ÉNTULA FESTIVAL

IL FESTIVAL LETTERARIO DIFFUSO CON LA SARDEGNA

IX EDIZIONE

La scrittrice Roberta Balestrucci Fancellu presenta Margherita Hack. In bicicletta tra le stelle

Sabato 10 luglio ore 18:30, Lodine, piazza San Giorgio

Con lo scrittore Andrea Pau

Spazio alle nuvole parlanti nel prossimo appuntamento di Éntula, sabato 10 luglio, con protagonista la scrittrice Roberta Balestrucci Fancellu. L’autrice isolana, classe 1983, presenta a Lodine il suo graphic novel Margherita Hack. In bicicletta tra le stelle (edizioni Becco Giallo). Dialoga con lei, nella presentazione letteraria in piazza San Giorgio alle 18.30, lo scrittore Andrea Pau.

Mescolando racconto biografico e divulgazione scientifica con ironia e inventiva, Margherita Hack. In bicicletta tra le stelle è un viaggio sorprendente attraverso la vita e le passioni di una donna straordinaria. Una parabola senza tempo che ci rammenta l’eredità lasciataci in dono dalla astrofisica, accademica, divulgatrice scientifica fiorentina.

La narrazione si dipana durante un lungo viaggio in bicicletta: Margherita Hack racconta al marito Aldo la sua infinita passione per la fisica e l’astronomia. Ricavando continue similitudini dal mondo della bicicletta, Margherita passa in rassegna, spiegandoli, alcuni dei più grandi quesiti della scienza moderna: la teoria della relatività di Einstein, i viaggi nel tempo, l’esistenza di forme di vita extraterrestri, la nascita e la morte di una stella.

Balestrucci Fancellu, operatrice culturale UNLA, fa parte del progetto “Omero. Gli scrittori raccontano i libri”, ha curato la versione per non vedenti di alcune esposizioni alla Stazione dell’Arte di Ulassai e ha pubblicato Ken Saro Wiwa (Becco Giallo), Storie di grandi uomini e delle GRANDI DONNE che li hanno resi tali, Perfide, Non è bella ma… (Hop Edizioni), Cosetta (adattamento de I Miserabili, per Gallucci Editore) e Annie. Il vento in tasca (Sinnos Editore).

Lodine è uno dei paesi dell’Unione dei Comuni della Barbagia, con Sarule, Gavoi, Ollolai, Olzai, Oniferi, Ovodda e Tiana, che aderiscono al Concorso di lettura LibriLiberi dedicato ai giovani tra i 14 e i 19 anni. Quest’anno l’associazione Lìberos è partner dell’iniziativa organizzata dal Comune di Sarule.

I partecipanti al concorso sono invitati a leggere 3 libri fra i 10 proposti – tutti presenti nelle biblioteche comunali -, a scrivere una recensione per ognuna dell’opere scelte e a partecipare agli eventi letterari collegati, le cui presentazioni sono a cura di Éntula. In palio dieci soggiorni studio (iscrizione gratuita).

Dopo aver raggiunto il piccolo comune nella Barbagia di Ollolai, Éntula fa tappa, mercoledì 14 luglio, a Sassari, per accogliere, nella cornice del cartellone Sassari Estate 2021, Guido Tonelli. Il fisico al Cern di Ginevra e professore all’Università di Pisa (uno dei padri della scoperta del bosone di Higgs) presenta, alle 19, nell’Anfiteatro del Polo Tecnico Devilla in via Monte Grappa, il suo saggio Tempo, uscito lo scorso aprile con Feltrinelli.

ÉNTULA

È il festival letterario inclusivo per antonomasia: dal 2013 propone libri e autori appartenenti a qualsiasi genere letterario, in arrivo da qualsiasi parte del mondo in qualsiasi centro della Sardegna disposto ad ospitarli. Collabora da tempo con i festival Liquida, Dall’altra parte del mare, Un’isola in rete, Tuttestorie, Racconti e paesaggio e LEI, e da quest’anno anche con Aria Acqua Luoghi.

Nello stesso cartellone appaiono scrittori, biblioteche, librerie, associazioni, scuole, strutture pubbliche e private in armoniosa collaborazione, con l’unico ambizioso obiettivo di far diventare il consumo culturale da evento a consuetudine irrinunciabile.

Éntula per l’ambiente

Poiché il 70% dei fan di Éntula hanno riferito di preferire i libri di carta, Lìberos si impegna a piantare quest’anno 462 alberi, tanti quanti sono stati i libri venduti durante l’edizione ridotta e sacrificata del 2020.

Éntula – festival letterario diffuso con la Sardegna è realizzato col contributo di Regione Autonoma della Sardegna – assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e Fondazione Sardegna, in collaborazione con Libreria Koinè di Sassari.

Media partner di questa edizione è la testata giornalistica Sardinia Post.




“I Giganti” di Bonifacio Angius al Festival di Locarno, è l’unico film italiano in concorso per il Pardo D’Oro

SASSARI. C’è un solo film italiano in concorso alla 74esima edizione del Locarno Film Festival. È sardo, ed è in lizza al Concorso internazionale per la conquista del prestigioso Pardo D’Oro. Il regista sassarese Bonifacio Angius porta ancora una volta la Sardegna alla ribalta del cinema internazionale, e stavolta lo fa con un lavoro dalle tinte forti, “I Giganti”, che lo vede anche protagonista come attore e interprete assieme a Stefano Deffenu (già volto immagine di “Perfidia”), il giovane Riccardo Bombagi e i fratelli Michele e Stefano Manca (alias “Pino e gli anticorpi”), impegnati in un inedito quanto singolare ruolo drammatico. Tra gli altri interpreti ci sono Francesca Niedda, Noemi Medas, Roberta Passaghe e Mila Angius, piccola figlia d’arte.

«Tornare in quel posto magico, così importante per il cinema mondiale mi riempie il cuore di gioia, è un grande onore e un’emozione fortissima – ha commentato a caldo il regista, per la seconda volta in gara all’importate manifestazione elvetica dopo il successo di “Perfidia” nel 2014 –. Sono contento di andarci con un altro film a cui tengo molto, nato dall’idea di mettere a nudo le fragilità dei rapporti umani e di mostrarne il disequilibrio attraverso il mezzo cinematografico. Ringrazio tutte le persone che hanno creduto in questa meravigliosa avventura».

Bonifacio Angius nel film

I Giganti” concorre al Pardo D’Oro per il miglior film, miglior regia e miglior attore protagonista. Prodotto dallo stesso Angius per Il Monello Film con il contributo della Fondazione Sardegna Film Commission, il lungometraggio descrive una rimpatriata tra vecchi amici che si ritrovano a fare baldoria in una casa sperduta in una valle dimenticata dal mondo.

Un vecchio vinile è l’occasione per richiamare atmosfere retrò in cui le colonne sonore di Luigi Frassetto amplificano le suggestioni di rabbia e dolore intrise di tenerezza e fragilità, furore e ironia. Da questo abisso emergono ricordi, piombo, e storie d’amore mai dimenticate.

C’è la volontà di illuminarne i lati più oscuri, sinistri e malinconici dell’agire umano, mentre cinismo e violenza fanno da contraltare al ritratto di un piccolo mondo autodistruttivo, motore invisibile delle azioni che a tratti esplodono in maniera cruda e inaspettata.

Le scene sono girate principalmente a Thiesi, all’interno della storica Casa Flores che a fine Settecento fu teatro di vicende significative per la rivoluzione sarda antifeudale. Quindi in un vecchio casale di Campu Lazzari, nelle campagne di Siligo, quasi sul confine tra i territori di Florinas e Ploaghe.

Il trailer dell’opera uscirà il 1 luglio sul portale www.screendaily.com, una delle più importanti riviste per il cinema europeo a livello internazionale, dove sarà disponibile in esclusiva per ventiquattro ore.

Assieme a Cannes, Berlino e Venezia, il Locarno Film Festival rappresenta una delle manifestazioni di settore più rinomate al mondo per la qualità dei lavori in concorso. Nato nel lontano 1946, negli anni ha accolto opere di mostri sacri del cinema come Kubrick, Fellini, Antonioni e Tarantino.

La Piazza Grandedella cittadina ticinese è anche il cinema all’aperto più grande del mondo. Dal 4 al 14 agosto vi saranno presentate in prima mondiale, internazionale e europea le migliori produzioni cinematografiche di fronte a un pubblico che per ogni singola proiezione può raggiungere gli ottomila spettatori.




Al Premio Lussu Antonio Pavolini presenta “Unframing”, l’industria dei media tra vecchi palinsesti e nuovi algoritmi

CAGLIARI. Perché giornalisti, comunicatori e le altre figure di intermediazione culturale non rispondono più alla loro missione pubblica? Come mai queste professioni non riescono a evolvere oltre la necessità industriale di convogliare la nostra attenzione all’interno di “cornici” ben presidiate?

A queste e altre domande sabato 3 luglio risponderà lo scrittore Antonio Pavolini, che alle 19 presenterà il suo libro “Unframing” al Centro culturale Hermaea in via Santa Maria Chiara 24 a Cagliari-Pirri. L’iniziativa è inserita tra le anteprime per la promozione della lettura del Festival Premio Emilio Lussu – settima edizione, e vedrà dialogare l’autore con la giornalista Manuela Ennas, mentre la serata sarà introdotta da Alessandro Macis, direttore artistico del festival e presidente dell’associazione culturale L’Alambicco (che organizza l’evento).

Pavolini è impegnato da diversi anni nell’esplorazione dei nuovi trend e modelli di business dell’industria dei media. In “Unframing”, il cui sottotitolo è “Come difendersi da chi può stabilire cosa è rilevante per noi”, l’autore e conduttore radiofonico ricorda come occorra individuare nuovi modelli economici per remunerare l’industria dei media, sempre più costretta a obbedire a un vincolo di business che sta producendo danni irreparabili: la necessità di attrarre i nostri occhi (e liberare i nostri dati) verso la pubblicità. Ciò condiziona in modo decisivo la scelta dei temi da approfondire e il frame con cui vengono narrati i fatti.

In questa visione i vecchi palinsesti e i nuovi algoritmi stanno sempre più imprigionando i fruitori delle notizie: “Siamo in una “ruota del criceto” e dobbiamo capire tutti insieme, dai decisori ai consumatori, come venirne fuori”. Se non si attuerà un’inversione di tendenza, a dover correre ai ripari saranno proprio i fruitori di contenuti, imparando da soli a “rompere la cornice”.

La manifestazione è svolta in collaborazione con l’associazione culturale Hermaea e la casa editrice Ledizioni e gode del sostegno della Regione Autonoma della Sardegna. Partner dell’evento sono l’associazione La macchina cinema, Libreria Mieleamaro, BookCiak Magazine e Unica Radio.




Corpi in Movimento, nel nord-Sardegna ritorna il festival della danza

SASSARI. Le movenze dei corpi al tramonto tra i colori mozzafiato del crepuscolo sull’orizzonte di Capocaccia. Il festival della danza “Corpi in movimento” prende il via giovedì 1 luglio in un palcoscenico d’eccezione come la spiaggia di Porto Ferro, per portare in scena le magistrali esibizioni offerte dagli artisti di Borderline.

Alle 21.30, la compagnia campana presenterà ben due spettacoli. Il primo è Matricola 0541, una performance nata dalle coreografie e la danza di Luigi Aruta, alla ricerca del vocabolario motorio umano nell’indagare il tempo che separa uno studente da un esame. Frutto di un’analisi su un campione di cinquanta studenti delle università italiane, il lavoro evidenzia alcune tra le più buffe “strategie” adottate per la sopravvivenza, come la frenesia, l’agitazione, il dondolio, il prurito e la sudorazione.

Il secondo momento è DependEsports, un progetto coreografico ideato ed eseguito da Antonio Formisano, che racconta il malessere derivato dall’uso dei videogames. Dal primo fascino oscuro nella relazione con il computer di gioco si arriva all’immersione totale nella realtà virtuale e la deriva nella dipendenza.

Borderline in DependEsports

Sono ben undici gli spettacoli coreutici nel calendario 2021 del festival organizzato dall’associazione Danezeventi di Sassari, che ormai da diciotto edizioni dà spazio nei teatri, nelle piazze e in altre suggestivi set del nord Sardegna alle più importanti compagnie italiane e internazionali. Quest’anno tutti gli appuntamenti si terranno alle 21.30 nelle diverse location del comune di Sennori e sulla rinomata spiaggia sassarese.

Il festival è sostenuto dal Mic, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna. Un progetto così esteso ed esperienziale è stato possibile grazie alla tenacia di tutti gli organizzatori e alla collaborazione della cooperativa Piccoli Passi, del Baretto di Porto Ferro, del Comune di Sennori, del Comune di Sassari e della Comes.

Il programma. Sabato 3 luglio la Spellbound Produzioni presenta nell’Ex Cava di Tufo di Sennori lo spettacolo “Nel Tempo”. Il 4 luglio la Compagnia Danza Estemporada presenta “Humanesses” al Teatro Verdi di Sassari. Il 5 luglio a Sennori il performer Davide Valrosso propone “Cinque danze per il futuro”. Il 7 luglio la Fattoria Vittadini di Milano, in coproduzione con la sassarese Danza Estemporada porterà nel pittoresco scenario dell’Ex Cava di tufo lo spettacolo “OMOS – noi non siamo uguali”, ideato e realizzato da Riccardo Olivier.

Sempre la Fattoria Vittadini il 10 luglio a Porto Ferro si esibirà in “iLove”. Il 12 luglio all’Ex Cava sarà la volta della compagnia fiorentina Versilia Danza con l’opera “Verso la luce”. Stessa location il 13 luglio per la compagnia pugliese Res Extensa che presenterà “Non tutti sanno che…”, mentre il 14 Ariella Vidach Aiep con “Elle_live solo” riporterà il festival sulla spiaggia di Porto Ferro, dove il 20 luglio la premiata compagnia sarda Asmed Balletto di Sardegna presenterà “Welcome TU Italy”.

Gli ultimi tre spettacoli si svolgeranno in tre diversi palcoscenici di Sennori. Il 23 luglio nell’Ex cava con il “Soirée Russe” della celebre compagnia romana Daniele Cipriani Entertainment, il 27 luglio alla Biblioteca comunale con “Discobox” di Fabritia D’Intino per la compagnia Chiasma e il 28 luglio il festival chiuderà in bellezza in Casa Sisini, con Salvo Lombardo che assieme a Chiasma presenterà per la prima volta in Sardegna “Alone In The Multitude”.




Virginia Spallarossa, la classe e l’eleganza sul palcoscenico di “Primavera a Teatro”

Lo spettacolo “White paper” della compagnia Déjà Donné ha incantato il pubblico del Centro culturale di Sennori

Il prossimo e ultimo appuntamento del festival si terrà martedì 29 giugno con “Pari intervallo” della compagnia campana Borderline Danza

SENNORI. Eleganza, classe e capacità di evocare suggestioni con rara naturalezza dei movimenti. Con il suo “White Paper” Virginia Spallarossa ha saputo incantare il pubblico di “Primavera a Teatro” a Sennori come le grandi artiste sanno fare.

Una composizione in solo della compagnia Déjà Donné in cui non è stato offerto agli spettatori niente di didascalico, solo magnetismi evocativi per dare modo a chiunque di intuire ed elaborare a proprio modo le suggestioni dell’opera.

Il lavoro è il seguito della prima parte inaugurata lo scorso anno proprio sul palcoscenico del Centro Culturale del paese della Romangia. L’universo luminoso legato al candore infantile lascia ora spazio a una seconda parte piuttosto dark. Le coreografie, le luci e il costume giocano sul doppio ruolo bambino-adulto, due mondi che si incontrano e si scontrano e quindi comunicano in modo molto forte.

Nell’evoluzione drammaturgica, i semi presenti nelle mani della danzatrice sono cresciuti e sono diventati un albero che ricopre il volto dalla protagonista, a simboleggiare la crescita e la continuità della vita.

“Da qualche anno ho smesso di esibirmi mostrando la faccia – ha spiegato Virginia Spallarossa – è una scelta poetica precisa alla ricerca di un modo diverso di essere in scena. Così non rappresento più tanto me stessa ma una maschera neutra e universale”. Spallarossa si è intrattenuta due giorni tra Sassari e Sennori per partecipare alle “residenze” artistiche in un proficuo laboratorio di confronto culturale con numerosi appassionati del genere.

Il prossimo e ultimo appuntamento del festival si terrà martedì 29 giugno alle 20.30 al Centro culturale di Sennori con “Pari intervallo” della compagnia campana Borderline Danza, che porterà in scena i danzatori-autori Luigi Aruta e Antonio Formisano, per la direzione coreografica e la regia di Claudio Malangone. Il progetto nasce come sequel del Canto di Orfeo nella visione letteraria di Cesare Pavese.

La rassegna “Primavera a Teatro” è diretta da Livia Lepri ed è organizzata dall’associazione danza Estemporada di Sassari con il patrocinio e il sostegno del Mic, della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e del Comune di Sennori. È possibile prenotarsi contattando il numero 3202135900.




Al Festival Lussu le storie di Casa Emmaus: Luca Mirarchi presenta “Nessun destino è segnato”

Sabato 26 giugno al centro culturale Hermaea di Cagliari-Pirri la prima anteprima in presenza della VII edizione del festival dopo l’emergenza covid

L’autore dialoga con il direttore artistico Alessandro Macis

CAGLIARI. Non esiste una vita che non si possa recuperare. Su questo principio si fonda “Nessun destino è segnato. Le storie di Casa Emmaus”, il libro di Luca Mirarchi (Alfa Edizioni, 2021) che sabato 26 giugno sarà presentato alle 19 al centro culturale Hermaea in via Santa Maria Chiara 24 a Cagliari-Pirri, tra le anteprime per la promozione della lettura del Festival Premio Emilio Lussu. Sarà il primo incontro in presenza dopo l’emergenza covid per questa settima edizione del festival, che quest’anno ha già posto in essere numerose importanti iniziative online.

Casa Emmaus è un’associazione di volontariato che in trentadue anni di attività ha rappresentato un luogo di rinascita e una grande famiglia per circa seimila persone. Il libro di Mirarchi, giornalista e scrittore alla sua prima esperienza letteraria, fotografa questa realtà unica in Sardegna attraverso le voci e le storie dei suoi protagonisti.

Uomini e donne, ragazze e ragazzi con problemi di dipendenza o di natura psichiatrica, affetti da disturbi dell’alimentazione o migranti dalla Siria e dall’Africa raccontano in prima persona la loro esperienza durante il percorso comunitario. Altri spiegano come hanno ricominciato a vivere, e quale sia stato l’apporto dei familiari. Ne parlano i responsabili delle diverse strutture e i membri delle équipe multidisciplinari che ogni giorno si impegnano per ottenere anche un piccolo cambiamento. A Casa Emmaus la porta è sempre aperta per chi ha bisogno di aiuto.

Nel corso della presentazione, l’autore dialogherà con Alessandro Macis, direttore artistico del festival e presidente dell’associazione culturale L’Alambicco. La manifestazione è svolta in collaborazione l’associazione culturale Hermaea e gode del sostegno della Regione Autonoma della Sardegna. Partner dell’evento sono l’associazione La macchina cinema, Libreria Mieleamaro, BookCiak Magazine e Unica Radio.




Al Festival Lussu storie di eroi dimenticati: Marisa Salabelle presenta “Gli ingranaggi dei ricordi”

Martedì 15 giugno nuova anteprima online per la promozione della lettura

L’autrice esporrà il volume di Arkadia con la giornalista Manuela Ennas

CAGLIARI. Sullo sfondo della seconda guerra mondiale, tre storie tra Cagliari, Olbia e Roma raccontano di eroi dimenticati, capaci di sopravvivere agli orrori di un conflitto immane. È questo il filo conduttore del volume “Gli ingranaggi dei ricordi” di Marisa Salabelle (edito da Arkadia), che martedì 15 giugno alle 18.30 sarà presentato tra le anteprime per la promozione della lettura del Festival Premio Emilio Lussu – VII Edizione.

Una presentazione online che vedrà l’autrice del libro dialogare con la giornalista Manuela Ennas. L’iniziativa è svolta in collaborazione con il festival gemellato Trame d’Estate – IX edizione, ed è organizzata dall’associazione culturale L’Alambicco con il sostegno della Regione Sardegna e del Cisesg – Centro Studi Sirio Giannini.

Marisa Salabelle è nata a Cagliari e vive a Pistoia dal 1965. È laureata in Storia all’Università di Firenze e ha frequentato il triennio di Studi teologici al Seminario vescovile del capoluogo toscano. Dal 1978 al 2016 ha insegnato nella scuola italiana. Nel 2015 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, “L’estate che ammazzarono Efisia Caddozzu” (Piemme), con cui ha ottenuto significativi riconoscimenti, finalista all’edizione 2016 del premio “La Provincia in Giallo”. Ha collaborato con le riviste online “Vibrisse”, “Nazione Indiana”, “Scrittori in causa”, “perUnaltracittà”. Nel giugno 2019 ha pubblicato il suo secondo romanzo, L’ultimo dei Santi (Tarka).

L’evento culturale può essere seguito sul canale facebook del Premio Lussu all’indirizzo https://www.facebook.com/FestivalPremioLussu, e sui canali youtube https://www.youtube.com/channel/UC0hWbPUCIRhicZFfeUeqiVQ e https://www.youtube.com/channel/UCWrudh4w9MRVhsK2ux0Xx1A.

Partner dell’evento sono l’Associazione La macchina cinema, l’Associazione Hermaea, Libreria Mieleamaro, BookCiak Magazine e Unica Radio.




Premio Lussu alla scoperta del Collodi giornalista

Giovedì 10 giugno nuova anteprima online del festival con la presentazione del volume “Carlo Collodi. Articoli di costume”, a cura di Castillo e Randaccio

L’opera inaugura la pubblicazione di una parte degli articoli giornalistici scritti dall’autore di “Pinocchio” in oltre quaranta anni di carriera

CAGLIARI. Chi non ricorda la figura di Carlo Lorenzini, detto Collodi, l’autore italiano più letto nel mondo, celebre per aver scritto “Le avventure di Pinocchio”. Non tutti sanno che era anche un prolifico giornalista. Per approfondire questo aspetto poco noto dello straordinario scrittore toscano, giovedì 10 giugno alle 17, il Festival Premio Emilio Lussu – VII edizione propone tra le sue anteprime in diretta streaming la presentazione del volume “Carlo Collodi. Articoli di costume”, Giunti editore 2021, a cura di Fernando Molina Castillo e Roberto Randaccio con prefazione di Nanni Delbecchi.

L’incontro online vedrà i curatori dialogare e confrontarsi con la presidente della Fondazione Carlo Collodi, Daniela Marcheschi. L’iniziativa, che è svolta in collaborazione con il festival gemellato Trame d’Estate – IX edizione, è organizzata dall’associazione culturale L’Alambicco con il sostegno della Regione Sardegna e del Cisesg – Centro Studi Sirio Giannini, in collaborazione con la Fondazione Nazionale Carlo Collodi.

L’opera inaugura la pubblicazione di una parte degli articoli giornalistici scritti da Collodi in oltre quaranta anni di carriera. In particolare sono stati selezionati, tra le centinaia di titoli, quelli cosiddetti “di costume”, ossia quelli che trattano della società italiana e toscana, e fiorentina in particolare, i quali descrivono, attraverso l’analisi ironica della caricatura letteraria, figure sociali e tipi umani, ne individuano difetti e pregi, e inoltre osservano usi e costumi degli italiani a partire dal complesso periodo risorgimentale fino all’Italia unita, con tutte le speranze, le prospettive e le contraddizioni che la penna pungente di Collodi descriveva sulle pagine dei giornali dell’epoca. Molti di questi articoli sono inediti al vasto pubblico e anticipano gli altri volumi dell’Edizione Nazionale in cui saranno contenuti gli articoli di “critica teatrale” e di “satira politica”.

Il volume è il quinto del secondo tomo dell’Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, un progetto culturale che nasce sotto l’egida della Fondazione Nazionale Carlo Collodi. L’Edizione Nazionale, guidata e animata alla sua presidente, la professoressa Daniela Marcheschi, con la sua iniziativa intende dare il giusto riconoscimento all’importante ruolo di questo scrittore nella storia della letteratura italiana.

L’evento culturale può essere seguito sul canale facebook del Premio Lussu, all’indirizzo https://www.facebook.com/FestivalPremioLussu,

e sui canali YouTube https://www.youtube.com/channel/UC0hWbPUCIRhicZFfeUeqiVQ

https://www.youtube.com/channel/UCWrudh4w9MRVhsK2ux0Xx1A .

Partner dell’evento sono l’Associazione La macchina cinema, l’Associazione Hermaea, Libreria Mieleamaro, BookCiak Magazine e Unica Radio.




XXXIV festival Time in Jazz • Comunicato stampa • Al via lunedì 17 maggio su Vivaticket la prevendita degli abbonamenti.

Al via lunedì 17 maggio su Vivaticket la prevendita degli abbonamenti
per la trentaquattresima edizione del festival Time in Jazz diretto da Paolo Fresu,
in programma dal 7 al 16 agosto a Berchidda (Ss) e in altri centri del nord Sardegna. 
In vendita anche i biglietti per il concerto a L’Agnata in omaggio a De André .
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Al via le prevendite per la trentaquattresima edizione di Time in Jazz, il festival ideato e diretto da Paolo Fresu, in programma dal 7 al 16 agosto a Berchidda (Ss) e in altri centri e località del nord Sardegna

Da lunedì 17 maggio si possono acquistare su Vivaticket gli abbonamenti per i concerti in cartellone nella Piazza del Popolo Berchidda (i biglietti saranno invece posti in vendita più avanti): 100 euro il prezzo intero per l’ingresso alle cinque serate, ridotto a 90 per gli spettatori sopra i 65 anni, gli studenti universitari e i soci di Time in Jazz.

Apre la serie di concerti sul “palco centrale” del festival, l’11 agosto, proprio Paolo Fresu con Heroes, il suo tributo a David Bowie che lo vede affiancato dalla cantante Petra MagoniGianluca Petrella al trombone e all’elettronica, Francesco Diodati alla chitarra, Francesco Ponticelli al basso e Christian Meyer alla batteria. Giovedì 12 riflettori puntati su un altro trombettista, Avishai Cohen, stella del jazz israeliano, alla testa del suo gruppo elettrico Big Viciousvenerdì 13 torna in scena Gianluca Petrella, stavolta con la sua Cosmic Renaissance, ovvero Mirco Rubegnialla tromba, Francesco Ponticelli al basso, Federico Scettri alla batteria e Simone Padovani alle percussioni; sabato 14 spazio a un protagonista della canzone d’autore italiana, Fabio Concato, accompagnato dal trio del pianista Paolo Di Sabatino, con Marco Siniscalco al basso e Glauco Di Sabatino alla batteria; domenica 15, gran finale in Piazza del Popolo per la tradizionale festa di Ferragosto con una produzione originale di Time in Jazz: a guidare le danze il batterista Nanni Gaias col suo quartetto (Jim Solinas all’Hammond, piano e synth, Giuseppe Spanu alla chitarra, Pier Piras al basso) e con la partecipazione del duo blues Don Leone e del chitarrista tuareg Bombino

Lunedì (17 maggio) si apre anche la prevendita dei biglietti per un evento immancabile di Time in Jazz: il concerto con cui il festival fa visita anche quest’anno a L’Agnata, la tenuta nei pressi di Tempio Pausania che fu la dimora in Sardegna del grande Fabrizio De André; protagonista, il 9 agosto, il duo Musica Nuda della cantante Petra Magoni con il contrabbassista Ferruccio Spinetti. Il biglietto, a 20 euro, dà diritto all’accesso con posto a sedere sul prato de L’Agnata, dove il limite massimo di capienza è di trecento spettatori

Nel rispetto delle misure anti-Covid, si potrà accedere ai concerti solo con biglietto o abbonamento digitali, scaricabili su smartphone e da esibire all’ingresso, per garantire la possibilità di osservare il distanziamento interpersonale, di evitare gli assembramenti all’ingresso e il contatto fisico con il biglietto cartaceo. Come già l’anno scorso, i concerti per i quali è previsto invece l’ingresso gratuito, saranno a numero chiuso e conprenotazione obbligatoria: i voucher, senza i quali non sarà possibile accedere alle aree concerti, si potranno prenotare a partire dal 20 luglio, sempre sui canali VivaTicket.

Per informazioni, la segreteria di Time in Jazz risponde al numero 320 38 74 963 e allindirizzo di posta elettronica [email protected]. Aggiornamenti e altre notizie sono disponibili sul sito www.timeinjazz.it e alla pagina www.facebook.com/timeinjazz.

La trentaquattresima edizione del festival Time in Jazz è organizzata dall’omonima associazione culturale con il sostegno dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero della Cultura, della Comunità Montana Monte Acuto e delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri coinvolti nel festival, con il contributo di Fondazione di SardegnaGruppo UnipolBanco di SardegnaCorsica Ferries–Sardinia FerriesFondazione Raul Gardini e Novamont, e con la collaborazione di ArboreaRau Arte Dolciaria, distilleria Lucrezio R.GeasarConsorzio Porto RotondoScuola Holden e Qobuz. Media partner Radio Monte Carlo, radio ufficiale del festival, Spotify e Spreaker. Time in Jazz fa parte dell’Associazione I-Jazz, del Sardinia Jazz Network, del progetto GreenFEST e di Jazz Takes The Green, la rete dei festival jazz ecosostenibili




XXIII Dromos Festival • Comunicato stampa • Noa in concerto a Oristano il 3 agosto. Biglietti in prevendita.

Comunicato stampa del 7 maggio 2021
Noa in concerto a Oristano il 3 agosto.
La cantante israeliana ospite del ventitreesimo festival Dromos.
Biglietti in prevendita.
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Altra importante anticipazione sul ventitreesimo festival Dromos, in programma tra fine luglio e metà agosto a Oristano e in vari altri centri della sua provincia: dopo Niccolò Fabi, atteso a Fordongianus l’8 agosto, il cartellone della manifestazione – che verrà presentato a breve – si arricchisce della prestigiosa partecipazione di Noa; la cantante israeliana di origine yemenita (ma anche compositrice, percussionista, oratrice e attivista internazionale), sarà in concerto martedì 3 agosto a Oristano nella cornice di piazza Duomo, sullo stesso palco che nelle recenti edizioni del festival ha accolto altre voci prestigiose, come quelle di Gregory Porter, Dee Dee Bridgewater e Fiorella Mannoia.

biglietti si possono acquistare online e nei punti vendita del circuito BoxOffice al prezzo di trenta euro (più diritti di prevendita). Posti a sedere limitati e distanziati, secondo le norme anti-covid. Per informazioni, la segreteria del festival Dromos risponde ai numeri 0783310490 e 3348022237 e all’indirizzo di posta elettronica [email protected]. Il concerto è organizzato con il contributo del Comune di Oristano e della Fondazione Oristano, con la collaborazione dell’Antiquarium Arborense e grazie alla gentile concessione dello spazio di Piazza del Duomo da parte dellArcidiocesi di Oristano.



Tra le figure più acclamate e rappresentative in Israele, Noa, al secolo Achinoam Nini, sarà affiancata dal chitarrista Gil Dor – una collaborazione, la loro, che dura da ben trentun anni – per presentare il suo ultimo progetto discografico, il primo in chiave interamente jazz: “Afterallogy“, registrato durante i mesi di lockdown nello studio casalingo della cantante israeliana e pubblicato lo scorso 30 aprile, con presentazione ufficiale avvenuta l’indomani in diretta streaming dall’aeroporto di Tel Aviv. Insieme a Noa (voce e percussioni) e Gil Dor(chitarra e direzione musicale) nel concerto di Oristano, una sezione ritmica formata da Or Lubianiker al basso elettrico e Gadi Seri alle percussioni.

Afterallogy” si presenta come un regalo per chi ama la vita, la musica e l’amicizia, un lavoro che suggella lo speciale sodalizio artistico di Noa e Gil Dor attraverso una raccolta di preziosi standard attinti dal vasto repertorio dell’American Songbook, come My Funny ValentineAnything GoesLush LifeEvery Time We Say Goodbye, tra gli altri; canzoni che fanno parte delle radici musicali dell’artista nativa di Tel Aviv (Noa è vissuta e cresciuta a New York dall’età di due anni fino ai diciassette), e che lei reinterpreta sapientemente e delicatamente, con l’inconfondibile e personale stile che la caratterizza, seguendo semplici linee vocali, nel profondo rispetto dell’essenza di ogni brano.

«Io e Gil ci siamo conosciuti nell’ottobre 1989, alla Rimon School of Jazz and Contemporary Music di Ramat HaSharon, in Israele» ricorda Noa: «Ero una studentessa appena uscita dall’esercito. Gil era il direttore accademico, un co-fondatore e venerato insegnante. Era anche considerato uno dei migliori musicisti israeliani, in grado di suonare tutto ma specializzato in jazz. Fin dal primo giorno a scuola, venendo dagli Stati Uniti e avendo familiarità con il repertorio jazz / Broadway standard, sono stata immediatamente etichettata come “cantante jazz”, anche se non mi sono mai considerata tale. (…) Ma, ovviamente, essendo cresciuta a New York parlavo correntemente l’inglese ed ero immersa in tutta la straordinaria cultura che la grande città aveva da offrire. L'”American Songbook” degli standard jazz era una mia radice musicale essenziale e immergermi in essi era naturale per me quanto esplorare le mie radici ebraiche o yemenite. Il mio obiettivo era, allora come oggi, solo quello di “fare bene” con questi straordinari pezzi di musica … accentuando la loro grandezza con umiltà, da un punto di vista personale, rispettoso e amorevole».

Noa e Gil Dor hanno tenuto il loro primo concerto insieme nel febbraio del 1990, quando la cantante era appena ventenne. Nel corso degli anni successivi, i due hanno esplorato diversi territori musicali, scritto ed eseguito centinaia di canzoni, lavorando con formazioni e organici differenti, dal trio acustico all’orchestra sinfonica; tre decenni scanditi da sedici album insigniti dalla critica, da centinaia di concerti in tutto il mondo, apparizioni su alcuni dei palchi più importanti e prestigiosi, come la Carnegie Hall e la Casa Bianca, e davanti a tre Papi. 

«Poi è arrivato il 2020 e il Covid-19 ci ha colpito tutti come uno schiaffo in faccia» racconta ancora Noa: «I tour sono stati cancellati, i teatri hanno chiuso i battenti, gli aeroporti sono stati deserti, la paura e l’incertezza sono penetrate nei cuori di milioni di persone in tutto il mondo (…). Dopo alcune settimane ad annaspare e cercare di orientarci, Gil e io decidemmo che era giunto il momento di registrare quell’album jazz che abbiamo sentito dentro di noi per tutti quegli anni (…). Sono fortunata ad avere uno studio nel seminterrato di casa mia, uno spazio meraviglioso con pareti blu, strumenti colorati, pavimenti in legno e luce solare dal giardino inglese su entrambi i lati della control room. Sono anche fortunata che Gil, oltre a suonare, arrangiare ed essere generalmente brillante, abbia imparato da solo a lavorare in studio come un ingegnere professionista. E così, attraverso un blocco dopo l’altro, lentamente e amorevolmente, tra le sessioni di zoom dei miei figli e i bollettini preoccupanti (…) abbiamo registrato. (…) A volte suonavamo una canzone trenta volte. A volte tre. Qualunque cosa ci sia voluta, per portarla in quel luogo che non può essere descritto, solo sentito. Quel momento in cui il cielo si apre e non esiste nient’altro che musica e luce. (…) E “Afterallogy” è nato. Spero che vi piacerà».

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All’indirizzo  si può vedere e ascoltare la registrazione del concerto di anteprima di “Afterallogy” dello scorso 1 maggio. Qui, invece, un’intervista sul disco con Noa e Gil Dor (in inglese con sottotitoli in italiano): .

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