Dalla Gastronomia del Mare alle Radici Comuni: Stintino presenta il Programma “Asinara-Camogli-Ponza”

Un doppio appuntamento per celebrare i legami storici e culinari che uniscono le sponde del Mediterraneo

Stintino – Nasce dalle riflessioni della sindaca Rita Vallebella e dagli studi dell’esperto enogastronomo Tommaso Sussarello il “Programma Asinara-Camogli-Ponza”, un ambizioso progetto culturale che parte dalla gastronomia del mare per ricostruire la mappa storica e identitaria della comunità stintinese. Sarà lo stesso Sussarello, ideatore del progetto, insieme a cuochi ed esperti a seguirne lo sviluppo, dopo aver identificato nella cucina un vero e proprio documento storico, capace di raccontare il Mediterraneo delle migrazioni, scambi e legami profondi.

Il programma sarà svelato al pubblico in occasione un doppio appuntamento, durante l’evento “Stintino: una storia da raccontare”: la prima presentazione si terrà venerdì 4 luglio presso il Museo della Tonnara (MUT), mentre un secondo incontro di approfondimento è fissato per domenica 6 luglio alle 18:00 al Circolo Nautico Sottovento.

Il progetto affonda le sue radici nella storia dei pescatori di origine ligure camoglina che, nel 1885, furono scacciati dall’Asinara e  fondarono Stintino, portando con sé un patrimonio di ricette e saperi tramandati da un un secolo di coabitazione pacifica con le famiglie sarde nurresi. A  loro, nei primi anni del ‘900 si aggiunsero famiglie di origine ponzese. È proprio questo “filo rosso” gastronomico che l’enogastronomo ha rintracciato e posto al centro della sua ricerca.

“Il cibo è un viaggio senza fine“, afferma Tommaso Sussarello. “Nelle zuppe di pesce, nei modi di conservarlo o nelle tradizioni, ritroviamo le tracce di un dialogo secolare tra le comunità di Camogli, parzialmente dell’isola di Ponza e l’Asinara. Il mio obiettivo è rendere leggibile questo dialogo, trasformandolo in un percorso di riscoperta che possa generare nuove sinergie culturali e turistiche. Questo programma vuole dimostrare che una ricetta può unire più di un trattato”.

L’amministrazione comunale ha sposato con convinzione l’iniziativa. “Abbiamo accolto con grande entusiasmo la visione di Tommaso Sussarello”, dichiara la sindaca di Stintino, Rita Limbania Vallebella. “La sua ricerca offre una chiave di lettura affascinante e concreta per valorizzare la nostra identità. Mettere la gastronomia al centro significa parlare un linguaggio universale di recupero delle connessioni che onora il passato e nutre il futuro”.

L’incontro di domenica 6 luglio vedrà proprio Tommaso Sussarello dialogare con l’amministrazione comunale, la marineria locale e altri esperti enogastronomi per raccontare il viaggio del cibo nel “mare nostrum”, in un approfondimento che promette di essere un’esperienza unica tra storia e sapore.

AGENDA DEGLI APPUNTAMENTI:

  • Venerdì 4 luglio 2025, ore [Inserire orario]
    • Luogo: Museo della Tonnara di Stintino (MUT), Via Lepanto

    • Evento: Presentazione in anteprima del “Programma Asinara-Camogli-Ponza”.

  • Domenica 6 luglio 2025, ore 18:00
    • Luogo: Circolo Nautico Sottovento, Stintino

    • Evento: Incontro di approfondimento “Il viaggio del cibo nel Mare Nostrum”. Dialogo con Tommaso Sussarello, amministrazione comunale, marineria locale ed enogastronomi.




Tipicità e alta gastronomia insieme per promuovere il territorio

La giornata del cibo di “Chenamos in carrela” a Villanova Monteloene ha permesso di approfondire una tematica cara a Paul Bocuse e Gualtiero Marchesi

VILLANOVA MONTELEONE. “Tipicità e alta gastronomia”, un binomio che si sposa più che mai in quei luoghi ricchi di un patrimonio gastronomico di valore. È certamente il caso della Sardegna. Se n’è parlato nei giorni scorsi al ristorante PedrAmare di Villanova Monteleone, in un contesto panoramico tra i più affascinanti del nord dell’Isola, in occasione delle Giornate del cibo di Chenamos in carrela.

Il tema, già posto all’attenzione dallo chef lionese Paul Bocuse insieme al compianto Gualtiero Marchesi, è stato approfondito in un confronto dibattito moderato da Tommaso Sussarello, che ha visto protagonisti il giornalista enogastronomico Gilberto Arru e gli chef Giovanni Piras e Fabio Zago, che proprio di Marchesi è stato allevo.

Gli esperti hanno mostrato come la tipicità possa rappresentare una riscoperta non solo per la cucina sana e di qualità, ma anche nella dimensione creativa dell’alta gastronomia, senza timori di confronto verso ciò che può essere la moda del momento.

Lo chef algherese Giovanni Piras ha predisposto un apposito menù che, a partire dalla classica agliata algherese, declinata in tre diverse versioni, ha accompagnato con dei primi di pasta fresca preparata appositamente attraverso il laboratorio allestito poco prima dalle capaci donne della Proloco villanovese, che hanno preparato splendide fogge della pasta tradizionale.

Su meltzau è stato servito con un ottimo purè di patate “duchessa” servito con la sac à poche. Quindi tortino di pane carasau e formaggi, una caponata di verdure e infine abbiamo i dolcetti sechi della tradizione.

In conclusione, l’alta gastronomia può riscoprire solide basi dentro i prodotti tipici, quando c’è un territorio ricco capace di esprimersi: “Abbiamo le nostre risorse, bisogna essere coscienti che è possibile usarle anche per fare alta gastronomia”.

“Chenamos in carrela” è organizzata dalla Proloco in collaborazione con il Comune di Villanova Monteleone, il Ministero della Cultura, Funded by the European Unione, e rientra nel network “Salude&Trigu” della Camera di Commercio di Sassari.




Villanova, sabato al PedrAmare la tipicità incontra l’alta gastronomia

Il 24 maggio un nuovo appuntamento di “Chenamos in carrela” in uno scenario spettacolare per mostrare come i prodotti locali siano un valore distintivo coerente con l’alta gastronomia

VILLANOVA MONTELEONE. Il contesto panoramico del ristorante PedrAmare, affacciato sulla spettacolare costa nord-occidentale della Sardegna in territorio di Villanova Monteleone, accoglierà nel weekend il prossimo incontro con le Giornate del cibo di “Chenamos in carrela”, stavolta dedicate al connubio tra “Tipicità e alta gastronomia”.

L’appuntamento è per sabato 24 maggio, alle 10.30, con l’evento esperienziale che permetterà di partecipare al “Laboratorio di ciciones” e proseguire alle 11 dando spazio a una tavola rotonda moderata da Tommaso Sussarello, che dialogherà con il giornalista enogastronomico Gilberto Arru e gli chef Giovanni Piras e Fabio Zago.

I relatori cercheranno di approfondire un tema articolato già rilevato con attenzione dallo chef lionese Paul Bocuse insieme al compianto Gualtiero Marchesi: il patrimonio di ricette e prodotti di cui dispongono i cuochi italiani e, nondimeno, quelli sardi, è spesso marginalizzato pur avendo grandi potenzialità.

Gli esperti guideranno i presenti in un percorso nel quale la tipicità può rappresentare una riscoperta non solo per la cucina sana e di qualità, ma anche nella dimensione creativa dell’alta gastronomia, senza timori di confronto verso ciò che è di moda. La mattinata si concluderà con un pranzo proposto come espressione di un rilancio nobile dei piatti tipici.

La scelta della location ricade nella volontà degli organizzatori di promuovere non solo le eccellenze enogastronomiche del territorio, ma anche quelle imprenditoriali, ambientali e paesaggistiche del Villanova.

Per l’iscrizione al laboratorio e la prenotazione al pranzo contattare il numero 3349441136, oppure iscriversi direttamente sul posto entro le 10.

“Chenamos in carrela” è organizzata dalla Proloco in collaborazione con il Comune di Villanova Monteleone, il Ministero della Cultura, Funded by the European Unione, e rientra nel network “Salude&Trigu” della Camera di Commercio di Sassari.




Villanova Monteleone parte dalla gastronomia per promuovere cultura, territorio e tradizioni

VILLANOVA MONTELEONE. Archeologia sperimentale, visite guidate, trekking, passeggiate in bici e a cavallo alla scoperta del territorio, e poi escursioni in volo virtuale grazie alle ultime tecnologie in fatto di droni. L’anteprima di “Chenamos in carrela” a Villanova Monteleone ha dato un saggio di come la cultura gastronomica possa essere un vettore di traino straordinario per promuovere le ricchezze storiche e paesaggistiche di una comunità.

Dal primo mattino al Nuraghe Appiu un gran numero di visitatori ha potuto assistere alle curiosità del laboratorio sperimentale proposto dalla Ripam dell’Uniss e dall’associazione Sicut Erat. Le archeologhe hanno mostrato al pubblico tutte le fasi della lavorazione cerealicola e della produzione del pane nuragico. Prima la macinazione del grano, poi l’ottenimento della farina e quindi l’impasto per realizzazione di un prodotto azzimo, che è stato anche cotto in tegame sulle braci ed è andato praticamente a ruba.

Di grande interesse sono state le fasi della decorazione e la dimostrazione della marchiatura attraverso una pintadera. La gente si è incuriosita, ha fatto domande, ha assistito attivamente sperimentando con le proprie mani, e infine ha gustato il prodotto in un pregevole esempio di turismo esperienziale.

Per tutta la mattina sono seguite le visite guidate della cooperativa Itinera al complesso archeologico dell’Appiu, una struttura possente, polilobata, circondata da un grande villaggio.

Nonostante il gran caldo non sono mancati i gruppi in mountainbike e anche chi non ha voluto rinunciare all’escursione a cavallo, come Jolanda Mathe, che con il suo stupendo “Pioneer”, impegnato pochi giorni fa a correre l’ardia di San Costantino a Pozzomaggiore, a permesso a diversi giovani scoprire la passione per l’equitazione.

I rappresentanti della fpvSardegna hanno invece portato, si potrebbe dire “cavallo del drone”, grandi e piccoli alla scoperta dei panorami mozzafiato di questa località tra i cieli e le montagne di Villanova. Attraverso speciali visori, i partecipanti hanno sperimentato l’emozione di sentirsi alla guida di queste perle della tecnologia, che possono raggiungere i duecento chilometri orari in poco più di un secondo.

Tra le dimostrazioni dei mestieri tradizionali, un’antica macina da grano, posta all’interno della struttura ricettiva, è stata messa in funzione per dare prova dell’antica produzione della farina. Infine spazio al folclore: si sono esibiti il Coro de Iddanoa Monteleone, il Coro Femminile Duennas, e il Gruppo di ballo Tradizioni popolari di Villanova Monteleone. In serata c’è persino chi si è spostato sulla spiaggia di Poglina, che sta a pochissimi chilometri, per godere di uno spettacolare tramonto sul mare.

L’iniziativa è stata realizzata grazie all’impegno di uomini e donne della Proloco di Villanova, che hanno preparato una succulenta vitella arrosto allo spiedo accompagnata da piatti della tradizione, da ottimi formaggi, vini e dolci del territorio. L’evento è stato organizzato in collaborazione con l’Amministrazione comunale, la Camera di Commercio di Sassari all’interno del progetto Salude & Trigu, la RAS, con l’affiancamento di numerosi partner tra i quali il Gal Logudoro Goceano e il Flag Nord Sardegna.

Tra i visitatori c’è stato anche il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Michele Pais, che ha dichiarato: «Questa è una manifestazione che esalta tradizioni, storia e identità, i migliori veicoli per promuovere la nostra terra, la nostra cultura, e per fare in modo che quante più persone e flussi turistici vengano in Sardegna. Dobbiamo puntare su questo tipo di attività, la Regione sta investendo moltissimo e riteniamo che questa sia la strada giusta». “Chenamos in carrela” proseguirà con una serie di conferenze sul cibo dal 6 al 9 agosto e poi il 10 si svolgerà la grande cena in piazza.




Sardo e Sassarese: dalla gastronomia alla musica un mondo di tradizioni nelle attività dell’Is.Be

Il 2 marzo ha preso il via il Laboratorio di cucina di Giovanni Fancello, sono disponibili ancora pochi posti

Le attività del progetto “Ajò vi semmu” sono realizzate in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Sassari

SASSARI. Tra gastronomia, musica, poesia e tradizioni proseguono le attività di promozione della lingua e cultura sarda e sassarese del progetto “Ajò vi semmu”, coordinato dall’Istituto Camillo Bellieni in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Sassari.

Dopo la conclusione del Laboratorio di Teatro e Poesia a cura di Antonello Bazzu, Mario Marras e Giovanni Loriga, seguito con partecipazione ed entusiasmo, il 2 marzo ha preso il via il Laboratorio di Cucina di Giovanni Fancello, che proseguirà fino al 30 marzo tutti i martedì dalle 9.30 alle 12.30, attraverso il collegamento via Skype.

Il corso, che nell’ultima edizione era stato molto seguito, permetterà di riscoprire e preparare i piatti tipici della nostra isola in compagnia di un giornalista gastronomico d’eccezione, in diretta dalla sua cucina.

Per partecipare è necessario contattare la segreteria Is.Be all’indirizzo [email protected] o il numero 079 230268 dalle 10 alle 13. Sono disponibili ancora pochi posti.

Ad ogni singola lezione saranno presentate le peculiarità di almeno tre pietanze tradizionali. Le ricette in programma il 2 marzo hanno proposto gli squisiti brignolos de regotu, pische a sa catalana e catas de iscartzofa. Il 16 marzo si scopriranno le preparazioni dei ciciones furriados, fressura e pabassinos antigos. Il 23 marzo le ottime bombas de berveghe, turta de regotu e quaglia al mirto (smurtidus). E infine il 30 marzo le gustosissime sardina a pienu, macarrones de vizilia e coletas.

Tra le iniziative coordinate dall’Istituto Bellieni procede intanto spedito il Laboratorio di musica in sardo e sassarese iniziato il 26 febbraio, tenuto dagli esperti Gianluca Dessì, Giovanni Pinna e Gabriele Farina. Nuovi preziosi frutti nascono anche dalla collaborazione dell’Is.Be con l’Istituto comprensivo di Li Punti. Dalla “Gobburedda di carrasciari” scritta da Mario Marras e Antonio Carboni e interpretata dai bambini della Quinta A della Scuola primaria, è nato un video di rievocazione della vita del Carnevale di una volta, quando la povertà a Sassari era di casa e per divertirsi bastavano pochi oggetti semplici come vecchie lenzuola decorate di brandelli di stoffa e bottoni.

All’interno delle iniziative degli Sportelli linguistici proseguono inoltre i Corsi di lingua sarda così come le attività di animazione linguistica e di promozione culturale, sia sotto forma di laboratori online sia attraverso la produzione di piccole registrazioni documentarie realizzate dagli operatori nei territori coinvolti nel progetto.




L’800 ad Alghero, un viaggio nel secolo della borghesia

Dal 9 al 18 ottobre un tuffo  nel passato tra musica, teatro, gastronomia con l’evocazione storica curata dall’associazione Itinerari nel Tempo

Il secolo lungo, della borghesia, dell’unità d’Italia. L’Ottocento rivive ad Alghero grazie all’associazione Itinerari nel Tempo che propone un tuffo nel passato con il suo progetto di rievocazione-evocazione storica. Mostre, passeggiate in abiti d’epoca, cene a lume di candela, concerti di musica classica, narrazione teatralizzata di eventi che hanno segnato quel periodo ricco di cambiamenti. Attorno a questi elementi ruota il programma della IV edizione della manifestazione “L’800 ad Alghero” che si svolgerà dal 9 al 18 ottobre, nel pieno rispetto delle norme sanitarie. «Il progetto – spiega Andrea Sini, presidente dell’associazione organizzatrice – ha come obiettivo quello di diffondere e infondere negli spettatori un senso di appartenenza e di partecipazione attiva alla vita sociale, attraverso la conoscenza della storia locale e nazionale. La riscoperta dell’autenticità delle tradizioni di un popolo costituisce un arricchimento culturale volto al miglioramento della nostra società».

L’inaugurazione è prevista venerdì 9 ottobre, alle 19.45 nella Chiesa di Santa Maria, con un concerto corale dal repertorio romantico dell’associazione Musicale G. Rossini di Sassari, sotto la direzione artistica di Clara Antoniciello. Sabato 10 ottobre ci si sposta in Piazza del Teatro per rivivere, dalle 20, uno spaccato del passato appartenuto alla città attraverso l’evocazione teatralizzata degli avvenimenti accaduti ad Alghero il 25 marzo del 1821: l’insurrezione popolare causata dall’esportazione del grano per trarne maggior guadagno, fatto che provocò l’aumento dei prezzi e una minor disponibilità del grano per la città. Uno spettacolo proposto in collaborazione con l’associazione culturale Les Bruixes per la regia di Federico Pacifici, attore dalla lunga esperienza teatrale, cinematografica e televisiva. Il viaggio nella storia continua domenica 11 ottobre alle 19 con l’inizio della passeggiata nel centro storico in abiti di metà Ottocento. I rievocatori incontreranno così tra le vie della città vecchia i passanti, indossando vestiti che sono frutto di precise ricerche storiche. La passeggiata terminerà alle 20 nella Cattedrale di Santa Maria che ospiterà un concerto di musica classica, organizzato in collaborazione con l’Istituto artistico musicale G. Verdi di Alghero, con protagonisti il violinista Michelangelo Lentini e i Solisti dell’Ichnusa Chamber Orchestra. Nella stessa serata, dopo il concerto, è in programma una cena storica con minuta curata dall’esperto gastronomo Giovanni Fancello.  Il ristorante la Lepanto ospiterà i commensali (ingresso in questo caso a pagamento) per una serata all’insegna del gusto, dei profumi e delle atmosfere di una cucina d’altri tempi. La manifestazione proseguirà martedì 13 ottobre con una giornata ricca di appuntamenti. Alle 17.30 nella Torre di San Giovanni in programma la cerimonia di uno speciale annullo postale con il Circolo filatelico numismatico del collezionismo e modellismo algherese e l’inaugurazione della mostra “Raccontiamo Alghero e la Sardegna tra ‘800 e ‘900” che rimarrà aperta fino al 18 ottobre. A seguire un incontro su Giuseppe Manno con Mauro Porcu, direttore del Museo Casa Manno, che racconterà aspetti della vita pubblica e privata del grande intellettuale e politico algherese vissuto nell’Ottocento.

Per informazioni si può visitare il sito www.800evocazione-rievocazione.it

Per alcuni appuntamenti è richiesta la prenotazione obbligatoria: ([email protected] oppure WhatsApp 3297437458)




Cibi della tradizione sarda: a Sassari un laboratorio di cucina con Giovanni Fancello

Cibi della tradizione sarda: l’iniziativa è realizzata nell’ambito delle attività dello sportello linguistico comunale curato dall’Istituto Camillo Bellieni. Il corso è gratuito e si svolgerà nella sede di Crema&Cioccolato. Le iscrizioni sono aperte fino al 28 febbraio

Sei incontri per sei ricette con una guida d’eccezione: il secondo laboratorio organizzato dallo Sportello linguistico di Sassari all’interno del progetto “Ajò vi semmu” è dedicato alla cucina tradizionale sarda. A partire dal 2 marzo e fino al 6 aprile, ogni lunedì dalle 16.30 alle 19.30, il giornalista gastronomico Giovanni Fancello, affiancato dal tutoraggio dell’operatrice linguistica Lucia Sechi (esperta di cucina sarda), condurrà i partecipanti nella preparazione di sei specialità, dalla “supa” alla “bagna” in diverse varianti.

Un’occasione imperdibile per riscoprire i piatti tipici, conoscerne le ricette e assimilarne i metodi di preparazione. Il laboratorio si svolgerà nella sede di Crema&Cioccolato in Largo Cavallotti 15, che metterà a disposizione la cucina per lo svolgimento di tutte le attività, teoriche e pratiche.

L’iniziativa è organizzata dallo Sportello linguistico curato dall’Istituto Camillo Bellieni e finanziato attraverso i fondi della legge 482/99 con il Comune di Sassari capofila del progetto. Il corso è gratuito ma è fondamentale la competenza attiva e passiva della lingua sarda o del Sassarese.

Ogni settimana, prima della lezione, verrà indicata la lista degli ingredienti di cui munirsi per comporre il piatto, che sarà realizzato in loco e poi destinato alla degustazione collettiva. Ognuno potrà scegliere la ricetta da sperimentare.

A conclusione di ogni incontro sarà effettuata un’analisi sotto differenti punti di vista, a partire dalla qualità del prodotto alla cifra spesa. Le iscrizioni sono aperte fino al 28 febbraio. Per info contattare [email protected]. A breve l’Is.Be darà avvio anche ai corsi di lingua sarda sia in città che negli altri comuni coinvolti nelle attività di Sportello, che sono Stintino, Porto Torres, Castelsardo Valledoria e Sorso.




Sennori, successo per “Le domeniche alle 5” in Biblioteca comunale

Il primo appuntamento della rassegna ha visto coinvolti i musicisti della Juvenilia Ensemble e le danzatrici del Liceo coreutico nell’ottica di promuovere le eccellenze vinicole e biologiche del territorio

 

SENNORI. Un assaggio di pecorino bagnato da un pregevole cannonau sulle note di Bach, o una ricotta fresca accompagnata da un ottimo vermentino e perché no, da un moscato passito, sulle melodie di Mozart. Il gusto del territorio incontra l’eleganza della musica classica per un format riuscitissimo che a Sennori ha inaugurato la seconda edizione de “Le domeniche alle 5”, permettendo una fruizione innovativa degli spazi della Biblioteca comunale nell’ottica di promuovere le eccellenze vinicole e biologiche locali, attraverso l’incontro tra musica, danza e letteratura.

Un format coinvolgente in tutti i sensi che il pubblico numeroso ha mostrato di gradire, a incominciare dall’atmosfera suggestiva creata dal “Concerto” della “Juvenilia Ensemble”, l’orchestra d’archi del Liceo Classico Musicale e Coreutico Azuni di Sassari diretta dal maestro Alessio Manca.

In questo primo incontro dedicato alla letteratura della danza, l’ensemble ha proposto un repertorio classico sulle cui note hanno volteggiato le giovani artiste Miriam Fiori, Daniela Monni e Federica Piana del Liceo coreutico, interpretando con le loro movenze leggiadre le coreografie della docente Chelli Florian Valentina.

A fare gli onori di casa sono stati il sindaco Nicola Sassu e l’assessora alla Cultura, Elena Cornalis, introducendo l’evento organizzato dall’Amministrazione comunale in collaborazione con la Comes e la Compagnia Danza Estemporada, che sotto la direzione artistica di Livia Lepri accompagna tutta la manifestazione.

La Juvenilia Ensemble (la cui preparazione è anche merito del contributo del maestro Pietro Scalvini), assieme alle danzatrici del Coreutico, ha tenuto alta l’attenzione del pubblico fino alla fine dell’esibizione, strappando infine un lungo e scrosciante applauso. Alla fine del concerto, molto apprezzati sono stati i prodotti vinicoli e caseari biologici proposti dalla cantina Mode e dall’azienda Giuseppe Berria.

Il prossimo appuntamento con “Le domeniche alle 5” si terrà domenica 2 febbraio, per uno speciale incontro con lo scrittore e sceneggiatore Francesco Trento, che presenterà il suo libro “Crazy for Football” (realizzato per Longanesi insieme a Volfango De Biasi), da cui è nato l’omonimo documentario vincitore nel 2017 del “David di Donatello”. Nel corso della serata lo chef Antonio Murgia realizzerà uno show cooking con dei piatti originali appositamente dedicati.

 

 




A Thiesi il weekend prende gusto con “Rochitas in festa, attesi visitatori da tutta l’isola

Trenta postazioni gastronomiche offriranno squisite pietanze tipiche

Il ricco calendario comprende anche visite guidate, mostre, convegni, musica, laboratori, spettacoli e tanto divertimento

THIESI. Suggestioni antiche, ospitalità, gusto e tradizione per un evento gastronomico che ormai richiama visitatori da tutta la Sardegna: nel cuore di Thiesi ritorna “Rochitas in festa”. Dal pomeriggio di sabato (21 dicembre) fino a domenica notte si apriranno le porte delle tipiche cantine per offrire un itinerario gastronomico di tutto rispetto, arricchito da un calendario di iniziative che comprende visite guidate, mostre, convegni, musica, laboratori, spettacoli e tanto divertimento, tra il tepore dei falò accesi nei vicoli del centro storico.

Saranno presenti ben trenta postazioni per offrire succulente specialità come frègula, culurgiones cun patatu e menta, anzone arrustu, sucu, fae e lardu, pulenta, porcetto in umido, impanadas e tanto altro. Tutto annaffiato da buon vino e birre artigianali di laboratori locali.

L’iniziativa è organizzata dal Comune di Thiesi in collaborazione con la Proloco, la Fondazione Aligi Sassu, le cooperative Siendas e Synergo, varie associazioni e comitati locali, con il finanziamento dall’assessorato al Turismo della Regione Sardegna.

Programma. Sabato a partire dalle 16 si potrà visitare il Museo Aligi Sassu, nel quale sarà operativo il laboratorio “Colore ed Emozione” a cura della cooperativa Siendas. Alle 17 la Sala Sassu accoglierà il convegno “Druches de Pasca ‘e Nadale” (Dolci di Natale), occasione per presentare “Durches” (Arkadia), l’ultimo libro del giornalista e scrittore gastronomico Giovanni Fancello, che interverrà assieme a Vivi Pinna e Vittorio Puggioni.

Il momento tanto atteso dell’apertura delle cantine, delle esposizioni artigianali e del mercatino di Natale è in programma per le 18, mentre alle 18.30 nei locali dell’Antico Monte Granatico si potrà accedere al “Laboratorio aperto di cucina tradizionale di impanadas”.

Alle 19 nel sagrato della chiesa di Santa Vittoria, l’artista Andrea Loddo si cimenterà nello spettacolo-performance “Fusioni sotto le stelle”. Le sonorità della tradizione impreziosiranno l’atmosfera con l’esibizione itinerante dei tenores di Thiesi “Nostra Segnora de Seunis” e “Cunsonu Thiesinu”, intervallate dalle note della “Banda musicale ittirese”.

Domenica mattina, alle 10 le guide di Siendas condurranno alla scoperta de “La storia nelle pietre”, una passeggiata tra i monumenti di Thiesi che si concluderà con la visita al Museo Sassu, mentre si potranno iniziare a visitare le esposizioni artigianali e il mercatino di Natale.

Alle 11 nel Palazzo comunale prende il via il “Laboratorio di robotica” a cura della cooperativa Synergo, che alle 15.30 organizzerà “A Natale te la raccontiamo noi”, un nuovo laboratorio di fiabe per bambini dai sei ai dieci anni. Ma la festa del gusto inizia alle 12 inizia con l’apertura delle postazioni gastronomiche, che si protrarrà per tutta la giornata.

Alle 16.30 Paolo Littarru presenta il suo libro “Il contadino che indicava la luna”, preludio al convegno dedicato al cambio di paradigma nell’archeologia sarda, che coinvolgerà Mauro Peppino Zedda e Augusto Mulas. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con l’associazione culturale “Rizolos e Rios” e il gruppo Sorre Selene. Alle 18 a dare spettacolo per le strade del centro saranno gli “Over Duo” Marco Pizzardo e Andrea Scanu e, alle 19, ancora musica con i tenores “Cunsonu ‘e Santu Juanne”. Nel corso delle due giornate si potrà visitare la mostra artistica di Pina Monne in via Roma 29 e l’esposizione fotografica “Sinnos” di Toto Porcu allestita nella Sala Aligi Sassu.




La storia del paese attraverso i suoi alimenti: un successo la III edizione di “Martis in poesia”

L’evento organizzato dall’Istituto Camillo Bellieni è stato caratterizzato da un simpatico concorso nel quale i partecipanti hanno ricostruito la cucina di un territorio che non aveva molte tracce scritte

MARTIS. Tre primi classificati ex aequo al concorso gastronomico di “Martis in poesia”, organizzato e dall’Istituto Camillo Bellieni in collaborazione con l’Amministrazione comunale. Sono “Coccoi cun bagna” proposto dal personale della Comunità alloggio del paese, “Pirichitos de entu” di Gianluca Spezzigu e Giovanna Maria Pala, e quindi la “Picciriella”, uno squisito sformato di zucchine preparato con cura dagli ospiti della stessa casa di riposo, in primis dalla simpaticissima zia Domenica, novantadue anni di esuberanza e allegria.

Le targhe e i riconoscimenti in denaro sono stati consegnati sabato sera sul palco del Centro polivalente dalle mani del giornalista e scrittore Giovanni Fancello, presidente della giuria, accompagnato dalla presidente del Bellieni, Maria Doloretta Lai e dagli altri membri della commissione tecnica formata da Michele Pinna, Tiziano Lasia, Daniela Masia Urgu e Lucia Sechi.

«Attraverso la preparazione dei loro piatti, i concorrenti hanno ricostruito la cucina di un territorio che non ha molte tracce scritte – ha spiegato Giovanni Fancello –. E il risultato è stato sorprendente, considerato che non si tratta di professionisti, ma sono stati raffinatissimi nell’esecuzione. Una manifestazione di questo tipo è importantissima perché iniziamo a scriverne le ricette in italiano e in sardo superando la situazione di una cucina orale che non si trasmette più».

Anche questa terza edizione ha goduto di una importante risposta e partecipazione da parte della comunità, delle zone limitrofe e dei paesi vicini. Vincente la caratterizzazione  di un format innovativo ispirato al connubio tra gastronomia, poesia e filosofia, perché se il cibo è l’alimento del corpo, poesia e filosofia sono gli alimenti dell’anima.

«Nel cibo c’è la storia di un popolo esattamente come nella lingua, è parte integrante della storia dei poveri – ha affermato Michele Pinna –. Riscoprire le tradizioni alimentari vuol dire riscoprire i territori e le attività produttive, le abitudini delle famiglie e i modi di vivere. La filosofia deve fare i conti con la realtà delle persone».

Nel corso della serata Nino Pericu, Roberto Demontis e Michele Pinna hanno eseguito letture e performance coinvolgenti di versi poetici a tema, e sono stati presentati i libri “Durches” di Giovanni Fancello (Arkadia) e “In coghina” di Lucia Sechi (Edes). È stato inoltre proiettato un video-reportage di Salvatore Taras sulle preparazioni realizzate il giorno precedente, passo dopo passo, sotto lo sguardo vigile dei giurati. Il coinvolgimento della casa di riposo è stato oltretutto di fondamentale importanza per dare la possibilità agli anziani, che rappresentano la memoria storica, di affermare ancora una volta il loro ruolo utile all’interno della società.