L’estate 2026 segna il ritorno della firma di Dolce&Gabbana al Cala di Volpe




Un accordo di filiera per la filiera bovina Sardo Bruna: la firma tra allevatori Coldiretti e la Forma Carni

Un accordo di filiera per la filiera bovina Sardo Bruna con obiettivo il riconoscimento IGPLa firma tra 80 allevatori Coldiretti e la Forma Carni

È stato firmato a Nuoro stamane, nella sede di Coldiretti Nuoro Ogliastra un importante contratto di filiera sulla valorizzazione della razza bovina Sardo Bruna che creerà una rete economica tra 80 allevatori di tutta la Sardegna rappresentati da Coldiretti, l’azienda Forma Carni e l’associazione regionale allevatori. Un accordo che vede tutti gli attori coinvolti, che da seguito a quanto sviluppato tramite il progetto di ricerca Valorisardo (con capofila l’azienda Forma), e che persegue il grande obiettivo del riconoscimento della Igp.La razza Sardo Bruna, bovino dalla caratteristiche genetiche uniche e con una grande adattabilità ai pascoli naturali dell’isola, è presente nella regione sarda in circa 57 mila capi (30 mila dei quali iscritti a selezione). “Quello che ci prefiggiamo di fare con questo accordo porterà benefici su diversi fronti – spiega Francesco Forma, della Forma Carni -. Prima di tutto sarà volano per preservare e valorizzare la più importante razza autoctona presente nella nostra isola. Un allevamento per il quale c’è stato uno studio importante in collaborazione con il mondo accademico sassarese della Facoltà di Agraria tramite il progetto di ricerca Valorisardo che ha confermato scientificamente la eccellente qualità delle carni che possono inserirsi nel segmento delle carni di alta qualità. Il mercato inoltre, dalle analisi fatte ricerca queste caratteristiche e la garanzia della origine”. Presupposti fondamentali che hanno preparato il campo all’attuazione di un accordo fondamentale per creare massa critica. Presenti alla firma oltre a Francesco Forma anche i vertici regionali di Coldiretti Sardegna, il presidente Battista Cualbu e il direttore Luca Saba, il presidente e il direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra Leonardo Salis e Alessandro Serra, mentre per l’Aars il presidente Luciano Useli Bacchitta. “Si tratta del risultato del lavoro avviato all’interno della Federazione Nuoro Ogliastra e esteso a tutta la Sardegna – ha spiegato Battista Cualbu – che pone al centro i nostri allevatori bovini che hanno puntato sull’allevamento di una razza storica. Punto fondamentale dell’accordo è un prezzo garantito agli allevatori, laddove a governare investimenti e prosecuzione nel progetto, lo sappiamo, è la certezza della remunerazione”. “Le parti condividono l’interesse comune di valorizzare e promuovere la filiera del bovino di razza Sardo-Bruna, nato e allevato in Sardegna, nel proprio interesse o in quello dei propri associati e nell’interesse del comparto”, si sottolinea nel contratto: presupposti per assicurare al consumatore finale la garanzia di alta qualità del prodotto. “Creiamo una base solida che incentivi gli allevatori nel puntare sulla Sardo Bruna. Obiettivo di questo accordo è aumentare i numeri allevati in Sardegna – continua Forma – e di farlo in maniera consapevole e con grande attenzione alla selezione. Fondamentale è il lavoro dell’associazione allevatori infatti”. “L’impegno che da anni sta portando avanti l’Aars – sottolinea Bachitta – con la promozione di questa razza e attenzione agli allevatori che puntano su di essa, si è concretizzato con l’organizzazione di ben due edizioni della mostra regionale sulla sardo bruna, che hanno riscosso grande interesse e hanno dato un grande contributo nell’impegno delle aziende ad affinare metodologie di allevamento e selezione, con l’assistenza della nostra realtà associativa”. L’obiettivo finale, condiviso da tutti, è arrivare al riconoscimento Igp. “L’indicazione geografica protetta permette la messa in campo di azioni con un raggio molto più ampio, sia dal punto di vista promozionale, ma anche culturale, e in ciò che riguarda la tutela da contraffazioni e manipolazioni. In un’Europa dove le premialità andranno a chi soddisfa gli obiettivi di sostenibilità, possiamo solo affermare che stiamo mettendo in moto una macchina che potrà produrre tanto” hanno concluso.




TRENINO VERDE, CON LA FIRMA DEI SINDACI NASCE LA FONDAZIONE. L’ASSESSORE MORO: “UNA GIORNATA STORICA PER UNA GRANDE RISORSA TURISTICA E CULTURALE DELLA SARDEGNA, VEICOLO DELLA NOSTRA IDENTITÀ”

Sassari, 5 dicembre 2023 – Con il sì dei sindaci nasce la “Fondazione Trenino verde storico della Sardegna”. L’adesione è stata formalizzata oggi a Sassari, nell’Aula Magna dell’Università, nel corso del convegno “Il treno ad altra velocità”, con la firma dell’atto costitutivo della Fondazione da parte dei sindaci dei primi 43 Comuni – sul totale di 58 interessati dal tracciato, tre Comuni stanno perfezionando l’adesione e la faranno successivamente – che entrano nella Fondazione in qualità di soci fondatori con Regione Sardegna e Arst. All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale dei Trasporti, Antonio Moro, e i vertici dell’Arst, l’amministratore unico Roberto Neroni e il direttore centrale Carlo Poledrini. 

“Oggi è una giornata storica”, ha detto l’assessore Moro. “Firmiamo l’atto costitutivo della Fondazione per rilanciare questa straordinaria risorsa dell’intera Isola, un simbolo e un veicolo della nostra identità, e per valorizzare i nostri territori, soprattutto quelli dell’interno, che hanno maggiore bisogno di sostegno e di aiuti da parte della Regione”. Per sostenere il progetto, ha spiegato l’esponente della Giunta Solinas, “ci sono le risorse già stanziate e ci sono i lavori sulla rete ferroviaria più antica d’Europa, più importante d’Europa. È un patrimonio che doveva trovare un meccanismo di gestione efficiente che garantisse ai Comuni e ai territori di essere protagonisti e regalasse alla Sardegna un ulteriore strumento per favorire la crescita turistica e il suo sviluppo economico”. 

La Fondazione – come prevede la delibera della Giunta regionale del 17 novembre 2023, in attuazione dell’articolo 138 della legge regionale 9 del 23 ottobre 2023 – ha come organi il presidente (nel corso dell’ultima seduta la Giunta ha nominato il commercialista Elso Rei), la giunta esecutiva (composta dal presidente, da due componenti scelti dall’assemblea di partecipazione tra quattro rappresentati delle tratte ferroviarie individuati dai Comuni territorialmente competenti e due componenti nominati dall’Arst), l’assemblea di partecipazione (composta dai membri fondatori) e il revisore dei conti. Possono ottenere la qualifica di “partecipanti”, senza diritto di voto in assemblea, le persone fisiche e giuridiche, pubbliche e private, gli enti e le associazioni che contribuiscono agli scopi della fondazione. 

Hanno già annunciato la loro adesione Fai Sardegna, Università di Sassari, Provincia di Sassari, Fondazione Maria Carta, Consorzio Costa Smeralda, Fasi, la federazione degli emigrati sardi, Fondazione Mont’e Prama e Associazione Enti locali per le attività culturali e di spettacolo.

Ecco l’elenco dei 43 Comuni fondatori: Aritzo, Arzana, Belvì, Bortigiadas, Bosa, Calangianus, Chiaramonti, Elini, Flussio, Gairo, Girasole, Ilbono, Isili, Jerzu, Laconi, Laerru, Lanusei, Luras, Macomer, Magomadas, Mandas, Martis, Meana Sardo, Modolo, Nulvi, Nurallao, Osilo, Osini, Perfugas, Ploaghe, Sadali, Sassari, Seui, Sorgono, Suni, Tempio Pausania, Tinnura, Tonara, Tortolì, Tresnuraghes, Ulassai, Ussassai, Villagrande Strisaili. I tre Comuni che aderiranno nei prossimi giorni sono Desulo, Sant’Antonio di Gallura e Serri. 

Al convegno sono intervenuti anche il rettore Gavino Mariotti, il sindaco di Sassari Gian Vittorio Campus, il commissario straordinario della Provincia di Sassari, Pietro Fois, il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, Giovanni Pruneddu, docente di Diritto della navigazione e del turismo dell’Università di Sassari, e la direttrice del mensile “Dove” (Rcs-Corriere della Sera), Simona Tedesco




Giorgio Casu firma la scalinata della pace di Santa Lucia

L’artista sardo per la seconda volta ad Arzachena realizzerà l’installazione più attesa dell’anno

Arzachena, 9 febbraio 2023. L’edizione 2023 dell’installazione sulla scalinata della chiesa di Santa Lucia porterà la firma dell’artista Giorgio Casu per la seconda volta. Alice è il nome del personaggio al centro dell’opera ideata dal pittore di San Gavino Monreale per rappresentare il tema “Una scalinata per la pace” indicato dalla delegata alla Cultura Valentina Geromino per i partecipanti al bando lanciato lo scorso gennaio. L’opera si chiamerà “Condivisione” e verrà svelata in occasione della settimana di Pasqua quale protagonista del centro storico di Arzachena per tutto il 2023.

Dopo aver vinto il concorso di idee bandito dal Comune nel 2021 con l’opera “l’Albero della vita”, Casu ha ideato un nuovo progetto per Arzachena che gli è valso l’aggiudicazione da parte della commissione.

“Giorgio Casu ha conquistato la notorietà grazie a interventi di arte urbana realizzati in tutta l’Isola e a partecipazioni ad esposizioni di livello internazionale. Siamo entusiasti di vederlo all’opera ad Arzachena ancora una volta dopo il grande successo di visitatori che ha portato nel centro storico con il progetto del 2021 – dichiara la delegata alla Cultura, Valentina Geromino -. C’è molta attesa e curiosità per questo nuovo intervento che si è consolidato nel tempo come un appuntamento artistico-culturale irrinunciabile per rianimare il centro storico. L’installazione diventa anche strumento per trasmettere messaggi ricchi di significato alla comunità e ai visitatori di tutto il mondo, che scelgono da sempre la nostra destinazione per le vacanze”.

“Condivisione” verrà realizzata nel mese di marzo come dipinto su 74 tavole in legno e sarà inaugurata prima di Pasqua.

“Ho deciso di trattare il tema della pace rappresentando una delle figure che hanno caratterizzato il mio lavoro negli ultimi anni: Alice. Insieme ai conflitti che stanno attanagliando il mondo in una morsa di rancore insoluta esiste un’altra guerra, quella per il diritto di esistere nella diversità – afferma Giorgio Casu -. Così, ho scelto di raffigurare una ragazza con un libro in mano lungo la scalinata. Qui, Alice è una donna che non ha paura di mostrare le proprie passioni e la ricerca della propria identità. Questa ricerca dovrebbe essere un diritto assoluto e non un lusso, o una negazione culturale. Con questo diritto arriva anche il dovere della capacita di rapportarsi all’altro, diverso o simile, per cercare una via comune di pace e integrazione nel mondo che condividiamo. Ho chiamato quest’opera “condivisione” perché è una prerogativa e non un sogno, almeno nel mondo di Alice”.




Torres, firma il centrocampista offensivo Francesco Nirta

Una freccia in più nell’arco degli under di Mister Alfonso Greco. Si tratta di Francesco Nirta, un centrocampista dalle caratteristiche offensive che, all’occorrenza, può fare anche il trequartista. Francesco Nirta è un classe 2003 che l’anno scorso, in prestito dal Lecce, ha disputato il campionato di Serie D con il San Luca (girone I). il giovane neo rossoblù ha militato anche nei settori giovanili di Arezzo e Reggina. Da oggi vestirà la maglia della Torres.




Il Presidente Solinas firma l’ordinanza: vietato arrivare nelle seconde case.

leggi l’ordinanza




Clean sea life: Coronavirus, il sindaco firma la nuova ordinanza, tra riprese del Dpcm e integrazioni

Questa settimana i pescatori di Porto Torres riporteranno a terra la spazzatura raccolta sui fondali: continua l’attività di supporto al disegno di legge Salva Mare del Parco Nazionale dell’Asinara con il progetto europeo Clean Sea LIFE

Porto Torres, 26 ottobre 2020 – Torna a Porto Torres la ‘pesca dei rifiuti’, l’iniziativa organizzata dal Parco Nazionale dell’Asinara nell’ambito del progetto europeo Clean Sea LIFE per promuovere le attività di pulizia dei fondali. Dodici i pescherecci turritani che sbarcheranno per tutta la settimana i rifiuti imbrigliati nelle reti; a smaltirli penserà l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna con la collaborazione del Comune, della Capitaneria di Porto e il sostegno del programma LIFE della Commissione Europea. Nella mattinata di domani, martedì 26 ottobre alle ore 9.00, presso la banchina Dogana lato interno, avverrà il primo sbarco dei rifiuti e, contestualmente, il Parco consegnerà una cerata ai pescatori in riconoscimento del loro impegno.

Nella passata edizione di A pesca di Rifiuti ciascun peschereccio di Porto Torres sbarcò in media 16 kg di spazzatura marina. Una attività che, in assenza di un iter condiviso e una filiera che ne assicuri lo smaltimento al di fuori di queste iniziative sperimentali, ancora oggi è fuori legge. Così tutti i giorni bidoni, bottiglie, reti abbandonate e sacchi di plastica che finiscono nelle reti vengono riportati a galla e poi ributtati poi in mare.

Spiegano Eleonora De Sabata, coordinatrice del progetto e Vittorio Gazale, direttore del Parco dell’Asinara: “Da Porto Torres è partita una piccola rivoluzione di buonsenso che, con la sperimentazione Clean Sea LIFE, ha toccato San Benedetto del Tronto, Rimini e Manfredonia ed è infine approdata in Parlamento. Coinvolgendo 100 pescherecci, la flotta più numerosa mai impegnata in questa attività. E’ stato identificato un modello virtuoso di gestione condiviso prima con la Camera dei Deputati e ora in Senato. Ci auguriamo che il disegno di legge Salva Mare possa ora essere approvato e implementato al più presto, consentendo a tutti i pescatori d’Italia di ripulire i fondali del nostro mare”.

Il progetto europeo Clean Sea LIFE si avvia a conclusione dopo quattro anni di intensa attività per la quale è stato riconosciuto come ‘flagship project’ del programma LIFE. Oltre alla collaborazione sul disegno di legge Salva Mare, Clean Sea Life ha contribuito al bando delle microplastiche nei cosmetici in Italia, meritandosi la citazione dal Ministero dell’Ambiente quale Best Practice nel “G7 Plastics Workshop” del 2017. Tre comuni italiani hanno bandito, su invito del progetto, il lancio massiccio di palloncini. Più di 9.000 persone hanno preso parte alle attività di pulizia di spiagge e fondali, raccogliendo oltre 66 tonnellate di spazzatura marina, di cui 51 dai fondali italiani. Oltre 18.000 persone, 4.500 studenti, 223 circoli nautici, di subacquea e pesca e 120 operatori turistici e balneari hanno aderito a Clean Sea LIFE. In tre anni il progetto ha coinvolto oltre 30.000 persone in conferenze, incontri, fiere e la mostra –  esposta sia nel Parco dell’Asinara che nella sede del Parco a Porto Torres, oltre che in Musei, acquari e persino sulle navi della Guardia Costiera – è stata visitata da oltre 65mila persone. Partner del progetto sono: il Parco Nazionale dell’Asinara, capofila, con CoNISMa, network di 35 università che studiano il mare; le associazioni Fondazione Cetacea, Legambiente, MedSharks e il Centro Velico Caprera. Clean Sea LIFE è presente sul web all’indirizzo www.cleansealife.it e sui social Facebook, Twitter, Instagram e Youtube @CleanSeaLife

Contatti:
Parco Nazionale dell’Asinara: [email protected]

Clean Sea Life: Eleonora de Sabata: cell. 339-6955671 [email protected]




Coronavirus, il sindaco firma la nuova ordinanza, tra riprese del Dpcm e integrazioni

Coronavirus, il sindaco firma la nuova ordinanza, tra riprese del Dpcm e integrazioni

Il sindaco Gian Vittorio Campus ha firmato oggi una nuova ordinanza per il contrasto al diffondersi del coronavirus. Un provvedimento che riprende il decreto del presidente del consiglio dei Ministri del 24ottobre e specifica e aggiunge alcuni passaggi, in particolare per quanto riguarda l’accesso dei visitatori al cimitero in questa settimana.

Per evitare assembramenti durante questi giorni in cui si commemorano i defunti, è disposto il contingentamento degli accessi all’interno dell’area cimiteriale, dal 26 ottobre al 2 novembre. La Polizia locale assicurerà la chiusura delle vie di accesso al cimitero, sia pedonali sia veicolari, qualora dovessero crearsi criticità per una presenza di persone incompatibile con la prescrizione che impone il divieto di assembramento e l’obbligo di assicurare il distanziamento non inferiore a un metro. Chi accede al cimitero deve indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie. I titolari dei chioschi che vendonopiante e fiori all’interno dell’area parcheggi e nel perimetro del cimitero dovranno assicurare il distanziamento di almeno un metro tra i clienti; i gestori di queste attività rispondono solidalmente con i trasgressori per il mancato rispetto delle prescrizioni.

Resta il divieto – previsto nella precedente ordinanza sindacale – di consumo, sia in forma itinerante sia statica, di vino, birra e superalcolici dalle 18 alle 8 del giorno successivo, sette giorni su sette, in tutto il territorio comunale su aree pubbliche e private aperte ad uso pubblico (ad esempio piazze, strade, anche private, etc).

L’ordinanza riprende poi quanto disposto dal decreto del presidente del Consiglio. Le attività dei servizi di ristorazione (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle 5 fino alle 18. Il consumo al tavolo è ammesso per massimo quattro persone per tavolata, salvo che siano tutti conviventi. L’ordinanza sindacale ricorda inoltre deve essere assicurato il distanziamento di almeno un metro sia tra chi è seduto allo stesso tavolo sia tra i diversi tavoli. Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento sia di trasporto. È consentita fino alle 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle vicinanze. Sono consentite le attività delle mense e catering continuativo su base contrattuale. I gestori dei distributori self-service automatici di bevande hanno l’obbligo di bloccare la vendita dalle 24 alle 5.

Il Dpcm stabilisce che possa essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le 21, di strade o piazze, dove si possono creare situazioni di assembramento. A Sassari al momento non è prevista alcuna chiusura.

Come previsto dal decreto nazionale, anche nel territorio comunale sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, così come sale giochi, sale scommesse, sale bingo; sospesi anche gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto, e le attività dei centri culturali, centri ricreativi e dei circoli privati.

Le manifestazioni pubbliche sono consentite esclusivamente in forma statica.

L’ordinanza è immediatamente esecutiva. Restano confermate le precedenti disposizioni, quando no contrastano con i nuovi provvedimenti, comprese le sanzioni accessorie.

Grazia Sini
Ufficio stampa
Comune di Sassari



Coronavirus, il sindaco firma la nuova ordinanza, tra riprese del Dpcm e integrazioni

COMUNICATO STAMPA

Coronavirus, il sindaco firma la nuova ordinanza, tra riprese del Dpcm e integrazioni

Il sindaco Gian Vittorio Campus ha firmato oggi una nuova ordinanza per il contrasto al diffondersi del coronavirus. Un provvedimento che riprende il decreto del presidente del consiglio dei Ministri del 18 ottobre e specifica e aggiunge alcuni passaggi. Resta confermato l’uso delle mascherine all’interno e all’aperto e anche in questo provvedimento, come in quello firmato il 14 ottobre, i circoli ricreativi in cui si somministrano alimenti e bevande sono sottoposti alle stesse misure previste per le attività di servizi di ristorazione e mescita .

La novità introdotta dall’ordinanza sindacale rispetto al Dpcm è « il divieto di consumo sia in forma itinerante che statica di vino, birra e superalcolici dalle 18 alle 8 del giorno successivo, sette giorni su sette, in tutto il territorio comunale su aree pubbliche e private aperte ad uso pubblico ». La violazione avviene quando si è in possesso di una di queste bevande a cui sia stato rimosso il dispositivo di chiusura del contenitore ( ad esempio il tappo o linguetta della lattina), e quando sia versata nel bicchiere o altro contenitore . Quando il divieto non è rispettato da tre o più persone insieme si configura anche l’illecito per assembramento.

L’ordinanza riprende poi quanto disposto dal decreto del presidente del Consiglio. Le attività dei servizi di ristorazione e mescita (tra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, circoli ricreativi in cui si somministrano alimenti e bevande ecc.) sono consentite dalle 5 alle 24, con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolata. Le attività sono consentite fino alle 18 in piedi o al bancone; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nonché, fino alle 24, la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze del locale. Tutti i locali devono restare chiusi dalle 24 alle 5 del giorno successivo.

Il gestore deve assicurare che i clienti seduti ai tavoli, all’interno come all’esterno del locale, mantengano tra loro il distanziamento interpersonale di non meno di un metro, sia tra i clienti, se non abitualmente conviventi, seduti allo stesso tavolo, sia nei confronti dei clienti seduti nei tavoli circostanti e che tutti indossino i dispositivi di protezione delle vie respiratorie, a eccezione del momento in cui consumano alimenti o bevande.

I gestori dei distributori self-service automatici di bevande hanno l’obbligo di bloccare l’acquisto di vino, birra e superalcolici dalle 24 alle 5 .

L’ordinanza firmata oggi, così come la numero 91 del 14 ottobre, resta in vigore fino al 13 novembre.

ordinanza sindacale n.93 del 19_10_2020_signed


Grazia Sini
Ufficio stampa




NUOVO OSPEDALE DI ALGHERO, TEDDE (F.I): BENE FIRMA CONTRATTO PER NUOVO OSPEDALE DI SAN GAVINO. ORA ATTENDIAMO IL NUOVO OSPEDALE DI ALGHERO

Alghero, 29 gennaio 2020 – “Si va verso la realizzazione del nuovo ospedale di San Gavino, ora siam certi che da parte della Giunta regionale verranno emanati atti in linea con gli impegni assunti  per il nuovo ospedale di Alghero”. L’ex sindaco di Alghero Marco Tedde così commenta la firma del contratto con cui l’Ats ha affidato alla società Inso, aggiudicataria dell’appalto, l’esecuzione dei lavori della nuova struttura di San Gavino finanziata con 68 milioni di euro dalla Giunta Pigliaru che in corsa aveva dimenticato il nuovo ospedale di Alghero. Secondo Tedde, per restituire efficienza alla sanità della Provincia di Sassari in generale e di Alghero in particolare occorre dare gambe al 1° livello per Alghero-Ozieri, previsto dalla riforma approvata dal Consiglio Regionale nell’ottobre del 2017, che avrebbe dovuto vedere la luce entro il 31 dicembre 2018, che prevedeva il mantenimento delle discipline e servizi già esistenti e conteneva anche l’impegno -disatteso- di avviare dal 2018 un programma di potenziamento e di avvio di nuovi servizi. Ma la riforma prevedeva anche la realizzazione del nuovo  ospedale di Alghero. “Non è sufficiente -sottolinea Tedde- limitarsi a pensare al potenziamento dell’ospedale di Alghero, che potrebbe essere utile nel breve-medio termine. Occorre ragionare in termini di prospettiva per i prossimi decenni e avviare le procedure per la realizzazione del nuovo ospedale utilizzando parte dei 243 milioni di euro dell’accordo Ministero – Regione Sardegna del 2016. Un ospedale per la cui localizzazione era stata prevista una variante urbanistica “ad hoc” approvata nel 2007 dal Centro destra algherese –ricorda l’ex sindaco di Alghero-“. Secondo l’esponente di Forza Italia occorre dare corpo al piano di fattibilità per il nuovo ospedale algherese,  costato circa 900 mila euro, che è stato invece utilizzato per il nuovo ospedale di San Gavino Monreale che ha anche ottenuto un finanziamento di 68 milioni. “Siamo certi che la nuova Giunta regionale saprà finalmente dare gambe ad un impegno consacrato da atti ufficiali del Consiglio Regionale, che potrà ridare dignità alla sanità di un territorio depotenziata da anni di abbandono –chiude Tedde-.”