Quando New York atterra in Sardegna: il giorno in cui Olbia ha accorciato l’oceano.

di Fausto Farinelli

Stamane la sveglia era impostata alle 5:30 del mattino.
Non una sveglia come le altre. Non il solito appuntamento di lavoro. C’era qualcosa di diverso già nel buio della prima mattina, in quella sensazione rara che precede le giornate destinate a lasciare un segno.

L’importanza della giornata odierna per la Gallura e per la Sardegna tutta era racchiusa in un evento che, fino a pochi anni fa, sembrava quasi impossibile persino da immaginare: l’arrivo del volo inaugurale Delta Air Lines proveniente da New York a Olbia.

Alle 7:20 arrivo all’Aeroporto Costa Smeralda S.A. Principe Karim Aga Khan IV. L’aria è già carica. Mi presento al desk dedicato alla stampa e agli invitati. Ricevo il badge identificativo e il giubbotto giallo. Da quel momento non siamo più soltanto osservatori: stiamo entrando dentro una pagina nuova della storia della Gallura.

Ci portano ai bordi della pista. Davanti a noi c’è l’attesa. Quella vera. Gli sguardi puntati verso il cielo, i telefoni già pronti, qualche parola sussurrata, poi lunghi secondi di silenzio. Si percepisce chiaramente che non stiamo aspettando soltanto un aereo. Stiamo aspettando un simbolo.

A bordo del Boeing 767 non ci sono soltanto i primi turisti americani arrivati direttamente in Sardegna. Ci sono anche importanti CEO di aziende statunitensi che, appena atterrati, proseguiranno in elicottero verso Cagliari per l’America’s Cup. A darci la notizia è Franco Cuccureddu, assessore regionale al Turismo. Ed è in quel momento che l’evento assume una dimensione ancora più ampia: turismo, economia, grandi relazioni internazionali, immagine della Sardegna nel mondo.

Poi, finalmente, l’aereo appare. Scende, si avvicina, tocca la pista. New York è arrivata a Olbia. Senza scali. Senza intermediazioni. Senza più quell’idea antica di una Sardegna lontana da tutto.

Il saluto dei Vigili del Fuoco, con il tradizionale water cannon, trasforma l’atterraggio in una scena quasi cinematografica. L’acqua si alza sopra la fusoliera, disegna un arco, battezza l’aereo. È il benvenuto della Sardegna all’America. È la Gallura che apre una porta nuova sul mondo.

A raccontare il peso di questa giornata, prima ancora delle parole ufficiali, è l’emozione di chi l’ha costruita. Mario Garau, responsabile sviluppo rotte della Geasar, lo dice con orgoglio, guardando quel gigante alle sue spalle: «Non è un cartonato con dietro un Piper. È veramente un 767-300 di Delta, la compagnia più importante al mondo, che ha deciso di investire sulla nostra destinazione e sul nostro aeroporto».

Garau ricorda anche il percorso nato anni prima, quando il volo verso gli Stati Uniti veniva ancora pronunciato quasi sottovoce: «Quattro anni fa parlarne sembrava sognare un po’ troppo. Invece con tenacia, determinazione e capacità di guardare oltre siamo arrivati a questo risultato».

Poi prende la parola Silvio Pippobello, amministratore delegato di Geasar. E il suo intervento è forse il più umano. Non parla solo da manager, ma da uomo che quell’aeroporto lo ha visto crescere. «Io sono qui da più di quarant’anni. Per me questo aeroporto è casa», dice.

E poi aggiunge una frase che restituisce tutta la portata emotiva del momento: «Oggi è come se mi fosse nato un figlio».

Pippobello non riduce il volo a una questione economica. Lo porta su un terreno più profondo, quasi identitario: «Avere un collegamento con New York, con gli Stati Uniti, era un sogno. Significa essere collegati, rompere l’isolamento. Questo è importantissimo».

In quelle parole c’è un pezzo della Sardegna. L’isola che per decenni ha fatto i conti con la distanza, con la continuità territoriale, con il sentirsi spesso periferia. Oggi, invece, la periferia diventa porta. Olbia non guarda più soltanto verso Roma, Milano o l’Europa. Guarda direttamente verso New York.

Pippobello richiama anche la figura del Principe Karim Aga Khan. E lo fa con gratitudine: «C’è molto del nostro Principe in questa giornata. Sono sicuro che lui ci sta guardando».

Perché l’aeroporto, la Costa Smeralda, l’idea stessa di una Gallura capace di parlare al mondo nascono anche da quella visione. Da quel sogno, oggi, parte una nuova traiettoria.

A dare il senso istituzionale del lavoro silenzioso che sta dietro a una giornata così è Roberto Solinas, direttore della Direzione territoriale Sardegna dell’Enac. Il suo passaggio è netto: «Niente viene per caso».

Dietro l’arrivo di un volo intercontinentale ci sono mesi di preparazione, autorizzazioni, sicurezza, controlli, standard operativi, coordinamento tra enti e società aeroportuale. Ci sono le quinte di una macchina complessa che il pubblico vede solo quando tutto funziona.

Il momento Delta arriva con Roberto Iatti, Senior Vice President International Pricing Revenue Management della compagnia americana. Italiano, da vent’anni negli Stati Uniti, Iatti racconta anche un aneddoto personale: «Il mio primo volo, quando avevo un anno, è stato un volo per la Sardegna. I miei genitori vennero qui a lavorare e io ho vissuto un anno e mezzo a Sassari. Non ricordo nulla, ma oggi si chiude un cerchio».

È una frase semplice, ma potente: il destino personale che incontra una rotta globale.

Iatti spiega anche come Olbia sia stata scelta: Delta aveva messo in competizione tre isole senza collegamento diretto dagli Stati Uniti — Olbia, Malta e Ibiza — chiedendo ai propri clienti quale destinazione volessero raggiungere. «Molti pensavano avrebbe vinto Ibiza. Alla fine ha vinto Olbia».

E quella vittoria racconta molto più di una preferenza turistica. Racconta una Sardegna che negli Stati Uniti comincia a essere riconosciuta per la sua identità, la Blue Zone, la cucina, la cultura, la storia, il paesaggio.

Il manager Delta lo dice chiaramente: l’obiettivo non è solo portare passeggeri, ma connettere mondi. E chiude con una formula destinata a restare: «Nessuno connette Olbia al mondo meglio di Delta».

Accanto alle istituzioni e alla compagnia aerea, c’è il mondo dell’impresa turistica. Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna, racconta un lavoro fatto negli anni con l’aeroporto, le associazioni, gli operatori e i grandi gruppi alberghieri.

«Il nostro piccolo continente, la Sardegna, ora non lo connettiamo soltanto con il continente europeo, ma anche con il continente statunitense», dice.

Poi strappa anche un sorriso quando raccoglie la battuta di Delta sul cappuccino richiesto dagli americani a ogni ora: «Rassicuro tutti: il cappuccino è previsto 24 ore su 24».

Ma dietro l’ironia c’è un messaggio serio: accogliere questo mercato significa essere pronti. Lingue, servizi, qualità, esperienze, attenzione al dettaglio. Non basta avere il mare più bello. Bisogna saperlo raccontare, servire, organizzare.

Lo conferma anche Luca Filigheddu, vicepresidente della sezione turismo di Confindustria Centro Nord Sardegna: «Per i nostri hotel il mercato americano rappresenta già oggi il primo mercato, soprattutto per le strutture di fascia alta».

Per il sistema ricettivo gallurese, il volo Delta non è quindi solo una novità simbolica: è uno strumento concreto per lavorare meglio su un segmento internazionale evoluto, alto spendente, interessato alla Sardegna autentica e non solo alla cartolina balneare.

La parola passa poi ai territori. Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena, lega la giornata alla storia della Costa Smeralda: «Si concretizza veramente il sogno del Principe: connettere la Sardegna verso un altro continente».

Per Arzachena e per la Gallura, questo volo significa dare continuità a una visione nata decenni fa: non subire il turismo, ma guidarlo; non limitarsi ad accogliere, ma costruire esperienze.

Infine Settimo Nizzi, sindaco di Olbia e presidente della Provincia della Gallura, porta il discorso sul terreno più ampio dell’isola. Il suo passaggio è diretto: gli americani non verranno soltanto per le spiagge. Verranno per scoprire la Sardegna interna, le culture millenarie, la vita sana, la Blue Zone, i paesi, il cibo, le tradizioni.

E avverte: «Questa è un’occasione talmente grande che noi non possiamo per nessun motivo perdere».

Mentre il Boeing 767 si prepara a ripartire verso gli Stati Uniti, resta addosso la sensazione di aver visto qualcosa che va oltre la cronaca. Non è stato soltanto un atterraggio. È stato un passaggio di fase.

La Sardegna ha accorciato l’oceano.
La Gallura ha aperto una nuova porta.
Olbia, per un giorno, è diventata il punto esatto in cui un sogno antico e una rotta moderna si sono incontrati.

E stamattina, alle prime luci del giorno, quella distanza che per anni abbiamo raccontato come limite è diventata una possibilità.

New York è atterrata in Sardegna.
E la Sardegna, da oggi, è un po’ più vicina al mondo.

PS: alla fine sono andato a salutare due cari amici di Olbia, amanti anche loro del bello, della possibilità; ne è venuto fuori un incontro che ha acceso un’altra miccia pronta ad innescare una nuova avventura editoriale. Vi anticipo già il titolo ” la rotta del Principe, con lo stesso skipper di 66 anni fa”.




Non una targa, ma una visione: il giorno in cui Olbia ha detto grazie.

di Fausto Farinelli

Il 15 gennaio 2026, a Olbia, la città ha vissuto una giornata destinata a restare nella memoria collettiva: prima nella Sala consiliare del Comune, poi all’Aeroporto di Olbia, istituzioni, sindaci e rappresentanti del territorio si sono ritrovati per un atto solenne ma tutt’altro che rituale. L’intitolazione dello scalo a Karim Aga Khan IV è stata raccontata non come una semplice variazione di toponomastica, ma come il riconoscimento pubblico di una visione che ha inciso sul destino della Gallura e, per estensione, dell’intera Sardegna: una visione capace di trasformare l’accessibilità dell’isola, generare infrastrutture e lavoro, e indicare un modello di sviluppo in equilibrio tra crescita, qualità e tutela del paesaggio. In quella doppia cornice — l’aula istituzionale e la soglia concreta del viaggio — la Sardegna ha scelto di dire “grazie” con un gesto duraturo, consegnando a cittadini e visitatori un nome che racconta una storia e, soprattutto, una direzione.


L’intervento del sindaco Settimo Nizzi

Nel suo intervento in aula consiliare a Olbia, il sindaco Settimo Nizzi ha aperto con una lunga serie di ringraziamenti istituzionali — alla principessa Zahra Aga Khan, alla presidente della Regione Alessandra Todde, al viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi, al presidente ENAC Pier Luigi Di Palma e al CEO di Geasar Silvio Pippobello — estendendoli ai sindaci del territorio, al vicepresidente della Giunta regionale Giuseppe Meloni, ai consiglieri regionali e ai parlamentari, ai vertici della magistratura, al prefetto Grazia La Fauci e alle autorità civili e militari presenti, oltre al Consiglio comunale e alla Giunta di Olbia; quindi ha chiarito il senso della giornata: “dare una risposta concreta” al bene ricevuto, ricordando il Principe Karim Aga Khan IV come un benefattore unico nella storia recente della Sardegna, arrivato “non per portare via, ma per lasciare”, capace — a suo dire — di generare sviluppo, benessere, opportunità di studio per i giovani e infrastrutture, guidando una trasformazione “armoniosa” e rispettosa dell’ambiente, lontana da ogni logica speculativa; e proprio per questo, ha concluso Nizzi, la presenza delle istituzioni e della comunità diventa un atto di riconoscenza non scontato, un modo per fissare memoria e identità anche per chi non l’ha conosciuto e un segnale che quell’eredità continuerà a essere amata e raccontata nel tempo.


Silvio Pippobello: la cronostoria e l’eredità umana

Nel suo intervento, Silvio Pippobello ha parlato con evidente emozione e con un senso di responsabilità personale, ricordando di essere tra i pochi — forse l’ultimo ancora in servizio nel settore dei trasporti — ad aver lavorato direttamente con il Principe, e sottolineando come la grande affluenza e le tante richieste di partecipazione, arrivate anche da mondi diversi da quello aeroportuale, dimostrino quanto questo momento fosse percepito come necessario e non rinviabile. Senza sovrapporsi alle parole già pronunciate dal sindaco e dalla presidente Todde, Pippobello ha scelto di fissare una cronostoria concreta di quella visione che, a suo giudizio, ha lasciato un segno indelebile in Sardegna: nel 1960 la riqualificazione dell’aeroporto di Olbia-Venafiorita segna l’inizio dell’avventura;

nel 1963 nasce Alisarda, che avvia una nuova stagione per i collegamenti aerei dell’isola; negli anni successivi cresce il sistema legato alla Costa Smeralda, con lo sviluppo dello scalo e la definizione della società di gestione (che Pippobello colloca nel 1985 come snodo decisivo); nel 1986 ricorda anche il coinvolgimento del Principe in un comitato di ambito europeo, a conferma di una proiezione internazionale del progetto; tra 1990 e 1991 Alisarda evolve e diventa Meridiana, consolidando un ruolo di compagnia regionale di riferimento; nel 2000 viene realizzato un grande hangar per dare impulso alla manutenzione aeronautica e portare tecnologia e know-how; nel 2003 arriva un importante ampliamento dell’aeroporto; nel 2004, a Roma, viene firmata la convenzione per la gestione complessiva dello scalo; nel 2007 nascono due realtà operative che rafforzano il comparto, una orientata all’aviazione privata e una ai servizi aeroportuali; infine nel 2009 si completa il terminal dell’aviazione generale, chiudendo un ciclo di crescita che — ha rimarcato — non riguarda solo infrastrutture e numeri, ma un’idea di sviluppo costruita con amore per la Sardegna, rispetto per il territorio, per l’ambiente e soprattutto per le persone. In chiusura, Pippobello ha aggiunto un passaggio intimo: accanto al Principe, ha detto, ha imparato un metodo fatto di concretezza, calma e autorevolezza gentile, una lezione trasmessa più con l’esempio che con le parole, che ha segnato profondamente la sua carriera e che oggi rappresenta, insieme al ricordo di altri protagonisti di quella stagione, l’eredità più preziosa anche sul piano umano.


Alessandra Todde: un gesto politico e un atto di responsabilità

Nel suo intervento, la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha salutato le autorità e i sindaci presenti, ricordando che, quasi un anno fa, l’isola ha dato l’ultimo saluto a Karim Aga Khan IV con un gesto “non rituale ma politico”, condiviso all’unanimità dalla Giunta, perché la sua scomparsa non riguardava soltanto una figura internazionale, ma “una parte profonda della storia contemporanea” della Sardegna. Oggi, ha spiegato, quel sentimento si traduce in un atto concreto e duraturo: l’intitolazione dell’aeroporto di Olbia al Principe Aga Khan non è un omaggio simbolico, ma il riconoscimento pubblico di una visione che ha cambiato il destino di questo territorio e, in larga misura, dell’intera isola. Todde ha definito il Principe un autentico valorizzatore della Sardegna: in un contesto naturale straordinario e complesso seppe immaginare un modello di sviluppo quando la parola “turismo” non aveva ancora il significato attuale, e la Costa Smeralda — ha sottolineato — non nacque come sfruttamento del territorio, ma come progetto culturale, urbanistico ed economico fondato su rispetto del paesaggio, armonia architettonica e qualità degli insediamenti, capace di dimostrare che crescita e tutela non sono in contraddizione se guidate da una visione lunga. Quella visione, ha aggiunto, si tradusse in scelte decisive: quando nel 1963 fondò Alisarda, non creò soltanto una compagnia aerea, ma affermò un principio strategico, che la Sardegna non doveva essere pensata come periferia bensì come centro, e che lo sviluppo non sarebbe arrivato “attendendo” collegamenti dall’esterno, ma costruendoli; Alisarda, voluta e finanziata personalmente, divenne parte di un disegno più ampio per rendere l’isola accessibile, garantire continuità nei collegamenti e aprire la Sardegna all’Europa e al mondo. Insieme alla compagnia aerea, ha proseguito Todde, il Principe contribuì a edificare un sistema completo fatto di aeroporto, porto e infrastrutture strategiche in grado di generare sviluppo, lavoro e anche alta qualificazione senza ricorrere in modo massiccio alle risorse pubbliche, e anche questo resta un segnale rilevante. Per questo, ha concluso, intitolare oggi l’aeroporto al suo nome non è un atto celebrativo ma un’assunzione di responsabilità: un aeroporto è una soglia, il primo e l’ultimo luogo che molti vedono arrivando o lasciando l’isola, e dedicarla a Karim Aga Khan significa affermare una Sardegna che non teme il mondo, ma sceglie di dialogare con il mondo con identità, misura e ambizione. La presidente ha infine ringraziato il Comune di Olbia, ENAC, Governo e tutte le istituzioni coinvolte per aver reso possibile la giornata, e la famiglia Aga Khan per la presenza in un luogo segnato profondamente da quella storia.


La Principessa Zahra Aga Khan: memoria, visione e cura del paesaggio

Nel suo intervento, la Principessa Zahra Aga Khan ha scelto un tono sobrio e profondamente personale, ringraziando i presenti senza soffermarsi su un elenco formale di autorità e rivolgendo un riconoscimento particolare al sindaco di Olbia per l’iniziativa e al sindaco di Arzachena — insieme ai suoi predecessori — per la collaborazione costruita negli anni. A nome di tutta la famiglia, ha definito l’intitolazione dell’aeroporto a Karim Aga Khan IV un gesto “commovente e significativo”, perché i collegamenti aerei e lo sviluppo dello scalo hanno “aperto le porte” dell’isola e reso possibile la crescita futura, risultando determinanti anche per l’opera avviata in Costa Smeralda. Con un ricordo vivido, ha evocato l’infanzia e i primi arrivi a Olbia, quando “si passava due volte: la prima per allontanare le pecore dalla pista e la seconda per atterrare”, sottolineando così, con forza simbolica, quanto sia stata radicale la trasformazione dell’accessibilità della Sardegna. La Principessa ha quindi richiamato la visione del padre come progetto di lungo periodo fondato sulla creazione di istituzioni durature più che sulla sola immissione di risorse, e su una pianificazione meticolosa “a ogni livello”, dalle infrastrutture alla cura del territorio fino ai dettagli più minuti degli edifici; in questo quadro ha ricordato il ruolo centrale del Comitato di Architettura, concepito per garantire che le costruzioni non prevaricassero la natura. Ha inoltre evidenziato l’amore profondo del Principe per la Sardegna e la sua gente, il rispetto per l’artigianato locale — ceramica, tessitura, ricamo, lavorazione del ferro — e la tutela dell’ambiente come obiettivo costante, raccontando la cura quotidiana per spiagge e paesaggio e la ricerca di equilibrio tra sviluppo e salvaguardia ecologica, sulla terra e in mare. Infine, ha ribadito che l’impatto della Costa Smeralda è stato per suo padre motivo di gioia non solo per i risultati locali ma per l’effetto sull’intera isola, e ha espresso la gratitudine della famiglia verso tutti coloro che hanno contribuito a realizzare e a custodire quell’eredità, riconoscendo nel tributo di oggi un segno concreto di memoria e responsabilità collettiva.


ENAC, Di Palma: dall’“aeroporto non luogo” all’aeroporto come motore economico

Nel suo intervento, il presidente di ENAC Pier Luigi Di Palma ha sottolineato con sincerità quanto la cerimonia di Olbia fosse fuori dall’ordinario: dopo oltre trent’anni nel trasporto aereo, ha ammesso di non aver mai vissuto un momento istituzionale così carico di commozione, “pieno di fasce tricolori” e quindi rappresentativo dell’intera isola. Proprio questa partecipazione, secondo Di Palma, contribuisce a cambiare anche lo sguardo sugli aeroporti: spesso definiti “non luoghi” dal punto di vista architettonico e simbolico, oggi si rivelano invece per ciò che sono realmente, il centro dello sviluppo economico di un territorio, una soglia che condensa identità, relazioni e futuro. In questo senso, ha spiegato, l’intitolazione non è una semplice integrazione di un nome, ma un atto che affianca all’infrastruttura un significato pubblico e civile, in linea con un percorso che ENAC sta portando avanti negli ultimi anni nel riconoscere figure che hanno segnato il Paese e la sua modernizzazione. Pur non avendo conosciuto personalmente il Principe, Di Palma ha ricordato di aver lavorato a lungo con il suo team — citando in particolare Trivi e Trivellin — definendoli tra le persone più educate e istituzionalmente rispettose incontrate nella sua carriera, esempio concreto di un metodo che univa iniziativa privata e profondo rispetto delle regole e delle istituzioni. Da quella esperienza, ha aggiunto, deriva una lezione che considera attualissima: la visione del trasporto aereo come leva capace di dare un volto diverso all’economia di un territorio, anche nel contesto europeo dei processi di liberalizzazione e privatizzazione. Di Palma ha quindi legato questa visione ai risultati: dagli anni in cui lo scalo contava poche centinaia di migliaia di passeggeri all’oggi, con un aeroporto stagionale capace di attrarre oltre 4 milioni di viaggiatori, numeri che testimoniano una ricaduta economica enorme; e ha ricordato anche il ruolo della compagnia aerea — da Alisarda a Meridiana e oltre — come strumento di “conoscenza” e apertura di un territorio allora poco accessibile, fino a rendere la Sardegna, nel cuore del Mediterraneo, una destinazione di riferimento. Infine, ringraziando il sindaco per l’impulso dato al percorso, ha ricostruito il passaggio istituzionale che ha reso possibile l’intitolazione: ENAC, ha detto, se ne è fatta interprete presso il Governo, con una delibera strategica adottata nella primavera 2025, resa poi operativa grazie alla collaborazione con il Ministero e alla presenza del viceministro, e ha concluso riconoscendo che l’intensità e l’unità dimostrate oggi — fino alla commozione percepita in sala — sono la misura più chiara di quanto l’opera del Principe abbia lasciato un segno reale, condiviso e ancora vivo.


Il viceministro Edoardo Rixi: investimenti, continuità territoriale e “casa” Sardegna

Nel suo intervento, il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi ha spiegato di aver accolto con convinzione l’idea dell’intitolazione pur non avendo conosciuto personalmente il Principe, perché — ha detto — bastano le opere e l’impronta lasciata sul territorio nazionale per comprenderne la statura: una visione rara, capace di trasformare in senso positivo un’area allora marginale, armonizzando turismo di qualità, tutela del paesaggio e servizi per la popolazione residente. Rixi ha sottolineato il valore simbolico della scelta di celebrare l’evento in inverno, quando la Sardegna è più isolata e la comunità vive con maggiore evidenza i limiti della continuità territoriale: un modo per ricordare che lo sviluppo non è solo “stagione” ma diritto quotidiano, 365 giorni l’anno. Richiamando l’effetto moltiplicatore degli investimenti iniziali — “che hanno contaminato” positivamente, generando ulteriori iniziative lungo la costa da Olbia fino a Santa Teresa e oltre la Costa Smeralda — il viceministro ha rimarcato come un territorio “sconosciuto” negli anni Cinquanta e Sessanta sia diventato oggi uno dei poli del turismo mondiale di qualità. Nel suo ragionamento ha inserito anche alcuni numeri, legando la crescita alla capacità infrastrutturale e al sistema dei trasporti: l’aeroporto di Olbia come infrastruttura strategica, l’indotto turistico dell’area, la spesa complessiva dei visitatori in Sardegna. Ma il punto politico, ha insistito, non è la celebrazione della ricchezza in sé: è il messaggio che l’Italia deve trasmettere ai propri figli, cioè che la sua storia non si è fermata all’Ottocento e che il Paese sa crescere anche grazie a chi ha creduto nei territori senza stravolgerli, accompagnandoli con equilibrio. Da qui l’appello a una “squadra” istituzionale capace di costruire partnership pubblico-private, investimenti e servizi stabili, senza demonizzare il capitale privato ma governandolo dentro regole chiare, e con la stessa attenzione da riservare alle infrastrutture terrestri e marittime e alla battaglia europea per superare i vincoli che penalizzano le isole sul tema della continuità territoriale. Rivolgendosi alla Principessa, Rixi ha voluto poi rimarcare che quella sala piena, senza distinzioni politiche, rappresenta un’idea semplice e potente: Olbia e la Sardegna “sono casa”, e l’amore ricevuto dal territorio — perché non è arrivato solo turismo, ma rispetto e cura — oggi viene ricambiato. In chiusura, ha lasciato un’immagine destinata a durare: dedicare l’aeroporto significa consegnare alle generazioni future una chiave di lettura, affinché, tra anni, figli e nipoti possano capire perché questa parte d’Italia è diventata una “perla” riconosciuta nel mondo; perché, ha concluso, la Sardegna era bella anche prima, ma allora “lo sapevamo solo noi”, mentre oggi lo sa il mondo intero.


Il messaggio che ha lasciato il Principe Karim è senz’altro un messaggio di ispirazione per tutti. L’ispirazione, in fondo, è come un faro nella nebbia: non ti costruisce la strada al posto tuo, ma ti indica una direzione quando intorno è incerto, e ti costringe a scegliere se restare fermo o metterti in cammino. L’esempio di Karim Aga Khan IV è stato proprio questo: non una promessa astratta, ma una luce concreta trasformata in infrastrutture, istituzioni, collegamenti, qualità e rispetto del paesaggio. Ha dimostrato che una visione, se è vera, non resta un’idea: diventa metodo, diventa lavoro, diventa futuro condiviso.




Un giorno in più per “Promo Autunno 7”

Dal 17 al 20 ottobre in Promocamera di Sassari ritorna la fiera regionale del Nord Sardegna, estesa per la prima volta a quattro giornate

Rotunno: “L’evento è costruito tutto intorno al mondo dell’impresa sarda”

Tra le novità il coinvolgimento dell’Istituto Alberghiero di Sassari

SASSARI. Promo Autunno ritorna a Sassari e dura un giorno in più: la fiera regionale del Nord-Sardegna si svolgerà negli spazi di Promocamera, a Predda Niedda di Sassari, dal 17 al 20 ottobre per un intero weekend e oltre a contatto con le migliori aziende del territorio. L’evento organizzato e allestito dalla Pubblicover promette ancora una volta di essere un punto di riferimento per il tessuto imprenditoriale dell’isola, con l’obiettivo di implementare l’incontro tra aziende e visitatori che, ogni anno, invadono a decine di migliaia i padiglioni camerali.

Facendo sue le richieste degli espositori, il patron Claudio Rotunno ha voluto estendere la manifestazione al lunedì successivo, un momento utile alle imprese per chiudere gli affari con tranquillità dopo la grande affluenza del fine settimana.

Oltre trecento stand saranno posizionati su una superficie di circa ottomila metri quadri, accogliendo una vastissima gamma di espositori: dall’arredo al design, dall’agroalimentare all’artigianato, dall’industria alla gioielleria, passando per assicurazioni, agenzie immobiliari, scuole di lingue, centri benessere, acconciatori, settore auto, energia, tecnologia e molto altro.

Il programma è stato presentato (il 23 settembre) in conferenza stampa nella sala riunioni della Camera di Commercio del Nord Sardegna, con la partecipazione di Claudio Rotunno, ideatore e organizzatore della fiera, e dei principali attori istituzionali, tra cui segretario generale della Camera di Commercio di Sassari, Pietro Esposito, il presidente di Promocamera, Francesco Carboni, il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, e la docente Sabrina Manunta in rappresentanza dell’Istituto Alberghiero di Sassari.

«Promo Autunno è ormai un evento che le persone aspettano, con l’obiettivo di far crescere il business del nostro territorio – ha affermato Rotunno –. C’è la massima attenzione sulle imprese, perché sono il carburante della fiera, che è costruita intorno a loro, affinché possano stringere relazioni e sviluppare il massimo fatturato».

Francesco Carboni non ha dubbi che «occasioni come Promo Autunno possano permettere a Sassari di essere un polo attrattore attraverso Promocamera, che rappresenta un fulcro per la realtà imprenditoriale del Sassarese che – ha specificato il presidente – costituisce un tessuto da sostenere e promuovere. In tal senso la fiera esprime un segnale importante per tutta l’isola».

Per il sindaco Giuseppe Mascia «promuovere il Nord Ovest Sardegna nel suo insieme, consentendo alle sue eccellenze di varcare i confini locali e regionali, è coerente con lo sforzo condotto assieme a tutti i sindaci del territorio e a tutti gli attori istituzionali, sociali, economici e culturali per definire un nuovo modello di sviluppo, basato anche sulle grandi aspettative riposte nella nascita della Città Metropolitana di Sassari»

Tra le novità, la partecipazione dell’Istituto Alberghiero di Sassari: «Lo spirito della nostra scuola è quello di avvicinare gli studenti al mondo del lavoro per garantire opportunità di crescita professionale – ha spiegato la docente Sabrina Manunta –, lo spirito della fiera regionale coincide perfettamente perché è studiata per creare contatti e sinergie con le eccellenze imprenditoriali del territorio».

Nelle diverse giornate della manifestazione saranno realizzate interviste ai rappresentanti delle aziende e alle personalità di spicco, che saranno poi trasmesse via streaming su tutti i canali social dell’evento, per garantire la maggiore visibilità possibile.

Resta invariato l’allestimento vincente, con i settori Gold, Silver e Platinum. Il primo è il cuore pulsante della manifestazione, cornice degli eventi istituzionali e delle principali associazioni di categoria, per accogliere incontri, talk show e approfondimenti sulle tematiche più importanti del momento. Il settore Platinum sarà dedicato alle aziende più prestigiose, quale vetrina degli espositori d’eccellenza.

La fiera ospiterà anche convegni rivolti al lavoro, al green, a innovazione e sostenibilità e alle novità del settore automobilistico, con interventi di esperti e professionisti del settore.

Cambio radicale invece per la scenografia dell’Area Eventi, che sarà allestita a fine percorso, con un grande palco posizionato su due livelli, e per fondale un maxi LED Wall di sei metri per quattro. Saranno portate in scena sfilate di moda, convention, food, wedding, spettacoli, intrattenimento, presentazioni di libri, creazioni teatrali e musica.

La fiera si avvale della collaborazione di partner storici come Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Sassari, Camera di Commercio del Nord Sardegna, Confindustria Centro-Nord Sardegna, Unione Sarda, Videolina, Radiolina, Atp di Sassari, Confcommercio, Istituto Alberghiero di Sassari, Consorzio Industriale Sassari, Torres Calcio, Consorzio Zir Predda Niedda.




Giorno della Memoria, le iniziative organizzate a Sassari per non dimenticare

COMUNICATO STAMPA

Giorno della Memoria, le iniziative organizzate a Sassari per non dimenticare

Dal 2005, ogni anno e in tutto il mondo, il 27 gennaio si commemorano le vittime della Shoah e si ricorda la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta proprio il 27 gennaio del 1945. In occasione del Giorno della Memoria il Comune di Sassari ha organizzato e patrocinato una serie di iniziative con le giovani generazioni protagoniste, che culmineranno il 28 gennaio con un Consiglio comunale convocato in seduta solenne.

Domenica 26 gennaio, alle 10.30 all’Ex-Ma.Ter., in via Zanfarino, si terrà “In cammino sui binari della memoria – 2ª Giornata Regionale della Memoria” organizzato dall’Arci Sardegna in collaborazione con il Comune di Sassari. L’obiettivo è stimolare una riflessione collettiva sui temi della memoria e sulle diverse modalità di fare memoria oggi, in particolare con il coinvolgimento attivo delle giovani generazioni. La giornata vedrà la presenza di tutti i giovani partecipanti sardi al progetto Promemoria Auschwitz 2025, il mondo del Terzo Settore, l’intervento di alcuni ospiti esterni, con le conclusioni di Walter Massa, Presidente Nazionale dell’Arci. La sede della Giornata regionale della Memoria, alla seconda edizione, è itinerante: l’anno scorso si è tenuta a Nuoro, quest’anno a Sassari, anche per sottolineare l’importante impegno che il Comune ha profuso quest’anno, raddoppiando le borse per i giovani sassaresi, che sono passate da 7 a 14, dopo l’incremento degli scorsi anni da 4 a 7.

Lo stesso giorno, alle 18 al cineteatro Astra, la compagnia La Botte e il Cilindro, in collaborazione con Teatro Bertolt Brecht, porterà in scena “La valigia dei destini incrociati”, che affronta il tema della Shoah in uno spettacolo teatrale adatto a giovani tra i 10 e i 19 anni.

Il 28 gennaio le celebrazioni inizieranno alle 9.30, al numero 28 di piazza d’Italia, dove si trova la “pietra d’inciampo”, la prima posta in Sardegna. Fu posizionata davanti alla casa di Zaira Coen Righi, una docente del liceo Azuni di origine ebrea, nel 1944 fu deportata ad Auschwitz dove morì nei forni crematori. Al momento di raccoglimento, aperto alla comunità, parteciperanno la prefetta di Sassari Grazia La Fauci, il sindaco Giuseppe Mascia, componenti del Consiglio e della Giunta. Le celebrazioni proseguiranno alle 10.30, nell’aula consiliare di Palazzo Ducale, con la seduta solenne del Consiglio comunale e le testimonianze delle ragazze e dei ragazzi che stanno per vivere l’esperienza del Treno della memoria.

Anche quest’anno, infatti, il Comune di Sassari ha promosso e realizzato in collaborazione con Arci Sardegna e l’associazione Deina il progetto “Promemoria_Auschwitz – Viaggi della memoria”. L’obiettivo principale dell’iniziativa è l’educazione dei giovani alla conoscenza della seconda guerra mondiale e della Shoah, alla partecipazione attiva e responsabile del proprio territorio e all’impegno nel quotidiano. Consiste in un viaggio in treno a Cracovia per visitare i campi di concentramento di Auschwitz – Birkenau.

Al Consiglio comunale, oltre alla prefetta Grazia La Fauci che interverrà in apertura dei lavori, sono stati invitate a partecipare le autorità del territorio e le associazioni che quotidianamente lavorano per mantenere vivo il ricordo di quel genocidio di cui furono vittime oltre 15 milioni di persone. Tra queste, Arci, Anpi, Emergency, Amnesty, Ponti non Muri, Diritti al cuore, Convenzione dei diritti nel Mediterraneo, Inner Wheel e Istituto sardo per la storia dell’antifascismo e della società contemporanea (Issasco). La seduta sarà trasmessa in streaming e poi caricata sul sito [ http://www.comune.sassari.it/ | www.comune.sassari.it ] .

Inoltre nella biblioteca comunale in piazza Tola dal 27 gennaio e per una settimana sarà esposta una mostra bibliografica con percorsi di lettura a tema, che comprendono diari e memorie delle vittime della Shoah, testi per ragazzi, fumetti e graphic novel e una ricca filmografia.

Conclude il programma delle iniziative, il 30 gennaio alle 18.30 negli spazi dell’Ex Ma.Ter., un altro spettacolo teatrale, dell’associazione Pane & Cioccolata, “Storia di un uomo magro” tratto da “La ghianda è una ciliegia” di Giacomo Mameli. La vicenda narrata- Storia di un uomo magro (che quest’anno arriverà a 137 repliche) – è lo spettacolo più rappresentato in Italia per La giornata della memoria. Racconta le vicende di uno dei tanti uomini protagonisti e ignoti della seconda guerra mondiale. Vittorio Palmas, di Perdasdefogu, morto cinque anni fa, poco prima di compiere 106 anni, è stato in diversi campi di concentramento tedeschi dove gli ebrei, gli omosessuali, gli zingari ma, spesso, anche i prigionieri politici, venivano pesati. E chi pesava meno di 35 chili veniva ucciso. Una mattina del 1944 Vittorio Palmas sale sulla bilancia, il peso è 37. Racconterà: “Sono vivo per due chili”.

—




Giorno della memoria. Studentesse e studenti sui banchi del Consiglio comunale

Il 27 gennaio, in occasione del “Giorno della memoria”, allieve e allievi dell’Istituto “M. Paglietti” di Porto Torres simuleranno una seduta del Consiglio comunale nell’ambito del progetto di formazione alla cittadinanza attiva “A scuola di democrazia”

Come funziona la macchina amministrativa cittadina, quali sono i ruoli del personale e degli uffici tecnici e politici del Comune. Lo hanno appreso le studentesse e gli studenti dell’Istituto “M. Paglietti” di Porto Torres che, martedì 23 gennaio, accompagnati dai docenti Flavio Piras, Vittorio Pilosu e Antonio Murgia, hanno visitato il palazzo municipale in vista dell’appuntamento del 27 gennaio quando, in occasione del “Giorno della memoria”, a partire dalle ore 10 si siederanno sugli scranni dell’Aula consiliare per simulare una seduta del Consiglio comunale. 

L’iniziativa è organizzata nell’ambito del progetto “A Scuola di Democrazia” promosso dall’Istituto guidato dal dirigente scolastico Daniele Taras, come innovativo e stimolante percorso di formazione alla cittadinanza attiva che ha preso il via lo scorso 6 novembre. A spiegare ai ragazzi le funzioni del Sindaco, della Giunta, del Consiglio e le prerogative dei consiglieri sono stati il presidente del Consiglio comunale Franco Satta e il segretario generale Giancarlo Carta che si è soffermato in particolare sul tema della trasparenza della pubblica amministrazione. La visita, infatti, ha coinciso con la “Giornata della trasparenza”, un’occasione per informare sull’attività della pubblica amministrazione che ha come obiettivi principali la prevenzione della corruzione e il presidio della legalità all’interno del contesto pubblico. Per un giorno, quindi, le studentesse e gli studenti potranno vestire i panni degli amministratori cittadini partecipando a un Consiglio comunale che avrà un unico punto all’ordine del giorno: “Discussione aperta su iniziative e presidi permanenti contro ogni forma di discriminazione da realizzare nella Città di Porto Torres in occasione la celebrazione della Giornata della Memoria”.

Il 27 gennaio, giorno in cui nel 1945 l’Armata Rossa liberò il campo di concentramento di Auschwitz, infatti, è la giornata indicata dall’Assemblea generale dell’Onu nel 2005 per ricordare lo sterminio del popolo ebraico e tutti i deportati nei campi nazisti e per sottolineare l’importanza che le giovani generazioni conservino la memoria di uno dei periodi più bui della storia umana nel quale vennero assassinate milioni di persone: Ebrei innanzitutto, ma anche persone con disabilità, Rom e Sinti (il Porrajmos), omosessuali, oppositori politici, testimoni di Geova.

Servono, infatti, momenti di riflessione, soprattutto in un periodo storico come quello attuale in cui nel mondo si sta registrando un aumento esponenziale di episodi di intolleranza e antisemitismo.

«Ricordare non basta, il ricordo non resta lì per sempre – scrive Lia Levi nel bel libro “Il Giorno della Memoria spiegato ai miei nipoti”- A volte ci si emoziona per un attimo e poi tutto vola via. Perché resti, questo è il punto, il ricordo si deve trasformare in memoria. Memoria è quando i ricordi sono diventati mattoncini del nostro oggi. Noi siamo qui e rappresentiamo il presente, lo sappiamo, ma senza il passato non avremmo senso, saremmo una scatola vuota»




Giorno del ricordo: il comitato 10 Febbraio a Fertilia per una fiaccolata. VIDEO

Il 10 febbraio è il giorno dedicato alla memoria dei martiri delle foibe, che rappresentano una delle pagine più oscure della storia del nostro paese. Questo giorno serve a ricordare i tragici eventi che hanno portato all’esodo di centinaia di migliaia di italiani dalla loro terra natia, nonché la perdita di molte vite innocenti.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la regione istriana è stata teatro di atrocità e violenze da parte di entrambe le fazioni in lotta, ma i martiri delle foibe rappresentano la sofferenza degli italiani a causa della guerra e dei conflitti successivi. Questi eventi hanno causato una ferita profonda nella storia e nella memoria del nostro paese, e sono stati un elemento determinante nella formazione dell’identità nazionale italiana.

La commemorazione dei martiri delle foibe serve a ricordare questi eventi tristi e a onorare le vittime, ma anche a promuovere la pace e la riconciliazione tra le diverse culture e comunità. Questa giornata è un invito a tutti a riflettere sulla importanza della pace, della comprensione reciproca e della convivenza pacifica tra i popoli, e a lavorare insieme per costruire un futuro migliore per tutti.

In questo giorno, molte città italiane organizzano manifestazioni per onorare la memoria dei martiri delle foibe, tra cui cerimonie, deposizioni di corone di fiori, marce e discorsi pubblici. Queste iniziative rappresentano un’opportunità per le comunità di riunirsi e di ricordare insieme la storia e le vittime, e di rinnovare il loro impegno a promuovere la pace e la comprensione.

Fertilia è stata un luogo di accoglienza per gli esuli provenienti dall’Istria e dalla Dalmazia durante la Seconda Guerra Mondiale e nei decenni successivi.

Gli esuli che si sono rifugiati a Fertilia hanno dovuto lasciare la loro terra natia a causa di conflitti e violenze, e hanno cercato rifugio in Sardegna. La comunità di Fertilia li ha accolti con generosità e solidarietà, offrendo loro un luogo sicuro dove ricostruire le loro vite e continuare a mantenere la loro cultura e le loro tradizioni.

Anche se gli esuli hanno dovuto affrontare molte difficoltà e sfide, la comunità di Fertilia li ha aiutati a superarle e a integrarsi nella vita locale. La loro presenza ha arricchito la comunità con la loro cultura e le loro tradizioni, e ha contribuito a creare un’atmosfera di accettazione e comprensione.

Proprio a Fertilia Si sono ritrovati al bar Sbisà gli amici del comitato 10 Febbraio provenienti da Alghero e Sassari per commemorare i caduti e i martiri delle Foibe. A fare gli onori di casa è stato Marco Di Gangi coordinatore cittadino di Alghero dei Fratelli d’Italioa.

Presenti l’On Salvatore Deidda deputato di Fratelli d’Italia e presidente della commissione trasporti della Camera; Luca Babudieri coordinatore cittadino di Sassari FDI, Alessandro Sanna presidente del comitato 10 Febbraio; Monica Pulina e Daniele Deiana rispettivamente consiglieri comunali dei Fratelli d’Italia di Alghero e Sassari.

Guarda il video con i discorsi dei presenti




Il Giorno della Memoria: non basta un solo giorno per mantenere vivo il ricordo

scritto da Fausto Farinelli

Holocaust Encyclopedia – United States Holocaust Memorial Museum

Il Giorno della Memoria, celebrato il 27 gennaio di ogni anno, è una giornata dedicata alla commemorazione delle vittime dell’Olocausto durante la Seconda Guerra Mondiale. Mentre questa giornata è importante per ricordare e onorare coloro che hanno sofferto e perso la vita a causa del nazismo, non dovrebbe essere l’unico giorno dell’anno in cui ci concentriamo su questa tragica storia.

Per garantire che la memoria dell’Olocausto sia presente anche negli anni a venire, è importante che si educino i giovani su questo argomento. La conoscenza della storia è essenziale per evitare che gli stessi errori vengano ripetuti in futuro. Purtroppo, ci sono ancora molti casi di negazionismo e di minimizzazione dell’Olocausto, e l’educazione è la chiave per combattere queste idee pericolose.

Inoltre, dobbiamo anche ricordare che l’Olocausto non è l’unico genocidio della storia e che ci sono molti altri gruppi che hanno sofferto e sono stati perseguitati. È importante che ci impegniamo a conoscere e a ricordare queste storie, per onorare le vittime e per imparare dai loro errori.

In sintesi, il Giorno della Memoria è un momento importante per ricordare e onorare le vittime dell’Olocausto, ma non dovrebbe essere l’unico giorno dell’anno in cui ci concentriamo su questa tragica storia. Dobbiamo impegnarci a educare i giovani sull’Olocausto e su altri genocidi, e a continuare a ricordare e onorare le vittime in modo che la loro memoria non venga dimenticata.




4 NOVEMBRE: GIORNO DELL’UNITÀ NAZIONALE E GIORNATA DELLE FORZE ARMATE

ANCHE L’ARMA DEI CARABINIERI HA PARTECIPATO OGGI ALLE CERIMONIE DEDICATE ALLA RICORRENZA DEL 4 NOVEMBRE. CON LA DEPOSIZIONE DI UNA CORONA D’ALLORO AL PARCO “EMANUELA LOI” AL MONUMENTO ALLE VITTIME DI TUTTE LE GUERRE DA PARTE DI DUE CARABINIERI IN GRANDE UNIFORME SPECIALE, SI SONO APERTE LE CELEBRAZIONI. IN PIAZZA D’ITALIA IL COMANDO PROVINCIALE DI SASSARI HA SCHIERATO UN PLOTONE IN ARMI INQUADRATO INSIEME AI COLLEGHI DELLE ALTRE FORZE ARMATE E DI POLIZIA, ESEGUENDO ANCHE IL SERVIZIO D’ONORE – COME È PREROGATIVA DELL’ARMA SECONDO LA LEGGE – AL FIANCO DEL LEGGIO DA CUI HANNO PROFERITO LE LORO ALLOCUZIONI IL PREFETTO E LE ALTRE AUTORITÀ PROVINCIALI, CON DUE MILITARI IN GRANDE UNIFORME SPECIALE.

IN UNO STAND ALLESTITO NELLA PIAZZA SONO STATI ESIBITI I MEZZI E LE ATTREZZATURE DEGLI ARTIFICIERI ANTISABOTAGGIO E SONO STATI DISTRIBUITI GADGET PER GRANDI E PICCOLI RITRAENTI LE IMAMGINI PIÙ CARATTERISTICHE DELL’ARMA: LO STEMMA ARALDICO E LA FIAMMA.




Festival Lussu, gli studenti protagonisti per un giorno

A Cagliari folla di giovani degli istituti superiori per riscoprire la figura e l’opera di Primo Levi

Nella Sala Castello dell’hotel Regina Margherita oltre centotrenta ragazze e ragazzi delle scuole di Cagliari e Quartu si sono confrontati con il docente piemontese Giovanni Tesio

In serata commozione per l’omaggio a Omero Antonutti

Gli studenti al Centro Internazionale del Fumetto

CAGLIARI – 04.08.2022. Il Festival Premio Emilio Lussu non poteva trascurare i giovani e le scuole. Nella Sala Castello dell’Hotel Regina Margherita, la mattina del 3 ottobre oltre centotrenta studenti e studentesse delle quarte e quinte superiori, provenienti dagli istituti Pertini e Martini di Cagliari e Motzo di Quartu, sono stati i protagonisti della mattinata dedicata a “Memoria e coscienza civile”, per conoscere e approfondire la figura di Primo Levi, con la presentazione del libro “Primo Levi. Il laboratorio della coscienza” (Interlinea, 2022).

L’impareggiabile vitalità oratoria di Giovanni Tesio, già ordinario di letteratura italiana all’Università del Piemonte Orientale e uno dei massimi conoscitori di Levi, ha spinto i ragazzi a vincere la timidezza e a mostrare curiosità, a fare domande ed esprimere pareri. Ne è scaturito un confronto frizzante, anche grazie alle pungenti sollecitazioni di Guido Conti e alle letture di Elisabetta Balduzzi, che hanno offerto ulteriori spunti di riflessioni verso un tema delicato sul quale è sempre bene tenere alta l’attenzione delle nuove generazioni.

Il festival si è spostato quindi al Centro Internazionale del Fumetto – AMI Archivio Multimediale dell’Immaginario, in Via Falzarego n. 35, con il fumettista, scrittore e sceneggiatore Bepi Vigna che ha coordinato una speciale visita alla Mostra permanente, dove gli studenti hanno potuto incontrare gli ospiti del festival.

Nel pomeriggio, in Sala Castello è stato rivolto uno speciale omaggio allo scrittore piemontese Beppe Fenoglio nel centenario dalla nascita, con un’introduzione magistrale di Guido Conti, che ne ha tratteggiato la vita e le opere di partigiano, scrittore e traduttore. Ma la vera sorpresa è stata l’omaggio a un altro grande artista, Omero Antonutti (il padre padrone del film dei Fratelli Taviani basato sul libro di Gavino Ledda), la cui voce è improvvisamente scaturita dall’altoparlante nel leggere un passo di Fenoglio, con profonda commozione di tutti gli amici sardi, e in particolare della vedova di Antonutti, Graziella Moreale, presente in platea.

Graziella Monreale (a destra) con Alessandro Macis e Patrizia Masala

Subito dopo Gian Giacomo Ortu ha presentato il volume “Emilio Lussu civilis homo” (Ticinum Editore, 2021) di cui è curatore,assieme agli autori di alcuni saggi della pubblicazione. Sono intervenuti Alberto Cabboi, Giuseppe Caboni, Giovanna Granata, Cristina Lavinio e Luisa Marinho Antunes. Il volume contiene gli atti del III e IV seminario internazionale di studi su Emilio Lussu tenutosi a Cagliari nell’ottobre del 2020 e del 2021, organizzati dall’associazione culturale L’Alambicco nell’ambito del Festival.

A chiudere la serata è stato l’approfondimento di una vicenda non ancora del tutto conclusa, a quasi ottant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale. Grazie al collegamento in diretta streaming con Ilaria Pavan, docente di Storia contemporanea alla Scuola normale Superiore di Pisa (assente per problemi di salute) che all’interno della sezione “Memoria e coscienza civile” ha presentato il suo libro “Le conseguenze economiche delle leggi razziali” (Il Mulino, 2022). La studiosa ha illustrato il volume rispondendo alle domande della professoressa Cecilia Novelli, intervallate dalle letture di Andreina Del Raso. Un volume che già nel titolo lascia intuire la vicenda dei beni sottratti agli ebrei in Italia durante le persecuzioni fasciste attraverso l’esproprio di case, imprese e terreni, la perdita degli impieghi e l’esclusione dalle professioni. E quindi la beffa, dopo la fine della guerra e la costituzione della Repubblica, di uno Stato che sembrava ignorare il legittimo tentativo dei sopravvissuti di recuperare i beni sottratti.

La manifestazione è organizzata dall’Associazione culturale L’Alambicco in collaborazione con La Macchina Cinema, con il patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, il contributo della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Cagliari, il partenariato dei comuni di Armungia, Elmas, Modica e Seravezza e di numerosi Enti, Atenei, Centri studi per la letteratura e Associazioni culturali. L’ingresso è libero e gratuito. L’ingresso è libero e gratuito.

Presentazione di Emilio Lussu civilis homo

PROGRAMMA DI DOMANI.

Il festival si conclude mercoledì 5 ottobre con l’omaggio, a partire dalle 17, al poeta siciliano Bartolo Cattafi nel centenario della nascita. Lo speciale tributo sarà accompagnato dalla presentazione del volume “L’osso, l’anima” (Le Lettere, 2022) a cura di Diego Bertelli, che dialogherà con Alessandro Macis.

Alle 18 Giovanni Virgadaula presenterà il suo libro “Vi racconto Nanni Loy” (Aigra, 2021) in compagnia di Antioco Floris, accompagnati dalle letture di Andreina Del Raso. Alle 19 Caterina Arcangelo e Mario Greco illustreranno i contenuti del nuovo numero della rivista FuoriAsse – Officina della cultura (FuoriAsse Edizioni, 2022), dedicata al tema del Dono.

L’appuntamento di chiusura del festival, alle 20, sarà con “BookCiak Azione! 2022 in tour”, che offrirà al pubblico di Cagliari la proiezione dei cortometraggi vincitori della XI edizione ispirati alla letteratura. A introdurre il segmento in cui il cinema dialoga con la letteratura, sarà l’ideatrice e organizzatrice del concorso, Gabriella Gallozzi, in compagnia della critica cinematografica Elisabetta Randaccio.




FERTILIA: CELEBRAZIONE 10 FEBBRAIO GIORNO DEL RICORDO

Domani, 10 Febbraio si celebra il Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Alle 10,30 sarà celebrata la Messa nella Chiesa di San Marco, a Fertilia.