GUARDIA DI FINANZA CAGLIARI: SCOPERTA EVASIONE FISCALE PER 1 MILIONE E MEZZO DI EURO.

l’attività della Guardia di Finanza, in questo particolare periodo storico caratterizzato da un’emergenza sanitaria che sta riverberando i suoi effetti negativi tanto in ambito sanitario quanto sul tessuto economico della società, ha come baricentro di operatività l’individuazione delle fattispecie illecite più gravi e pericolose che minano seriamente l’integrità e l’equilibrio dei mercati e del sistema tributario.

Le Fiamme Gialle, del Comando Provinciale di Cagliari, in linea di continuità con quanto espresso fino ad ora, hanno individuato ed anemizzato particolari ed importanti occorrenze di evasione fiscale, un fenomeno che produce effetti negativi per l’economia e danneggia le risorse economiche dello Stato.

Un ruolo, quello dei Finanzieri, che, in questo specifico momento, si pone maggiormente al fianco dei cittadini, nell’intento di contribuire attivamente alla ripresa del Paese attraverso l’individuazione delle risorse sottratte indebitamente al Fisco, aggravando ulteriormente il carico fiscale per i cittadini onesti.

In quest’ottica, nelle ultime settimane, i Finanzieri della 2° Compagnia di Cagliari hanno concluso numerosi interventi fiscali nel capoluogo e nel suo immediato hinterland (Assemini, Decimoputzu, Selargius)constatando, complessivamente, 1 milione mezzo di ricavi non dichiarati al Fisco ed un’IVA per complessivi 266.000 euro.

I soggetti verificati, frutto di una selezione conseguente a una indicizzazione secondo precisi canoni di pericolosità fiscale, sono stati selezionati ad esito del collaudato sistema di incrocio delle risultanze della quotidiana attività di controllo del territorio con i dati e le informazioni agli atti dei Reparti e le evidenze emerse dalle interrogazioni alle banche dati in uso al Corpo. Un’attività meticolosa ed articolata, con la finalità di intercettare le forme di evasione fiscale più pericolose e maggiormente lesive degli interessi collettivi, intercettate e quantificate anche grazie a particolari strumenti operativi, tra i quali lo spesometro, un applicativo all’interno del quale confluiscono le fatture emesse dai vari operatori economici nei confronti dei rispettivi clienti.

Caratteristica comune a tutte le circostanze oggetto d’ispezione, è stata la qualifica di evasore totale dei verificati, i quali, per diverse annualità, non hanno presentato al Fisco le dovute dichiarazioni dei redditi’, anomalia resa ancora più particolare dal fatto che gli stessi risultavano pienamente attivi nel proprio campo professionale di competenza con la realizzazione di specifici volumi di affari ed il sostenimento di costi di esercizio.

L’attività di controllo ha interessato attività operanti in diversi settori commerciali quali la riparazione di autoveicoli, l’antincendio, il soccorso stradale, le demolizioni di metalli, l’edilizia e la riparazione di macchinari.




GUARDIA DI FINANZA: SEQUESTRATI 20 KG DI FUOCHI D’ARTIFICIO ILLEGALI PRODOTTI ARTIGIANALMENTE

Nell’ambito dell’attività del Corpo finalizzata alla prevenzione ed alla repressione dei traffici illeciti nonché a tutela della sicurezza pubblica, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Sassari ha diretto una operazione di servizio che ha permesso di rinvenire e sottoporre a sequestro materiale pirotecnico illegale prodotto artigianalmente e trovato nella disponibilità di un giovane sassarese che era destinato alla vendita.

Nel corso di mirati controlli del territorio, i militari della Compagnia di Sassari sottoponevano a controllo un veicolo condotto da un cittadino sardo intento a trasportare un ingente quantitativo di articoli pirotecnici che superavano di gran lunga i limiti consentiti dalla legge e suddivisi in diversi pacchi per tipologie e destinazione di vendita.

Le successive perquisizioni eseguite sulla vettura portavano al rinvenimento di un ulteriore pacco, abilmente occultato nel vano bagagli, all’interno del quale venivano rinvenuti veri e propri esplosivi artigianali di grosso potenziale, meglio conosciuti e volgarmente denominati “cipolle” e “trik trak”, sprovvisti delle previste etichettature comprovanti il riconoscimento e la classificazione da parte del Ministero dell’Interno nonché di altra attestazione di conformità obbligatoria secondo la normativa vigente.

Considerata la pericolosità del materiale rinvenuto, si provvedeva a far intervenire prontamente sul posto i militari “artificieri” del locale Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, i quali accertavano l’illecita provenienza degli artifizi in questione che, una volta catalogati, venivano messi in sicurezza.

Al termine delle attività, il giovane sassarese veniva denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Sassari per i reati di fabbricazione o commercio abusivi di materie esplodenti e omessa denuncia di materie esplodenti
L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo messo in campo dalla Guardia di Finanza per scongiurare l’immissione sul mercato di prodotti pericolosi per l’incolumità pubblica.




GUARDIA DI FINANZA: SEQUESTRATI LA VIGILIA DI NATALE OLTRE 14 KG DI SOSTANZE STUPEFACENTI PRESSO LO SCALO DI PORTO TORRES.

Con quotidiana costanza, senza soluzione di continuità, i controlli da parte dei finanzieri del Nucleo Mobile della Tenenza di Porto Torres, il giorno della vigilia di Natale, hanno portato al sequestro di un ingentissimo quantitativo di sostanze stupefacenti con il conseguente arresto di un cagliaritano, G.M., impiegato di 47 anni, trovato in possesso di oltre 14 chilogrammi di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina e di anfetamina.

Nelle prime ore della mattina del 24 dicembre scorso, allo sbarco della motonave Tirrenia proveniente da Genova, veniva fermata dai finanzieri in servizio, un’autovettura marca Mercedes classe E che veniva fatta accostare nell’area predisposta per i controlli onde procedere all’identificazione del conducente nonché al controllo dei documenti in ottemperanza alle disposizioni delle normative inerenti il contenimento della diffusione del virus COVID – 19.

Verificata l’identità del soggetto ed accertate le motivazioni del viaggio, emergeva palesemente un’incongruenza con i documenti esibiti: l’autovettura condotta dal medesimo non risultava nel suo biglietto di viaggio né tantomeno risultava presente nella lista delle autovetture imbarcate. Tali anomale circostanze, convincevano le Fiamme Gialle ad approfondire il controllo sul mezzo con l’ausilio delle unità cinofile.

Dopo estenuanti ricerche mirate, su indicazione del cane A.D. AGON, nel bagagliaio, in un doppiofondo ricavato tra il pannello della ruota di scorta ed il pianale dell’autovettura, venivano rinvenuti 11 panetti di cocaina dal peso di oltre 1 Kg ciascuno, due panetti di eroina da oltre 500 grammi ciascuno, ed una busta sottovuoto contenente oltre un Kg di anfetamina in cristalli.

Tutto lo stupefacente, confezionato con pellicola rigida sottovuoto e con più strati, per sfuggire al fiuto dei cani A.D. e ulteriormente avvolto in uno strato di gomma nera per sfuggire ai controlli allo scanner, è stato sottoposto ad analisi speditive che hanno evidenziato un altissimo grado di purezza.

Tutta la sostanza, una volta “tagliata” e distribuita durante le feste natalizie nelle piazze di spaccio prevedibilmente di tutto il territorio sardo, avrebbe avuto un valore di mercato al dettaglio di oltre i 5.000.000 di euro.

La complessa vicenda, nonostante l’atipicità del viaggio e del corriere, permetteva al termine delle operazioni di perquisizione personale, dei bagagli e del mezzo, il sequestro di tutto lo stupefacente trasportato, dell’autovettura nonché di oltre 4.000 euro in contanti quale presunto provento dell’attività illecita. Il responsabile veniva pertanto

immediatamente tratto in arresto e trasferito presso la Casa Circondariale di Sassari Bancali per essere messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria inquirente.

L’operazione di servizio si inquadra nell’ambito di un’attenta ed approfondita analisi di rischio coordinata e diretta dal Comando Provinciale di Sassari che negli ultimi due anni ha sviluppato i dati e le informazioni rivenienti da servizi della specie effettuati in tutta l’isola attraverso il monitoraggio dei punti di ingresso ed uscita portuali ed aeroportuali, attività ancor più intensificata in questo periodo natalizio nel quale più frequenti sono risultate le spedizioni di sostanze stupefacenti dal continente.




GUARDIA DI FINANZA SANT’ANTIOCO: DENUNCIATA UNA PERSONA PER RICETTAZIONE E FALSITA’ IDEOLOGICA.

Nell’ambito delle attività di polizia mirate al contrasto dei traffici illeciti via mare, le Fiamme Gialle della Sezione Operativa Navale di Sant’Antioco hanno concluso un’attività di indagine nei confronti di un soggetto privato residente a Carloforte (SU).

L’attività trae origine da un controllo di polizia marittima avviato qualche mese fa, nel corso del quale una motovedetta del Corpo sottoponeva a controllo un natante senza immatricolazione all’interno del porto turistico di Portoscuso (SU).

Il proprietario, al momento del controllo, non era in possesso della documentazione obbligatoria del motore fuoribordo e, di conseguenza, veniva invitato il giorno seguente a fornire gli elementi utili a dimostrare la regolarità del propulsore.

Nulla di fatto! Nei giorni a seguire, il soggetto responsabile non si presentò in caserma con la documentazione richiesta dai militari e, dopo vari tentativi di sollecito, gli venne notificato un verbale di contestazione.

Quel modello di fuoribordo, però, aveva destato la curiosità dei finanzieri che, grazie all’esperienza acquisita nelle attività in mare a contrasto del fenomeno dell’immigrazione clandestina, gli aveva spinti ad approfondire i controlli proprio sulla matricola del motore (modello Yamaha), giacché la stessa tipologia di propulsore (marca e modello) era identica a quella utilizzata dai barchini di migranti intercettati dalla Guardia di Finanza in prossimità delle coste della Sardegna Sud-Occidentale.

Infatti, dopo accurate indagini, il sospetto si è trasformato in certezza. I militari sono riusciti a risalire alla provenienza del motore, collegata ad una fornitura avvenuta del 2017 da Dubai (Città degli Emirati Arabi Uniti) non destinata al mercato europeo.

Oltremodo, è stato scoperto che il proprietario non aveva mai stipulato una polizza assicurativa obbligatoria del motore. Quindi, aveva anche fornito false dichiarazioni nella denuncia presentata ai Carabinieri, asserendo di aver smarrito la documentazione assicurativa. Di fronte ai militari, il soggetto responsabile dichiarava che il motore fuoribordo, con la relativa documentazione – poi presumibilmente smarrita, gli era stato regalato da amici pescatori.

Al termine dell’attività d’indagine i finanzieri hanno proceduto al sequestro del motore e a denunciare il soggetto per il reato di ricettazione e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, sia per la dubbia provenienza del propulsore che per la falsa denuncia presentata ai Carabinieri.

Per tali reati, il responsabile rischia dai 2 agli 8 anni di reclusione.




GUARDIA DI FINANZA SASSARI: BANCAROTTA FRAUDOLENTA – ARRESTATE DUE PERSONE ED OBBLIGO DI DIMORA PER ALTRE DUE.

 I militari della Guardia di Finanza di Sassari, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, all’esito di un’articolata attività di polizia economico-finanziaria, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Sassari per contrastare condotte illecite in materia di reati fallimentari. 

Il provvedimento ha interessato complessivamente quattro soggetti di cui due destinatari della custodia cautelare degli arresti domiciliari e altri due per i quali è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza. 

Tutte le persone indagate sono responsabili di distrazione fraudolenta di beni appartenenti al fallimento di una società attiva nel settore degli autotrasporti; in particolare, a seguito dell’avvio della procedura fallimentare, gli stessi provvedevano, in concorso tra loro ed a vario titolo, allo smontaggio e alla successiva immediata rivendita di trenta motori refrigeranti del valore di oltre centomila euro sottratti dai semirimorchi appartenenti alla società, adoperandosi poi per occultare le tracce del reato. 

Il fallimento della società trae origine dall’operazione “Ruote Pulite” condotta nel 2018 dal Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Sassari, che disvelò le molteplici condotte delittuose, finalizzate all’evasione fiscale per rilevanti importi, perpetrate nel tempo dall’amministratore della società, colpito anch’esso dal provvedimento odierno.

Nell’anno 2020, a seguito degli sviluppi investigativi ed in ragione delle plurime condotte distrattive compiute dall’amministratore aziendale in presenza di ingenti debiti nei confronti dell’erario e della massa dei creditori, l’Autorità Giudiziaria ha disposto il fallimento dell’impresa ed il sequestro conservativo di tutti i beni mobili, immobili e crediti della società, a tutela dell’integrità del patrimonio sociale; il sequestro, eseguito dalle Fiamme Gialle sassaresi, ha permesso di mettere a disposizione del curatore fallimentare numerosi beni mobili ed immobili nonché ingenti disponibilità finanziarie a garanzia dei creditori. 

L’attività svolta evidenzia la particolare attenzione profusa dalla Procura della Repubblica e dalla Guardia di Finanza di Sassari nel contrastare la criminalità economica e finanziaria e tutti quei fenomeni illeciti che costituiscono ostacolo alla crescita ed alla realizzazione di un mercato concorrenziale, con particolare attenzione ai reati fallimentari che, di fatto, arricchiscono chi li pone in essere a danno dei creditori, con riflessi negativi sull’economia locale e nazionale. 




GUARDIA DI FINANZA ALGHERO: BARCA A VELA ACQUISTATA CON FONDI PUBBLICI E UTILIZZATA PER SCOPI PRIVATI. DANNO ERARIALE DI OLTRE 100 MILA EURO. DENUNCIATE DUE PERSONE.

I finanzieri della Sezione Operativa Navale di Alghero hanno concluso un’attività di polizia economico finanziaria sui finanziamenti di fondi pubblici comunitari che ha riguardato l’acquisto di un’imbarcazione a vela, del valore di oltre 200 mila euro, da parte di una società con sede nel sassarese.

L’attività imprenditoriale, proposta dalla società agli Organi regionali, prevedeva la creazione di un centro polifunzionale per l’organizzazione di corsi professionali di vela, il noleggio e la locazione di imbarcazioni nonché escursioni, con e senza skipper, all’interno dell’Area Marina Protetta Isola dell’Asinara e, infine, l’assunzione di un giovane di età inferiore a 29 anni.

Per tali proposte, la Società ha poi ottenuto dalla Regione Autonoma della Sardegna il rimborso del 50% del costo dell’imbarcazione, ovvero 103.875,00 euro, perché è risultata aggiudicataria di fondi pubblici messi a disposizione per la realizzazione di un progetto volto alla crescita economica del territorio e basato sul rispetto, la conservazione e la valorizzazione delle risorse naturali di cui alla rete “Natura 2000” e, in particolare, del Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.) e della Zona di Protezione Speciale (Z.P.S ) dell’Isola dell’Asinara.

L’indagine dei finanzieri ha svelato, però, una realtà totalmente diversa. Infatti è emerso che l’iniziativa economica, ovvero l’acquisto dell’imbarcazione finanziata con fondi pubblici, non era stata innanzitutto realizzata nei tempi e nei modi concordati con la Pubblica Amministrazione in quanto, durante il consistente lasso temporale intercorso tra la data di ammissione al finanziamento e la cessazione definitiva dell’attività commerciale, i responsabili non hanno realizzato in concreto alcuna significativa attività d’impresa ma, soprattutto, non sono state conseguite le finalità previste dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (F.E.S.R.), con la sostanziale distrazione delle risorse pubbliche rispetto agli obiettivi per il quali il contributo era stato riconosciuto.

In pratica, la nuova e moderna barca a vela veniva utilizzata esclusivamente per attività private di tipo turistico-ricreativo e, in numerose circostanze, le fiamme gialle sono riuscite a documentarne finanche la partecipazione a competizioni veliche di carattere sportivo provando, difatti, la mancata realizzazione dell’obiettivo originario, ovvero quello di promuovere lo sviluppo turistico sostenibile delle aree protette e l’incremento dei posti di lavoro previsti.

Tale condotta è risultata del tutto incompatibile con le finalità del bando. Pertanto, i finanzieri hanno proceduto a denunciare i due soggetti responsabili per il reato di malversazione ai danni dello Stato, ovvero per non aver utilizzato, per lo scopo cui erano destinati, i fondi pubblici ricevuti.

Dagli sviluppi delle indagini, nei confronti della società commerciale che gestiva l’unità da diporto, sono emerse inoltre numerose incongruenze ai fini dell’I.V.A., segnalate all’Agenzia delle Entrate. Sono state riscontrate violazioni amministrative, con sanzioni per oltre 50 mila euro, che hanno già trovato conferma da parte del Tribunale Ordinario di Sassari.

La complessa attività investigativa svolta dalle fiamme gialle ha consentito di svelare che i due soggetti avevano formalizzato un contratto di cessazione di azienda e, di conseguenza, dell’attività dell’imbarcazione, mai comunicato all’Amministrazione regionale sviando, così, l’esercizio delle funzioni di controllo in merito alla realizzazione degli obbiettivi da perseguire grazie al finanziamento ricevuto.

Per tale ragione, la magistratura contabile ha condannato in solido entrambi i responsabili al pagamento, a titolo di risarcimento del danno a favore della Regione Autonoma della Sardegna, della somma di Euro 103.875,00, oltre alla rivalutazione monetaria da calcolarsi a decorrere dalla data dell’erogazione del finanziamento fino alla pubblicazione della citata sentenza.

Il risultato di servizio concretato dagli uomini e dalle donne del comparto aeronavale, rientra nell’ambito della mirata strategia messa in atto dal Comandante del Reparto Operativo Aeronavale di Cagliari – Col. Alessandro Bucci, rivolta al contrasto degli illeciti finanziamenti pubblici, fenomeni frequenti e ben architettati da alcune persone e società disoneste, a scapito dei tanti imprenditori irreprensibili.




GUARDIA DI FINANZA: CONTRASTO ALLO SPACCIO DI STUPEFACENTI AD ALGHERO. DENUNCIATI DUE SPACCIATORI.

I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Alghero, a seguito di un’autonoma attività investigativa sono venuti a conoscenza di un giovane algherese che, già gravato da pregiudizi di polizia per spaccio di sostanze stupefacenti, aveva trasformato la propria abitazione, sita in un popoloso quartiere cittadino, in un punto di riferimento per lo spaccio di marijuana destinata a giovanissimi acquirenti.

L’inconsueto via vai di ragazzi non residenti nel rione ma provenienti da altre zone della città, non è sfuggito alle Fiamme Gialle del Nucleo Mobile della città catalana che, a seguito di mirati servizi di osservazione, hanno fermato un giovane appena uscito dall’abitazione dopo aver acquistato oltre 40 grammi di marijuana. I finanzieridecidevano di accedere presso l’abitazione per effettuarvi una perquisizione domiciliare che consentiva di rinvenire oltre 200 grammi della medesima sostanza, tre bilancini elettronici di precisione e altro materiale per il confezionamento delle dosi

A conclusione dell’operazione antidroga, oltre al sequestro di quanto rinvenuto, si è proceduto a denunciare all’Autorità Giudiziaria due giovani e a segnalarne amministrativamente un terzo, presso l’Ufficio Territoriale del Governo, quale consumatore di stupefacenti.

L’attività svolta testimonia il costante impegno del Corpo nel settore del contrasto al traffico illecito di sostanze stupefacenti nel territorio della provincia di Sassari.

 

 




GUARDIA DI FINANZA: DENUNCIATE AD ALGHERO 7 PERSONE CHE PERCEPIVANO IL REDDITO DI CITTADINANZA SENZA AVERNE DIRITTO. SCOPERTA FRODE PER OLTRE 60.000 EURO.

Nell’attuale periodo di emergenza sanitaria dovuto alla pandemia in corso, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Sassari hanno intensificato i servizi a contrasto delle indebite percezioni e delle frodi relative alle erogazioni pubbliche di origine nazionale ed europea, portando alla luce diversi casi di indebita erogazione di sussidi da parte dello Stato.

I finanzieri della Compagnia di Alghero, nell’ambito dei controlli svolti sui percettori del Reddito di Cittadinanza, tramite mirate indagini di natura patrimoniale unitamente a riscontri diretti sul territorio, hanno accertato che 7 persone hanno conseguito il sussidio omettendo di comunicare all’INPS una serie di variazioni intervenute nel tempo, sia del patrimonio che di natura lavorativa.

I casi più gravi di truffa scoperti dai militari sono riferibili a soggetti che avevano conseguito vincite per oltre 40.000 euro, transitati sui loro conti correnti online accesi presso alcuni dei principali siti di scommesse.

Il riscontro è stato effettuato incrociando i dati delle dichiarazioni fiscali con quelli relativi alle richieste di sussidio presentate all’INPS e confrontando le risultanze delle banche dati in uso al Corpo che censiscono i conti di gioco online su tutto il territorio nazionale. Ulteriori controlli esperiti dai finanzieri catalani hanno evidenziato poi una serie di casistiche tra le più svariate. Alcuni soggetti, pur essendo titolari di proprietà immobiliari, ne avevano omesso la relativa comunicazione obbligatoria mentre altri avevano comunicato uno stato di famiglia difforme da quello reale, così da poter ottenere un contributo più alto di quello realmente spettante.

I risultati complessivi hanno permesso di accertare una frode in danno dell’Erario di oltre 60.000 euro, di denunciare 7 soggetti all’Autorità Giudiziaria per i profili penali e segnalare gli stessi all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale per il recupero delle somme indebitamente percepite e la revoca definitiva del beneficio.




GUARDIA DI FINANZA: ARRESTATO ALLA STAZIONE DI OLBIA PER DETENZIONE ILLEGALE DI ARMA DA FUOCO.

Nell’ambito dell’intensificazione dei servizi mirati alla repressione del traffico di sostanze stupefacenti, in concomitanza con il dispositivo di controllo per il contenimento del virus COVID-19, disposti dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Sassari nei luoghi di maggior aggregazione, i militari cinofili del Gruppo di Olbia hanno tratto in arresto, presso il locale scalo ferroviario, un cittadino albanese, L.E., di anni 28, con precedenti in materia di droga, senza fissa dimora ma orbitante nelle zone della provincia di Sassari, poiché trovato in possesso di un’arma da fuoco illegalmente detenuta e del relativo munizionamento.

L’attenzione degli operanti veniva richiamata dal soggetto in quanto aveva tentato di defilarsi tra i passeggeri del treno proveniente da Sassari, cercando di interporsi tra le altre persone ed eludere il dispositivo di controllo.

 

L’inconsulto movimento, che veniva notato dai cani antidroga Betty e Daff, induceva i finanzieri a fermare il cittadino albanese il quale, in evidente stato di nervosismo, forniva risposte contradditorie alle domande dei militari, convincendoli ad approfondire i controlli sulla persona.

Venivano pertanto rinvenuti, abilmente occultati, una pistola con matricola abrasa, un caricatore inserito con 13 proiettili con colpo in canna, pronta per essere usata nonché un secondo caricatore con 15 proiettili, per un totale complessivo di 28 cartucce.

Al termine delle attività, il soggetto è stato arrestato per il possesso ingiustificato dell’arma da fuoco e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Tempio Pausania che ne ha disposto l’immediata traduzione presso il carcere di Bancali.

Sono in corso accertamenti da parte dei militari per comprendere l’eventuale utilizzo dell’arma ovvero il coinvolgimento dello stesso nei traffici illeciti della provincia di Sassari.

Comando Provinciale di Sassari Gruppo di Olbia

 




La Guardia Costiera di Porto Torres e la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro a protezione dei beni sommersi

Lo scorso 8 ottobre la Capitaneria di porto di Porto Torres, sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Olbia, e la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro hanno collaborato per la pianificazione di un sistema di vigilanza e tutela in seguito all’avvenuta individuazione di n° 4 relitti profondi ed altri beni sommersi nel Golfo dell’Asinara.

Cardine del sistema, oltre all’apposita Ordinanza (la n° 50/2020) della Capitaneria di Porto Torres, contenente divieti e prescrizioni, è un avanzato Sistema Informatico di cui è dotata la Sala Operativa del Comando turritano.

La zona di mare interessata, infatti, sarà monitorata in remoto direttamente dai militari tramite il Sistema denominato “Pelagus” in grado di effettuare registrazioni ed acquisizione di dati, pienamente utilizzabili come fonte di prova in caso di attività illecite poste in essere nella zona interessata.

Il passo in avanti compiuto dalla Capitaneria di porto e dalla Soprintendenza assume un forte significato in quanto, al di là della tutela dei beni in sé, rappresenta anche un allineamento sia con la Convenzione Unesco del 2001, che tutela i beni archeologici e storici rinvenuti nella zona di mare di 12 miglia dal limite esterno del mare territoriale, sia con la Legge n° 61/2006 che ha autorizzato l’istituzione di zone di protezione ecologica a partire dal limite esterno del mare territoriale.

Il Comandante della Capitaneria di porto C.F. Gianluca Oliveti, la Dott.ssa Gabriella Gasperetti della Soprintendenza e l’Ing. Guido Gay, autore della scoperta dei relitti e dei beni sommersi, hanno espresso la propria soddisfazione per il risultato della collaborazione posta in essere, valutata come esempio di sinergia tra Amministrazioni diverse e privati.