Sassari, l’energia di Sergio Bernal incanta il Comunale: “La Sardegna per me è una terra speciale”

Applausi scroscianti martedì sera per “il re del flamenco”

SASSARI. “Il re del flamenco” sale sul palcoscenico del Teatro Comunale di Sassari ed è spettacolo. Emozione. Vibrazione pura. E il pubblico numeroso risponde con applausi scroscianti. Gli spettatori sono rapiti dal genio impetuoso e al contempo raffinato di Sergio Bernal, un artista fuori dai canoni acclamato in tutto il mondo.

Martedì sera (11 novembre) il fuoriclasse madrileno, già primo ballerino del Balletto Nazionale di Spagna, ha raccontato una storia a passo di danza, quella della sua carriera, attraverso l’interpretazione dei pezzi più significativi e delle coreografie che lo hanno fatto diventare – nelle sue parole – “un nuovo genere di artista”.

“Una noche con Sergio Bernal” è stato uno spettacolo entusiasmante e suggestivo, in cui la cultura gitana e la tradizione spagnola si sono fuse con l’eleganza della danza classica, per un’esclusiva nazionale della Daniele Cipriani Entertainment sotto la direzione artistica di Ricardo Cue. L’iniziativa è arrivata a Sassari nel calendario del festival della danza d’autore “Corpi in movimento” organizzato da Danzeventi.

Dalla Farruca del Molinero alla Griega, dall’Ultimo Encuentro a El cisne fino a esplodere in un Bolero di Ravel che ha trascinato gli spettatori in un esaltante crescendo di emozioni, Bernal ha volteggiato sul palco tra vertiginosi assolo e raffinati “pas de deux e pas de trois”.

«Questo spettacolo – ha raccontato ai giornalisti a fine serata – per me è stato davvero importante perché è il primo che ho realizzato con la compagnia diretta da Riccardo Cue. Ma portarlo in scena in Sardegna è stato ancora più speciale, perché questa terra è stata la prima, al di fuori dalla Spagna, dove ho iniziato la prima tournée con questo gruppo. Adoro l’isola, perché c’è una bellezza pazzesca e tanti cari amici, come la coreografa Livia Lepri, a cui tengo tantissimo».

Per “il matador della danza” non è solo un modo di creare arte: «La cosa più bella che ho scoperto – ha detto – è che alla fine il flamenco non è solo uno stile, è una forma di comunicazione, è una forma di essere, perciò vado in scena con l’idea di trasmettere emozioni al pubblico. Attraverso il movimento posso parlare di solitudine, di tristezza, di allegria. Lo stesso si può fare con altri generi. Questa consapevolezza mi ha spinto a fondere i diversi stili: danza classica, contemporanea e flamenco, e mi ha permesso di crescere come artistica».

A chi gli chiede cosa si provi a essere considerato il re del flamenco, Bernal risponde con l’umiltà dei grandi: «Quando arrivi a essere re, già non puoi andare oltre. No, io non mi sento affatto così. Io sono una persona che ogni giorno lavora per crescere, per fare ancora il mio lavoro al meglio, per arrivare dentro al cuore del pubblico. È questo che mi fa svegliare tutte le mattine con la voglia di realizzare cose ancora più belle».




Grande Jazz a Sassari, “The american sound” al Civico con l’energia di Benny Benack III e Rossano Sportiello

Venerdì 7 novembre il festival internazionale “Contrasti” presenta la voce e la tromba del grande musicista americano e martedì 11 il virtuoso pianista italiano saranno protagonisti di due serate dell’Autumn Edition

SASSARI. Il Festival Internazionale Contrasti ritorna a Sassari per l’Autumn Edition con due strepitosi appuntamenti dedicati alla musica jazz. Venerdì 7 novembre alle 19.30, a salire sul palco del Teatro Civico sarà il trombettista e cantante americano Benny Benack III, forte di una carriera straordinaria che gli è valsa la candidatura ai prestigiosi Emmy Awards. Martedì 11 novembre, alle 19.30, di fronte al pubblico di Palazzo di Città si esibirà il pianista lombardo Rossano Sportiello, uno dei musicisti più acclamati del panorama jazz internazionale.

SERATA DI VENERDÌ. Capace di incantare il pubblico di tutto il mondo con la sua doppia anima, tromba e voce, Benny Benack III rappresenta uno dei protagonisti più brillanti della scena jazz contemporanea. Oltre ad aver ricevuto la candidatura agli Emmy Awards, Benny è stato nominato “Rising Star” dalla critica di Downbeat Magazine, finalista alla Thelonious Monk Competition (2014) per la tromba, si è esibito nei più importanti festival e club a livello planetario, portando ovunque la sua energia travolgente e la sua eleganza musicale. Il suo album Third Time’s the Charm ha raggiunto il secondo posto nella classifica JazzWeek, consacrandolo tra i protagonisti assoluti della scena jazz internazionale.

Per l’appuntamento sassarese sarà accompagnato da un trio d’eccezione composto da Simone Faedda alla chitarra, Marco Occhioni al contrabbasso e Bruno Brozzu alla batteria. Un ensemble che unisce sensibilità, groove e maestria per un viaggio musicale tra swing, energia e con la raffinatezza del sound bebop, capace di coinvolgere appassionati e neofiti.

SERATA DI MARTEDÌ. L’11 novembre al Civico arriva Rossano Sportiello per una serata unica all’insegna dello swing, della melodia e dell’improvvisazione, sempre affiancato dal trio Faedda, Occhioni, Brozzu. Considerato un erede moderno della grande tradizione pianistica di Fats Waller, Teddy Wilson e Art Tatum, ha sviluppato un sound personale capace di raccontare storie con ogni nota. Il suo stile inconfondibile unisce virtuosismo, eleganza e profonda sensibilità musicale. La sua carriera internazionale è costellata di collaborazioni prestigiose con artisti come Slide Hampton, Clark Terry, Bucky Pizzarelli, Houston Person, Scott Hamilton, Joe La Barbera, Jack Hanna, Bill Charlap e molti altri. Ha calcato i palcoscenici più importanti del mondo: dal Lincoln Center, Blue Note e Birdland a New York, al Teatro alla Scala di Milano e al Teatro dell’Opera di Roma, oltre a festival e club in tutta Europa e Asia.

Il Festival Internazionale “Contrasti” è organizzato dall’associazione culturale Contrapunctum ETS sotto la direzione artistica del maestro Laura Cocco, con il patrocinio del Comune di Sassari, il contributo della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna e la collaborazione dell’associazione Ars Aurelia. La prevendita e l’acquisto dei biglietti è disponibile al Teatro Verdi, dal lunedì al venerdì (dalle 17 alle 20) o, in alternativa, è possibile acquistare il biglietto online sul sito www.anyticket.it. Per maggiori info rivolgersi al numero 079/236121.




Il costo dell’energia in Italia: la fine degli aiuti pubblici potrebbe causare un aumento delle bollette

In Italia, il prezzo del gas è sceso a 45 euro al metro cubo il 3 marzo 2023, dopo aver toccato i 350 euro nel mese di agosto 2022. Tuttavia, questa discesa dei prezzi potrebbe non essere una buona notizia, poiché si apre la possibilità di togliere gli aiuti pubblici che hanno tenuto a bada le bollette di chi è rimasto nel mercato tutelato. Nel primo trimestre del 2023, queste misure hanno costato circa 4,5 miliardi di euro. Secondo le attese, il governo non prorogherà sconti e incentivi che finiranno il 31 marzo, e ciò potrebbe comportare un aumento delle bollette del gas e della luce per le famiglie italiane.

In generale, il prezzo del gas è crollato rispetto a qualche mese fa ma è comunque più del doppio rispetto alla situazione pre-crisi, quando costava circa 20 euro. Senza gli aiuti pubblici, la bolletta del gas per i consumi di febbraio sarebbe salita del 30% a 1,3 euro per metro cubo invece di diminuire del 13% a 86,45 euro. Secondo uno studio dell’associazione di consumatori, la bolletta del gas su base annua passerebbe da 1.210 euro a 1.928 euro, con un aumento del 59,3% per una famiglia tipo che consuma 1.400 metri cubi annui.

Per quanto riguarda la luce, l’aggiornamento delle tariffe è rimasto trimestrale ed ex ante, quindi l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) comunicherà i nuovi prezzi entro la fine di marzo. Secondo i calcoli dell’Unione Nazionale Consumatori, la fattura di una famiglia tipo che consuma 2.700 kilowattora all’anno e ha una potenza impegnata di 3 kW subirà un rialzo dell’8,6%, lievitando da 1.434 euro a 1.558 euro, con un aggravio di spesa pari a 124 euro. Alla fine, una famiglia finirà per pagare su base annua 3.486 euro tra luce e gas, contro gli attuali 2.644 euro.

Va detto che i prezzi dell’energia negli ultimi 10 anni in Italia sono stati piuttosto alti. Nel 2011, il prezzo del gas naturale era di circa 29 euro al metro cubo, salito a 43 euro al metro cubo nel 2012, e poi costantemente aumentato fino al 2018, quando ha raggiunto il picco di 60 euro al metro cubo. Il prezzo della luce, invece, è costantemente aumentato nel corso degli anni, passando da circa 0,15 euro al kilowattora nel 2011 a circa 0,25 euro al kilowattora nel 2021.




RINCARI ENERGIA, IN ARRIVO 750 MILA EURO DALLA REGIONE. FOIS: “VA RICONOSCIUTA LA SENSIBILITA’ DELLA GIUNTA REGIONALE”

Quasi 750 mila euro in arrivo dalla Regione Sardegna nelle casse provinciali per mettere una pezza all’emorragia causata dai rincari sull’energia e dalle maxi bollette. Un provvedimento, quello contenuto nella legge Omnibus, che fa tirare un sospiro di sollievo anche alla Provincia di Sassari che aveva già denunciato al governo, nelle scorse settimane, la gravosa situazione soprattutto in riferimento ai costi dell’energia dei plessi scolastici. Appello accolto favorevolmente dal governo che aveva emanato un contributo di 800 mila euro. Ora arriva il sostegno tanto atteso anche dalla Regione. Secondo i “Criteri di ripartizione del finanziamento agli enti locali per sopperire alle conseguenze finanziarie determinate dall’emergenza Covid-19 e aggravate dal recente rincaro dei prezzi”, al fine di assicurare il mantenimento degli equilibri di bilancio, senza compromettere l’espletamento delle funzioni fondamentali, nella legge regionale di pochi giorni fa, la n. 22 “Norme per il sostegno e il rilancio dell’economia, disposizioni di carattere istituzionale e variazioni di bilancio”, la regione Sardegna stanzia a favore della provincia di Sassari un contributo che va ad appianare anche le spese del gasolio, i quali aumenti non erano contemplati dal ministero come rimborsabili nella legge 34 del 27 aprile 2022, alla “misura urgente adottata dal Ministero per il costi dell’energia elettrica e gas naturale per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali”. “Va riconosciuta la sensibilità della giunta regionale verso le EELL, dimostrata con questo finanziamento- sottolinea il commissario straordinario della Provincia di Sassari Pietro Fois. Con questo provvedimento possiamo ripristinare un bilancio già asciutto e non più in grado di far fronte alle emergenze. Ben vengano questi ristori, speriamo possano essere rinforzati nella legge finanziaria.”




CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–15-12-22–ASSEMBLEA REGIONALE CONFARTIGIANATO–Energia e Finanziaria Regionale-FONNI 17 DICEMBRE 2022

ASSEMBLEA REGIONALE CONFARTIGIANATO – Energia: i 35mila artigiani
sardi a confronto con Politica e Istituzioni con analisi e proposte
per il settore. Sabato 17 dicembre a Fonni (NU) l’evento regionale
pubblico “Le imprese Artigiane nell’Età del chilowatt-oro”.

Si parlerà di energia nella 66esima Assemblea Regionale di
Confartigianato Imprese Sardegna, in programma sabato 17 dicembre a
Fonni (NU).

L’evento pubblico, dal titolo “Le imprese Artigiane nell’Età del
chilowatt-oro. Nuove sfide e modelli energetici sostenibili”, aperto
alle imprese, alla Politica e alle Istituzioni, si svolgerà nella sala
Convegni dell’Hotel Cualbu, con inizio alle ore 11.00.

Vedrà la partecipazione e gli interventi della Sindaca di Fonni,
Daniela Falconi, della Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna,
Maria Amelia Lai, del Docente di Economia e Gestione delle Imprese
dell’Università di Verona, Federico Testa, dell’Assessore Regionale ai
Lavori Pubblici, Pierluigi Saiu, e della Assessora Regionale
all’Industria, Anita Pili.

Gli artigiani provenienti da tutta la Sardegna si confronteranno sulla
crisi dell’energia, delle materie prime e dei semilavorati, che sta
colpendo le imprese e che ricade su tutta l’economia regionale,
attraverso i dati di analisi e con le proposte per affrontarla.

Per l’Associazione Artigiana sarà anche l’occasione per presentare le
proposte sulla prossima Finanziaria. formulate alla Giunta Regionale,
per contribuire allo sviluppo delle oltre 35mila realtà che
rappresentano più del 20% della forza produttiva isolana.

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Federico Marini  07044891   3384868726




Provincia di Sassari, Fois : per energia e gasolio il governo deve trasferire alla Provincia di Sassari le risorse per garantire l apertura delle scuole.

Fois : per energia e gasolio il governo deve trasferire alla Provincia di Sassari le risorse per garantire l apertura delle scuole.
Prima dell apertura delle scuole dobbiamo mettere in sicurezza il bilancio, e con l aumento indiscriminato del costo dell energia é impossibile far fronte alla copertura delle bollette. I 2.600 (duemilioniseicentomila, mediante degli ultimi anni) dalle proiezioni fatte dagli uffici triplicheranno. Non siamo in grado di far fronte a quest aumento di spesa, dichiara Pietro Fois, Il governo intervenga per tempo perché non intendiamo mettere a rischio l apertura delle scuole e la salute dei nostri studenti.




Decreto energia, ecco la bozza




CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–05-01-22–ENERGIA-Bollette energia e gas previsti aumenti del 200%

ENERGIA – Caro bollette energia elettrica e gas: anche in Sardegna gli
aumenti, anche del 200%, mettono in difficoltà le imprese.
Particolarmente colpite quelle di piccole dimensioni e le alimentari
(molini, panifici, caseifici). Maria Amelia Lai (Presidente
Confartigianato Sardegna): “Situazione difficile. Milioni di euro di
costi in più che non potranno essere scaricati sui consumatori. Il
Governo deve intervenire: non bastano i quasi 4 miliardi di euro messi
a disposizione”.

“Siamo seriamente preoccupati per la sopravvivenza di tante aziende
che rischiano, nel 2022, di vedere energia elettrica e gas aumentare
anche del 200%”.

E’ questo il timore di Maria Amelia Lai, Presidente di Confartigianato
Imprese Sardegna, sull’entrata in vigore delle nuove tariffe
elettriche e che potrebbero seriamente danneggiare un sistema
produttivo che, lentamente e a fatica, tenta di rialzarsi dalla crisi.
Infatti, una fluttuazione dei costi energetici pericolosamente
altalenante, il cui picco l’Associazione Artigiana ha voluto
fotografare al primo gennaio, unito a un sistema produttivo che ha
notevoli difficoltà a programmare la produzione futura, creano una
pericolosa condizione di “panico”.

“Le nostre imprese, le nostre officine, i nostri cantieri e i nostri
laboratori iniziano a rinunciare a prendere nuovi ordini, nonostante
la fortissima richiesta di beni e servizi – continua la Presidente –
perché gli aumenti dei costi delle materie prime, tra le quali
spiccano l’energia e il gas, sono impossibili da trasferire sulla
committenza. E’ una situazione che ci allarma molto in quanto una
parte delle imprese rischia addirittura di non riaprire dopo le
festività natalizie”.

Il caro tariffe di energia elettrica e gas, infatti, sta incidendo
pesantemente su aziende e famiglie. Nel mese di ottobre 2021, ad
esempio, il salto tariffario per l’energia elettrica rispetto al mese
precedente è stato del 37%, mentre l’aumento di novembre su ottobre è
stato di un altro 3,9%, arrivando al mese di dicembre che rispetto al
mese di novembre ci da un aumento tariffario di almeno il 28%. Aumenti
riscontrabili facilmente nella borsa elettrica visto che fanno
riferimento all’andamento medio mensile del PUN (Prezzo Unico
Nazionale dell’energia elettrica).

“Aumenti che nell’ultimo trimestre del 2021 hanno messo in seria
difficoltà tutte le tante imprese che hanno contrattualizzato tariffe
indicizzate per le loro forniture, e che mai avrebbero pensato di
trovarsi in una situazione di questo genere – sottolinea la Lai –
situazione che, parrebbe, non migliorare nel 2022. Infatti, tutti gli
indicatori, già oggi, dicono che il primo trimestre sarà certamente,
in termini di costo dell’energia, ancora più pesante dell’ultimo
trimestre 2021. Si spera poi in un calo tariffario nel secondo
trimestre visto che le previsioni indicano per il gas naturale una
riduzione dei costi, previsione però tutta da dimostrare e,
soprattutto da quantificare in termini reali”.

Gli aumenti delle tariffe dell’energia elettrica e del gas stanno,
infatti, mettendo in seria difficoltà molte imprese, in particolare
quelle di piccole dimensioni.

Per Confartigianato, in questa fase sottoscrivere nuovi contratti con
forniture a tariffa fissa (quindi molto alte) appare non conveniente
perché comporterà il mantenimento delle stesse per l’intero periodo
contrattuale. Nel contempo, sottoscrivere contratti a tariffa
indicizzata comporterà costi molto alti per il primo trimestre, che è
il periodo dell’anno con maggiore utilizzo di energia elettrica e gas,
sperando poi di poter beneficiare degli eventuali cali dell’andamento
della borsa elettrica, di cui però non c’è certezza.

“La situazione è insostenibile e le imprese non possono vivere
sull’incertezza e il timore di quel che può accadere da qui alla
primavera. Quindi, come si può programmare la propria attività? – si
chiede il Segretario Regionale di Confartigianato Sardegna, Daniele
Serra – il CAEM, uno dei Consorzi di riferimento di Confartigianato
per le forniture di energia elettrica e gas, che opera per diverse
migliaia di piccole imprese, ha fatto alcune simulazioni sugli aumenti
nel 2022, sulla base dell’attuale andamento del prezzo della borsa
elettrica sia sul gas che sull’energia. Ne emerge uno scenario davvero
impressionante”.

Rispetto al 2021 un molino che utilizza quasi 1,5 milioni di kWh/anno,
subirà un aumento del 220% e passerà da 131 a 420 mila euro di costi;
un’azienda della plastica che utilizza annualmente 2,5 milioni di kWh
avrà un aumento della spesa del 202%, passando da 267mila euro a 806;
un caseificio, con un utilizzo di quasi 600mila kWh/anno, subirà un
aumento del 146%, passando da 80mila a 199mila euro di bolletta; un
salumificio, con 332mila kWh/anno, subirà un aumento del 145,20%, e un
aumento che passerà da 45 a 110mila euro; un panificio, con un consumo
medio di 150mila kwh, subirà un aumento del 145%, passando da quasi
21mila a oltre 51mila; un’azienda meccanica con 1,2 milioni di
kWh/anno subirà un aumento del 138%, passando da 182 a 436. L’aumento
per una della ceramica con 20.790 kWh annui sarà del 128%, passando da
oltre 3mila euro a oltre 8mila; un parrucchiere, con 6.700 kWh/anno,
subirà un aumento del 98%, passando cosi da 1.200 euro a oltre 2.500.

“Questi sono gli esempi, se il livello della borsa elettrica si
manterrà com’è attualmente anche per il 2022 – aggiunge il Segretario
– ecco perché ci aspettiamo un intervento legislativo che vada ben
oltre i 3,8 miliardi messi a disposizione dal Governo”.

“È il momento che tutti i soggetti pubblici, per quanto in loro
potere, intervengano con formule di abbattimento dei costi energetici
– concludono Lai e Serra –  si tratta di intervenire in maniera
importante almeno per il 1° trimestre del 2022, soprattutto per quelle
piccole imprese che hanno in questo periodo contratti indicizzati,
oltre a quelle piccole imprese che hanno contrattualizzato tariffe
fisse con attivazione dal mese di settembre/ottobre 2021. Queste sono
quelle che nel primo trimestre 2022 rischiano di dover effettivamente
sospendere l’attività per l’elevato costo materia energia e gas”.

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Testo Unico sull’energia, audizioni in V Commissione

Cagliari, 10  giugno 2020 – La Quinta Commissione del Consiglio regionale ha avviato in mattinata il primo ciclo di audizioni sul Testo Unico per l’energia. Il provvedimento, frutto della integrazione del Dl n.105 della Giunta regionale e della proposta di legge n.100 sul reddito energetico, presentata dal gruppo PD, introduce alcune importanti modifiche alla legge n.9 del 2006.  L’intento è quello di armonizzare la normativa regionale alle recenti novità introdotte dall’Unione Europea in materia di politica energetica. Il Testo Unico prevede l’adeguamento del Piano energetico regionale (PEARS) approvato nel 2016, l’istituzione delle comunità energetiche da fonti rinnovabili, l’introduzione del reddito energetico regionale. Uno strumento, quest’ultimo, finalizzato alla diffusione degli impianti di produzione di energia pulita per le utenze familiari e condominiali in modo da abbattere i costi delle bollette.

«Anche la Sardegna – ha detto l’assessore Anita Pili – condivide l’obiettivo dell’aumento dei consumi da fonti rinnovabili e della riduzione delle emissioni dannose in l’atmosfera. Il provvedimento in discussione è uno strumento importante per avviare la transizione energetica che sarà decisiva per lo sviluppo economico dell’Isola». L’assessore, con l’ausilio del direttore generale dell’assessorato all’Industria Giuliano Patteri, ha chiarito alla commissione alcuni passaggi tecnici della proposta della Giunta su cui si erano concentrate alcune osservazioni della Commissione. Anita Pili ha infine confermato la volontà della Giunta di assicurare alla Sardegna l’autonomia energetica “sfruttando le risorse rinnovabile a nostra disposizione».

Condivisione sulle linee generali del Testo Unico ha espresso anche il presidente dell’Anci Emiliano Deiana: «E’ positivo che su argomenti di questa portata si cerchi un’ampia condivisione – ha sottolineato Deiana – la transizione verso un modello di sviluppo differente è un obiettivo che dobbiamo darci tutti perché è lì che risiede il futuro delle nostre comunità».

Il presidente dell’Anci ha espresso un giudizio favorevole sulla istituzione delle comunità energetiche a patto che queste favoriscano ricadute economiche per le comunità locali. «In passato, gli interventi sono stati lasciati ai privati che avevano il legittimo obiettivo di produrre utili. Spesso, questi investimenti, hanno coinciso con una forte contrazione delle risorse pubbliche nei confronti degli enti locali. Le comunità energetiche e il concetto di autoproduzione vanno nella direzione opposta. Le comunità diventano protagoniste di un nuovo modello di sviluppo».

Un altro punto su cui ha insistito Deiana è quello della programmazione: «C’è bisogno di interventi di ampio respiro, fatti su base sovracomunale che integrino le diverse fonti di energia rinnovabile. Un altro aspetto riguarda le autorizzazioni:  abbiamo assistito a interventi fatti sopra la testa delle comunità locali, in futuro la voce dei sindaci dovrà trovare ascolto pur in un quadro di programmazione regionale. E’ questa la chiave di volta per passare dall’anarchia alla programmazione seria ».

Positivo anche il giudizio delle forze datoriali. Il presidente di Confindustria Maurizio De Pascale ha espresso soddisfazione per l’avvio di un percorso che “mira a definire un quadro strategico in materia di politica energetica regionale, coerente con gli indirizzi comunitari e nazionali”.

Da Pascale ha suggerito alcune modifiche al Testo, in particolare sulle Comunità energetiche: «Perché non prevedere che possano essere costituite anche su iniziativa di privati e non solo di uno o più enti locali? La direttiva europea 2018/2001 mira infatti a liberalizzare, promuovere e diffondere l’autoconsumo collettivo di cittadini e imprese prescindendo da un intervento pubblico». Favorevole anche il giudizio sull’introduzione del reddito energetico regionale: «L’autorizzazione dei nuovi impianti dovrà però puntare necessariamente allo snellimento e alla semplificazione delle procedure».

Il numero uno di Confindustria, infine, ha richiamato l’attenzione della Commissione su un tema centrale per le parti datoriali: la metanizzazione della Sardegna: «La realizzazione della dorsale (e dei rigassificatori per alimentarla) è un’opera fondamentale – ha concluso De Pascale – l’abbandono del carbone entro il 2025 potrebbe aver effetti devastanti sul settore produttivo regionali. Le due centrali di Fiumesanto e del Sulcis dipendono interamente dal carbone. Il Pears dovrà prevedere una loro riconversione per governare le conseguenze occupazionali e d economiche di un settore che dà lavoro ad oltre 2000 persone».

Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore di Confapi Giorgio Del Piano: «Condividiamo la filosofia del Testo Unico che punta alla coesione economica e sociale mediante il sostegno alle fasce più deboli con l’istituzione del reddito energetico. Bene anche l’obiettivo della tutela dell’ambiente e dello sviluppo economico del territorio grazie alla possibilità di creare una filiera locale nel settore dell’installazione, manutenzione e gestione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili».

Del Piano ha poi invitato la Commissione a guardare con attenzione al nuovo scenario disegnato dall’Unione Europea che prevede uno stanziamento di 1000 miliardi di euro in 10 anni per il Green Deal, finalizzato all’azzeramento delle emissioni inquinanti entro il 2050: « I negoziati sono in corso. La Sardegna deve aver un ruolo attivo per la definizione degli interventi e la destinazione delle risorse alle regioni europee ancora fortemente legate al carbone».