interpreti Maria Cossu e Giuliana Mele e quindi ArtGarage con il performer Andrea Zardi

Trust

SASSARI. Dopo il successo della Daniele Cipriani Entertainment con il duo Riva&Repele e gli assoli di Damiano Ottavio Bigi, il festival della danza d’autore “Corpi in Movimento – XIX edizione” ritorna al Teatro Verdi di Sassari domenica 9 ottobre, alle 20.30, portando in scena sul palcoscenico di via Politeama il duplice spettacolo “Trust/Unknown Woman” della Spellbound Contemporary ballet e la performance “GRNDR_Date No One” di Andrea Zardi (ArtGarage).

“Trust” è un breve racconto che rappresenta anche un tentativo di accordo momentaneo tra figure femminili. È un gioco intrecciato tra caratteri diversi in cui le coreografie di Mauro Astolfi sono ricamate dai movimenti di Maria Cossu e Giuliana Mele nella sottile necessità di capire cosa pensa l’altra. Si evince un duetto adolescenziale ma consapevole in cui si vibra insieme e alla fine si scopre che è possibile fidarsi di chi ci sta di fronte.

“Unknown Woman” è invece parte del Progetto Spellbound 25, una produzione Spellbound realizzata con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo e Regione Lazio – Dipartimento Cultura, Politiche Giovanili e Lazio creativo in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna a Roma e in coproduzione con MilanoOltre e Cult!ur Partner. Un racconto tra il serio e l’immaginario che è anche un raccoglitore di memorie dedicate a Maria Cossu, interprete di questo lavoro ideato per lei da Mauro Astolfi, per raccontare vent’anni di collaborazione e di condivisione di esperienze artistiche e umane.

La Spellbound Contemporary Ballet è nata nel 1994 come produzione dell’Associazione Spellbound e oggi si colloca nella rosa delle proposte italiane maggiormente competitive sul piano internazionale.

Unknown woman

Per la produzione ArtGarage e PARC Performing, Andrea Zardi interpreterà invece“GRNDR_Date No One”, un lavoro da lui creato per indagare il fenomeno delle dating app per incontri. Strumenti che, secondo gli studi antropologici esaminati dall’artista, creano una vera e propria dipendenza. La composizione vede una speedmodel passare da un profilo all’altro, da un corpo all’altro, annullandone la distanza ma cercando una via d’uscita continuamente nei momenti di lucidità. Le coreografie di Zardi analizzano bene il legame quotidiano con questi strumenti, cioè l’utilizzo delle sex-date app e le conseguenze sul nostro modo di vedere l’altro, sul nostro considerare il corpo e la sua presenza nell’intreccio con le nuove dinamiche di relazione umana e sociale.

GRNDR_Date No One

Il festival “Corpi in movimento” è organizzato dall’associazione Danzeventi di Sassari con il patrocinio e il sostegno del Mic, della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna, del Comune di Sennori e del Baretto di Porto Ferro,con la collaborazione del Teatro Verdi, del Rotary Club Sassari Nord e della Comes. Per info e prenotazioni contattare [email protected] o chiamare il numero 3406517531.




REDDITO DI LIBERTA: FONDO PER LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA

L’Assessore ai Servizi Sociali Simonetta Lai rende noto che l’INPS ha pubblicato un avviso finalizzato alla concessione di contributi a fondo perduto in favore delle donne vittime di violenza, senza figli o con figli minori, seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai Servizi Sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza. E’ requisito di accesso l’avere intrapreso un percorso di emancipazione e autonomia presso un centro antiviolenza, che dovrà compilare parte della modulistica. L’assenza di tale requisito non consentirà di poter inoltrare l’istanza.
La misura denominata Reddito di Libertà consiste in un contributo economico, stabilito nella misura massima di 400 euro mensili pro capite, concesso in un’unica soluzione per massimo dodici mesi. Il contributo si prefigge l’ obiettivo di favorire l’autonomia e l‘emancipazione delle donne vittime di violenza ed è finalizzato a sostenere prioritariamente le spese per assicurare l’autonomia abitativa e la riacquisizione dell’autonomia personale, nonché il percorso scolastico e formativo dei figli/delle figlie minori.
Il Reddito di Libertà non è incompatibile con altri strumenti di sostegno al reddito come il Reddito di cittadinanza o altri sussidi economici anche di altra natura (ad esempio, Rem, NASpI, Cassa integrazione guadagni, ANF, ecc.).
Al fine di facilitare la presentazione in via telematica delle istanze all’INPS, è stata predisposta una specifica piattaforma di collegamento con i Comuni italiani che permetterà di inoltrare l’istanza redatta dalla cittadina interessata.
Saranno inoltrate dagli sportelli comunali solo ed esclusivamente le istanze debitamente compilate in ogni loro parte e sottoscritte dalle interessate. Non sarà presa in considerazione, ai fini dell’inoltro, l’istanza non conforme allo schema di modello predisposto dall’INPS ovvero incompleta.
Le domande potranno essere inoltrate previo appuntamento con il servizio sociale comunale da prendere presso il Delta Center, Loc. Zona Industriale, II° Piano, dal lunedì al venerdì dalle ore 09.00 alle ore 13.00, e dal lunedì al giovedì pomeriggio dalle ore 15.30 alle ore 18.00 o al seguente recapito telefonico 0789 52172
Per informazioni è possibile contattare il Responsabile del Procedimento al numero telefonico 0789/52055.

L’ASSESSORE
Simonetta Lai




“Martis in poesia” ricorda Deledda e Carta: dalle donne di Sardegna la coscienza di comunità come antidoto allo spopolamento

Lucia Sechi (a sinistra) e Daniela Masia

MARTIS. “Ci sono donne che hanno lasciato segni profondi, che si sono poste come simbolo della propria comunità coltivando la ricerca di se stesse e delle proprie origini, sospinte da una forza originaria che in queste comunità rappresenta un forte elemento di coesione. Una coscienza sociale che è anche il principale antidoto contro lo spopolamento, al di là delle eventuali opportunità di lavoro e di benessere”. Così Michele Pinna, direttore scientifico dell’Istituto Camillo Bellieni, ha analizzato il senso delle profonde riflessioni dedicate a due straordinarie donne di Sardegna come Grazia Deledda e Maria Carta.

Due figure iconiche sulle quali si è concentrata la V edizione di “Martis in poesia”, inserita quest’anno come evento conclusivo del festival letterario Etnos. La manifestazione è stata realizzata a porte chiuse a causa della situazione sanitaria e trasmessa dal centro polivalente in diretta streaming su skype e sulla pagina facebook di Etnos.

Dopo le introduzioni dell’operatrice culturale Francesca Sini e del sindaco di Martis, Tiziano Lasia, l’evento ha preso il via attraverso il monologo teatrale “Viaggio sotto la luna” di Isabella Mastino, nel quale la studiosa, in un crescendo incalzante e appassionato, ha guidato l’ascoltatore tra i sentimenti, i tormenti e le vicende narrate nelle opere della scrittrice premio Nobel, concentrandosi in particolar modo sul romanzo “Nostalgie”, uno dei meno conosciuti e al contempo più belli della Deledda. Il monologo trova il suo riferimento diretto in due libri della Mastino, “Ma io non vedevo quella luna-Breve antologia di Grazia Deledda e “Il viaggio-breve antologia di Grazia Deledda” volume secondo, pubblicati da Alfa Editrice.

Isabella Mastino

La seconda parte della serata è proseguita con le analisi di Lucia Sechi e Daniela Masia, studiose ed esperte della lingua e cultura sarda, che hanno analizzato i testi di Grazia Deledda e Maria Carta utilizzando il sardo come lingua veicolare.

L’intervento di Lucia Sechi, a partire dall’esposizione dei più significativi tratti biografici della Deledda, ha inquadrato la profonda esigenza della scrittrice di affrancarsi dall’ambiente familiare e cittadino. Una condizione che era divenuta al contempo la sua forza ispiratrice, dalla quale attingeva per realizzare le trame delle sue opere. La Sechi ha ricordato alcuni brani del romanzo autobiografico “Cosima”, dai quali emergono i sacrifici di una donna che intendeva realizzarsi in un contesto fino ad allora riservato esclusivamente agli uomini.

Quanto più la Deledda cercava di allontanarsi dalla Sardegna, tanto più finiva per restarne intrappolata da un punto di vista letterario. Come ha ben posto in evidenza Daniela Masia, la maturazione della scrittura cresceva con la coscienza che lei attuava di se stessa: nell’asprezza dei personaggi c’è sempre una rappresentazione dei componenti della sua famiglia; la lirica e l’epica nella descrizione dei protagonisti nascono dall’intimità del suo mondo privato, riproposto in una cornice più alta ispirata in primis dalla letteratura russa che aveva scoperto nella biblioteca di famiglia.

Figura diversa ma altrettanto significativa è stata quella di Maria Carta, la cui voce è stata ricordata come rappresentativa di suggestioni senza tempo: dall’infanzia nel paese di Siligo dove il suo canto rituale, da bambina inconsapevole, era il suo modo di esorcizzare la paura, fino alle esibizioni sui palchi e quindi nelle trasmissioni televisive di visibilità nazionale. Poi il suo lavoro di ricerca sul campo, alla riscoperta di quel patrimonio culturale, dei melismi e delle sensibilità che non è possibile riportare sul pentagramma.

In chiusura di serata il direttore artistico Nanni Campus, rifacendosi alle parole di Michele Pinna, ha ribadito quanto sia importante, per chi si occupa di cultura in Sardegna, ricostruire il tessuto simbolico, e ha perciò rimarcato l’importanza di progetti come Etnos per restituire alle piccole comunità un profondo senso identitario. “Martis in poesia” è organizzato dall’Istituto Camillo Bellieni assieme all’Amministrazione comunale di Martis, in collaborazione con la Pro Loco di Martis e con l’associazione Elighe Aps, e il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna.

Francesca Sini (a sinistra) e Michele Pinna



DONNE IMPRESA COLDIRETTI. PREMIO FEMINAS A OTTO DONNE ECCELLENTI DELLA REGIONE SARDA

Otto storie di donne, tutte diverse per formazione, vissuti e percorsi lavorativi, ma accomunate come un grande arcobaleno, nella diversità, dalla determinazione e passione nel perseguire i propri obiettivi.
Sono le otto donne che questa mattina a Donigala Fenughedu (Oristano) sono state incoronate Fèminas da Coldiretti Donne Imprese. Il premio delle donne per le donne, giunto alla quinta edizione che ancora una volta ha regalato storie esempio di donne che, senza clamori, quotidianamente costruiscono i propri sogni e spesso ne regalano senza chiedere nulla in cambio.
Sono il medico Alessandra Napoleone nella categoria Scienza; il vice presidente della Giunta regionale Alessandra Zedda nella categoria Istituzioni; all’Associazione Donna Ceteris nella categoria Sociale; alle sorelle Melis dell’azienda agricola Eminas nella categoria Agricoltura; l’atleta Giulia Saiu nella categoria Sport; la compagnia Lucido Sottile nella categoria Arte e spettacolo; l’artigiana della tessitura Mariantonia Urru nella categoria Tradizione; la giornalista Roberta Floris nella categoria Comunicazione.
“Un premio che coltiviamo con tanto orgoglio che ci regala esempi importanti da trasmettere ad un mondo agricolo sempre più aperto alle contaminazioni – afferma la responsabile regionale di Donne Impresa Sardegna Elisabetta Secci -. Anche oggi abbiamo premiato e soprattutto ascoltato donne normali che fanno cose straordinarie, donne che ci credono e che senza volerlo e pretenderlo segnano e aprono nuovi sentieri e regalano coraggio anche per tante altre donne in una società che ancora deve costruire una parità reale di genere”.
Il premio regionale Féminas, giunto alla quinta edizione, è ideato e promosso da Coldiretti Donne Impresa, il movimento della donne socie della più grande Organizzazione agricola europea. Alla cerimonia che si è tenuta questa mattina nella splendida cornice della Ros’e Mari farm and green house, hanno partecipato insieme a Elisabetta Secci, anche le responsabili provinciali di Coldiretti Donne Impresa, il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba e il direttore generale del Banco di Sardegna Giuseppe Cuccurese. In collegamento da Roma era presente anche la coordinatrice nazionale di Coldiretti Donne Impresa Silvia Bosco.

LE PREMIATE:

CATEGORIA SCIENZA
Alessandra Napoleone, cagliaritana, cardio anestesista, primaria in reanimazione al Brotzu di Cagliari, che da 14 anni collabora anche con l’associazione Emergency con diverse missioni in Africa, (adesso è in pensione) spesso durante le ferie oppure ricorrendo all’aspettativa. L’anno scorso è tornata anche in corsia durante la grande emergenza Covid.

CATEGORIA ISTITUZIONI
Alessandra Zedda, donna determinata con la passione della politica. Oggi ricopre l’incarico di vice presidente della Giunta regionale e assessore del Lavoro, ma ha percorso tutto il cursus honorum partendo dalla circoscrizione del Comune di Cagliari e passando per il consiglio provinciale e poi regionale. Impegno politico che non l’ha distolta da quello in difesa delle donne vittime di violenza che l’ha portata a fondare anche un’associazione “Divieto di femminicidio”. È anche prima firmataria della legge regionale (n. 33 del 2 agosto 2018) “Reddito di libertà” che prevede l’erogazione di un sussidio economico destinato alle donne vittime di violenza.

CATEGORIA SOCIALE
Centro Donna Ceteris. Una delle prime associazioni nate in Italia e in Sardegna che si occupa di supporto in caso di violenza. Muove i primi passi a Cagliari nei primi anni novanta. Nel 1999 apre il primo Centro di assistenza telefonica, anche se l’associazione contava già avvocate, psicologhe, assistenti sociali per dare un supporto qualificato alle donne che si rivolgevano al Centro. Nel 2000 diventa “Centro antiviolenza” con operatrici che assicurano uno spazio sicuro e protetto in cui è rispettato l’anonimato di chi denunciava.

CATEGORIA AGRICOLTURA
‘Eminas
Scommessa imprenditoriale di tre sorelle di Mamoiada che, rompendo una consuetudine culturale e famigliare, prendono le redini dell’azienda vitivinicola di famiglia storicamente guidata da gli uomini di casa. Emanuela, Maria Antonietta e Roberta Melis fondano ‘Eminas, (Donne), nome della cantina e del suo vino primogenito, un cannonau in purezza, espressione di una filosofia che pone le sue fondamenta nella genuinità e nel rispetto della natura e dei suoi tempi, con l’utilizzo del metodo biologico.

CATEGORIA SPORT
Giulia Saiu
Seconda liceo classico, 17 anni, di Villacidro, atleta del Triathlon. Dopo aver conquistato a settembre 2020 il titolo di Campionessa Europea, quest’anno si è confermata la migliore tra le sue pari età, conquistando a Extremadura, in Spagna, il titolo di Campionessa del Mondo Junior di Cross Triathlon. Risultati eccezionali frutto di tanto lavoro e allenamenti durissimi, in uno sport come il Cross triathlon che è divertimento, salute, sfida con sé stessi, impresa, armonia con la natura e che Giulia pratica dall’età di sei anni affiancata dal padre, anche lui triatleta.

CATEGORIA ARTE E SPETTACOLO
Michela Sale e Tiziana Troja, Lucido Sottile
Anticonformiste, istroniche e dissacranti cosi si definiscono Michela e Tiziana, che dal 2003 dirigono la compagnia LucidoSottile. Insieme si occupano di teatro, danza, cinema, musica; sono presentatrici ma anche attrici, nonché “polemiste” e intrattenitrici, i loro interventi sono molto spesso dedicati al mondo femminista con messaggi portati anche fuori dai confini europei. Sono state in Francia, in Spagna, in Germania, in Africa e in America. Nel 2019 sono state riconosciute dalla LPTW, League of Professional Theatre Women di New York.

CATEGORIA TRADIZIONE
Mariantonia Urru, titolare dell’omonima azienda di tappeti e tessuti sardi, fondata nel 1981, a Samugheo, centro rinomato per la tradizione di manifattura tessile. La sua realtà si rivolge ad un mercato internazionale promuovendo il territorio grazie a un’accurata ricerca e alla trasposizione degli elementi della tradizione in una forma attuale e contemporanea. Attraverso la collaborazione con importanti designer, i suoi lavori sono approdati nelle più importanti riviste di moda e per ultimo alla Design week tenutasi a Milano lo scorso settembre.

CATEGORIA COMUNICAZIONE
Roberta Floris
Roberta Floris, cagliaritana e giornalista, è uno dei più apprezzati fra i volti nuovi delle reti Mediaset.
Dopo un percorso tra tv e testate di informazione regionali sarde, fra il 2015 e il 2016 arriva alla redazione del Tg5 e, nel 2018, dopo essere passata a News Mediaset conduce su Rete 4 una rubrica tutta sua, Almanacco, che propone servizi dedicati al cibo, al benessere, al clima, al lifestyle e alla cronaca rosa. Attualmente è uno dei volti del tg5.

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna