I: ETHNO’S FESTIVAL – DOMANI A MARTIS OMAGGIO A MORRICONE con FRASSETTO QUARTET

“Omaggio a Morricone”del Luigi Frassetto Quartet a Martis per ETHNO’S MUSIC FESTIVAL – evento in collaborazione con il festival CineMartist.

Lunedì 27 dicembre alle ore 21.00 presso il Centro Polivalente Vincenzo Migaleddu.

Il piccolo comune di Martis e il cinema rappresnetano ormai un binomio inscindibile. Il festival CineMartist da diversi anni si è affermato come una realtà culturale non solo locale, con caratteristiche sue particolari, comoe l’attenzione alla didattica del cinema e la presenza e mescolanza del cinema con altre arti: artivi visive soprattutto, grazie alla collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Sassari, ma anche letteratura, musica. 

Allo stesso modo, è un binomio perfetto quello che lega il cinema alle musiche del giovane compositore e strumentista Luigi Frassetto. Musiche “cinematiche” da sempre, e ispirate alla settima arte, ma anche e sempre più “cinematografiche”, come dimostra la prestigiosa e ben riuscita recente collaborazione con il regista Bonifacio Angius per la composizione della colonna sonora del recente film “I Giganti”, e anche con questo “Omaggio a Morricone” che sarà eseguito lunedì 27 alle 21.00 al Centro Polivalente Vincenzo Migaleddu di Martis per Ethno’s Music Festival.

Martis ha già reso il suo omaggio a Morricone durante il festival CineMartist del 2020, con un murale realizzato dai giovani del paese guidati da studenti dell’Accademia di Belle arti di Sassari. Da allora gli organizzatori hanno tentato di portare in paese questo lavoro di Frassetto, frutto di amore e studio appassionati e meticolosi. Naturalmente, c’era il COVID di mezzo.

Finalmente, con tutte le attenzioni del caso, i tempi sono ora maturi perché queste strade si possano incontrare. Complice proprio il festival musicale Ethno’s che da sedici edizioni anima la stagione invernale del piccolo centro con proposte sempre ricercate e di qualità.

“Omaggio a Morricone” è un progetto in cui l’autore e la produzione, curata dalle Ragazze Terribili di Sassari, credono moltissimo, dedicato a un compositore che è il riferimento di tutti i compositori italiani di colonne sonore. La produzione originale “Omaggio a Morricone” è stata ideata da Luigi Frassetto che la esegue dal vivo (alle chitarre) accompagnato da Marco Testoni alle tastiere, Edoardo Meledina al contrabbasso e Lorenzo Falzoi alle batterie e percussioni. Il concerto è accompagnato da proiezioni delle scene dei film che fanno riferimento alle musiche eseguite, per una piena immersione in un diverso tipo di ascolto della dimensione cinematografica.  

L’evento è organizzato dal Comune di Martis con il supporto della Fondazione di Sardegna. 




Ad Alghero è tempo di MAMATITA FESTIVAL [22-29 Dicembre 2021]

Dal 22 dicembre al 29 la città di Alghero si fa teatro con installazioni, performance e arte da strada. Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero. In allegato una breve dichiarazione video liberamente utilizzabile. Il programma completo degli eventi della Fondazione Alghero e dell’Amministrazione comunale è disponibile sul sito dedicato https://capdany.algheroturismo.eu/.




“Poeti mediterranei” alla Biblioteca di Alghero

ALGHERO. C’è un vasto repertorio della poesia del Mediterraneo che è tutto da scoprire, attingendo alle diverse latitudini, geografiche e letterarie. Un patrimonio del quale, sabato 18 dicembre, alle ore 16.30, nei suggestivi spazi della Biblioteca del Mediterraneo di Alghero, verrà dato un saggio attraverso una performance letteraria dedicata ai “Poeti mediterranei”, con le voci e le note di straordinari interpreti di un panorama culturale intramontabile.

L’iniziativa conclude la prima edizione del festival “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi”, fortunata rassegna di promozione della lettura ideata e organizzata dall’Associazione Editori sardi con il patrocinio e contributo dell’Assessorato regionale alla Cultura, del Comune di Alghero, della Fondazione Alghero e della Fondazione di Sardegna, insieme a un vasto e numeroso parterre di soggetti istituzionali e di privati.

A animare questo speciale evento artistico-letterario saranno Clara Farina (attrice, ricercatrice e insegnante di Sassari, attivamente impegnata fin dagli anni Settanta in un’azione di recupero e diffusione della lingua sarda), Franca Masu (autrice e cantante in italianosardo, spagnolo e portoghese) e Raffaele Sari (scrittore, poeta, critico letterario e ricercatore di storia contemporanea, direttore di una collana di poesia per l’editore Bertoni di Perugia), che ha collaborato alla progettazione dell’evento. Quindi le melodie interpretate alla chitarra da Luca Falomi (poliedrico interprete e arrangiatore). L’ingresso è gratuito previa esibizione del green pass. Per info contattare il numero di telefono 328 7694678.




Sardinia Film Festival, il mondo di un bambino autistico sulle note di Elio che canta “Heroes” di David Bowie

Il produttore Cristian Jezdic e la regista Angela Conigliaro

SASSARI. Il mondo visto da un bambino autistico sulla musica di David Bowie e Brian Eno, reinterpretata da Elio nell’emozionante film d’animazione “Lo specchio di Lorenzo” (2021). L’opera è stata presentata ieri nella terza giornata del Sardinia Film Festival, alla presenza di Cristian Jezdic, produttore del lavoro con la beQ entertainment insieme a Rai Ragazzi, e della regista Angela Conigliaro, che hanno ripercorso tutte le fasi della lavorazione, compresa quella per ottenere i diritti del leit-motiv del corto, “Heroes”, dagli eredi del Duca Bianco.

“È stata una traversata nella traversata e un azzardo produttivo”, ha spiegato Jezdic, presidente del festival. “Hanno voluto vedere gli storyboard, sentire la cover di Elio e soltanto allora hanno dato il via libera”. Il cantante italiano è padre di un bimbo autistico, e ha aderito al progetto ritenendolo di grande qualità. La sua versione di “Heroes” è una piccola perla tutta da scoprire così come la colonna sonora di Rocco Tanica e Diego Maggi.

L’opera è realizzata con il contributo della Fondazione Sardegna Film Commission e degli animatori della New Animation in Sardegna (NAS), del progetto di formazione sull’animazione e del progetto Coop Lombardia autism friendly. Il produttore sta ora lavorando allo sviluppo di serie de ‘Lo specchio di Lorenzo’.

Una serie web di tutt’altro genere è invece la divertente e caustica “Life sucks! But at least I’ve got elbows” presentata dal suo creatore e ospite del SFF Nicola Piovesan. Protagonista una famigliola in 3D che s’interroga sui temi capitali della modernità tra black humour e saggezza infantile.

Un approccio crudo alla realtà intravisto nei corti in competizione, caratterizzati da narrazioni sulla guerra, l’inquinamento ambientale, la ludopatia o la violenza di genere. Trame profonde riflesse anche in “The best of Animayo”, il festival delle Canarie, di cui ieri il suo direttore e selezionatore agli Oscar, Damiàn Perea ha introdotto alcuni corti premiati in tutto il mondo, in cui problematiche come la migrazione o l’anoressia vengono trattate con delicatezza poetica ma senza fare sconti allo spettatore.

IL PROGRAMMA DI MARTEDÌ 7 DICEMBRE

Il tema dell’ambiente sarà al centro dell’attenzione domani (7 dicembre) alle 10.30 al Cityplex Moderno con “Spazio Green”, l’atteso seminario sul cinema “verde” condotto da Nevina Satta, direttrice di Fondazione Sardegna Film Commission. La stessa Satta, insieme a Bepi Vigna e Silvia Armeni, alle 12 presenterà il libro di Luciana Pensuti “C’era una volta il cartone animato” (ed. Kappabit).

Nel pomeriggio, oltre ai film in concorso dalle 16 alle 23.30, la serata alle 17.40 godrà dell’arrivo di Astutillo Smeriglia, creatore della webserie “Preti”, fenomeno da centomila follower candidato nel 2013 al David di Donatello.

La manifestazione, a ingresso libero ma con obbligo di green pass, è organizzata dal Cineclub Sassari, con il sostegno dell’Assessorato regionale alla Cultura, della Fondazione Sardegna Film Commission, la Fondazione di Sardegna, la Edison, e la collaborazione di Cartoon Italia, Paf, Asifa, Animayo, Nas New Animation in Sardegna, Cityplex Moderno, Character e Libreria Azuni.

Il programma completo del festival è visibile sul sito www.sardiniafilmfestival.it e sui canali social della manifestazione.




Sardinia Film Festival, “l’animazione è spazio di libertà”

SASSARI. Partenza sotto i migliori auspici al Cityplex Moderno per la XVI edizione del Sardinia Film Festival, che in una veste tutta dedicata all’animazione mostra di poter offrire contenuti anche più efficaci rispetto alle immagini del reale. “Nell’animazione trovo spazi di libertà che non vedo più nel cinema tradizionale, ancora troppo legato alle convenzioni”, ha affermato Roberto Perpignani, presidente della giuria del SFF e film editor entrato nella storia del montaggio, che ha specificato come in certi contesti il mondo dell’animazione possa avere davvero una marcia in più.

A dare il via alla manifestazione organizzata dal Cineclub Sassari è stato il direttore artistico, Luca Raffaelli, assieme al presidente del SFF, Cristian Jezdic, che hanno introdotto la sigla curata da Marino Guarnieri, aprendo il sipario alle prime proiezioni e al primo ospite, Andrea Lorenzon. Il creatore dei “Cartoni Morti”, serie web su youtube da oltre un milione di seguaci, è stato cristallino sui suoi propositi: “Lo scopo dei miei video è far ridere arrivando al maggior numero possibile di persone senza mai essere fazioso”.

Di Lorenzon è passato sullo schermo anche l’ironico documentario sulla Sardegna, oggetto, insieme ad altre regioni di una rivisitazione anti-retorica delle bellezze locali. Dall’animazione di oggi a quella di ieri, ma sempre attuale, con Manfredo Manfredi, che ha presentato “Dedalo”, lo straordinario corto con cui, nel 1975, fu candidato all’Oscar: “Tutto quello che avveniva all’interno del fotogramma era un dramma che partiva da me e finiva a me”. Provocatorio e spiazzante il terzo ospite del SFF, Luis Nieto, con quattro opere al limite tra realtà e costruzione simbolica: “Io non imbroglio”, ha spiegato il cineasta colombiano, rispondendo a una considerazione di Raffaelli, “io gioco con lo spettatore”. La serata è stata conclusa dal documentario di Matteo Valenti su Emanuele Luzzati, il geniale artista genovese di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. A introdurre l’opera, oltre al regista, era presente anche Carla Rezza, moglie di Giulio Gianini, con cui Luzzati creò capolavori dell’animazione come “La gazza ladra” e “Pulcinella”, entrambi candidati all’Oscar.

Tra gli appuntamenti in calendario il 4 dicembre, gli ospiti del festival hanno potuto partecipare a una suggestiva location scouting sulla costa dell’Argentiera. Un evento organizzato dalla Fondazione Sardegna Film Commission allo scopo di presentare agli addetti ai lavori eventuali spazi da destinare a scenari da film, e quindi promuovere l’isola e le sue bellezze in chiave turistica.

PROGRAMMA DI DOMENICA 5 DICEMBRE

La giornata di proiezioni e incontri al Cityplex Moderno di Sassari inizia alle 10.30 con una prima parte di proiezioni dedicate ai ragazzi, create da alcuni produttori associati di Cartoon Italia. Si partirà da “Mani Rosse”, regia di Francesco Filippi, toccante denuncia contro l’abuso sui minori prodotta da Sattva Films con Rai ragazzi. Seguirà poi la presentazione di tre progetti prodotti da Showlab: la serie ecologista e d’avventura in 3D “Klincus”, “Tufo”, documentario d’animazione su un costruttore siciliano che ha sconfitto la mafia, e la sitcom ibrida “Kapuf”, storia d’amicizia tra la piccola Kiki e un extraterrestre, realizzata grazie a una straordinaria innovazione tecnologica che ha permesso la recitazione simultanea di attori in carne e ossa e l’alieno “animato” con la CGI (Computer Generated Imagery). Altri mondi, stavolta interiori, con l’emozionante “Lo specchio di Lorenzo”, diretto da Angela Conigliaro, che racconta il mondo dal punto di vista di un bambino autistico di sette anni. Alle 12 la stessa regista, insieme al presidente del SFF Cristian Jezdic, produttore del lavoro per la beQ entertainment, di cui è fondatore e amministratore delegato, converseranno sul libro (edito da Piemme), da cui è tratta la storia, in collegamento zoom col suo autore Gabriele Clima.

Alle 15.30 si ritornerà in sala con “Panorama Italiano” e sei narrazioni che spaziano dalla favola green all’accusa sulla disinformazione imperante, a Dante in animation fino alle traversie di un gatto obeso. Alle 16 è il momento del concorso: sullo schermo scorreranno tre corti provenienti da Nigeria, Iran e Svizzera: “Super dad”, sulla missione impossibile d’essere padre, “Red fire”, apologo su luce e oscurità, e “In nature”, che tratta dell’omosessualità in natura.

Alle 16.25 tornerà Nieto, il geniale regista colombiano, artefice di “Lazarov” e “Le perversionisme”. Teoria e pratica, alle 16.45, dell’animazione e design con una lezione tenuta da Nicolò Ceccarelli, Massimiliano Pinna e Paola Dore del Laboratorio animazionedesign DADU dell’università di Sassari. Tre creazioni per il concorso, dalle 17.05, stavolta targate Europa: la francese “Kiki the feather” dove un canarino va alla scoperta del mondo, la tedesca “Nora”, riflessione sull’uomo nella natura, e l’italiana “The fear in your eyes” in cui le paure di una ragazza saranno immortalate dalla cinepresa di un mostro. Italiano è Nicola Piovesan, anche se residente da tempo in Estonia. Il cineasta veneziano è uno degli ospiti più attesi della kermesse e presenterà, alle 17.30, “Life sucks! But at least I’ve got elbows”, tra le più curiose e ironiche web series uscite negli ultimi anni. Dalle trame domestiche e intrafamiliari di Piovesan alla natura ritratta in tutta la sua potenza nel “Nuvole” di Manfredo Manfredi introdotto dallo stesso maestro alle 17.45. Quindici minuti più tardi due corti in competizione: “How my grandmother become a chair”, una metafora sulla malattia, e “Haboob”, dove l’armonia tra un padre e una figlia sarà infranta da un agente esterno. Alle 18.25 il filmaker ozierese Fry J. Apocaloso ricorderà Elio Satta, il poliedrico artista sassarese scomparso esattamente un anno fa.

Dalle 18.35 alle 19 di nuovo in vetrina il meglio del festival d’animazione spagnolo “Anymayo”, che lascerà lo spazio a due opere in concorso, entrambe italiane, il femminista “Cromosoma X” e “Sogni al campo” con al centro le disillusioni dell’infanzia. Seconda pausa della giornata prima della coda notturna della rassegna che vedrà, alle 21.15, “Decima musa”, omaggio a Pino Zac, disegnatore, regista e animatore italiano, tra i fondatori, insieme al vignettista Vauro, del settimanale di satira politica “Il male”.

Tre opere in concorso dalle 21.30, “Mule”, corto sui narcotrafficanti per necessità, spagnolo come “Roberto”, il successivo in programma, storia di un difficile idillio amoroso, mentre il terzo, “The last jew”, che tratta del rapporto tra credenze evangeliche e sionismo, viene da Israele. Manfredo Manfredi, alle 21.55, presenterà “Sigle” e un estratto dal mozartiano “Il flauto magico”, capolavoro di Emanuele Luzzati e Giulio Gianini, a cui l’artista siciliano partecipò come assistente all’animazione realizzando una delle sequenze più suggestive, quella della Regina della Notte. A dargli il cambio Nicola Piovesan con il suo “Chiusi alla luce”, primo premio della giuria del 19° MonFilmFest. Dalle 22.35 alle 23.25 altri quattro lavori di Nieto, la seconda parte di “The best of Animayo” e gli ultimi cinque corti candidati ai premi finali: gli inglesi “Suburb”, protagoniste le volpi nella City, e il thriller in stop motion “Mattricide”, l’olandese “See me”, sull’essere o non essere visto, il tedesco “King”, ludopatia e riabilitazione i suoi temi e, infine, lo statunitense “The sandcastle” sulle avventure di un castello di sabbia.

L’accesso è gratuito, previa presentazione del greenpass. La manifestazione è organizzata dal Cineclub Sassari, con il sostegno dell’Assessorato regionale alla Cultura, della Fondazione Sardegna Film Commission, la Fondazione di Sardegna, la Edison, e la collaborazione di Cartoon Italia, Paf, Asifa, AnimaYo, Nas New Animation in Sardegna, Cityplex Moderno, Character e Libreria Azuni. Il programma del SFF è consultabile sul sito www.sardiniafilmfestival.it e sulle pagine social della manifestazione.




Sardinia Film Festival, l’omaggio al genio di Bruno Bozzetto e i Cartoni Morti di Andrea Lorenzon al Cityplex Moderno

Manfredo Manfredi

SASSARI. Domani (4 dicembre) il Sardinia Film Festival entra nel vivo con una seconda giornata di proiezioni e incontri coi maestri del cinema d’animazione. Dopo il debutto serale di venerdì, il SFF illumina gli schermi del Cityplex Moderno fin dalle 10.30 con “L’invasione degli orsi in Sicilia”, film per tutte le età diretto da Lorenzo Mattotti e tratto dall’omonimo romanzo di Dino Buzzati, acclamato dalla critica fin dalla “prima”, due anni fa, al festival di Cannes. Al termine il presidente e produttore cinematografico Cristian Jezdic, assieme al direttore artistico Luca Raffaelli, e a Carlo Dessì per il Cineclub Sassari, presentano la sei giorni e spiegano il nuovo corso impresso a questa sedicesima edizione, la cui originalità ha già destato l’attenzione dei media nazionali.

Alle 15.30 riprendono i lavori con la sezione “Panorama italiano” e sette opere di altrettanti autori tra riflessioni sul potere e un omaggio all’attrice Beatrice Vitoldi, protagonista ne La Corazzata Potemkin di Sergej Ejzenstein. Dalle 16 via al concorso con il primo blocco di corti inframezzato alle 16.25 dagli interventi provocatori del cineasta colombiano Nieto, che presenterà “Oreille remplie de plumes” e “Prof. Nieto Show”. Alle 16.45 Gustavo Gini col primo dei “Sogni sardi”, la rassegna nella rassegna tutta isolana. Poco dopo le 17.05, il secondo blocco dei corti in concorso, con una modalità frazionata voluta dal direttore artistico per coinvolgere il pubblico nell’ampio ventaglio di offerta del SFF. Spazio ai giovani dalle 17.30 con Andrea Lorenzon e i suoi “Cartoni Morti”, autentico fenomeno web da oltre un milione di follower.

Dalla nouvelle vague ai maestri conclamati dell’animazione: Manfredo Manfredi, che venerdì ha introdotto “Dedalo” (1975) con cui fu candidato all’Oscar, presenterà “KO” e “Ballata per un pezzo da novanta”, due opere risalenti agli anni ’60 ma che non hanno perso nulla della loro originaria forza espressiva. A seguire, il terzo blocco dei corti in competizione, che anticipa “The best of Animayo”, uno dei più importanti festival di animazione, effetti visivi e videogame del mondo di stanza alle Canarie. Ancora i corti in gara dopo le 19, prima della pausa e del rush finale notturno che partirà, alle 21.15, con l’omaggio a Bruno Bozzetto, uno dei padri dell’animazione in Italia, vincitore dell’Orso d’oro di Berlino, del David di Donatello, anche lui candidato all’Oscar, solo per citare una minima parte del suo ricco palmares.

Concluso il quinto blocco dei corti ritornerà Manfredo Manfredi alle 21.55 con l’onirico “Sotterranea” e la riflessione sullo stato dell’arte “Il muro”, rispettivamente del 1972 e del 1970. Alle 22.25 altri venti minuti degli spassosi e dissacratori “Cartoni Morti” a cui seguiranno quattro opere di Nieto e una selezione di corti fuori concorso. Chiusura di serata, alle 23.20, col sesto e ultimo blocco, per sabato, dei lavori candidati ai dieci premi previsti dal SFF.

E proprio sulle ottanta opere scelte per la gara, Luca Raffaelli dichiara di “aver visto molta ricerca e uno stile sempre personale con risultati intensi e drammatici, ottenuti usando sia l’ultima tecnologia che le tecniche dei pupazzi animati”. Una commistione di saperi, inclinazioni, tematiche, scelto per attrarre le più diverse sensibilità degli spettatori.

La manifestazione è organizzata dal Cineclub Sassari, con il sostegno dell’Assessorato regionale alla Cultura, della Fondazione Sardegna Film Commission, la Fondazione di Sardegna, la Edison, e la collaborazione di Cartoon Italia, Paf, Asifa, AnimaYo, Nas New Animation in Sardegna, Cityplex Moderno, Character e Libreria Azuni.




Presentato il cartellone di “NOTE SENZA TEMPO” – 3^ Festival Internazionale di Musica Antica

La musica barocca sarà la protagonista dell’autunno culturale sardo. Comincia sabato prossimo (25 settembre) e si concluderà dopo sei appuntamenti, il 19 dicembre, la terza edizione del festival “note senza tempo”, firmato da “Dolci Accenti”, tra gli eventi più attesi dai cultori del genere nell’isola. 

Il cartellone è stato presentato ufficialmente questa mattina nel corso di una conferenza stampa, alla quale hanno partecipato la Fondazione di Sardegna, tra i maggiori finanziatori dell’evento, rappresentata dal Direttore Generale Dott. Carlo Mannoni, l’Assessore alla Cultura del Comune di Sassari Nicola Lucchi, il Direttore del Conservatorio “L. Canepa” di Sassari Prof. Mariano Meloni e il Presidente dell’Associazione Culturale “Dolci Accenti” Prof. Calogero Sportato. 

Un’edizione, quella 2021, da caparbi e folli temerari; studiata, voluta e realizzata nonostante l’incognita Covid-19 e un taglio consistente (intorno all’80%) dei contributi pubblici. Già messa a dura prova nel 2020, tra emergenza pandemica e blocco delle esibizioni dal vivo e con risorse economiche sempre più risicate, la squadra – sotto la guida anche del Direttore Artistico Prof. Daniele Cernuto – ha saputo realizzare ugualmente un evento di grande valore artistico-musicale, come dono per la collettività. 

Il pubblico potrà, come di consueto, assistere gratuitamente a tutti i concerti e solo a chi usufruirà della prenotazione anticipata del proprio posto a sedere sarà richiesto un piccolo contributo economico, che potrà essere liberamente incrementato a supporto ulteriore dell’evento.

“Nonostante l’annus Horribilis – sottolinea Daniele Cernuto – siamo stati sempre fiduciosi di poter ripartire con rinnovato vigore, anche se quest’anno le difficoltà sono state di gran lunga maggiori rispetto alle edizioni scorse. Nonostante i tagli, riusciremo comunque a organizzare a Sassari una stagione concertistica di alta qualità,  inserendo la città sempre più nella rete dei festival internazionali e favorendo la mobilità degli artisti tra le diverse kermesse della musica antica e barocca. Un impegno importante, sorretto da grandi professionalità interne all’associazione e dai molti ragazzi, studenti e laureati, nostri soci che con entusiasmo, forza e abnegazione ci aiutano in questa avventura”. 

I festival gode di collaborazioni importanti: sono diverse i gemellaggi che si sviluppano ogni anno con nuovi festival internazionali. Il festival di musica antica di Timishoara, Brianza festival, Musicae Amoeni Loci, Note&Sapori di Barocco Europeo sono oggi i partner di “note senza tempo” e collocano l’evento sassarese tra i più importanti del genere in europa.

Il calendario 2021 offre meno sguardi oltre mare  e big internazionali tra i più blasonati e predilige collaborazioni nostrane; tutte scelte dovute alla contrazione delle risorse ma fondamentali per non arrendersi, per continuare a rendere possibile lo scorrere fluido della musica e il suo esser liberamente fruibile dalla collettività. Quindi, come preannunciato, saranno sei i concerti in cartellone questo autunno e saranno tutti ospitati nella Chiesa di Santa Maria di Betlem, grazie alla sensibilità del Convento dei Frati minori di Sassari.

L’evento consolida e rafforza il suo legame con i Conservatori di Sassari e Cagliari, ma in particolare con il “Canepa” e la sua orchestra. L’istituzione di alta formazione musicale cittadina guidata dal Direttore Mariano Meloni continua  a dimostrare attenzione e disponibilità a voler supportare il festival, la cui macchina operativa persegue le medesime finalità dell’ente: promuovere la cultura musicale, offrire a giovani musicisti non ancora diplomati momenti di confronto con docenti di strumento di grande valore artistico a livello internazionale, senza doversi spostare dall’isola, e permettere loro di esibirsi davanti ad una platea, affinando e prendendo maggiore confidenza, quindi, con la performance pubblica.

Le guide all’ascolto

Novità 2021 è la sempre più marcata collaborazione con il portale JSBach.it, la società bachiana italiana, nata per favorire, promuovere e diffondere iniziative, risorse e progetti incentrati su Johann Sebastian Bach in Italia. Il progetto è nato a settembre 2019 da un’idea di Chiara Bertoglio e Maria Borghesi, e dalle loro recenti ricerche sullo stato delle attività e degli studi italiani dedicati a Johann Sebastian Bach. 

Lo staff del portale, oltre a seguire gli eventi sui loro canali social, guideranno all’ascolto dei concerti attraverso pillole introduttive per presentare i programmi in cartellone.

Il 3 ottobre alle 11 sarà la Sala Sassu del Conservatorio di Sassari ad ospitare Maria Borghesi, musicologa, scrittrice e musicista sarda che presenterà al pubblico il suo libro dal titolo “Italian reception of J.S.Bach”.

Il concerto inaugurale di sabato 25 settembre

Meraviglia e stupore. Caleidoscopici affetti e virtuosismo tecnico. Sottile introspezione e tessuto poetico. Si comincia al massimo con “Qual per ignoto calle – Eros e Affetti al tramonto della Serenissima”.

Nessun genere musicale nell’ampio repertorio barocco è riuscito a coniugare in un’unica breve forma tanti elementi espressivi con altrettanta forza e precisione quanto il genere della Cantata Italiana.

Composte in onore di mecenati di alto rango, le cantate prendevano vita nelle stanze fastose di palazzi nobiliari, destinate ad un pubblico colto ed esperto. Cifra della capacità compositiva dell’autore e del virtuosismo tecnico dell’esecutore.

La sonorità della voce si completa con la presenza di due sonate per violoncello e continuo che fanno da “ponte” tra le cantate e ne anticipano l’ambientazione espressiva.

Entrambe le composizioni vivono dell’estetica degli affetti, e risentono del gusto del cesello e della densità di dettagli proprio del tardo barocco.

Il trio formato dai musicisti Francesca Biliotti – Contralto,  Massimo Raccanelli – Violoncello e Donatella Busetto – Cembalo, eseguirà di Vivaldi “Pianti, sospiri”, Cantata per alto e continuo, la Sonata in fa magg. RV 41 nei quattro movimenti Largo, Allegro, Largo, Allegro, a seguire “Care selve, amici prati”, Cantata per alto e continuo, la Sonata in sol min RV 42 e infine la Cantata per alto e continuo “Qual per ignoto calle”.

Lo Staff

il festival è il frutto di un attento lavoro di squadra, che dura un anno intero, e che coinvolge circa venti giovani musicisti under 25, che lavorano dall’ideazione alla realizzazione. 

Un festival social, smart ed ecosostenibile: grazie al giovane staff, attento alla salvaguardia dell’ambiente, già dalla prima edizione in periodo pre-covid, si è deciso di dematerializzare il programma di sala, oggi scaricabile sullo smartphone, attraverso un QR CODE dedicato

I Sostenitori

A credere per il secondo anno nel valore di questo progetto di respiro internazionale, che crea ponti di sicuro prestigio tra Sassari e le principali capitali europee della musica, è la Fondazione di Sardegna, il Comune di Sassari, Confesercenti e Coldiretti che camminano al fianco del festival, sfruttando quest’ultimo come vetrina internazionale per la promozione delle peculiarità del territorio. 

Le Location e gli eventi:

Tutti i concerti si terranno nella chiesa di Santa Maria di Bethlem grazie all’attenzione del Padre Guardiano del Convento dei Frati minori.

25 settembre h 20.30 

“Qual per ignoto calle” 

Cenacolo Musicale

Francesca Biliotti – Contralto

Massimo Raccanelli – Violoncello

Donatella Busetto – Cembalo

9 ottobre h 20.30

“La musica inglese al tempo di Shakespeare”

Ensemble vocale Pietro Allori 

Alessio Manca – direttore

Antonio Fresi – chitarra

23 ottobre h 11

“Italian reception of J.S.Bach” 

Incontro con l’autrice Maria Borghesi

Sala Sassu Conservatorio di musica “L.Canepa” di Sassari

23 ottobre h 20.30 

“Virtuosismo italiano e arte tedesca nel ‘700”

Orchestra del Conservatorio musicale “Canepa” 

Attilio Motzo – primo violino concertatore

Francesca e Lucrezia Corelli, clavicembalo

13 novembre h 20.30

“La musica di Telemann e Vivaldi: tra severità e innovazione”

Juvenilia Ensemble 

Alessio Manca – direttore

21 novembre h 20.30

“Ciaccone, Passacaglie, Ricercate e Diminuzioni”

Trio BaroqueMuSic

Drora Bruck e Giorgio Matteoli – flauti dolci

Calogero Sportato – Arciliuto e chitarra barocca

19 dicembre h 20.30

“Antonio Stulichi e il manoscritto di Napoli”

Dolci accenti ensemble 

Jana Bitti – flauto traverso

Daniele Cernuto – violoncello barocco

Calogero Sportato – tiorba, arciliuto e chitarra alla spagnola

Luca Virgilio – Clavicembalo

Festival ecosostenibile e le norme anti-Covid19: 

Per fare bene al pianeta, tutti i programmi di sala non saranno distribuiti in versione cartacea nel pieno rispetto della natura. Essendo ormai nell’era del digitale, gli organizzatori e lo staff hanno deciso di pubblicare esclusivamente online il libretto con tutte le info relative ai concerti (curriculum, foto e programmi degli artisti). La brochure potrà essere scaricata anche quest’anno da internet attraverso un QR CODE, che permetterà di sfogliare il  programma di sala comodamente dallo smartphone.

Per rispettare i protocolli sanitari contro la trasmissione del coronavirus, quest’anno i posti disponibili saranno contingentati e dovranno essere prenotati collegandosi al sito web del festival www.notesenzatempo.it al costo simbolico di due euro. Verrà rispettato il distanziamento durante i concerti e si vigilerà scrupolosamente sull’obbligo di indossare la mascherina.




Sergio Staino a Cagliari: “Joyce Lussu era un inno alla libertà e Bobo nacque dopo una vacanza in Sardegna”

Un momento della premiazione

CAGLIARI. “Sento un rapporto d’amore con la Sardegna dal punto di vista paesaggistico, ma anche perché gli amici e compagni sardi alla fine degli anni Settanta mi hanno riportato sulle strade del riformismo, in un momento in cui la rivoluzione nata nel ‘68 rischiava di finire nel terrorismo, e in parte ci è finita. Nel 79 feci una vacanza nell’isola che mi rimise in pace con me stesso, e così nacque il personaggio di Bobo”.

Sergio Staino è un fiume in piena nella serata conclusiva del Festival Premio Emilio Lussu. Sfodera un’ironia travolgente che strappa applausi e sorrisi e non risparmia fendenti neanche per Renzi e D’Alema. Durante la consegna del Premio alla Carriera, il direttore artistico Alessandro Macis e la presidente del Comitato scientifico internazionale FPEL, Daniela Marcheschi, ne hanno delineato il segno rigoroso e ricco di inventiva, specificando che con l’invenzione di Bobo, si è riproposta la voce delle classi più deboli, facendo entrare per la prima volta, nella satira politica italiana, un uomo comune.

Il prestigioso riconoscimento è un busto di Emilio Lussu realizzato in ceramica dall’artista Giampaolo Mameli di San Sperate. Nelle motivazioni, al fumettista e vignettista toscano si riconosce il forte valore dell’impegno intellettuale, dell’arte, le immagini e le parole: “Perché la sua opera, nel rigore della forma, ha saputo dare voce ai più umili e ai loro bisogni, contribuendo a mantenere viva la coscienza civile del nostro Paese”.

Motivazioni nelle quali Staino si è profondamente riconosciuto e ha mostrato gratitudine. Di Lussu ha affermato di ammirare soprattutto le battaglie politiche, sempre attuali, e l’aver sempre mantenuto nella sinistra italiana una componente libertaria. Ma è alla compagna di Emilio che Staino rivolge un ricordo particolarmente affettuoso: “Joyce era un inno alla libertà. Mi piaceva da morire da un punto di vista fisico, era una bellezza totale. Ma era soprattutto una straordinaria rappresentante della componente libertaria della sinistra di quegli anni. Mi ha permesso di riscoprire l’elemento dell’anarchia, l’elemento dei diritti civili e dell’individuo che venivano sacrificati per un’idea di società in cui l’elemento collettivistico era predominante. Ora invece credo che non possa esserci l’uno senza l’altro”.

Ai giovani che si avvicinano al terreno della creazione e del racconto, Staino ha consigliato di imparare a guardare la realtà per poterla riprodurre nella sintesi del fumetto e, soprattutto, a capire le emozioni che si provano per riuscire a trasferirle sulla carta.

Si concludono così, 6 ottobre nella Sala Castello dell’Hotel Regina Margherita, sei intense giornate del festival dedicato a uno dei più grandi intellettuali sardi, una settima edizione che ha accolto a Cagliari incontri con gli autori, reading letterari, laboratori di scrittura e di promozione della lettura e collegamenti video in diretta con Violante Matos Saramago e la scrittrice Edith Bruck, vincitrice della sezione per la Narrativa Edita.

A introdurre la serata finale è stata la presentazione del libro dedicato a “Berlinguer. Un’Omine, una vida”, scritto in versi in lingua sarda da Tonino Cau e presentato assieme al giornalista Salvatore Taras con la partecipazione del gruppo a Tenores di Neoneli.

È stato inoltre presentato “Cent’anni fa arrivò Lawrence” di Giovanni Follesa e Rossana Copez, in compagnia di Paolo Lusci e “L’estate della mia rivoluzione” di Angelica Grivel Serra, che ha illustrato la sua pubblicazione dialogando con Manuela Ennas.

La manifestazione è organizzata dall’Associazione culturale L’Alambicco con il patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, il contributo della Regione Sardegna e del Comune di Cagliari, e il partenariato di un vasto parterre di enti, università e associazioni. Proprio nei giorni scorsi il festival ha ricevuto anche per quest’anno il patrocinio.




Violante Saramago al pubblico sardo: la scrittura come denuncia della cecità umana

La figlia del grande scrittore portoghese José Saramago è intervenuta in diretta video alla VII edizione del Festival Premio Emilio Lussu

CAGLIARI. È apparsa provata ma sorridente per il grande calore ricevuto dal pubblico sardo. Violante Matos, figlia del grande scrittore portoghese José Saramago, in collegamento video dalla sua casa di Madera si è detta profondamente colpita dall’affetto dimostrato, e dispiaciuta di non poter essere presente di persona, a Cagliari, come ospite della VII edizione del Festival Premio Emilio Lussu, a causa di problemi di salute di un suo familiare.

Per quarantacinque minuti in diretta streaming Violante ha toccato numerose tematiche, in un confronto con Daniela Marcheschi e Luisa Marínho Antunes, che ha tradotto i dialoghi dal portoghese all’italiano. A partire dai concetti espressi in un libro paradigmatico come “Cecità”, Violante ha descritto suo padre fondamentalmente come un filosofo, che trovava nella letteratura la modalità espressiva per trasmettere il suo messaggio: “Era un pensatore che ha trovato nella scrittura la forma per comunicare i suoi pensieri e le sue preoccupazioni”.

Preoccupazioni essenziali come quelle sui diritti umani, che in questa pubblicazione vedevano un’opera profondamente attuale, “potente metafora per descrivere il momento nero e complicato che stiamo vivendo, nonostante il testo sia stato scritto negli anni Novanta”.

Negli scritti di Saramago è chiarissima l’impronta civile e politica. All’interno del libro i personaggi restano vittime di cecità, ed è questa l’immagine evocativa dei nostri tempi. Tempi in cui le persone sembrano non vedere ciò che succede intorno a loro, mentre qualcosa di grande e terribile accade nella vita pubblica.

E se tutti i romanzi dello scrittore, Premio Nobel per la Letteratura nel 1998, iniziano col narrare una situazione del passato, il loro orientamento è profondamente rivolto al futuro: “Proprio questo traduce in fondo quello che credo sia stata la grande preoccupazione di mio padre – ha affermato Violante – quella di fare della scrittura un luogo dove un suo pensiero filosofico sull’uomo, sul mondo e sulla società potesse essere trasmesso. Era una preoccupazione sulla società umana alla quale apparteneva e su quella che voleva costruire”.

Violante ha affermato di non voler consigliare quali libri leggere di suo padre, “però tra tutti, quello che può maggiormente sintetizzare il suo messaggio è il discorso fatto a Stoccolma durante la cerimonia del Nobel, dove è evidenziata la mancanza di rispetto dei diritti umani e l’inesistenza concreta e seria di una democrazia: “Perché i poteri democratici sono stati presi d’assalto da poteri economici e finanziari non eletti. Tutto questo disturba i procedimenti democratici”.

Poi un excursus finale sullo studio dei testi religiosi da parte di un uomo certamente non credente, dai quali attingere elementi per introdurre la lotta che il bene, tramite i suoi valori, può intraprendere ogni giorno per vincere sul male. E quindi un ritorno immancabile al tema della Cecità: “Perché se è tanto difficile seguire la via del bene, altrettanto difficile è eliminare le cecità collettive che troviamo nel nostro mondo”. Violante ha quindi salutato il pubblico sardo con l’auspicio di essere presente nell’isola nella prossima edizione.

La serata è stata anche l’occasione per presentare il libro “Le malizie delle donne” (Marietti 1820, 2021), un volume sulle malizie e le virtù femminili che l’autrice Luisa Marínho Antunes, ha affermato essere ispirato anche ad alcuni principi appresi dalla stessa Violante, prima di lei deputata al Parlamento portoghese.

In chiusura è stata presentata la rivista letteraria e artistica FuoriAsse (Cooperativa Letteraria, 2021), con l’intervento della direttrice Caterina Arcangelo, in compagnia di Mario Greco, Daniela Marcheschi, Guido Conti, Luisa Marínho Antunes, Alessandro Macis, Elisabetta Randaccio e Patrizia Masala.

È una rivista multidisciplinare con un comitato scientifico di livello internazionale, che contiene diverse rubriche su svariate tematiche, ad esempio quello della Pietas, e molto spazio offre alla questione meridionale. Il prossimo numero uscirà nel mese di gennaio sul tema del Dono.

Durante la mattinata si è rivelato avvincente l’omaggio dedicato a Gianni Rodari, al quale hanno partecipato numerose scolaresche elementari e medie del territorio, sia in presenza che online, segno che le opere di questo grande poeta riescono ancora a entusiasmare i giovanissimi. Sono intervenuti Daniela Marcheschi, Roberto Randaccio, Guido Conti, e quindi Paolo Capodacqua con il recital “La bella luna a dondolo”. Il Festival Premio Emilio Lussu si conclude domani (6 ottobre) con il conferimento del Premio Lussu alla Carriera a Sergio Staino. La manifestazione èorganizzata dall’Associazione culturale L’Alambicco con il patrocinio della Camera dei Deputati, il contributo della Regione Sardegna e del Comune di Cagliari, e il partenariato di un vasto parterre di enti, università e associazioni.




Cagliari, domani Sergio Staino riceve il Premio Lussu alla Carriera

Sergio Staino

CAGLIARI. Dopo sei giornate intense di appuntamenti, la settima edizione del Festival Premio Emilio Lussu si conclude domani (mercoledì 6 ottobre) con il conferimento del Premio alla carriera al grande fumettista, vignettista e regista toscano Sergio Staino, che riceverà il prestigioso riconoscimento alle 19.45 nella Sala Castello dell’Hotel Regina Margherita, a Cagliari, alla presenza del direttore artistico Alessandro Macis.

Ma la serata inizia alle 16.30 con un appuntamento tutto dedicato alla letteratura in Sardegna, a partire dalla presentazione del volume “Cent’anni fa arrivò Lawrence” (Il Maestrale, 2021), di Giovanni Follesa e Rossana Copez, che approfondiranno i contenuti del libro assieme a Paolo Lusci.

Alle 17.15 Angelica Grivel Serra proporrà “L’estate della mia rivoluzione” in compagnia di Manuela Ennas e, alle 18.30, Tonino Cau illustrerà la sua ultima fatica poetica “Berlinguer. Un’Omine una vida” intervistato da Salvatore Taras, con la partecipazione straordinaria dei Tenores di Neoneli. Nel rispetto delle norme di contenimento del Covid-19, l’ingresso libero e gratuito è consentito ai partecipanti fino ad esaurimento posti e solo se muniti di green pass.