Iscandula • Comunicato stampa • Venerdì 27 giugno a Escolca la presentazione del volume “Antonio Lara. Il più grande maestro di launeddas del XX secolo?”

Venerdì 27 giugno (ore 19.00) al Museo Etnografico “Casa Pillatus” di Escolca
la presentazione del volume «Antonio Lara. Il più grande maestro di launeddas del XX secolo?»,
un prezioso tassello al quarantennale lavoro di documentazione
dell’associazione Iscandula sullo strumento simbolo della musica della Sardegna.
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“Antonio Lara. Il più grande maestro di launeddas del XX secolo?”: si intitola così la nuova pubblicazione con cui Iscandula, l’associazione culturale fondata e diretta da Dante Olianas, aggiunge un ulteriore, prezioso tassello al suo quarantennale lavoro di documentazione sullo strumento simbolo della musica della Sardegna. L’opera si basa su preziosi scritti, documenti visivi e sonori nati dal fortunato incontro tra Antonio Lara (Villaputzu, 1886-1979) e Andreas Fridolin Weis Bentzon, l’antropologo danese (scomparso nel 1971, appena trentacinquenne) che tra la fine degli anni Cinquanta e metà dei Sessanta viaggiò a più riprese nell’Isola per studiare sul campo, dal Sarrabus all’Oristanese, i maestri e i costruttori delle launeddas.

Il risultato di quell’incontro è ora raccolto nel volume bilingue (italiano e inglese) pubblicato da Iscandula, che contiene la scheda biografica di Antonio Lara redatta da Bentzon, le sue fotografie in bianco e nero che ritraggono il suonatore in diversi contesti familiari e professionali e, raccolte in un cd allegato al libro, novanta registrazioni sonore inedite, realizzate dall’antropologo danese tra il 1958 e il 1965; altro materiale di Bentzon finora inedito, che ci permette di capire quanto fosse accurato il suo modo di fare ricerca già quando era appena ventiduenne, sono le copie anastatiche delle schede che accompagnano ogni brano registrato con i commenti tecnici sull’esecuzione e sulla disponibilità del suonatore a “donare” il suo repertorio.

Molto importante la sezione fotografica dedicata agli strumenti, tutti realizzati da Antonio Lara, che fanno parte della collezione privata di Bentzon donata a Iscandula intorno al 2010: tra questi figurano anche i sei “tumbus” che il costruttore e suonatore di Villaputzu realizzò per gli esperimenti del grande jazzista americano Rahsaan Roland Kirk, che negli anni ‘60 abitava a Copenhagen ed era amico di Bentzon.

I contributi degli studiosi Alberto Bevilacqua, Antonio Lai, Eva Garau, Pitano Perra e Fabio Usala aiutano il lettore a comprendere meglio il valore delle testimonianze raccolte nel volume e l’importanza del maestro Antonio Lara nel panorama delle launeddas nel ventesimo secolo.

Questo studio mette in evidenza ancora una volta l’importanza cruciale del lavoro di Bentzon per la rinascita e per la salvaguardia delle launeddas. Senza il suo intervento, oggi molto probabilmente le launeddas sarebbero ridotte a oggetto museale o a mero strumento folcloristico.

Determinante per la realizzazione dell’opera curata da Dante Olianas il supporto delle istituzioni danesi che hanno contribuito alla conservazione in condizioni ottimali dei reperti e della documentazione di inestimabile valore riguardanti le launeddas e la cultura sarda, rendendone possibile l’accesso e la divulgazione: senza il lavoro e la collaborazione del Museo Nazionale di Danimarca, della Biblioteca Reale e degli Archivi Danesi del Folclore, l’elaborazione di questo studio non sarebbe stata possibile.

“Antonio Lara. Il più grande maestro di launeddas del XX secolo?” verrà presentato a Escolca venerdì 27 giugno alle 19 nei locali del Museo Etnografico Casa Pillatus, in vicolo I Roma, nel corso di una serata (con ingresso gratuito) introdotta e coordinata da Dante Olianas; dopo i saluti di Eugenio Lai, Sindaco di Escolca, di Emanuela Olianas, Presidente della Pro Loco di Escolca, di Marta Cadoni, responsabile della rete Museale di Escolca, e di Paola Lara, nipote di Antonio Lara, sono previsti gli interventi di Eva Garau, storica, curatrice della biografia di Antonio Lara, Umberto Cao, antropologo dell’Università di Aix-Marseille, Andrea Pisu, presidente dell’associazione “Sonus Insulae Sardinia”, e di Dante Olianas, presidente dell’associazione Iscandula e curatore dell’opera in presentazione. Seguirà un concerto di launeddas e fisarmonica con i musicisti Andrea Pisu, Antonio e Tore Trebini, Daniele Sarritzu, Giancarlo Seu, Marcello Caredda e Paolo Olianas. La serata è presentata con il contributo del Ministero della Cultura, della Fondazione di Sardegna, della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Escolca e con la collaborazione di A. T. Pro Loco Escolca, Rete Museale Escolca, Biblioteca Comunale “Luigi Murtas” di Escolca, Sistema Bibliotecario Sarcidano Barbagia di Seulo, Cooperative Comes e Agorà e Sonus Insulae Sardinia.


Andreas Fridolin Weis Bentzon (1936-1971) nasce a Copenaghen da una famiglia di compositori e giuristi di lunga tradizione. A sedici anni è già musicista professionista nella jazz band del fratello Adrian. Alla stessa età, nel 1952, gira la Sardegna da solo, a piedi. Ha pochi soldi, si nutre di pane e pomodori e dorme in campagna o vicino ai cimiteri. Per sopravvivere lavora come garzone nel mitico Circo Zanfretta. Rimane affascinato dallo stile di vita dei sardi e dalla loro musica e, rientrato a casa, dirà alla famiglia: “I have found the subject for my life” (“Ho trovato il tema della mia vita”). Si iscrive in antropologia e nell’inverno del 1957, a cavallo di una moto Nimbus con side-car, attraversa l’Europa per intraprendere una lunga spedizione di ricerca in Sardegna. Raccoglie una quantità immensa di registrazioni, filmati e attrezzi etnografici. Nel 1959, nel Museo Nazionale di Danimarca organizza un’esposizione dedicata alla vita e alla cultura sarda. Nel 1969, la sua tesi di dottorato diventerà l’opera più importante e tutt’ora insuperata sulle launeddas. Scompare il 20 dicembre 1971, a soli trentacinque anni, una delle più fulgide figure della cultura sarda.




Iscandula • Comunicato stampa • Venerdì 8 a Cagliari Is sonus de is perdas fittas ovvero Confini e sconfini nella musica tradizionale sarda

L’Associazione culturale Iscandula
 
in collaborazione con
 
la Regione Autonoma della Sardegna,
l’Amministrazione Comunale di Cagliari
l’Istituto Comprensivo di Elmas,
Eja TV, canale 172
e il Centro di produzione teatrale Intrepidi Monelli
 
presenta
 
Is sonus de is perdas fittas
ovvero
Confini e sconfini nella musica tradizionale sarda
venerdì 8 febbraio – alle 21 –
presso la sede Intrepidi Monelli –
viale Sant’Avendrace, 100 – Cagliari
 
Ingresso libero

 
I suoni dell’armonium indiano si intrecciano a quelli de su sulittu, della fisarmonica, dell’organetto e della chitarra, mentre il sassofono duetta “a cuncordia” con is launeddas. Questi e altri incontri vitali tra strumenti e musiche saranno al centro dell’evento Is Sonus de is perdas fittas ovvero Confini e sconfini nella musica tradizionale sarda: l’appuntamento con l’inedita formula concerto-convegno è per venerdì 8 febbraio, dalle 21, a Cagliari nel Centro di produzione teatrale Intrepidi Monelli (viale Sant’Avendrace, 100). La serata di concerti e discorsi (ingresso libero) si chiuderà con la proiezione di un estratto del film Aurelio il grande Maestro della musica sarda in cui Aurelio Porcu, allora 77enne – considerato un ortodosso delle launeddas – si esibiva con il tablista indiano Badal Roy (già percussionista di Miles Davis e Ornette Coleman). “Conoscere la tradizione, rispettarla e reinventarla”: questa la filosofia che anima l’evento. L’intera serata sarà trasmessa in diretta streaming da Eja TV, Canale 172 e sulle pagine Facebook di Iscandula, Iscandula musica Sardegna, Nodas e sul sito www.launeddas.it.
 
Il programma. I nuovi orientamenti dello scenario sardo saranno illustrati – e presentatati al pubblico – dai protagonisti. Si tratta di musicisti d’alta formazione classica che negli ultimi anni si sono distinti sia nell’arrangiamento di brani tradizionali, sia nell’adattamento degli strumenti indigeni a forme musicali non sarde. Non un incontro frontale ma un confronto interattivo con curiosi e appassionati. Tre i brani proposti da Luca Nulchis e il gruppo Andhira (pianoforte, armonium indiano e voce) tra cui un’interpretazione del Kyrie eleison; il polistrumentista Giuseppe Orrù eseguirà una delle sue composizioni – Balianora – con le launeddas da lui reinventate (costruite in minore). Sempre Orrù suonerà il sassofono “a cuncordia” con Bruno ed Asael Camedda, il duo (fisarmonica e chitarra) darà poi ampio spazio all’interpretazione del ballo sardo. A coordinare gli interventi e le sonate sarà il presidente dell’Associazione, Dante Olianas: in chiusura commenterà alcuni spezzoni del film prodotto da Iscandula nel 1991. Il lungometraggio ha ricevuto l’Oscar “Goose fat” al Festival di Visual Anthropology di Sandbjerg in Danimarca e il secondo premio al festival dell’Università di Gottingen, Germania, nel 1993. È considerato un capolavoro della cinematografia scientifica, proiettato più volte in giro per il mondo durante gli workshop dell’etnografo Peter Ian Crawford, professore dell’Università di Aarhus, in Danimarca.
 
Bio artisti.
Il musicista e compositore Luca Nulchis (pianoforte e armonium indiano) si esibisce con Andhira: Elena Nulchis, Elisa Zedda ed Egidiana Carta. Il quartetto è stato protagonista del progetto ideato da Dori Ghezzi e la Fondazione de Andrè per rinterpretare alcune opere di Fabrizio per il progetto realizzato nel carcere di San Vittore e dal quale ha preso poi vita il primo CD di Andhira. Tra le altre collaborazioni: Lella Costa, Mauro Pagani, Elena Ledda e la poetessa Marcia Theophilo. Formazione classica anche per Bruno Camedda (da Musei): alla fisarmonica da quando aveva dieci anni, diplomato in violoncello e musica da camera ad Avignone, in Francia. Ambasciatore della musica sarda nel mondo, Giuseppe Orrù (da Orroli) ha invece studiato flauto traverso a Cagliari ed è uno dei pochi in Italia a suonare con lo stile francese; vanta numerose collaborazioni jazz. Dante Olianas, ideatore della serata, è anche un appassionato ricercatore in ambito musicale e produttore e regista di diversi documentari. Negli anni ’90 ha lavorato come assistente ai registi Fiorenzo Serra e David Mac Dougal.

La locandina dell’evento è stata realizzata da Massimo Congiu, suonatore di launeddas e architetto.