Sassari, un corso per imparare l’arte della filigrana

L’Istituto Bellieni organizza un laboratorio di oreficeria sarda

SASSARI. Dopo il successo della prima edizione, l’Istituto Camillo Bellieni ripropone un corso teorico-pratico di venti ore per acquisire e ampliare le conoscenze dell’arte della filigrana e della creazione dei gioielli. A partire dal 27 ottobre, le lezioni si terranno tutti i venerdì dalle 16 alle 20 a Sassari, nella sede Is.Be di via Maddalena 35 a Sassari, con i docenti Davide Masia, orafo, e Paola Corrias, esperta di gioielli sardi.

Il laboratorio sarà rivolto a chi si avvicina per la prima volta a questa forma d’arte e desidera impararne i segreti. Alla presentazione generale del programma seguirà l’analisi estetica dei tesori scaturiti dalle mani di grandi maestri, e saranno forniti i materiali e gli strumenti utili per lo svolgimento del corso.

Durante gli incontri i partecipanti impareranno a progettare e realizzare un gioiello unico, apprenderanno nozioni sulla storia dei monili, sui composti e sulla loro lavorazione.

Sarà possibile prendere visione del processo di manipolazione del metallo e della lavorazione del filo per la preparazione della filigrana, una particolare attenzione sarà rivolta alla costruzione dei disegni e delle formine e al montaggio dei progetti in filigrana su lastre in metallo.

Altre lezioni saranno dedicate al traforo del gioiello, a eventuali correzioni e alla preparazione per la rifinitura. Quindi saranno trattate la rifinitura definitiva, la limatura e la messa in forma, per giungere alle ultime fasi della messa a colore e lucidatura, e ai ritocchi conclusivi.

Alla fine del laboratorio i partecipanti potranno tenere il gioiello personalizzato realizzato durante le lezioni e otterranno un attestato di partecipazione. Gli organizzatori consigliano di affrettarsi nelle prenotazioni perché è ammesso un numero massimo di dieci partecipanti.
Per info su prezzo e iscrizioni scrivere un’email a [email protected]. Il programma completo è visitabile sul sito .




Caravaggio per imparare come comporre un’inquadratura e Chiara sogna di diventare regista: proseguono al liceo Margherita di Castelvì le attività del laboratorio dedicato al cinema

Caravaggio per imparare come comporre un’inquadratura e Chiara sogna di diventare regista: proseguono al liceo Margherita di Castelvì le attività del laboratorio dedicato alla produzione cinematografica, nell’ambito del progetto “Visioni di legalità – Cittadinanza e Costituzione attraverso il linguaggio cinematografico”.

È l’arte di Caravaggio ad accompagnare le nuove attività del laboratorio dedicato alla produzione cinematografica, avviato dal Liceo Margherita di Castelvì nell’ambito del progetto “Visioni di legalità – Cittadinanza e Costituzione attraverso il linguaggio cinematografico”.

Le lezioni in presenza, riprese già da qualche settimana, ieri pomeriggio hanno coinvolto le studentesse e gli studenti della 4T dell’indirizzo economico e sociale del liceo Castelvì, in un’esercitazione per imparare a comporre un’inquadratura. Il regista Austinu D’Antonio, responsabile della sezione “Cinema e didattica” di Nuovi Scenari – l’impresa sociale a cui è stato affidato il coordinamento del progetto – ha impegnato i ragazzi in una nuova lezione – con lui anche il videomaker di Sassari Alessandro Tanca – mirata a costruire le giuste inquadrature e i principi base dell’illuminazione scenica, partendo dall’opera “Il seduttore delle tenebre” del celebre pittore italiano.

Il percorso didattico, avviato dall’istituto cittadino grazie al finanziamento regionale del bando “Didattica e cinema” – annualità 2019, consentirà ai quindici studenti coinvolti di acquisire nuovi crediti formativi nell’ambito dei P.C.T.O., i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, già alternanza scuola lavoro, utili per gli esami di maturità che dovranno affrontare l’anno prossimo.

«Grazie al laboratorio stiamo scoprendo quanto lavoro c’è dietro la realizzazione di un cortometraggio – racconta Chiara, 17 anni – quali sono i ruoli all’interno di un set, che cosa fa il regista, il direttore della fotografia o il fonico di presa diretta. Ammetto che da grande non mi dispiacerebbe fare la regista»

Le attività laboratoriali riprenderanno l’11 e il 12 marzo, mentre dal 22 al 26 marzo i ragazzi inizieranno a lavorare per la realizzazione vera e propria del corto, insieme alla fonica Beatrice Mele e al direttore della fotografia Giancarlo Morieri, che collaboreranno con il regista per la formazione dei ragazzi sul set che verrà allestito durante le due giornate di riprese previsteil 25 e il 26 marzo.