Comunicato stampa. Risultato di servizio in materia di lavoro nero e indebita percezione del reddito di cittadinanza.

GUARDIA DI FINANZA ALGHERO: INDIVIDUATI A BORDO DI IMBARCAZIONI DA DIPORTO E DA PESCA LAVORATORI IN NERO PERCETTORI DEL REDDITO DI CITTADINANZA.

Grazie all’attenta azione di monitoraggio degli uomini del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza Cagliari, dislocati nell’intera regione sarda, rivolta nei confronti delle imprese commerciali che operano sul mare, è stato possibile smascherare, su imbarcazioni da diporto e da pesca, sei lavoratori in nero occupati tranquillamente nelle mansioni di bordo, alcuni dei quali anche percettori del reddito di cittadinanza.

Sono stati i finanzieri della Sezione Operativa Navale di Alghero a portare a termine l’operazione di servizio. Grazie alle informazioni estrapolate dalle banche dati in uso al Corpo, hanno dapprima analizzato gli indici di rischio e successivamente attivato i controlli mirati nei confronti di quelle aziende che per posizione fiscale, volume d’affari e tipologia di attività risultavano avere un numero esiguo di lavoratori alle dipendenze mentre, nella realtà, operavano con più collaboratori, ovviamente in nero.

I risultati ottenuti testimoniano una casistica variegata di condotte fraudolente che interessano tanto la filiera della pesca che quella del diporto nautico.

Tre pescatori e tre operatori marittimi generici sono stati colti in flagranza senza un regolare contratto di assunzione e finanche senza aver sostenuto i preventivi esami clinici necessari per l’obbligatoria certificazione medica prima di prendere imbarco.

I datori di lavoro responsabili, con sede legale anche fuori dalla regione Sardegna, dovranno corrispondere, quale sanzione per l’impiego di lavoratori in nero, 3.600,00 euro per ogni soggetto trovato a bordo intento a svolgere le mansioni tipiche della rispettiva attività imprenditoriale. Sanzione maggiorata a 4.320,00 euro nel caso di impiego dei lavoratori risultati anche percettori del reddito di cittadinanza.

Il totale delle sanzioni accertate dai finanzieri ammonta ad oltre 23 mila euro.

I percettori del reddito di cittadinanza avranno anche conseguenze penali, poiché è scattata nei loro confronti la denuncia per non aver comunicato all’INPS la variazione della propria posizione di impiego e, di conseguenza, il rispettivo reddito personale, rischiando la reclusione da uno a tre anni, cosi come disposto dal decreto legge 4/2019.

L’attività operativa svolta nella specifica materia dai finanzieri del comparto aeronavale della Sardegna, lungo le coste ed il mare territoriale – ribadisce il Col. Alessandro Bucci – è rivolta alla tutela delle Imprese oneste che operano nel pieno rispetto delle regole nonché all’accertamento di quei comportamenti disonesti che arrecano danni sia all’Erario che alle persone realmente senza lavoro che hanno bisogno del prezioso sostegno economico da parte dello Stato.




GUARDIA DI FINANZA: SCOPERTI 9 CASI DI INDEBITA PERCEZIONE DEL REDDITO DI CITTADINANZA PER OLTRE 10 MILA EURO.

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Sassari, nel corso degli ultimi mesi, ha ulteriormente intensificato su tutto il territorio di competenza i controlli sulle cosiddette “prestazioni sociali agevolate” – ovvero sui sussidi concessi a cittadini in condizione economica e sociale svantaggiata – con particolare attenzione al reddito di cittadinanza.

Il lavoro delle Fiamme Gialle si è concretizzato in 16 controlli sulla nuova misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà scoprendo 9 persone che percepivano il sussidio senza averne diritto.

Nella maggior parte dei casi i soggetti sono stati trovati a lavorare “in nero”: è il caso di un operaio edile e di un addetto ad una discoteca ad Alghero, di un barista e una cameriera a Sassari ed in un paese dell’hinterland e di un aiuto pizzaiolo e un lavapiatti in Gallura.

In un’occasione un ragazzo era stato regolarmente assunto in un bar di Alghero ma non aveva comunicato all’INPS di aver trovato un impiego, mentre due donne a Tempio Pausania avevano “dimenticato” di informare l’Istituto di Previdenza Sociale che 3 componenti dei propri nuclei familiari avevano iniziato un’attività lavorativa.

Le posizioni irregolari sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria ed alla Direzione Provinciale INPS di Sassari competente per la revoca del beneficio e per il recupero delle somme indebitamente percepite, quantificate in oltre 10 mila euro.

Le variazioni reddituali e patrimoniali, infatti, vanno comunicate all’INPS nelle tempistiche previste dalla legge pena l’immediata revoca del sussidio con conseguente restituzione degli importi percepiti indebitamente e la denuncia all’Autorità Giudiziaria nel caso di omissione o false dichiarazioni, punite con la reclusione da uno a tre anni.

Anche i redditi provenienti da attività irregolari, come nel caso del lavoro “in nero”, una volta accertati causano la decadenza del beneficio.
I finanzieri, in tutti i casi, hanno concentrato l’attenzione sulla veridicità dei dati delle autocertificazioni presentate, vale a dire sulle informazioni che non emergono dalle verifiche automatiche delle istanze ma che possono essere scoperte solo attraverso il sistematico incrocio dei dati acquisiti nell’ambito di tutte le attività istituzionali con le banche dati in uso al Corpo.

L’azione della Guardia di Finanza continuerà costantemente in tutta la provincia a tutela del corretto impiego delle risorse pubbliche ed a garanzia di tutti i cittadini e in particolare delle fasce più bisognose.