Alghero in cerca del futuro sindaco: una figura autorevole per una città propositiva.



Scegliere con saggezza: il coinvolgimento dei cittadini nella scelta del leader per una città in evoluzione

Alghero, una città dalla storia affascinante e dal patrimonio culturale unico, si prepara per il voto del prossimo anno. Nel 2024, i cittadini avranno l’opportunità di scegliere un nuovo sindaco. La città non deve aspettare l’esito delle elezioni regionali per avere un’indicazione politica, ma è ora che i suoi abitanti decidano chi guiderà il futuro di Alghero.

Il candidato ideale per il ruolo di sindaco è una persona autorevole, capace e credibile, con esperienze amministrative ad alti livelli e una rete di contatti costruita nel tempo. Questa figura potrà dare un respiro più ampio al mandato e affrontare le sfide che attendono la città.

La scelta del prossimo sindaco di Alghero non deve essere decisa nelle stanze chiuse dei partiti, poiché una decisione così cruciale per il futuro della città deve coinvolgere direttamente i cittadini. È fondamentale che la selezione del candidato avvenga in modo trasparente e partecipativo, garantendo che i cittadini abbiano voce in capitolo e che le loro esigenze siano al centro delle scelte politiche. La figura del sindaco non deve essere imposta dall’alto, ma scaturire dal basso, dalla volontà e dalle aspettative delle persone che vivono e lavorano nella città.

È essenziale, pertanto, che i cittadini di Alghero non si limitino a scegliere tra una rosa di candidati preselezionati da partiti e gruppi di potere, ma che siano protagonisti attivi nella scelta del leader che li rappresenterà. Questa partecipazione diretta garantirà che il sindaco eletto sia realmente in sintonia con le esigenze della comunità e pronto ad affrontare le sfide del presente e del futuro.

È il momento giusto per scegliere la persona giusta, in grado di dare una nuova direzione ad Alghero e ai suoi abitanti.

Il tempo delle divisioni e delle medaglie è finito. Alghero deve smettere di vivere in termini reattivi e diventare propositiva. Per farlo, è importante prendere esempio da altre città in Sardegna che hanno dimostrato una visione del futuro efficace e lungimirante.

Un esempio da seguire è il modello di Olbia, portato avanti negli anni da Settimo Nizzi. Ispirarsi a questo modello significa essere al passo con i tempi e adottare un approccio innovativo all’amministrazione pubblica, puntando su progetti e investimenti che garantiscano sviluppo sostenibile e benessere per i cittadini.

Il dibattito aperto e costruttivo è il cuore della democrazia e consente di confrontare idee, visioni e proposte, oltre a stimolare il senso di appartenenza e responsabilità civica.

Esortiamo quindi tutti gli abitanti di Alghero a partecipare attivamente al dialogo e a esprimere le proprie idee e aspettative per il futuro della città. È importante condividere opinioni e informazioni con amici, familiari, colleghi e vicini, così come sui social media e in incontri pubblici, per coinvolgere il maggior numero di persone possibile nella discussione.

Ricordiamo che il successo di Alghero dipende dalla scelta del prossimo sindaco e dal coinvolgimento attivo di tutti i cittadini nel processo decisionale. Solo attraverso il dialogo e la partecipazione di tutti sarà possibile individuare la persona giusta per guidare la città verso un futuro prospero e sostenibile.

Iniziamo oggi a costruire insieme il futuro di Alghero, dando voce ai nostri desideri e alle nostre aspettative. Solo così potremo garantire che la nostra città abbia un sindaco capace e autorevole, che possa affrontare le sfide che ci attendono e condurci verso un domani migliore.

Scegliere il prossimo sindaco di Alghero è come trovare la chiave giusta per aprire un antico e prezioso scrigno. Questo scrigno custodisce il potenziale inespresso e le ricchezze nascoste della città, che aspettano solo di essere scoperte e valorizzate. La chiave giusta, nelle mani del sindaco competente e lungimirante, riuscirà a sbloccare questo tesoro, consentendo ad Alghero di svelare le sue meraviglie e di progredire verso un futuro luminoso e prospero. Ma se la chiave scelta non è quella adatta, il prezioso scrigno rimarrà chiuso, e il potenziale della città continuerà a rimanere inaccessibile.




Coalizione e responsabilità: il futuro di Alghero nelle mani dell’unità politica” le dichiarazioni della maggioranza, Di Marco Tedde e dell’UDC

I cittadini algheresi hanno affidato alla nostra coalizione la responsabilità di amministrare Alghero. Impegnarsi nell’amministrazione delle complessità di una comunità è un esercizio collegiale che viene assunto dalla maggioranza politica costituita da partiti e persone, alla quale volontariamente si aderisce condividendo anzitutto una visione, un programma e impegnandosi infine a realizzarli. Tutto questo lo si fa insieme procedendo nella stessa direzione: tutti i risultati raggiunti sono il frutto di un lavoro comune che nessuno sarebbe in grado di svolgere da solo. 
Il valore della coalizione risiede infatti nella sua capacità di rappresentare e raggiungere unitariamente gli impegni assunti nei confronti dei cittadini. A loro dobbiamo la massima lealtà. In questo percorso non è pensabile anteporre i particolarismi, anche quando legittimi, all’obiettivo comune. Il metodo necessario per procedere non può che essere sempre il solito vecchio metodo: quello democratico, nato circa 2500 anni fa ad Atene, ma tutt’oggi attualissimo. La regola della maggioranza, affiancata dal confronto nel merito dei temi, deve valere anche nei rapporti interni alla coalizione, senza deroghe né sorpresa per alcuno.
Condivise le regole, ciascuno deve rispettarle, salvo scegliere di sottrarsi al patto elettorale stretto con i cittadini e con gli alleati.  
Esiste poi una precisa separazione di ruoli, assegnati dagli elettori, fra maggioranza e opposizione. Si può, anzi, si dovrebbe collaborare, ma non è mai ammesso fare confusione o consentire che qualcuno strumentalmente tenti di impedire alla maggioranza di svolgere il proprio compito. Questo è successo nell’ultimo Consiglio Comunale durante il quale l’opposizione ha cercato di stravolgere strumentalmente l’ordine dei lavori con l’evidente obiettivo di rimandare l’assunzione di provvedimenti importanti, di diretta responsabilità dell’amministrazione e dagli immediati riflessi sulla vita dei cittadini, come per esempio il regolamento per lo sgravio delle cartelle esattoriali da approvare necessariamente entro questo mese, perciò con priorità assoluta.
Per farlo, l’opposizione ha cercato di strumentalizzare appunto  temi delicati come la sicurezza e il decoro della città con il consenso di due consiglieri di maggioranza. Questo episodio, peraltro reiterato, pone l’esigenza di capire se questi consiglieri condividano ancora il percorso comune e le regole della coalizione. Resta il dubbio se si tratti di una precisa strategia politica o di scelte personali, entrambe difficilmente giustificabili.
Naturalmente gli argomenti verranno riportati in Consiglio Comunale per l’approvazione per evitare di creare danni ai cittadini e confidando in una maggiore responsabilità da parte di tutti. Più in generale il nostro dovere era, è e resta quello di dare risposte e soluzioni ai problemi della città. Alghero ha bisogno di una maggioranza che faccia scelte, realizzi opere e programmi il futuro. Le nostre famiglie, le nostre imprese, i nostri ragazzi hanno bisogno di scelte e di fatti concreti. Hanno bisogno di una maggioranza che crei le condizioni migliori per far esprimere a ognuno le proprie potenzialità e realizzare le proprie vocazioni. 
L’episodio resta e segna un punto nel percorso comune, e rischia di minare alla base i rapporti di fiducia fra i gruppi consiliari e mettendo in discussione il perimetro della maggioranza. Ora c’è bisogno di chiarezza e di correttezza interna. La collocazione dei consiglieri e dei gruppi non può essere altalenante o ambigua e questo atteggiamento non può rimanere indefinito. Per questo i seguenti gruppi consiliari, anche a nome dei rispettivi partiti, confermano di voler proseguire il percorso politico e amministrativo comune nel rispetto reciproco e nella condivisione degli obiettivi del programma e si chiedono se analogo impegno sia condiviso o meno da chi sembra volersi sottrarre al patto elettorale.

firma dei gruppi politici di Forza Italia Alghero, NCA, FdI, PSd’Az, Riformatori Sardi, Lega

Marco Tedde: ” Coesione e responsabilità: la chiave per affrontare la crisi economica e sociale a livello comunale”

I cittadini algheresi hanno affidato alla nostra coalizione la responsabilità di amministrare Alghero. Impegnarsi nell’amministrazione delle complessità di una comunità è un esercizio collegiale che viene assunto dalla maggioranza politica costituita da partiti e persone, alla quale volontariamente si aderisce condividendo anzitutto una visione, un programma e impegnandosi infine a realizzarli. Tutto questo lo si fa insieme procedendo nella stessa direzione: tutti i risultati raggiunti sono il frutto di un lavoro comune che nessuno sarebbe in grado di svolgere da solo. 
Il valore della coalizione risiede infatti nella sua capacità di rappresentare e raggiungere unitariamente gli impegni assunti nei confronti dei cittadini. A loro dobbiamo la massima lealtà. In questo percorso non è pensabile anteporre i particolarismi, anche quando legittimi, all’obiettivo comune. Il metodo necessario per procedere non può che essere sempre il solito vecchio metodo: quello democratico, nato circa 2500 anni fa ad Atene, ma tutt’oggi attualissimo. La regola della maggioranza, affiancata dal confronto nel merito dei temi, deve valere anche nei rapporti interni alla coalizione, senza deroghe né sorpresa per alcuno.
Condivise le regole, ciascuno deve rispettarle, salvo scegliere di sottrarsi al patto elettorale stretto con i cittadini e con gli alleati.  
Esiste poi una precisa separazione di ruoli, assegnati dagli elettori, fra maggioranza e opposizione. Si può, anzi, si dovrebbe collaborare, ma non è mai ammesso fare confusione o consentire che qualcuno strumentalmente tenti di impedire alla maggioranza di svolgere il proprio compito. Questo è successo nell’ultimo Consiglio Comunale durante il quale l’opposizione ha cercato di stravolgere strumentalmente l’ordine dei lavori con l’evidente obiettivo di rimandare l’assunzione di provvedimenti importanti, di diretta responsabilità dell’amministrazione e dagli immediati riflessi sulla vita dei cittadini, come per esempio il regolamento per lo sgravio delle cartelle esattoriali da approvare necessariamente entro questo mese, perciò con priorità assoluta.
Per farlo, l’opposizione ha cercato di strumentalizzare appunto  temi delicati come la sicurezza e il decoro della città con il consenso di due consiglieri di maggioranza. Questo episodio, peraltro reiterato, pone l’esigenza di capire se questi consiglieri condividano ancora il percorso comune e le regole della coalizione. Resta il dubbio se si tratti di una precisa strategia politica o di scelte personali, entrambe difficilmente giustificabili.
Naturalmente gli argomenti verranno riportati in Consiglio Comunale per l’approvazione per evitare di creare danni ai cittadini e confidando in una maggiore responsabilità da parte di tutti. Più in generale il nostro dovere era, è e resta quello di dare risposte e soluzioni ai problemi della città. Alghero ha bisogno di una maggioranza che faccia scelte, realizzi opere e programmi il futuro. Le nostre famiglie, le nostre imprese, i nostri ragazzi hanno bisogno di scelte e di fatti concreti. Hanno bisogno di una maggioranza che crei le condizioni migliori per far esprimere a ognuno le proprie potenzialità e realizzare le proprie vocazioni. 
L’episodio resta e segna un punto nel percorso comune, e rischia di minare alla base i rapporti di fiducia fra i gruppi consiliari e mettendo in discussione il perimetro della maggioranza. Ora c’è bisogno di chiarezza e di correttezza interna. La collocazione dei consiglieri e dei gruppi non può essere altalenante o ambigua e questo atteggiamento non può rimanere indefinito. Per questo i seguenti gruppi consiliari, anche a nome dei rispettivi partiti, confermano di voler proseguire il percorso politico e amministrativo comune nel rispetto reciproco e nella condivisione degli obiettivi del programma e si chiedono se analogo impegno sia condiviso o meno da chi sembra volersi sottrarre al patto elettorale.

On. Marco Tedde FI

Alghero e il rispetto delle scelte dei cittadini: l’Udc e il percorso di condivisione, lealtà e responsabilità”

La volontà di rispettare le scelte di cittadini algheresi che hanno votato e portato il Sindaco Conoci  a governare Alghero è sempre alla base delle decisioni dell’Udc, che ha pedissequamente anteposto le esigenze dei cittadini a quelle del partito o dei singoli. Senza scomodare i tempi di Pericle, ci si accorge che oggi Atene appare sempre più lontana. Lo dimostra plasticamente l’opinione degli algheresi riguardo al nostro operato in questi quattro anni. E lo conferma clamorosamente l’ammissione pubblica del Sindaco che oggi, ad un anno dalla fine del mandato, afferma che ”Alghero ha bisogno di una maggioranza che faccia scelte”. Ciò dimostra che fino ad oggi le scelte non sono state fatte, che i patti con i cittadini non sono stati rispettati. Che le regole della maggioranza non hanno funzionato, evidentemente.  Concetto affascinante, più volte richiamato dal Sindaco nel sistemare quotidianamente, suo malgrado, i paletti di quella che è invece molto più semplicemente la legge del più forte. Stringere le spalle non è nostro costume; noi vorremmo, finchè ci riusciamo, evitare la retorica. I valori della condivisione, della lealtà e il rispetto sono carta straccia se non applicati nei confronti dei partiti che fanno parte della coalizione. Diventano infantile supponenza se si convoca una riunione di maggioranza senza l’Udc. Un partito che ha sempre dimostrato attenzione alla problematiche della città, lo dimostra quotidianamente il lavoro fatto nelle Commissioni e in Consiglio, i cui frutti, tradotti in atti votati, sono stati  scientificamente  messi nel cassetto. E’ questa la collaborazione e la condivisione a cui si riferisce il Sindaco?   Ciò nonostante l’Udc è stato e sarà sempre pronto ad adottare le scelte nell’interesse esclusivo degli algheresi. Come il tema della sicurezza dei cittadini, che abbiamo anteposto a quello dei cinghiali. Nessuna confusione tra maggioranza e opposizione, sappiamo bene da che parte stare: dalla parte dei cittadini, anche di quelli che non ci hanno votato. Senza ipocrisie, senza calcoli, senza strumentalizzare. Sopratutto, come nel caso dell’Ordine del Giorno di Fratelli d’Italia sulla sicurezza, senza prendere sottogamba e senza ridimensionare ciò che sta accadendo in città. Avremmo voluto anche affrontare e approvare, nella stessa seduta del Consiglio, quei provvedimenti altrettanto importanti per gli algheresi, ovvero il regolamento per lo sgravio delle cartelle esattoriali da approvare con urgenza per dare risposte concrete e tangibili. Ma ciò non è accaduto perché il Sindaco e altri consiglieri della nostra maggioranza hanno abbandonato i lavori. E’ stato, concordiamo, un punto segnato nel percorso comune di rispetto dei patti nei confronti dei cittadini, siamo convinti che il Sindaco saprà rimediare già dal prossimo Consiglio comunale. Ma siamo convinti che venga messa da parte l’innata, infantile,  propensione “tafazziana” al dispetto,  che ha determinato la recente assenza nella Commissione Ambiente nel corso della quale si doveva discutere di temi importanti come l’igiene urbana della città.




COLDIRETTI SARDEGNA. IL FUTURO DELL’AGRICOLTURA SI SCRIVE CON COMPETENZA E FACENDO RETE

Visione, strategia, condivisione, squadra. Sono le parole chiave che riassumono la convention promossa questa mattina da Coldiretti Sardegna a Borore aperta dalla relazione del presidente regionale Battista Cualbu che ha visto partecipare tutta la rete di dirigenti che collaborano a vario titolo con la più grande Organizzazione agricola. Al centro della discussione come affrontare il futuro, partendo dallo stato dell’arte e dalla programmazione delle politiche comunitarie e regionali: “è importante programmare e fare squadra e avere consapevolezza di chi siamo – ha detto il presidente Battista Cualbu -. Siamo una grande forza sociale che ha saputo negli anni interpretare e anche guidare i cambiamenti in campo agricolo, con la legge di orientamento che ci ha regalato una agricoltura multifuzionale, le battaglie per le etichette trasparenti, la rete di Campagna amica, la difesa del made in Italy. E lo abbiamo fatto attraverso una grande rete non chiusa nel mondo agricolo ma allargata all’alleanza con i cittadini che ci ha consentito di conquistare una nuova reputazione e di conseguenza anche più forza e credibilità nel sostenere le ragioni del mondo agricolo”. Il direttore regionale Luca Saba con la sua relazione in cui ha riassunto le parole chiave che devono essere alla base di una grande organizzazione che sa creare una grande rete competente e radicata nel territorio che sappia ascoltare e incidere nelle istituzioni scrivendo una agenda politica agricola di medio – lungo termine”.
È stata l’introduzione ad una ampia discussione che ha visto succedersi al microfono il professore del dipartimento di Agraria di Sassari Giuseppe Pulina, i presidenti e direttori dell’Anbi e dei Consorzi di Bonifica, dai distretti rurali all’associazione allevatori e i Consorzi di difesa, ma anche presidenti delle più importanti cantine sarde, o rappresentanti del settore olivicolo e suinicolo, oltre che ortofrutticolo, ma anche gli avvocati e i commercialisti che collaborano con Coldiretti Sardegna, il direttore dell’Istituto zooprofilattico ed esperti e conoscitori del mondo agricolo istituzionale come Alfonso Orefice.
Una giornata di vero confronto sul futuro dell’agricoltura sarda che ha spaziato a 360 gradi su tutti i settori, problematiche e potenzialità dell’agricoltura sarda facendo emergere la necessità di una visione e una strategia, con obiettivi chiari ma anche condivisione e organizzazione. “Occorre partire dai presupposti: i dati – ha rimarcato il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba –. Senza conoscere la realtà in cui viviamo non possiamo programmare con cognizione”. Perché “non servono premonizioni, e ce ne sono tante, ma previsioni – ha detto nella sua analisi accademica il professore Giuseppe Pulina –. La seconda richiede conoscenza e padronanza della materia. Per affrontare il futuro dobbiamo avere chiaro anche chi lo dovrà fare davanti ad un collasso demografico, ed in assenza di manodopera qualificata ma avendo sempre chiaro che l’agricoltura deve garantire cibo equo e sano alla popolazione attraverso una agricoltura sostenibile”.
Per questo è stato detto a più voci “l’agricoltura deve avere un orizzonte chiaro e non guardare solo al contingente e alle emergenze. E lo deve fare a cominciare dal programma di sviluppo rurale che deve essere scritto ascoltando chi l’agricoltura la conosce e la vive quotidianamente dove si cerchi di investire per cambiare in opportunità tutte quelle emergenze che oggi la condizionano e spesso offuscano e mettono in secondo piano la programmazione, che deve essere seguita dalla organizzazione del sistema e dalla semplificazione partendo dai dati che sono in possesso dell’assessorato e delle agenzie agricole ma che occorre però mettere a sistema per poterli leggere e trovare nel libro dell’agricoltura sarda”.
“Un incontro proficuo che sarà replicato perché ci ha consentito di riflettere insieme e condividere idee, progetti ma anche problemi e paure – ha affermato in chiusura Battista Cualbu -. Ci sono stati tanti spunti qualificati che hanno rafforzato la piattaforma programmatica che abbiamo presentato in Regione con l’obiettivo di migliorare l’agricoltura sarda. Abbiamo bisogno di tutti per questo è fondamentale il confronto e la condivisione e fare squadra”.

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna




Alghero, scuola media 3: Etwinnig per il futuro

Il futuro si insegna anche a scuola, si insegna con l’esempio e la condivisione e il nostro istituto, il Comprensivo n. 3 di Alghero, Scuola Secondaria di I grado, attraverso un altro dei progetti etwinning, che si unisce a quelli già attivati nei precedenti anni scolastici, si fa garante della crescita consapevole per le generazioni future. Crea in loro speranza, li proietta verso nuove realtà, contribuendo alla formazione in un’ottica di comunicazione, collaborazione e sviluppo tutto in chiave europea, esattamente come nello spirito delle scuole Etwinning come la nostra. Essere una Scuola eTwinning offre, indubbiamente, grandi vantaggi: pratica digitale, pratica di eSafety, approcci innovativi e creativi alla pedagogia, promozione dello sviluppo professionale continuo dello staff, impulso delle pratiche di apprendimento collaborativo con staff e studenti.

ETwinning è infatti un progetto della Commissione europea, il cui obiettivo è incoraggiare le scuole UE a creare progetti didattici a distanza. Attraverso questa piattaforma noi insegnanti possiamo organizzare attività su diversi argomenti e competenze chiave, collaborando con più colleghi e i loro studenti. Una piattaforma sicura, visibile solo ai docenti partecipanti ad un progetto, presentata in ventitré lingue europee, ma che ha nella lingua inglese il suo strumento di comunicazione fra le parti. Servendosi di strumenti quali e-mail, videoconferenze, blog, wiki e chat, eTwinning contribuisce a formare e consolidare le competenze digitali in quanto il lavoro in piattaforma comporta l’uso costante delle nuove tecnologie.

“Check- in to the future”, “My smart city” e “Second Spring of Recycling” sono tessere di un grande progetto che potremmo definire a raggiera e che vede il suo epilogo in “Fair new future”. Muovendo infatti da una dimensione locale, questo lavoro introduce i nostri ragazzi e le nostre ragazze in un lavoro di cooperazione, supportato da una partnership attiva ed efficace in un percorso motivante e creativo, fortemente legato alle nuove modalità di insegnamento/apprendimento.

A piccoli passi si percorrono grandi distanze, si può giungere a cogliere una visione cosmopolita, tasselli unici di un macrocosmo costituito da sensibilità differenti, desideri e aspettative diversi perché proprio e solo nella e dalla diversità nasce il confronto e ci si costruisce quali cittadini responsabili, rispondendo, al contempo, anche ai dettami dell’agenda 2030.

“Check- in to the future”, ad esempio è stato pensato per orientare in modo consapevole i nostri ragazzi alla professione di domani attraverso un percorso di analisi dei futuri sbocchi occupazionali che, ponendo al centro dell’indagine le loro capacità, i loro interessi, le loro attitudini e predisposizioni, tenga conto delle possibilità reali e spendibili nel mercato del lavoro anche in tema di tutela dell’ambiente.

Ecco, quindi, che i progetti “My smart city” e “Second Spring of Recycling” si integrano con il lavoro precedente, dedicandosi al tema della sostenibilità ambientale, del rispetto del patrimonio locale sia esso naturalistico che urbanistico, analizzando e valutando gli aspetti positivi e negativi della città di residenza sino ad ipotizzarne azioni di miglioramento.

“Fair new future” rappresenta dunque il momento di consolidamento e sintesi delle diverse attività prodotte, perché un futuro sostenibile in un mondo che soddisfa le esigenze delle nuove generazioni, può essere raggiunto solo se si assicura la tutela dei diritti di ognuno.

Questi tempi non sembrano aver risparmiato niente ai nostri ragazzi: dopo la pandemia da Covid-19 non ancora debellata, la guerra con le sue barbarie, la sete arrogante di potere e la mancanza di interlocuzione sono entrate, prepotentemente, nelle loro vite. Il progetto che, al tempo della sua pianificazione, non lasciava presagire, almeno per l’Europa niente di tutto questo, oggi viene percepito e recepito con altra sensibilità e giudizio; permette infatti di interiorizzare tematiche importanti, apprendere, valutare, crescere. L’esempio si impara con l’esempio ed è in questa logica che si è lavorato allo studio delle parole e delle azioni di personaggi quali M.L. King, N. Mandela, Madre Teresa, E. Roosevelt, R. Parks, Ghandi, M. Makeba, Malala. Su queste figure i nostri ragazzi si sono confrontati, durante incontri online e consegna di lavori, con i loro coetanei non solo italiani ma anche bulgari, greci e portoghesi per catturarne l’essenza, l’importanza del dialogo che non soccombe alla forza, ribadire il ruolo del diritto sulla rozzezza e miseria della mente e del cuore, la forza dell’essere umano di credere in un futuro migliore, di lavorare per un futuro nuovo. Appunto Fair new future.




Per Alghero, Futuro Comune e Pd: “si perfezioni il passaggio dell’ex batteria di Punta Giglio al Comune. La Cooperativa concessionaria illustri il progetto alla Città”

Amministrare significa scegliere, non lasciar fare. Meglio una concessione che assicuri la riqualificazione, la salvaguardia e la fruizione pubblica di un bene ridotto a rudere – tra l’altro, non nella disponibilità comunale – a giovani sotto i 40 anni, attraverso un bando pubblico aperto a tutti, algheresi compresi, che lasciare un immobile abbandonato e pericoloso o tanto meno venduto dallo Stato per fare cassa.
Ora però Giunta Regionale e Demanio dello Stato hanno la possibilità di perfezionare il passaggio della postazione antiaerea di Punta Giglio alla Regione, sulla base di quanto deliberato dalla Commissione paritetica Stato-Regione nel marzo del 2018, ai sensi dell’articolo 14 dello Statuto di Autonoma della Sardegna. La Giunta Solinas proceda altrettanto sollecitamente al trasferimento della proprietà dalla Regione al Comune di Alghero.
Mario Bruno, allora consigliere regionale, aveva già chiesto alla Regione fin dal 2013, con una interpellanza alla Giunta Cappellacci, che ricordava i passi burocratici fatti dalla Giunta Soru per il trasferimento in proprietà degli immobili dell’ex postazione antiaerea “Batteria S.R. 413” dal demanio pubblico alla Regione, di sbloccare l’iter per il successivo passaggio al Comune di Alghero, in quanto “gli edifici dell’area di Punta Giglio sono una grande risorsa per lo sviluppo del Parco regionale di Porto Conte” (vedi interpellanza Bruno). Solo nel 2018 però Stato e Regione (Giunta Pigliaru) arrivarono a una definizione in sede di commissione paritetica.
Una opportunità data dallo Stato al Comune nel 2017, nonostante fosse stato chiesto con forza il ricorso all’art. 14, fu la possibilità di riqualificare il bene, ridotto di fatto a rudere, come per gran parte dei beni dello Stato in questo territorio, senza aggiungere neanche un metro in più di cubatura, per un progetto “in linea con i principi di tutela e salvaguardia ambientale” nell’ambito di “Valore Paese – Cammini e Percorsi”, con partner come ANCI, Ministero dei Beni Culturali, Legambiente, Touring Club, Fondazione con il Sud, Cittadinanza Attiva. Un partenariato qualificato che dava all’amministrazione comunale – insieme agli enti a vario titolo a ciò deputati – ampie garanzie sul rispetto dei vincoli di interesse storico-artistico e paesaggistico e degli strumenti vigenti in materia di tutela del valore culturale e identitario del bene, di piena fruizione e di salvaguardia del contesto naturale in cui il bene è inserito.
Bene che il Demanio poteva anche vendere, come è avvenuto per esempio a Fertilia: un terreno di più di 6mila metri quadri fronte mare, tutto intorno a piazzale San Marco, sul lungomare Rovigno, a soli 32mila e 913 euro – il prezzo pagato da una società di Alghero alla società Ligestra Due srl di Roma per conto dello Stato proprio in quei mesi del 2017 – sul quale la Giunta Bruno è dovuta intervenire con atto ricognitorio propedeutico all’esproprio per pubblica utilità. Anche in quel caso, il Sindaco Bruno aveva chiesto con fermezza il trasferimento a prezzo simbolico del bene, richiamando l’articolo 14 dello Statuto della Regione Sardegna, per impedire alienazioni ai privati. Ma lo Stato non ne tenne conto. Fece cassa. Nel silenzio generale.
Per Punta Giglio, una buona opportunita per impedire di far cassa, visto il silenzio della Regione e dello Stato sul trasferimento del bene, era la collaborazione proposta dal Demanio, nell’ottica di una difesa e valorizzazione ambientale che – con l’apporto di capitali privati – rigenerasse un bene in un’area pregiatissima che è e rimane pubblica, da mantenere nella fruizione piena di tutti.
Qui si ferma il ruolo svolto dalla Giunta Bruno, essendo come sempre tutto l’iter di gara, le autorizzazioni, le concessioni e i contratti in mano agli enti preposti e ai dirigenti degli stessi enti, in piena autonomia e responsabilità, secondo la legge.
Da Consiglieri Comunali abbiamo svolto, svolgiamo e svolgeremo tutta l’azione di controllo e di vigilanza che merita, insieme agli enti e alle istituzioni preposte, affinché ci sia il rispetto della legge, di tutte le prescrizioni e sempre la libera fruizione del compendio. Lo faremo anche con periodici sopralluoghi a Punta Giglio e nelle sedi istituzionali, a cominciare dal Parco di Porto Conte, inserito nel Comitato Tecnico Operativo del Progetto e a cui chiederemo conto di ogni passaggio.
Chiediamo al Parco, con nota ufficiale a parte, che nell’assemblea del 7 aprile venga convocata la cooperativa che ha avuto in concessione il bene dal Demanio dello Stato per illustrare alla Città e ai suoi rappresentanti, in seduta aperta, il progetto che si sta realizzando perché vi sia contezza dell’intervento e cognizione di causa nel prendere le dovute posizioni pubbliche nelle sedi proprie e nel dibattito cittadino.

Mario Bruno
Raimondo Cacciotto
Ornella Piras
Gabriella Esposito
Pietro Sartore
Mimmo Pirisi




Alghero: MOZIONE CENTRO SINISTRA: QUALE FUTURO PER “ALGHERO IN HOUSE”?

Con la mozione protocollata dai gruppi Futuro Comune, Per Alghero, Partito Democratico e Sinistra in Comune i consiglieri comunali di centrosinistra non si accontentano di una generica risposta dell’Amministrazione comunale e vogliono esercitare il proprio ruolo di indirizzo in Consiglio comunale.
Nel 2018, nel corso della consiliatura precedente, l’Amministrazione comunale approvava il nuovo contratto di servizio, garantendo una prospettiva di vita triennale alla società Alghero In House e gettando le basi per una prospettiva di crescita in termini di programmazione e qualità  delle manutenzioni in questa città fino ad allora legate a contratti limitati ad una prospettiva annuale. Quel contratto è oggi scaduto e il rapporto tra il Comune di Alghero e la sua partecipata è regolato da una proroga tecnica.
I Consiglieri comunali firmatari della mozione chiedono al Sindaco di informare nell’immediatezza il Consiglio comunale sulle reali intenzioni dell’Amministrazione alla luce della notizia appresa dalla stampa dell’ipotesi al vaglio della stessa rispetto all’ingresso in Multiss, e di coinvolgere immediatamente i consiglieri comunali nel percorso di revisione del contratto di servizi.
Il Consiglio Comunale è competente, infatti, nell’atto di indirizzo sulla durata dell’affidamento e soprattutto sulla definizione dei contenuti fondamentali da inserire all’interno del contratto di servizio.  
Nella prospettiva dell’interesse comune è bene pertanto coinvolgere effettivamente i consiglieri comunali nel percorso di revisione del contratto fin da subito senza aspettare i tempi ristretti della discussione consiliare presentando all’aula un provvedimento già chiuso nella forma e nella sostanza.




Rally Mondiale, il futuro è Alghero. Il Progetto Green della nuova frontiera dei motori sceglie la Riviera del Corallo. Sarà la vetrina mondiale del lancio dell’ibrido nelle competizioni Wrc.

Presentazione oggi a Porta Terra. La conferma : torna il R.I.S. Nel 2022 ( foto )

Alghero, 24 febbraio 2021 – Alghero si candida a rappresentare il centro promotore nel mondo degli sport motoristici “green” confermandosi capitale del Rally che a partire dal 2022 ritorna nella Riviera del Corallo. Già dall’edizione 2021 la città ottiene una importantissima opportunità: sarà la vetrina per il progetto di ingresso delle auto elettriche nel Wrc. L’accordo tra Amministrazione comunale e Aci attribuisce alla città di Alghero il ruolo di rilevanza mondiale con il programma “Progetto Green” che spiana la strada all’edizione ibrida del Rally 2022. Il progetto della F.I.A, la Federazione Internazionale dell’Automobile, prevede che per il prossimo appuntamento mondiale in programma dal 3 al 6 giugno, Alghero sarà il punto di riferimento di tutte le attività declinate al Green, non solo dal punto di vista più strettamente sportivo, della ricerca, oltre che dal punto di vista del forte impatto comunicativo e promozionale. Confermato dal Presidente dell’Aci Giulio Pes il ritorno in toto del WRC ad Alghero per l’edizione 2022, l’edizione di quest’anno tiene in città la fase della cerimonia ma soprattutto diventa testimonial del cambio di prospettiva del mondo dei motori. “Un progetto di rilevanza mondiale per gli sport motoristici elettrici che rappresenta un primo passo di prospettiva molto ampia alla quale il Comune di Alghero partecipa da protagonista insieme al Parco di Porto Conte, la Regione Sardegna, la Rete Metropolitana per ampliare il disegno strategico che deve coinvolgere il territorio sulle opportunità delle energie alternative che il Recovery Found offre”, ha detto il Sindaco Mario Conoci oggi nella conferenza stampa di presentazione dell’evento. La presenza del Presidente della Commissione Mobilità Sostenibile – Energie Alternative presso l’Aci Italia, nonché vice presidente della Commissione Energie Alternative presso la F.I.A., Avv. Angelo Raffaele Pelillo, conferma la decisione strategica: “La prima edizione del Wrc elettrico muove i primi passi a livello mondiale proprio da Alghero – ha affermato – ed è un’occasione per mostrare al mondo intero lo “stato dell’arte” del motorsport sul tema delle energie alternative. Ma è soprattutto un punto di partenza di una strategia che fa da cerniera tra performances sportive e ciò che offre il territorio”. Il presidente di Asi Sassari Giulio Pes, nel confermare il ritorno ad Alghero del Rally mondiale 2022, sottolinea l’importanza del progetto: “Gli accordi prevedono che Alghero ritorni ad essere sede della prova mondiale – ha spiegato – ma è di grande rilevanza anche il ruolo che svolgerà nel promuovere il Progetto Green rafforzando  le attività che Aci sta portando avanti nell’ambito della sensibilizzazione nelle scuole sul fronte dell’ambiente”. E Ad Alghero il territorio sta muovendo i primi, importanti, decisi passi verso lo sviluppo della mobilità sostenibile, sposando il Progetto Green dell’Aci nel percorso avviato con il Parco di Porto Conte e le progettualità nel settore delle energie alternative. “Il progetto di innovazione dei collegamenti nell’area del Parco – ha aggiunto sul tema il Presidente del Parco di Porto Conte Raimondo Tilloca – finanziato dalla Rete Metropolitana prevede un primo passo verso la mobilità elettrica di collegamento al promontorio di Capo Caccia e alle Grotte di Nettuno”. Il percorso della programmazione strategica nel settore delle energie rinnovabili vede Alghero con il Nord Sardegna tirare le fila di un progetto di rilevanza nazionale ed internazionale che la candida ad essere il centro di ricerca e innovazione delle energie rinnovabili nel campo dello sfruttamento del moto ondoso. La produzione di energia pulita dal mare, con il faro di Capo Caccia, nel promontorio simbolo della città, che si candida a diventare il testimonial di un’iniziativa pilota che prevede la sua illuminazione attraverso l’utilizzo dell’energia prodotta dal mare. Un tema sottolineato dal Direttore del Parco, Mariano Mariani che ha posto l’accento sul percorso intrapreso dal Comune di Alghero e dalla Rete Metropolitana. “Il disegno è strategico e fondamentale per lo sviluppo di progettualità in cui il Comune di Alghero e la Rete possono svolgere un ruolo da protagonisti – afferma.  Il Parco di Porto Conte ha un ruolo centrale e punta a sviluppare progetti in grado di far intraprendere un percorso di crescita del territorio per far compiere quel salto di qualità che vogliamo per lo sviluppo economico legato all’ambiente”. 




VERSO UN FUTURO CERTO PER IL PORTO DI CASTELSARDO – Si punta all’adozione del Piano Regolatore Portuale

VERSO UN FUTURO CERTO PER IL PORTO DI CASTELSARDO Si punta all’adozione del Piano Regolatore Portuale

CASTELSARDO – Il giorno 19 novembre, alle ore 17,00, presso la sede sociale della “Ge.Cas. Gestioni Castelsardo S.r.l.”, sita nel porto turistico cittadino, si è riunita l’assemblea convocata dall’Amministratore Unico Matteo Santoni. Alla presenza del Sindaco di Castelsardo, Antonio Maria Capula, nella sua qualità di socio unico della predetta società, si è discusso l’unico punto all’ordine del giorno, ovvero la proroga della concessione demaniale già facente capo alla stessa e con scadenza al 31/12/2020. L’incontro si è reso necessario a seguito della recente comunicazione da parte del Servizio Demanio e Patrimonio della Regione Autonoma della Sardegna a mezzo della quale si rendeva nota, finalmente in via ufficiale, la possibilità da parte della partecipata di poter richiedere la proroga della concessione in essere, per un periodo di tredici anni, dunque fino al 31/12/2033.

Il primo cittadino, nella sua qualità di socio unico, ha espresso così formalmente la sua volontà di voler procedere con la richiesta.
“Lo scadere della concessione avrebbe lasciato aperti scenari del tutto incerti sul destino del porto turistico locale – afferma il Sindaco Capula – considerando che allo stato la normativa sovraordinata vigente non consente agli enti competenti di avviare le procedure di gara per l’affidamento delle concessioni. Saremmo così giunti ad una forma di gestione più simile, mi si passi il termine, ad un “commissariamento”, limitandoci a dover gestire, tramite la nostra partecipata, l’ordinario, nell’attesa sine die del susseguirsi di un nuovo concessionario, senza alcuna prospettiva immediata di sviluppo per le realtà commerciali, produttive ma anche di rilievo sociale che operano nell’area portuale”.

“Un sospiro di sollievo!”. Così commenta la recente vicenda l’Assessore agli affari portuali Giuseppe Corso, che nel merito aggiunge: “Sin dall’inizio del mandato abbiamo seguito con il fiato sospeso gli sviluppi in materia di concessioni demaniali, che ha sullo sfondo un articolato e discusso quadro normativo di carattere statale e regionale che deve tuttavia fare i conti, in primis, con la famosa direttiva europea “Bolkestein”, la quale in un’ottica di libero mercato e di concorrenza impone il divieto di rinnovo automatico delle concessioni amministrative. Ci siamo dunque trovati sin dagli arbori del nostro mandato amministrativo a programmare la nostra politica di sviluppo per l’area portuale senza tuttavia avere, sino ad oggi, punti fermi. Avevamo già previsto in quale direzione andare: ora possiamo dare attuazione ai nostri progetti concretamente e non ci saranno perdite di tempo. Abbiamo già in programma un piano ragionato di utilizzo degli spazi a terra e di valorizzazione del patrimonio immobiliare in concessione, che potrà andare finalmente a gara nella sua totalità, oltre che una serie di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria – già in fase di progettazione – che andranno ad interessare l’area del diporto, tra i quali spicca la sostituzione, per ora, di quattro pontili galleggianti che appaiono al momento più ammalorati. Ma questo è solo l’inizio”.

L’Amministrazione Capula mira infatti all’adozione del Piano Regolatore Portuale (P.R.P.), uno strumento necessario per programmare uno sviluppo di medio-lungo termine che renderà il porto cittadino finalmente più competitivo, soprattutto dal punto di vista economico, in linea con le sue effettive potenzialità, così aprendo nuovi scenari sotto l’aspetto di incremento dell’indotto e la creazione di nuove attività e conseguenti – si auspica – posti di lavoro.




15 UilTrasporti – Quale futuro per i dipendenti dell’inceneritore di Tossilo?

Sassari, 24 novembre 2020

 

“Tossilo è realtà da salvare e preservare: non faremo concessioni”. Lapidario e netto il commento del segretario territoriale centro nord Sardegna UilTrasporti Antonio Sias sulla grave situazione e le tristi prospettive che si presentano all’orizzonte dei dipendenti dell’inceneritore di Tossilo. “Ormai il tempo è scaduto, ed una delle più importanti realtà produttive del centro Sardegna rischia seriamente di essere spazzata via. L’inceneritore è sopravvissuto a diverse battaglie di carattere politico e ambientale. Ma la sua sopravvivenza, in termini di produttività e di opportunità di lavoro, è ora seriamente compromessa, lo sarà in assenza di immediate risposte delle Istituzioni regionali e locali proprietarie della Tossilo Spa e del consorzio per la zona industriale in cui è sito lo stabilimento”.

 

I numeri certificano l’importanza di una realtà da preservare: “Si tratta di investimenti per oltre 50 milioni di euro e della possibilità di lavorare, potenzialmente, 60mila tonnellate annue di rifiuti con conseguente enorme recupero di energia a beneficio delle comunità. Numeri che sembrano non bastare ad evitare la chiusura dell’attuale gestione e la messa in discussione delle professionalità e delle competenze lavorative attualmente impegnate a Tossilo” spiega Sias.

 

Con apposita nota inviata agli amministratori della Tossilo Spa, al Consorzio Industriale e agli Assessorati regionali competenti in materia, i lavoratori hanno manifestato la legittima preoccupazione per l’assenza di comunicazioni in merito al futuro della gestione dell’impianto, anche in considerazione del mancato avvio dei corsi di formazione e affiancamento da effettuare con la società impegnata nella costruzione del secondo forno della struttura. “Un potenziamento dell’impianto frutto anche del grande sforzo ultra decennale compiuto dai lavoratori. Sforzo costato sacrifici, contratti di solidarietà, distacchi lavorativi e periodi  – come quello attuale – di cassa integrazione. Quindici anni, tanto è stato lungo l’iter collegato alla messa in opera del secondo forno, e ora si rischia di essere esclusi oltre che dalla programmazione anche dal suo funzionamento”.

 

La UilTrasporti chiede quindi immediate e urgenti risposte in merito al rinnovo della convenzione di gestione, elemento indispensabile per la programmazione futura e sopratutto in merito all’ipotesi di messa in liquidazione della Tossilo Spa. “In questi giorni, dopo diverse sedute e rinvii, si è svolto il Consiglio di Amministrazione che ha finalmente approvato il bilancio 2019, documento che deve ancora passare attraverso la ratifica dei Comuni appartenenti al Consorzio industriale. Un bilancio che vista la situazione debitoria della società, non mancherà di riservare sorprese e accesi dibattiti – chiude Antonio Sias –. Al di là delle discussioni politico economiche, poniamo come primo punto la salvaguardia dell’interesse pubblico della struttura, argomento che con più evidenza viene dimenticato sui tavoli di discussione. Resta inoltre  viva la preoccupazione per un grande patrimonio lavorativo che corre il serio rischio di essere cancellato dal ciclo produttivo. Una situazione rispetto alla quale non siamo disposti a cedere, sopratutto nel quadro di un contesto occupazionale come quello del centro dell’Isola che più di altri soffre cronicamente di mancanza di occupazione”.

 

Segretaria Territoriale  del Centro Nord Sardegna – Antonio Sias




“Immaginiamo il futuro: dopo la crisi e oltre” Il 25 giugno conversazione con la senatrice Elena Cattaneo

SASSARI. Giovedì 25 giugno alle 18.00 su Teams, quinto appuntamento del ciclo “Immaginiamo il futuro: dopo la crisi e oltre”, a cura dell’Università di Sassari. Protagonista della conversazione on line è la senatrice Elena Cattaneo. Questo evento segue quelli con il politologo Edward Luttwak, i giornalisti Oscar Giannino e Rita Fatiguso, l’astronauta Roberto Vittori e il prof. Giuseppe De Nicolao. Durante questi incontri il tema della crisi è stato affrontato da diversi punti di vista, dai quali è emersa sia la preoccupazione per le conseguenze economiche e sociali ma anche le potenziali opportunità di introdurre cambiamenti troppo a lungo procrastinati. La senatrice Elena Cattaneo tratterà il tema delle “mutazioni” del rapporto tra scienza, società e politica provocate dall’emergenza sanitaria in corso, soffermandosi in particolare sull’erronea percezione dei necessari e prudenti passi del “processo di produzione” della conoscenza come inutili lungaggini dovute alle elucubrazioni degli esperti. Il tema della scienza e del ruolo degli esperti è emerso prepotentemente alla ribalta in questo periodo facendo emergere la difficoltà della comunicazione scientifica e del rapporto tra scienza e politica. La senatrice Elena Cattaneo è professoressa ordinaria di Farmacologia presso l’Università Statale di Milano, dove dirige il laboratorio di biologia delle cellule staminali e farmacologia delle malattie neurodegenerative. Nota per le sue ricerche sulla malattia di Huntington e sulle cellule staminali, nel 2013 è stata nominata Senatrice a vita dal Presidente Emerito della Repubblica Giorgio Napolitano.

L’incontro è organizzato dai professori Plinio Innocenzi e Quirico Migheli. Gli incontri sono aperti a studenti, personale dell’università di Sassari e a tutte le persone interessate. Sarà possibile partecipare a questo e ai successivi eventi della serie collegandosi alla pagina web: www.uniss.it/uniss-comunica/eventi/immaginiamo-il-futuro-dopo-la-crisi-e-oltre

LOCANDINA: https://applicazioni.uniss.it/uniss/assets/redazioneweb/Conversazione_con_Elena_Cattaneo_Locandina.pdf