“Qui c’è aria di cultura” chiude nel segno dei grandi classici e dell’inesauribile ricerca dell’identità sarda

Pier Giorgio Pinna

TEMPIO – 11.12.2021. Dopo i positivi riscontri della prima giornata della rassegna, con gli apprezzati interventi di Isabella Mastino, Alberto Capitta, Gian Nicola Cabizza e Angela Antona, la studiosa gallurese che ha illustrato in un coinvolgente viaggio multimediale il fascino di molte delle più affascinanti testimonianze archeologiche del nord Sardegna, il programma della rassegna ha riservato altre interessanti proposte al pubblico dello Spazio Faber.

Proposte editoriali diverse hanno caratterizzato anche la seconda giornata della rassegna organizzata da Aes e finanziata dall’assessorato regionale alla Cultura guidato da Andrea Biancareddu. Sempre con un occhio di riguardo puntato sul tema principale della kermesse – il paesaggio e le relazioni identitarie che gli abitanti dell’isola intrattengono con questo – al pubblico gallurese sono state presentate alcune delle più recenti e accattivanti novità editoriali del momento: dal saggio di Pier Giorgio Pinna su “Virus & Censure” (Mediando) alle ricerche di Ignazio Camarda ed Enrico Spanu sull’affascinante mondo della flora arborea della Sardegna.

Pinna ha ricordato quanto il passato aiuti a comprendere il presente, soprattutto quando si parla di emergenze come le pandemie. Una volta era il colera, poco dopo la spagnola e oggi è, invece, il covid. Malattie diverse che – ha fatto notare Pinna – hanno innescato dinamiche simili, come la complessa e non sempre trasparente gestione della comunicazione. “Oggi – ha dichiarato Pinna – tutto viene ridotto alla pandemia e questa si è trasformata in sin-demia”.

Dalla pandemia agli alberi il passaggio è arduo, ma non impossibile da compiere. “Gli alberi – ha detto Enrico Spanu nella sua appassionata relazione – sono nostri testimoni, ci precedono, vegliano su di noi, sono belli e spesso nascondono uno spirito, come si credeva in passato”. Di alberi hanno parlato, dialogando tra loro, Bruno Merella e Ignazio Camarda. Base e spunto del confronto l’ultimo libro di Camarda dato alle stampe da Carlo Delfino. Professore ordinario di Botanica, un’autorità accademica di altissimo profilo in materia di alberi e specie arboree e floreali, Camarda ha raccontato il fascino di una terra come la Sardegna, microcosmo di tante specie diverse, in buon numero messe sotto osservazione nel libro. Ha chiuso la seconda giornata della kermesse la presentazione di “Terra muda” (Taphros editore) di Decimo Lucio Todde e Bruno Piccinnu. “Una storia della Sardegna in chiave musicale – l’ha definito Todde – un viaggio emozionale nei luoghi dell’anima e della memoria, che si dipana attraverso tre registri: romanzo, saggio e poesia”. Ispirato dalle musiche dei Cordas et Cannas, il libro – precisano i due autori – non parla del gruppo musicale, ma della Sardegna.

Il focus della giornata conclusiva di Qui c’è aria di cultura, in programma domenica 12 dicembre (ore 17, Spazio Faber), offrirà ancora una volta uno spaccato del modo in cui i sardi vivono il loro rapporto con la contemporaneità. Ne parleranno, in particolare, Gisella Rubiu e Bachisio Bandinu. La giornata, che sarà coordinata da Francesco Giorgioni, inizierà però con uno degli ultimi titoli messi in circolazione da Catartica: “Edgar Allan Poe. Il mistero della morte”. È il saggio biografico e investigativo con il quale Fabrizio Raccis ha indagato il mistero che avvolge le circostanze della morte del maestro del romanzo gotico. Dopo aver scartato alcune delle versioni più diffuse e accreditate, l’autore giunge a una conclusione alternativa, provando a sbrogliare la matassa di una biografia che non ha nulla di scontato.

Niente di misterioso avranno, invece, le tante biografie dei sardi longevi di cui si è occupata Gisella Rubiu nel volume “I saggi raccontano” edito da Taphros. La giovane studiosa, originaria di Villagrande Strisaili, indaga il fenomeno dei centenari ogliastrini, andando alla scoperta dei segreti della loro longevità, e quasi spontaneo sarà per lei scoprire come la vita dei centenari sia un deposito da portare alla luce per contemplare i tanti tesori che contiene. Meno trasparente diventa la questione dell’identità dei sardi quando vengono esaminati i meccanismi delle loro autonarrazioni. È quello che fa Bachisio Bandinu con il suo ultimo libro: “La scena nascosta (come ci vediamo)”, pubblicato da Il Maestrale. Presentando il volume che chiuderà la rassegna, l’antropologo di Bitti farà riaffiorare un tema preso in esame anche in altri suoi lavori: le ragioni della scarsa considerazione che i sardi hanno spesso di sé stessi.




Da venerdì l’editoria sarda in mostra a Tempio Pausania con la prima giornata della rassegna “Qui c’è aria di Cultura”

Tempio Pausania. I temi caratterizzanti la terza edizione di “Qui c’è aria di cultura” saranno tutti presenti sin dal primo giorno della rassegna. Domani (10 dicembre) allo Spazio Faber, dopo i saluti del sindaco, Gianni Addis, dell’assessore comunale alla Cultura e all’Istruzione, Monica Liguori, e della presidente Aes, Simonetta Castia, avrà inizio, alle 17.15, la serie di incontri con gli autori inseriti nel cartellone della manifestazione che verranno coordinati da Salvatore Tola.

Toccherà a Isabella Mastino il compito di rompere il ghiaccio con il suo “Omaggio a Grazia Deledda”. Il suo è un ritorno sulle scene della kermesse organizzata a Tempio da Aes, reso ancor più gradito e interessante dalla coincidenza con gli eventi del 150° anniversario della nascita del Nobel nuorese, della cui opera Isabella Mastino è da anni studiosa prolifica e brillante divulgatrice.

Seguirà la presentazione del libro di Alberto Capitta, “Il cacciatore”, edito da Imago Multimedia. L’ultimo libro dello scrittore sassarese, che si fregia delle belle illustrazioni di Elda Broccardo, è incentrato sulla storia di un ragazzo che acquisisce dal padre la capacità di seguire orme, fiutare odori, riconoscere versi e sparare con grande precisione. Il teatro delle sue gesta è la Sardegna, con i suoi campi e i suoi altipiani esposti al vento del mistero. La loro vita è una caccia senza sosta, e lo sarà sino a quando, facendo ritorno da una delle loro battute, non sentiranno il canto di un muflone levarsi verso il cielo.

Nel giorno delle ricorrenze importanti non poteva mancare ovviamente Dante. A parlarne sarà Gian Nicola Cabizza con “Lo zodiaco nella Divina Commedia” (Mediando). Il Dante “stellare” viene raccontato in un libro bilingue che si avvale della traduzione in sardo di Giovanni Muroni. Il volume sui molteplici riferimenti astrali presenti nel capolavoro dantesco. Così numerosi che Cabizza ha dovuto selezionare quelli pertinenti l’astronomia sferica, seguendo una pista narrativa che ha consentito a Dante di coniugare poesia e astronomia in un libro senza tempo.




L’Isola dei libri, la pandemia nello sguardo degli autori sardi

Domenica 28 febbraio, il prossimo appuntamento della kermesse sarà dedicato al fumetto con “Manga do. Igort e la via del Manga” (Arkadia Editore), con Domenico Distilo e Bepi Vigna

Il ciclo di presentazioni si conclude il 3 marzo con la presentazione dell’opera “Sulla collina” (Arkadia Editore), con l’autore Giampaolo Cassitta e Francesco De Filippi

TEMPIO PAUSANIA. Il tema “Futuro prossimo” de “L’Isola dei libri” non poteva trascurare l’approfondimento della difficile condizione pandemica che nell’ultimo anno ha cambiato la vita di tutti, rendendo drammatico il presente e incerto l’avvenire. La seconda edizione di “Qui c’è aria di Cultura”, evento di promozione dell’editoria libraria sarda organizzato dal Comune di Tempio Pausania assieme all’AES (in sinergia con la Biblioteca comunale e con il patrocinio e il sostegno della RAS), ha cercato innanzitutto di alleggerire il sentimento di angoscia e il suo protrarsi in maniera indefinita.

L’occasione è arrivata con la presentazione di “Fashion victimis”, un pamphlet scritto a quattro mani da Giovanni Follesa e Fabrizio Demaria, che assieme a Vincenzo Soddu hanno presentato quest’antologia di racconti che già nel titolo si presenta come una provocazione. Il progetto, ideato circa dieci anni fa e ora riadattato al periodo covid, nasce da una curiosità: come ci si veste per l’ultimo viaggio?  Nulla di macabro, solo un po’ di ironia per sorriderci sopra e tentare di offrire al lettore un’alternativa al triste condizionamento psicologico.

E proprio pensando alle deprimenti ma necessarie limitazioni di libertà, un pensiero non poteva che andare alle generazioni che maggiormente sono rivolte al futuro. A questo proposito Arkadia editore ha proposto “I giovani e il covid” di Mauro Tuzzolino, un’opera composta da 567 racconti: più che una ricerca, un’opera corale, una raccolta di voci ed esperienze vissute dal 18 aprile al 5 maggio 2020, durante lo smarrimento imprevisto del primo lockdown. Il lavoro, presentato assieme a Bruno Murgia, propone il suo arco d’indagine sui filoni essenziali della didattica a distanza, la percezione emotiva del Covid, la fiducia nelle istituzioni e nel sistema Italia e infine il futuro.

Le presentazioni hanno quindi preso un ritmo più leggero con “Flavia’s end”, edizioni Condaghes, romanzo ambientato a Porto Flavia e nel sudovest della Sardegna. Ospite della biblioteca comunale di Portoscuso, l’autrice Claudia Aloisi in compagnia di Eleonora Carta ha messo in luce numerosi aspetti di questo fascinoso territorio, che da epicentro di un’intensa attività industriale ha saputo riconvertirsi in luogo turistico. Protagonista è una fotografa belga che dovrà riportare in luce una storia intrappolata nel passato.

“Mia indissolubile compagna” della Ilisso è invece un omaggio ai sentimenti più intimi e profondi del grande scrittore Salvatore Satta, presentati al pubblico attraverso l’epistolario con Laura Boschian, compagna di una vita. L’inedito carteggio amoroso, cha va dal 1938 al 1971, è stato introdotto dalle suggestive audio-letture dell’attore Giovanni Carroni, per essere illustrato dalla curatrice Angela Guiso insieme a Vanna Fois e Dolores Antequera. Guiso ha rievocato le emozioni dalla scoperta incredibile dell’epistolario, individuato all’interno di una busta aranciata su carta intestata “Università di Perugia”: sotto c’era scritto “Lettere di Bobore”.

Per NOR Edizioni, Andrea Garau ha offerto uno sguardo su “La monetazione nella Sardegna nuragica: ipotesi e ricerche”, assieme all’autore Alessandro Atzeni, in cui particolare rilievo è attribuito all’ipotesi di utilizzo delle spade votive.

Carlo Delfino Editore, attraverso l’agile strumento del fumetto ha proposto invece una panoramica tra le due più grandi figure di intellettuali sardi del Novecento, Antonio Gramsci ed Emilio Lussu. Sono intervenuti gli autori Sandro Dessì e Laura Lusso assieme a Massimiliano Pala, evidenziando il lungo percorso di studio e composizione impiegato nell’utilizzo di questa modalità artistica, sintetica e fruibile, ma non meno complessa e ricca di fascino.

Il prossimo appuntamento, in diretta streaming sulla pagina facebook dell’AES, sarà domenica 28 febbraio, dedicato interamente al fumetto: Arkadia Editore presenta “Manga do. Igort e la via del Manga”, attraverso gli interventi di Domenico Distilo e Bepi Vigna.

Il ciclo di incontri si conclude mercoledì 3 marzo con la presentazione dell’opera “Sulla collina”, Arkadia Editore, che sarà presentata dall’autore Giampaolo Cassitta assieme a Francesco De Filippi.