Maria Pia: il falso mito del “waterfront”. Un progetto invasivo che mortifica la vocazione turistica di Alghero.

nella foto : Lungomare a Cannes ( Francia)

Mentre in Europa e nel mondo le città costiere investono in progetti leggeri, sostenibili e integrati per la realizzazione dei “lungomare” ad Alghero si propone un’imponente operazione di “waterfront urbanistico” che stravolge in modo irreversibile l’identità storica e ambientale di Maria Pia. Un’opera invasiva, calata dall’alto, che ignora la vocazione naturale dell’area, la sua fragilità ambientale e le reali esigenze della collettività.

L’ipotesi di chiusura del viale I Maggio, asse viario storico e strategico anche per la sicurezza e la fruibilità dell’area e del Palazzo dei Congressi, è solo il primo passo.

Il progetto prevede nuove rotonde, strade interne, parcheggi dentro i terreni di Maria Pia e un disegno urbanistico che sacrifica ambiente e accessibilità per creare una passerella turistica a beneficio di qualche hotel che questa amministrazione Cacciotto vorrebbe realizzare nell’area pubblica adiacente al palazzo dei congressi. Il tutto in una zona sensibile dal punto di vista ambientale e per questo sottoposta a vincolo paesaggistico dal PPR, incastonata tra la ZPS del Calich (nonché Parco di Porto Conte) e il mare, tra dune e pineta, con potenziali danni ambientali irreversibili.

Ciò che si profila non è rigenerazione urbana, ma un mero consumo di suolo mascherato da riqualificazione. Nessuna visione d’insieme di tutto il compendio di Maria Pia e aree limitrofe, nessun progetto alternativo, nessun coinvolgimento pubblico reale, nessuna valutazione d’impatto sociale, economico o ambientale. Nessuna considerazione per il palazzo dei congressi, quest’ultima infrastruttura realizzata per accogliere grandi eventi congressuali e di spettacolo, servito da una rete viaria che offre varie alternative di snodo per il traffico. Un’infrastruttura pubblica costata 25 milioni di euro e mai entrata in funzione.

Di contro un’alternativa concreta, seppur ancora chiusa nei cassetti nel tavolo del sindaco Cacciotto, esiste: è il progetto del parco pubblico multifunzionale, noto anche con il nome di Congressional Park Stadium che prevende anche il primo percorso da golf pubblico in Italia.

Un progetto pubblico, integrato, multifunzionale, che nasce proprio in un’ottica di compatibilità con la realizzazione del lungomare a Maria Pia e della riqualificazione di viale Burruni a lato del Calich. Un progetto leggero, lineare, rispettoso del contesto ambientale, che valorizza il paesaggio e apre alla prospettiva di un nuovo modello di sviluppo senza consumo di suolo. Turismo sportivo, eventi, inclusione e fruizione sostenibile: è questa la visione di futuro di cui Alghero ha bisogno.

Il vero futuro della Riviera del Corallo non si costruisce distruggendo il territorio, ma valorizzandolo in funzione delle reali vocazioni naturali dei luoghi.

Il lungomare di Cannes, nella Costa Azzurra in Francia (ritratto nella foto) rappresenta un esempio concreto e tangibile di una armoniosa integrazione tra spazio urbano, ambiente e fruizione turistica dei luoghi.

Musilli Gian Luca
Progettista del Congressional Park Stadium

Screenshot



BLITZ NELLA FILIERA DEL FALSO: SEQUESTRATE 1404 ETICHETTE E MARCHI CONTRAFFATTI.

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Cagliari hanno intercettato un anello della filiera del falso, individuando un luogo ove erano detenute numerosissime etichette, di pregevole fattura, delle più note marche di borse.

I Finanzieri della 2^ Compagnia di Cagliari, nell’ambito del quotidiano e costante controllo economico del territorio, hanno attenzionato un esercizio commerciale del capoluogo, operante nel settore della vendita al dettaglio di borse e prodotti tessili, da tempo oggetto di osservazione in quanto interessato da un cospicuo via vai di soggetti extracomunitari che effettuavano acquisti al suo interno.

Proprio in considerazione di questi movimenti, effettuati principalmente da soggetti noti per la vendita ambulante di materiale non originale, i Baschi Verdi hanno deciso di accedere all’interno del negozio per verificare l’eventuale presenza e commercializzazione di prodotti contraffatti.

Durante l’accesso, i militari hanno individuato, oltre a 106 borse riportanti marchi contraffatti riconducibili alle case di moda Michael Kors e Loius Vuitton, anche 1404 etichette metalliche riportanti le effigi dei già citati brand, unitamente ad altri del settore quali Chanel, Prada, Liu Jo e Guess.

Il rinvenimento, inoltre, di borse ed accessori neutri (non riportanti cioè alcun marchio), simili per forma e stile a quelli prodotti dalle case madri, ha avvalorato la tesi per la quale i militari hanno individuato un centro di assemblaggio e distribuzione di prodotti di moda di alto livello contraffatti.

Per la titolare del negozio, una extracomunitaria di 38 anni, già gravata da specifici precedenti di polizia per i reati di contraffazione e ricettazione, è scattato il sequestro della merce illecita rinvenuta e la denuncia alla locale Autorità Giudiziaria.

Questo intervento si inserisce nel più ampio Dispositivo Permanente di Presidio del Territorio voluto dal Comando Provinciale Cagliari per il contrasto ai traffici illeciti, con particolare riguardo alla contraffazione e all’abusivismo commerciale organizzato.