Finanziamenti alle Città di Fondazione, La Sfilata dei Meriti Politici: Quando la Campagna Elettorale Diventa una Gara di Lunghezze

La disputa tra Tedde Forza Italia e Pais Lega sulla paternità del progetto per la valorizzazione di Fertilia: una questione di merito politico.

In un contesto di fervente attività politica, emerge una disputa tra Marco Tedde e Michele Pais attraverso ” i portavoce” Nunzio Camerada e Michele Ennas , riguardante la paternità di un importante progetto di finanziamento per le Città di Fondazione, tra cui Fertilia.

La soddisfazione espressa da Camerada per il contributo di 200mila euro destinato a Fertilia sottolinea il ruolo chiave dell’ex consigliere regionale Marco Tedde nella proposta di questo finanziamento. Secondo Camerada, questo finanziamento, deliberato dalla Giunta regionale a marzo e proposto nell’ultima Finanziaria da Tedde, mira a valorizzare il patrimonio culturale di Fertilia, una città con un ricco background storico e culturale.

D’altro canto, Michele Ennas, capogruppo della Lega, mette in luce il contributo di 600mila euro per le Città di Fondazione , deliberato seguendo la proposta del presidente Michele Pais. Ennas sottolinea come senza l’impegno attivo di Pais, il progetto non avrebbe preso forma, e si dice sorpreso dal tentativo di Tedde di assumersi la paternità della proposta, non avendo contribuito alla sua ideazione.

Questa disputa solleva una riflessione più ampia sulla dinamica politica in atto: chi merita il riconoscimento per il successo di un’iniziativa così significativa? La gara politica per il predominio e il riconoscimento tra Tedde e Pais pone in evidenza la complessità e spesso l’ambiguità nella determinazione del vero artefice dietro le proposte legislative e i finanziamenti.

Nell’affascinante teatro della politica italiana, dove il sipario si alza sulla scena della campagna elettorale per le regionali e successivamente per le comunali, assistiamo a una gara non ufficiale ma piuttosto evidente: la competizione a “chi lo ha più lungo”, non tanto in termini di metratura, ma di meriti e realizzazioni politiche. I nostri politici sembrano entusiasti di mettere il loro “timbro” su qualsiasi cosa che respiri, si muova o abbia un minimo di rilevanza pubblica, aspettandosi che l’elettore, in un impeto di riconoscenza, scatti in piedi con un applauso fragoroso. Questa aspettativa è paragonabile all’applauso dei passeggeri quando un aereo atterra, come se il pilota non avesse fatto altro che il suo dovere, cioè quello di portarti in cielo e, sperabilmente, farti atterrare in sicurezza.

E così, mentre i politici sbandierano i loro successi come trofei in una corsa all’autoglorificazione, lo scontro politico si polarizza ulteriormente, trasformando quello che dovrebbe essere un dibattito costruttivo in una battaglia di ego gonfiati. In questo contesto, l’elettore si trova spesso a navigare in un mare di autocompiacimenti e promesse, cercando di distinguere la realtà dalla retorica. Ah, la politica! Un teatro dove tutti vogliono essere protagonisti, ma pochi ricordano che lo spettacolo dovrebbe essere per il pubblico, non per gli attori.




ERSU SASSARI IN BALIA DELLE ONDE. A RISCHIO I FINANZIAMENTI ED IL CAMPUS

Cagliari, 19 dicembre 2022 -Ersu Sassari in balia delle onde. Si nomini cda e direttore generale -. Il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde interviene sul tema della scadenza del cda e del dg dell’ente per il diritto allo studio universitario di Sassari, che da circa sei mesi è giocoforza costretto a vivacchiare in regime di ordinaria amministrazione, senza potere fare scelte strategiche e dare indirizzi. L’assenza degli organi statutari fa correre all’ente il serio rischio di non potere ottenere dall’assessorato della pubblica istruzione i fondi per il funzionamento dell’ente. La normativa regionale prevede espressamente che il cda dell’Ersu decide gli indirizzi sulla gestione dei servizi per gli studenti, approva il bilancio e delibera sull’acquisto di beni immobili. Da tale vuoto amministrativo deriva anche l’impossibilità di intervenire sulla realizzazione del campus universitario, con il rischio di definanziamento delle risorse a suo tempo stanziate. “Posto che i rappresentanti dell’Università e degli studenti pare siano stati già indicati, occorre che con sollecitudine il Consiglio regionale e il Presidente della Regione nominino rispettivamente i due membri del cda e il Presidente dell’ente -evidenzia il consigliere regionale di maggioranza-. Al di là dei buoni propositi periodicamente manifestati, è indispensabile che in quest’ultimo scorcio di legislatura la Giunta e la maggioranza aggrediscano i problemi e affrontino con rapidità i temi che contribuiscono a migliorare il livello qualitativo della vita delle nostre comunità. E il diritto allo studio deve ricevere particolare attenzione perché il suo corretto esercizio determina la crescita culturale e la formazione delle nuove e future generazioni di sardi -chiude l’esponente di Forza Italia-.”




Lingua sarda, il COLCS ringrazia la Regione: finanziati altri sportelli linguistici

CAGLIARI. Il COLCS, Coordinamentu Operadores Limba e Cultura Sarda, ringrazia la Giunta regionale e le forze politiche che hanno dato il loro contributo al fine di integrare le risorse economiche relative al finanziamento degli sportelli linguistici comunali e sovracomunali.

Sportelli che erano rimasti esclusi a causa di carenza di fondi dai contributi finanziari del 2021, dopo che ne avevano fatto espressa richiesta alla RAS in relazione al finanziamento sui fondi della Legge 482/99 e della Legge regionale 22/2018.

Un importante risultato per il COLCS, che nelle ultime settimane aveva intrapreso numerose iniziative per sollecitare la tutela di questo importante segmento della politica linguistica in Sardegna. Il coordinamento riconosce pertanto l’impegno e apprezza la volontà politica dell’attuale maggioranza, così come riconosce il supporto di alcune frange dell’opposizione in Consiglio regionale.

La cifra integrata però non copre tutte le richieste presentate dalle amministrazioni singole o riunite in unioni o aggregazioni. L’auspicio è che la volontà politica e la disponibilità economica si concretizzino con più fattibilità nella prossima legge finanziaria, e che in futuro si prenda in considerazione l’intera copertura territoriale dei progetti.




PROGETTI PER L’ALGHERESE NELLE SCUOLE – PASSI AVANTI CON I FINANZIAMENTI DELLA REGIONE

La procedura della Regione Sardegna per il sostegno alle linee di intervento di finanziamento dell’insegnamento del catalano di Alghero  nelle scuole segna un primo importante passo nell’applicazione della Legge regionale 22/2018. Sette progetti approvati per l’insegnamento in orario curriculare, e la Regione riapre i termini: c’è ancora spazio per ulteriori richieste, fino al 22 novembre.

La Consulta Cívica per les Polítiques Lingüístiques del Català de l’Alguer accoglie con favore i risultati degli avvisi pubblici dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione, denominati “Insulas” e “Frailes” che mettono a disposizione annualmente complessivi 900 mila euro nell’Isola per l’insegnamento veicolare delle lingue delle minoranze storiche e laboratori didattici extracurriculari. Dopo una prima annualità che non ha potuto mettere in campo  progetti e risorse, in questo anno scolastico si aprono buone prospettive. Sono infatti sette le progettualità presentate per la linea “Insulas” dalle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado di Alghero che la Direzione Generale dell’Assessorato ha ritenuto ammissibili e finanziabili. Riteniamo che questo primo passo sia anche frutto degli sforzi compiuti dalla Consulta con il Comune di Alghero per la promozione delle opportunità normative e finanziarie presso le scuole cittadine e presso le famiglie. Il Comitato Direttivo della Consulta, composto dal Presidente Giovanni Chessa, dal Vicepresidente Stefano Campus, dal segretario Aldo Dore e dai componenti Guido Sari e Maria Grazia Fiori,  ritiene sia importante più che mai che si prosegua nella promozione delle opportunità, collaborando con il Comune di Alghero, presso le famiglie algheresi e presso le istituzioni scolastiche sostenendo la necessità di mettere in campo attività di insegnamento che la Regione sta facilitando con la legge 22.  Per questo motivi la Consulta, nel proseguire con la sensibilizzazione verso questa importante conquista culturale e sociale rappresentata dall’insegnamento nelle scuole dell’algherese, crede che la recente riapertura dei termini per la presentazione dei progetti nell’ambito della Linea “Insulas” per l’insegnamento della lingua in orari curriculari, che sposta al 22 novembre il termine per la presentazione dei progetti, sia un’ulteriore occasione da sfruttare. Non solo la riapertura dei termini, ma anche la possibilità di presentare fino a un massimo di quattro proposte progettuali per ordine di scuola. Confidiamo nella sensibilità del corpo docente che certamente non si lascerà sfuggire questa ulteriore apertura.

Il Presidente 

Giovanni Chessa 




Colcs, operatori della lingua sarda sul piede di guerra

Daniela Masia, rappresentante del Colcs

CAGLIARI. L’appello corale ai vertici della Regione forse non basta più e, a distanza di circa due mesi dalla lettera aperta dei cento sindaci al presidente Christian Solinas, ora il Colcs fa la voce la voce grossa, promettendo azioni di protesta e di lotta presso il Palazzo Regionale se non verranno messe a disposizione le risorse sufficienti a salvare buona parte degli sportelli linguistici comunali e sovracomunali, rimasti esclusi dopo tanti anni di impegno, dedizione e competenze maturate.

Il Coordinamentu Operadores de Limba e Cultura Sarda, rappresentato da Daniela Masia, chiede con forza di integrare le risorse per gli sportelli ai quali è stato negato il finanziamento, a causa di carenza di fondi, dai contributi finanziari del 2021. Si parla di almeno un milione e mezzo di euro che, nel complesso del bilancio regionale, paiono ben poca cosa, ma senza i quali si rischia di mandare a casa professionalità che a questo lavoro hanno dedicato anni della propria vita.

L’integrazione richiesta alla RAS, è relativa al finanziamento sui fondi della 482 del 99 e della Legge regionale 22 del 2019. “Senza le attività degli sportelli linguistici – affermano gli operatori – la vocazione stessa della 482 viene a mancare”.

Al momento, sono state tagliate fuori numerose aree che storicamente svolgono importanti attività di promozione e valorizzazione linguistica, nonostante abbiano presentato progetti ritenuti validi e ammissibili. Zone come il Logudoro e il Meilogu, il Terralbese e l’Unione dei Comuni dei Fenici, il Parteolla e il Basso Campidano, per arrivare alla Comunità Montana del Nuorese Gennargentu Supramonte Barbagia passando per l’Unione Comuni del Montalbo, il Marghine e il Goceano.

Come ha specificato Masia, il lavoro svolto nella maggior parte di questi territori ha trovato la sua efficacia grazie al suo carattere non occasionale, ma permanente. La cessazione delle attività di sportello, oltre a essere avvertita negativamente dalle comunità interessate, metterebbe a rischio molti posti di lavoro, e con essi il patrimonio di competenze, di professionalità e valorizzazione linguistica che gli operatori svolgono con profonda responsabilità.




Lingua sarda, oltre cento sindaci con il Colcs scrivono a Solinas: “Più fondi per dare continuità agli sportelli linguistici”

Foto di repertorio di una riunione sulla lingua sarda

Oltre cento sindaci da tutta la Sardegna hanno scritto al presidente della Giunta regionale Christian Solinas, affinché nell’imminente assestamento di bilancio (che dovrebbe essere varato entro agosto), il governatore possa intervenire per integrare le risorse di finanziamento degli sportelli linguistici comunali e sovracomunali rimasti esclusi dai contributi finanziari del 2021 a causa di carenza di fondi.

“Fondi necessari per continuare nell’opera di diffusione capillare della lingua e della cultura sarda che gli sportelli linguistici, animati dalla passione e dalla professionalità degli operatori territoriali, portano avanti ormai da anni”, sostengono gli stessi amministratori, che hanno fatto richiesta alla RAS per il finanziamento relativo ai fondi della 482 del 99 e della Legge regionale 22 del 2018.

Se è vero che da un lato la quota di finanziamenti negli ultimi decenni non è diminuita, è anche vero che il numero di sportelli e di operatori è notevolmente aumentato. Segno dell’efficacia nella sensibilizzazione capillare dei territori, ottenuta da parte di chi lavora in questo settore con dedizione e competenza.

A causa dell’esaurimento delle risorse sono state tagliate fuori dal finanziamento numerose aree che storicamente svolgono importanti attività di promozione e valorizzazione linguistica, nonostante abbiano presentato progetti ritenuti validi e ammissibili. Zone come il Logudoro e il Meilogu, il Terralbese e l’Unione dei Comuni dei Fenici, il Parteolla e il Basso Campidano, per arrivare alla Comunità Montana del Nuorese Gennargentu Supramonte Barbagia passando per l’Unione Comuni del Montalbo, il Marghine e il Goceano.

«È la prima volta che l’esclusione avviene in maniera così massiccia – ha affermato Daniela Masia, presidente del COLCS (Coordinamentu operadores de limba e cultura sarda) –. Il lavoro svolto nella maggior parte di questi territori ha trovato la sua efficacia grazie al suo carattere non occasionale, ma permanente. Ora si rischia un blocco che, oltre a essere avvertito negativamente dalle comunità, metterebbe a rischio molti posti di lavoro con il patrimonio in ordine di competenze, di professionalità e di valorizzazione linguistica che gli operatori svolgono con grande responsabilità».

L’auspicio è che la sensibilità mostrata da Solinas già dopo le prime segnalazioni – promosse sia da parte di importanti associazioni culturali, sia da consiglieri regionali che da un primo nucleo dei sindaci più reattivi – trovi in un atto concreto d’implemento finanziario la risposta allo squilibrio che si verrebbe a creare tra i grandi Comuni, che hanno assorbito la maggior parte delle risorse, e i territori costituiti da piccoli Comuni rimasti scoperti, che già devono fare i conti con lo spopolamento e con la dissoluzione del tessuto identitario.




Alghero: Nota su Alghero tagliata fuori dai finanziamenti legge 7

“ La Regione Sardegna schiaffeggia ancora una volta Alghero. Pubblicate le graduatorie della legge 7 basata su una incredibile selezione che invece di tener conto delle qualità e del merito dei progetti si basa sulla velocità del polso,  si, un “bando a sportello” che premia solo la velocità del click.
La cultura per i sardoleghisti vale una manciata di secondi. Alghero, per la Giunta Solinas, neanche quelli. Eppure i tavoli dell’assessore Di Gangi avevano partorito tante domande. Ma niente risposte. Il Cap d’Any vale zero, e anche il Parco di Porto Conte con Emozioni di primavera del prossimo anno non vale un euro.  Dopo aver falcidiato il Rally ora tagliano le manifestazioni, la cultura e il turismo. Eppure, in altri tempi, eravamo riusciti ad ottenere dalla Regione un finanziamento triennale per il mondiale rally. Così come dal 2016, grazie all’impegno della Giunta Bruno, era avvenuto anche per il Cap d’Any e la Settimana Santa. Un lontano ricordo.
Chi aveva immaginato che un sindaco dello stesso partito del presidente  della Regione potesse rappresentare un vantaggio  si deve bruscamente risvegliare.  Oggi chiunque può  tristemente constatare che Alghero, come già per il pasticcio del finanziamento mancato al Rally, continua a ricevere solo cenere dalla Regione.
Viene quasi da pensare che il sindaco Conoci in Regione non rapppresenti un vantaggio, ma un handicap. Non conta niente, al pari del presidente Pais che ci regalerà forse un altro selfie.”
Gabriella Esposito
Mario Bruno
Pietro Sartore
Raimondo Cacciotto
Ornella Piras
Valdo Di Nolfo
Beniamino Pirisi



Comunicato stampa 03/04 Sen. Fenu e On. Manca: pagamento delle competenze coincidenti con il fermo pesca del 2018 e del 2019.

Entro la fine del mese di aprile, il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali provvederà ad erogare i contributi spettanti ai pescatori per il fermo pesca relativo all’anno 2018, mentre quelli relativi all’anno 2019 saranno erogati dal prossimo settembre. È quanto si apprende da una nota congiunta del Senatore Emiliano Fenu e dell’Onorevole Alberto Manca, entrambi del Movimento 5 Stelle.
“Ogni anno ai pescatori vengono liquidate le competenze relative al fermo pesca dell’anno precedente – sottolineano nella nota – ma lungaggini burocratiche hanno impedito al Ministero competente di erogare per tempo i contributi relativi alle annualità 2018 e 2019. Se a questo ritardo nei pagamenti aggiungiamo anche la momentanea impossibilità di lavorare a causa del diffondersi del coronavirus, è facile comprendere la gravità della situazione in cui versano gli operatori del settore della pesca, i cui problemi non possono restare inascoltati. A tal proposito, gli organi ministeriali competenti, sollecitati a provvedere all’erogazione dei pagamenti dovuti ai pescatori, hanno comunicato la data di fine aprile per l’avvio dell’iter di pagamento delle competenze 2018, e la data di settembre per l’avvio dei pagamenti delle competenze 2019. Il Governo e il Parlamento – concludono – dimostrano di essere vicini ai problemi degli operatori del settore della pesca e sono a lavoro per attenuare la gravità delle conseguenze economiche che questa crisi sta comportando”.

 

3-04-2020

La Redazione




“Bessude si apprezza”, pioggia di finanziamenti in arrivo

Tre milioni e duecentomila euro per il bando PIRU

Il sindaco Marras: “Così combattiamo lo spopolamento”

Tra gli interventi è previsto l’ampliamento del museo, la riqualificazione della viabilità, il ripristino delle aree verdi e la promozione di nuove attività economiche e culturali

 

Il sindaco di Bessude, Roberto Marras

BESSUDE. Una pioggia di finanziamenti mai visti a memoria d’uomo sta per raggiungere la piccola comunità del Meilogu: oltre tre milioni e duecentomila euro per sette interventi che nei prossimi mesi interesseranno la riqualificazione urbana, l’ampliamento del museo e dell’offerta turistico ricettiva, la viabilità e i percorsi naturalistici, le aree verdi, la promozione di nuove attività economiche e forme di sviluppo sostenibile in un’efficace azione di contrasto allo spopolamento.

Il sindaco Roberto Marras esulta per il coronamento di un sogno che si avvera, dopo un’azione amministrativa puntigliosa iniziata anni fa con il coinvolgimento della popolazione nel pieno spirito di una progettazione partecipata. L’annuncio del finanziamento è arrivato curiosamente il giorno di San Martino, una casualità interpretata come segno di buon auspicio da una comunità devotissima al santo patrono.

«Siamo riusciti a portare a buon fine i nostri propositi e ora ci aspettiamo un vero restyling del paese, per una piena valorizzazione delle sue eccellenze che possa far decollare lo sviluppo dell’intera comunità. Finalmente abbiamo uno strumento per combattere lo spopolamento – ha affermato il primo cittadino –. Questo finanziamento, che considero un fiore all’occhiello della nostra azione amministrativa, è frutto di un lavoro svolto in sinergia con popolazione, e si è concretizzato grazie all’ottimo lavoro svolto dall’area tecnica comunale».

Il museo Mu.Me

Bessude si sviluppa quindi, anzi, “si apprezza”, come è stato battezzato il progetto finanziato all’Assessorato Regionale agli Enti Locali attraverso il Programma per il Riordino Urbano (PIRU), che vede nel ruolo di responsabile l’ingegnere Massimiliano Carboni, coadiuvato dal geometra Pietro Sotgiu e dall’architetta Paola Chessa.

Tra i primi obiettivi c’è l’ampliamento del museo medievale Mu.Me in collaborazione con il Dipartimento di Storia, Scienze dell’uomo e della formazione dell’Università di Sassari, in virtù del proficuo rapporto già instaurato con il direttore Marco Milanese. Il complesso museale sarà dislocato tra diversi edifici di pregio destinati a biblioteca, laboratori didattici, sede consultazione, e infine a una vera e propria casa-museo ricca di testimonianze etnografiche del paese. Sarà accolta oltremodo la richiesta della curia Arcivescovile per l’apertura di una sezione dell’Archivio storico diocesano della Forania di Sorres.

L’iniziativa porterà quindi alla creazione di nuove posizioni di lavoro. Nello specifico, alla promozione di startup e cooperative locali, e all’assunzione di un archivista, di un docente in didattica museale e di un collaboratore in archeologia per l’individuazione e la perimetrazione dei villaggi medievali abbandonati del territorio, nell’ottica di ampliare il lavoro di ricerca già predisposto dallo studioso Gianluigi Marras. Sono in progetto anche studi approfonditi sui documenti presenti in ciascuna parrocchia del Meilogu. Un’operazione di sviluppo culturale inestimabile per l’intera Unione dei Comuni.

Le attività di gestione del Mu.Me, diretto operativamente da Gavino Cabras, garantiranno inoltre la presenza di gruppi di studenti a fini didattici e di ricerca, con conseguente ampliamento delle strutture ricettive ai fini dell’accoglienza per circa venti nuovi posti letto. Si spera a tal proposito di ripetere al più presto il progetto che quest’anno ha coinvolto gli studenti dell’University of British Columbia di Vancouver, in Canada, a cura della docente di Antropologia Sabrina Magliocco.

Sarà realizzata una pista ciclopedonale ad anello con caratteristiche di eco-sostenibilità che metterà in comunicazione il rione storico con l’area urbana più recente e i percorsi naturalistici, che saranno maggiormente valorizzati per favorire la scoperta di territorio e archeologia.

Attraverso gli interventi di riordino urbano si completerà il ripristino delle pavimentazioni storiche originarie, con la riscoperta de “s’impedradu” di piazze e sagrati. Altri punti importanti sono l’abbattimento delle barriere architettoniche urbane e la rifunzionalizzazione delle strutture dell’ex scuola e dell’ex comune e delle aree di loro pertinenza per creazione di nuovi servizi alla popolazione.

Sono stati programmati sistemi di illuminazione a basso impatto ambientale e persino le pensiline di servizio alla pista ciclopedonale avranno pannelli fotovoltaici e utilizzo di energie da fonti rinnovabili. Non è stata trascurata dal progetto la valorizzazione del paesaggio, attuata attraverso la piantumazione di specie autoctone per la costituzione di aree verdi, tra le quali uno spazio ulteriore amplierà l’area di pertinenza della chiesa di San Leonardo. Dulcis in fundo, a partire dal parco Antonio Tanca sarà installata una funivia diretta fin sulla cima del Pelao, che permetterà ai visitatori di godere appieno dei meravigliosi panorami del territorio.