Le imprese del Logudoro e del Meilogu si unisconoper promuovere e potenziare il turismo nel territorio:presentata a Borutta la Rete Lakesos

Sono intervenuti i partner del progetto insieme ai rappresentanti delle Unioni

dei Comuni, della Provincia di Sassari e di Sardegna Ricerche e allo studioso

Carlo Cambi. Tra gli obiettivi anche quello di aumentare la ricettività, in un

territorio che oggi conta 73 strutture per 741 posti letto

3 dicembre 2022

Si chiama Progetto Lakesos e mira alla valorizzazione e alla promozione dell’offerta di servizi turistici dei territori del Logudoro e Meilogu grazie ad una rete di imprese locali operanti nella ricettività, nella produzione di prodotti tipici e artigianali e servizi. L’iniziativa, che punta sulla presenza di diversi attrattori turistici come la Valle dei Nuraghi, il compendio del lago Coghinas, il circuito delle chiese romaniche e altri siti di grande interesse, è stata presentata venerdì 2 dicembre a Borutta nella sala dell’Ex Asilo del Comune, nel corso Trieste.

LA PRESENTAZIONE – “Il progetto Lakesos otterrà il massimo sostegno da parte della Provincia di Sassari”. Lo ha affermato a nome dell’amministrazione Salvatore Saba secondo cui “la Provincia darà tutto il supporto possibile, mettendo a disposizione la sua intera struttura, perché siamo convinti che fare rete sia il futuro”. Un concetto ribadito anche da Marina Masala di Sardegna Ricerche: “Il progetto Lakesos è uno dei diciotto che finanziamo in tutta l’isola con una spesa complessiva di tre milioni di euro ed è già un successo vedere trecento operatori che lavorano assieme per il turismo sostenibile, sfatando il mito che i sardi non sanno cooperare per un progetto comune”.

“Abbiamo sostenuto la rete Lakesos fin dall’inizio perché crediamo possa portare dei benefici e guardiamo alla sua attività con grande attenzione e aspettative” ha dichiarato il sindaco di Borutta e presidente dell’Unione di Comuni del Meilogu Silvano Arru. “Facciamo già parte di diverse reti perché ciò è fondamentale per i territori che hanno pochi abitanti. Come amministrazione stiamo puntando molto sul turismo, grazie anche alla presenza nel nostro territorio dell’abbazia di San Pietro di Sorres, che presto sarà inserita in una rete di monasteri europei”.

Per il temporary manager di Lakesos Franco Branca “il percorso fatto finora ci soddisfa ma c’è ancora tanto su cui lavorare. Fare rete oggi è essenziale perché gli strumenti di sostegno pubblico si stanno orientando verso questa direzione mentre il supporto alle piccole imprese è limitato. Vogliamo coinvolgere ancora di più le imprese della ricettività e dell’agroalimentare. L’impegno delle imprese però da solo non basta, serve anche quello degli enti pubblici e del sistema bancario”.

Nel corso dell’iniziativa hanno preso la parola anche i rappresentanti di alcune imprese aderenti alla rete come Maria Grazia Gambella, vice presidente di Lakesos e presidente della cooperativa La Pintadera che dal 1991 gestisce il nuraghe di Sant’Antine (“Fare rete nel turismo non è semplice né scontato ma noi c crediamo”), Elena Chessa dell’agriturismo Pedru Caddu di Tula (“Siamo dentro Lakesos perché crediamo nelle potenzialità del territorio”) e Giuseppe Piras presidente della società Acqua Santa Lucia (“Lavoriamo nel territorio da 127 anni e abbiamo già beneficiato in passato della collaborazione con altre imprese della zona”).

Dopo la presentazione del progetto di comunicazione da parte di Sandro Usai della società Ablativ e di Valentina Sanna di Smart srl, l’iniziativa (moderata dalla giornalista Carla Mura) è stata chiusa dal giornalista e studioso di turismo Carlo Cambi che, collegato in videoconferenza, ha rivolto a Lakesos i suoi “complimenti per l’entusiasmo e per la volontà di mettere in campo, in un periodo di crisi come questo, un progetto di rete così ambizioso”. Per Carli il futuro è nella “segmentazione del target, con particolare interesse ai turisti che amano la natura e vogliano fare un’esperienza completa di ciò che il territorio offre, dall’archeologia al patrimonio culturale, fino all’enogastronomia, tutte potenzialità che sono presenti nel territorio della Rete Lakesos”.

DOVE OPERA LA RETE LAKESOS – La Rete Lakesos fa riferimento principalmente ai territori delle Unioni dei Comuni del Logudoro e del Meilogu ma estende il suo coinvolgimento all’intero territorio dei Gal Logudoro Goceano, Meilogu e Villanova. I comuni interessati sono quindi in Logudoro Mores, Tula, Ardara, Ozieri, Pattada, Ittireddu e Nughedu, nel Meilogu Siligo, Bessude, Borutta, Bonnannaro, Banari, Bonorva, Cheremule, Cossoine, Giave, Pozzomaggiore, Semestene, Thiesi e Torralba, e nel Villanova i comuni di Padria, Romana, Villanova Monteleone, Monteleone Rocca Doria e Mara, e in Goceano i comuni di Anela, Benetutti, Bono, Bottida, Bultei, Burgos, Esporlatu, Illorai e Nule.

CHI FA PARTE DELLA RETE LAKESOS – Alla Rete Lakesos aderiscono aziende operanti nella ricettività, nella produzione di prodotti tipici e artigianali e servizi. L’obiettivo è quello di creare una piattaforma di collaborazione fra gli operatori economici del territorio ed offrire servizi e opportunità di lavoro anche agli altri operatori non solo locali, come guide, società di servizi di incoming ed eventi, tour operator, associazioni e gruppi organizzati, ecc. Al contempo la Rete intende incrementare la qualità e l’innovazione dei servizi offerti dalle imprese aderenti.

Il percorso di creazione della Rete Lakesos è stato articolato e partecipato ed è stato patrocinato dalle Unioni dei Comuni del Logudoro e del Meilogu, che hanno reso possibile la partecipazione di diciotto imprese, in sintesi appartenenti a tre gruppi.

a) aziende di servizio che gestiscono la promozione delle risorse culturali del territorio, come le tre cooperative che garantiscono le visite guidate del Nuraghe di Santu Antine (Torralba), della necropoli di Sant’Andrea Priu (Bonorva), della Chiesa di San Pietro di Sorres (Borutta) e del sistema museale territoriale e la cooperativa Siendas (Thiesi);

b) aziende che offrono ricettività e ristorazione, come i piccoli hotel de charme Janas (Mores) e Pedru Caddu (Tula), il Pozzo antico, ristorante con contigua struttura ricettiva Il Giardino degli Aranci, nuove strutture ricettive in corso di realizzazione o ampliamento Ana Apetrii e Anthos (ambedue di Mores) ed il suggestivo piccolo albergo Monte Pirastru di Nughedu;

c) aziende di servizio e produzione, come l’azienda di Loredana Pinna (Mores), che intendono riconvertire immobili aziendali ad un uso ricettivo, o di sviluppo produttivo e promozione commerciale (le aziende Agrientu, Cantareddu di Mores e Dataluce di Ozieri), l’acqua Santa Lucia (Bonorva), Ithiri, un’azienda che produce originai snack a base di pane lentu (Ittireddu), Naturalmente sardo che produce formaggi (Ozieri) e la cooperativa Marras carni che produce salumi (Cheremule).

GLI OBIETTIVI DELLA RETE LAKESOS – Il dato comune a tutte le attività della proposta progettuale è la valorizzazione del territorio in un’ottica esperienziale attraverso “percorsi del tipico”. La possibilità di far visita ai vigneti, ad una cantina, ad un ovile, l’opportunità di trascorrere una giornata in azienda, mungere le pecore e imparare a produrre e conoscere le caratteristiche dei formaggi direttamente sul luogo di produzione o di imparare a cucinare ricette tradizionali con i prodotti locali, sono tutti elementi che costituiscono un’esperienza, che unita ad attività orientate agli specifici interessi dell’ospite (cavallo, motori, canoa, pesca, archeologia etc) deve essere trasformata in valore economico per le stesse imprese e per il territorio nel suo complesso.

AUMENTARE LA RICETTIVITA’ TURISTICA – L’offerta della ricettività turistica dei comuni del Logudoro e Meilogu è assai limitata, come è facile desumere dai dati relativi alla quantità e qualità delle strutture ricettive presenti nel territorio. Attualmente i mercati di riferimento sono soprattutto regionali e l’offerta ricettiva prevalente è quella extralberghiera, come è rilevabile dai dati della tavola seguente.

Nel 2018 (dati istat pressochè invariati ad oggi) nei comuni del Logudoro Meilogu c’erano solo sei hotel a tre stelle (con 96 stanze per complessivi 208 posti letto), un campeggio/villaggio (195 posti letto) e due alloggi (18 posti letto). Sono stati censiti invece cinquantasei Bed &Breackfast (per 231 posti letto), sei invece gli agriturismi (45 posti letto), una casa per ferie (24 posti letto) e un esercizio ricettivo (20 posti letto). Il totale, le 73 strutture garantiscono 741 posti letto (elaborazione Ima Consulting su dati Istat).




Le imprese del Logudoro e del Meilogusi uniscono per promuovere e potenziare il turismonel territorio: venerdì 2 dicembre a Boruttala presentazione della Rete Lakesos

Appuntamento a partire dalle 17 nella sala dell’ex asilo del comune,
dove interverranno i partner del progetto insieme ai rappresentanti
delle Unioni dei Comuni, della Provincia di Sassari e di Sardegna Ricerche.
In videoconferenza interverrà anche il giornalista e scrittore Carlo Cambi

30 novembre 2022

Si chiama Progetto Lakesos e mira alla valorizzazione e alla promozione dell’offerta di servizi turistici dei territori del Logudoro e Meilogu grazie ad una rete di imprese locali operanti nella ricettività, nella produzione di prodotti tipici e artigianali e servizi. L’iniziativa, che punta sulla presenza di diversi attrattori turistici come la Valle dei Nuraghi, il compendio del lago Coghinas, il circuito delle chiese romaniche e altri siti di grande interesse, verrà presentato venerdì 2 dicembre a Borutta a partire dalle 17 nella sala dell’Ex Asilo del Comune, nel corso Trieste.

Dopo i saluti di Silvano Arru (sindaco di Borutta e presidente dell’Unione dei Comuni del Meilogu), del presidente dell’Unione Comuni del Logudoro Marco Peralta, del Commissario Straordinario della Provincia di Sassari Pietrino Fois e di Marina Masala di Sardegna Ricerche, coordinati dalla giornalista Carla Mura interverranno Franco Branca (ideatore e Temporary Manager del progetto Lakesos), Maria Grazia Gambella della cooperativa la Pintadera e vice presidente della Rete Lakesos, Elena Chessa (dell’agriturismo Agri Pedru Caddu di Tula e partner di Lakesos), Giuseppe Piras dell’Acqua Santa Lucia (partner agroalimentare) e Antonio Zara (coordinatore Progetto Reset).

Nel corso della serata verrà presentato anche il progetto di comunicazione che supporterà la Rete Lakesos con Valentina Sanna (Smart srl) che presenterà la grafica e l’immagine coordinata, mentre la piattaforma ICT sarà illustrata da Sandro Usai della società Ablativ – Media per il turismo. Inoltre, interverrà in videoconferenza Carlo Cambi, giornalista e scrittore, che affiancherà il progetto con la sua ampia esperienza.




CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–08-06-22–EDILIZIA – Ennesima rivoluzione per imprese edili arriva obbligo SOA

EDILIZIA – Ennesima rivoluzione per le imprese edili: arriva l’obbligo
della certificazione SOA. Nell’Isola rischiano di non poter lavorare
più di 20mila realtà. Confartigianato Sardegna scrive ai Parlamentari:
“Intervenite con urgenza per bloccare la norma: il settore rischia la
catastrofe”. Da tecnici e Amministratori in arrivo le prime revoche
alle imprese per lavori di ristrutturazione. Nell’Isola superato il
miliardo di euro di investimenti nel bonus110%: ecco i dati al 31
maggio.

“Abolire l’obbligo per le imprese di possedere un’attestazione SOA per
operare nel mercato dei bonus edilizi”.

E’ questo ciò che, attraverso una lettera, Confartigianato Imprese
Sardegna ha chiesto ai Parlamentari sardi per ribadire l’allarme per
le continue modifiche alle norme sugli incentivi in edilizia che
rischiano di bloccare definitivamente i lavori di riqualificazione
degli edifici e di tagliare fuori dal mercato oltre il 90% delle
imprese.

Infatti, a complicare un quadro legislativo già intricato, poche
settimane fa è arrivata la norma del decreto legge “Taglia prezzi” che
impone, anche per le imprese che operano in subappalto, il possesso
delle attestazioni SOA, l’Attestazione di qualificazione per la
partecipazione a gare d’appalto per l’esecuzione di appalti pubblici
di lavori, per i lavori che danno diritto alle detrazioni edilizie di
importo superiore ai 516mila euro.

“Se la norma sarà approvata, entrerà in vigore fra otto mesi ma
consentirà di lavorare solo a chi lavora già. Se teniamo conto che su
28mila imprese edili sarde, meno di 2.300 hanno l’attestazione SOA,
incluse quelle del restauro, possiamo capire il danno che si sta per
fare al mercato – commenta Maria Amelia Lai, Presidente di
Confartigianato Imprese Sardegna – e se teniamo conto che l’importo
medio dei lavori nei condomini in Sardegna è di 849mila euro, il
rischio gravissimo è che tutte le imprese, artigiane e non, che oggi
lavorano con le ristrutturazioni con lavori oltre la soglia saranno
impossibilitate a lavorare”. “Il paradosso è che invece di agevolare
l’iter dei bonus, soprattutto il superbonus 110%, per imprese e
cittadini già alle prese con un coacervo di rincari, burocrazia e
difficoltà nelle cessioni del credito, il Governo tira fuori
l’ennesimo “coniglio dal cilindro” che penalizza ulteriormente tutto
il comparto, con ovvie ripercussioni sui clienti e filiera”. “Una
disposizione che, pur ispirata al condivisibile principio di garantire
sicurezza, trasparenza e qualità dei lavori – continua la Lai – di
fatto si è rivelata una barriera anticoncorrenziale. Infatti, negli
ultimi 20 anni, il mero possesso delle attestazioni SOA non ha
garantito, negli appalti pubblici, la qualità e la sicurezza dei
lavori”.

L’Organizzazione Artigiana ricorda come l’accesso ai bonus edilizi sia
già subordinato a una serie di controlli molto stringenti e, per
contrastare efficacemente il fenomeno delle imprese “fantasma”,
servano piuttosto serie verifiche dei requisiti di accesso al mercato,
come l’auspicata legge di regolamentazione del settore edile, e
strumenti già operativi come il DURC, la congruità e
l’intensificazione dei controlli.

“A mettere in crisi il mercato delle riqualificazioni edilizie –
rimarca Giacomo Meloni, Presidente degli Edili di Confartigianato
Sardegna – è anche il blocco del sistema della cessione dei crediti a
causa della stretta adottata dalla maggior parte delle banche e degli
intermediari finanziari; da mesi continuiamo a ricevere chiamate da
aziende bloccate dalla cessione dei crediti”. “Non bastava questa
“tegola” – continua Meloni – adesso, arriva anche questa nuova
possibile situazione che sta facendo pensare a tanti professionisti e
tecnici, Amministratori di condominio e clienti di revocare gli
incarichi già assegnati alle ditte sprovviste di Soa per mettersi al
riparo dall’ennesimo cambio di normativa e, così, tutelarsi dalla
possibile scarsità di aziende che da gennaio potrebbero essere in
grado di fare i lavori perché dotate di Attestazioni”. “Il risultato
di questa continua e inarrestabile stretta – rimarca il Presidente
degli edili – è che le imprese non riescono a recuperare i crediti
presenti nei propri cassetti fiscali per lavori già eseguiti e non
possono pagare dipendenti, fornitori, tasse e contributi. Così il
settore è sull’orlo del precipizio, si moltiplicano i casi di
fallimento che potrebbero coinvolgere migliaia di imprese in tutta
l’Isola, e centinaia di migliaia in tutto il resto del Paese”

Confartigianato Sardegna ricorda come tutto questo sia ancora più
paradossale se si considera come il settore delle costruzioni sia il
driver della ripresa economica e, in questo drammatico periodo di
congiuntura negativa, abbia giocato un ruolo anticiclico.

“I bonus edilizia – concludono la Lai e Meloni – che avrebbero potuto
favorire la ripartenza post Covid dell’economia, dopo aver generato
un’enorme aspettativa in cittadini e imprese, sono frenati
dall’atteggiamento ondivago del decisore pubblico che ne ha
volutamente depotenziato l’efficacia”.

Per questo, Confartigianato, sollecita un rapido intervento per
salvare un’idea vincente di riqualificazione green del Paese che
rischia di naufragare nel mare della burocrazia legislativa.

Secondo i dati rilasciati da Enea sull’utilizzo del Superbonus 110% e
relativi al 31 maggio, in Sardegna le asseverazioni sono state
complessivamente 5.952 per un totale di investimenti pari a 1miliardo
e 039 milioni di euro e investimenti lavori conclusi di 708 milioni di
euro. I condomini registrano 449 asseverazioni per 381 milioni di
detrazioni (investimento medio di 849 mila euro), per le unifamiliari
le asseverazioni sono 3.959 per 483 milioni di investimenti
(investimento medio 122 mila), mentre per le case indipendenti le
asseverazioni sono 1.544 per 174 milioni di investimenti (investimento
medio 122mila).

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Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna




Azienda Agricola Manca tra le 100 migliori imprese agricole d’Italia sostenibili

L’impresa di Alghero premiata per il progetto Novolivo: la messa a dimora di 600 ettari di nuovi oliveti con l’applicazione di tecnologie di risparmio energetico, idrico, senza creazione di scarti e il percorso verso il biologico Con il marchio Olio San Giuliano l’azienda agricola Domenico Manca di Alghero è stata premiata nei più importanti concorsi internazionali e occupa il sesto posto nel ranking mondiale degli oleifici. Ora è stata premiata per i progetti green legati alla sostenibilità e all’economia circolare. Un riconoscimento di Agricoltura100, premio organizzato da Confagricoltura e Reale Mutua Assicurazioni, con l’obiettivo di sostenere sostenibilità, innovazione tecnologica,difesa dell’ambiente, riduzione delle emissioni inquinanti, produzione di cibo di qualità delle aziende agricole. Il progetto premiato è Novolivo. Un lavoro avviato nel 2013 che prevede un grande investimento pluriennale per la messa a dimora di circa 600 ettari di nuovi oliveti di moderna concezione nel nord-ovest della Sardegna che si sommano a quelli tradizionali già esistenti. Novolivo vede e vedrà le aziende del gruppo impegnate nel medio e lungo periodo in un piano di modernizzazione olivicola unico nel suo genere. “Novolivo non è solo la semplice piantumazione di nuovi olivi – afferma Pasquale Manca, AD del gruppo- significa attenzione al territorio, rispetto e valorizzazione della biodiversità delle specie tipiche della zona in cui operiamo, rinuncia consapevole all’utilizzo di fitofarmaci di sintesi e prosecuzione convinta del percorso di agricoltura biologica che abbiamo intrapreso negli anni ‘90. È ricerca, confronto e crescita in concerto con istituzioni come università e enti di ricerca che ci affiancano nella sperimentazione di nuove tecniche agronomiche. È l’utilizzo di importanti sistemi per il risparmio energetico e l’uso razionale delle risorse idriche volto a minimizzare gli sprechi. La piantumazione di nuovi oliveti inoltre fa sì che il bilancio tra le emissioni di CO2 e quanto assorbito dall’elevata concentrazione di piante sia positivo.” Un frantoio che non produce scarti in ottica di economia circolare La San Giuliano è dotata di un frantoio di ultima generazione tra i più moderni in Italia, il cui ciclo di trasformazione è circolare quindi non produce scarti. Le sanse vengono conferite a un impianto di produzione di biogas che le converte in energia verde, mentre il nocciolino residuo viene essiccato e utilizzato come combustibile per impianti di produzione di acqua sanitaria o per riscaldamento. “Il controllo di una filiera virtuosa, ecosostenibile – la quale gode della certificazione ISO 22005 che attesta la capillare tracciabilità di ogni passaggio dal campo alla bottiglia – si completa con quattro linee di imbottigliamento automatizzate per imballaggi in vetro e cartone contenenti il 70% di materiali derivati dal riciclo e un uso residuale di plastica” – Spiega ancora Pasquale Manca. Un processo di innovazione anche sulla qualità del prodotto. Come confermano le prestigiose segnalazioni sulle guide e i premi ricevuti nei concorsi e selezioni internazionali, nonché al vertice della graduatoria dedicata agli oli e alle imprese olearie come l’EVOO World Ranking. Quest’ultima nel 2021 ha visto l’azienda sarda al sesto posto assoluto al mondo, prima tra le realtà italiane. “Non possiamo che essere orgogliosi dei risultati raggiunti assieme alla squadra San Giuliano – conclude Manca – e di essere considerati ambasciatori dell’alta qualità del Made in Italy nel mondo”.




UTOTRASPORTO–Dal Governo 80 milioni per sostenere le imprese del trasporto merci.

AUTOTRASPORTO – Dal Governo 80 milioni per sostenere le  imprese del
trasporto merci. Per Confartigianato Trasporti Sardegna necessaria una
clausola per adeguare costi di trasporto ai costi del gasolio. Nel
settore si gonfiano le spese e si sgonfiano i profitti. Nella crisi
dell’autotrasporto si muove, lentamente, qualcosa.

Il Governo, attraverso il Ministero delle Infrastrutture e della
Mobilità Sostenibile, ha stanziato 80milioni di euro aggiuntivi per
compensare parte dei maggiori costi sostenuti dalle imprese del
trasporto merci nell’acquisto del gas naturale liquefatto e
dell’additivo AdBlue, e per le spese non documentate e i pedaggi
autostradali.

Al di la di questo intervento, Confartigianato Trasporti Sardegna
ricorda come il settore sia, sempre più, stritolato dall’escalation
del costo del gasolio, rincarato del 22,3% nell’ultimo anno, con un
impatto di maggiori costi pari a 535 milioni di euro per le micro e
piccole imprese dell’autotrasporto merci.

“Una batosta – sottolineano da Confartigianato Trasporti Sardegna –
che si scarica interamente sui margini di profitto e sul valore
aggiunto aziendale, considerato che i prezzi alla produzione nel
trasporto merci, al terzo trimestre 2021, sono in calo dell’1,2%
rispetto ad un anno prima”.

Un settore, quello del trasporto merci, che anche in Sardegna è in
costante squilibrio tra fatturati che si sgonfiano, da una parte, e
gasolio, pedaggi, assicurazioni, costi di esercizio e tasse che
crescono, dall’altra. A tutto ciò si devono aggiungere il cronico
deficit infrastrutturale, che verrà colmato con tempi lunghissimi, la
concorrenza sleale, interna ed estera che opera senza regole e prezzi
sottocosto, i pagamenti, soprattutto tra privati, con tempi non
quantificabili e le imprese, quasi la metà un terzo del totale in
Italia (35mila su 92mila), non in regola con gli obblighi previsti
dalla legge per chi voglia svolgere la professione. Senza dimenticare
le variabili locali come la viabilità inadeguata, ovvero strade che
aprono e chiudono secondo le condizioni meteo o il dissesto
idrogeologico, le ZTL istituite dalla mattina alla sera, e gli stalli
urbani, per il carico e scarico, diventati ormai una vera rarità. E
non per ultimo, da 2 anni a questa parte, il Covid.

“Per questi motivi – sottolineano gli autotrasportatori artigiani –
riteniamo fondamentale che si arrivi alla definizione di regole che
dovranno garantire una maggiore ed effettiva tutela delle imprese di
autotrasporto, con particolare riferimento alla disciplina di una
clausola di adeguamento dei costi di trasporto al costo del gasolio,
oltre che alla questione delle soste e all’applicazione del nuovo
regolamento europeo”. “Il percorso di confronto con il Governo –
chiude Confartigianato Trasporti Sardegna – si pone l’obiettivo di
definire quelle norme necessarie alla categoria per ottenere un
riequilibrio degli assetti di mercato e i giusti correttivi delle
condizioni contrattuali”.

Secondo le ultime analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato
Imprese Sardegna, la dinamica del prezzo del gasolio per autotrazione
a metà febbraio è cresciuto del 22,3% su base annua. L’analisi
evidenzia anche come il trend rilevato a fine gennaio del costo del
carburante nelle micro e piccole imprese del trasporto merci, per le
quali rappresenta pressoché l’intera spesa per prodotti energetici,
proietta su base annua un impatto di maggiori costi per 535 milioni di
euro, che si scarica interamente sui margini e il valore aggiunto
aziendale, considerato che il settore è addirittura in deflazione:
l’analisi degli ultimi dati dell’Istat indica che al terzo trimestre
2021 i prezzi della produzione nel trasporto merci sono in discesa
dell’1,2% rispetto ad un anno prima. La spinta sui costi riduce i
margini delle imprese di autotrasporto, penalizza la domanda di lavoro
e quella per investimenti, essenziali per favorire la transizione
green del comparto. Va infine ricordato che la bolla del gas colpisce
anche le imprese di autotrasporto che utilizzano il GNL.

In Sardegna, le 2.476 imprese di autotrasporto, di cui circa 1.500
artigiane, hanno veicolato oltre 14milioni di tonnellate, l’87% di
tutte le merci che vengono movimentate in nell’Isola. Questo settore
crea lavoro a oltre 7mila persone, con una dimensione media per
azienda di 2,8 addetti per ogni realtà. Al primo gennaio di
quest’anno, il settore isolano ha registrato una decrescita totale del
2,9%, di cui ben il 5,7% solo nel comparto artigiano. Dal 2009, in
Sardegna, è scomparso circa il 20% del tessuto imprenditoriale. A
livello provinciale a Cagliari le imprese registrate sono risultate
1.123 di cui 729 artigiane. Rispetto allo scorso anno, nel totale
delle imprese di autotrasporto merci, il calo registrato è del 2,9%. A
Nuoro sono 362 (di cui 259 artigiane), con un calo del 2,7%. A
Oristano sono 250 (185 artigiane) registrando un -2,3%. Infine a
Sassari ci sono 741 imprese, di cui 474 artigiane: le cancellate sono
il 3,0%.

I dati nazionali del sistema del trasporto e della logistica in Italia
hanno registrato effetti rilevanti dalla crisi economica generata
dalla pandemia, con modifiche profonde della domanda e dell’offerta di
mobilità. Nel 2020 il fatturato del comparto del trasporto e
magazzinaggio in Italia è sceso del 17,5%, di 4,6 punti più intenso
del calo del 12,9% registrato in Ue 27, con le imprese italiane del
settore che hanno contabilizzato minori ricavi per 28,8 miliardi di
euro. Il trasporto merci ha sofferto un calo dell’11,7% della
produzione manifatturiera, associato ad una riduzione del 10,3% dei
flussi di commercio estero. Il boom dell’e-commerce, conseguente ai
provvedimenti restrittivi e la sospensione di attività commerciali,
non si è traslato con la stessa intensità e rapidità nell’‘ultimo
miglio’ delle consegne: lo scorso anno, a fronte di un aumento del
34,5% delle vendite di e-commerce, il fatturato delle imprese dei
servizi postali e attività di corriere segna aumento che si ferma al
+4,4%.

Complicata anche la situazione occupazionale.
Giovani e camion è un binomio difficile da tenere insieme anche in
Sardegna, sia per i costi elevati per il conseguimento della patente,
sia per un lavoro impegnativo, che costringe a stare lontano da casa e
dagli affetti, che assicura retribuzioni magre. Ciò comporta la
carenza di figure professionali, situazione che non può essere colmata
finché le paghe non verranno portate a livelli economici adeguati
all’impegno della professione.

La mancanza di giovani è diventato un problema centrale per il mondo
dell’autotrasporto: gli autisti sono sempre meno e sono sempre più
anziani. La prospettiva, da scongiurare, è di un mercato che rischia
di “svuotarsi” nel momento in cui la generazione dei conducenti
“veterani” andrà in pensione, perché i nuovi professionisti non sono
sufficienti a colmare il gap.

Una boccata di ossigeno per il settore arriva dalla Legge di Bilancio
che prevede l’introduzione di un voucher per favorire i giovani
camionisti nelle spese per l’ottenimento della patente per il
trasporto merci.

Questo prevede un contributo all’80% con un tetto fissato a 2.500 euro
dell’importo per le patenti e le abilitazioni professioni. Il
contributo sarà concesso tra il primo aprile del 2022 e la fine del
2026. Lo stanziamento è pari a 6 milioni nel 2022 e 5 milioni all’anno
dal 2023 al 2026. Si attende ora un decreto del Ministero delle
Infrastrutture e Mobilità Sostenibili che definirà più precisamente le
modalità e i termini per l’ottenimento e l’erogazione del beneficio.

Si tratta, infatti, di una misura essenziale per consentire il
ricambio generazionale nel settore, dove si registra una drammatica
carenza di autisti per la scarsa attrattivitá della professione e gli
alti costi di formazione per l’acquisizione delle patenti.

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Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna




Solo 633 imprese sarde hanno venduto i propri prodotti all’estero

EXPORT – Solo 633 imprese sarde hanno venduto i propri prodotti
all’estero, lo 0,6% di tutte le attività. 2,5miliardi di euro di
business: 331 milioni arrivano dalle piccole e medie aziende. Maria
Amelia Lai (Presidente Confartigianato Sardegna): “Ancora troppo pochi
gli imprenditori che puntano sui mercati esteri: necessari nuovi bandi
export della Regione. Pronti a studiare nuove strategie e di
sviluppo”.

Sono solo 633 le aziende sarde che, nel primo semestre del 2021, hanno
piazzato i propri prodotti all’estero. Infatti, appena lo 0,6% delle
attività imprenditoriali isolane ha intrapreso rapporti commerciali
con l’Europa e il resto del Mondo, vendendo beni per un controvalore
di 2miliardi e 500milioni di euro, classificando la Sardegna al
quart’ultimo posto in Italia tra le regioni esportatrici.

Sono questi i dati sull’Isola relativi alla graduatoria dell’export
regionale, rielaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese
Sardegna, contenuti nell’indagine del Centro studi
Tagliacarne/Unioncamere, diffusa in occasione dell’incontro “Il
digitale a supporto dell’export”.

“I numeri assoluti, e in percentuale, delle aziende sarde che hanno
intrapreso la via dell’export sono veramente esigui e ci posizionano
in fondo alla classifica – commenta la Presidente di Confartigianato
Imprese Sardegna, Maria Amelia Lai – per questo è necessario che il
sistema imprenditoriale e le Istituzioni lavorino insieme per  far
crescere sia le i numeri delle realtà che vogliono puntare sui mercati
esteri e accrescere il proprio giro d’affari”. “Per far ciò, occorre
individuare nuove strategie, e nuove linee di sostegno per supportare
la Sardegna che produce e che ha necessità di nuovi orizzonti–
continua la Presidente – perché non è più sufficiente che l’Isola
abbia solo ottime produzioni e pochi sbocchi: mai come ora è
necessario cercare e trovare gli acquirenti attraverso nuove
iniziative e nuovi programmi di internazionalizzazione”. “Proseguire
questi processi di crescita e difendere il valore del Made in Sardegna
– prosegue la Lai – è il binomio per sostenere le MPI isolane. In un
mondo in cui i rischi aumentano è fondamentale non arrendersi e andare
a intercettare la crescita, continuando a investire su ciò che da
sempre sappiamo fare bene: esportare e internazionalizzarci. Noi siamo
pronti a fare la nostra parte al fianco delle imprese, soprattutto le
più piccole”.

“Le attività imprenditoriali hanno sempre più “fame” di iniziative
sull’export – sottolinea il Segretario Regionale, Daniele Serra – e
quindi è da apprezzare lo sforzo che ogni singola azienda sta facendo
anche sul fronte della formazione. Per affacciarsi sui mercati esteri,
infatti occorrono competenze che non tutte le realtà hanno. Speriamo
che, passato questo brutto momento di emergenza, con la Regione si
possano riprogrammare le attività formative e proporre nuovi bandi
sull’internazionalizzazione”.

Tra le imprese esportatrici troviamo sia quelle produttrici di
prodotti derivati dalla raffinazione del greggio, quelle
dell’industria pesante, della caseificazione ma anche le piccole e
medie imprese.

Sono proprio queste ultime che, solo pochi mesi fa fecero brillare
l’export delle PMI della Sardegna; infatti, nel primo semestre 2021,
registrarono la miglior performance di crescita tra tutte le regioni
italiane, superiore anche a quella di Lombardia e Veneto. Con un
controvalore di 331 milioni di euro di beni piazzati all’estero e una
crescita del +41,7% sul 2020 e del 62,2% sul 2019, la nostra regione
risultò, tra gennaio e giugno di quest’anno, la prima in Italia per
incremento delle esportazioni prodotti dalle piccole imprese. Tra le
categorie di beni che fecero registrare un maggior incremento di
vendita rispetto al 2019, ci furono i prodotti metalliferi (+108%) per
un controvalore di vendita di 234 milioni di euro e gli alimentari
(+14,5%) e un controvalore di 77 milioni di euro. Al contrario, tra i
settori in calo, furono i mobili (-43% rispetto al 2019) e il legno
(-25%).

Tra le province, sempre nel primo trimestre 2021, e sempre realizzati
dalle piccole e medie attività produttive, su Cagliari hanno varcato
il mare prodotti per un valore di 172milioni (11 di prodotti
alimentari e 156 di prodotti metalliferi), con un incremento del +37%
rispetto al 2020 e del 65% rispetto al 2019. Dal Sud Sardegna sono
partiti 65 milioni di euro di prodotti (56 metallo e 5 alimentari) con
incremento del 46% sul 2020 e 143% sul 2019. Dal Nord Sardegna sono
partiti 54 milioni di euro di beni (40milioni di alimentari e 9 di
prodotti del legno) con +49% sul 2020 e +7% sul 2019. Da Nuoro sono
stati piazzati 23milioni di euro di beni (17 metalliferi e 4
alimentari) con un +72% sul 2020 e + 144% sul 2019. Chiude Oristano
con 17 milioni di beni piazzati, la quasi totalità sono prodotti
alimentari, con un incremento del 18% sul 2020 e 20% sul 2019.

La graduatoria Centro studi Tagliacarne/Unioncamere dice anche come
Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna siano le regine dell’export
italiano: vantano infatti più della metà delle imprese esportatrici
tricolore e complessivamente il valore delle loro vendite all’estero è
pari al 55% del totale Italia. Solo la Campania, tra le regioni
meridionali, tallona il gruppo di testa guidato dal Nord e dal Centro,
andando a posizionarsi al 6° per numero di imprese esportatrici e
all’8° per valore delle vendite estere.

Va alla Lombardia anche il primato per maggior numero di imprese che
esportano: 37.740, pari al 30,6% del totale nazionale. A seguire il
Veneto con oltre 16 mila aziende (13,1%) e l’Emilia Romagna con più 12
mila (10%). In termini di valore di merce esportata, alle spalle della
Lombardia (con più di 65,7 miliardi di euro nel primo semestre 2021,
pari al 26,6% del totale nazionale), l’Emilia Romagna (con 35,2
miliardi; 14,3%) “ruba” il posto al Veneto (33,9 miliardi; 13,8%). Il
minor numero di imprese che vendono all’estero si trova invece in
Valle d’Aosta, Molise e la Basilicata, mentre in termini di valore
dell’export l’ultimo posto è occupato dalla Calabria, preceduta dalla
Valle d’Aosta, dal Molise e, al quart’ultimo posto, dalla Sardegna.

Considerando invece l’incidenza delle imprese esportatrici sul totale
regionale la classifica cambia leggermente: ai primi posti si
collocano comunque Lombardia (4,8%) e Veneto (4,3%), seguite però
dalla Toscana (3,9%) e dalle Marche (3,6%).

WWW.CONFARTIGIANATOSARDEGNA.IT

Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna




CONFARTIGIANATO IMPRESE SARDEGNA-08-10-2021-LINEA VERDE START – DOMANI SU RAI 1 IL VALORE ARTIGIANO

A ‘Linea Verde Start’
Rai 1 e Confartigianato in viaggio nell’Italia del valore artigiano.
Si parte domani, sabato 9 ottobre, alle 12 su Rai 1

Domani, sabato 9 ottobre, alle ore 12, su Rai 1 debutta ‘Linea Verde
Start’ e per quattro settimane, ogni sabato, accompagnerà i
telespettatori nelle aziende a valore artigiano, li guiderà nei luoghi
dove gli imprenditori creano benessere economico e coesione sociale,
racconterà le loro storie e l’impegno di Confartigianato al loro
fianco.

Per la prima volta e in esclusiva con Confartigianato, Rai 1 dedica
uno dei suoi programmi di punta alle piccole imprese che fanno grande
il nostro Paese.

E’ un viaggio nell’Italia del valore artigiano, condotto da Federico
Quaranta, che in ogni regione italiana mostrerà di cosa sono capaci i
nostri imprenditori.

Insieme ai rappresentanti di Confartigianato, Linea Verde Start
entrerà nelle aziende e ascolterà le testimonianze degli imprenditori
che usano testa, mani, cuore ma anche tecnologie e competenze digitali
per creare pezzi unici e capolavori di ingegno.

“In ogni territorio – spiega il Presidente Nazionale di
Confartigianato Marco Granelli – faremo conoscere al pubblico
televisivo i prodotti ‘a valore artigiano’, tanti, diversi tra loro,
ma tutti belli, ben fatti, sostenibili, frutto di passione,
creatività, tradizioni e grandi innovazioni. Scopriremo insieme perché
l’Italia è il Paese più bello del mondo. Anche perché è fatto di
milioni di artigiani e di piccoli imprenditori, innamorati del loro
lavoro, della loro terra, profondamente radicati nelle comunità e,
contemporaneamente, capaci di conquistare i mercati di tutto il mondo.
Confartigianato è da sempre al loro fianco, orgogliosa di
rappresentarli anche in questa esclusiva collaborazione con Rai 1, e
di costruire, insieme a loro, un pezzo del futuro dell’Italia”.

Il filo conduttore delle puntate di Linea Verde Start sarà dunque il
‘valore artigiano’ declinato nelle molteplici espressioni dei
territori e nei numerosi settori di attività d’impresa.

Il viaggio di Linea Verde Start inizia, il 9 ottobre, in Piemonte,
alla scoperta del patrimonio di saperi e sapori artigiani che trova
nella cultura del cibo e nella produzione agroalimentare una delle
manifestazioni più raffinate e pregevoli a livello mondiale.

Continua nella puntata del 23 ottobre in Lombardia dove il saper fare
artigiano crea opportunità di lavoro per i giovani, dove le competenze
si trasmettono di padre in figlio per arricchire l’esperienza
accumulata con le innovazioni indispensabili imposte dal mercato. E
dove il valore artigiano diventa anche elemento attrattivo per le
nuove forme di turismo esperienziale.

Il 30 ottobre sarà la volta dell’Emilia Romagna per incontrare
imprenditori artefici dell’affermazione della manifattura made in
Italy nel mondo e dove il valore artigiano è alla base
dell’innovazione tecnologica espressa dalle piccole imprese italiane.

Il 6 novembre Linea Verde Start arriverà in Puglia per scoprire il
recupero di antiche tradizioni produttive in chiave innovativa e
sostenibile e la capacità di conquistare i mercati internazionali
valorizzando le materie prime autoctone.

Gli imprenditori di Confartigianato continueranno ad essere
protagonisti di Linea Verde Start nell’edizione 2022 del programma:
nuove puntate, nuove storie di imprese e di territori in un itinerario
che toccherà altre regioni dell’Italia, sempre all’insegna del valore
artigiano.

Buon viaggio!

—————–
Federico Marini
Responsabile Ufficio Stampa, Media Territoriali, Relazioni Esterne,




CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–20-05-21–DOSSIER IMPRESE SARDEGNA POST COVID

DOSSIER IMPRESE SARDEGNA POST COVID – L’Isola vuole agganciare il
treno della ripartenza. L’analisi di Confartigianato Sardegna sui
fattori che possono impedire o favorire una rapida ripresa post
Covid-19. Matzutzi e Serra (Confartigianato Sardegna): “Lavorare per
cancellare i mali endemici dell’Isola. Dal Recovery le opportunità di
crescita”.

Quello della “ripartenza” è un treno che la Sardegna delle imprese
tenta di agganciare. Anche se appena partito, il “convoglio sardo” si
porta dietro, inevitabilmente, i mali endemici dell’isola come la
penuria di lavoro, la scarsa digitalizzazione della Pubblica
Amministrazione, la lenta transizione green e lo “scollamento” tra le
aree densamente abitate e le zone periferiche e montane e la
burocrazia che colpisce pesantemente tutta l’Italia. Difficoltà certo,
ma anche opportunità legate al recovery, all’export, alla transizione
digitale delle attività produttive e alla tutela dell’ambiente.

E’ questo ciò che emerge dal FOCUS SARDEGNA “Prove di ripresa. Terza
ondata e prospettive post pandemia per imprese e territori”, analisi
periodica di Confartigianato Imprese Sardegna sull’attuale situazione
del sistema imprenditoriale isolano.

“La ripresa della Sardegna, è ormai opinione condivisa, sarà
condizionata dall’andamento del piano vaccinale – commentano Antonio
Matzutzi e Daniele Serra, Presidente e Segretario di Confartigianato
Imprese Sardegna – accelerare il passo è un primo elemento
indispensabile per far fronte alle diverse conseguenze negative
derivanti dallo shock pandemico che si è riverberato su famiglie e
imprese, aggravando la condizione generale del contesto economico e
sociale”. “Non va tuttavia dimenticato che la ripartenza, italiana e
dell’Isola – continuano Presidente e Segretario – sarà condizionata
anche da altri fattori meno legati al contesto contingente e invece
già “endemici” prima dell’avvento della pandemia, che rischiano di
condizionarla negativamente”.

Tra i punti negativi più pesanti, vi è il mercato del lavoro che
sconta l’effetto-Covid con una perdita nel 2020 di 24 mila posti di
lavoro in Sardegna, pari ad una contrazione del 4,3%, calo
dell’occupazione più accentuato rilevato tra le regioni italiane.

Tra le categorie più colpite le donne e i giovani, già contraddistinte
da situazioni di svantaggio pre pandemia poiché nella gran parte dei
casi ricoprono posizioni di lavoro meno tutelate e spesso in settori
più esposti alle crisi. L’occupazione femminile in Sardegna perde 15
mila unità pari al -5,9% (calo superiore al -2,5% nazionale, che
posiziona 20^ la nostra regione nel rank nazionale) e quella giovanile
– 15-34 anni – perde 11 mila unità pari al -9,1% (calo > al -5,1%
nazionale, che posiziona 19^ la nostra regione nel rank nazionale).

Il dato dei lavoratori indipendenti, nel 2020 nella nostra regione
risulta in crescita del 7,1%, in controtendenza rispetto alla dinamica
nazionale in riduzione del 2,9%. A determinare la peggior performance
occupazionale è la dinamica degli occupati dipendenti che hanno
registrato un calo del -8,5%, equivalente a 38 mila unità in meno,
flessione trainata dalla contrazione degli occupati dipendenti a tempo
determinato (-29 mila unità, pari al -27,8%).

Nei primi mesi del 2021 il dato riferito alle attivazioni nette ogni
100 dipendenti, che fornisce una misura della variazione dei posti di
lavoro alle dipendenze è negativo e pari al -2,2%, posizionando la
Sardegna al 14° posto nel ranking nazionale. Rispetto alle assunzioni
preventivate nel trimestre di marzo-maggio 2021 per numero di
dipendenti la nostra regione si posiziona invece a inizio classifica
(6° posto) con un valore pari a 9,5 assunzioni ogni 100 dipendenti,
superiore al valore medio nazionale di 7,4 assunzioni ogni 100
dipendenti.

A livello provinciale osserviamo una riduzione maggiore del tasso di
occupazione (15-64 anni) nel territorio di Sassari (-5,7 punti) e una
crescita più ampia del tasso di inattività sempre nello stesso
territorio (+5,5 punti). Lo stesso vale per il segmento giovanile,
15-29 anni, per cui si osserva un calo del tasso di occupazione più
ampio a Sassari (-5,3 punti) e un aumento di quello di inattività a
Nuoro (+6,1 punti).

“Il percorso di transizione, cambiamento e mutazione è fondamentale –
continuano Matzutzi e Serra – occorre puntare a obiettivi precisi per
recuperare il tempo perduto a causa della pandemia e per rimuovere i
molteplici ostacoli già presenti precedentemente allo scoppio della
crisi odierna: la scarsa digitalizzazione della Pubblica
amministrazione, i ritardi dei pagamenti della PA, l’eccessiva
burocrazia fiscale misurabile a livello nazionale. Dobbiamo impegnarci
affinché questi “mali” vengano cancellati o, quanto meno, attenuati.
Molti di questi problemi potrebbero essere sorpassati grazie
all’azione del Recovery Fund”. Per Confartigianato Sardegna, appare,
quindi, fondamentale puntare sulle competenze anche per attivare il
percorso di digitalizzazione del sistema amministrativo.

Infatti, tra gli altri fattori che pongono più a rischio una veloce
ripresa, vi è la scarsa digitalizzazione della P.A. – in Sardegna il
78,2% dei comuni non offre almeno un servizio per i cittadini
interamente in modalità online; i ritardi dei pagamenti della P.A.,
con il 27,9% dei comuni che pagano le fatture oltre il limite di legge
dei 30 giorni. A questi due dati sardi si aggiunge l’eccessiva
burocrazia fiscale misurabile a livello nazionale e che vede l’Italia
occupare il 128° posto nel mondo e l’ultimo in Europa per complessità
e tempi necessari alle imprese per pagare le imposte; e la durata
insostenibile dei procedimenti civili – nel nostro Paese per risolvere
una disputa commerciale servono 1.120 giorni, tempi dilatati che ci
collocano al 122° posto nel mondo e al terz’ultimo nell’Unione
europea.

VERSO UN’ECONOMIA PIU’ RISPETTOSA DELL’AMBIENTE

Il percorso di transizione, cambiamento e mutazione punta a obiettivi
precisi per recuperare il tempo perduto a causa della pandemia e per
rimuovere i molteplici ostacoli già presenti precedentemente allo
scoppio della crisi odierna.

Tra gli obiettivi di ripresa figura la transizione green, che sottende
la volontà di rendere l’economia più rispettosa dell’ambiente.

Per arrivare a ciò è necessario oggi, e sarà necessario in futuro,
agire su più fronti: dalla tutela della risorsa idrica (è pari al
48,8% la quota di reti di distribuzioni d’acqua efficienti, valore che
posiziona la Sardegna 18^ nel rank nazionale e inferiore al 58% medio
nazionale), al rafforzamento del mix energetico, orientandolo in modo
più insistente verso le rinnovabili (è pari al 34,2% la quota di
energia da fonti rinnovabili sul totale dei consumi interni lordi,
valore che posiziona la Sardegna 12^ nel ranking nazionale ed in linea
con il valore medio nazionale del 34,3%) fino all’efficientamento
degli edifici esistenti da un punto di vista energetico (l’ammontare
dell’investimento pro capite incentivato da ecobonus è di 27,2
euro/abitante, valore che posiziona la Sardegna al 16° posto nel
ranking nazionale e inferiore ai 57,7 euro/abitante della media
nazionale).

Il compimento del percorso di transizione verde è possibile solo se
verrà coinvolto anche il tessuto produttivo. Ad oggi le imprese che
hanno portato avanti azioni concrete a favore della sostenibilità
ambientale – riduzione utilizzo risorsa idrica e di produzione di
rifiuti, riciclo, uso materie prime seconde, etc.- e investimenti per
ridurre l’impatto dell’attività di impresa sull’ambiente sono il 71,1%
del totale e il 71,0% delle MPI, valori che posizionano la nostra
regione 2^ nella classifica nazionale, trainata dall’ampia quota di
imprese pro green rilevata per la realtà di Sassari e di Cagliari.

Per una reale capacità del sistema di raggiungere l’obiettivo della
sostenibilità è importante puntare anche sul capitale umano ricercando
personale con competenze green – dalla semplice attitudine
/sensibilità fino alla ricerca di green job, cioè di figure
professionali in grado di attivare azioni di cambiamento invasive per
incrementare il livello di sostenibilità delle imprese – ad oggi alle
figure previste in entrata viene richiesta tale competenza, dal
livello più basso a quello più elevato, all’81,0%. Nel 45,1% dei casi
vengono ricercate figure dotate di competenze green di alto livello,
in quanto di fondamentale necessità per lo svolgimento del lavoro.
Tale quota posiziona la Sardegna 6^ nella classifica nazionale, per
maggior peso sul totale entrate sui nuovi ingressi programmati dalle
imprese per cui sono richieste competenze e professionalità legate
alla sfera della sostenibilità dando conferma della maggior attenzione
che il tessuto produttivo rivolge all’ambiente e alla sua
salvaguardia.

DIGITALIZZAZIONE DIFFUSA

Per una reale modernizzazione dell’economia, che mette al centro
processi di conoscenza, affinché questo percorso di ripresa sia anche
a vantaggio delle generazioni future diventa importante puntare la
direzione del cambiamento anche verso scuola, istruzione, formazione e
competenze. Sul fronte della formazione, sempre più centrale diviene
la formazione continua per rispondere ad esigenze in costante
mutazione a causa di un mercato e di un modo di fare impresa in
evoluzione: in Sardegna la quota di persone di 25-64 anni che hanno
partecipato alla formazione continua si attesta al 8,5%, valore in
linea a quello nazionale (8,1%) che posiziona la nostra regione nel
ranking nazionale al 13° posto.

“Come già ribadito – rimarcano Matzutzi e Serra – per cambiare non
bisogna tralasciare la componente del capitale umano. Affinché avvenga
la transizione digitale ricoprono un ruolo rilevante le competenze
digitali elevate: ad oggi nella nostra regione ne sono in possesso il
23% delle persone tra i 16 e i 74 anni, valore che posiziona il
territorio sardo in 11^ posizione nella classifica nazionale”.

Il Covid-19 ha ulteriormente velocizzato il cambiamento dei modelli di
business e di organizzazione del lavoro, soprattutto per un massivo
aumento degli investimenti delle imprese in questi ambiti. La quota di
imprese che ha effettuato nell’anno della pandemia almeno un
investimento in ambito tecnologico si attesta al 62,2%, superiore di
13,6 punti rispetto alla quota rilevata nel periodo pre pandemia
(2015-2019), aumento più ampio rilevato tra le regioni italiane. Come
per la buona riuscita della transizione green, diviene fondamentale
puntare sulle competenze anche per attivare il percorso di
digitalizzazione del sistema. Crescente è la richiesta di e-skill di
alto livello da parte delle MPI sarde. Nel 2020 sono richieste dalle
MPI al 14,7% delle figure professionali previste in entrata competenze
digitali di livello elevato (valore che posiziona la Sardegna ultima
nella classifica regionale), al 14,3% competenze alte in ambito
informatico e matematico (valore che posiziona l’Isola al terz’ultimo
posto nella classifica regionale) e al 9,7% capacità di utilizzo di
tecnologie 4.0 (valore che posiziona la Sardegna 13^ nella classifica
regionale).

VERSO UNA RIPRESA DEL COMMERCIO ESTERO

Per una reale riuscita della ripartenza diventa fondamentale mettere
in campo azioni di rafforzamento del made in Italy. Questo è
necessario per lo più dopo l’anno pandemico che ha messo sotto stress
il commercio mondiale. La Sardegna nel 2020 ha registrato un calo a
doppia cifra dell’export di prodotti manifatturieri (-42,5%). Tale
riduzione si riduce al -11% per l’export di manufatti al netto dei
prodotti petroliferi. Al contrario per l’export di micro piccola
impresa – alimentari, moda, mobili, legno, metalli e altra manifattura
– segna una crescita del +13,1%, trainato dalla buona performance
delle vendite oltre confine nazionali dei metalli (+33,5%).

ARTIGIANATO E MPI FATTORE DI COESIONE NELLE AREE INTERNE E MONTANE

L’aggancio alla ripresa avverrà solo se non resterà indietro nessuno.
Il sistema di ripresa prevede infatti di mettere in campo azioni di
rigenerazione e recupero delle aree interne e delle aree periferiche
del Paese. In queste aree si rileva una presenza diffusa di
artigianato e MPI che svolgono un ruolo di coesione economica e
sociale rilevante per la comunità di quelle aree. In Sardegna nelle
aree montane la micro piccola impresa occupa il 97% degli addetti
delle imprese del tessuto produttivo dell’area (incidenza 15 punti più
elevata di quella complessiva pari all’82,0%); l’artigianato occupa
più di 1 addetto su 4 (26,5%) nelle aree interne, valore superiore di
5,9 punti rispetto al 20,6% totale.

Fondamentale trainare nella ripresa anche queste aree che oggi spesso
scontano diversi svantaggi competitivi, tra cui: un inferiore livello
di produttività – il valore aggiunto per addetto nelle aree montane
raggiunge un valore di 24 mila euro per addetto, del 27,7% più basso
rispetto ai 34 mila euro per addetto calcolati a livello complessivo;
minor quota di famiglie connesse in banda ultra larga a velocità
elevate (30,9% aree interne vs 53,8% totale).

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Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna




Ripartenza, Confesercenti: “Portiamo le Imprese fuori dalla pandemia”

A poco più di un anno dal lock down totale che ha investito il Paese, mentre col fiato sospeso attendiamo attoniti una seria presa di posizione della politica regionale, per condurre in modo dignitoso la campagna di vaccinazione, il sistema economico, allo stremo, rischia di collassare. Non è esclusa nessuna categoria, ma le filiere legate al turismo al commercio e ai servizi, sono quelle più colpite. Insieme alla sanità, ridotta ai minimi termini negli ultimi trent’anni, sono le partite Iva che pagano il prezzo più alto. Un sistema, iniquo e a tratti paradossale di colorazioni e restrizioni, che variano repentinamente in base ad algoritmi incomprensibili, ha messo in ginocchio settori come bar e ristorazione.
Si tratta, quasi sempre, di piccole imprese, spesso familiari, che con i propri collaboratori rappresentano l’ossatura del sistema economico del nostro territorio e in questo tragico momento della storia, dovrebbero occupare il primo posto nell’agenda della politica.
Per porre maggiore attenzione sulle problematiche e le necessità di imprese e lavoratori, Confesercenti, nei prossimi giorni, metterà in campo una campagna di sensibilizzazione denominata “Portiamo le Imprese fuori dalla pandemia”, orientata a focalizzare alcuni punti essenziali utili per la ripartenza, a partire dal piano vaccinazione, dagli aiuti alle imprese, al coinvolgimento della destinazione dei fondi comunitari.
Confesercenti Provinciale, in linea con la struttura nazionale, sarà in campo nel territorio per fare il punto sulle drammatiche condizioni del comparto, per coinvolgere maggiormente le proprie imprese e per mettere attenzione su alcuni punti essenziali dell’area del Nord Sardegna. Il Presidente Provinciale, Giuseppe Boccia, dopo una serie di incontri sul territorio sottolinea, alcuni punti di interesse generale che il Direttivo, terrà sotto osservazione, perché ritenuti di vitale importanza:

  • è necessaria e imprescindibile l’adozione di una Politica di Destinazione che sappia capitalizzare gli sforzi che il rinnovato management di Sogeaal, ha messo in campo per la Summer 2021. Dall’avvento di F2i nella gestione dell’aeroporto di Alghero, si registra la chiusura in utile del bilancio 2019 ( ultimo bilancio pre- pandemia ), la salvaguardia, per quanto possibile dei livelli occupazionali e contemporaneamente un reciproco riconoscimento nei rapporti sindacali. In questo contesto apprezziamo il rilancio del rapporto con Ryanair e il consolidamento delle relazioni con le altre compagnie, Easyjet e Wizzair in particolare, che ha prodotto l’incremento di ulteriori 12 collegamenti rispetto alla stagione passata. Allo stesso tempo non possiamo astenerci dall’esprimere la nostra vicinanza alle lavoratrici e lavoratori della Aeroporto che attendono come tutti i collaboratori dei nostri comparti, un rapido ritorno alla normalità.
  • altro punto di interesse, in cui mettere grande attenzione, sarà il rinnovato assetto istituzionale che ha istituito l’Area Metropolitana di Sassari. Questa novità, impone una seria riflessione sulla futura Governance del Nord Ovest, che deve, inevitabilmente, adottare sistemi di coinvolgimento che mettano in un rapporto paritario città capofila comuni e imprese del territorio.
    In questo contesto riteniamo utile uno sforzo da parte di tutti gli attori istituzionali e corpi intermedi del territorio, affinché le imprese possano essere affiancate concretamente, con ogni mezzo a disposizione, per affrontare le difficoltà derivanti da un mercato in continua evoluzione, fortemente instabile e facilmente condizionabile. Allo stesso tempo, sarà necessario un maggior intervento informativo e formativo, per poter cogliere le opportunità che questo mercato sicuramente ci presenterà.
    In particolare, la lente sarà puntata sulle numerose opportunità, anche di carattere economico, che saranno messe a regime per la ripartenza da istituzioni locali, regionali, nazionali ed Europee. Tali opportunità, necessitano di un coinvolgimento “dal basso” per poter sfruttare al massimo le potenzialità degli interventi e per non incorrere nel rischio dell’ennesima occasione sprecata.
    Confesercenti Provinciale, continua il percorso di affiancamento alle imprese sul territorio, anche grazie al coinvolgimento più ampio della prossima dirigenza che presto sarà rinnovata. Essa sarà orientata a superare con spirito di servizio la terribile congiuntura, ponendosi tra i vari obiettivi, quello di stimolare una serie di riflessioni, affinchè istituzioni, infrastrutture e imprese affrontino con dinamismo e rinnovata fiducia l’impegnativa sfida della ripartenza.



ENTRATE COMUNALI : INTERVENTO A FAVORE DI FAMIGLIE E IMPRESE – MODIFICA AL REGOLAMENTO PER CONTRASTARE GLI EFFETTI DELLA CRISI

Alghero, 2 aprile 2021– Il Consiglio Comunale interviene con decisione per dare risposte a cittadini e imprese che stanno subendo i pesanti effetti della pandemia sull’economia e sulle famiglie. Si traduce così la modifica al regolamento generale delle entrate comunali approvata oggi: aumenta a fino a 120 delle rate anziché le attuali 72 per le somme dovute sui tributi comunali, in linea con quanto anche l’agenzia delle riscossioni sta facendo, accordando, peraltro, il beneficio della rateizzazione anche a soggetti precedentemente decaduti dall’agevolazione. E inoltre, garanzia fideiussoria non necessaria per chi chiede la rateizzazione. Per i casi di comprovato peggioramento della situazione di difficoltà, la dilazione concessa può essere prorogata, per un ulteriore periodo e fino ad un massimo di ulteriori 48 rate mensili, a condizione che non sia intervenuta decadenza. Per gli importi del debito a partire dai 20.000 euro, la proroga della dilazione potrà essere concessa previa presentazione di un piano di rientro redatto da un professionista corredato da garanzia. E ancora, nessuna erogazione di sanzioni nel caso di accertamento tributario in cui c’è incertezza sull’applicazione tributaria. In questo caso, ovvero di applicazione controversa, viene pagato solo l’importo dell’imposta. Modifica anche per la definizione dei versamenti in caso dilazione dei pagamenti: in caso di mancato pagamento, dopo sollecito, la decadenza dai benefici avviene dopo 6 rate anche non consecutive ( al posto di due ) e nell’arco di dodici mesi ( al posto di sei ).   La pandemia ha acuito le difficoltà economiche, e il regolamento così deliberato è frutto di proposte da parte dei gruppi di maggioranza ( Forza Italia, Fdi, Gruppo Misto, Udc, Noi con Alghero ) e dei gruppi di opposizione, che hanno integrato la proposta della Giunta all’ordine del giorno, mirata a sostenere i comparti produttivi cittadini in sempre più evidente crisi. “Abbiamo fatto quanto  possibile per andare incontro alle imprese e alle famiglie in questo momento di grande difficoltà, tenendo comunque presente il dovere di tenere in equilibrio i conti pubblici e l’erogazione dei servizi ai cittadini. C’è stata una grande unità di intenti per il raggiungimento di questo obbiettivo che va sicuramente evidenziata e che dimostra quanto sia di estrema urgenza intervenire in questo momento di difficoltà”, spiega il Sindaco Mario Conoci.  Unanimità per la gran parte delle proposte prevenute, una sintesi che mette in campo quanto di più favorevole nei confronti della città. “L’obbiettivo era quello di dare il massimo per intervenire con forza attraverso misure di contenimento della crisi, con la più ampia condivisione. Con questo intervento abbiamo messo tutti nelle condizioni di pagare le tasse, in correlazione al momento, cercando di tutelare imprese e fasce più deboli della popolazione, salvaguardando i conti pubblici”, specifica l’Assessore alle Finanze Giovanna Caria.