Nuova Anteprima al Festival Premio Lussu: Claudio Piersanti presenta “Quel maledetto Vronskij”

Il libro edito da Rizzoli sarà presentato il 30 aprile in diretta streaming sulla pagina facebook e sui canali youtube del Festival Premio Emilio Lussu e del Centro Studi Sirio Giannini

L’evento è gemellato con la IX edizione del Festival Trame d’Estate di Seravezza

CAGLIARI. Con la presentazione del volume “Quel maledetto Vronskij” di Claudio Piersanti, venerdì 30 aprile alle 17,30, in diretta streaming tramite collegamento remoto proseguono le anteprime del Festival Premio Emilio Lussu – VII edizione di Cagliari, gemellato con il Festival Trame d’Estate IX edizione di Seravezza.

Noto scrittore e sceneggiatore italiano, per lungo tempo Piersanti ha svolto attività di giornalista scientifico. Nei suoi romanzi ritrae la quotidianità di uomini e donne comuni alle prese con il malessere sociale e la solitudine. Con una sua scrittura asciutta e quasi cruda ne aggira il pudore cogliendoli nella profondità dei sentimenti.

Quest’ultima fatica letteraria, edita nel 2021 da Rizzoli, racconta l’amore dei coniugi Giulia e Giovanni, un amore fatto di cose minime e di calma apparente. Però la vita non è un romanzo e procede per strappi lievi e imprevedibili. Così la donna scompare nel nulla ed il marito si ritrova naufrago in una casa improvvisamente vuota.

L’evento culturale è organizzato dall’associazione culturale L’Alambicco e dal Cisesg – Centro Studi Sirio Giannini, in collaborazione con la casa editrice Rizzoli. I due festival da alcuni anni svolgono insieme le attività di promozione della lettura, e nel corso dell’anno realizzano diverse anteprime che, a causa dell’emergenza epidemiologica, al momento sono effettuate in diretta sul canale facebook del Premio Lussu, all’indirizzo https://www.facebook.com/FestivalPremioLussu,

e sui canali YouTube https://www.youtube.com/channel/UC0hWbPUCIRhicZFfeUeqiVQ

https://www.youtube.com/channel/UCWrudh4w9MRVhsK2ux0Xx1A

A dialogare con l’autore Claudio Piersanti sarà il direttore artistico del Festival Premio Emilio Lussu, Alessandro Macis e Isabella Belcari del Cisesg Centro Studi Sirio Giannini.

Dopo le diverse anteprime, il Festival Lussu si svolgerà a Cagliari dall’1 al 6 ottobre mentre il Trame D’estate si terrà nella città di Seravezza nel mese di agosto. Partner dell’evento sono l’Associazione La macchina cinema, l’Associazione Hermaea, la Libreria Mieleamaro, BookCiak Magazine e Unica Radio.




Il 6 aprile al Lussu “Il grande cerchio” di Whitehead: un inedito per l’Italia della Arcoiris Edizioni

Nuove Anteprime online per la promozione della lettura: la presentazione in diretta streaming sarà rivolta al pubblico sulla piattaforma StreamYard, sulle pagine fb Festival Premio Emilio Lussu e Centro Studi Sirio Giannini e sul canale YouTube Centro Studi Sirio Giannini

CAGLIARI. “Il grande cerchio” di Henry St. Clair Whitehead del 1932 è un racconto inedito in Italia, opera di uno dei padri del weird classico, ora proposta dalla Arcoiris Edizioni per la collana La Biblioteca di Lovecraft.

Il 6 aprile 2021, alle 17, il volume sarà presentato nel corso della nuova anteprima per il festival Premio Emilio Lussu, organizzato dall’associazione culturale L’Alambicco di Cagliari edal Cisesg – Centro Studi Sirio Giannini di Seravezza, in virtù del gemellaggio siglato nel 2018 per proporre in sinergia attività di promozione della lettura.

L’evento sarà fruibile online nella pagina facebook del Festival Premio Emilio Lussu e sul canale youtube del Centro Studi Sirio Giannini, oltre che sulla piattaforma StreamYard.

All’appuntamento culturale parteciperanno i curatori dell’opera Jacopo Corazza e Gianluca Venditti, in compagnia del traduttore Diego Bertelli e dello scrittore e sceneggiatore Massimo Spiga, che coordinerà l’incontro. I saluti iniziali sono affidati al direttore artistico del Festival Lussu, Alessandro Macis, e alla direttrice artistica del Festival Trame d’Estate, Chiara Tommasi.

Henry S. Whitehead è stato un ministro episcopale e autore di numerosi romanzi horror e fantasy, ed è considerato culturalmente importante per l’introduzione, attraverso le sue storie, del voodoo nella cultura popolare.

Nella visione del noto scrittore statunitense Lovecraft, il lavoro di Whitehead si mostra ammirevole, come “strana finzione di un tipo sottile, realistico e silenziosamente potente”, in particolare riguardo alla storia “The Passing of a God”, forse apice del suo genio creativo. L’edizione italiana de “Il grande cerchio” è illustrata e impreziosita dalle tavole di Michele Carnielli, aperta da una ricca introduzione di Walter Catalano.




“Passeggiando con Alberto Arbasino” e “Le nevi di Gobetti”: il 22 e 23 marzo le nuove anteprime del Premio Lussu

Le proposte editoriali saranno presentate in diretta streaming

CAGLIARI. A un anno dalla morte di Alberto Arbasino, il Festival Premio Emilio Lussu omaggia lo scrittore, giornalista, poeta, critico teatrale e politico italiano nativo di Voghera con la presentazione di un volume dedicato alla sua vita e ai suoi scritti. Il 22 marzo alle 17 in diretta streaming in collegamento remoto sarà presentato il libro “Passeggiando con Alberto Arbasino”, incontro al quale farà seguito, il 23 marzo alle 18, la presentazione de “Le nevi di Gobetti” di Bruno Quaranta, un tributo a uno dei primi grandi avversari di Mussolini e del mussolinismo.

Due eccezionali anteprime per il festival organizzato dall’associazione culturale L’Alambicco di Cagliari edal Cisesg – Centro Studi Sirio Giannini di Seravezza (in virtù del gemellaggio siglato nel 2018 per svolgere insieme numerose attività di promozione della lettura) e in collaborazione con il progetto Letture di traverso ideato dalla Cooperativa letteraria di Torino.

Al primo appuntamento culturale parteciperanno la curatrice dell’opera, Elisabetta Balduzzi, Clelia Martignoni dell’università di Pavia, lo scrittore Guido Conti, Alessandro Viti del Cisesg Centro Studi Sirio Giannini, il direttore artistico del festival Lussu, Alessandro Macis e la direttrice artistica del Festival Trame d’Estate, Chiara Tommasi.

Con questo libro, alcuni amici vogheresi hanno reso omaggio all’amico Nino Alberto, come veniva chiamato affettuosamente. Oltre a saggi e testimonianze inedite, la monografia raccoglie, per la prima volta, alcuni testi del giovane Arbasino, come La traviata pubblicata sul numero unico “Copricorno” del 1956, e articoli pubblicati su “Il Giornale di Voghera”, oltre ad interviste e articoli scelti che raccontano il suo
rapporto con la città, la sua incredibile abilità tecnica e l’impegno civile che sottende a tutta la sua opera

L’evento sarà fruibile online nella pagina facebook del Festival Premio Emilio Lussu e sul canale youtube del Centro Studi Sirio Giannini.

Il secondo appuntamento culturale, il 23 marzo alle 18, accoglierà il giornalista Bruno Quaranta per raccontare “Le nevi di Gobetti”, un libro che ripercorre gli ultimi giorni di vita del prodigioso e indimenticabile intellettuale, scomparso esule a Parigi nel 1926, neanche venticinquenne, a sole due settimane dalla sua partenza da Torino. A dialogare con l’autore saranno Caterina Arcangelo, presidente del Cisle e direttore della rivista FuoriAsse, lo scrittore Guido Conti e Alessandro Macis, direttore artistico del Lussu.

Sarà l’occasione per disegnare la biografa intellettuale di Gobetti attraverso le figure che gli furono accanto come maestri e amici: da Luigi Einaudi a Carlo Levi, da Felice Casorati a Francesco Ruffini, da Natalino Sapegno a Luigi Salvatorelli, da Antonio Gramsci a Gaetano Salvemini.

L’iniziativa è organizzata da L’Alambicco assieme ai partner torinesi Cooperativa letteraria, Cisle e la rivista FuoriAsse nell’ambito del progetto Letture di traverso

L’evento sarà fruibile online nella pagina fb del Festival Premio Emilio Lussu, nella pagina fb Cooperativa Letteraria Official Page e sul canale YouTube di Cooperativa letteraria.




“Alfabeto Simenon” di Alberto Schiavone all’Anteprima del Festival Premio Emilio Lussu 2021

La presentazione del libro tributo all’autore del Commissario Maigret, si terrà il 9 febbraio in diretta streaming sulle pagine social di L’Alambicco e del gemellato Festival Trame D’estate

CAGLIARI. Con la presentazione del volume “Alfabeto Simenon” di Alberto Schiavone, un tributo all’universo di Georges Simenon, il creatore del Commissario Maigret, martedì 9 febbraio alle 17, in diretta streaming in collegamento remoto prendono il via le anteprime del Festival Premio Emilio Lussu – VII edizione.

L’evento culturale dedicato al padre nobile del sardismo, scrittore, politico e tenace antifascista, è organizzato dall’associazione culturale L’Alambicco, ed è gemellato con il Festival Trame D’estate (IX edizione) organizzato dal Cisesg – Centro Studi Sirio Giannini.

I due festival, da diversi anni svolgono insieme le attività di promozione della lettura, e nel corso dell’anno realizzano diverse anteprime che, a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid19, al momento sono effettuate in diretta sul canale facebook del Premio Lussu, all’indirizzo https://www.facebook.com/FestivalPremioLussu, e in differita sui canali youtube delle rispettive manifestazioni: https://www.youtube.com/channel/UC0hWbPUCIRhicZFfeUeqiVQ; https://www.youtube.com/channel/UCWrudh4w9MRVhsK2ux0Xx1A.

A dialogare con l’autore Alberto Schiavone sarà il direttore artistico del Festival Lussu, Alessandro Macis, e la critica cinematografica Elisabetta Randaccio.

Il libro. Pubblicato nell’ottobre 2020 per le edizioni BD, Alfabeto Simenon è un percorso nell’affascinante universo creativo ed esistenziale di uno dei più grandi scrittori del ‘900, Georges Simenon, con le illustrazioni del disegnatore Maurizio Lacavalla.

“Un mosaico, un alfabeto, contenente la vita, le vite, di un maestro della scrittura, dell’esercizio del mestiere di scrittore”, scrive nella prefazione Schiavone. Volume pensato e realizzato con gli stilemi del romanzo a fumetti, composto da ventisei capitoli che ospitano quattordici romanzi, vita privata e percorso artistico del grande scrittore belga. Molto più dell’autore di Maigret. Il libro contiene la postfazione del giornalista Bruno Gambarotta.

Il Festival Lussu 2021 si svolgerà a Cagliari dall’1 al 6 ottobre mentre il Trame D’estate si terrà nella città di Seravezza nel mese di agosto.




Mirtò lancia la nuova edizione del Festival internazionale del Mirto di Olbia. Parte dalla visita in Portogallo l’appuntamento per l’agosto 2021

  Mirtò, Olbia capitale internazionale tra le città del mirto

                 Il festival ambasciatore nel sud del Portogallo

 lancia l’edizione 2021 che punterà sui quartieri storici della città

  L’assessora Serra: “Grande opportunità per i nostri artigiani”

Olbia capitale internazionale delle città del mirto. Un profilo tracciato insieme a Mirtò, il Festival internazionale del Mirto, che ha assunto nel tempo una veste cosmopolita, portando la città, tutta la Gallura e la Sardegna in giro per il mondo nel nome delle sue eccellenze e specialità.

La prima tappa del nuovo viaggio, che porterà al Festival Mirtò 2021, in programma a Olbia dal 17 al 20 agosto prossimi, è stata Portimão, città portuale della regione dell’Algarve, nel sud del Portogallo. Qui si trova l’Autódromo internacional do Algarve, circuito che ha ospitato il Gran Premio di Formula 1 nel 2020, il Motomondiale e altri tra i più importanti eventi motoristici mondiali. Mirtò è stato protagonista durante la presentazione dei primi test motoristici di GT1, GT3 e GT4, con marche importantissime come Lamborghini, Audi, Pirelli. Qui Olbia e la Gallura hanno concluso un gemellaggio con i più importanti produttori di mirto portoghesi. “Stiamo già lavorando per l’edizione di Mirtò del 2022, quando speriamo che le condizioni sanitarie ci consentiranno di portare Mirtò per la prima volta in Portogallo, qui a Portimão, che entrerà a far parte delle città del mirto – spiega Salvatore Pinducciu, vicepresidente dell’associazione Mirtò -. Si tratta di una destinazione conosciuta, per la presenza del circuito, tra i più importanti per la disputa degli sport motoristici e che ospita la prova mondiale di Aquabike. Intanto lavoriamo sull’edizione di quest’anno, dove Olbia avrà il ruolo di capitale del mirto, con Mirtò che tornerà alle origini, valorizzando i quartieri della città, mettendo in luce i più importanti produttori del mirto, puntando poi alla collaborazione con Confartigianato e Confcommercio per mettere in luce le eccellenze locali e aiutare a lanciare start-up innovative del territorio. Il Comune di Olbia ci è sempre stato vicino in questi anni, mentre aspettiamo qualche segnale dall’assessorato regionale al Turismo, che in questi due anni è stato, invece, latitante”.

LE AZIENDE. L’unione di intenti e l’accordo in nome del mirto ha favorito l’incontro tra Mirtò e i più importanti produttori portoghesi nella regione dell’Algarve. Contatti che consentono di portare il nome di Olbia e della Gallura in giro per il mondo nel segno della grande tradizione del mirto. “Noi dell’Algarve abbiamo appreso tecniche di distillazione e composizione di liquori con gli arabi tra il VII e il XII secolo – sottolinea Eduardo Peixinho Reis, produttore del liquore Myr, il mirto portoghese -. L’Algarve aveva allora un sovrano arabo che veniva chiamato “emiro”, talvolta scritto “myr”. Come riconoscimento della nostra storica tradizione nel settore abbiamo creato questo marchio. Nel 2011 abbiamo iniziato a vendere localmente e il nostro primo assaggio è stato infatti il ​​liquore di mirto. È un grande momento nella storia del nostro marchio essere al fianco di tanti produttori e conoscere finalmente il famoso “mirto” sardo. Mirtò, il Festival internazionale del Mirto, per noi è una manifestazione straordinaria, dove la cultura sarda è ben rappresentata. Per i produttori di liquori è magnifico essere trattati e rispettati come veri artisti capaci di sviluppare sapori unici”.

Mirtò nel corso della sua storia ha saputo poi affiancare la grande tradizione del mirto all’artigianato sardo di qualità: quest’anno rinnoveranno ancora il loro connubio all’insegna della tradizione. Un momento fondamentale all’interno della rassegna del Festival internazionale del Mirto, che andrà in scena ad Olbia dal 17 al 20 agosto. L’anno scorso era stato il Museo Archeologico a trasformarsi in un grande showroom che aveva accolto il movimento degli artigiani di Olbia. Mirtò è ormai un marchio trasformatosi in incubatore di eccellenze artigiane, promotore di iniziative e veicolo di marketing per i campioni della manifattura artistica dell’Isola.

Si studiano quindi nuove iniziative per coinvolgere i migliori attori dell’artigianato artistico gallurese e sardo, oltre che i produttori di eccellenza del panorama enogastronomico e le aziende all’avanguardia nella produzione e nei servizi.

IL COMUNE. “Mirtò è stato capace di coinvolgere i quartieri della città, ci ha aiutato a far conoscere zone un po’ più nascoste di Olbia – spiega Sabrina Serra, assessora alla Cultura del Comune di Olbia -. Ho creduto fermamente in questo progetto, che la scorsa estate si è svolto in modo eccellente e nel rispetto di tutte le norme di sicurezza in un periodo difficile a causa della pandemia. Una grande organizzazione e un lavoro importante. La mia speranza è quella di poterlo replicare quest’anno, stiamo iniziando a lavorarci fin da ora”.

Sarà importante rinnovare la collaborazione con la Confartigianato, puntando ancora una volta su un format di successo. “Mirtò rappresenta una vetrina per i nostri produttori di mirto, gli artigiani locali, che grazie al Festival internazionale del Mirto portano i loro marchi e le loro creazioni in tutto il mondo – conferma Sabrina Serra -. Mirtò è una grande risorsa per Olbia e spero di poter confermare la nostra collaborazione in nome del territorio e per portare Olbia nel mondo”.

MUSICA IN SICUREZZA. L’unico grande evento diffuso realizzato nel programma estivo del Comune di Olbia ha superato la prova del Covid-19. Una imponente macchina di sicurezza preventiva, regole severe per il rispetto delle distanze e lo staff di Mirtò coordinato da Giuseppe Fascì, hanno consentito che tutto filasse liscio, garantendo alle persone, con un grande numero di turisti, di divertirsi, conoscere la grande forza dell’enogastronomia della Sardegna, acquistare il mirto negli stand organizzati lungo Corso Umberto e, soprattutto, assistere ai concerti in luoghi suggestivi della città, senza alcun pericolo per la salute. “Siamo stati molto felici che Mirtò, con il supporto del Comune di Olbia, abbia dato ai nostri artisti la possibilità di esibirsi su un palco in un momento molto difficile per il mondo dello spettacolo – sottolinea ancora Sabrina Serra -. Un’opportunità fondamentale davanti alla crisi di tutto il settore, determinata dal blocco delle esibizioni pubbliche provocato dalla pandemia”.




Emigrazione e pastorizia nelle Shetland: due film pionieristici di Jenny Gilbertson presentati on-line dalla regista Shona Main

Nuovi materiali web per il pubblico a distanza della rassegna cinematografica sarda ‘terre di confine filmfestival – XIII edizione’

Jenny Gilbertson Brown

La XIII edizione di terre di confine filmfestival si è conclusa lo scorso ottobre a Solarussa, dopo aver toccato Cagliari e Asuni, ma alcuni materiali originali continuano ad essere offerti al pubblico attraverso il web. L’evento cinematografico organizzato dall’associazione Su Disterru presenta ora online diverse opere della regista scozzese Jenny Gilbertson Brown, una pioniera del documentario attiva a partire dagli anni Trenta. Le opere, con sottotitoli in italiano, sono a cura di un’attenta studiosa di Gilbertson, la regista scozzese Shona Main.

Il primo lungometraggio di Gilbertson, The Rugged Island – A Shetland Lyric, di 56′, è del 1933: una coppia di giovani di un’isola delle Shetland deve decidere se proseguire la dura vita dei crofter (agricoltori/allevatori), oppure emigrare in Australia. La versione online è quella originaria, muta: https://movingimage.nls.uk/film/0991; l’anno successivo, nel 1934, la regista si lasciò convincere a produrne un’altra con il sonoro (voce narrante e musica originale). Qui la presentazione di Shona Main, sottotitolata in italiano: https://vimeo.com/492667153. La tematica ‘restare o emigrare’ ispirò molti registi, tra cui, probabilmente, anche Michael Powell e il suo famoso The Edge of the World (Ai confini del mondo) (UK/1937/88′): a fronte di un pesante impoverimento, la popolazione dell’isola di St. Kilda deve decidere se restare o meno a vivere nell’isola, e organizza una drammatica contesa tra i primogeniti dei rappresentanti delle due diverse fazioni. Il film di Powell in realtà fu girato nell’isola di Foula, nelle Shetland.

Shona Main

La seconda opera di Gilbertson è un cortometraggio muto, In Sheep’s Clothings  (1933), dedicato all’allevamento e alla speciale tosatura (‘rooing’) delle pecore di razza Shetland: https://movingimage.nls.uk/film/1129. La presentazione di Shona Main è visibile qui https://vimeo.com/492664849.

Questi materiali si aggiungono ai due clip già pubblicati, sempre con sottotitoli italiani – Clavel, il documentario di Shona Main sulla vita di un pastore delle Shetland (UK, 30’ – 2013) https://vimeo.com/4L77735775 (quest’ultimo online solo fino al 26 dicembre prossimo) e la sua presentazione ad opera della regista https://vimeo.com/483275613. I film di Jenny Gilbertson sono visibili gratis sul sito ‘Moving Image Archive’ della National Library of Scotland.




Enzo Favata e Marcello Peghin ospiti in Perù dell’edizione on line dell’International Jazz Festival di Lima

Appuntamento a partire dall’una di notte di venerdì 18 dicembre

con il concerto “Secret window”, in streaming sul sito

dell’Instituto Cultural Peruano Norte Americano e su Instagram Live

 

16 dicembre 2020

 

Anche il sassofonista Enzo Favata e il chitarrista Marcello Peghin saranno tra i protagonisti dell’International Jazz Festival di Lima, organizzato nella capitale peruviana dall’Icpna, l’Instituto Cultural Peruano Norte Americano. Il festival, giunto alla sua trentesima edizione, si terrà interamente on line, così come ormai è consuetudine in tutto il mondo a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia. I musicisti sardi saranno in streaming gratuitamente su Instagram Live e sul sito https://cultural.icpna.edu.pe/eventos/ a partire dall’una di notte di venerdì 18 dicembre e proporranno “Secret windows”, un concerto realizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura in Perù.

 

“In attesa di poter incontrare il nostro pubblico dal vivo, la modalità in streaming è l’unica che ci consente di portare la nostra musica in giro per il mondo” spiega Favata. “Siamo felici di poter partecipare al festival di Lima e di continuare la nostra collaborazione con la rete degli Istituti Italiani di Cultura, che da sempre con coraggio sostengono e promuovono nel mondo le espressioni artistiche più interessanti del nostro paese”.

 

Dagli albori delle prime sperimentazioni tra jazz e musica etnica ai palcoscenici internazionali di tutto il mondo, Enzo Favata e Marcello Peghin da oltre vent’anni condividono un’esperienza internazionale che li ha portati al successo, negli corso del tempo con vari progetti musicali, come “Ajo” con Dino Saluzzi, il Quintetto Atlantico e “Voyage en Sardaigne”.

 

Dopo infinite collaborazioni, i due musicisti sardi ritornano dunque sul palcoscenico nella formula che li ha visti iniziare la carriera, il duo. Una formazione difficilissima ed affascinante, dove riprendono con entusiasmo la sperimentazione nella rilettura di alcune pagine famose del loro repertorio spaziando tra jazz etnico, musica latina, danze della Sardegna e del Mediterraneo, in un viaggio sonoro che ha una freschezza inusuale attraverso il sapore di tante storie intime narrate con una maestria di altissimo livello.

 

La seconda parte dell’International Jazz Festival di Lima proporrà in cartellone anche un’intervista ad Andrés Prado, chitarrista jazz peruviano e direttore del Dipartimento di Chitarra Popolare Contemporanea presso la Scuola di Musica dell’Università Cattolica del Perù, un concerto del Shai Maestro Trio, con il pianista accompagnato dal batterista Ofri Nehemya e dal bassista Tal Mashiach, e il concerto finale di Andrés Prado.




Sardinia Film Festival ai nastri di partenza: una XV edizione tutta online dedicata ai giovani

Dal 10 al 15 dicembre nella piattaforma web del sito ufficiale saranno presentati ben sessanta film provenienti da tutto il mondo

In programma tre masterclass dirette da Andrea Paco Mariani, Marco Antonio Pani e Fiorella Giovannelli Amico

Corrado Guzzanti in Stardust

SASSARI. Animazioni, fiction e documentari proventi da tutto il mondo per sessanta film selezionati su ben 3155 pervenuti al festival da almeno ottanta nazioni: dal 10 al 15 dicembre ritorna il Sardinia Film Festival con una XV edizione che in tempi di pandemia si presenta giocoforza online, senza tuttavia tradire lo spirito di un festival internazionale che pone al centro i valori del cinema indipendente.

Tre masterclass tenute Andrea Paco Mariani, Marco Antonio Pani e Fiorella Giovannelli Amico, sul piano della formazione daranno compimento a un ricchissimo contesto in particolar modo dedicato ai giovani.  Basti pensare alla presenza in finale di ventitré registi al debutto, venticinque lavori provenienti da scuole di cinema e una folta partecipazione di autrici. L’età media degli autori è ventotto anni. Previo accredito, l’evento potrà essere seguito integralmente a titolo gratuito sul sito www.sardiniafilmfestival.it.

“Sarà come entrare in una sala cinematografica con la programmazione che cambierà ogni 24 ore – assicura il direttore artistico Carlo Dessì –. I gruppi di corti saranno proposti in loop a cadenza giornaliera”.

L’evento organizzato dal Cineclub Sassari gode del partenariato della Regione Autonoma della Sardegna attraverso gli assessorati alla Cultura e al Turismo, della Sardegna Film Commission e come partner tecnici ha la Open DDB (distribuzioni dal basso) e il Cityplex Moderno.

LE TEMATICHE. Le opere sono tutte in prima visione regionale. Trattano tematiche di forte attualità che vanno dalla vita durante il lockdown alla violenza di genere, ai cambiamenti climatici e il revenge porn, l’infibulazione, il razzismo e le migrazioni. Si parlerà di lavoro e di precariato, devianze minorili, disabilità, diritti negati, conflitti sociali e tutela degli animali.

L’attore Pierpaolo Spollon

GLI ATTORI. Tra i protagonisti si leggono nomi di spicco del cinema e della fiction italiana che amano mettersi in gioco anche nel cortometraggio. Nomi come quelli di Miriam Leone, Corrado Guzzanti, Ivano Marescotti, Pierpaolo Spollon e Luciana De Falco.

FICTION. Per la sezione Fiction, le opere in concorso sono ventisei (undici italiane). Tra queste trovano spazio “L’Attesa”, sull’angoscia generata dal terrorismo in una Londra dei giorni nostri; “I’m nacked” sul fenomeno tristemente attuale del revenge porn; quindi “Lo Schiacciapensieri” che mette a nudo le problematiche della disabilità. Poi il coreano “Hands and wings, sul problema della vita sessuale nei disabili.

ANIMAZIONE. Le Animazioni in concorso sono ventiquattro (quattro italiane). Tra le più curiose è da segnalare Migrants, in cui due orsi polari costretti all’esilio a causa del riscaldamento globale, incontrano orsi bruni lungo il loro viaggio, con i quali cercano di convivere.

DOCUMENTARIO. Per la sezione Documentario, con “Mamapara” si entra subito nella dimensione della povertà in un luogo remoto del mondo, una città peruviana in cui vive un’analfabeta di origine quechua che vende caramelle da più di vent’anni. “The Bush School” ci porta invece In Liberia, dove la mutilazione genitale femminile è legale e praticata come iniziazione a una società segreta di sole donne. “Los dias che pasan” è un lavoro incentrato sul lockdown, attraverso la visione di un bambino che trascorre il suo tempo in casa.

GIURIE. La Giuria tecnica del festival è formata dalla segretaria di edizione Fiorella Giovannelli Amico, dal regista Marco Antonio Pani e dal distributore cinematografico Andrea Paco Mariani. La Giuria studenti è quindi composta da quindici ragazze e ragazzi degli istituti Liceo Artistico Figari, Agrario Pellegrini e Liceo Margherita di Castelvì di Sassari, coordinati dal professor Stefano Sole.

MASTERCLASS. Alle masterclass si può accedere attraverso la piattaforma Zoom. La prima Masterclass si terrà il 12 dicembre alle 18 sulla “Distribuzione cinematografica indipendente” con Andrea Paco Mariani, co-fondatore della casa di produzione SMK Factory, sia di OpenDDB, la prima piattaforma VOD europea dedicata al cinema indipendente con licenza Creative Commons.

La seconda è in programma per il 13 dicembre alle 18 sulla “Regia nel cinema del reale”, con Marco Antonio Pani, che in Sardegna non ha certo bisogno di presentazioni: sceneggiatore, regista, montatore e aiuto regista, ha svolto una pluriennale e intensa attività di docente di materie cinematografiche in ambito accademico e universitario. Tra i suoi lavori più noti ci sono “Capo e Croce. Le ragioni dei pastori” e “Il maialetto della Nurra”.

Il regista Marco Antonio Pani terrà una delle masterclass

La terza masterclass si svolgerà il 14 dicembre alle 18 su “I mestieri del cinema: la segretaria di edizione”, con Fiorella Giovannelli Amico, con una lunga carriera nell’ambiente cinematografico, assistente di Bernardo Bertolucci in L’Ultimo Imperatore (1984) e di Roberto Benigni in “Tu mi turbi” (1983).

Ha ricoperto il ruolo di editor di diversi film tra cui tra cui Lettere al vento, L’amore probabilmente (2001), Rosatigre (2000), ed è stata supervisore di diverse sceneggiature tra cui Il nome del figlio (2014), Il giovane favoloso (2010), Noi credevamo (2001), Sabato italiano (1992). Attualmente è impegnata nella realizzazione di un film di Gianni Amelio e Francesca Archibugi.

Per partecipare alle masterclass:

Masterclass con Andrea Paco Mariani

12 dicembre 2020 ore 18.00

Entra nella riunione in Zoom https://us02web.zoom.us/j/88484029485?pwd=c3pIUGdVd0tmNndGQ0RLbENkeTFTZz09

ID riunione: 884 8402 9485

Passcode: 178365

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Masterclass con Marco Antonio Pani

13 dicembre 2020 ore 18.00

Entra nella riunione in Zoom

https://us02web.zoom.us/j/83411875400?pwd=NHhYbzJjYzhwNGNKUWlTTWkrNjI5QT09

ID riunione: 834 1187 5400

Passcode: 278557

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Argomento: Masterclass con Fiorella Giovannelli Amico

14 dicembre   ore 18

Entra nella riunione in Zoom

https://us02web.zoom.us/j/88458305558?pwd=YWQwSzVxS0lqR3VweE1aK2xBc2Fidz09

ID riunione: 884 5830 5558

Passcode: 575155




XVI festival Passaggi d’Autore • Comunicato stampa del primo dicembre • Da giovedì in rete la sedicesima edizione del festival del cortometraggio Passaggi d’Autore – Intrecci mediterranei .

Comunicato stampa del primo dicembre 2020
Da giovedì in rete la sedicesima edizione
del festival del cortometraggio
Passaggi d’Autore – Intrecci mediterranei .
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Prende il via giovedì (3 dicembre) la sedicesima edizione di Passaggi d’Autore – Intrecci mediterranei, il festival del cortometraggio organizzato dal Circolo del Cinema “Immagini” (F.I.C.C.) di Sant’Antioco, la cittadina sul mare nel sud-ovest della Sardegna, dove l’appuntamento si rinnova annualmente dal 2005; un’edizione tutta online quella in programma fino a martedì 8, data l’emergenza sanitaria in corso, ma con un cartellone particolarmente ricco di proposte e variegato. Sono una sessantina i cortometraggi che il pubblico potrà vedere gratuitamente attraverso la piattaforma di Festival Scope all’indirizzo online.passaggidautore.it: ventiquattro quelli della sezione Intrecci mediterranei, nucleo caratterizzante del festival diretto dal regista bosniaco Ado Hasanovic, che presenta le opere di giovani autori provenienti da una quindicina di paesi dell’area mediterranea, tutti prodotti nel corso dell’ultimo biennio; quindici, invece, i cortometraggi della sezione dedicata alla produzione targata Italia, al centro del focus di questa edizione di Passaggi d’Autore (che ogni anno si concentra su un diverso paese), cui vanno aggiunti gli otto lavori di Intrinas, la vetrina che il festival riserva ai registi sardi; e, ancora, cinque cortometraggi scelti dall’ultima edizione del Sarajevo Film Festival (SFF), una selezione di videoclip d’autore e, ad aggiungere prestigio al programma, un omaggio a Federico Fellini per il centenario della nascita, con alcuni cortometraggi girati o sceneggiati dal grande regista riminese per vari film a episodi e spot pubblicitari.

A compendio e supporto dei film in visione per le diverse sezioni, un palinsesto di appuntamenti giornalieri tutti da seguire in streaming sulla pagina facebook e il canale YouTube del festival; masterclass, laboratori, interviste e incontri a distanza con i registi e altri ospiti del festival nelle dirette ideate dal regista e autore televisivo Pietro Mereu: a condurle saranno Silvia Bertocchi (e non Lorenzo Melini, come in precedenza annunciato), artista che spazia tra recitazione, arti visive, scrittura e danza, collegata ogni mattina da un luogo diverso di Sant’Antioco e dei suoi dintorni, e, nello spazio serale, Chiara Nicoletti di FRED film radio. Sipario sul festival, martedì 8, con l’immancabile concerto finale affidato alla direzione del compositore, musicista e sound designer Emanuele Contis, che per questa occasione proporrà un concerto all’insegna della canzone d’autore italiana, con Roberto Angelini, Ilaria Porceddu, Luca Carocci, Salvatore Spano, Matteo Muntoni e Daniele Russo.

  • Il programma delle prime due giornate


Si comincia, dunque, giovedì 3 dicembre alle 18 con i saluti del sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci e gli interventi del presidente dal Circolo del Cinema “Immagini” Mario Luciano Cauli e del direttore artistico Ado Hasanovic.

Alle 18.30 parte quindi la presentazione di Focus Italia, la sezione dedicata al cinema contemporaneo di casa nostra. Condotto da Chiara Nicoletti, l’incontro ospita in collegamento Adriano Valerio, Ludovico Di Martino, Giulio Mastromauro, Magda Guidi e Mara Cerri, ovvero i registi di quattro dei quindici cortometraggi selezionati per la sezione Focus Italia del festival, in visione on demand gratuito su online.passaggidautore.it.

Adriano Valerio, classe 1977, vita e lavoro con base a Parigi, firma Les Aigles de Carthage (Italia 2020, 19′), presentato lo scorso settembre alla Trentacinquesima Settimana Internazionale della Critica (SIC) di Venezia 2020 e ad altri prestigiosi festival in Italia, Turchia e Belgio. Al centro del cortometraggio la partita di calcio del 14 febbraio 2004, allo Stadio Olimpico di Radès, in Tunisia, che vide la squadra nazionale, soprannominata Le Aquile di Cartagine, giocare contro il Marocco nella finale per la Coppa d’Africa. Quindici anni dopo quella partita, i tunisini rivivono le emozioni di un giorno che ha profondamente segnato la storia del loro paese.

In Pipinara (Italia 2017, 15′), Ludovico Di Martino, romano, classe 1992, rivisita invece una delle pagine più tragiche della cronaca nera italiana, l’omicidio di Pierpaolo Pasolini, narrata però dal punto di vista degli assassini, appartenenti proprio a quella borgata che l’intellettuale tanto aveva amato e difeso nelle sue opere. Il film si è aggiudicato, tra i riconoscimenti del suo palmares, il Premio Migliore Film Italiano all’edizione 2018 di CORTODino – Premio del Cortometraggio Dino De Laurentiis, e nello stesso anno ha ricevuto la nomination come miglior cortometraggio ai Nastri d’Argento, ed è stato selezionato nel concorso I LOVE GAIGiovani Autori Italiani.

In Inverno (Italia 2020, 15′), di Giulio Mastromauro, nato a Molfetta nel 1983, Timo, il più piccolo di una comunità greca di giostrai, si trova ad affrontare insieme ai suoi cari l’inverno più duro, facendo la conoscenza precoce della sofferenza: alle difficoltà legate alla stagione morta del lavoro si aggiunge la grave malattia della madre. Il film ha vinto il Premio David di Donatello per il miglior cortometraggio 2020.

Sogni al campo, delle registe e illustratrici pesaresi Magda Guidi (classe 1979) e Mara Cerri (nata nel 1978), è un delicato film di animazione i cui fotogrammi sono stati pensati e dipinti a mano uno per uno: un ragazzo cerca il suo gatto lungo un fiume, ma non lo trova. In punto di morte, l’animale si è allontanato da tutto per trovare la sua intimità. Il bambino arriva alle porte del tempo, un luogo dove i morti spariscono e i vivi li lasciano andare; ha paura, penetra in una foresta di simboli e ricordi; nel frattempo cresce. Le sue illusioni infantili si dissolvono fino a fondersi col paesaggio.

Gli altri undici corti in visione per la sezione Focus Italia sono Il vento sotto i piedi (The wind under the feet), di Kassim Yassin Saleh (Italia 2020, 15′), No, I Don’t Want to Dance!, di Andrea Vinciguerra (Italia-Gran Bretagna 2019, 3′), Solitaire, di Edoardo Natoli (Italia 2020, 11′), Le mosche (The Flies), di Edgardo Pistone (Italia 2020, 15′), Bataclan, di Emanuele Aldrovandi (Italia 2020, 15′), Being My Mom, di Jasmine Trinca (Italia 2020, 12′), En rang par deux (Un incontro con Aliou e Afif), di Elisabetta Bosco, Margherita Giusti e Viola Mancini (Italia 2020, 7′), J’ador, di Simone Bozzelli (Italia 2020, 16′), Siderea, di Elisa Bonandin, Fiorella Cecchini, Isabel Matta, Carlotta Vacchetti (Italia 2020, 7′), The Recycling Man, di Carlo Ballauri (Italia 2020, 14′) e Spera Teresa, di Damiano Giacomelli (Italia 2019, 15′).

La seconda giornata di Passaggi d’Autore, venerdì 4, si apre alle 11.30 con la prima diretta streaming di Silvia Bertocchi che, in collegamento dal Museo di Sant’Antioco, introduce la prima parte della sezione Intrecci mediterranei; collegati dalle rispettive sedi, intervengono i registi Sanja Milardović, Bastien Dubois e Ramazan Kılıç che firmano tre dei ventiquattro cortometraggi della sezione Intrecci mediterranei.

In Ništa ja tebi ne govorim, samo kažem (I’m Not Telling You Anything, Just Sayin’; Croazia-Francia 2020, 18′), di Sanja Milardović, la trentenne Zrinka ritorna per qualche tempo alla sua città natale, alla ricerca di luoghi dove girare il suo nuovo film. Durante il soggiorno in casa della madre, Tanja, si rende conto che la donna ha un comportamento strano e decide così di portarla con sé durante le sue ricerche in modo da passare più tempo insieme. Madre e figlia si riavvicineranno davvero solo quando Tanja riuscirà a esprimere il suo dolore. Tra indagine intimistica e inchiesta giornalistica, Bastien Dubois nel suo cortometraggio di animazione Souvenir Souvenir (Francia 2020, 15′) si concentra invece sulla ferita ancora aperta della guerra francese in Algeria, avvicinando la traumatica esperienza di un nonno che l’ha vissuta in prima persona e che, nonostante le frequenti sollecitazioni del nipote, non ha mai voluto ripercorrere quei drammatici momenti. Scritto, diretto e prodotto da Ramazan Kılıç, Servis (Turchia 2019, 14′) narra di una giovane insegnante in un villaggio rurale dell’Anatolia, dove gli studenti devono lottare ogni giorno per arrivare a scuola, facendo l’autostop con i trattori, usando qualunque mezzo riescano a trovare. L’insegnante chiede allora una navetta al Ministero della Pubblica Istruzione, ma senza conducente il veicolo è inutilizzabile, e così decide di fare lei stessa da autista del bus per i suoi studenti.

Tutti visibili in streaming su online.passaggidautore.it completano la sezione Intrecci mediterrani i cortometraggi All theFires the Fire (Grecia 2019, 25′), di Efthimis Kosemund Sanidis Henet Ward (Ward’s Henna Party), di Morad Mostafa (Egitto 2020, 22′), The present, di Farah Nabulsi (Palestina 2020, 24′), Grey Zone, di Gal Sagy (Israele 2019, 10′), Vera, di Laura Rubirola Sala (Spagna 2020, 17′), Invisível Herói (Invisible hero), di Cristèle Alves Meira (Portogallo 2019, 27′), Ayn Levana (White Eye), di Tomer Shushan (Israele 2019, 21′), À fleur de peau (Under Her Skin), di Meriem Mesraoua (Algeria-Francia 2020, 14′), À la mer poussière (To the dusty sea), di Héloïse Ferlay (Francia 2020, 12′), Potop (The Flood), di Kristijan Krajnčan (Slovenia 2019, 15′), Sukar, di Ilias El Faris (Francia-Marocco 2019, 10′), Ijrain Maradona (Maradona’s legs), di Firas Khoury (Germania-Palestina 2019, 23′), Le Départ (The Departure), di Saïd Hamich Benlarbi (Francia-Marocco 2020, 25′), Forastera (Foreigner), di Lucía Aleñar Iglesias (Spagna 2020, 19′), Irréprochable (Flawless), di Nathan Franck (Francia 2019, 15′), Olla, di Ariane Labed (Francia 2019, 28′), Noor (Nour), di Rim Nakhli (Tunisia 2020, 15′), I am afraid to forget your face, di Sameh Alaa (Egitto-Francia 2020, 15′), Je serais parmi les amandiers (Among the almond trees), di Marie Le Floc’h (Francia 2019, 21′), Ascenso (Ascent), di Juanjo Giménez Peña (Spagna 2020, 15′), e Ya No Duermo (Don’t Sleep Anymore), di Marina Palacio (Spagna 2020, 22′).

La seconda giornata del festival, venerdì 4, prosegue nel pomeriggio, alle 16, con la masterclass di Emanuela Rossi (inizialmente prevista per lunedì 7) in videoconferenza con il critico Edoardo Peretti e la giornalista Angela Prudenzi. Al centro dell’appuntamento, il cinema della regista marchigiana, che nei mesi scorsi si è imposta con il suo esordio nel lungometraggio, Buio (Italia 2019, 98′): “un film sulla quarantena, sul confinamento in casa, che poi in un attimo, pochi mesi dopo, è diventata tragicamente attuale (…). La prima immagine di questo film è quella di una ragazza che sta soffocando, cerca la luce nell’oscurità di un interno domestico”, dichiara Emanuela Rossi nelle sue note di regia. La ragazza è Stella, diciassette anni, che vive con le due sorelle più piccole, Luce e Aria, in una casa dalle finestre sbarrate, una sorta di eterna quarantena. Ogni sera il padre rientra, si spoglia della maschera antigas e della tuta termica, porta il cibo e aggiorna le figlie con i racconti dell’Apocalisse in corso, che continua a decimare l’umanità. Ma all’interno della casa nascono conflitti, le ragazze stanno crescendo, si modificano gli equilibri. Una sera, poi, il padre non torna, e allora Stella decide di uscire per cercare cibo. Anche Buio, come gli altri film del festival, è disponibile on demand all’indirizzo online.passaggidautore.it.

www.passaggidautore.it

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Ufficio Stampa Passaggi d’Autore: intrecci mediterranei

 PROGRAMMA
  • 3 dicembre

18.00 Apertura ufficiale del Festival.

18.30 Focus: Italia. Diretta streaming con la conduzione di Chiara Nicoletti. Ospiti in collegamento: Adriano Valerio, Ludovico Di Martino, Giulio Mastromauro, Magda Guidi e Mara Cerri.

  • 4 dicembre

11.30 Passeggiando con gli autori – Intrecci mediterranei. Diretta streaming in esterno. Conduce Silvia Bertocchi dal Museo di Sant’Antioco che introduce la prima parte della sezione Intrecci mediterranei. Con lei in diretta i registi: Sanja Milardović, Bastien Dubois, Ramazan Kılıç

16.00 Master class con Emanuela Rossi. Master class in videoconferenza, con la presenza di Emanuela Rossi, di Edoardo Peretti e Angela Prudenzi. Il lungometraggio “Buio” sarà disponibile in Video On Demand.

  • 5 dicembre

11.30 Passeggiando con gli autori – Intrecci mediterranei. Diretta streaming in esterno. Conduce Silvia Bertocchi dalla spiaggia di Maladroxia di Sant’Antioco che introduce la seconda parte della sezione Intrecci mediterranei. Ospiti in diretta: Kristijan Krajnčan, Meriem Mesraoua, Tomer Shushan.

18.00 Tavola rotonda “Nuovo cinema italiano”. Diretta streaming con la conduzione di Chiara Nicoletti. Edoardo Peretti e Angela Prudenzi dialogano con gli ospiti della tavola rotonda: Peter Marcias, Fulvio Risuleo, Ciro D’Emilio, Adele Tulli, Michela Occhipinti, Paola Randi, Alessandro Rak. Interviene Claudio De Pasqualis.

21.00 Videoclip – Music Video d’Autore. Diretta streaming. Chiara Nicoletti introduce Bruno Di Marino e Giusy Mandalà che condurranno l’incontro con il regista Lorenzo Vignolo e Domenico Morreale, docente universitario.

  • 6 dicembre

11.30 Passeggiando con gli autori – Sarajevo Film Festival. Diretta streaming in esterno. Silvia Bertocchi, dalla piazza De Gasperi di Sant’Antioco, introduce la sezione Sarajevo Film Festival. Ospiti in diretta: Asja Krsmanovic, del Sarajevo Film Festival, la regista Zeynep Dilan Süren e il regista Alem Šimić.

18.00 Federico Fellini, il genio del sogno. Introduzione di Chiara Nicoletti; Gianfranco Angelucci presenta i film brevi di Federico Fellini che saranno disponibili in Video On Demand.

  • 7 dicembre

11.30 Passeggiando con gli autori – Intrecci mediterranei. Diretta streaming in esterno. Conduce Silvia Bertocchi dal sito archeologico ipogeo di Sant’Antioco che introduce la terza parte della sezione Intrecci mediterranei. Ospiti in diretta: Firas Khoury, Marina Palacio, Efthimis Kosemund Sanidis.

18.00 Le serie digitali. Un futuro diventato realtà. Diretta streaming. Chiara Nicoletti introduce Giusy Mandalà che intervista Luca Vecchi di The Pills, Giacomo Spaconi, Fabrizio e Claudio Colica di Le Coliche.

  • 8 dicembre

11.30 Passeggiando con gli autori – Intrinas. Diretta streaming in esterno. Conduce Silvia Bertocchi dal lungomare di Sant’Antioco che introduce il focus sul Cinema sardo. Ospisti: Roberto Carta, Paola Cireddu, Emanuele Massa.

16.00 Master class con Claudio Noce. Master class in videoconferenza, con la presenza di Claudio Noce, di Edoardo Peretti e Angela Prudenzi. Il lungometraggio “Good morning Aman” sarà disponibile in Video On Demand.

18.00 Intrinas. Diretta streaming. Conduce Chiara Nicoletti che intervista alcuni registi sardi. Ospiti: Matteo Incollu, Alice Murgia, Giovanni Battista Origo.

19.00 Diretta di chiusura del Festival.

21.00 Concerto di chiusura con la band formata da Emanuele Contis (sax), Roberto Angelini (chitarra e voce), Ilaria Porceddu (piano e voce), Luca Carocci (chitarra e voce), Daniele Russo (batteria), Salvatore Spano (piano), Matteo Muntoni (basso).


 

Sinossi dei cortometraggi in programma



INTRECCI MEDITERRANEI


All the Fires the Fire

Di Efthimis Kosemund Sanidis, Grecia 2019, 25′
Due fratelli, colpiti da un grave lutto che ne provoca l’allontanamento reciproco, vengono ritratti, nel pieno della stagione di caccia, mentre si esercitano al tiro al bersaglio in compagnia dei rispettivi figli. Può forse il cuore di un uccello che vola nel cielo fermarsi, anche se nessun proiettile l’ha colpito? Il regista greco-tedesco costruisce un complesso e nostalgico racconto familiare osservato attraverso il filtro della caccia, ispirandosi alla vicenda biblica di Caino e Abele.

Henet Ward (Ward’s Henna Party)

Di Morad Mostafa, Egitto 2020, 22′
Halima, sudanese residente in Egitto, realizza tatuaggi e pitture con l’henné. Per lavoro si reca presso un quartiere di Giza per preparare la giovane sposa Basma nel giorno del suo matrimonio. Viene accompagnata dalla figlia Ward di sette anni, che approfitta dell’occasione per esplorare il quartiere e conoscere nuovi luoghi. La complicità iniziale tra le due donne, appartenenti a culture differenti, lascia presto il posto a crescenti tensioni e risentimenti.

The present

Di Farah Nabulsi, Palestina 2020, 24′
Nel giorno del suo anniversario di matrimonio, Yusef, accompagnato dalla figlia, si reca in Cisgiordania per comprare un regalo alla moglie. Ma questo semplice gesto di vita viene irrimediabilmente complicato dalla realtà dell’occupazione israeliana: tra soldati, strade chiuse e innumerevoli controlli ai posti di blocco, Yusef viene catapultato nella dura realtà del luogo e fare shopping per questa speciale occasione diventerà una missione quasi impossibile.

Servis (The School Bus)

Ramazan Kılıç, Turchia 2019, 14′
Nebahat è una giovane insegnante appena approdata in una scuola nel cuore di un villaggio rurale dell’Anatolia. Si rende conto che i suoi studenti faticano a raggiungere l’istituto: tra mille difficoltà, i ragazzi sono spesso costretti a ricorrere all’autostop con i trattori o con qualsiasi mezzo di fortuna riescano a trovare. Così, la giovane insegnante chiede al Ministero dell’Educazione una navetta per la sua scuola, ma senza un autista il veicolo è inutile: sarà lei a proporsi per condurre il mezzo, ma un problema inatteso sconvolgerà i suoi buoni propositi.

Grey Zone

Di Gal Sagy, Israele 2019, 10′
In un’area pedonale urbana, Neta incrocia un uomo che la tocca bruscamente e senza il suo consenso. Senza una ragione né un piano preciso in mente, la ragazza si ritrova a seguire l’uomo.

Vera

Di Laura Rubirola Sala, Spagna 2020, 17′
Vera è una cinquantenne che lavora come donna delle pulizie notturne presso alcuni uffici. Ha la grande passione per la musica classica che ama ascoltare con il suo walkman anche durante le ore di lavoro. Una notte, Vera deve occuparsi dell’ufficio di Miguel, uomo che non ha mai incontrato e che imparerà a “conoscere” con la fantasia grazie agli oggetti che tiene sulla scrivania.

Souvenir Souvenir

Di Bastien Dubois, Francia 2020, 15′
Tra indagine intimistica e inchiesta giornalistica, questo corto di animazione si concentra sulla ferita ancora aperta della guerra francese in Algeria, avvicinando la traumatica esperienza di un nonno che l’ha vissuta in prima persona e che, nonostante le frequenti sollecitazioni del nipote, non ha mai voluto ripercorrere quei drammatici momenti.

Invisível Herói (Invisible hero)

Di Cristèle Alves Meira, Portogallo 2019, 27′
Duarte, un cinquantenne non vedente, si mette alla ricerca dell’amico Leandro, un immigrato capoverdiano inspiegabilmente scomparso. Egli si appresta a cercare l’amico tra le strade del suo quartiere sotto il sole rovente, ma nessuno sembra averlo visto né ricordare Leandro. Ed ecco che, in ultimo, Duarte trova una foto dell’amico insieme a una donna davanti a una discoteca. Forse sarà in grado di aiutarlo.

Ayn Levana (White Eye)

Di Tomer Shushan, Israele 2019, 21′
Un uomo ritrova casualmente la sua bicicletta rubata; adesso appartiene a un altro. Egli tenterà di riprendere la bicicletta e, in tutti i suoi tentativi di recuperarla, lotterà anche per non perdere la sua umanità.

Á fleur de peau (Under Her Skin)

Meriem Mesraoua, Algeria-Francia 2020, 14′
Sarah sta attraversando l’adolescenza, il periodo per antonomasia più complesso e confuso della crescita umana. Sua madre e la sua famiglia, poi, interferiscono continuamente con la sua vita e le sue abitudini; quando sua madre le vieta di mangiarsi le unghie, Sarah si trova a dover sottostare a regole che non capisce del tutto. Riprendendo il controllo sui suoi movimenti, la ragazza ridefinisce lentamente il suo atteggiamento verso gli altri.

À la mer poussière (To the dusty sea)

Di Héloïse Ferlay, Francia 2020, 12′
Questo cortometraggio d’animazione, realizzato in stop motion, mette al centro i fratelli Malo e Zoé che, abbandonati a loro stessi nel cuore dell’estate, tentano il tutto per tutto per attirare l’attenzione della madre.

Potop (The Flood)

Di Kristijan Krajnčan, Slovenia 2019, 15′
Un padre, assente per molto tempo, e il figlio si ritrovano e intraprendono insieme un viaggio di riconciliazione che li condurrà al loro vecchio rifugio di montagna. Il figlio è diviso tra il desiderio di compiacere il genitore ritrovato e sentimenti di ribellione a ciò che, frutto di una ristrettezza di vedute ereditata dal passato, inibisce la libertà di agire. Durante una bella giornata di sole, il padre prevede l’arrivo della pioggia; così, i due si adoperano per fronteggiare insieme la minacciosa tempesta in agguato. Krajnčan si concentra su un tema universale qual è il rapporto con gli antenati, lasciando largo spazio alla performance attoriale e alla bellezza del paesaggio naturale, resi con un linguaggio che punta all’astrazione.

Sukar

Di Ilias El Faris, Francia-Marocco 2019, 10′
Marocco, una spiaggia di Casablanca. Sullo sfondo, il desiderio che due adolescenti provano l’uno per l’altra cresce ma con estrema discrezione. Adulti e bambini sorvegliano. Una rissa che scoppia improvvisa crea l’occasione per un diversivo.

Ijrain Maradona (Maradona’s legs)

Firas Khoury, Germania-Palestina 2019, 23′
Palestina, 1990. È in corso il campionato mondiale di calcio e Rafat e Fadel, di 11 e 7 anni, sono alla disperata ricerca della figurina mancante del loro album – “le gambe di Maradona” – che consentirà loro di vincere in premio una Atari. Riusciranno a superare gli ostacoli e portare a termine la missione?

Le Départ (The Departure)

Di Saïd Hamich Benlarbi, Francia-Marocco 2020, 25′
Marocco, estate 2004. Adil, 11 anni, trascorre le sue giornate serenamente, giocando con la sua compagnia di amici e aspettando con ansia i prossimi giochi olimpici ai quali parteciperà il suo idolo, il corridore Hicham El Guerrouj. L’arrivo del padre e del fratello maggiore, rientrati dalla Francia per qualche giorno, lo segnerà per sempre.

Ništa ja tebi ne govorim, samo kažem (I’m Not Telling You Anything, Just Sayin’)

Di Sanja Milardović, Croazia-Francia 2020, 18′
La trentenne Zrinka ritorna presso la sua città natale per qualche tempo, alla ricerca di alcune locations dove girare il suo nuovo film. Durante il soggiorno presso la casa della madre Tanja, si rende conto che la donna ha un comportamento strano e decide così di portarla con sé durante le sue ricerche in modo da passare più tempo insieme. La madre e la figlia si riavvicineranno davvero solo quando Tanja riuscirà a esprimere il suo dolore.

Forastera (Foreigner)

Di Lucía Aleñar Iglesias, Spagna 2020, 19′
Antonia trascorre l’estate a Maiorca, dove scopre un’inaspettata somiglianza con la nonna defunta, rimanendone fortemente affascinata. Si rende conto, inoltre, di avere un misterioso potere sul nonno vedovo. Non riesce a resistere al fascino del travestimento: ma non è chiaro chi abiti veramente chi.

Irréprochable (Flawless)

Di Nathan Franck, Francia 2019, 15′
Samuel et Agnès si ritrovano chiusi in un ascensore subito dopo il tentato furto del primo ai danni della seconda. All’interno di questo spazio chiuso nel quale sono bloccati insieme, aggressore e vittima iniziano un confronto che, in ultimo, svelerà la verità dietro le maschere.

Olla

Di Ariane Labed, Francia 2019, 28′
Olla, una giovane donna proveniente dall’Europa orientale, risponde ad un annuncio su un sito di incontri per donne dell’Est. Si trasferisce da Pierre, che vive in periferia con la vecchia madre. Niente andrà come previsto.

Noor (Nour)

Di Rim Nakhli, Tunisia 2020, 15′
Nour e Adem partono insieme alla ricerca del padre che non vedono da molto tempo. I due attraversano la città ma, giunti sul luogo dell’appuntamento, il padre non arriva.

I am afraid to forget your face

Di Sameh Alaa, Egitto-Francia 2020, 15′
Dopo 82 giorni passati lontano dalla sua amata, Adam è pronto a tutto pur di affrontare la distanza che li separa. Palma d’oro del Cortometraggio al Festival di Cannes 2020.

Je serais parmi les amandiers (Among the almond trees)

Di Marie Le Floc’h, Francia 2019, 21′
Domani Maysan ha un appuntamento amministrativo molto importante per la sua famiglia. Ma Iyad, suo marito, ha una domanda che lei non è pronta a sentire.

Ascenso (Ascent)

Di Juanjo Giménez Peña, Spagna 2020, 15′
Il calcio raccontato in pochi minuti. Il regista spagnolo – Palma d’oro a Cannes nel 2016 con il corto Timecode – racchiude nel tempo del cortometraggio tutto quello che c’è da sapere, o quasi, su questo sport. Il film rappresenta la versione “distillata” di un’idea di lungometraggio – scritta ma mai realizzata – che egli ebbe alcuni anni fa, in cui il tempo del film avrebbe dovuto coincidere con quello di un’intera partita di calcio.

Ya No Duermo (Don’t Sleep Anymore)

Di Marina Palacio, Spagna 2020, 22′
Miguel e suo zio Kechus vogliono fare un film insieme sul mondo dei vampiri. Il cortometraggio esplora il particolare rapporto che si instaura tra zio e nipote, alternando fantasia e realtà.


FOCUS ITALIA: CINEMA ITALIANO CONTEMPORANEO

 

Il vento sotto i piedi (The wind under the feet)

Di Kassim Yassin Saleh, Italia 2020, 15′
La storia di Monsieur David – tra i rappresentanti più noti del cosiddetto “Teatro del Piede” – è quella di un artista che ha il potere di creare visioni fantasmagoriche di piedi in movimento. Il film racconta la storia di un mestiere particolare, intriso di mistero e poesia, che porta gli spettatori ad assistere, dall’alba fino a tarda sera, alle incredibili magie del fantasista. Il cortometraggio rappresenta un viaggio nell’intimità del protagonista, trascinando lo spettatore in una realtà meravigliosa dove a dominare sono la libertà di espressione, l’arte e l’amore.

Inverno (Timo’s winter)

Di Giulio Mastromauro, Italia 2020, 15′
Timo, il più piccolo di una comunità greca di giostrai, si trova ad affrontare insieme ai suoi cari l’inverno più duro, facendo la conoscenza precoce della sofferenza: alle difficoltà legate alla stagione morta del lavoro si aggiunge la grave malattia della madre. Vincitore del Premio David di Donatello per il miglior cortometraggio 2020.

No, I Don’t Want to Dance!

Di Andrea Vinciguerra, Italia-Gran Bretagna 2019, 3′
In questi tempi bui, si potrebbe credere che ogni pericolo sia stato identificato, ma nessuno ha mai preso in considerazione quanto possa essere pericolosa la danza. Il cortometraggio – in stop motion – è strutturato come successione di bizzarre vignette animate, nelle quali gli sfortunati personaggi, catapultati in situazioni difficili o di pericolo, sembrano affrontare tutto danzando e imitandosi a vicenda senza riuscire ad aiutarsi o a risolvere i loro problemi.

Sogni al campo

Di Magda Guidi, Mara Cerri, Italia-Francia 2020, 9′
Un ragazzo cerca il suo gatto lungo un fiume, ma non lo trova. In punto di morte, l’animale si è allontanato da tutto per trovare la sua intimità. Il bambino arriva alle porte del tempo, un luogo dove i morti spariscono e i vivi li lasciano andare; ha paura, penetra in una foresta di simboli e ricordi; nel frattempo cresce. Le sue illusioni infantili si dissolvono fino a fondersi col paesaggio. Le registe e illustratrici Guidi/Cerri realizzano un delicato film di animazione i cui fotogrammi sono stati pensati e dipinti a mano uno per uno.

Solitaire

Di Edoardo Natoli, Italia 2020, 11′
Renaud ha 85 anni, vive a Parigi con la sua fidata sedia a rotelle/badante. È solitario e abitudinario, serenamente bloccato da anni all’ultimo piano di un palazzo di Montmartre. In casa ha tutto quello che gli serve; costruisce giocattoli e riceve in cambio il cibo e il suo solito giornale. Ma se arrivasse all’improvviso una nuova dirimpettaia – la coetanea Pauline, anch’ella bloccata sulla sedia a rotelle – a scombussolare la sua routine e, forse, la sua vita intera? Il cortometraggio è stato realizzato durante i mesi di lockdown facendo uso di quei pochi oggetti che il regista aveva in casa organizzati secondo un “artigianale” stop motion.

Le mosche (The Flies)

Di Edgardo Pistone, Italia 2020, 15′
Il cortometraggio racconta le avventure di un gruppo di ragazzi abbandonati a loro stessi, mentre la vita, tranquilla solo in apparenza, scorre indisturbata. Lasciati in balia dei demoni della crescita, della fantasia e di una pericolosa tracotanza, i ragazzi, come mosche che ronzano dal marciume alla seta, si trascineranno verso un drammatico epilogo.

Bataclan

Di Emanuele Aldrovandi, Italia 2020, 15′
Una ragazza francese si reca in commissariato per denunciare il fratello Jamil, coinvolto nell’organizzazione degli imminenti attentati allo Stade de France e al Bataclan, ma l’atteggiamento della poliziotta non è quello che lei si aspetta. Partendo da un fatto di cronaca che ha segnato in modo indelebile la storia recente, le due protagoniste conducono lo spettatore all’interno di una riflessione sui fondamenti stessi della nostra società. Premio Rai Cinema alla Festa del Cinema di Roma 2020.

Being My Mom

Di Jasmine Trinca, Italia 2020, 12′
In una torrida giornata d’estate, in una Roma deserta, una madre e una figlia camminano senza sosta, trascinando con loro una grande valigia. Si cercano, si sfuggono, sembrano ribaltare continuamente i propri ruoli naturali. Finché, in un solo gesto, si svela davanti a loro l’epifania inaspettata dell’amore che le lega. Trinca, attraverso una passeggiata metaforica che segna il suo esordio alla regia, esplora i meandri luminosi e oscuri di ogni maternità e figliolanza.

En rang par deux (Un incontro con Aliou e Afif)

Di Elisabetta Bosco, Margherita Giusti, Viola Mancini, Italia 2020, 7′
L’idea del film nasce dall’incontro con due ragazzi africani che vivono a Roma, ed è basata sulla loro musica. Tra intervista e videoclip musicale, in questo corto di animazione Afif, di origine tunisina, e Aliou, di origine senegalese, raccontano le loro storie tanto diverse; dell’amicizia, dell’Italia e del valore fondamentale del suonare insieme.

J’ador

Di Simone Bozzelli, Italia 2020, 16′
Roma. Claudio ha quindici anni e qualcuno gli sta scrivendo in fronte “J’ador” perché profuma come una femminuccia. È Lauro, il leader diciottenne di un gruppo di ragazzi che dicono di essere fascisti e si danno un gran da fare per un partito di estrema destra. Claudio vuole andare con loro alla “cena” in sezione, ma a questa si può accedere solo se si fa parte del gruppo, e le femminucce non entrano. Se vuole ottenere ciò che desidera, in un pomeriggio, Claudio deve perdere il suo profumo da ragazzino e imparare a odorare come un vero uomo.

Les Aigles de Carthage (The Eagles Of Carthage)

Di Adriano Valerio, Italia 2020, 19′
14 Febbraio 2004, Stadio Olympico di Radès, Tunisia. L’intera nazione tifa per la vittoria delle Eagles of Carthage contro il Marocco, nella finale per la Coppa Africana. Dopo diverse sconfitte si trovano a un solo passo dalla gloria. Quindici anni dopo la partita, i tunisini sentono ancora le emozioni del giorno che toccò così profondamente la storia del loro Paese.

Siderea

Di Elisa Bonandin, Fiorella Cecchini, Isabel Matta, Carlotta Vacchetti, Italia 2020, 7′
Una ragazza vive chiusa in una casa circondata da un’alta siepe. Quando il vento trasporta sul suo balcone foglie secche, gusci vuoti, petali sfioriti e altri piccoli frammenti dal bosco, Sidérea li raccoglie per conservarli e ammirarne la bellezza. Sarà il vento a costringerla accidentalmente a uscire di casa, avventurarsi oltre la siepe e incontrare infine la natura e se stessa.

The Recycling Man

Di Carlo Ballauri, Italia 2020, 14′
In un quartiere suburbano affollato ma solitario, Jacob, un ragazzo immobilizzato su una sedia a rotelle, combatte la noia spiando i suoi vicini dall’altra parte del cortile. Sarah, una ragazza sua coetanea, lo vede e lo saluta. La nuova amicizia viene improvvisamente interrotta quando un uomo minaccioso si avvicina alla ragazza e la attacca con un cacciavite. Jacob, anche se è bloccato sulla sedia, farà di tutto per aiutarla. Ma il ragazzo sta davvero assistendo a un omicidio?

Spera Teresa

Di Damiano Giacomelli, Italia 2019, 15′
Teresa è una giovane cantante disabile, determinata a diventare qualcuno nel mondo della musica tradizionale italiana, nonostante le difficoltà legate alla sua condizione fisica, al contesto postsismico e agli improbabili aiutanti di cui si circonda. Il cortometraggio è stato girato – in stile mockumentary – in un quartiere sorto attorno a un’area container dopo il terremoto del centro Italia del 2016.

Pipinara

Di Ludovico Di Martino, Italia 2017, 15’
Anni Settanta. Un gruppo di ragazzi delle borgate romane si confronta ogni giorno con la noia, lo squallore e la miseria. Abituati a vivere in un mondo in cui non esistono punti di riferimento, si procurano da vivere rubando. Domenico, convinto da un amico, decide di prostituirsi, ma nel momento decisivo non riesce a concedersi all’uomo, che i suoi amici finiscono con l’uccidere a pugni e calci. L’uomo è Pier Paolo Pasolini. Rivisitazione di una delle pagine più tragiche della cronaca nera italiana, narrata però dal punto di vista degli assassini, appartenenti proprio a quella borgata che l’intellettuale tanto aveva amato e difeso nelle sue opere.

INTRINAS – VETRINA SARDEGNA

 

Lasciami andare

Di Roberto Carta, Italia 2020, 16′
Venanzio, giovane che sogna di entrare in una banda criminale locale, viene incaricato di provvedere alle necessità di Antonello, latitante segregato in un vecchio ovile in Barbagia, in Sardegna. Venanzio spera in questo modo di diventare un bandito temuto e rispettato come lui. Ma qualcosa va storto: Antonello, a causa dell’isolamento, perde la testa, pensa di essere in contatto con gli alieni e una notte scappa dall’ovile.

S’Espropriu (Espropriation)

Di Emanuele Massa, Italia 2020, 15′
Ritratto del degrado di un’area intorno a un’inaccessibile base militare collocata in Sardegna.


Issa (Her)

Di Stefano Cau, Italia 2019, 12′
Un piccolo paese della campagna sarda sta morendo; qui non nasce un bambino da anni. Un uomo che non si rassegna a questo destino, installa degli altoparlanti che riproducono il suono di cose estinte. Il paese è abitato da una dozzina di anziani e una sola ragazza incinta, che rappresenta la loro unica speranza di ricominciare. Lei però, animata dal desiderio di vedere il mondo, un giorno tenta di scappare via dal paese, ma è costretta a fermarsi in piena campagna a causa dei sopraggiunti dolori del travaglio. Gli anziani, allora, accorreranno per aiutarla a partorire, ritrovandosi coinvolti in una sorta di rito di fertilità.

L’Uomo del Mercato (The Market Man)

Di Paola Cireddu, Italia 2019, 20′
Mario raccoglie le cassette del mercato ortofrutticolo per rivenderle a pochi centesimi. Le trasporta sulla schiena, a decine per volta, ben legate tra loro con una corda. Il lavoro scarseggia e la ricerca delle cassette a piedi si fa sempre più ardua; al contrario, i suoi colleghi sono tutti motorizzati. Mentre porta avanti, sempre con enormi difficoltà, il suo alienante percorso, Mario sogna di ricevere da qualche benefattore una Apixedda usata. Tra gli atti intimidatori del vicino e la generosità del piccolo boss del quartiere, troverà – forse – il modo di riscattarsi.

Maria – A chent’annos

Di Giovanni Battista Origo, Italia 2019, 20′
All’alba dell’armistizio del 1943, i due soldati Sante Bacci e Nicola Caputo vengono dimenticati dall’esercito italiano sulle coste della Sardegna. I collegamenti radio risultano proibitivi e Sante non riesce a ricevere aiuto per la febbre che sta uccidendo il suo compagno. Sarà Maria, una giovane del luogo, a soccorrere Nicola portandolo a casa sua e affidandolo alle arcane cure delle donne della sua famiglia. La Storia avvicinerà così due mondi distanti che, incontrandosi, delineeranno speranze e incertezze di un futuro tutto da creare.

Valerio

Di Gianni Cesaraccio, Italia 2018, 14′
Valerio vive di espedienti, sotterfugi; è estraneo al figlio e alla famiglia rimastagli. Ma quando scopre che è il compleanno della nipote, farle un bel regalo sembra la sua unica aspirazione.

Margherita

Di Alice Murgia, Italia 2020, 21′
Margherita ha sedici anni e quest’estate farà sesso con il bagnino, per il quale ha una cotta da un paio di anni. Realizzerà che non è affatto come lo descrivevano le amiche, le commedie romantiche o, perfino, i porno. Il film indaga l’educazione sessuale e le scottature di quest’adolescente nell’estate del Sud Sardegna.

Male Fadàu

Di Matteo Incollu, Italia 202020′
Baunei, 1942. Male Fadàu è Padoreddu, il matto del villaggio. Una notte ruba una radio da un aereo da guerra tedesco, precipitato tra le montagne. Ma una misteriosa e inquietante voce emerge dalla radio e dal passato, e incomincia a perseguitarlo.


SARAJEVO FILM FESTIVAL (SFF)

 

Mamaville

Di Irmak Karasu, Turchia 2020, 20′
Il film si concentra sulla quindicenne Ferah e sulle sue vacanze d’estate trascorse presso la casa al mare della nonna teledipendente in una piccola cittadina portuale. Per Ferah arriverà il momento di fare le sue prime esperienze sessuali ardentemente desiderate: il vento estivo soffia sempre più forte nella piccola città di mare e nei pensieri agitati dell’adolescente.

Sta Vimata Tis (In Her Steps)

Di Anastasia Kratidi, Grecia 2020, 25′
Lena, mentre si trova in un programma di reinserimento, trova un lavoro che le dà accesso al carcere rurale per minori dove suo figlio sta scontando la sua pena. L’ultima volta che si sono visti aveva solo cinque anni.

Angina pectoris

Di Filip Mojzeš, Croazia 2020, 18′
La vita di Zoran scorre liscia in un mondo fatto di frequentazioni della buona società, soddisfazioni professionali e rapporti familiari solidi. Sembrerebbe un uomo realizzato, fino al giorno in cui la sua reazione avventata a una morte inaspettata lo metterà bruscamente di fronte alla sua indifferenza.

B4

Di Alen Šimić, Bosnia-Erzegovina 2020, 13′
All’inaugurazione della targa commemorativa posizionata là dove furono uccisi i suoi genitori, il regista incontra l’uomo che gli salvò la vita quella stessa notte di 26 anni prima.

Büyük İstanbul depresyonu (The Great Istanbul Depression)

Di Zeynep Dilan Süren, Turchia-Giappone 2020, 20′
Didem e Ayşe, laureati entrambi all’università, non riescono a trovare un impiego per guadagnarsi da vivere, né riescono a dedicarsi alle loro passioni, la scrittura per il primo e il disegno per il secondo. Si trovano ai margini della metropoli, incastrati tra grattacieli in vertiginoso aumento ed edifici fatiscenti.


FEDERICO FELLINI: IL GENIO DEL SOGNO

 

Agenzia matrimoniale (tratto da Un amore in città)

Di Federico Fellini, Italia 1953, 16′
L’episodio narra le conseguenze di una finzione messa in atto da un giornalista, che si propone come scapolo in cerca di moglie e incontra un’ingenua ragazza di paese che sogna di trovare fortuna.

Toby Dammit (tratto da Tre passi nel delirio)

Di Federico Fellini, Francia-Italia 1968, 43′
Toby Dammit è un attore inglese alcolizzato che arriva a Roma per interpretare il primo western “cattolico” in cambio di una Ferrari. Circondato da giornalisti e produttori, feste e sfilate, stufo di tutto e sempre ubriaco, dice in TV di credere solo al Diavolo. E ogni tanto vede una bambina che gli lancia una strana palla: solo allora l’attore sembra destarsi dalla sua indifferenza al mondo.

Il miracolo (tratto da L’amore)

Di Roberto Rossellini, Italia 1948, 42′
Rossellini racconta in questo secondo episodio de L’amore la storia di Nannina (Anna Magnani), pastorella considerata debole di mente dalla gente del paese, che conduce la sua vita lontana da tutti, occupandosi delle capre e dei bambini dei contadini. Un giorno, sulle pendici della penisola sorrentina, la donna incontra un pastore biondo e barbuto (Federico Fellini) e si convince che sia San Giuseppe. Approfittando del vino bevuto dalla donna, il vagabondo abusa di lei e la mette incinta mentre dorme. Al risveglio Nannina non trova più nessuno accanto a sé, fatto che accresce in lei la sensazione del “miracolo”. Si renderà conto di essere incinta solo dopo, ritenendo di essere stata graziata dal Signore e così diventando lo zimbello del paese.

Il lungo viaggio (Dolgoe putescestvie)

Di Andrej Khrzhanovskij, Russia 1997, 21′
Da un’idea e una sceneggiatura di Tonino Guerra, che presta anche la sua voce di commento alle immagini, e diretto da Andrej Khrzhanovskij, uno dei più affermati registi dell’animazione russa, Dolgoe putescestvie raccoglie in pochi minuti le figure tratte dalle centinaia di ritratti, schizzi, bozzetti, che il maestro Fellini aveva l’abitudine di disegnare durante la fase di preparazione delle sue opere, sul set, o magari sul tovagliolo di carta di un ristorante dopo aver notato un volto che lo aveva colpito. Le figure oniriche protagoniste dell’animazione, provengono direttamente da quell’inconscio nel quale Fellini diceva di avventurarsi meravigliosamente e dal quale tirava fuori i soggetti dei suoi film.

Oh, che pel paesaggio! (Campari)

Di Federico Fellini, Italia 1984, 1′
Lo spot è ambientato nello scompartimento di un treno e si sofferma su due passeggeri: un uomo e una donna dell’alta borghesia. Fuori dal finestrino si susseguono intanto diversi paesaggi, da quello montano a immagini del deserto: è la donna, insoddisfatta e annoiata, a cambiare continuamente lo scenario esterno con un telecomando. Alla fine, la donna ferma l’immagine sulla Piazza dei Miracoli di Pisa e al centro dell’ingresso del Duomo appare la bottiglia rossa di Campari. Nello stesso istante, entra nel vagone del treno una cameriera che porta ai due viaggiatori la bottiglia di Campari con due bicchieri per brindare.

Rigatoni: Alta Società (Barilla)

Di Federico Fellini, Italia 1985, 1′
Lo spot vede protagonista una coppia d’amanti a cena in un ristorante molto elegante. Al momento delle ordinazioni si avvicinano alcuni camerieri e il maître, che consiglia alla coppia raffinati piatti della cucina francese. Durante la lettura del menù i due sembrano più interessati a scambiarsi sguardi ammiccanti quando improvvisamente la donna ordina rigatoni italiani, provocando la sorpresa di tutti.

Il sogno (Banca di Roma)

Di Federico Fellini, Italia 1992, 6′
Ultimo lavoro del maestro, concluso poco prima della sua scomparsa nel 1993, lo spot è suddiviso in tre episodi i quali hanno tutti come protagonista l’attore Paolo Villaggio. Nel primo, caratterizzato da un’atmosfera cupa, il protagonista fa un sogno in cui tornano a vivere i suoi timori di adolescente: la bella vicina di casa olandese irraggiungibile e un leone che piange.
Nel secondo spot, il sogno vede Villaggio al volante di una macchina all’interno di una galleria che inizia a crollare a pezzi bloccando la via d’uscita. Infine, il terzo spot/sogno vede il protagonista in un grande campo di grano, mentre sta pranzando beatamente con una bella ragazza (Anna Falchi). Ma la tranquillità è apparente, poiché sta per sopraggiungere un treno all’improvviso.

MASTERCLASS

 

Good Morning, Aman

Di Claudio Noce, Italia 2009, 105′
Aman, ventenne di origine Somala, vive a Roma da quando aveva quattro anni. Teodoro è un ex pugile romano quarantenne, intrappolato nel passato e nelle sue colpe da espiare. Da tempo Aman e il suo amico Said hanno scoperto un luogo dove far sprofondare sogni, speranze e illusioni: sui terrazzi dell’Esquilino, dall’alto dei tetti, si sentono più simili al fiume di gente che si muove freneticamente lungo le vie della città. Dopo la partenza dell’amico Said, Aman si sente ancora più solo; è allora che, su uno dei terrazzi, una notte appare Teodoro. Nonostante la reciproca diversità, i due si legheranno in modo indissolubile: Aman diventerà presto indispensabile per Teodoro nella ricerca della sua moralità, accompagnandolo nel suo passato; mentre Teodoro insegnerà al ragazzo che la solitudine può essere un trampolino per conoscere la vita. Entrambi, pur con esiti opposti, troveranno la forza di dare una svolta decisiva alle rispettive esistenze.

Buio

Di Emanuela Rossi, Italia 2019, 98′
La diciassettenne Stella vive con le due sorelle più piccole, Luce ed Aria, in una casa dalle finestre sbarrate dove il tempo sembra essersi fermato. Ogni sera il padre rientra dopo essere andato in cerca di cibo; si spoglia della maschera antigas e della tuta termica, indispensabili per affrontare il mondo esterno colpito da un’eruzione solare, e aggiorna le figlie con i racconti di un’Apocalisse ancora in corso, che continua a decimare l’umanità. Una sera, però, l’uomo non torna: Stella, così, decide di uscire per cercare del cibo, affrontando il mondo che, per le donne in genere, sembra essere proibito.




Musica in Sardegna: Mario Donato Vinci con “La Hoja” in Europa fa incetta di festival internazionali

Il giovane performer sassarese travolge le rassegne canore di Romania, Serbia e Ucraina con il brano scritto per lui da Claudio Fancellu: un forte messaggio di resilienza in piena pandemia globale che coinvolge bambini e ragazzi di diverse etnie

Nel videoclip la partecipazione straordinaria del “Coro Piccole note di Città del Messico” diretto dal maestro Jesus Vazquez

 

SASSARI. Mario Donato Vinci non si ferma più. Con il nuovo singolo “La Hoja” (la foglia) scritto per lui in piena pandemia dal cantautore Claudio Fancellu, il giovane artista sassarese sta conquistando uno dietro l’altro i festival internazionali a cui partecipa in rappresentanza dell’Italia.

Il 3 ottobre si è aggiudicato il primo posto al festival “Child smile Day” di Piatra Neamt in Romania. Il 6 ottobre ha fatto il pieno di riconoscimenti al festival internazionale “Angel voice” di Belgrado, in Serbia: a lui è andato il più importante, il “Grand Prix The best song”, per poi ricevere il primo premio per “Indimenticabile performance” e ancora primo premio per la categoria “The bestsong and The best lyrics”.

Dalla Serbia all’Ucraina, primo posto per migliore performance e Premio speciale per le cinquantamila visualizzazioni del video-live al festival internazionale “Insieme alle stelle. Cantando con Ruslana”, tenutosi dal 1 ottobre al 12 novembre. Al gradimento del pubblico online e della giuria di qualità va ad aggiungersi l’apprezzamento espresso dalla pop star internazionale Ruslana Stepanivna Lyzhychko, ex parlamentare ucraina e ambasciatrice UNICEF, sia per le doti di cantante che per la presenza scenica. Tutte le rassegne musicali utilizzano la modalità di partecipazione online a causa del blocco sanitario. Una procedura di sicurezza che non ha scalfito la soddisfazione per gli ottimi risultati del giovane talento sardo, allievo all’indirizzo musicale dell’Istituto Comprensivo Pasquale Tola e della F.Art Studio Dance Academy di Sassari.

“La Hoja” è un singolo dal ritmo accattivante e coinvolgente, nel quale canto e danza latino americana vanno all’unisono con il valore e il significato del testo, scritto per metà in italiano e per metà in spagnolo. Straordinaria cornice canora è offerta dalla partecipazione del “Coro Piccole note di Città del Messico” diretto dal maestro Jesus Vazquez. Il brano trasmette tutto il valore della spensieratezza dei bambini, della gioia come potente motore della vita per migliorarsi, essere curiosi e aperti al mondo.

Registrato nello studio di Stefano Falchi a Sassari, il pezzo ha avuto come madrina artistica la designer romana Anna Crecco, fondatrice e direttrice della web radio “Oltre Tutto Radio”, e come sponsor Desole Bimbi – Clan Kids e Garage Frank.

Dopo il suo debutto pubblico sul palco di “Sassari Estate 2020 – Danzando sotto le Stelle”, “La Hoja” è esplosa sul web il 7 ottobre nella giornata internazionale del sorriso attraverso il videoclip prodotto da Media E20, con la brillante coreografia appositamente studiata dal maestro Giuseppe Madeddu, che coinvolge le ballerine Marianna Doro e Gaya Soro assieme a Mario Donato.

Pubblicato su youtube al link https://youtu.be/_vUuph9HeKY, il videoclip gode della partecipazione di bambini e ragazzi di diverse etnie, in un clima di unione e gioiosità, come forte messaggio di resilienza in piena pandemia globale.