COMUNICATO STAMPA: M,GABRIELLA CODA E’ LA MASTER SOMMELIER SARDA

E’ di Palau, ha 28 anni e da pochi giorni vanta un titolo professionale importantissimo nel settore dell’enologia: è una Master Sommelier. Maria Gabriella Coda ha conseguito con successo il diploma di alta specializzazione Alma Ais: una sorta di dottorato di ricerca che viene attribuito al termine del percorso di studi della scuola internazionale della cucina italiana fondata dal Maestro della cucina, Gualtiero Marchesi. Il percorso dell’esperta sommelier sarda è iniziato diversi anni fa con l’iscrizione all’Ais Gallura, il conseguimento dei tre livelli di specializzazione e il titolo di sommelier. 

Il desiderio di arricchire il suo bagaglio di conoscenze ha portato Maria Gabriella a girare l’Europa per poi fare ritorno in Italia e decidere di studiare ancora per raggiungere il livello più alto di preparazione, quello del Master Sommelier. Per acquisire questo elevato livello professionale è necessario avere una conoscenza approfondita delle regioni vinicole, delle varietà del vino, della produzione e delle norme riguardanti il mondo del vino. Una cultura così profonda da consentire all’esperto di  identificare l’annata, la varietà e la denominazione del vino anche da bendato

Dopo un  anno di studi a Colorno, 500 ore di lezioni, uscite didattiche, uno stage in un ristorante stellato e l’esposizione della tesi sulle conseguenze dei cambiamenti climatici nella viticoltura, Maria Gabriella Coda è rientrata nella sua Sardegna con il riconoscimento che spera possa segnare la sua carriera professionale. Solitamente il Master Sommelier si trova negli hotel o nei ristoranti di lusso di tutto il mondo e chi raggiunge questo livello vuol dire che ha investito, in media, un minimo di 10mila ore di studio della teoria e di esperienze dirette nella degustazione e nel servizio di vini e di altri alcolici. 




Comunicato Stampa Gabriella Esposito su scuole

“Chiudere le scuole non è la soluzione migliore, ma è di certo la più semplice, soprattutto per coprire inefficienze di altro genere della Giunta regionale sardoleghista nel suo complesso e dell’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, in particolare.

Vorrebbe chiudere le scuole, l’assessore Nieddu, con la stessa disinvoltura con cui hanno tenuto aperte le discoteche a ferragosto. Non possiamo consentirlo.

Tutti in qualche modo viviamo la scuola, nella quotidianità, sulla nostra pelle. Io da mamma e da rappresentante di classe e d’istituto. Da consigliera comunale e da ex assessora alla pubblica istruzione.

La prima domanda che mi pongo di fronte alla ventilata chiusura delle scuole è se sia stata davvero identificata una relazione di causa-effetto tra la riapertura delle scuole e l’aumento dei contagi.

Mi piacerebbe infatti che le scelte politiche, soprattutto quelle che riguardano i nostri figli, siamo sempre supportate da evidenze scientifiche e non siano frutto di opinioni, interessi politici, convenienze, baratti, o tanto meno frutto di pressioni economiche, come abbiamo visto per l’apertura delle discoteche.

Lo sappiamo, ogni misura di contenimento comporta costi economici e sociali non indifferenti.

È evidente che la cessazione delle attività scolastiche avrebbe costi futuri notevoli, che non possiamo ignorare: sono i costi culturali, sociali, relazionali, generazionali e intergenerazionali.

Una crisi apparentemente meno tangibile nell’immediato di quella economica, ma non meno grave.

E allora perché chiudere le scuole?

Chiudere le scuole senza un supporto scientifico sui risultati nel contenimento dell’epidemia, comporta solo effetti negativi nel breve e nel lungo termine.

E non salverebbe la coscienza dell’assessore Nieddu, il quale non può addossare sul sistema scolastico le inefficienze di quello sanitario da lui gestito, con la mancata tracciabilita’ dei possibili contagiati, la lentezza dell’esecuzione dei test al personale scolastico e la mancanza di test rapidi.

La scuola non si tocca!”

 

Gabriella Esposito




Gabriella Esposito: il parco di Porto Conte patrimonio degli algheresi.

Gabriella Esposito: il parco di Porto Conte patrimonio degli algheresi.

500mila euro per la valorizzazione del geo-sito di Capo Caccia con nuovi servizi per la fruizione e
l’accessibilità sostenibile; 500mila 500euro per la realizzazione di un sistema di lagunaggio per la mitigazione del carico organico nella laguna del Calich; 167mila per l’intervento di tutela e valorizzazione della laguna del Calich attraverso un sistema di monitoraggio della componente chimico-fisica della colonna d’acqua e di ri-sospensione e mineralizzazione dei sedimenti superficiali; 439mila 235 euro per il completamento dei percorsi di fruizione dell’area umida del Calich e potenziamento delle attività di pesca. Sono solo alcune progettualità dotate di risorse finanziarie della rete metropolitana che il nuovo consiglio direttivo del Parco di Porto Conte si trova in eredità e che deve portare a compimento in tempi stretti, se non vuole perdere le risorse europee”. Lo ha dichiarato Gabriella Esposito, intervenendo durante i lavori di ieri all’assemblea del parco di Porto Conte.
“Per la prima volta – ha sottolineato Esposito – abbiamo avuto l’occasione di incontrare il nuovo consiglio direttivo, insediato da mesi, col quale vogliamo confrontarci e collaborare. Ho apprezzato soprattutto il tenore dell’intervento della consigliera Lina Bardino che ha dichiarato di voler agire in continuità amministrativa, con grande apertura. Il Parco è infatti patrimonio degli algheresi, pur essendo di rilevanza regionale e nazionale, con l’Area Marina Protetta che abbiamo voluto accorpare sotto un’unica gestione ambientale. Grande e’ la nostra responsabilità – prosegue Gabriella Esposito – e per questo dobbiamo impegnarci a non far ricadere le divisioni che ci sono all’interno del Consiglio Comunale nell’assemblea del Parco. Nella consapevolezza che le tante progettualità realizzate e finanziate negli scorsi anni meritano di essere consolidate o portate a compimento. Non è più il nostro la cenerentola tra i parchi, è un’azienda che abbiamo consegnato completamente cambiata in termini di infrastrutture, di gestione, di organizzazione, di rapporto col territorio, di pacificazione con le borgate, di attrattori turistici, ambientali ed economici. Tutto ciò – conclude Gabriella Esposito – ha riflessi concreti sul bilancio, sulle entrate, quelle straordinarie frutto delle tante progettualità, quelle fisse dal bilancio regionale, grazie all’azione dei nostri rappresentanti in Regione negli anni. Non era così fino a una decina di anni fa. Questo patrimonio ora va salvaguardato e incrementato, con l’apporto di tutti. Il nostro non mancherà”.

F.to
Gabriella Esposito