Alghero: Horeca in coma, risposte subito o è la fine

Più di un mese fa abbiamo accolto con grande soddisfazione l’apertura dell’Amministrazione, nella persona del sindaco, di voler collaborare col Comitato Horeca e rendere il settore dell’accoglienza partecipe del percorso utile ad assistere le nostre imprese nelle più grave crisi economica dal dopoguerra ad oggi.
Come più volte ribadito, si tratta di un settore fondamentale dell’economia algherese che necessita di provvedimenti urgenti che, se non varati rapidamente, rischiano di compromettere per sempre il futuro di migliaia di lavoratori.
Detto questo, però, ci duole sottolinearlo, ad oggi, nessun provvedimento di quelli suggeriti, è ancora giunto al suo traguardo.
Comprendiamo le difficoltà di chi amministra in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo, comprendiamo anche la “solitudine” in cui i sindaci sono costretti ad operare,  soprattutto quando è palese l’assenza delle figure utili a raggiungere tali obiettivi in taluni comparti, però, visto proprio il momento che vede la maggior parte delle attività vicine al definitivo collasso, ci saremmo attesi una drastica virata, un cambio di passo, per  farci trovare pronti alla riapertura.
Apprezziamo la disponibilità del Sindaco Conoci e la sua volontà di fare proprie le nostre istanze, ma la variabile tempo ci impone di richiamare l’attenzione sul grave ritardo.
È ora che Alghero riparta, e riparta bene. Non c’è più tempo da perdere.
Perché gli imprenditori che rappresentiamo possano affrontare con ragionevole speranza  la fatica della ripartenza è necessario che sappiano su quali superfici per la somministrazione possano contare, sulla fiducia che gli organismi deputati al controllo abbiano visioni comuni, sul fatto che la Regione Sardegna liberi risorse utili per l’abbattimento del costo del lavoro.
Insomma, chiediamo che si dia corso alle numerose richieste messe nero su bianco dal nostro comitato.
Siamo consapevoli che senza il luccichio delle nostre imprese, che dà risposte a tante famiglie coi vari stipendi, Alghero non può essere la stessa. Del resto è necessario, è fondamentale, ricreare un clima di positività e socialità che, da tre mesi e oltre (visti l’aggiunta del periodo invernale precedente), manca totalmente.
Il settore Horeca vive nel segno delle emozioni, dello svago, della convivialità, siamo noi deputati a far ripartire la città, ma dobbiamo essere messi nelle giuste condizioni per farlo. Se l’apertura è per il 18, come si può pensare di farlo senza poter programmare investimenti, assunzioni, azioni di intrattenimento, modello di business?
Gli elefantiaci tempi della burocrazia e le sue lungaggini non possono condizionare un tessuto sociale ed economico  allo stremo.
Serve il massimo sostegno perché le risposte alle richieste del comparto (che rialleghiamo a questa mail) siano finalmente evase: c’è il serio rischio che il coma in cui si trova il settore, diventi irreversibile.  E’ urgente attuare un pronto soccorso, altrimenti sarà quasi impossibile evitare il nostro funerale e col nostro quello di tanti lavoratori.

CINQUE PUNTI SOTTOPOSTI ALL’AMMINISTRAZIONE: 
1) Ampliamento degli spazi esterni alle attività consentendo la possibilità di allestire tavoli e dehor, in particolare per le imprese con ridottissimi spazi interni, in finestre temporali determinate, ove necessario, secondo un piano particolareggiato che sia in grado di garantire il medesimo numero di coperti all’esterno autorizzati nel pre-Covid con, in aggiunta, superfici utili per ristorare il numero di coperti sacrificati nelle aree interne a causa del distanziamento sociale;

2) richiesta al sindaco di attivare una conferenza di servizi per l’ attivazione di procedure armonizzate, chiare, certe, ed univoche, per certificare la salute dei titolari, dei dipendenti e dei clienti, garantendo la salubrità dei luoghi di lavoro, attraverso un unico protocollo sottoscritto da tutti i corpi di vigilanza sanitaria dello stato;

3) rapida modifica del piano commerciale per mitigare la direttiva Bolkenstain (legge Bersani) al fine di congelare nuove aperture e soprattutto scongiurare operazioni di acquisto predatorie a “buon mercato”; Attuazione di iniziative (con associazioni e operatori locali) di animazione urbana.

4) Attivazione di uno sportello per le imprese attraverso il coinvolgimento delle associazioni di categoria (es: Confcommercio)  rappresentative del settore per assistere le centinaia di partite Iva a cui serve offrire una bussola per attraversare la selva di provvedimenti scaturiti dai vari livelli istituzionali;

5) Rappresentare presso l’Anci regionale,  la proposta di fiscalizzazione degli oneri sociali con accollo di una parte del costo del lavoro da parte della Regione, allo scopo di evitare l’esplosione della spesa per il welfare e il conseguente mantenimento dei livelli occupativi;




Horeca, a Sant’Anna a consegna delle chiavi. Il Sindaco Mario Conoci “Crisi irreversibile se non arrivano interventi straordinari e liquidità dal Governo”.

La voce di tutti i pubblici esercizi algheresi stremati dalla crisi a Sant’Anna per la consegna simbolica delle chiavi di bar e ristoranti e pubblici esercizi al Sindaco Mario Conoci, congiuntamente al manifesto del M.I.O. ( Movimento Imprese Ospitalità) contenente le proposte per la sopravvivenza del settore spiegate in 16 punti.

Una rappresentanza degli imprenditori ha raggiunto oggi la sede comunale dopo il flash mob “Risorgiamo Italia” di ieri sera con gli esercenti di tutta Italia che hanno acceso le luci di bar e ristoranti e oggi hanno continuato con la consegna delle chiavi.

Un sentimento di fortissima preoccupazione ed esasperazione accomuna gli imprenditori del settore, un movimento dal basso che vuole raggiungere il Governo, passando per i comuni e i sindaci, per rappresentare uno scenario di profondo malessere, tra i più drammatici mai verificatisi.

“È un segno inequivocabile di una crisi che rischia di diventare irreversibile se non arrivano risposte dallo Stato – ha detto oggi il Sindaco ai delegati del Movimento rappresentati da Mario Daga – c’è bisogno di liquidità a fondo perduto, di interventi straordinari, di regole certe sulla riapertura dal punto di vista della organizzazione sanitaria”. Già in corso le interlocuzioni con l’Amministrazione comunale per quanto riguarda la regolazione proficua degli spazi pubblici, ma anche per raccogliere suggerimenti dagli imprenditori circa le modalità di riapertura. “In questo momento è importante che la comunità collabori insieme al comparto per una ripresa che deve avvenire il prima possibile. Stiamo al fianco di una categoria che sta soffrendo terribilmente. Diamo fiducia ai nostri concittadini e a i nostri imprenditori, nel loro alto senso di responsabilità di cui hanno dato ampia dimostrazione rispettando le prescrizioni in questo lungo periodo”.

29-04-2020

La Redazione.




Risorgiamo Italia, anche Alghero consegna le chiavi.

La manifestazione è denominata Risorgiamo Italia organizzata spontaneamente insieme ai colleghi di tutta Italia, prevista oggi 28 aprile alle 21.00 e domani mattina. Le motivazioni che ci hanno spinto a questo gesto pacifico, in un momento così complicato, originano. Si contano ormai oltre 100.000 adesioni, sarà una serrata al contrario: accenderemo le luci delle insegne delle nostre attività simbolicamente per l’ultima sera e la mattina del 29 aprile, ovvero domani, consegneremo, ognuno davanti al proprio comune, al Sindaco della città, le chiavi dei nostri locali. Ad oggi, infatti, non esistono i presupposti economici per riaprire le attività e tornare al nostro lavoro: il Governo ci chiede di aprire con gli stessi costi che sostenevamo prima dell’emergenza epidemiologica, con una previsione di incassi che, nelle migliori delle ipotesi, sarà pari al 30% dell’anno precedente. Deve essere chiaro che non chiediamo assistenzialismo, ma misure, per l’eventuale riapertura, che siano collegate a tutele economiche come: cassa integrazione fino a Dicembre 2020 e moratoria sugli affitti e sulle utenze per non costringerci a licenziare i nostri collaboratori, se non a chiudere del tutto, le nostre attività, uniti all’abbattimento degli oneri sociali a carico delle nostre imprese. Nonostante il settore Ho.Re.Ca. in Italia fatturi 87 miliardi con mezzo milione di attività commerciali che impiegano circa 1.500.000 di dipendenti, incluso l’indotto di forniture e servizi e che mandano avanti il nostro Paese, oggi è il settore più penalizzato. E’ evidente che è impensabile immaginare una società in cui crolli l’attività produttiva della piccola impresa: se falliscono queste attività, le conseguenze coinvolgeranno tutti, per cui, se lo Stato non dovesse intervenire immediatamente con adeguati interventi, si rischia di perdere il patrimonio economico e culturale più importante del nostro Paese: il buon vivere italiano, invidiato da tutto il mondo. Con la manifestazione del 28 aprile, oltre ad un segno di protesta, come Movimento Imprese Ospitalità indiciamo la giornata nazionale dell’universo HO.RE.CA con la speranza che, il prossimo anno, in questa data, potremmo tutti scendere in piazza per celebrare la rinascita, il risorgere di una categoria che rischia, con tutto l’indotto, di scomparire.

28-04-2020

La Redazione.




Ecco la “road map” del Comitato Horeca Alghero

Un lungo, faticoso, appagante percorso di confronto che ha condotto il Comitato Horeca Alghero alla definizione di un documento sottoscritto da più di cento attività del “Fuori Casa” che è stato sottoposto all’attenzione dell’Amministrazione Comunale di Alghero. Grande disponibilità e determinazione di supportare il progetto e le varie iniziative proposte, da parte del Sindaco Conoci che ringraziamo per esserci vicino e aver messo a disposizione di questo percorso il suo prezioso tempo, unito alla preziosa competenza del responsabile dell’unità tecnica dott. Mariano Mariani, anch’egli presente all’incontro. Il nostro “Manifesto” è composto da alcuni punti che raccolgono le principali e prioritarie esigenze del comparto che, nello specifico affronta un cronoprogramma che prevede il “Pronto Soccorso”, la “Degenza” la e “Rianimazione” del settore stesso. Non solo le attività, ma anche gli operatori culturali e professionisti dello spettacolo e comunicazione, i referenti dell’agro, sono e saranno coinvolti, al fine di giungere all’obiettivo prefissato: garantire, nonostante il grave momento di difficoltà, una stagione che possa mantenere vivo il tessuto economico cittadino, anche attraverso quanto messo in campo dal Comitato Horeca Alghero, insieme all’Amministrazione Comunale e ad altri partner Istituzionali (Provincia, Regione, etc) e privati.

Di seguito alcuni dei punti trattati:

Ampliare agli spazi esterni alle attività consentendo la possibilità di allestire tavoli e dehor, in particolare per le imprese con ridottissimi spazi interni, in finestre temporali determinate, ove necessario, secondo un piano particolareggiato.

Attivare procedure armonizzate, chiare, certe ed univoche per certificare la salute dei titolari, dei dipendenti e dei clienti, garantendo la salubrità dei luoghi di lavoro attraverso un unico protocollo sottoscritto da tutti i corpi di vigilanza sanitaria dello stato.

Modificare rapidamente il piano commerciale per congelare nuove aperture e soprattutto scongiurare operazioni di acquisto predatorie.

Attivare uno sportello per le imprese attraverso il coinvolgimento delle associazioni di categoria appresentative del settore.

Concedere la possibilità di accesso agli esercizi, anche per l’asporto o la consegna a domicilio, all’interno delle aree a traffico limitato.

Richiesta al Sindaco di rappresentare presso l’Anci, una richiesta dei comuni alla Ras per la fiscalizzazione degli oneri sociali con accollo di una parte del costo del lavoro da parte della Regione, allo scopo di evitare l’esplosione della spesa per il welfare e il conseguente mantenimento dei livelli occupativi.

Riavviare la stagione delle pianificazione strategica per la destinazione turistica e della pianificazione commerciale.

Affiancamento delle nostre imprese in rete al fine di “autoprodurre” beni e servizi comuni, lavorando sui gruppi d’acquisto per i dispositivi di protezione individuale, gli approvvigionamenti, l’energia, la formazione, e la dotazione di piattaforme tecnologiche anche ricorrendo alle opportunità dei fondi strutturali UE.

25-04-2020

La Redazione.