Il Dilemma dei Cieli Sardi: Cosa succederebbe se Ryanair lasciasse l’isola? Analisi strategica degli aeroporti e scenari di mercato

Il trasporto aereo in Sardegna non è semplicemente una questione di turismo o di mobilità: è l’arteria vitale che regola l’economia, l’accessibilità e la stessa qualità della vita dei residenti. In questo contesto, la figura di Ryanair ha assunto nel tempo un peso specifico monumentale, diventando il pilastro del traffico low-cost regionale. Tuttavia, le cicliche tensioni tra il vettore irlandese e le istituzioni (legate alle addizionali municipali e ai tetti tariffari) sollevano regolarmente una domanda cruciale: la Sardegna può fare a meno di Ryanair o si troverebbe di fronte a un isolamento drammatico?

Per tracciare una valutazione oggettiva e professionale, è necessario mappare l’attuale assetto dei tre scali sardi, analizzare il “caso virtuoso” di Olbia e valutare la reale capacità di reazione del mercato in caso di un addio della compagnia di Michael O’Leary.

1. La mappa dei cieli sardi: Un mercato polarizzato

Il sistema aeroportuale della Sardegna si muove su un doppio binario: la Continuità Territoriale (i voli agevolati per Roma e Milano regolati da bandi pubblici per garantire il diritto alla mobilità dei residenti) e il Libero Mercato (prevalentemente internazionale, turistico e dominato dalle low-cost).

                  [ SISTEMA AEROPORTUALE SARDO ]
                                |
        +-----------------------+-----------------------+
        |                                               |
[ CONTINUITÀ TERRITORIALE ]                     [ LIBERO MERCATO ]
- Voli protetti (Roma/Milano)                   - Traffico point-to-point
- Tariffe agevolate residenti                    - Fortemente stagionale
- Gestito da Aeroitalia / ITA                   - Dominato da Low-Cost (Ryanair)

Cagliari-Elmas (CAG)

È lo scalo principale per volume di passeggeri, caratterizzato da un traffico misto (business, residenti, turisti) distribuito lungo tutto l’anno.

  • Vettori Principali: Aeroitalia gestisce le rotte in Continuità Territoriale verso Roma Fiumicino e Milano Linate. Ryanair è il leader assoluto sul libero mercato nazionale e internazionale. Seguono EasyJet, Volotea e Wizz Air.
  • Vettori Premium/Hub: ITA Airways, Lufthansa, Air France, British Airways e KLM operano principalmente nei mesi estivi, collegando il sud dell’isola con i rispettivi hub europei.

Alghero-Fertilia (AHO)

Lo scalo del Nord-Ovest ha un traffico fortemente legato al modello low-cost, fondamentale per contrastare l’isolamento e la forte stagionalità.

  • Vettori Principali: Aeroitalia (Continuità su Roma Fiumicino), ITA Airways (Continuità su Milano Linate) e Ryanair, che rappresenta il vero e proprio motore commerciale dello scalo per i collegamenti domestici e internazionali. Presenti in misura minore Wizz Air e Volotea.

Olbia-Costa Smeralda (OLB)

È lo scalo a più forte trazione turistica, con un posizionamento orientato storicamente a un target medio-alto.

  • Vettori Principali: Aeroitalia (Continuità Territoriale), EasyJet (che qui ha una base stagionale storica e strategica) e Volotea.
  • Vettori Internazionali: Gode di una fitta rete coperta da Lufthansa, Eurowings, Swiss, SAS e Transavia, oltre a una fortissima componente di aviazione privata. Come vedremo, qui la presenza di Ryanair è strutturata in modo differente.

2. Il “Caso Olbia”: Il modello basato sul Valore anziché sui Volumi

Per comprendere le dinamiche di un eventuale addio di Ryanair, è illuminante analizzare la contro-strategia messa in atto dall’aeroporto di Olbia-Costa Smeralda (gestito da Geasar). A differenza di Cagliari e Alghero, lo scalo gallurese rappresenta un unicum nazionale: non ha legato il proprio destino ai volumi della compagnia irlandese, ma ha strutturato un modello di business orientato al valore e all’alta redditività per singolo passeggero.

I quattro pilastri del modello Geasar

Mentre Ryanair tende a imporre le proprie condizioni chiedendo forti sussidi in cambio di passeggeri, Olbia ha blindato la propria connettività attraverso asset alternativi:

  • Diversificazione del Portfolio: Lo scalo ospita oltre 40 compagnie aeree, bilanciando colossi del low-cost di fascia media (EasyJet e Volotea) con i principali vettori tradizionali europei.
  • Turismo High-Yield: Essendo la porta d’accesso della Costa Smeralda, la strategia si concentra sull’attrarre passeggeri ad alta capacità di spesa. Questo genera un fatturato Non-Aviation (negozi, servizi, ristorazione interna gestiti tramite la controllata Cortesa) tra i più alti d’Europa.
  • La Leadership dei Voli Privati: Attraverso Eccelsa Aviation, Olbia gestisce uno dei terminal di aviazione generale (jet privati) più importanti del Mediterraneo. Un segmento che produce ricavi enormi con volumi di traffico ridotti.
  • Connessione con i Grandi Hub: La forte presenza di vettori Legacy (Lufthansa, British Airways, Air France) collega la Gallura direttamente agli hub mondiali (Francoforte, Monaco, Londra, Parigi), intercettando il turismo transatlantico che non utilizza i canali Ryanair.

Il ruolo controllato di Ryanair nel Nord Sardegna

L’ingresso recente di Ryanair a Olbia con un accordo quinquennale non ha stravolto questa filosofia, ma è il risultato di una mossa tattica guidata dalla gestione unica degli aeroporti del Nord Sardegna (la holding che unisce Olbia e Alghero). L’accordo è stato blindato per rispondere a due obiettivi precisi:

  1. Tutela della tariffa media: Ryanair opera su rotte specifiche per evitare la cannibalizzazione del mercato premium già consolidato.
  2. Uso in chiave antistagionale: La capacità del vettore low-cost viene sfruttata come uno “scudo” per allungare la stagione nei mesi di spalla (marzo/aprile e ottobre/novembre), registrando ottimi dati di crescita in primavera, senza però rendere lo scalo dipendente dai suoi flussi nel picco estivo.

3. Valutazione dell’impatto: Ci troveremmo in difficoltà?

Se il modello Olbia mostra una forte resilienza, la stessa cosa non si può dire per l’intero sistema regionale. In caso di addio totale di Ryanair, la Sardegna si troverebbe in una situazione di grave e immediata difficoltà, in particolare per tre fattori critici:

  • L’isolamento nei mesi invernali: Se d’estate il turismo attrae naturalmente le compagnie, da novembre a marzo la Sardegna vive una drastica riduzione dei voli. Ryanair è l’unico vettore che garantisce una connettività stabile e a prezzi accessibili con il resto d’Italia (es. Bologna, Bergamo, Pisa, Verona, Bari) anche nei mesi freddi. Senza di essa, i residenti subirebbero una drastica perdita del diritto alla mobilità, costretti a fare quasi sempre scalo a Roma o Milano.
  • Il crollo del turismo internazionale “Point-to-Point”: Ryanair muove circa 4,5 milioni di passeggeri all’anno in Sardegna. Perdere questa massa critica significherebbe un taglio immediato ai flussi turistici europei (Regno Unito, Germania, Polonia, Spagna), penalizzando direttamente il settore ricettivo, i servizi e l’indotto isolano.
  • La fine del calmiere tariffario: La presenza di Ryanair funge da calmiere naturale per i prezzi dei biglietti della concorrenza. In sua assenza si creerebbe un oligopolio sulle rotte nazionali non protette da continuità, con un inevitabile aumento dei prezzi a danno dei viaggiatori.

4. Analisi di rimpiazzo: Chi coprirebbe i vuoti lasciati liberi?

Nessuna compagnia aerea, da sola, ha oggi la flotta e la capacità operativa per assorbire i volumi di Ryanair dall’oggi al domani. Lo scenario più probabile sarebbe una frammentazione del mercato tra i concorrenti attuali, con fortune alterne a seconda dello scalo.

La mappa dei potenziali sostituti

Vettore Capacità di reazione Limiti strutturali e operativi
EasyJet Alta (specialmente su Olbia e Cagliari). Potrebbe assorbire rapidamente le rotte verso i grandi hub europei (Londra, Parigi, Berlino) e potenziare il traffico su Milano Malpensa. Ha un modello di business più selettivo e costi operativi più alti di Ryanair; difficilmente coprirebbe le rotte domestiche secondarie.
Volotea Media (diffusa su scala regionale). Molto flessibile sulle rotte trasversali nazionali (Verona, Venezia, Torino, Genova) e sulla Francia. Conosce perfettamente il mercato sardo. Ha una flotta più limitata (A319/A320) e tariffe medie che tendono a impennarsi in alta stagione; ha meno propensione a operare forti frequenze invernali internazionali.
Wizz Air Medio-Bassa. Potrebbe rilevare le rotte verso l’Est Europa e alcune rotte chiave per Milano o Roma. Sta riducendo la presenza in Italia per concentrarsi su mercati più redditizi (Est Europa e Medio Oriente) e soffre di problemi strutturali di manutenzione della flotta.
Aeroitalia Bassa sul libero mercato. Focalizzata quasi interamente sulla continuità territoriale e su rotte nazionali specifiche. Non possiede la struttura commerciale né la flotta per supportare un network internazionale point-to-point di stampo europeo.

alla fine? Un vuoto asimmetrico

In definitiva, l’analisi professionale del mercato evidenzia che le rotte “pregiate” (i collegamenti con l’area milanese, Londra, Parigi, Francoforte e le principali città del Nord Italia) verrebbero riassorbite nel giro di 6-12 mesi dai concorrenti (EasyJet e Volotea in primis), poiché la domanda economica e turistica su quelle direttrici è talmente alta da garantire la redditività dei voli.

Il vero dramma si consumerebbe su due fronti: le rotte nazionali minori, che rimarrebbero totalmente scoperte, e soprattutto la destagionalizzazione. Senza la capacità di riempimento invernale di Ryanair, Alghero e Cagliari subirebbero un duro colpo, riportando la Sardegna indietro di vent’anni: un’isola raggiungibile facilmente solo in estate o attraverso i costosi imbuti degli hub di Roma e Milano.

La lezione che arriva dal “modello Olbia” suggerisce che l’unica vera difesa per il futuro della Sardegna non è dichiarare guerra ai vettori low-cost, né diventarne schiavi, ma pianificare una strategia di sistema che premi la diversificazione e la qualità dei servizi aeroportuali.




Quadro contrastante per l’export dell’Isola nel 2025

Il 2025 si chiude per la Sardegna con un quadro contrastante sul fronte delle esportazioni. Da un lato resta il peso determinante del comparto energetico, dall’altro emerge una struttura dell’export regionale che, al di fuori della raffinazione, mostra una tenuta più marcata. Con un valore complessivo delle esportazioni pari a 5,9 miliardi di euro, l’Isola registra una contrazione dell’11,4% rispetto al 2024, un dato che colloca la Sardegna tra le peggiori performance regionali italiane e che conferma la forte esposizione del sistema export sardo alle oscillazioni dei mercati internazionali.

Il cuore dell’export sardo continua a battere al ritmo della raffinazione dei prodotti petroliferi, che nel 2025 rappresentano circa il 75,8% delle vendite regionali all’estero. È questa fortissima concentrazione a rendere il dato complessivo particolarmente sensibile all’andamento dei mercati energetici. Il calo del valore dell’export registrato nell’ultimo anno è infatti riconducibile soprattutto al peso del comparto petrolifero, che continua a condizionare in misura decisiva il risultato regionale.

La distribuzione territoriale delle esportazioni riflette con evidenza questa specializzazione. Cagliari, con il suo polo industriale, concentra circa l’87,1% dell’export regionale ed è il territorio in cui si riflette maggiormente la frenata del comparto energetico. Se però si guarda al dato al netto della raffinazione, emerge con maggiore chiarezza il ruolo del Nord Sardegna, che assume un rilievo più significativo nella parte più diversificata del sistema produttivo isolano.

Nel 2025 il Nord Sardegna registra un risultato positivo, con esportazioni pari a 257,3 milioni di euro, in crescita del 6,9% rispetto ai 240,7 milioni del 2024. Sul totale regionale il territorio pesa per il 4,4%, ma la sua incidenza sale fino al 18,0% se si esclude il comparto dei raffinati del petrolio. È un dato che conferma la presenza di una struttura produttiva meno concentrata e più articolata, capace di offrire segnali di tenuta superiori alla media regionale.

Accanto al comparto petrolifero, la Sardegna conferma una presenza significativa in altri settori. Nel 2025, dopo i raffinati del petrolio, i principali prodotti esportati sono i prodotti chimici, i prodotti alimentari, i prodotti in metallo e i prodotti lattiero-caseari. Il quadro regionale resta però fortemente segnato dalla concentrazione del valore complessivo in un’unica filiera, che continua a incidere in modo decisivo sia sui risultati sia sui valori assoluti dell’export isolano.

Nel Nord Sardegna il 2025 mostra un andamento differenziato. Restano centrali i prodotti lattiero-caseari, che però scendono rispetto al 2024, così come risultano in calo anche le bevande. A sostenere il risultato complessivo del territorio è soprattutto il comparto delle navi e imbarcazioni, che registra una crescita molto marcata e rappresenta uno dei dati più dinamici dell’anno. Rilevante anche il contributo del sistema del legno e del sughero, che continua a mantenere un ruolo strategico nell’economia del territorio e nella sua proiezione verso i mercati esteri.

L’analisi geografica dei flussi commerciali mostra una Sardegna fortemente inserita nei mercati internazionali, con una distribuzione delle esportazioni influenzata in misura rilevante dal comparto energetico. Nel 2025 i principali partner commerciali dell’Isola risultano Gibilterra, Spagna, Libia, Stati Uniti e Francia, una geografia che riflette in larga parte il peso dei flussi legati ai prodotti petroliferi raffinati.

Per il Nord Sardegna, invece, si confermano centrali gli Stati Uniti, primo mercato di sbocco del territorio, soprattutto per comparti come i lattiero-caseari e le bevande. Proprio l’andamento verso il mercato americano evidenzia un rallentamento nella seconda parte del 2025, con effetti visibili nei settori più esposti. In questo quadro, il clima di maggiore incertezza commerciale registrato nel secondo semestre può avere contribuito a frenare il valore esportato verso gli Stati Uniti.

Tuttavia, depurando il dato dalla componente petrolifera, emerge un’isola che sa stare sui mercati con prodotti a forte valore aggiunto. Nonostante la contrazione del valore nominale, il sistema produttivo sardo dimostra una maturità consolidata. Le imprese hanno imparato a navigare l’incertezza dei costi logistici e delle materie prime, ma la sfida del 2026 sarà legata alla capacità di penetrare mercati emergenti e alla digitalizzazione dei processi di vendita.

“I dati dell’ultimo anno confermano una verità che non possiamo più ignorare: la Sardegna ha bisogno di bilanciare la sua forza industriale con una spinta decisa verso l’export dei settori manifatturieri e agroalimentari”, dichiara il Presidente della Camera di Commercio di Sassari, Stefano Visconti. “Se il petrolchimico subisce le oscillazioni dei prezzi internazionali, sono le nostre piccole e medie imprese a garantire quella capillarità economica che sostiene le famiglie del territorio. Dobbiamo proteggere questa diversità produttiva, che è la nostra vera assicurazione sul futuro.”

“Il ruolo delle istituzioni camerali è oggi più che mai quello di una bussola strategica”, conclude il Presidente Visconti. “Non possiamo controllare le dinamiche generali, ma possiamo e dobbiamo lavorare per rendere le nostre imprese del Nord Sardegna sempre più competitive sui mercati esteri. La nostra operatività si misura sia in miliardi di euro sia con la capacità locale di esportare il saper fare locale.”

In un contesto globale complesso, il Nord Sardegna può puntare sull’innovazione e sulla qualità produttiva del territorio per tenere e crescere.




Pasqua in Sardegna: Un’Isola che Riscopre Se Stessa

Vacanze di Primavera tra Tradizione e Riscoperta: Il Turismo Interno Accende l’Isola

Il periodo pasquale in Sardegna si presenta con una veste insolita per il 2024, delineando un panorama turistico dominato da viaggiatori locali in esplorazione della propria terra. Nonostante l’isola sia rinomata per le sue spiagge incantevoli e il suo mare cristallino, le vacanze di Pasqua non rappresenteranno l’anteprima della stagione estiva, a causa di un connubio di fattori tra cui la limitata disponibilità di voli, temperature ancora moderate e un numero ristretto di strutture ricettive operative.

Turismo Interno: L’Anima delle Vacanze Pasquali Sarde

Il presidente regionale di Federalberghi, Paolo Manca, sottolinea come il movimento turistico di questo periodo sarà caratterizzato principalmente da spostamenti interni all’isola. Residenti del nord saranno tentati dall’esplorazione delle meraviglie del sud e viceversa, in una sorta di riscoperta domestica che trasforma limitazioni in opportunità. La Pasqua diventa così occasione per i sardi di apprezzare la diversità e la ricchezza del proprio territorio, con un occhio di riguardo per ristoranti e agriturismi, preferiti per la celebrazione delle festività.

Collegamenti Aerei e Polemiche sui Biglietti

La stagione dei voli estivi prenderà il via solo a fine marzo, con un’offerta che non soddisfa pienamente la domanda pasquale e che, unita alle controversie sugli aumenti dei prezzi dei biglietti di continuità territoriale, ha inciso sull’entusiasmo dei possibili visitatori extra-insulari. Nonostante ciò, l’aeroporto di Cagliari, Elmas, prevede un flusso di 65.000-70.000 passeggeri, segno che, seppur in tono minore, il movimento turistico non si ferma.

Hotel e Accoglienza

Con un incremento del 5% delle strutture alberghiere disponibili rispetto all’anno precedente, l’isola si appresta ad accogliere i visitatori in circa il 25% delle sue capacità ricettive totali. Questa apertura selettiva testimonia una ripresa graduale e mirata, che lascia prevedere una stagione estiva di maggior successo, anticipata da segnali positivi come l’aumento delle prenotazioni rispetto agli anni precedenti.

Iniziative Locali e Promozioni

La Sardegna cerca di attrarre il turismo interno anche attraverso iniziative come quelle del Forte Village, che offre pacchetti scontati ai residenti, promuovendo un turismo di prossimità che valorizza sport, mare e natura. È una strategia che punta a rafforzare il legame degli isolani con il loro territorio, offrendo al tempo stesso soluzioni economicamente vantaggiose.

Prospettive Future

Mentre per una completa ripresa del turismo insulare bisognerà attendere l’arrivo massivo dei voli estivi e delle navi da crociera, la Pasqua 2024 si configura come un momento di transizione. Il vero banco di prova sarà nei mesi successivi, quando la Sardegna si augura di poter tornare a essere quel gioiello del Mediterraneo ambito da visitatori da ogni angolo del globo. La Pasqua, dunque, più che un antipasto estivo, diventa un’occasione per i sardi di riscoprire e valorizzare la bellezza della propria isola, in attesa di tempi migliori e di una ripresa piena del settore turistico.




Rivoluzione Turistica in Sardegna: Una Nuova Visione per l’Isola

Stefano Lubrano analizza le sfide del turismo in Sardegna alla luce di nuove tendenze europee, evidenziando l’urgenza di una strategia turistica più versatile e sostenibile.

Alghero, 7 Dic. 2023 – L’evento “L’Accoglienza e l’Ascolto nel Marketing Turistico”, organizzato dal Comune di Alghero e dalla Diocesi di Alghero-Bosa, tenutosi al Centro Pastorale Diocesano “P.G.Frassati” in località Montagnese ad Alghero, ha riunito esperti del settore, autorità locali e appassionati di turismo, offrendo una piattaforma di discussione e scambio di idee sul futuro del turismo. In questo contesto, uno dei partecipanti,

Stefano Lubrano, nel suo approfondito intervento, ha riflettuto sui risultati di una ricerca commissionata dalla European Travel Commission, pubblicata a metà aprile. Questo studio, condotto su un campione significativo di cittadini dell’Unione Europea, rivela un cambiamento nelle preferenze dei viaggiatori: due terzi degli intervistati affermano di voler evitare destinazioni eccessivamente calde o affollate. Questa tendenza impone una riflessione critica sul turismo in Sardegna, una regione che potrebbe trovarsi di fronte a un potenziale disastro se queste preferenze diventassero dominanti.

Lubrano h condiviso un’esperienza personale che illustra la mancanza di alternative turistiche in Sardegna. Il 2 novembre scorso, si è trovato a soccorrere due turisti tedeschi in cerca del parco di Porto Conte chiuso per la stagione. Recatosi al MASE ha trovato anche li chiuso: il museo apre nel fine settimana. Dopo aver contattato gli uffici del parco, che confermavano la chiusura, Lubrano si è personalmente assicurato che i turisti trovassero ospitalità, offrendo loro caffè e brioche e accompagnandoli personalmente. ” mi raccomando, nonostante questa esperienza negativa, parlate bene di Alghero” con questa frase si è congedato dai malcapitati turisti. Questo episodio sottolinea la non accoglienza del territorio e la mancanza di opzioni turistiche durante la bassa stagione.

Il discorso si è esteso alla gestione delle politiche aeroportuali in Sardegna, che Lubrano critica per la loro inefficacia nel promuovere il turismo al di fuori della stagione estiva. La chiusura degli aeroporti in bassa stagione e la mancanza di collegamenti con l’Europa limitano notevolmente le possibilità turistiche dell’isola.

Lubrano ha sottolineato anche la necessità di una migliore analisi e gestione dei dati turistici, fondamentali per sviluppare offerte turistiche mirate e di qualità. Parlando con un operatore di ciclo turismo, Lubrano apprende l’importanza di un’offerta turistica su misura, adattata alle esigenze specifiche dei clienti.

Il problema del posizionamento turistico della Sardegna viene analizzato criticamente, in particolare per quanto riguarda l’uso delle risorse come la tassa di soggiorno. Lubrano critica l’approccio attuale, che non contribuisce a migliorare l’offerta turistica dell’isola, e sottolinea la necessità di offerte turistiche coerenti e di qualità.

Nel concludere il suo intervento Lubrano ha ribadito l’importanza di un turismo su misura, di qualità e in linea con le esigenze del mercato. Sottolineando la necessità per la Sardegna di continuare su questa strada, proponendo un turismo sostenibile e diversificato, capace di attirare visitatori durante tutto l’anno.




Con FLAGS i pescatori liberano dai rifiuti i mari dell’isola

In sei mesi di attività prelevate dai fondali oltre due tonnellate di spazzatura

L’iniziativa guidata dall’Università di Cagliari sta coinvolgendo dodici cooperative e venti imbarcazioni collegate ai quattro Flag della Sardegna

Alessandro Cau con i rappresentanti di alcuni Flag sardi

CAGLIARI. I pescatori diventano protagonisti attivi e in qualche modo ambasciatori di un mare pulito e di un pescato sostenibile. Grazie al progetto “FLAGS – la rete che libera il mare”, le imbarcazioni di piccolo e grande cabotaggio hanno raccolto in sei mesi oltre due tonnellate di spazzatura dai fondali intorno all’isola, dando avvio a un’attività che potrebbe essere messa a sistema accanto al normale esercizio della pesca.

L’iniziativa è frutto di un partenariato che coinvolge il Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Cagliari (in qualità di capofila), e i quattro FLAG presenti in Sardegna (Orientale, Nord, Sud Occidentale e Pescando), attraverso un finanziamento erogato da Argea per la Misura 1.40 del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP).

Gli esiti del progetto sono stati presentati (venerdì 16 giugno) nel corso di una conferenza stampa coordinata da Alessandro Cau, ricercatore e responsabile del progetto per conto dell’ateneo cagliaritano.

FLAGS è un gioco di parole tra la sigla dei quattro Gruppi d’azione locale attinenti a pesca e acquacoltura e l’acronimo di “Fishing Litter and Abandoned Gears in Sardinia”, cioè rifiuti da pesca e attrezzi abbandonati in Sardegna, alla cui rimozione è rivolto il progetto.

STRUMENTI E OBIETTIVI. Lattività sperimentale si è concentrata in particolar modo sulle plastiche e non di meno sugli attrezzi da pesca dispersi e abbandonati. Sono state coinvolte imbarcazioni di diverso genere e stazza, dotandole di contenitori e attrezzature per la raccolta e lo stoccaggio a bordo. Ogni natante ha fornito un contributo a seconda del conferimento minimo: venti chili per il piccolo cabotaggio, cinquanta per il piccolo strascico e cento per i grandi strascichi.

Un momento della conferenza stampa

GRANDE PARTECIPAZIONE. Il budget all’inizio ha previsto il coinvolgimento di quattro soggetti per ognuno dei Flag, ma la volontà di adesione è stata sorprendente, suffragata da un gran numero di richieste. Quindi i soggetti sono diventati dodici cooperative in rappresentanza di venti imbarcazioni, dalla piccola pesca artigianale e pescaturismo fino ai pescherecci in acciaio da trentacinque metri per la pesca d’altura, capaci di stare fuori dal porto anche per cinque giorni a settimana.

RISULTATI. Dal novembre 2022 (quando l’appalto per il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti è stato affidato alla ditta Ecogemma di Assemini) le imbarcazioni sono riuscite a rimuovere dal mare oltre due tonnellate di spazzatura di ogni genere. Nello specifico, in 156 pescate che vanno dai dieci agli ottocento metri di profondità sono stati raccolti 1700 oggetti provenienti da ogni zona del Mediterraneo, per una massa complessiva di 2400 chili di rifiuti, con un massimo di 318 chili in una singola pescata su un fondale di 400 metri. È emerso che la tipologia di rifiuti più diffusa per singoli pezzi è senza dubbio la plastica monouso (dominante a livello numerico), seguita dai contenitori in alluminio e dalle bottiglie di vetro.

Da un punto di vista della massa invece, i rifiuti più incisivi si sono rivelati gli attrezzi da pesca abbandonati. Stiamo parlando in buona misura delle reti perdute sul fondo, che ora possono essere recuperate più agevolmente attraverso l’azione delle reti in attività.

NUOVA LEGISLAZIONE. Fino all’approvazione della Legge Salvamare del maggio 2022, i pescatori che rimuovevano la spazzatura in mare venivano sanzionati, in quanto era considerata rifiuto speciale. Il cambio di rotta ha permesso un intervento diretto della categoria, oltre una notevole riduzione dei costi di smaltimento.

PROSPETTIVE. I pescatori hanno svolto un monitoraggio sistematico zona per zona, fornendo dati utili alla produzione di strumenti normativi adeguati. L’ipotesi è quella di riconoscere una premialità per questo tipo di servizio, dato che i pescherecci da fondale sono gli unici in grado di prelevare rifiuti a centinaia di metri di profondità. Grazie anche alla nuova legislazione, questo servizio potrà trovare continuità in maniera sistematica e permanente nel normale corso delle attività di pesca.




Parco di Porto Conte e Area Marina Protetta Capo Caccia Isola Piana: il weekend perfetto per il turismo attivo ad Alghero

Parco di Porto Conte e Area Marina Protetta Capo Caccia Isola Piana alla Bitas: un weekend ricco per le aree protette di Alghero. Dagli Stati Generali sul Turismo Attivo passando per il “Press trip” fino all’Educational Tour, l’Ente parco protagonista della Borsa internazionale del Turismo.

Un fine settimana ricco e intenso alla Bitas per il Parco di Porto Conte e Area Marina Protetta Capo Caccia Isola Piana. Prima tappa l’intensa giornata, dagli Stati Generali del Turismo Attivo in Sardegna presso la sala conferenze dell’Hotel Catalunya al “Bitas Market” dell’ex Mercato Ortofrutticolo. Qui sono stati accolti i visitatori per raccontare le peculiarità uniche del nostro EcoMuseo e le sue eccellenze naturalistiche, museali ed enogastronomiche. Accanto agli attrattori e alle aziende certificate del Parco non poteva mancare la Filiera Cerealicola con la degustazione del pane della tradizione, in collaborazione con l’Accademia Sarda del Lievito Madre e Slow Food. A seguire c’è stato il “Press trip” ovvero una giornata dedicata ai giornalisti e blogger, guidati da Exploralghero in un tour a bordo delle vetture elettriche nell’Oasi Faunistica di Prigionette. Il viaggio è proseguito poi fino a Punta Giglio: qui gli operatori della comunicazione sono stati accolti al Rifugio di Mare – MAPS – Punta Giglio, Alghero dalla Cooperativa Il Quinto Elemento e hanno potuto scoprire e degustare i prodotti del Parco, per poi visitare il #MAPS e spostarsi infine a Porto Conte. L’ultima tappa dell’evento riservato alla stampa è stata al MASE, il Museo Antoine De Saint-Exupéry, mentre nel pomeriggio, invece, presso il CEAS Porto Conte ha presentato le sue attività di educazione ambientale. Chiusura della Bitas con l’Educational Tour con un nuovo gruppo di giornalisti e tour operator che sono rimasti incantati dalla bellezza del territorio protetto e dalla calorosa accoglienza ricevuta a Casa Gioiosa, il gruppo ha deciso di trattenersi nel EcoMuseo oltre il tempo stabilito dal loro programma per poter scoprire da vicino alcune delle aree più amate del Parco. Dai musei di Tramariglio, infatti, alcuni di loro sono stati accompagnati presso il punto panoramico del belvedere di Capo Caccia, mentre altri hanno raggiunto i sentieri per il trekking che conducono alla Torre della Pegna. Il tour si è concluso nel sito archeologico della Villa Romana di Sant’Imbenia. “La Bitas è stata un occasione importante per la promozione del Parco di Porto e Area Marina Protetta Capo Caccia Isola Piana che ha visto numerosi operatori del settore del turismo attivo recarsi nelle bellezze naturalistiche dell’Ecomuseo oltre che gustare le prelibatezze dell’enogastronomia locale, tutto questo – commentano il Presidente Tilloca e componenti del direttivo Grossi e Bardino – sarà sicuramente utile per far crescere la fruizione del nostro territorio protetto”. 




Alghero, 20 dicembre 2022. SPOSTAMENTO TEMPORANEO ISOLA ECOLOGICA.

Si comunica a tutta la cittadinanza che al fine di permettere lo svolgimento delle manifestazioni calendarizzate per il Capodanno 2023 che interesseranno il Piazzale della Pace, nei soli giorni del 21 – 28 Dicembre e 3 Gennaio, l’isola Itinerante abitualmente qui dislocata sarà spostata in Via Corsica.
Si approfitta per ricordare che l’uso dell’isola Itinerante in questione dev’essere limitato ai soli casi di estrema necessità per conferimenti extra delle frazioni differenziate (plastica, carta, vetro, umido) e del secco e che il sistema primario di raccolta rimane quello del Porta a Porta, secondo il calendario vigente.
A tal proposito son stati disposti controlli presso tutte le isole itineranti dislocate nel territorio Comunale.


Servizio Comunicazione Istituzionale
Comune di Alghero




Sard-IX, arriva a Sassari l’unico Internet Exchange Point dell’isola

Simone Dore

SASSARI. Si chiama Sard-IX, acronimo di Sardegna Internet Exchange, ed è un prodotto Nexim che porta a Sassari il primo Internet Exchange Point (Ixp) dell’isola, cioè un punto di interconnessione neutro attraverso il quale i principali provider di rete si connettono e scambiano traffico gratuitamente, rivoluzionando i vantaggi di navigazione sul web. Detto così non fa molta impressione, ma in soldoni permetterà agli utenti sassaresi di accedere a Internet alla massima velocità possibile in Italia e in Europa: in città dal 15 dicembre si viaggia a ben 10 gigabit per secondo (2.5 gigabit per secondo in upload) rispetto a una media che finora è stata di 1 solo gigabit, con un tetto massimo di 5 per un solo fornitore di servizi.

Il progetto è stato presentato a Sassari dal CTO di Sard-IX, Simone Dore, un genio tutto sassarese trapiantato a Milano, fondatore di Nexim e inserito nel 2021 tra i migliori top manager in Italia dalla prestigiosa rivista Forbes.

«Tutti gli Exchange hanno come base il traffico locale – ha affermato Dore –. Ciò significa che, se si va a cercare un film su Netflix si può evitare un percorso lunghissimo che ci costringeva a fare la ricerca magari a Milano, mentre ora si andrà a prenderselo a Sassari, dove c’è una replica dello stesso file direttamente nel data-center di Carbonazzi. Il traffico viene erogato dall’operatore o fornitore di contenuti OTT (over the top), cioè Facebook, Netflix, Amazon prime video, ecc.».

A Sassari al momento hanno già aderito al sistema il Comune con le strutture a esso collegate e l’Azienda Ospedaliero Universitaria, che ora viaggiano attraverso una banda ultralarga. Come ha spiegato Dore, l’Ixp è un punto di interconnessione neutro al quale si connettono tutti gli operatori che, facendo peering, scambiano traffico ad alta velocità e lo consegnano ad altri operatori che ne hanno necessità (ad esempio Google e Amazon).

Circuiti di Sard-IX

Per fare un esempio pratico, il sistema funziona come un hub aeroportuale che collega voli nazionali con voli internazionali, consentendo alle compagnie di scambiare passeggeri negli scali in aeroporti locali invece che in Paesi diversi, in modo da garantire viaggi a bassa latenza e ad alte prestazioni.

L’obiettivo principale dell’Ixp è quello di facilitare l’interconnessione attraverso un punto d’accesso di scambio, riducendo al minimo la parte del traffico di rete di un provider di servizi Internet, che altrimenti deve passare attraverso un provider upstream, cioè a monte della filiera. I vantaggi sono notevoli: dal miglioramento della larghezza di banda al trasferimento di dati ad alta velocità, dalla riduzione di latenza alla tolleranza d’errore.

Dal 2023 Sard-IX arriverà a Cagliari per poi estendersi a tutta la Sardegna: «Vogliamo creare un’isola completamente digitalizzata – ha annunciato Dore –. Un’isola alla quale, già da ora, è offerta la possibilità di ospitare grandi realtà internazionali, permettendo condizioni paritetiche a quelle di cui sono dotate, ad esempio, le aziende con base a Milano. Il nostro sogno è che si possa godere di internet alla massima velocità con il piacere di vivere in un luogo dove la qualità della vita è insuperabile. Vogliamo fare in modo che non si abbia più paura di aprire una sede in Sardegna per il solo timore di un gap nelle connessioni rispetto alla penisola o al resto del mondo. Il nostro intento ora è quello di raggiungere in primo luogo la pubblica amministrazione».

Simone Dore nel data center di Carbonazzi, a Sassari



Al Parco di Porto Conte e AMP Capo Caccia Isola Piana, l’Educational day annuale

Parco di Porto Conte e Area Marina Protetta Capo Caccia Isola Piana organizzano, Giovedi 24 Novembre, il primo Educational Day dell’anno scolastico 2022/23. La giornata sarà aperta a Casa Gioiosa dai saluti del Presidente Tilloca, dal Sindaco Conoci e dagli assessori Montis e Cocco. 

Giovedì 24 Novembre, nella sede di Casa Gioiosa, si terrà il primo Educational Day, dell’anno scolastico in corso. Meeting annuale riservato ai dirigenti e docenti delle Scuole di ogni ordine e grado, alla sua ottava edizione, è dedicato, come consuetudine, alla presentazione delle proposte didattiche programmate nell’ambito delle attività del Ceas Porto Conte, il nostro Centro di Educazione Ambientale alla Sostenibilità, accreditato dal Sistema Infea (Informazione, Formazione, Educazione Ambientale) della Regione Sardegna.  L’Educational Day 2022 sarà l’occasione per i partecipanti di scoprire e vivere il Ceas: la metodologia, le aule didattiche all’aperto e al chiuso, le nuove attività in collaborazione con la Soprintendenza di Sassari e Nuoro, gli allestimenti immersivi ed emozionali, sperimentando i nuovi prodotti didattici tecnologici a supporto dell’educazione ambientale e confrontandosi sui temi della Strategia regionale dello Sviluppo Sostenibile, ispirati all’Agenda 2030 dell’ONU. 



Il programma della giornata prevede, alle ore 9.00, l’accoglienza a Tramariglio con un percorso libero di conoscenza delle aule didattiche del Ceas. Seguono i saluti del Presidente Tilloca, dal Sindaco Conoci e degli assessori Montis e Cocco e poi l’introduzione del direttore Mariani. Dopo sarà il turno di “Vivi il Parco – Scuole” ovvero le proposte educative, i prodotti didattici multimediali, i giochi didattici interattivi a cui seguiranno le visite nei siti dell’area protetta Villa Sant’Imbenia e Cala inferno, non prima di aver gustato i prodotti col Marchio di Qualità del Parco durante la pausa pranzo. 

L’Educational Day 2022 è inserito nel progetto del Ceas PortoConte, avviato a Dicembre 2021 e finanziato dal Servizio sostenibilità ambientale, valutazione strategica e sistemi informativi (SVASI) dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente – Regione Autonoma della Sardegna.




Aumento prezzi si “mangia” ripresa nell’Isola

INFLAZIONE – L’aumento dei prezzi si “mangia” la ripresa nell’Isola:
+6,1% a febbraio e 5,3% di crescita annua. Allarme di imprese e
cittadini: mai così dal 1991. Lai e Serra (Confartigianato Sardegna):
“L’inflazione è la nuova “pandemia economica alla quale si deve dare
una risposta concreta, imminente ed efficace”.

E’ un’inflazione da record quella che in Sardegna sta aggredendo
imprese e famiglie, passata dallo 0,8% di febbraio 2021 al 6,1% dello
stesso mese di quest’anno (quinta posizione in tutta Italia per il
maggior incremento dei prezzi, prima la Sicilia con +6,8%), con un
incremento netto su base annua pari al 5,3% (decima posizione), dato
che non si registrava dal luglio del 1991. Il 73% dell’aumento dei
prezzi, pari a 4,9% punti di inflazione, deriva dai beni energetici,
che a febbraio di quest’anno hanno subìto un incremento del 27,4%
rispetto allo stesso mese dell’anno appena concluso, passando così
dal’1,3% del 2021 a 28,7% del mese in corso.

Sono questi i dati che emergono dall’analisi sulla crescita
dell’inflazione, realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato
Imprese Sardegna, e riportata nel dossier “Ultime tendenze su
inflazione al consumo e prezzi delle imprese, nel contesto del
caro-commodities”, che ha rielaborato i dati dell’ISTAT tra febbraio
2021 e febbraio 2022. Il rapporto ha esaminato il trend di ben 10
gruppi di prodotti e servizi, per oltre 230 prodotti. In particolare
vi sono le tendenze dei prezzi di 92 prodotti e servizi in mercati con
una significativa presenza di imprese artigiane, di cui 29 sono
riferiti a prodotti alimentari e bevande e 17 a servizi a maggiore
vocazione artigiana. Il report, inoltre ha verificato le tendenze dei
prezzi alla produzione manifatturiera e del costo di costruzione e dei
prezzi dei servizi.

A livello territoriale sardo è la nuova provincia di Sassari quella
che ha registrato l’incremento più alto nell’Isola con un +5,6%,
passata dallo 0,7% di febbraio 2021 al +6,3% dello stesso periodo di
quest’anno. Importante anche il dato registrato su Cagliari, con
l’inflazione passata dall’1% di febbraio 2021 al 5,6% di quest’anno,
per un netto del + 4,6%. La provincia di Olbia-Tempio ha registrato un
aumento solo del 2,3%, derivato però da una analisi ha preso in
considerazione l’incremento da dicembre 2021 (3,8%) e febbraio 2022
(6,1%)

In Sardegna, come detto, la prima posizione per incremento dei prezzi
è relativa alle voci relative ad acqua, elettricità, gas e carburante,
che hanno registrato una impennata dei prezzi del 27,4% in un anno,
passati dal 1,3% al 28,7%. In seconda posizione i trasporti, cresciuti
dell’11,3% (da -0,8% al 10,5%). Terza posizione per gli alimentari,
cresciuti del 4,8%, passati dall’1,2% al 6%, per un incremento del
4,8%. Quarta posizione per i servizi relativi all’istruzione che da un
negativo -3,6 del 2021 sono passati a uno 0,0%, realizzando una
crescita del +3,6%. Impennata anche per la ristorazione, cresciuta del
2,7% (da 1,9% a 4,6%), mobili/arredamento con +2,6% (da 0,1% a 2,7%) e
sanità +0,9% (da 0,6% a 1,5%). Al contrario, una decrescita si
registra nei prodotti della comunicazione con -0,1%, per alcool e
tabacchi con -0,8% e spettacoli con -2%.

“L’aumento generalizzato e prolungato dei prezzi – commenta Maria
Amelia Lai, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – sta
portando alla diminuzione del potere d’acquisto della popolazione e
mettendo in crisi le imprese, strette tra la morsa delle tasche vuote
delle persone e l’incredibile aumento dei prezzi delle materie prime”.
“Purtroppo – continua la Presidente – le tensioni inflazionistiche,
continuano a scaricarsi sul “carrello della spesa”, e quindi su beni
alimentari, pulizia e igiene personale e manutenzione della casa. Al
di la di questo, è molto preoccupante soprattutto la crescita dei
costi del carburante per autotrazione e per il riscaldamento, e quindi
anche il costo dell’energia elettrica e del gas. Ed è proprio su
queste ultime voci che non si vede una prospettiva positiva”.
“L’inflazione è la nuova “pandemia economica” alla quale si deve dare
una risposta concreta, imminente ed efficace – rimarca Maria Amelia
Lai – il rischio dei costi che stanno esplodendo, soprattutto quelli
energetici e delle materie prime, si potrebbe presto tradurre in
saracinesche abbassate. Infatti, lo diciamo per l’ennesima volta, la
forte spinta dei costi, insostenibile in alcuni settori, sta riducendo
i margini delle imprese e determina un pesante rialzo dei prezzi alla
produzione”.

“I dati della nostra analisi ci dicono che, di fatto, siamo di fronte
a una economia razionata, quasi di guerra – commenta Daniele Serra,
Segretario di Confartigianato Imprese Sardegna – bisogna subito
invertire questa tendenza pericolosa, ovviamente nei limiti delle
possibilità del Governo”. “Comprendiamo bene come nessuno abbia la
bacchetta magica per risolvere un problema che ha caratteristiche
mondiali – conclude Serra – ma vorremmo che si facesse in fretta
perché il peso degli aumenti dei prezzi sui bilanci di cittadini e
imprese si fa sempre più gravoso. Per questo ribadiamo la necessità di
interventi veloci e ah hoc per ridurre l’effetto deflagrante che
questa situazione potrebbe avere sulla ripresa e per non soffocare i
segnali positivi di una possibile ripresa post covid”.

WWW.CONFARTIGIANATOSARDEGNA.IT
Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna