Amministrazione e Fondazione, fine dei favoritismi. Trasparenza e apertura sulla promozione turistica, replica delle opposizioni

L’Amministrazione Comunale e la Fondazione Alghero non sponsorizzano alcun privato né tanto meno sono portatori di interessi particolari. Si rispediscono al mittente le accuse e si precisa che la Fondazione ha messo da parte la vecchia pratica dei favoritismi. Le strutture che hanno aderito con le proprie offerte sono tutte facenti parte dell’Associazione Domos, che insieme al Consorzio turistico Riviera del Corallo  rappresentano la stragrande maggioranza delle imprese della ricettività algherese. In merito alle procedure di scelta e selezione, si precisa che sia l’associazione Domos che il Consorzio turistico Riviera del Corallo, avendo partecipato come partner della Fondazione Alghero al bando “Salude e trigu” della Camera di Commercio per gli eventi del “ Cap d’Any”, si erano impegnati  a creare e divulgare tramite quest’ultima i loro pacchetti promozionali legati al programma delle festività. Per contro la Fondazione Alghero si è limitata a inserire nel sito istituzionale tutte le strutture che hanno inviato le offerte collegate a tale iniziativa.

In ogni caso, in diverse nostre comunicazioni e con particolare sottolineatura nella conferenza stampa di presentazione degli eventi, è stata ricordata l’opportunità della presenza sul sito. La pagina è aperta, si ribadisce l’invito ad aderire e dunque essere inseriti nel portale: occorreva, e occorre, inviare le proprie proposte di partecipazione.

Stiano sereni i consiglieri di opposizione che non c’è da “assumersi nessuna responsabilità” visto che tale iter è quello previsto dal bando sopra citato, trasparente e aperto.

Per questo, e in conclusione, accogliamo sempre con piacere consigli e suggerimenti. Ma su proposte concrete e costruttive, con contributi seri e magari con qualche esempio esplicativo di trasparenza. Si lascia all’opposizione il ruolo che già svolgeva mentre diceva di amministrare la città, cioè quello di mortificare e trascurare le nostre imprese senza ritenerle meritevoli di essere presenti nel sito istituzionale della Fondazione per promuovere le loro offerte.

Cogliamo l’occasione, infine, per ricordare alle strutture che avessero interesse ad essere inserite nella specifica sezione del sito con la propria proposta commerciale ad inviare il l’offerta tramite mail a: [email protected]

DI SEGUITO LA REPLICA DEL GRUPPO UNICO DELL’OPPOSIZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE.

“Dopo aver letto con attenzione la replica dell’amministrazione, non possiamo che ringraziare per la celerità della risposta, ma soprattutto per aver chiarito che Comune e Fondazione hanno un canale di comunicazione privilegiato con le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere che fanno parte del Consorzio Riviera del Corallo e di Domos.

“Domos” che non è la casa di tutti, ma una associazione privata sconosciuta ai più e certamente a qualsiasi ente pubblico che si occupi di turismo.

Detto questo, e per onor del vero, non possiamo fingere di non sapere che un certo “Marco Di Gangi”, durante la scorsa campagna elettorale, abbia inviato una mail anche ai non iscritti alla stessa associazione, usando “gentile collega” come incipit e presentandosi come “fondatore e presidente di Domos” e (cosa questa che merita più di una riflessione), attraverso la stessa chiedendo il voto.

Lecito dunque che il fondatore dell’associazione Domos, attraverso la sua creazione chiedesse il voto, un po’ meno lecito invece è lo scoprire che oggi (prima che la nostra segnalazione consigliasse all’Amministrazione di invitare tutti gli operatori interessati a farne richiesta…) solo gli aderenti a questa Associazione abbiano diritto a comparire in un sito pubblico gestito dal comune di Alghero.

Vorremmo dunque capire meglio quale sia oggi il ruolo dell’assessore al turismo Marco di Gangi.
Il fondatore di Domos Marco Di Gangi e il nostro assessore sono la stessa persona o siamo davanti a un caso di omonimia?
E, se di omonimia non si tratta, vorremmo sapere se il nostro assessore faccia ancora adesso parte del consiglio direttivo di Domos. Sappiamo, invece, per certo che l’assessore si è dimesso dalla presidenza del Consorzio Riviera del Corallo, ma vorremmo capire se per caso egli faccia ancora parte del consiglio direttivo del Consorzio.
In ultimo vorremmo chiedere al Sindaco, se lui trovi normale il permanere del suo assessore al turismo nei direttivi di associazioni che con lo stesso assessorato interagiscono o se forse non sarebbe meglio che lui gli “suggerisse” di presentare le dimissioni da assessore.

Perchè, non crediamo vi sia bisogno di specificarlo, ma è evidente che noi sappiamo bene che Domos e Consorzio sono formati da imprese valide e serie che operano nel settore del turismo, ma l’assessore al turismo non può ignorare il fatto che nel nostro territorio vi sono altrettante imprese valide e serie che non risultano consorziate in nessuna associazione di cui lui sia (o sia stato) presidente e che è compito di Comune e Fondazione cercare di favorire tutte le imprese del settore e non solo alcune.”

I Consiglieri Comunali:
Graziano Porcu
Roberto Ferrara
Valdo Di Nolfo
Gabriella Esposito
Mario Bruno
Pietro Sartore
Mimmo Pirisi
Raimondo Cacciotto
Ornella Piras




A vele spiegate nel Golfo dell’Asinara: in Fondazione di Sardegna una mostra di Nani Tedeschi

A vele spiegate nel Golfo dell’Asinara: in Fondazione di Sardegna una mostra di Nani Tedeschi

 

Dal 7 dicembre al 6 gennaio la Fondazione di Sardegna ospita la mostra “A vele spiegate nel Golfo dellAsinara” di Nani Tedeschi, organizzata dal Mut, Museo della Tonnara di Stintino, e dal Centro Studi sulla Civiltà del Mare all’interno della “Vela Latina in Centro”, evento dell’Associazione Centro Cavour. Lungo la Galleria Cavour, inoltre, sarà esposto il percorso fotografico “Stintino, borgo di pescatori”.

 

 

Il mare di Stintino, i profili del Golfo che guarda all’Asinara, la pienezza delle vele sospinte dal vento e la figura umana, lievemente abbozzata, testimone silente della bellezza della natura. Sono i soggetti delle opere di Nani Tedeschi che saranno esposte nella sede della Fondazione di Sardegna a Sassari, in via Carlo Alberto 7, a partire dal 7 dicembre 2019 e fino al 6 gennaio 2020. Organizzata dal Mut, Museo della Tonnara di Stintino e dal Centro Studi sulla Civiltà del Mare, la mostra, dal titolo “A vele spiegate nel Golfo dell’Asinara” rientra all’interno dell’iniziativa “Vela Latina in Centro” dell’Associazione Centro Cavour. Nove i dipinti in esposizione, opere di medie dimensioni realizzate con tecnica mista, che testimoniano la fascinazione dell’artista emiliano per la Vela Latina e l’affezione per il piccolo borgo di pescatori, che aveva frequentato durante gli anni trascorsi in Sardegna. In esposizione anche un video con una carrellata di cartoline, opere di piccole dimensioni a tema marittimo, e una ricostruzione dello studio dell’artista, con fotografie, articoli di giornale e bozzetti originali.

L’inaugurazione della mostra, curata da Silvia De Franceschi e Paolo Greco, è prevista per le ore 18 di sabato 7 dicembre. In apertura della serata, dopo i saluti della vicepresidente della Fondazione di Sardegna Angela Mameli e della direttrice del Mut, Esmeralda Ughi, Giannella Demuro, critica d’arte, introdurrà la figura di Nani Tedeschi. Sarà possibile visitare l’esposizione dal lunedì al sabato dalle 10 alle 20.

Il Mut e il Centro Studi sulla Civiltà del Mare partecipano alla “Vela Latina in Centro” anche con un’esposizione all’aperto, ospitata dalle attività commerciali della Galleria Cavour fino al 6 gennaio 2020 negli orari di apertura dei negozi. Curato da Valentina Calvisi e da Salvatore Rubino “Stintino, borgo di pescatori” è un percorso fotografico che racconta la storia della comunità stintinese. Ogni immagine, arricchita da una frase, un pensiero o una notazione, afferra frammenti di vita di questa piccola comunità per la quale il mare e la pesca hanno costituito per lungo tempo la principale fonte di sostentamento.




Fondazione Alghero – tutti i costi e le spese dell’Amministrazione Bruno

La  replica stizzita dell’ex sindaco Bruno conseguente all’operazione trasparenza sui conti della Fondazione Alghero, resasi necessaria per fare chiarezza  sulla “dinamica” e  spropositata spesa di Bruno & Esposito in manifestazioni ed eventi, soprattutto nella parte finale del mandato , a stretto ridosso delle elezioni comunali, mi porta ad affermare  che il lupo perde il pelo ma non il vizio: quello cioè di raccontare agli algheresi “favole”, cui ormai  non crede più nessuno. È evidente che la trasparenza lo rende nervoso.

I fatti incontrovertibili e a prova di qualunque riscontro  sono i seguenti.

1. La Fondazione Alghero, le cui scelte derivano direttamente da precisi indirizzi politici dell’Amministrazione Bruno,  chiude il bilancio consuntivo 2018 con una perdita di circa 48.000€ – cosa mai avvenuta dall’esistenza della Fondazione – e sullo stesso bilancio gli uffici comunali attendono risposta  ai diversi chiarimenti richiesti.

2. Fino alla data di cessazione dell’Amministrazione Bruno viene  impegnata,  vale a dire “spesa” in eventi e manifestazioni, i cosiddetti “servizi commerciali” dello specifico capitolo di spesa del bilancio di previsione 2019, la somma di 1.256.000 € su un totale previsto di 1.293.000 €. Praticamente nei primi 6 mesi dell’anno viene speso quasi tutto il budget annuale. “Més que un mes” costa 527.000 € concentrati prevalentemente nelle notti del 30 e del 31 dicembre, mentre per il solo giorno di Pasquetta si spendono circa 120.000 € che appaiono spropositati rispetto ai 10/ 15.000€ spesi nel passato.

3. Nonostante la Fondazione abbia una disponibilità liquida di circa 1 milione di euro queste somme hanno un’altra destinazione. Certo, come sostiene  Bruno,  si potrebbe modificare il bilancio impiegando una parte di tali risorse per manifestazioni ed eventi, ma questo sarà possibile  solo se non le si sottraesse ad impieghi inderogabili, come per esempio pagare lo stipendio ai dipendenti o pagare impegni già assunti. 

4. Nel quinquennio a guida Bruno  la Fondazione accumula con il Comune di Alghero un debito di 890.000 euro, che per evitare si traduca in un repentino svuotamento delle sue casse, si decide venga rimborsato con un piano di rientro di 5 anni.

5. Nello stesso periodo la Fondazione non garantisce, come suo preciso obbligo, standard accettabili  nella manutenzione ordinaria degli edifici comunali ad essa concessi, ( Lo Quarter, Teatro Civico) che oggi mostrano segni evidenti di trascuratezza e di degrado e richiedono interventi immediati per consentirne un adeguato utilizzo. Basti pensare che nel Teatro Civico da ottobre dello scorso anno l’impianto di climatizzazione  non funziona a causa di una scheda della centralina che si sarebbe potuta sostituire con un migliaio di euro. E via dicendo…….. Evidentemente,  si è ritenuto prioritario spendere le risorse necessarie alle manutenzioni in maniera diversa.

6. Questa estate, nel momento di maggior afflusso  di turisti,  i musei cittadini sono stati aperti al pubblico in giorni e con orari ridotti a causa della limitatezza delle risorse destinate a garantire l’equo compenso alle cooperative che li gestiscono; cooperative con le quali , peraltro é in atto un contenzioso sul pagamento di circa 50.000€ di loro fatture contestate.

Un’ultima e doverosa precisazione sull’Assessorato al Turismo: l’amministrazione Bruno quando decide di mettere mano nel 2015 alla struttura comunale cancella letteralmente l’unità  organizzativa che si occupava specificamente di turismo, delegando di fatto alla Fondazione tutto ciò che al turismo facesse riferimento. Questa scelta inaccettabile e decisamente sbagliata  ha privato il Comune di un elemento strategico e irrinunciabile in una città turistica come la nostra. 

Oggi si deve ripartire dalla riforma della struttura comunale ricreando un nuovo“ Servizio Turismo e Cultura”  e  dotandolo di  adeguate risorse umane ed economiche senza le quali ben poco si potrebbe fare.  Questa descritta è la situazione che abbiamo trovato. Intendo svolgere  Il mio ruolo amministrativo guardando avanti per realizzare concretamente il programma che abbiamo proposto agli algheresi e non lo farò come chi ci ha preceduto  con lo sguardo  rivolto all’indietro fino alla fine,  ma mi sia consentito,  almeno ad inizio del mandato di  fare chiarezza sul punto di partenza”. 

Marco Di Gangi




Nessun buco nel bilancio della Fondazione Alghero. Nei cinque anni di giunta Bruno tanti eventi mondiali e di qualità.

Nessun buco nel bilancio della Fondazione Alghero. Nei cinque anni di giunta Bruno tanti eventi mondiali e di qualità.

Non c’è nessuno buco nel bilancio della Fondazione Alghero infatti , d’ accesso agli atti, ci sono più di un milione di euro in cassa.
È un bilancio sano, che ha chiuso in sostanziale pareggio e tutte le risorse, le entrate, devono essere spese per la unica finalità propria: la promozione della città.
Non possono essere destinate ad altro.
Més que un Mes: quasi tre mesi di eventi, a cui si aggiungono nel 2018-19 altri tre mesi di iniziative dedicate agli anziani ospiti dell’ ex Ostello che ha visto il coinvolgimento delle associazioni cittadine e dei giovani.
La verità vera è che la cifra tiene conto di tutti gli eventi, non solo del Capodanno e non di una sola notte.
Il 2018 ha visto anche eventi come il mondiale di Beach Soccer e l’europeo della stessa disciplina, il rally mondiale, il Summer Beach, Mamatita, Mondorurale, il festival della famiglia, gli allestimenti urbani, il corallo con l’Unesco a Parigi, la giornata dedicata a Rossini, il ferragosto, San Miquel, Emozioni di Primavera, la Fura dels Baus che ha richiamato in città una folla mai vista il 30 dicembre.
Nel corso del nostro quinquennio abbiamo avuto eventi straordinari anche di carattere istituzionale che hanno accresciuto l’immagine della città, pensiamo all’ANFI, il raduno nazionale dei finanzieri, il Giro d’Italia, il mondiale di tennis, il lavoro di revisione del piano strategico e d’ inserimento nella rete delle città della cultura, il progetto di valorizzazione del corallo e quello del buon cibo.
Abbiamo aperto il Museo Archeologico. Storica incompiuta.
E’ aumentato il valore della produzione che è passato dai 2 milioni del 2011 ai 2.930.000 del 2018. La Fondazione ha un patrimonio proprio che prima non aveva: il bene acquistato per realizzare parcheggi e servizi nel prestigioso sito archeologico del nuraghe Palmavera.
La Fondazione e il Comune hanno risorse importanti derivanti da finanziamenti europei (rete metropolitana) per Sant’Imbenia, Palmavera, Senyal del Judici, la Jhuaria.
Il bilancio è sano. I debiti semmai sono quelli che ci ha lasciato la gestione Conoci-Delogu. Quando hanno creato la Fondazione avrebbero dovuto richiamare il personale dell’ex Azienda Autonoma, ma non lo hanno fatto generando in questo modo un debito importante. Senza troppi piagnistei ci siamo rimboccati le maniche e richiamato in amministrazione il personale, operazione peraltro gestita dai dirigenti comunali e della Fondazione e quindi fatti carico di compensazioni tra la stessa e il Comune con un piano di rientro quinquennale proprio per non incidere più di tanto sulla programmazione della Fondazione e sulla sua liquidità: da qui il totale di 831.000 euro che la Fondazione deve al suo socio unico.
La nuova gestione (se risolti i problemi politici tra le otto liste, verrà fuori) potrà agire con variazioni di bilancio nella voce eventi (distinta chiaramente da quella del
personale) decidendo di confermare o meno iniziative già programmate o risorse già impegnate. Le risorse in incremento dalle grotte potranno consentire una programmazione all’altezza della nostra città, se ne saranno capaci. Potevano già farlo in questi primi quasi 100 giorni, ma non hanno mosso un dito.
Ci preoccupa molto il fatto che siano invece in dubbio, questo sì per la prima volta, i finanziamenti regionali per Capodanno e Settimana Santa che invece Di Gangi incassa senza nemmeno una parola di disapprovazione mostrando grande debolezza nei confronti della Regione.
Insomma, la smettano di piangere e comincino a programmare i prossimi eventi senza scaricare le loro incapacità su chi in precedenza ha lavorato sodo mettendo in campo proposte per tutti i gusti ed eventi che hanno visto Alghero sotto i riflettori internazionali.

Lista per Alghero
la coordinatrice Franca Carta




LA GUARDIA DI FINANZA CELEBRA IL 245° ANNIVERSARIO DELLA SUA FONDAZIONE.

La Guardia di Finanza compie 245 anni.
In Sardegna le celebrazioni hanno preso il via quando il Comandante Regionale, Gen. B. Gioacchino Angeloni e il Presidente dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia (ANFI) – Sezione di Cagliari, hanno deposto una corona di alloro al Monumento ai Caduti presso la caserma “Efisio Satta” di Viale Diaz.
Sono quindi proseguite con la cerimonia militare, svoltasi nella suggestiva cornice del Molo “Ichnusa” alla quale hanno preso parte le Autorità civili, militari e religiose del territorio sardo. Dopo la lettura del Messaggio del Presidente della Repubblica e dell’Ordine del giorno Speciale del Comandante Generale della Guardia di Finanza, Generale di Corpo d’Armata Giuseppe Zafarana, ha preso la parola il Comandante Regionale Sardegna che, dopo aver ringraziato gli intervenuti per la partecipazione all’evento, ha tracciato un bilancio dell’attività svolta dal Corpo nell’ultimo anno, con particolare riferimento al contrasto degli illeciti nel settore della tutela della spesa pubblica, della criminalità organizzata ed economico- finanziaria oltre che la lotta all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali a protezione e a tutela dei cittadini onesti e degli operatori rispettosi delle regole.
A seguire, sono state consegnate le ricompense individuali per atti di eccezionale coraggio e di ordine morale per lodevole comportamento e particolare rendimento in servizio posti in essere da finanzieri in forza nei reparti dell’Isola.
Al termine della cerimonia, sulle note dell’inno nazionale magistralmente eseguito dalla Banda Musicale della Brigata Sassari, è stato ammainato il tricolore presente sul molo e sulle imbarcazioni del Corpo – il Pattugliatore Veloce classe “Di Bartolo” “Oltramonti” e il Guardacoste classe “Buratti” “Casotti” – ivi ormeggiate, salutato dal passaggio degli

Cagliari, 24 giugno 2019

1 Comando Regionale Sardegna
Ufficio Operazioni – Sezione Stampa e Relazioni Esterne

09126 Cagliari, Viale Diaz 170 Telefono 070.34802213 Fax 070.34802215 e-mail: [email protected]

Guardia di Finanza COMANDO REGIONALE SARDEGNA

elicotteri Augusta Westland 139 della Sezione Aerea di Elmas di recente assegnazione per il pattugliamento delle coste.
La cerimonia si è conclusa con gli onori finali e l’esecuzione del celebre inno “Dimonios” della Brigata Sassari.

Gli ospiti hanno quindi avuto la possibilità di visitare le unità navali e la mostra statica allestita per l’occasione, impreziosita dalla presenza di un automezzo denominato Veicolo di Comunicazione Istituzionale, equipaggiato per le esigenze divulgative e promozionali del Corpo.




FONDAZIONE META STRAVOLTA NEL NOME E FINALITA’, RITORNERA’ AD ESSERE L’ORGANISMO STRAORDINARIO CHE ERA CON CONOCI SINDACO

Con delibera n. 200/2019 dello scorso 03 giugno la Giunta Comunale di Alghero ha finalmente approvato il bilancio consuntivo della Fondazione ex META per l’esercizio 2017 (sic!).Non a caso si è utilizzato l’avverbio “finalmente” perché l’organo esecutivo guidato da Mario Bruno ha disatteso il termine – fissato al 30 aprile 2018 (più di un anno fa) – previsto proprio dal comma secondo dell’art. 14 dello Statuto della Fondazione stessa in analogia al termine previsto per gli Enti Locali dal combinato disposto degli artt. 151 comma settimo e 227 comma secondo del Testo Unico Enti Locali.

Se si fosse trattato proprio di un Ente Locale, tale intempestiva approvazione avrebbe certamente costituito indice di irregolarità nella gestione finanziaria e contabile, con effetti rilevanti in ordine alla preclusione della possibilità di ottenere compensi statali e regionali nonché di effettuazione di nuove assunzioni di personale. Ancor più specificamente si sarebbe trattato di ente in deficit strutturale.

Appare del tutto evidente, pertanto, come la prestigiosa Fondazione META, oggi stravolta sia nel nome che nelle finalità, versi in una sgradevole condizione di pessima gestione, ridotta al mero ruolo di bancomat dell’uscente amministrazione.
Una Fondazione che, negli anni dell’amministrazione Tedde, ha rappresentato un vero e proprio alleato per il turismo, la cultura e gli spettacoli ma che oggi stenta, evidentemente, anche a gestire la sua interna ordinaria amministrazione.

Si dovrà ripartire anche dagli uffici del Lo Quarter, attraverso un rinnovamento dell’organizzazione della Fondazione affinché possa riprendere a dar lustro alla nostra città lavorando accanto all’Amministrazione cittadina per promuovere il nostro territorio e la nostra cultura.
Confido, pertanto, che, accanto ad una “Bentornata Alghero”, ben presto si possa gioire per un’altrettanto “Bentornata META!”.




Comunicato Stampa – Fondazione Maria Carta – Freemmos

La tappa di Monteleone Rocca Doria ha aperto l’edizione 2019 di “Freemmos”

Ha preso il via domenica 28 aprile in coincidenza con “Sa Die de sa Sardigna” la prima tappa del 2019 del progetto “Freemmos”, l’iniziativa ideata e promossa dalla Fondazione Maria Carta per sensibilizzare i cittadini e le istituzioni sul preoccupante fenomeno dello spopolamento che investe numerosi piccoli centri della Sardegna.

Per la terza volta si è ripartiti dal luogo in cui tutto ha avuto inizio. Monteleone Rocca Doria, il più piccolo paese della provincia di Sassari, che sin dalle prime ore della giornata si è animato per ospitare una serie di eventi ai quali hanno dato il proprio sostegno, la Fondazione Sardegna, l’amministrazione comunale del paese insieme all’Unione dei Comuni del Villanova, la Camera di Commercio di Sassari, da sempre partner di “Freemmos”, e vari enti pubblici e privati.

Dopo la Santa Messa e l’intervento musicale del coro “Iddanoa” di Villanova Monteleone e i saluti di Antonello Masala, sindaco di Monteleone Rocca Doria, Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta e Gavino Sini, presidente della Camera di Commercio di Sassari è iniziato il dibattito, coordinato dal giornalista Giacomo Serreli e dall’esperta di marketing territoriale e turistico, Ornella Porcu, inframmezzato dagli interventi musicali dei solisti della polifonica Santa Cecilia di Sassari e di Maria Giovanna Cherchi, accompagnata dall’organettista Vanni Masala.

Marco Corrias, sindaco di Fluminimaggiore ha illustrato l’idea della cooperativa di comunità. «Ne possono fare parte tutti i cittadini per gestire i servizi del paese. Stiamo cercando di metterla su a Flumini, che attualmente ha tremila abitanti e farci rientrare tutti i servizi, il verde pubblico, le fognature, il cimitero e anche l’acqua pubblica, dal momento che noi non siamo in Abbanoa. Il progetto si chiama Happy Village e l’idea base parte dalle case vuote. La cooperativa le acquista: ne abbiamo già una cinquantina. Poi le ristrutturiamo. E creiamo i servizi di comunità. Stiamo pensando a pensionati di reddito medio alto, che vengono dal nord Europa. Abbiamo già avuto 300 richieste nel giro di pochi mesi», ha spiegato. C’è indubbiamente un rischio: se i giovani vanno via, perché fare arrivare anziani? «Gli anziani sono il capitale di impresa dei nostri giovani. Metti in moto un’economia, ristrutturando le case dai lavoro agli artigiani del posto, che dovranno entrare a loro volta nella cooperativa di comunità. Un conto è andare a trovare il nonno o una mamma in una casa di riposo; altro è se vai a trovare i tuoi da Cinisello a Flumini e passi un periodo di vacanza, ovvero turismo indotto». L’idea è replicabile in altri comuni e ha affascinato il sindaco di Capriva del Friuli Daniele Sergon, anche lui ospite a Monteleone Roccadoria. «Da noi il fenomeno dello spopolamento ha caratteristiche molto simili a quelle della Sardegna. La parte a nord più montuosa è quella con maggiori criticità. Abbiamo avuto episodi di spopolamento anche nel passato, durante le guerre per esempio. Nel corso della Prima Guerra Mondiale il mio comune si spopolò al 100 per cento». Ma su cosa si deve puntare per arginare il fenomeno dello spopolamento? «La Regione ha cercato di dare delle possibilità alle eccellenze del territorio. E va detto che quelle enogastronomiche e turistiche funzionano. Il turismo balneare in Friuli e nel Goriziano, dove si trova Capriva, è cambiato. È allora necessario portarlo anche nell’entroterra. Ma tutto questo va fatto insieme agli enti pubblici, come le Camere di commercio. E poi si deve puntare a sfruttare l’innovazione tecnologica, la rete, perché oggi si può lavorare anche dal comune più piccolo».

Risorse quindi ma anche sinergia tra enti e tra pubblico e privato. «Due sono le direttrici che contribuiscono al contenimento del fenomeno dello spopolamento», ha spiegato Flavio Sechi, intervenuto per l’Ance Centro Nord Sardegna, l’associazione dei costruttori edili. Fondamentale è innanzitutto il traguardo di una legge urbanistica aggiornata. «Un quadro certo non può che aiutare. Ma da sola non basta. L’altra direttrice sulla quale muoversi è includere il fenomeno dello spopolamento nella prossima programmazione dei fondi europei». Che va inserita a sua volta in un mix di leve. «Penso alla fiscalità di vantaggio che può garantire ai comuni zone particolarmente vantaggiose. O gli incentivi ai comuni. Che devono essere favoriti come accesso preferenziale. Bisogna poi lavorare sulla mobilità non solo delle persone, facilitare il lavoro in remoto».

Le idee insomma ci sono. «Le eccellenze le abbiamo e va sfruttata quella dell’agroalimentare. Noi stiamo portando avanti un progetto per vivere le attività commerciali oltre l’estate e poi un progetto insieme alla Camera di Commercio per il turismo sportivo», è la posizione di Antonio Sole, presidente della Confcommercio. Ma come frenare l’emorragia. «Serve una fiscalità di vantaggio, non ci sono alternative, e anche una piccola burocrazia di vantaggio. Nei piccoli comuni non mancano allora le idee, mancano le risorse. Oggi si compete a livello di sistema. Non si può vivere di solo turismo balneare. Come è stato già detto, gli attrattori agroalimentari sono formidabili. Ma la vera sfida è creare modelli organizzativi dinamici tra pubblico e privato», ha aggiunto Gianluigi Tolu, direttore della Confcommercio.

Carla Orgiana ha portato la sua testimonianza personale di maestra birraia per conto del birrificio Isola di Thiesi. «Dopo avere studiato a Perugia, Scienza dell’alimentazione, sono rientrata in Sardegna. Lavoro in una realtà nata un anno e mezzo fa. Produciamo 100 ettolitri e facciamo diverse tipologie di birre, dalle tedesche agli altri tipi».

Agroalimentare come volano per l’economia quindi. Giovanni Cocco guida l’associazione S’Andala. «Puntiamo a valorizzare le eccellenze. Le piazze sono le agorà, dove un tempo ci si incontrava. Facciamo grandi sforzi per fare capire ai comuni che il cibo è cultura. E lo uniamo alla musica. Ecco perché creiamo un mix. Proponiamo grandi eventi e stiamo pensando a uno veramente grosso a livello regionale, magari organizzato a Macomer».

Al termine del convegno del mattino è stata sottoscritta la Carta di Monteleone Rocca Doria. «È in realtà un foglio bianco, per adesso da riempire. Vogliamo che diventi un documento programmatico sullo spopolamento, con idee e proposte di intervento. Potranno aderire enti, istituzioni e associazioni regionali e nazionali che a vario titolo si occupano dell’analisi del fenomeno del calo demografico e delle strategie e iniziative dirette a favorire il ripopolamento delle piccole comunità», ha detto Leonardo Marras. «Dico ripopolamento, e non spopolamento, perché questo è l’obiettivo. Nel corso di questi ormai tre anni abbiamo avuto modo di scoprire tante realtà imprenditoriali importanti, di giovani, di donne, ma anche sindaci dinamici e consapevoli dei problemi. Il fenomeno dello spopolamento va arginato con efficacia». Perché i numeri sono già impietosi: tra 80 anni la popolazione in Sardegna si sarà ridotto a un milione di abitanti. Ne avremo perso ben 600 mila, riportandoci agli inizi degli anni ’50. Un passo indietro da evitare assolutamente.

In chiusura del convegno sono intervenuti per un breve intervento il sindaco di Sedilo, Salvatore Pes, dove il prossimo 16 giugno ritorna Ichnos, e il presidente dell’Associazione Nino Carrus, Fausto Mura.

Nel pomeriggio, come sempre, lo spazio è stato tutto per la musica con l’esibizione di alcuni fra i migliori artisti della scena isolana, dai Cuncurdu e Tenore di Orosei a Tino Bazzoni, Bertas, Creuza de Ma, il trio composto da Vanni Masala, Daniele Cuccu e Giovanni Scanu, Tressardi, Quilio, Maria Giovanni Cherchi e i giovani Blackboard di Porto Torres.

 




FESTA PER IL 167° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DELLA POLIZIA DI STATO

Nella mattinata del 10 aprile p.v., alle ore 11,00, si svolgerà presso la Questura, la festa di celebrazione del 167° Anniversario della Polizia di Stato. 

Si avvisa pertanto la cittadinanza, che in occasione della cerimonia, che si terrà presso la hall sita all’ingresso della struttura, tutti gli sportelli degli Uffici Amministrativi della Questura e della Sezione di Polizia Stradale rimarranno chiusi, e non fruibili dal pubblico per l’intera giornata.




“Lavoras” con la Fondazione Alghero, 21 contratti per 8 mesi

“Modalità innovative nella salvaguardia e fruizione di beni culturali e siti archeologici” e “valorizzazione dei siti archeologici”. Si tratta dei due progetti della Fondazione Alghero, rientrati nel programma regionale integrato che sostiene la ripresa del mercato del lavoro in Sardegna e ad Alghero in particolare. L’obbiettivo perseguito dall’Amministrazione per il tramite della Fondazione che ad Alghero gestisce i siti culturali e promuove il turismo, è quello di offrire un’occasione occupazionale con misure mirate e forti stanziamenti, per incidere concretamente sul fronte occupazionale, contribuendo al rafforzamento della destinazione turistica. 21 le nuove posizioni aperte per altrettanti contratti a tempo determinato di venti ore settimanali per otto mesi d’impiego. Si aggiungono ai cantieri lavoro del Comune già operativi sul fronte della prevenzione incendi e pulitura delle strade. Pubblicati dall’Agenzia Sarda per le Politiche Attive del Lavoro all’indirizzo  gli avvisi Lavoras, la cui scadenza per la presentazione delle candidature è fissata per il 12 marzo 2019. Le professionalità richieste spaziano dall’istruttore direttivo – Progettista Siti Web (Liv. D1), Conservatore Museale (Liv. D1), all’Istruttore tecnico-web (Liv. C1), Istruttore amministrativo – Tecnico dei Servizi Culturali (Liv. C1) per il primo progetto; Impiegati tecnici – Capo cantiere (Liv 6), addetti alla manutenzione del verde, manovali edili, muratori e idraulici specializzati (Liv. 4) per il secondo progetto.