Quando l’incanto cancella le distanze: il soffio della Costa Smeralda strega Cagliari.

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Ci sono sere in cui il tempo sembra fermarsi, sospeso su un filo di pura emozione. Sere in cui l’aria si fa densa di storie che profumano di mare, di granito e di sogni così grandi da sembrare leggende. Sabato la sala era un mare umano: oltre duecento cuori stipati, lo spazio che diventava improvvisamente troppo piccolo per contenere l’attesa. Cagliari ha vissuto una notte storica, accogliendo per la primissima volta un racconto che per decenni è rimasto confinato tra le rocce della Gallura.

A compiere questo prodigio, a tessere questo ponte invisibile fatto di orgoglio e memoria, è stata un’alchimia perfetta di destini: la visione ostinata dell’associazione Isolarte di Cagliari, penna, taccuino e microfono guidati dal cuore di Fausto Farinelli e i ventinove protagonisti che, attraverso le pagine del libro, hanno prestato i loro ricordi e le loro anime a questa notte magica. Insieme, come in un antico coro sardo, hanno squarciato il velo dei vecchi campanilismi, regalando alla città un’emozione pura in cui il Capo di Sotto e il Capo di Sopra si sono finalmente fusi in un unico, grande abbraccio.

Un libro scritto con l’anima, nato dal grembo dell’isola

Il battito profondo della serata è stato il libro di Fausto Farinelli. Un’opera che, come è stato sussurrato sul palco, non è nata da freddi archivi, ma è stata scritta “con il cuore e con la testa”. C’era una magia sottile nel vedere un uomo della costa nord-ovest, farsi custode e narratore dei segreti più intimi della Costa Smeralda.

Davanti agli occhi lucidi del pubblico è svanito, una volta per tutte, il vecchio dogma che voleva quel paradiso come un corpo estraneo alla Sardegna. Attraverso immagini d’epoca dal sapore ancestrale e parole che graffiavano l’anima, è emersa la verità più dolce: la Costa Smeralda non è stata calata dall’alto, ma è nata dal grembo stesso dell’isola. Gli archi di Porto Cervo respirano la stessa aria di Casa Guiso a Orosei; le ville parlano la lingua delle ricamatrici di Samugheo e dei falegnami che rubavano i segreti al legno, saziando i desideri di un Principe visionario.

Le voci dei giganti: echi di un’era mitica

Il momento più alto, quello in cui la commozione ha bagnato gli sguardi dei presenti, è arrivato quando il palco si è popolato dei giganti che quel sogno lo hanno vissuto e plasmato con le proprie mani.

  • L’eco da Roma: La voce di Giancarlo Busiri Vici, 93 anni di lucida poesia, è arrivata via “etere” come un sussurro da un’epoca mitica. Ha parlato degli inizi “eroici”, di quel “timore reverenziale” provato davanti a una natura troppo bella per essere toccata, confessando che gli architetti, prima di tutto, si sentivano i custodi sacri di quella terra incontaminata.
  • Il tocco umano del Principe: Antonello Verona e Vincenzo Frigo hanno dipinto il ritratto intimo di Karim Aga Khan. Non un sovrano distante, ma un uomo che ascoltava il vento, che battezzava i figli dei pastori e che ha regalato ai sardi un destino internazionale, trasformando ragazzi dell’isola in comandanti di navi e piloti d’aereo.
  • Una splendida, fiera malinconia: L’architetto Enzo Satta, la mente dietro il grandioso Masterplan, ha toccato le corde più profonde del rimpianto. Ha rievocato l’ambizione di un progetto venticinquennale che avrebbe dato pane e futuro a migliaia di famiglie nel segno del rispetto assoluto dell’ambiente, scontratosi poi contro i “ni” sordi della politica. Una ferita ancora aperta, ma fiera.

Un’eredità che vibra nel buio

La serata si è tinta dei colori dello sport e della speranza, ricordando l’epopea di Azzurra che faceva battere i cuori dell’Italia intera e l’impegno odierno della fondazione One Ocean, nata per sussurrare al mondo che il nostro mare va protetto, amato, salvato.

L’applauso finale, scrosciato come un’onda di maestrale tra le mura della sala di Cagliari, è stato l’abbraccio di un’intera isola che si riconosce unita, finalmente libera da barriere geografiche. Una notte magica in cui Porto Cervo non è stata più un’enclave d’élite, ma un pezzo d’anima della Sardegna intera.

E mentre le luci si spegnevano, una domanda è rimasta sospesa nell’aria, bellissima e terribile, a far tremare i pensieri dei presenti:

Se nel 1960, tra quelle rocce scolpite dal vento, non fosse arrivato lo sguardo innamorato e illuminato di Karim Aga Khan, ma il cemento cieco di un qualunque speculatore… noi, oggi, quale Sardegna staremmo piangendo?




L’incanto di “Les Étoiles” ammalia il pubblico di Sassari

Grande successo al Comunale per il gala internazionale di fine anno firmato Daniele Cipriani per “Corpi in Movimento”

L’auspicio e l’invito di Anbeta Toromani: “Torniamo a vivere la danza a teatro”

SASSARI. «Torniamo nei teatri, torniamo nelle sale per vedere la danza e qualsiasi forma d’arte, poiché c’è bisogno di bellezza e di viverla dal vivo». Più che un invito, un auspicio di fine anno lanciato da Anbeta Toromani alla fine del grandioso spettacolo “Les Étoiles”, di cui è stata protagonista il 30 dicembre, al Teatro Comunale di Sassari, assieme ad altre stelle del balletto internazionale per la serata conclusiva del festival “Corpi in movimento 2025”.

Assieme al compagno Alessandro Macario, Toromani ha interpretato “Invincible grace” di Ivanenko e “Romeo e Giulietta” di Amodio tra applausi scroscianti. «Eseguire quest’ultimocapolavoro tutto italiano è stato un privilegio e un onore. Essere una coppia anche nella vita ci ha permesso di entrare nel ruolo più facilmente, portando in scena più sinergia e più complicità».

Volto celebre della seconda edizione di “Amici” di Maria De Filippi, Anbeta è stata prima ballerina in numerosi teatri internazionali e italiani, dal Teatro nazionale di Tirana al San Carlo di Napoli, dal Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo al Sferisterio di Macerata: «Ho fatto di tutto per divulgare il più possibile la danza classica – ha affermato – “Amici” ha certamente contribuito a riavvicinare i giovani all’arte coreutica, ma in tv basta fare zapping per cambiare canale. Spero che quel pubblico ritorni anche al teatro, nei cinema, nelle sale, dove si sceglie di andare, dove il sipario si apre, si sentono le emozioni degli artisti, le aspettative delle persone, c’è un’energia che arriva, si scambia, è come cibarsi di cose belle».

La stessa energia che ha pervaso il Comunale di Sassari per una prestigiosa produzione Daniele Cipriani Entertainment sotto la direzione artistica di Anna Lea Antolini. Un vero omaggio all’arte tersicorea, apprezzato da un pubblico di tutte le età. Tra i passi a due più virtuosi è andata in scena la versione completa di “Le Corsaire” di Marius Pepita, con Maria Celeste Losa e Mattia Semperboni, primi ballerini alla Scala di Milano, che hanno padroneggiato una tecnica raffinata fondendo insieme energia e grazia: «Sicuramente la danza porta gioia, passione e felicità – hanno commentato i due danzatori – e pensiamo sia un ottimo modo per finire l’anno, anche per regalare dei momenti di cultura e bellezza».

A interpretare il candore del Cigno Bianco e la magnetica seduzione del Cigno Nero sono stati invece David Motta Soares dello Staatballet Berlin e Teatro Bolshoi di Mosca e Liudmila Konovalova della Wiener Staatballet, che hanno regalato al pubblico i passi più celebri de “Il Lago dei Cigni” nelle coreografie di Ivanov e Petipa sulle musiche di Čajkovskij.

L’inserimento di diversi stili ha permesso contrasti di rara intensità, passando dal rigore del tutù alla fluidità del linguaggio moderno: «Penso sia sempre molto importante portare uno stile contemporaneo, che aggiunge qualcosa di speciale a queste serate di gala», ha dichiarato Matteo Miccini, primo ballerino a Stoccarda, che si è esibito in uno spettacolare “Kiss a crow” di Goecke e quindi nel

seducente pas de deux “Daydreamers” con Diana Georgia Ionescu dello Stuttgart Ballet.

Un uso sapiente del disegno luci ha tramutato il palcoscenico in un luogo senza tempo dove, nel defilé conclusivo,tutti gli artisti hanno salutato il pubblico in un memorabile finale di serata e di anno all’insegna della bellezza. Il festival “Corpi in movimento” è organizzato da Danzeventi in collaborazione con la Regione Sardegna, la Fondazione di Sardegna, il Mic e il Comune di Sassari.