Dal rogo di Bonorva il video-spot contro gli incendi nell’isola

Il filmato promosso da GAL Logudoro-Goceano e ConsulMedia come messaggio di sensibilizzazione e di riscatto per il territorio

BONORVA. Un video-spot per mostrare al mondo la devastazione degli incendi e la volontà di riscatto di un territorio profondamente colpito. Un territorio dalle magiche suggestioni nel cuore del Meilogu, che nei primi giorni d’agosto si è trasformato in un inferno di fuoco per decine di aziende agricole, mandando letteralmente in fumo migliaia di ettari di pascolo, macchia mediterranea e aree boschive, e danneggiando gran parte degli stabilimenti di un’azienda simbolo come l’Acqua minerale di Santa Lucia.

È stato un duro colpo al cuore per tutta la Sardegna, in una giornata da dimenticare sul fronte degli incendi.

Un evento che avrebbe potuto provocare ben più tragiche conseguenze, e che ha spinto il GAL Logudoro Goceano (impegnato in quest’area afflitta dallo spopolamento in un’oculata operazione di innovazione sociale legata al turismo), a lanciare in collaborazione con ConsulMedia un forte segnale di sensibilizzazione attraverso un filmato dalle forti suggestioni.

In trentasei secondi, il regista Antonello Carboni ha assemblato un mosaico di immagini, molte delle quali amatoriali, crude ma vere, raccolte dagli stessi lavoratori, dai titolari delle aziende, dagli uomini del Corpo forestale regionale, dai Vigili del fuoco o dal sindaco del paese, per immortalare alcuni tra i momenti più drammatici delle operazioni di spegnimento.

Nell’intreccio di suoni e immagini il tintinnio della catena di imbottigliamento delle acque minerali viene sommerso dal crepitio delle fiamme. Ed è allora che le immagini parlano da sole, presentando tutta la forza distruttrice del fuoco e il risultato del suo triste passaggio.

Una desolazione resa ancor più evidente dalle riprese del drone, che mostrano all’orizzonte una distesa senza più colori tranne uno. Il nero. Il pretesto narrativo per l’ideazione della clip è arrivato proprio dagli spezzoni amatoriali, improvvisati, molti dei quali diffusi qua e là sui social.  Il tutto per rifuggire da una superflua messa in scena e consentire al “cinema del reale” di farsi messaggio di sensibilizzazione per una vasta comunità come quella sarda.

Da qui la declinazione dello slogan “Il fuoco brucia. Dentro”, segno di manifesta impotenza interiore nel debellare una volta per tutte questo vile gesto di inciviltà. “Dentro” anche come metafora di una terra, di un’isola, che lentamente muore a causa degli incendi, i quali lasciano ferite ben più profonde dei soli danni materiali. Lo slogan può prestarsi a letture diverse, ma ciò che conta davvero è non perdere la speranza di risollevarsi.

Il video può essere visto al seguente link sulla pagina facebook del GAL: https://www.facebook.com/watch/?v=3275222195895537




Isola ecolofica itinerante per la raccolta dei rifiuti domestici

Servizio di raccolta rifiuti extra con la presenza dell’isola ecologica itinerante

Alghero, 22 giugno 2020 – Giovedì 25 giugno inizia il servizio extra di raccolta dei rifiuti domestici (carta- plastica-metalli-vetro-umido-secco residuo) tramite “l’isola ecologica itinerante”.

“L’isola ecologica itinerante” non sostituisce il sistema di raccolta “porta a porta”, che resta il principale sistema di raccolta quotidiano dei rifiuti, ma può essere utilizzata per il conferimento extra dei rifiuti che, eccezionalmente, per diversi motivi non sono stati conferiti nel rispetto del calendario di raccolta “porta a porta”.

“L’isola ecologica itinerante” sosterà dalle ore 15.00 alle ore 20.00 in queste zone:

– in Via De Curtis (a giugno nella giornata di domenica 28 e nei mesi di luglio e agosto ogni sabato e domenica).

– in Via De Gasperi (a giugno nella giornata di giovedì 25 e a luglio e agosto ogni lunedì e giovedì).

L’isola itinerante sarà costantemente presidiata da un operatore che sovraintenderà al corretto conferimento dei rifiuti.  

programma isola itinerante PDF




Niente passaporto per la Sardegna, nell’isola libera circolazione.

“Da domani c’è libertà di circolazione senza condizioni ma poi è giusto che ogni presidente di regione rafforzi i propri sistemi di controllo e di prevenzione sanitaria. Il presidente della Sardegna Solinas non ha più posto una condizione pregiudiziale, sta lavorando con tutti gli altri su meccanismi che consentano di rafforzare la prevenzione territoriale. In Sardegna non sarà infatti necessario il passaporto sanitario, come aveva richiesto il governatore per i turisti.”

Così il ministro Boccia oggi a la vita in diretta su Rai 1




L’Isola Scelga Quali Scuole Finanziare: Della Carenza Di Rianimatori Ed Anestesisti Ai Tempi Del Coronavirus.

È noto a tutti come l’emergenza Covid-19 non abbia fatto altro che mettere in risalto le già note debolezze del SSR: se prima le difficoltà avevano inciso sulle lungaggini delle liste d’attesa ed incrementando i viaggi della speranza per i nostri pazienti, al momento dell’arrivo della pandemia in Sardegna la carenza di specialisti è emersa in tutta la sua drammaticità. In primis per i Rianimatori: le cronache riportano soluzioni d’emergenza come la messa in servizio di medici militari ed il corso di addestramento all’intubazione orofaringea, destinato ad Infermieri e Cardiologi, organizzato al San Francesco di Nuoro ed aspramente criticato dall’Associazione di Rianimatori ed Anestesisti AAROI.

Soluzioni dettate dall’emergenza, secondarie all’applicazione del “Decreto Semplificazione” che aveva permesso l’assunzione, come Dirigenti, dei Medici Specializzandi al IV e V anno di corso. Anche in questo caso la mancata programmazione e l’impossibilità di valorizzare la formazione dei Medici della Sardegna ha influito pesantemente. Tra i Medici in formazione o appena formati dalle Università di Cagliari e Sassari, sono stati assunti solo 30 medici mentre almeno 12 hanno abbandonato le scuole negli anni, spesso per trasferimento, o hanno accettato in emergenza contratti al di fuori dell’Isola, rientrando nelle regioni di origine. Vale a dirsi, un numero di professionisti pari all’organico attuale di un Reparto di Rianimazione di II livello (HUB Regionale), specialisti mancati nel momento dell’emergenza. Problematiche destinate a ripetersi, se la RAS non difenderà le proprie norme di programmazione, affinandole nella concertazione con lo Stato ed evitando di soccombere dinanzi ad una sentenza della Corte Costituzionale.

A questo proposto Mèigos aveva richiesto il rafforzamento dei compiti di valutazione e monitoraggio delle specializzazioni carenti al “Osservatorio Regionale per la Formazione Medico Specialistica” (d.Lgs 368/99 art 44, DGR 37/8 del 2007, DAR 29 del 2016), in alternativa alla proposta, contenuta nella PL 82 (Agus ed altri), della creazione di un nuovo Osservatorio.

Per questo ente, già composto dai rappresentanti delle Università e delle Aziende del SSR, e secondo la nostra richiesta coordinato dall’Assessorato alla Sanità, prospettavamo di rinforzare un ruolo attivo nel proporre il numero e la scelta dei contratti da finanziare in virtù del numero di medici specialisti carenti nell’Isola. L’articolo sull’Osservatorio è stato rimosso dal testo definitivo della LR 6/2020 ed il compito rimane unicamente in capo all’Assessorato. Nel frattempo l’”Osservatorio Nazionale”, ovvero l’organo che dovrebbe assicurare la qualità della formazione in Italia, coordinare gli organi regionali e redigere i report su una previsione del turnover sanitario, nonostante le rassicurazioni del Ministro Speranza, non è stato ancora nominato. È unanime l’idea che per il prossimo concorso SSM20 gli accreditamenti siano destinati a replicare il numero di posti assegnati nel concorso precedente.

Allo stesso tempo, abbiamo sempre evidenziato come, al momento degli accreditamenti per i posti di specializzazione e nel finanziamento degli stessi, i numeri gravino pesantemente sul Sistema Sanitario della Sardegna, penalizzando l’Isola.

I numeri in Medicina sono fondamentali, mai ci sogneremmo di proporre un centro di chirurgia se questo praticasse una tecnica con casistica insufficiente per la letteratura scientifica, diverso è il caso in cui questi numeri siano stabiliti a seconda della media dei grandi centri della penisola. La Sardegna (che ospita il 2.7% della popolazione dello Stato), ha naturalmente un numero di posti letto per branca inferiore alle realtà del Lazio e della Lombardia, decisivi quando questi determinano l’accreditamento o meno di una Scuola di Specializzazione.

Altro fenomeno che distorce la percezione della realtà isolana nell’analisi delle carenze, è l’utilizzo del dato numerico di specialisti anziché del dato percentuale rapportato al numero di abitanti. È così che la celebre pagina di Repubblica (vedi infografica) segnala che la carenza più grave per il numero di Pediatri del SSN è prevista in Lombardia “Regione Record”: saranno 510 a mancare entro il 2025; stesso dicasi per il numero di Anestesisti e Rianimatori, meno 315 nei prossimi cinque anni.
Carenze importanti. Se però, cambiando il punto di vista guardassimo agli stessi numeri in proporzione alla popolazione, ovvero a quanti specialisti del SSN mancheranno effettivamente ogni 100’000 abitanti, scopriremmo che la Sardegna supera (ahìnoi!) le regioni record per tre volte su sei: Pediatria (5,0 U. in Lombardia, 15,7 U. in meno in Sardegna), Medicina Interna (3,7 in Lombardia, 4,5 in Sardegna), Anestesia e Rianimazione (3,1 in Lombardia, 4,9 in Sardegna); non sono del resto ottimistiche le previsioni per le restanti branche specialistiche.

Una previsione che descrive il grande limite di una mancata programmazione locale e che vede nell’emergenza attuale i risvolti di una crisi nata con il nuovo concorso ministeriale per l’accesso alle scuole di specializzazione medica (2014): già prima dell’emergenza Coronavirus erano note infatti le gravi carenze nei reparti di Anestesia e Rianimazione di Oristano, Lanusei, Olbia, Iglesias ed Alghero. Per assurdo oggi, se alle carenza di Anestesisti nell’Isola si rispondesse con un incremento delle borse finanziate dallo Stato, si avrebbe una saturazione delle reti formative della Sardegna ad esclusivo finanziamento Ministeriale, escludendo di fatto la possibilità per la Sardegna di poter istituire borse di studio riservate e vincolate al lavoro nelle strutture del SSR.

In questo caso UNICA ed UNISS formerebbero specialisti senza avere nessuna garanzia che questi, in un futuro, scelgano di svolgere il proprio lavoro nel Sistema Sanitario dell’Isola. Appare pertanto minacciosa la possibilità che il Ministero incrementi per il prossimo concorso i finanziamenti destinati alle borse di specializzazione per un totale di 13’000 unità, sovrapponendosi ai finanziamenti regionali, provinciali e degli altri enti ed andando così a saturare tutti i posti accreditati. Una misura simile, senza un corrispondente incremento dei posti accreditati, cancellerebbe di fatto le borse riservate della Sardegna e vanificherebbe gli sforzi e gli impegni assunti dal Legislatore Regionale. Per l’Isola un incremento dei finanziamenti statali che non corrisponda alla crescita del numero di posti a disposizione delle scuole, risulta infruttuoso e controproducente. Ricordiamo inoltre che al prossimo SSM20 i partecipanti potrebbero superare le 20’000 unità ed i finanziamenti statali rimarrebbero comunque inferiori sia al numero di aspiranti specializzandi sia al fabbisogno del SSN.

Guardiamo per questo, con diffidenza, a soluzioni imposte dall’alto che non tengano conto dello status insulare, della bassa demografia e la dotazione infrastrutturale dell’isola: sempre teniamo a mente le innumerevoli soluzioni al depotenziamento del SSR contenute nel DM 70/2015, dove alla carenza di una specialità, si suggeriva alle Amministrazioni “l’aggregazione funzionale con una delle regioni confinanti tramite apposite convenzioni”.

Mèigos chiede all’Osservatorio ed all’Assessorato che nel confronto Stato-Regione si attivino perché le borse per le specialità critiche siano in prevalenza finanziate da fondi di provenienza regionale. La Regione Sardegna dovrà difendere la facoltà di investire negli specialisti di cui più ha bisogno chiedendo al Ministero che i finanziamenti riservati alle scuole sarde siano destinati alle specializzazioni meno critiche, lasciando così che la RAS si concentri sui settori del SSR più in sofferenza. Solo così si potrà assicurare la permanenza degli specialisti sul nostro territorio, scongiurando un aggravamento delle carenze.

Partendo da valutazioni che tengano conto non solo dello stato attuale, ovvero i pensionamenti previsti per il personale ospedaliero, bisognerà procedere considerando insieme, in una programmazione volta a un miglioramento globale del Servizio Sanitario Regionale, gli organici previsti per la specialistica ambulatoriale, domiciliare ed in libera professione. È chiaro che una pianificazione puntuale non possa basarsi unicamente sull’analisi dell’organico in servizio nelle nostre strutture ospedaliere: la giovane età della leva di specialisti in geriatria (solo 9 dirigenti entreranno in età pensionabile nei prossimi 7 anni) non può essere la base per stabilire il fabbisogno stimato per i servizi domiciliari e per la messa in regola delle RSA (ci risulta un fabbisogno stimato pari a zero). L’assenza di specialisti in audiologia e foniatria in età pensionabile (solo uno risulta dipendente nelle strutture del SSR) non può essere la ragione per cui non si preveda alcun contratto di formazione. Allo stesso modo sui pensionamenti previsti dei pediatri ospedalieri non potranno essere calcolate le carenze della pediatria di libera scelta e del servizio consultoriale.

Il nostro appello è volto ad una programmazione che tenga conto delle esigenze reali, evitando che si ripetano errori del passato in cui la Sardegna ha finanziato contratti: “distribuendoli su più specializzazioni, la maggior parte delle quali non particolarmente in sofferenza” (la mappa delle carenze di medici specialisti regione per regione, Anaao Assomed marzo 2019).
La disponibilità di borse è maggiore, con l’obbiettivo futuro di riaprire le numerose scuole di specializzazione delle Università di Cagliari e Sassari, chiuse perché insolventi rispetto ai criteri stabiliti dal MIUR, è oggi possibile, oltretutto, grazie alla LR 6/2020, il finanziamento di contratti di specializzazione nelle Università al di fuori dell’Isola, in maniera complementare nelle specialità più carenti od in quelle attualmente mancanti all’offerta formativa della Sardegna. (chirurgia pediatrica, ad esempio).

L’impegno di Mèigos prosegue: solo lavorando in questa direzione potremmo programmare un turn over armonico per il Sistema Sanitario dell’Isola, solo così potremmo ridurre le crescenti spese di rimborso per le prestazioni extraregionali, solo così potremmo arrestare la graduale dismissione dell’offerta delle nostre Università.

Il Direttivo Meigos – Giovani Medici Sardegna




CONTROLLI AL PORTO DI ISOLA BIANCA: LE UNITÀ CINOFILE DELLA GUARDIA DI FINANZA ARRESTANO TRAFFICANTE NIGERIANO.

Nell’ambito del costante controllo del territorio disposto dal sovraordinato Comando Provinciale di Sassari, i Finanzieri della Squadra Cinofili antidroga del Gruppo di Olbia, impegnati in un servizio volto alla repressione del traffico di sostanze stupefacenti, hanno tratto in arresto un nigeriano, E.D., ventenne residente a Lucca. L’uomo, avvistato allo sbarco delle motonavi presso il porto Isola Bianca, ha attirato l’attenzione delle Fiamme Gialle poiché colto nel tentativo di confondersi tra gli altri passeggeri in evidente stato di preoccupazione.

I cani antidroga Ether, Daff e Ober, pastori tedeschi addestrati al controllo dei passeggeri, hanno immediatamente segnalato lo straniero nell’area prospicente la zona degli sbarchi pedonali della motonave proveniente da Civitavecchia.
La preliminare perquisizione ha dato esito negativo ma, dopo l’analisi dei bagagli e alla luce delle dichiarazioni del controllato, l’esperienza dei militari cinofili li ha spinti a richiedere ulteriori approfondimenti.

Per questo i Finanzieri del Gruppo Olbia, coordinati dal Cap. Carlo Lazzari, hanno accompagnato l’uomo presso la locale struttura ospedaliera dove, grazie ad opportuni accertamenti medici, è stato accertato l’ingerimento di numerosi corpi estranei.

I 16 ovuli – identici per forma, dimensione e confezionamento a quelli sequestrati recentemente in analoghe circostanze – sono risultati contenere eroina e cocaina di altissima qualità. Il peso complessivo della sostanza ingerita si aggirerebbe attorno ai 160 grammi che possono fruttare sul mercato, dopo il taglio, fino a 100.000 euro.

Attualmente l’uomo viene piantonato in ospedale con l’ausilio dei Finanzieri della Sezione Anti Terrorismo e Pronto Impiego, i cosiddetti Baschi Verdi della Guardia di Finanza, già formalmente in stato di arresto per traffico di sostanze stupefacenti, è a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Tempio Pausania per la successiva ed immediata traduzione presso il carcere di Nuchis al termine degli accertamenti medici in corso.




Stintino: All’Isola in Vetrina slow food, promozione locale e tanto spettacolo

All’Isola in Vetrina slow food, promozione locale e tanto spettacolo

Successo a Stintino per l’edizione 2019 della kermesse turistica

Stintino 26 agosto 2019 – Tre serate che hanno confermato il ruolo importante di Stintino nella promozione turistica, sia delle produzioni tipiche dell’Isola sia delle località dell’entroterra. L’edizione 2019 de L’Isola in Vetrina va, così, in archivio con un bilancio positivo, la partecipazione di tanti espositori e un pubblico numeroso che ha gradito la proposta slow food, la gastronomia e gli stand dell’artigianato e delle produzioni isolane.

«Abbiamo puntato tantissimo sullo spettacolo – ha detto l’assessora al Turismo del Comune di Stintino Francesca Demontis – con tre serate e tre ospiti importanti e bravi. Si è rivelato vincente, anche quest’anno, lo slow food. Siamo molto contenti e ci metteremo subito al lavoro per la prossima edizione».

Tante le produzioni che i visitatori hanno potuto scoprire, a partire da gioielli abilmente lavorati dagli artigiani isolani quindi ceramiche, coltelli, oggetti in sughero e oggetti d’arredo per la casa in pietra e bambole in pannolenci e feltro. Affollatissimi, come sempre, gli stand dedicati alla gastronomia dove i tanti turisti hanno potuto gustare i piatti dello street food dagli arrosticini alla pizza fritta, dalle frittelle alle fritture di pesce e ostriche quindi ancora prodotti tipici sardi, panadas e sospiri ma anche Andarinos, pasta e seadas. E ancora, torrone, dolci sardi, miele, liquori sardi, cocktail e birra artigianale.

Le tre serate di spettacoli, poi, hanno accontentato il pubblico variegato, composto da giovani, famiglie e tanti appassionati della musica swing, R’n’R, disco. A dare il via agli appuntamenti è stato Antonio Sorgentone, pianista e cantante, vincitore della edizione 2019 di Italia’s go talent che, accompagnato dalla sua band, ha coinvolto il pubblico con un repertorio mix di musica Anni 50, R’n’R, boogie woogie, brani originali e classici swing italiani di grandi del passato come Renato Carosone o Fred Buscaglione.

È stata poi la volta di Marco Bazzoni, in arte “Baz” che con il suo show di oltre un’ora ha fatto divertire, con gag esilaranti e canzoni, il pubblico presente assiepato sulla scalinata della nuova piazza Cala d’Oliva.

Domenica 25, a chiudere l’edizione 2019 della kermesse turistica è stata la cantante americana Noreda Graves, strepitosa voce solista di uno dei più prestigiosi cori gospel al mondo. L’artista è scesa dal palco e ha coinvolto il pubblico che ha risposto battendo le mani a ritmo e sottolineando gli incantevoli passaggi vocali.

A chiudere le serate ci ha pensato Fabrizio Solinas con sessioni di djset.

L’Isola in Vetrina è stata promossa dal Comune di Stintino e dall’assessorato al Turismo con la collaborazione dell’agenzia La Mirò.




Alla scoperta dell’isola di Malu Entu (Cabras)

DOMENICA 30/06/2019
ALLA SCOPERTA DELL’ISOLA DI MAL DI VENTRE (CABRAS)
Un’acqua dalla trasparenza unica, un’isola con una lunga storia, inaspettatamente abitata da numerose specie di animali selvatici e con un profilo costiero continuamente mutevole.
Visiteremo l’isola con una piacevole passeggiata, adatta a tutti, che ci consentirà di ammirare tutti i suoi variegati aspetti.
Partenza ore 7:30 parcheggio del Cimitero di Monserrato.
Auto propria, pranzo al sacco, acqua da bere abbondante, sosta balneare.
Consiglio scarpe da ginnastica, ombrellone, crema solare, costume e asciugamano.
Durante la passeggiata potremo lasciare i bagagli in spiaggia.
Ricordo che sull’isola non esistono punti di ristoro e non è consentito trasportare sdraio sul gommone.
Costo: € 20 Adulti; € 10 Bambini fino a 12 anni (+ biglietto barca: € 25 Adulti, € 15 Bambini)
L’escursione verrà effettuata, con un minimo 6 adesioni, compatibilmente con le condizioni meteo (vento e mare). 
Adesioni entro e NON OLTRE le ore 20 di  Giovedì 27 Giugno al 3489305607
www.allascopertadi.it




Isola dell’Asinara. – La Guardia Costiera di Porto Torres trasporta a terra un uomo che accusava forte malessere.

GUARDIA COSTIERA CAPITANERIA DI PORTO DI PORTO TORRES ___________________________________________________________________________

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COMUNICATOSTAMPA

TITOLO: Isola dell’Asinara. – La Guardia Costiera di Porto Torres trasporta a terra un uomo che accusava forte malessere.

Nella serata odierna la Guardia Costiera di Porto Torres ha portato a termine un’operazione di soccorso, che ha consentito il trasporto a terra in sicurezza di un uomo che ha accusato un forte malore in località Fornelli dell’Asinara.

L’operazione S.A.R. è iniziata alle 18.00, quando la Sala operativa del 118 ha segnalato la necessità di effettuare l’urgente trasbordo dall’Asinara a terra di un uomo colto da forti dolori al petto, al fine di garantirne la necessaria assistenza da parte di personale medico qualificato.

Immediatamente, la Guardia Costiera ha inviato in zona la dipendente motovedetta veloce CP 810, unità specializzata nella ricerca e soccorso, con a bordo il personale medico del 118, per dirigere presso l’ormeggio di Fornelli e permettere il trasporto a terra dell’uomo che, costantemente monitorato dal personale di bordo, è sbarcato nel porto di Stintino intorno alle ore 19:30 circa.

Non appena ormeggiata la M/V CP 810, l’uomo è stato immediatamente trasferito con un ambulanza al Pronto Soccorso di Sassari per i successivi accertamenti clinici.

Il Comandante della Capitaneria di Porto di Porto Torres, Capitano di Fregata (CP) Emilio DEL SANTO, ha evidenziato che la procedura di evacuazione medica via mare vede periodicamente impegnate le motovedette della Guardia Costiera in un’attività, comunque effettuata previa diagnosi del personale medico competente, dove la tempistica è estremamente importante per assicurare in tempi rapidi il malcapitato alle cure mediche necessarie.

Si allegano alcune foto dell’attività operativa.

Porto Torres, li 22 gennaio 2019

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“Approdi letterari” dell’AES a Olbia: nuovo palcoscenico per L’Isola dei libri


OLBIA. La mostra diffusa del libro sardo conquista un nuovo palcoscenico nel nord-est dell’isola. Per la prima volta, il circuito internazionale di promozione “L’isola dei libri”, un fiore all’occhiello dell’Associazione Editori Sardi, fa tappa a Olbia con “Approdi letterari”: dal 7 al 9 dicembre, negli spazi di Expo-Olbia si terranno tre giornate di appuntamenti per accogliere incontri con scrittori, presentazioni di libri, conferenze, reading letterari e proiezioni di docu-film.
Si parte con un omaggio alla figura e all’opera del grande studioso di Bitti, Michelangelo Pira, a novant’anni dalla nascita, un percorso che vedrà impegnato l’antropologo e giornalista Bachisio Bandinu, che proprio nei giorni scorsi a Carbonia ha tenuto una brillante conferenza con l’AES per parlare agli studenti degli inganni della rete. L’incontro fa parte del format “Annales”, sezione felicemente inaugurata a maggio al Salone internazionale di Torino.
Tra le altre iniziative è molto attesa la proiezione, sabato sera, del docufilm “A Tenore”, che vede al suo esordio, come regista, il virtuoso musicista Gavino Murgia. Nell’arco dell’intero evento sono previsti numerosi incontri con gli autori – come il ricordo del compianto Manlio Brigaglia nel libro-intervista postumo “Tutti i libri che ho fatto” – e pubblicazioni tutte da scoprire tra romanzo, saggistica, bilinguismo, narrativa e storia.
Si arricchisce così di un nuovo tassello il progetto nato dalla volontà di diffondere, e rendere più capillare, la presenza delle opere pubblicate in Sardegna anche in aree periferiche dell’isola. Agli eventi sarà affiancata una vetrina completa dell’editoria sarda, una delle poche occasioni in cui scoprire in un unico allestimento le migliori proposte delle trenta case editrici isolane che hanno aderito all’iniziativa.
L’iniziativa, organizzata dall’AES, è interamente patrocinata e promossa dal Comune di Olbia, che l’ha voluta fortemente. L’Amministrazione confida infatti che questo appuntamento diventi ricorrente, crescendo nel tempo e radicandosi in città.
L’inaugurazione si svolgerà il 7 dicembre, alle 16.30, nell’area Expo e Area Marina protetta di Tavolara, con il saluto del sindaco Settimo Nizzi e gli interventi dell’assessora alla Cultura di Olbia, Sabrina Serra, e della presidente dell’AES, Simonetta Castia.
Il programma. Venerdì 7 dicembre la Società Astronomica Turritana porterà i propri telescopi per osservare il sole e la sua atmosfera. Durante la mattinata l’esperto Gian Nicola Cabizza parlerà di Dante e le stelle con gli studenti delle scuole superiori. In contemporanea, gli autori Diego Corraine e Alessandra Corda incontreranno gli alunni delle scuole elementari per raccontare la storia del Piccolo Principe (Le Petit Prince) di Antoine de Saint Exupery in sardo e in sardo-gallurese.
L’evento prende il via ufficialmente alle 17, nell’Area Marina Protetta, accogliendo la conferenza dal titolo “Da Sos sinnos a Il Villaggio elettronico” dedicata a Michelangelo Pira, con l’intervento di Bachisio Bandinu. Il convegno è inserito in “Annales”, format che individua nella Sardegna un importante obiettivo di riflessione grazie allo spunto tratto da libri altrettanto paradigmatici.
Gli incontri con gli autori della sezione “Tra Isola e mondo”, inizieranno alle 18.30 con l’arrivo di Salvatore Tola e Sandro Ruiu, che illustreranno la loro fatica letteraria dedicata a un grande uomo di cultura recentemente scomparso: “Manlio Brigaglia. Tutti i libri che ho fatto” (Mediando Edizioni), in cui emerge sotto forma di intervista, l’immagine dello storico, quella del giornalista e del docente, ma soprattutto, quella di un “facitore di libri”. Alle 19.15 Giancarlo Tusceri, insieme [NO] agli autori Frédéric Bartocchini ed Eric Ruckstuhl presenta “Pasquale Paoli. La Leggenda” (Taphros Editrice), un libro per ragazzi che racconta attraverso il linguaggio del fumetto la storia anticolonialista del grande patriota corso.
La serata si conclude alle 20 in compagnia di Filippo Pace, che illustrerà il suo libro “La ballata della regina senza testa” (Condaghes), un romanzo ispirato ad Ariosto che tratta di temi universali in modo anticonformista.
Sabato sarà caratterizzato da tre incontri con gli autori all’Expo. Il primo è alle 17 con Maria Tiziana Putzolu, che presenta “Eva canta” (Aipsa edizioni). Alle 17.45 Gianluca Medas propone il suo “Mammai Manna. La grande madre” (Cuec Editrice) e alle 18.30 Sandro Manoni presenta “L’isola delle lusinghe”(Condaghes).
Alle 19.15 un interessante reading letterario a tre voci in gallurese “Aspittendi Pinocchju”, vedrà protagonisti Ivan Raimondo Ponsano, Andrea Columbano, Maria Paola Mariotti, Francesco Giorgioni, Alessandra Corda e Simone Sanna, accompagnati dalle musiche di Alessandro Mazzullo.
Mentre alle 21 il polistrumentista Gavino Murgia presenterà il docu-film “A tenore”, la sua opera d’esordio cinematografico. Subito dopo si proseguirà con un concerto a tema. A introdurre le due serate sarà il giornalista Salvatore Taras.
Domenica la manifestazione si conclude all’Expo con una serata moderata da Francesco Giorgioni, dedicata in particolare alle tematiche di carattere linguistico. Alle 17 Dionigi Pala presenterà il suo libro “Déu mi peldonet e santos!” (Paolo Sorba Editore), una interessante raccolta di detti in gallurese. C’è grande attesa per questa pubblicazione, patrocinata dal Comune di Olbia e inserita nella collana curata da Agostino Amucano, che parteciperà all’incontro per dialogare con l’autore. Alle 17.45 lo scrittore Giuseppe Tirotto illustrerà di “Piccinni in Castorias”, un romanzo in sardo-gallurese (NOR) e, alle 18 Tonino Cau assieme all’autrice Ardjana Toska parlerà del volume “Una gioventù distrutta” (Taphros Editrice), il racconto di una terribile storia tutta al femminile senza filtri o edulcorazioni.




Asinara isola d’Europa

Concluso il convegno sulle celebrazioni del centenario della Prima guerra mondiale e le vicende che portarono sull’isola profughi serbi e prigionieri austroungarici.

Stintino 18 novembre 2018 – Identità, nazioni e minoranze nell’Europa di ieri e di oggi, per capire come sono nate alcune situazioni di crisi che ancora agitano il vecchio continente. Si tratta di eredità del crollo degli Imperi centrali, usciti sconfitti dalla Prima guerra mondiale. L’Europa dopo un secolo rimane un sogno? È stato questo il tema della seconda giornata del convegno “L’Asinara isola d’Europa”, organizzato dal Comune di Stintino al Museo della Tonnara e dedicato alla storia dell’Europa e in particolare al centenario della conclusione della Prima guerra mondiale. Dopo la giornata di venerdì sul “caso Asinara” e sui risultati raggiunti nella ricostruzione delle vicende che videro l’isola diventare un grande campo di accoglienza e prigionia, sabato 17 novembre è stato analizzato il tema della nascita degli stati-nazione in Europa dopo la Grande Guerra.

In apertura, il sindaco Antonio Diana è ritornato sul tema dei prigionieri austroungarici e dei profughi serbi sull’Asinara. «Su 27 mila persone si salvarono in 21mila. Le autorità non solo sanitarie riuscirono a contenere il contagio delle malattie. Credo sia importante sottolineare quel grande sforzo». Il colonnello Giuseppe Levato, vicecomandante della Brigata Sassari, ha portato i saluti del comandante, il generale Andrea Di Stasio. «La Brigata Sassari nella Prima guerra mondiale è stata la brigata più decorata dell’esercito italiano. Oggi occorre parlare alle giovani generazioni, affinché capiscano l’importanza del vivere insieme in Europa». Alain Pasqualini, in rappresentanza della Regione Corsica, ha messo in evidenza che «l’Europa oggi è come un’isola, minacciata da epidemie non più sanitarie ma ideologiche. Occorre battersi per un’Europa dei popoli, anche di quelli senza stato, come i sardi e i corsi o i catalani. Abbiamo bisogno di un’Europa pacifica e democratica. Ecco perché non dobbiamo dimenticare le lezioni della Prima guerra mondiale».

Spazio quindi alle relazioni. Sui prigionieri di guerra in Sardegna, non solo confinati sull’Asinara, è intervenuto Giorgio Madeddu, del Comitato sardo centenario Grande Guerra. «Grazie ai documenti dell’Archivio dello Stato maggiore dell’esercito e di altri archivi, tra cui quelli comunali, è stato possibile ricostruire l’arrivo dei prigionieri, suddivisi in reparti che riprendevano i nomi dei piroscafi. Ma furono subito classificate anche le nazionalità. L’Asinara anticipa quello che poi avviene in Europa con la disgregazione degli imperi centrali e l’emergere dei popoli e delle nazioni prima comprese nell’Impero austro ungarico», ha esordito Madeddu. In Sardegna non c’era però solo l’Asinara. Un altro campo di concentramento era presso la miniera di Monte Narba nel Comune di San Vito, destinato solo agli ufficiali. Ma i prigionieri erano anche impiegati nel lavoro. Dai primi mesi del 1917 numerosi paesi sardi ospitarono decine di prigionieri di guerra “concessi” per interventi di forestazione, per lavorare in miniera o in grandi opere civiche». Un’altra storia rimossa e da ricostruire riguarda gli internati civili: un nome conosciuto è quello di Amelie Posse Brazdova, che raggiunse il marito ceco nel 1916 e che raccontò queste vicende in “Interludio di Sardegna”.

Bartolomeo Fineo, del Laboratorio di Storia di Rovereto, ha invece ricordato le vicissitudini dei soldati trentini inquadrati nell’esercito austroungarico, italiani di lingua ma sudditi di Francesco Giuseppe. Un ritorno sofferto a casa fu quello di 4mila ex prigionieri in Russia: diventati cittadini italiani dopo la guerra finirono nella missione in Estremo Oriente, in Cina. Alcuni si scontrarono con altri ex commilitoni che nel frattempo si erano arruolati nell’Armata Rossa. Filippo Sallusto, dell’Università di Cassino, ha ricostruito la situazione politica nei Balcani, le tensioni già presenti nella seconda metà del XIX secolo, i rapporti con l’Albania e con la Serbia. La memoria dei prigionieri ungheresi nell’isola dell’Asinara è stato il tema dell’intervento di Gabor Margittai (Külső Magyarok – Media Provider per le minoranze ungheresi all’estero), che ha illustrato il progetto “I soldati fantasma dell’Asinara” contro l’oblio e l’occultamento.

Didier Rey, del Laboratorio Lisa dell’Università di Corte (Corsica), ha analizzato le battaglie ideologiche sul numero di caduti corsi nella Prima Guerra Mondiale, sopravvalutati numericamente in chiave patriottica francese fino a 48 mila (numero irreale se solo si pensa che nella Grande Guerra furono 50 mila i corsi mobilitati nell’esercito francese), oggi si è tornati ad una cifra realistica di 10-12mila.

Un’altra nazione senza stato è la Catalogna. Joan Elies Adell Pitarch, dell’Istituto delle Lettere Catalane (Generalitat de Catalunya), ha richiamando in apertura del suo intervento quanto avvenne al termine della Grande Guerra: già allora un gruppo di catalani si appellò al presidente americano Wilson chiedendo l’applicazione a loro favore del principio di autodeterminazione dei popoli.

Completamente diversa invece la situazione dei tedeschi dei Sudeti, nel 1910 tre milioni e 252 mila, oggi ridotti ad appena 19 mila, ha detto Richard Neugebauer (Bohemia Troppau – rappresentante della minoranza tedesca in Boemia e Slesia) soffermandosi sulla disparità tra contadini di lingua tedesca e ceca in Boemia come una una delle cause del crollo dell’Impero Asburgico; mentre Marinella Lorinczi ha illustrato l’origine dell’espressione minoranza nazionale, un concetto, e al contempo un problema, che appare proprio subito la Prima Guerra Mondiale. L’ultimo intervento è stato di Johan Maggman, esponente del Fuen, l’Unione federale delle nazionalità europee, appartenente alla minoranza linguistica svedese in Finlandia.

A chiudere il convegno l’intervento in video di Tamara Scheer (Istituto di Storia dell’Europa Orientale dell’Università di Vienna) e la proiezione del documentario “I prigionieri dell’Asinara” di Gàbor Margittai e Anita Major.

L’appuntamento di Stintino è arrivato a coronamento di un lungo percorso, avviato dall’amministrazione comunale stintinese nel 2013 con il progetto per le “Commemorazioni di pace: i profughi serbi e i prigionieri austroungarici nell’isola dell’Asinara durante la prima guerra mondiale”, avviato in occasione del centenario della Grande Guerra. Un progetto che assieme al Comune di Stintino, capofila dell’iniziativa, vede coinvolti anche il Comune di Porto Torres, il Parco nazionale dell’Asinara, l’Università di Sassari, Dipartimento di Microbiologia diretto dal professor Salvatore Rubino, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la collaborazione della Camera di commercio del Nord Sardegna e della Fondazione Banco di Sardegna.