Cinema in Sardegna, Stefano Deffenu e il suo “Ananda”: un viaggio da Sassari all’Himalaya alla ricerca di un sogno

Dall’attore protagonista di “Perfidia” una prima esperienza alla regia prodotta da “Monello Film”

L’opera sarà presentata in prima nazionale a IsReal – Festival del cinema del reale di Nuoro, dal 2 al 6 dicembre sulla piattaforma MYmovies all’interno della sezione Camineras

 

L’attore e regista sassarese Stefano Deffenu

SASSARI. Un lungo viaggio dalla Sardegna alle pendici dell’Himalaya alla riscoperta del proprio equilibrio interiore, immortalando per tre mesi ogni aspetto di questo intenso cammino spirituale e umano. Un viaggio dal quale nel 2011 scaturisce un patrimonio video-documentaristico di forte impatto emotivo, che sembra irrimediabilmente perduto al momento della ripartenza, sottratto da un bambino sparito nel nulla. Sorprendentemente, il girato ricompare tre anni dopo, all’interno di un pacco inviato da un mittente sconosciuto.

Inizia così il la storia di “Ananda”, opera prima del regista Stefano Deffenu, artista sassarese divenuto celebre al grande pubblico nel 2014 come attore protagonista di “Perfidia”, l’apprezzatissimo film diretto da Bonifacio Angius.

Il suo documentario è come un diario di viaggio autobiografico al fianco dell’amico Pierre, alla ricerca dell’antica leggenda degli Ananda, una tribù di bambini fantasma che appare e scompare lungo una strada densa di superstizione e magia.

Da Bangalore a Gokarna fino all’antico villaggio di Malana, “l’Atene dell’Himalaya” fondata dai guerrieri di Alessandro Magno, in questo vagabondare nell’India più remota lo sguardo del viaggiatore si confonde tra l’illusione e la consapevolezza di una bugia che pare più verosimile del vero.

«Il nome Ananda vuol dire felicità, beatitudine. È la mia personale ricerca di una pace interiore che forse non troverò mai – ha spiegato l’autore –. Una ricerca che non si è conclusa col mio ritorno a casa, ma è proseguita per dieci anni in un percorso sofferto e doloroso, che ha trovato la sua catarsi in una commistione di sorrisi e lacrime da un lato e musica e immagini dall’altro, e quindi divinità, saggi, antichi maestri e fantasmi. Dieci anni che non sono comunque bastati a supplire una tremenda separazione, quella di una presenza che sento sempre camminare di fianco a me».

Prodotto da Monello Film, il documentario sarà presentato in prima nazionale a IsReal, il “Festival del cinema del reale” che in questo difficile momento di pandemia si trasferirà dall’auditorium “Lilliu” di Nuoro sulla piattaforma internet MYmovies, per essere reso fruibile dal 2 al 6 dicembre al vasto pubblico del web. Ananda è stato inserito nella sezione Camineras dedicata alle opere realizzate in Sardegna oppure da autori sardi.

Appena recuperate le immagini perdute, il regista non ha trovato l’ardire di rivederle fino al 2016, quando un rinnovato entusiasmo lo ha spinto a riprenderle in mano per iniziare un nuovo percorso, durato tre anni, verso la realizzazione definitiva del film.

Nell’opera confluiscono riflessioni, punti di vista personali che commentano gli eventi di un viaggio divenuto un’avventura incredibile e carica di significato. Una sorta di romanzo di formazione vissuto fra le spiagge del sud dell’India e le pendici delle vette più alte del mondo.




Life After Oil, un ponte tra la Sardegna e l’India

Il direttore artistico Massimiliano Mazzotta in tour nelle scuole di Hyderabad con una selezione di cortometraggi del festival isolano dedicato ad ambiente e diritti umani

Radicato nell’isola, dov’è nato e si svolge dal 2014, ma con uno sguardo che si apre su tutto il pianeta. Life After Oil, festival cinematografico dedicato ad ambiente e diritti umani, ha una profonda vocazione internazionale. In Sardegna porta ogni anno film e ospiti da tutto il mondo, così come cerca di portare la Sardegna nel mondo. In quest’ottica si inserisce il tour in India del direttore artistico Massimiliano Mazzotta. Da alcuni giorni si trova in Asia, in quello che è il secondo Paese più popoloso della Terra. Ad Hyderabad, settima metropoli indiana come numero di abitanti, ha incontrato migliaia di bambini e ragazzi girando diverse scuole con una selezione di cortometraggi già passati nell’isola grazie al festival Life After Oil. «Cerchiamo – racconta Mazzotta – di aprire un ponte tra l’isola e l’India, una grande nazione in crescita. È il Paese asiatico dove parlano inglese meglio di tutti, già da bambini. Abbiamo mostrato a giovanissimi alunni una lista di film che dovevano valutare in una scheda e per l’occasione hanno anche studiato la Sardegna. Nella prima scuola che abbiamo visitato i bambini ci hanno fatto una sorpresa emozionante: regalato centinaia di disegni riguardanti l’isola. Un tour reso possibile grazie a V.V. Maheshwar Rao, consulente indiano per diversi festival».

Tra gli altri impegni di Mazzotta in India la partecipazione al Golden Triangle International Festival a Bhubaneswar e soprattutto quello al forum internazionale “Difficult dialogues” in programma a Goa dal 14 al 16 febbraio. Altra occasione per parlare della Sardegna e del concorso Life After Oil che, dopo due anni a Martis ed uno a Stintino, dal 2017 è approdato a Santa Teresa di Gallura, facendo tappa nell’ultima edizione itinerante anche a Cagliari e ad Ottana. «Voglio ringraziare – evidenzia Mazzotta – i sindaci Tiziano Lasia, di Martis, Antonio Diana, di Stintino, Franco Saba, di Ottana, Stefano Pisciottu, di Santa Teresa. E sempre per Santa Teresa che è diventata la sede principale del festival, l’assessora alla cultura e al turismo Stefania Taras. La manifestazione è cresciuta grazie a loro e al fondamentale contributo della Fondazione Sardegna Film Commission, con la direttrice Nevina Satta e tutto lo staff. Ci sostengono anche in questo viaggio in India».

L’invito a Goa è arrivato direttamente da Surina Narula, fondatrice di “Difficult dialogues”. Un forum internazionale annuale che si impegna ad esaminare questioni urgenti e di attualità nell’Asia meridionale, ma non solo. In passato, sono stati affrontati temi come la finanza globale, l’assistenza sanitaria, l’uguaglianza di genere e l’istruzione. Quest’anno, l’argomento centrale è lo Stato di diritto e la presenza di Mazzotta va inquadrata anche tenendo conto delle sue coraggiose inchieste, per le quali ha anche subito minacce e dovuto affrontare cause. Alla conferenza parteciperanno esperti, giornalisti e attivisti provenienti da diverse parti del mondo




La Sardegna in India con Life After Oil

Massimiliano Mazzotta, fondatore del festival isolano dedicato a sostenibilità ambientale e diritti umani, invitato a Goa al summit internazionale “Difficult Dialogues”

Sardegna e India unite in difesa dell’ambiente e dei diritti umani. Un legame che nasce grazie all’esperienza di Life After Oil, festival internazionale nel nome e nella vocazione ma radicato nell’isola con la quale il fondatore e direttore Massimiliano Mazzotta ha un rapporto stretto. Documentarista di origini pugliesi, in Sardegna ha girato una decina di anni fa il film-inchiesta “Oil” sulla Saras a Sarroch e poi ideato questo festival cinematografico unico nel suo genere, incentrato sul tema dell’ecologia e della sostenibilità. Un percorso del quale è stato invitato a parlare a Goa, al forum internazionale Difficult Dialogues che si svolgerà dal 14 al 16 febbraio. Un’occasione per parlare dell’isola e del concorso Life After Oil che dopo due anni a Martis e uno a Stintino dal 2017 è approdato a Santa Teresa Gallura, facendo tappa nell’ultima edizione itinerante anche a Cagliari e Ottana. Un’edizione che ha avuto tra gli ospiti Marilù Mastrogiovanni, giornalista salentina nota per le sue inchieste sulla Sacra Corona Unita, che accompagnerà Mazzotta nel viaggio in India.

L’invito arriva direttamente da Surina Narula, fondatrice di Difficult Dialogues. Un forum internazionale annuale che si impegna a esaminare questioni urgenti e di attualità nell’Asia meridionale, ma non solo. In passato sono stati affrontati temi come la finanza globale, l’assistenza sanitaria, l’uguaglianza di genere, l’istruzione. Quest’anno l’argomento centrale è lo Stato di diritto e la presenza di Mazzotta e Mastrogiovanni va inquadrata anche tenendo conto delle loro esperienze: entrambi per le loro coraggiose inchieste hanno subito minacce e cause. Alla conferenza parteciperanno esperti, giornalisti e attivisti provenienti da diverse parti del mondo.

La partecipazione a Difficult Dialogues non sarà l’unico impegno in India di Massimiliano Mazzotta. Grazie al prezioso lavoro di Marianne Borgo, attrice francese che vive in Asia e da qualche anno collabora con Life After Oil, porterà il festival sardo cresciuto molto anche grazie alla collaborazione con la Fondazione Sardegna Film Commission in diverse scuole di Hyderabad, Dhaward e Goa con una selezione di cortometraggi già proposti nell’isola. Inoltre Mazzotta terrà un workshop al festival di Pune.