Alghero, “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi”, ottimo bilancio per la prima edizione del festival curato dall’Associazione Editori Sardi

ALGHERO. Dopo cinque intense giornate di appuntamenti di straordinario fascino e partecipazione, tra incontri con autori, concerti, reading e molto di più, il festival letterario “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi” curato dall’AES ha concluso ad Alghero con successo l’edizione inaugurale, mettendone bene in luce l’anima cosmopolita.

Le iniziative di promozione della lettura hanno rianimato gli spazi dell’Ex Mercato Civico con forte adesione di pubblico, consegnando al mezzo del libro lo straordinario ruolo di catalizzatore di aspetti culturali, letterari e paesaggistici: dal mito alla poesia, dall’archeologia all’osservazione astronomica, dalla musica ricca di contaminazioni alle canzoni del Sabir, scrutando nel tempo e nello spazio attraverso lo sguardo degli autori arabi e di grandi letterati del passato come Dante, Petrarca e Boccaccio, nei quali il limite geografico del nostro mare è superato da quello letterario.

«Un successo che ci spinge a guardare con fiducia e positività verso la costruzione di un percorso condiviso ed esteso ad un’ampia rete di attori, all’insegna dei libri, della lettura, dell’arte, della cooperazione e degli scambi culturali – afferma Simonetta Castia, presidente AES e curatrice della manifestazione –. Già da oggi possiamo guardare a importanti e prestigiose richieste di partenariato, che sono di per se stesse la prova dell’efficacia e validità di un’iniziativa che mira a creare integrazione tra le comunità del Mediterraneo».

Questa prima fase della kermesse è stata in grado di tratteggiare l’evoluzione millenaria della storia mediterranea e di recuperare quella comune matrice di contaminazioni e passaggi che ha plasmato culture, tradizioni e civiltà, senza trascurare le tematiche della salvaguardia dell’ambiente e della fauna marina che hanno caratterizzato la serata conclusiva con ospiti d’eccezione come Egidio Trainito e Giulia Mo. Non c’è più tempo per stare a guardare. Occorre una rivoluzione ecologica che sia soprattutto culturale, per evitare che i cambiamenti in atto siano irreversibili, ha affermato Trainito, che assieme al giornalista Salvatore Taras ha presentato “Ambiente marino della Sardegna”, riedizione aggiornata a cura de Il Maestrale della celebre opera di oltre venti anni fa, in cui si evidenziano i mutamenti del clima attraverso le trasformazioni dei fondali marini dell’isola. L’autore ha raccontato aneddoti e testimonianze di questo suo affascinante lavoro, che lo ha portato tra l’altro a svolgere il ruolo di consulente e poi autore di Lineablu su Rai1. Dalla comparsa di specie aliene alla sparizione di rare varietà autoctone come la Pinna nobilis, la serata ha lasciato spazio a un tema che fa ben sperare per le future generazioni, quello del ritorno della foca monaca.

Occasione per riscoprire questo raro esemplare della fauna marina è stata la presentazione del fortunato libro “Tottoi” di Gianni Padoan nella riedizione Taphros. In presenza del direttore editoriale Dario Maiore si è sviluppato un incontro a più voci con Trainito, Mo e Giuseppe Pisanu (direttore del Museo archeologico di Dorgali) il cui zio, Francesco, fu l’accompagnatore di Padoan nei luoghi frequentati dalle foche, per diventare l’amico del giovane Tottoi all’interno del romanzo. Giulia Mo, ricercatrice Ispra e responsabile del progetto di studio sulla foca monaca, ha illustrato ampiamente lo stato di salute di questa specie così rara, arrivata a circa settecento esemplari stimati in tutto il Mediterraneo, con un’espansione sulle coste della Siria, del Libano, di Israele, Albania e Monte Negro. Solo trent’anni fa sembrava avviarsi all’estinzione con 350 esemplari stimati. Mo ha rivolto un appello affinché gli avvistamenti siano segnalati prontamente all’Ispra, in modo da avviare le adeguate attività di monitoraggio e salvaguardia delle nuove colonie.

Un finale in bellezza non poteva che essere suggellato dall’abbraccio tra editoria, cinema e ambiente, in un tributo a “La grande strada azzurra” di Gillo Pontecorvo, pellicola del 1957 a colori tratta dal romanzo “Squarciò” (Feltrinelli) di Franco Solinas. La proiezione del film capolavoro del neorealismo italiano è stata introdotta da un ricordo di Maiore alla riscoperta della figura di Solinas e in relazione al partenariato con il festival “La valigia dell’attore”.

Il prossimo appuntamento del festival sarà il 27 luglio alle 20 alla Libreria Cyrano di Alghero, dove in partenariato con “Florinas in giallo”, Paolo Carta, curatoredella recentissima riedizione critica di “Banditismo in Sardegna” dialogherà di “Mistica della sardità” con Alessandra Pigliaru (Il Maestrale) per riscoprire un classico della letteratura giuridica che ha il suo incipit ne “La vendetta barbaricina”.

Il concetto di vendetta, che nella visione ormai classica appare come un dovere e un obbligo sociale posto dalla comunità e sancito da una tradizione, ha però un’origine di tipo sacrificale, quasi d’ordine «mistico», se non religioso. Il volume si arricchisce ora di curiosità, carte inedite, tagli e appunti, schizzi e riflessioni che colgono aspetti specifici dell’insularità nei suoi risvolti esistenziali, per ampliare lo sguardo dal Nuorese verso la storia dell’intera isola.

Mediterranea. Culture, scambi, passaggi” è organizzato dall’AES con il patrocinio di Regione Sardegna, Comune di Alghero, Fondazione Alghero e Fondazione di Sardegna, in partenariato con Florinas in giallo, la Libreria Cyrano e un nutrito parterre di istituzioni e imprese di rilevanza regionale, nazionale e internazionale.




Porto Ferro, la danza di Ariella Vidach e il mondo interconnesso dove si balla da soli

Ariella Vidach sul palcoscenico del Baretto di Porto Ferro

PORTO FERRO. Un corpo-clone si muove come un automa concepito per essere in ascolto, reattivo alle comunicazioni trasversali. Le braccia si protendono come antenne imbrigliate di cellulari, che ricordano file di ripetitori tv pronti a trasmettere e ricevere in contemporanea. Si presenta così “Elle_Live solo” di Ariella Vidach sul palcoscenico del Baretto di Porto Ferro per il festival Corpi in movimento organizzato da Danzeventi, tra fredde rifrazioni luminose smorzate di blu e uno sfondo musicale ipnotico e serrato. La sua danza sembra suggerire il futuro che ci aspetta, o forse un più drammatico presente, esibito all’interno di una rappresentazione iperbolica che non vuole fare sconti.

Il tutto appare ancor più accentuato e stridente in rapporto a un contesto naturalistico come la costa occidentale della Sardegna, guardando al tramonto panoramico di una spiaggia e di un mare di per se stessi emblema impareggiabile di libertà. Un luogo in cui lasciarsi alle spalle, almeno per il breve soggiorno vacanziero, lo stress della modernità e la saturazione di comunicazioni.

“Non si può fare a meno dei social, neanche nei luoghi più isolati e lontani dall’urbanizzazione”, sembra dirci il lavoro messo in piedi dalla Vidach con la regia condivisa di Claudio Prati. Il tutto a partire dallo studio delle movenze del principale strumento di relazione con lo spazio e con gli altri, il proprio corpo, esplorandone il nuovo rapporto con la tecnologia e i dispositivi del nostro tempo più utilizzati in assoluto.

Un momento dello spettacolo al Baretto di Porto Ferro

La mancanza di privacy è il binario parallelo indagato dalla composizione. A un certo momento dello spettacolo diverse voci si accavallano l’una sull’altra, proferendo messaggi audio che si perdono nell’etere sconfinato delle telecomunicazioni, nel sottile limite esistente tra dimensione pubblica e privata. L’intreccio tra le evidenze materiali a le apparenze dell’online si confonde in una sola realtà, quella della visibilità globale offerta da un mondo intangibile, “nel quale si vuole essere presenti – ha affermato la coreografa e danzatrice – forse perché si ha il timore di non essere troppo presenti con se stessi”.

Il festival “Corpi in movimento” è organizzato dall’associazione Danzeventi di Sassari, ed è giunto alla diciottesima edizione. La manifestazione è sostenuta dal Mic, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna, con il patrocinio e la collaborazione della cooperativa Piccoli Passi, del Baretto di Porto Ferro, del Comune di Sennori e della Comes.

Ariella Vidach durante lo spettacolo



A Sennori l’omaggio ai “Balletti russi” di Sergei Diaghilev

SENNORI. La cava di Sennori come il Théâtre du Chatelet di Parigi per celebrare la grande danza sotto un cielo di stelle nell’omaggio ai leggendari “Balletti russi” di Sergei Diaghilev. Il 23 luglio alle 21.30 il festival “Corpi in movimento” presenta lo spettacolo “Soiréè Russe” proponendo due capolavori assoluti quali “Prélude à l’après midi d’un faune” e “La Sagra della Primavera” prodotti dalla Daniele Cipriani Entertainment.

Una serata con straordinari interpreti di fama internazionale per rievocare una delle pagine più significative della storia della danza. Una pagina artistica nata a inizio Novecento dall’incontro tra l’impresario teatrale russo Sergei Diaghilev e figure luminose come Anna Pavlova e il genio del balletto Vaslav Nijinsky, poi Igor Stravinskij e Claude Debussy, Lèon Bakst e Picasso. A partire dal celebre teatro parigino, l’incontro tra la cultura russa e il teatro occidentale ampliò i confini della danza trasformandola nel cuore di straordinarie opere d’arte in movimento, in cui soggetto, musica, scenografia e costumi si fondono nei rispettivi elementi d’eccellenza.

Prélude à l’après midi d’un faune è un passo a due di grazia e sensualità nella versione di Amedeo Amodio tratta dal balletto originale di Nijinsky, che destò parecchio scandalo al suo debutto parigino del 1912. Dopo l’esordio al Festival dei Due Mondi di Spoleto con le scene di Giacomo Manzù più volte riproposte alla Scala di Milano, l’opera arriva a Sennori nell’interpretazione di Susanna Elviretti e Mattia Tortora, solisti della Daniele Cipriani Entertainment, riconosciuta dal Ministero della Cultura tra le compagnie più prestigiose a livello nazionale.

Sulle note musicali di Claude Debussy, le sinuosità dei corpi descrivono il risveglio dei sensi di un Fauno, per ricreare atmosfere di ideale classicità sfiorate dai versi di Stéphane Mallarmé. Nel finale le melodie penetranti di Igor Stravinskij introdurranno la bellezza de La Sagra della Primavera, nella versione coreografica di Uwe Scholz interpretata in solo da Mattia Tortora, unico protagonista su cui incombono le grandi immagini proiettate sul fondale. Attraverso un racconto intimo che parla di vita, solitudine e conflitto, la composizione rievoca un rito pagano di fertilità che si chiude con il sacrifico di una giovane per il risorgere della nuova stagione. Al debutto parigino nel 1913, le note possenti di Stravinskij insieme alla coreografia spigolosa di Nijinsky generarono un linguaggio coreutico completamente nuovo, consegnando alla storia il primo vero balletto moderno.

Il festival “Corpi in movimento” è organizzato dall’associazione Danzeventi di Sassari, ed è giunto alla diciottesima edizione. La manifestazione è sostenuta dal Mic, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna, con il patrocinio e la collaborazione della cooperativa Piccoli Passi, del Baretto di Porto Ferro, del Comune di Sennori e della Comes.




Il Festival Trinidad Flamenca arriva a Tempio Pausania

mercoledì 21 luglio alle ore 21,30, in piazza San Pietro

Fa tappa questa estate anche a Tempio Pausania “Trinidad Flamenca”, il festival di musica e spettacolo che si tiene tra Trinità d’Agultu e Vignola.

Nata nel 2017 da un’idea del chitarrista e compositore Dario Piga, che ne cura la direzione artistica, la manifestazione è dedicata al flamenco, genere musicale ormai divenuto internazionale, che affonda le sue radici in Andalusia, in Spagna, dove la danza rappresenta il nucleo ritmico che guida un canto musicalmente e concettualmente ancorato alla tradizione musicale del flamenco. Il “classico” si contrappone al più generico “moderno” per via delle soluzioni sceniche usate e per la scelta musicale che si rifà a delle soluzioni virtuose ma non troppo sofisticate.

A Tempio, nella scenografica piazza San Pietro, il 21 luglio alle ore 21,30 si terrà la serata di apertura dell’edizione 2021 del Festival.Protagonisti sul palco quattro musicisti-artisti: Dario Piga (chitarra), Mateo Garriga (cajòn), Maria Keck (danza), Mónica Clavijo Barroso (voce).

Il concerto è composto da un repertorio originale e semi improvvisato di musiche di Dario Piga e parti di danza che si incrociano con i testi classici del canto flamenco.

Dario Piga inizia a suonare la chitarra a 11 anni. Dopo gli studi linguistici e la laurea a Perugia, intraprende gli studi al Conservatorio di Jerez de la Frontera (Andalusia) ma prima del diploma, avendo vinto una borsa di studio della AIE (Asociación Intérpretes y Ejecutantes) come migliore giovane promessa nel panorama musicale dell’Andalusia, viene ammesso alla prestigiosa Accademia “Fundacion Cristina Herenen” di Siviglia, diplomandosi in soli 6 anni (contro i 13 curricolari) in chitarra flamenca. Dal 2005 fino al 2014 ha collaborato con i Seminari Jazz di Nuoro in qualità di docente di chitarra flamenca. Dal 2013 collabora con il festival di flamenco Ibérica e vari teatri della Repubblica Ceca. È docente di chitarra flamenca presso il Kytarovy Institut di Brno (CZ) e la Los Angeles Guitar Academy. Nel 2021 ha pubblicato il suo ultimo lavoro discografico dal titolo “24” e il singolo discografico di flamenco rock dal titolo “Into the Dream”. Dal 2017 è direttore artistico del festival flamenco “Trinidad Flamenca” a Trinità D’Agultu.

Mateo Garriga, nato ad Ostrava (CZ), ha studiato chitarra classica presso il Conservatorio di Musica di Ostrava. Ha inoltre studiato per anni chitarra flamenca, cajón e palmas. Si è esibito in importanti festival come “Día del Flamenco” (Praga 2016), “Omaggio a Paco de Lucía” (Praga 2016-2017), “Ibérica” (Brno 2015, 2016) e il “Jazz Festival Uherské Hradiště” (2016).

Maria Keck è diplomata in coreografia moderna presso il Conservatorio Superiore di Danza dell’Ungheria, ha conseguito un Master in musicoterapia presso l’Università di Alcalá de Henares. Sviluppa un proprio concetto di insegnamento della danza e tiene seminari di flamenco in Serbia, Ungheria, Croazia, Inghilterra, Germania, Norvegia, Giappone e Spagna. Fonda e dirige le società “Nuestro aire” (2007) e “De Cobre” (2010) realizzandone i progetti come coreografa, danzatrice, cantante e compositrice. Dal 2011 è membro del Miguel Reyes Sextet e ha creato il gruppo Ethnómada con il Trio Olivares. Dal 2013 è co-fondatrice del progetto “Flamenco Nuevo” con la cantante contemporanea e sperimentale Evelin Tóth. Attualmente risiede a Madrid, dove lavora anche come bailaora in vari tablao di flamenco.

Mónica Clavijo Barroso è originaria di San José del Valle (Cadice) e dal 1998 vive tra Spagna e Austria. Conosce il flamenco fin dalla culla, in quanto figlia d’arte del cantaor Chiriva del Valle. Si avvicina al canto da grande e prende lezioni dal cantante Ezequiel Benitez de Jerez de la Frontera (nominato ai Latin Grammy 2020, per il miglior album di flamenco), con la cantaora María José Pérez de Almería (“Lamp Minera” 2015) e presso la prestigiosa Fundación de Flamenco Cristina Heeren a Siviglia, dai cantanti Manuel Romero, Armando Mateos ed Esperanza Fernández.

L’evento, ad ingresso gratuito, si terrà mercoledì 21 luglio alle ore 21,30 in piazza San Pietro, nel rispetto dei protocolli di sicurezza anticovid: sarà possibile accedere ai luoghi dello spettacolo fino alla capienza consentita dall’obbligo di distanziamento e muniti di mascherina.

L’edizione 2021 del Festival “Trinidad Flamenca” è realizzata con il supporto dei Comuni di Tempio Pausania, Trinità d’Agultu e Vignola, La Maddalena.

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“Corpi in Movimento”, Asmed a Porto Ferro presenta Welcome TU Italy

PORTO FERRO. Una performance ispirata e dedicata agli italiani, un popolo magnifico, apprezzato e deriso, pieno di divisioni ma al tempo stesso sempre unito. Il 20 luglio, alle 21.30, sul palcoscenico del Baretto di Porto Ferro la compagnia cagliaritana Asmed Balletto di Sardegna presenta “Welcome TU Italy” al pubblico di Corpi in movimento, il festival della danza d’autore.

Lo spettacolo è ideato e messo in scena da Sara Pischedda e Luca Castellano, impreziosito dalla voce di Simona Pucciarelli ed è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma della Sardegna.

È uno sguardo rivolto al popolo del Bel paese, che si muove tra persone libere e allegre, tra uomini e donne con le rispettive contraddizioni, talvolta colonizzatori e talvolta prigionieri, viaggiatori ed esploratori eppure attaccati al calore della propria casa. E ancora ballerini e confusionari, ma anche fermi e silenziosi.

Sviluppata come un viaggio nel tempo e nello spazio, la performance rappresenta un lavoro coreografico dinamico ed allegro.

La composizione prova inoltre a indagare punti di vista inconsueti come lo sguardo di uno straniero e la considerazione del resto del mondo, alla ricerca dei luoghi comuni, delle tradizioni e di tutto ciò che nel bene o nel male ha reso così popolari gli italiani.

Il festival “Corpi in movimento” è organizzato dall’associazione Danzeventi di Sassari, ed è giunto alla diciottesima edizione. La manifestazione è sostenuta dal Mic, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna, con il patrocinio e la collaborazione della cooperativa Piccoli Passi, del Baretto di Porto Ferro, del Comune di Sennori e della Comes.




Alghero, lunedì “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi” incontra “La grande strada azzurra”

ALGHERO. Il festival letterario “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi” curato dall’AES conclude lunedì la sua prima tranche di appuntamenti, dedicando la serata ai temi che, attraverso l’impareggiabile mezzo del libro, condurranno il pubblico verso argomenti di forte attualità come la salvaguardia del paesaggio e dell’ecosistema, la tutela della fauna a rischio estinzione e la sostenibilità ambientale. Un leitmotiv che il 19 luglio all’Ex Mercato Civico di Alghero traghetterà verso un finale cinematografico alla riscoperta di Gillo Pontecorvo e del suo film “La grande strada azzurra”.

Alle 19 Egidio Trainito illustrerà il volume “Ambiente marino della Sardegna”, edito da Il Maestrale. Il filo conduttore di questo splendido racconto fotografico delle coste e del mare della Sardegna, è il cambiamento che riguarda la storia, la geologia e gli ambienti sommersi. Insieme al giornalista Salvatore Taras, l’autore esporrà le trasformazioni dei fondali marini mediterranei della Sardegna in trent’anni di cambiamenti climatici. Il volume è la riedizione riveduta e corretta della celebre opera di Trainito.

Alle 20 Giuseppe Pisanu, assieme a Trainito e Giulia Mo, ricercatrice Ispra responsabile del progetto di ricerca sulla foca monaca, e massima esperta in materia a livello nazionale, presenta “Tottoi”, la riedizione Taphros editore del bestseller degli anni Ottanta che descrive il salvataggio di un cucciolo di foca monaca nelle grotte del Bue marino. Pisanu, che è direttore del Museo archeologico di Dorgali e curatore dell’opera, scritta da Gianni Padoan, parlerà del successo di questo volume tradotto in varie lingue, che è riuscito a vendere oltre un milione di copie. Il libro ha ispirato l’omonimo film d’animazione di Norifumi Kiozumi prodotto dalla Nippon Animation.

La grande strada azzurra” di Gillo Pontecorvo sarà proiettato infine alle 21, sempre negli spazi dell’ex mercato in collaborazione con la Cineteca Sarda e introduzione di Dario Maiore. La pellicola del 1957 racconta la storia di un pescatore Maddalenino che fa uso di bombe per pescare pesci, e dopo aver acquistato una barca finisce per inimicarsi i compaesani. Il film, interpretato da Alida Valli e Yves Montand, con un giovane Mario Girotti (il futuro Terence Hill), è tratto dal romanzo Squarci (Feltrinelli) di Franco Solinas, sceneggiatore e scrittore italiano, autore dei film La battaglia di Algeri, Queimada e Kap di Gillo Pontecorvo, Qui nsabe? di Damiano Damiani, L’amerikano di Costa-Gavras e Mr. Klein di Joseph Losey. A lui è dedicato il Premio Solinas per la miglior sceneggiatura italiana inedita, ideato e fondato nel 1985 da Felice Laudadio e Gian Maria Volonté.

In partenariato con “Florinas in giallo” il festival proseguirà il 27 luglio alle 20 alla Libreria Cyrano di Alghero per l’evento “Mistica della sardità”, in cui Paolo Carta con Alessandra Pigliaru introdurranno alla lettura della recentissima riedizione critica del “Banditismo in Sardegna”, pubblicata da Il Maestrale. Sarà presente per la famiglia Francesco Pigliaru.




Alghero, “Così arriviamo al riconoscimento Unesco”

ALGHERO. L’archeologia sarda sogna l’Unesco. Un obiettivo che sembra sempre più a portata di mano. Ma necessità di tanto lavoro, risorse e sinergia tra le professionalità che si spendono convintamente per portare l’iter a buon fine, per un ritorno che in termini di promozione dell’isola potrebbe davvero fare la differenza.

Una grande opportunità non priva di problematiche, che alcuni tra i massimi esperti del settore hanno messo sul piatto della bilancia offerto dal palcoscenico del festival letterario “Mediterranea” di Alghero, curato dall’AES, in collaborazione con Carlo Delfino e Condaghes. Un incontro nel quale Giuseppa Tanda, Marco Di Gangi, Bruno Billeci e Giorgio Murru hanno presentato il delicatissimo percorso intrapreso, incalzati dalle domande del giornalista Beppe Boni, condirettore del Resto del Carlino.

Il percorso porterà, si spera entro un anno, a presentare il dossier completo per riconoscere come patrimonio dell’umanità Unesco trentacinque siti preistorici sardi, altamente rappresentativi delle varie categorie di monumenti. Non solo domus de janas, ha spiegato l’archeologa Giuseppa Tanda, che coordina i lavori. L’iniziativa gode dell’appoggio di una rete di sessantatré comuni, con capofila Alghero, che come ha affermato l’assessore alla Cultura Marco Di Gangi, mentre il Soprintendente per le Province di Sassari e Nuoro, Bruno Billeci, le opportunità devono essere paritetiche anche per tutti i siti che non godono dei riflettori. L’idea di fare sistema riguarda anche i Musei. Un esempio di successo è quello di Laconi sulla statuaria preistorica della Sardegna, illustrato dal direttore Giorgio Murru, che è riuscito a creare una rete di tredici comuni nazionali di cui Laconi è capofila.

A introdurre temi di così alto spessore è stata la presentazione del fascinoso volume “Janas. S’Incantu” (Alfa Editrice) dedicato alle mitiche fate che popolavano le “case” scavate nelle rocce. Un libro graziosamente illustrato, nato dall’idea dell’autrice Sabrina Barlini di tramandare ai piccoli e non solo il ricordo di questi esseri mitici, ereditati dalla nostra tradizione culturale. Il lavoro ha coinvolto il paese di Sorradile, sia per l’esistenza di bellissime domus de janas, sia per la presenza di numerosi centenari, che rappresentano il simbolo della memoria per eccellenza.

Il risultato di questa sfida, ha spiegato l’autrice assieme all’archeologa Pierangela De Frassu, è stato quello di recuperare la giusta proporzione tra il sogno e la realtà. La voce seducente di Isella Orchis ha dato corpo alle suggestive letture accompagnate dalle note della chitarra di Alberto Balia, dando colori a un sentimento che investe tutta la natura. Un richiamo a un tempo in cui con la natura si viveva in armonia, e quindi un invito ai bambini a trattare la natura con rispetto. Grande successo a fine serata per il concerto “Migrans” di Gavino Murgia e Marcello Peghin, che tra gli applausi di un pubblico numeroso hanno saputo coniugare esperienze musicali, sonorità mediterranee, note classiche e fraseggi jazz dai quali è emersa una spiccata impronta sarda del tutto originale. Il forte affiatamento tra i musicisti ha liberato le note di un repertorio policromo, un mix strumentale perfettamente integrato tra la chitarra di Peghin e il sax di Murgia, il quale è riuscito ad amalgamare al contesto timbri vocali ereditati dalla tradizione dei tenores, per un effetto musicale dalla grande forza evocativa.




Mirtò, il Festival internazionale del Mirto, l’11 agosto presenta la sua anteprima con il concerto dei Tazenda a Tempio Pausania

 I Tazenda in concerto protagonisti dell’anteprima di Mirtò

          Il Festival del mirto 2021 parte in musica da Tempio Pausania

                  La rassegna internazionale sceglie l’Alta Gallura 

 nel segno di eccellenze enogastronomiche e artigianato artistico 

    Appuntamento l’11 agosto alle 22 nell’area del Parco Grandi 

  Saranno i Tazenda e Tempio Pausania a celebrare l’anteprima di Mirtò, il Festival internazionale del mirto. Appuntamento con il gruppo più famoso della scena musicale sarda per l’11 agosto, dalle 22, nell’area del Parco Grandi del Comune gallurese. Una grande anteprima, fortemente voluta dallo staff di Mirtò e dall’amministrazione comunale di Tempio Pausania, che da tempo ha puntato sul Festival internazionale del mirto per valorizzare tutto il territorio e regalare un palcoscenico internazionale alle eccellenze enogastronomiche e agli artigiani locali di tutta l’Alta Gallura.

L’APPUNTAMENTO.  Appuntamento, dunque, con i Tazenda, il gruppo che lo scorso 4 luglio ha ripreso il proprio tour, dopo lunghi mesi di forzato distacco dettato dall’emergenza Covid, nella sua ultima composizione: con Nicola Nite, Gigi Camedda e Gino Marielli, che hanno riabbracciato il loro affezionato pubblico.

“Abbiamo colto con passione ed entusiasmo l’opportunità di poter ospitare il concerto dei Tazenda nel nostro Parco Grandi, un anfiteatro naturale, nel quale gli spettatori potranno ascoltare la musica all’aperto e in condizioni di assoluta sicurezza sanitaria – spiega Elizabeth Vargiu, assessora alTurismo e Commercio del Comune di Tempio Pausania -. Poi la zona della stazione ferroviaria e il Parco delle Rimembranze accoglieranno gli stand di produttori e artigiani. Un format che speriamo di poter replicare negli anni, attraverso l’accordo con Mirtò, il Festival internazionale del Mirto, che rappresenta un punto di riferimento in Sardegna e in tutta Europa per la valorizzazione delle produzioni dell’Isola”. Così il Comune di Tempio Pausania ha deciso di puntare ancora una volta sull’attrattività del marchio Mirtò, insieme con la Protezione civile, la classe ’75 e l’associazione “Gallura da Valorizzare”. 

Gli uffici territoriali della Confcommercio di Olbia e Tempio, inoltre, hanno raggiunto un importante accordo volto proprio a coordinarsi in vista di tutte le manifestazioni di promozione del territorio. L’anteprima del Festival internazionale del Mirto rappresenterà una delle prime e più importanti occasioni all’interno di questo percorso. 

IL CONCERTO. Sarà ancora una volta la grande musica a battezzare l’anteprima del Festival internazionale del mirto, che ha deciso di partire da Tempio Pausania e puntare sulle eccellenze dell’Alta Gallura. Saranno così i Tazenda a celebrare il prossimo 11 agosto l’edizione 2021 di Mirtò, mentre il loro tour sta proseguendo in tutta l’isola con la prossima tappa del 24 luglio a Sorso in piazza San Pantaleo (h 21), il 30 luglio a Nurachi negli spazi del campo sportivo (h 21) e il 31 luglio a Porto Torres, con Balai a fare da sfondo ad un evento speciale – SoNoS – dedicato all’indimenticabile voce di Andrea Parodi. Un tour e il nuovo album che i Tazenda hanno presentato poche settimane fa in anteprima proprio a Radio Mirtò, ai microfoni di Tommy Rossi, nella trasmissione nata all’interno del grande evento della tappa del Mondiale Rally WRC di Olbia, dal 3 al 6 giugno. Mirtò, il Festival internazionale del Mirto, da anni sinonimo di promozione per le eccellenze enogastronomiche e l’artigianato del territorio, aveva deciso così di riproporreun format di successo nei giorni del rally sulle frequenze delle emittenti radiofoniche regionali Radio Super Sound e Radio Onda Stereo di Alghero: trasmessa, inoltre, suGallura Live, al canale 815 del digitale terrestre e sulle pagine social di Facebook, Instagram e Twitch, oltre al canale Youtube dedicato. 

“Per chi vive la musica, per chi vive di musica, suonare rappresenta l’apice della gioia. Essere tornati a suonare sul palco è il premio più grande alla nostra voglia d’arte, ma è anche l’occasione di fare qualcosa che ci piace, al cospetto di persone cui piace ciò che facciamo, ciò che suoniamo, ciò che cantiamo – ha spiegato il gruppo -. Volevamo riabbracciare il nostro pubblico. Lo abbiamo fatto. E vogliamo farlo ancora”. Recentemente la band ha lanciato “Splenda”, singolo che dallo scorso 18 giugno è trasmesso da tutte le radio italiane e isolane.

Una canzone capace di trasmettere gioia e allegria, una delle 12 tracce dell’album Antìstasis: Coro, La ricerca del tempo perduto, Ammajos, Splenda, A nos bier, Essere magnifico [feat Black Soul Gospel Choir], Dolore dolcissimo, Tempesta mistica, Dentro le parole, Innos [feat Bertas], Oro e Cristallo [feat Matteo Desole], A nos ber. Dalla loro formazione nel 1988, i Tazenda hanno pubblicato 19 album (Antìstasis sarà il loro 20°) tra live, raccolte e studio. 

GLI EVENTI. Nel programma di valorizzazione dei piatti tipici galluresi, Mirtò, inoltre, ha organizzato a Belvì, sabato 17 luglio alle ore 20, l’appuntamento al Garden Bar con “La Barbagia incontra la Gallura”: una serata degustazione in cui verrà presentata la zuppa gallurese, piatto tipico del territorio, in abbinamento ai vini e ai prodotti tipici locali della Barbagia. L’anteprima del Festival Mirtò dell’11 agosto, con il concerto dei Tazenda, sarà uno dei momenti più importanti di un calendario di eventi ricco e variegato con cui Tempio Pausania vuole intrattenere per tutta l’estate i suoi concittadini e i tanti turisti che visiteranno la città e tutto il territorio. “Abbiamo messo in piedi un calendario incentrato sulla musica, con un’ampia programmazione anche di eventi sportivi, tante iniziative all’aria aperta. La pandemia ci ha consigliato di puntare solo su certi tipi di eventi e i concerti soprattutto ci sono sembrati i più indicati in questo momento – sottolinea l’assessora Elizabeth Vargiu -. Il concerto dei Tazenda, poi, come detto, sarà abbinato con l’esposizione dei produttori e degli artigiani. Siamo sicuri di poter far arrivare tanti turisti, interessati al richiamo della grande musica dei Tazenda e alle eccellenze del territorio”. Mirtò e l’artigianato sardo di qualità rinnoveranno ancora il loro connubio all’insegna della tradizione. Un momento fondamentale all’interno della rassegna del Festival internazionale del Mirto, la cui anteprima andrà in scena l’11 agosto a Tempio Pausania. “Ci piacerebbe che questa fosse anche l’occasione per lanciare il calendario autunnale, che andrà dal mese di ottobre a dicembre – conferma l’assessora Vargiu -. Mesi in cui stiamo programmando eventi legati allo sport e all’ambiente, dal trekking urbano fino al Rally Terra Sarda”. Sotto il profilo commerciale, poi, Mirtò porterà avanti nuove iniziative per coinvolgere i migliori attori dell’artigianato artistico gallurese e sardo, oltre che i produttori di eccellenza del panorama enogastronomico e le aziende all’avanguardia nella produzione e nei servizi. 

IL FESTIVAL. Mirtò ha confermato ancora una volta la propria visione di progetto di marketing territoriale, che ha come vocazionela promozione delle eccellenze enogastronomiche, artigianali e culturali della Sardegna a livello regionale, nazionale ed internazionale. Mirtò è partner ufficiale del Rally Italia Sardegna ed è stato presente nei grandi eventi internazionaliquali il Gran Premio di Formula 1 a Monza, la tappa del Giro d’Italia di ciclismo ad Olbia, il Monza Rally Show, il Mondiale Triathlon TNatura e il Mondiale Fia Karting Audi sport. Casa Sardegna è il marchio nato all’interno del festival Mirtò per valorizzare le eccellenze sarde, che ospita la selezione dei migliori produttori agroalimentari, artigiani e artistici all’interno delle strutture Mirtò. Un format di successo che ha accompagnato Mirtò nei principali eventi in Sardegna, Italia ed Europa. Tra i protagonisti i produttori di mirto della Sardegna, le cantine vinicole del Consorzio di tutela del Vermentino di Gallura Docg, i produttori delle Città dell’olio della Sardegna, una selezione di artigiani e artisti sardi e associazioni culturali locali. Un altro dei punti qualificanti della sesta edizione del Festival internazionale del Mirto è stata la valorizzazione della tradizione dei piatti sardi.




FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FOLKLORE CATALANO AD ALGHERO – LA RIVIERA DEL CORALLO SI PREPARA

24-25-26 settembre ad Alghero la festa internazionale del folklore. La città si prepara ad accogliere la rassegna catalana  nel mondo. 

Incontro operativo nei giorni scorsi tra Comune, Fondazione Alghero, Adifolk, Generalitat  de Catalunya, per il 33° Aplec  Internacional  de la cultura catalana 

Alghero, 12 luglio 2021 – Il 33° Aplec International del folklore catalano che Alghero accoglierà a settembre scalda i motori.  La grande festa del folklore internazionale che unisce Alghero e la Catalogna si terrà nell’ambito dei festeggiamenti di Sant Miquel,  è particolarmente attesa.  Venerdì e sabato gli incontri operativi ad Alghero tra il sindaco Mario Conoci, il Presidente della Fondazione Alghero Andrea Delogu e Ivan Besora e Oriol Ramírez, presidente e vicepresidente dell’Adifolk, con Gustau Navarro, rappresentante della Generalitat de Catalunya ad Alghero. L’evento organizzato dal Comune di Alghero, Adifolk, Generalitat de Catalunya, con la Fondazione Alghero,  è stato pensato, concordato e organizzato in tempi pre-Coronavirus, con una programmazione iniziale per maggio 2020. Ma  il 2020 è rimasta una casella vuota negli annali dell’Aplec Internacional, che dal 1988 porta in Europa e nel mondo la grande festa della cultura popolare e del folklore catalano.  Il festival del folklore vedrà partecipe anche la Fondazione Maria Carta, che con il presidente Leonardo Marras ha pianificato la presenza anche della cultura e delle tradizioni della Sardegna. Oltre 850 partecipanti nei tre giorni di festa tra danze, musica, colori e tradizioni: un’ampia varietà di tutte le aree della cultura popolare catalana, le sardanes, i diavoli, i giganti, ballerini, musicisti. Ivan Besora, presidente dell’Associazione Adifolk, l’Istituzione catalana che ha portato nel mondo il festival, da Copenaghen a Washington, a Amsterdam, Lisbona, Budapest, Torino, ha coordinato gli arrivi e le presenze in città, che per il periodo della durata del festival e dei giorni a cavallo – 24-25-26 settembre – hanno fissato i pernottamenti negli alberghi cittadini. Il Sindaco di Alghero Mario Conoci ha accolto con soddisfazione il procedere delle fasi organizzative avviate da tempo tra Istituzioni localie  catalane, con  “l’auspicio di una ripresa  a cui Alghero guarda, facendosi trovare pronta. Siamo estremamente orgogliosi di accogliere l’Aplec, 21 anni dopo l’evento del 2000. Per Alghero – ha messo in evidenza – la grande festa internazionale del folklore rappresenta un’importante occasione per consolidare ancora di più le relazioni con la Catalogna, per imprimere più proficuo significato dei legami e degli interscambi tra le nostre comunità”. Anche il risvolto della promozione acquisisce un significato importante per la città. Andrea Delogu, presidente della fondazione Alghero , lo evidenzia: “quest’anno i festeggiamenti di Sant Miquel avranno un ulteriore elemento di rilevanza internazionale che va ad arricchire il programma di manifestazioni che conferma per  Alghero il ruolo di capitale degli eventi in Sardegna”. L’Assessore alla Cultura Marco Di Gangi condivide il desiderio di Adifolk e della delegazione del Governo catalano e della Generalitat de Catalunya, della Direzione generale della Cultura popolare della Generalitat: “siamo fermamente intenzionati lavorare su ogni dettaglio per questo grande avvenimento di respiro culturale internazionale. Alghero lavora per fare di questa edizione un evento che resterà nella storia”.




Dopo Omos, Riccardo Olivier il 10 luglio a Porto Ferro con iLove

Riccardo Olivier in OMOS a Sennori

SENNORI. «Con questo spettacolo vorrei cambiare il mondo», non ha dubbi Riccardo Olivier nel parlare del suo OMOS, il lavoro artistico contro l’omofobia portato in scena sul palcoscenico sennorese del festival Corpi in movimento. Una kermesse che lo vedrà ancora una volta impegnato il 10 luglio alle 21.30 sul palco del Baretto di Porto Ferro per una performance dal titolo “iLove”.

A Sennori Olivier ha proposto una rappresentazione originale, impreziosita da profonde contaminazioni culturali dell’isola, scaturite dalla collaborazione della compagnia milanese Fattoria Vittadini con la sassarese Danza Estemporada.

Chie m’at a cherrer bene dae como a in antis? Who will love me now? I versi sardi si sono fusi con quelli inglesi per riportare dall’universale al particolare, dall’astratto al concreto, dalla visibilità globale al luogo più isolato del mondo il bisogno di chiedere un po’ d’amore e dire basta a ogni forma di discriminazione.

«L’identità è liquida – ha affermato Olivier – il retaggio romantico dove l’identità è una cosa che sta per sempre è da superare. La transitorietà della nostra identità dovrebbe appartenere a tutti». Grazie al progetto delle “Residenze artistiche”, Olivier ha lavorato due giorni di fila al fianco della coreografa sarda Livia Lepri, coinvolgendo assieme alle danzatrici di Estemporada due attrici della compagnia teatrale Lentischio, per sublimare in OMOS un incrocio di storie e di esperienze.

OMOS sul palcoscenico di Sennori

Un primo sconfinamento scenico verso la platea ha trascinato il pubblico in un’atmosfera di inquietudine per poi riportare l’attenzione sul palco, dove sono esplosi sentimenti di violenza incorporata, crude manifestazioni di violenza sessuale e di classe, odi non solo omofobici ma anche di genere e di etnia. Senza fare sconti a nessuno. Il testo racconta anche chi ha subito forme di discriminazione e, pur da omosessuale, la reitera contro chi esprime un’identità ulteriormente “diversa”.

Sulla spiaggia di Porto Ferro sabato lo spettacolo “iLove” proporrà invece un duetto al maschile che parla d’amore, un lavoro di Cesare Benedetti e Riccardo Olivier in cui due personaggi si studiano, si presentano, provano a esporsi e a cercare loro stessi, la loro relazione e il loro essere uomini. Tutto per scoprire che concetti come macho sono solo etichette, come un abito indossato per metà, per un’identità in parte biologica e in parte scelta. Il festival “Corpi in movimento” è organizzato dall’associazione Danzeventi di Sassari ed è giunto alla diciottesima edizione. La manifestazione è sostenuta dal Mic, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna, con il patrocinio e la collaborazione della cooperativa Piccoli Passi, del Baretto di Porto Ferro, del Comune di Sennori e della Comes.

Riccardo Olivier in iLove con Cesare Benedetti