Is.Be, al via lo sportello linguistico di Villanova Monteleone: coinvolti sei comuni del territorio

VILLANOVA MONTELEONE. L’Istituto di Studi e Ricerche Camillo Bellieni di Sassari dà avvio al progetto “Sa limba sarda in sos ufìtzios e in totue“, portando a Villanova Monteleone e nei comuni limitrofi due linee d’azione che, oltre alle consuete attività istituzionali di Sportello linguistico, daranno vita a diversi laboratori di promozione culturale con il coinvolgimento di scuole e aziende locali.

All’interno del progetto sono inseriti i Comuni di Villanova Monteleone, Monteleone Roccadoria e Olmedo, sotto la guida dell’operatrice Maria Leonarda Correddu, quindi Mara, Padria e Romana, affidati all’operatrice Lucia Sechi.

Tra i laboratori più attesi, a partire da giovedì 16 giugno ci sarà il “Laboratòriu de coghina in sardu. Màndigos de su connotu“, un corso di cucina sarda, gratuito e in presenza, che si svolgerà dalle 15.30 alle 19 nei locali dell’ex Asilo dell’infanzia, in via Lavagna 1 a Villanova Monteleone. La docenza è affidata a Lucia Sechi e il ruolo di tutor a Maria Leonarda Correddu. L’invito degli organizzatori è quello di affrettarsi nelle iscrizioni, in quanto il tetto di partecipazione prevede un massimo di venticinque iscritti.

Il progetto mette in calendario altri tre laboratori. Il primo è dedicato ai “Paesaggi e luoghi: visite guidate in sardo”, con la realizzazione di un video promozionale riservato a ognuno dei territori dei Comuni aderenti. Il secondo si intitola “A scuola con l’esperto”: è un corso di animazione linguistica, di consulenza e di supporto agli insegnanti nelle scuole di ogni ordine e grado presenti nel territorio coinvolto.

Il terzo è “Il mio territorio produce”, un’iniziativa nata attraverso la collaborazione tra imprese per l’etichettatura e il riconoscimento DE.OO.SS di prodotti con determinate caratteristiche storiche, culturali e territoriali nel settore gastronomico, enologico, dell’accoglienza, della ristorazione e dell’artigianato di pregio. Lo sportello linguistico di Villanova Monteleone (finanziato per l’annualità 2021) affiancherà quello già presente nella sede Is.Be di Sassari, gestito dalle operatrici Daniela Masia e Francesca Sini. A Villanova Monteleone e Olmedo sono previsti inoltre due corsi di formazione della durata di trenta ore ciascuno. Per info e prenotazioni contattare i numeri 079 230268 o rivolgersi a [email protected].




Is.Be e Coppieters insieme ad Alghero per approfondire “Il lessico della politica nell’Europa contemporanea”

Un precedente convegno organizzato da Is.Be e Coppieters

ALGHERO. Per comprendere la complessità dell’Europa contemporanea è più che mai necessario orientarsi nella foresta di termini che, usati e abusati nel dibattito pubblico, sono spesso presentati in modo fuorviante rispetto al loro reale significato storico. A tale scopo, l’Istituto Camillo Bellieni di Sassari e la Coppieters Foundation di Bruxelles promuovono l’incontro “Il lessico della politica nell’Europa contemporanea” che sabato 4 settembre, alle 9.30, metterà a confronto esperti e specialisti nei suggestivi spazi all’aperto dell’agriturismo Sa Mandra di Alghero (km 1 della Strada Provinciale 44).

Termini come indipendentismo, nazionalismo, federalismo, populismo, “sovranismo” e Stato sono sempre più spesso oggetto di distorsioni concettuali e di critiche ingannevoli, sostengono gli organizzatori: “Tutto questo non crea consapevolezza nelle dinamiche delle Nazioni senza Stato, le cui affermazioni non vengono comprese dalla gente comune. Anche perché i media, nel tentativo di leggere i fenomeni politici del presente tendono a esprimere i concetti in maniera agile e sintetica, talvolta ricalcano i condizionamenti culturali della propria epoca”.

L’obiettivo della conferenza è quello di proporre un quadro più chiaro e completo delle diverse tematiche, operando una risignificazione dei termini in funzione di un “dizionario” capace di aiutare a comprendere meglio la complessità dell’Europa contemporanea. L’iniziativa è sostenuta dalla Regione Autonoma della Sardegna e finanziata dal Parlamento Europeo, nella prospettiva di consentire ai relatori di esprimere le proprie opinioni in maniera autonoma.

Il programma. La mattinata di studi, coordinata dall’avvocato Attilio Pinna, prenderà il via con i saluti istituzionali della presidente Is.Be, Maria Doloretta Lai, del sindaco di Alghero, Mario Conoci, e quindi di Gonçal Grau, membro del Bureau della Coppieters Foundation e della Fundacio Nexe.

A parlare di territorio, comunità, federalismo, sovranismo e Stato, sviscerandone i significati più profondi dal punto di vista etimologico, storico e politico, saranno rispettivamente i relatori Michele Pinna, Antonello Nasone, Giangiacomo Vale, Paolo Bellini e Omar Chessa.

L’evento suggella per la quarta volta in Sardegna la collaborazione tra l’Istituto Bellieni e la Coppieters. Nel 2018 il sodalizio tra i due enti di ricerca aveva permesso di approfondire le idee e i protagonisti dell’indipendentismo europeo, nel 2019 i diritti e le sovranità nell’UE e nel 2020 le tematiche sulle particolarità del nostro continente. La partecipazione è gratuita e aperta al pubblico ma rigorosamente soggetta al rispetto delle norme anti-covid.




Bonorva, grande partecipazione per il tributo all’intellettuale Antonio Sanna

Il gruppo di relatori

BONORVA. Un intellettuale innamorato della sua terra d’origine, culla di una variante tra le più espressive di una lingua, quella sarda, alla quale era riuscito a restituire valore accademico. Antonio Sanna era anche profondamente affascinato dalla cultura vedica che aveva scoperto in India, prigioniero di guerra degli inglesi. Sono tanti gli aspetti che contraddistinguono la figura di questo bonorvese illustre, classe 1918, la cui statura è stata ricordata sabato scorso a Bonorva in un incontro molto partecipato, organizzato dall’Istituto Camillo Bellieni di Sassari assieme all’Amministrazione comunale e in collaborazione con la Proloco, a quarant’anni dalla scomparsa.

Nei saluti d’apertura, l’assessora alla Cultura Laura Di Settimio si è detta onorata di approfondire la personalità e l’operato di Sanna attraverso le testimonianze di docenti, amici e familiari che con lui ripartirono momenti di vita e di lavoro. Un intendimento condiviso con il sindaco Massimo D’agostino, felice di rendere il giusto riconoscimento a un personaggio che ha rappresentato “la bonorvesità più autentica”, come già si era riusciti a fare con altri grandi come Paolo Mossa e Peppe Sotgiu.

Dopo la proiezione del video documentario realizzato da Giovanna Ruggiu, la tavola rotonda moderata da Lucia Sechi ha preso il via con l’intervento di Attilio Mastino, che ha sottolineato quanto il paese di Bonorva, considerato da Giovanni Spano la Siena di Sardegna, dovesse aver giocato un ruolo fondamentale nella formazione di un uomo che durante la sua esistenza avrebbe dato tanto alla lingua sarda. Il già rettore dell’Uniss ne ha ricordato l’importanza per il rinnovamento del Premio di poesia Ozieri, e il tentativo di far entrare l’insegnamento del sardo nelle scuole, al di là di ogni contesto puramente folcloristico.

Un momento dell’incontro in aula consiliare a Bonorva

Anche secondo Michele Pinna, direttore scientifico Is.Be, Sanna aveva rappresentato la svolta per il Premio Ozieri, sottraendo il concorso alle originarie visioni pionieristiche e ponendo seriamente il problema dell’elaborazione di un canovaccio di norma ortografica. Un canovaccio che, pur garantendo l’accesso a tutte le varianti locali, considerate una ricchezza, avrebbe rappresentato l’ossatura per la futura Limba Sarda Comuna. Per Pinna, Sanna ha avuto certamente il grande merito di restituire dignità agli studi accademici del sardo, dopo Leopold Wagner.

Tra gli ex colleghi dell’intellettuale bonorvese, Leopoldo Ortu ha descritto i tratti fondamentali che ne caratterizzavano l’operato, e in particolare la metodologia della ricerca storica. Ortu ha rievocato alcuni momenti di lavoro in comune e ha invitato a riscoprire le sue opere, tra le quali ha riproposto alcuni passaggi de “Il dialetto di Sassari”.

Nel ricordo vivo di Maurizio Virdis, docente di Linguistica sarda nell’Ateneo cagliaritano, che fu allievo di Antonio Sanna, il suo maestro affiancava allo studio del puro glottologo una visione più ampia della lingua, inquadrata come un elemento centrale dell’umanesimo. Secondo Virdis, parte della sua anima era rimasta in India, nel cui sostrato popolare aveva forse individuato affinità con la realtà sarda nella quale era cresciuto. Tuttavia la sua patria intima era rimasta sempre Bonorva.

Ma è stata la figlia Nicoletta a smontare gli equivoci sulle idee del padre, contese tra le diverse scuole di pensiero che da sempre caratterizzano lo studio della lingua sarda. Una lingua che per Antonio rappresentava un patrimonio culturale dal carattere pluralistico, tutto da conquistare e non da subire. A chiarire gli aspetti sul titolo di Mahatma ricevuto in India da un consesso di saggi durante gli anni di prigionia, è stata invece l’altra figlia, Francesca. Dalle diverse testimonianze è emersa quindi la figura di un gigante che, come ha ricordato la presidente Is.Be Maria Doloretta Lai nell’intervento conclusivo, era votato a portare dentro le massime istituzioni scientifiche quanto già nasceva dentro il suo cuore. Il suo contributo resta ancora vivo non solo per Bonorva ma per tutta la Sardegna.

Il pubblico durante l’incontro dedicato ad Antonio Sanna



Is.Be e Coppieters Foundation insieme per “L’Europa delle particolarità”

Da Sassari un webinar internazionale con l’obiettivo di evidenziare l’identità del territorio come principio di autodeterminazione delle nazioni senza Stato

SASSARI. La collaborazione tra l’Istituto Camillo Bellieni di Sassari e la Coppieters Foundation di Bruxelles continua a produrre risultati importanti sul piano dei diritti all’autodeterminazione dei popoli.

Il 12 dicembre, dalle 16 alle 18, l’Is.Be in sinergia con la Coppieters propone un webinar dedicato al tema “L’Europa delle particolarità. L’identità del territorio come principio di autodeterminazione”.

Il progetto mira a porre all’attenzione del pubblico e dei media il riconoscimento del valore del patrimonio territoriale in tutte quelle comunità presenti nell’attuale continente europeo, in particolar modo nelle comunità senza Stato, perseguendo istanze politiche di autodeterminazione.

«Per patrimonio territoriale si intende non solo un luogo fisico geografico – afferma Michele Pinna, direttore scientifico Is.Be – ma il complesso di saperi, culture, stili che costituiscono, organizzano e trasformano un determinato territorio».

«L’obiettivo dell’iniziativa è quello di fare chiarezza sul concetto di identità – spiega Maria Doloretta Lai, presidente del Bellieni – e sulle modalità con le quali questo concetto possa essere politicamente orientato in qualità di energia costruttiva, sia per la crescita della coscienza dei luoghi, sia per l’affermarsi di un’Europa vista come un insieme di peculiarità che ambiscono a stare insieme nel riconoscimento delle proprie differenze».

Programma. In collegamento dalle 15.45 sulla piattaforma Microsoft Teams, il convegno online prenderà il via alle 16 con i saluti di Maria Doloretta Lai e di Antonello Nasone, rappresentante Is.Be all’interno della Coppieters Foundation. I contenuti dell’evento saranno introdotti da Michele Pinna.

Seguiranno numerosi interventi a tema. Il docente Giangiacomo Vale presenterà una relazione dal titolo “Dall’unità culturale all’Europa meta-nazionale”; il ricercatore Antonello Nasone parlerà de “L’identità plurale”; il docente Sebastiano Mannia tratterà di “Sardegna e Sicilia: identità isolane”.

Intorno alle 17.20 a parlare di “Territorio e comunità” sarà il docente Michele Pinna, per approfondire i “cardini dell’autodeterminazione e di un nuovo modello di sussidiarietà”; l’avvocato Attilio Pinna illustrerà “La situazione dei diritti fondamentali in Europa”; e quindi Ettore Beggiato tratterà de “L’esperienza del Veneto”; infine Giulio Maria Chiodi parlerà di “Popoli, territori, federazione”. Seguiranno le conclusioni.

La partecipazione è libera e gratuita. Per ricevere il link di iscrizione è necessario inviare un’email a [email protected].




A Orotelli l’Is.Be premia Sardware

Il riconoscimento è stato consegnato nel weekend durante l’evento annuale itinerante “L’ischis ma no l’ischis”, che si è tenuto per la prima volta in Barbagia

 

OROTELLI. Tecnologia e lingua sarda: binomio vincente. Il progetto Sardware realizzato da quattro giovani volontari che si occupano di tradurre applicazioni e programmi informatici in sardo, si è aggiudicato il premio “Si moves sa limba, sa limba ti movet”, destinato dall’Istituto Camillo Bellieni di Sassari a personalità che si siano distinte in maniera significativa nella diffusione e nella promozione della lingua sarda.

Il riconoscimento è stato consegnato nel weekend durante l’evento itinerante “Si moves sa limba salimba ti movet”, l’appuntamento conclusivo delle attività svolte ogni anno dall’istituto sassarese di studi e ricerche, che per la prima volta si è tenuto in Barbagia, accolto da un pubblico numeroso nel Centro polivalente di Orotelli.

A ricevere la pergamena dalla mani del direttore scientifico Is.Be, Michele Pinna e dalla presidente Maria Doloretta Lai, sono stati Lisandro Beccu di Silanus, Gianfranco Fronteddu di Oliena, Luca Meloni di Mamoiada e Adrià Martin di Barcellona. Quest’ultimo è un giovane catalano che dopo aver frequentato l’università di Cagliari si è appassionato di lingua sarda, divenendo un perfetto parlante della variante campidanese.

Il progetto è ancora in fase embrionale, finora sono stati tradotti telegram, facebook, un navigatore jps e sono in programma altre applicazioni. «L’idea è nata dalla volontà di avvicinare la lingua sarda agli strumenti della modernità e portarla sempre più alla portata dei giovani – hanno sostenuto i vincitori –. Con il sostegno anche da parte delle istituzioni si potrebbe fare meglio. Questo premio ci dà un po’ più di carica per proseguire nella giusta direzione».

All’incontro di Orotelli, coordinato dalla responsabile della formazione Is.Be, Daniela Masia Urgu, lo stesso primo cittadino Giovannino Marteddu si è espresso in lingua sarda, manifestando soddisfazione per le attività realizzate in collaborazione con l’Istituto. A dare avvio alle attività è stata l’esibizione a tenore de “Su Cuncordu de Oroteddi Terra ‘e oro”.

Nel corso della mattinata sono consegnati gli attestati di partecipazione ai corsisti di Arzana, Bonorva, Gavoi, Girasole, Bolotana, Martis, Nuoro, Fonni, Pozzomaggiore, Sassari e Tula. Sono intervenuti i docenti Daniela Masia Urgu, Lucia Sechi, Francesca Sini, Adriana Cocco, Immacolata Salis e Ivan Marongiu.

Tra le curiosità, per la prima volta in trent’anni di attività (traguardo festeggiato proprio nei giorni scorsi) il Bellieni ha consegnato per la prima volta i diplomi di competenza linguistica C1, ai corsisti Daria Baroni, Angelo Cocco, Maria Elena Cocco, Franceschina  Falchi, Marco  Satta, Fabio Tuseddu, tutti di Martis.

L’evento è stato occasione per presentare il libro postumo del compianto Enzo Espa, “La risata dei muri vecchi. Su risu de sos muros betzos”, pubblicato dalla Edes a cura di Michele Pinna.




L’Istituto Camillo Bellieni di Sassari compie trent’anni, sabato la cerimonia all’Hotel Grazia Deledda

Il 23 novembre dalle 16.30 una serata per raccontare lo spirito e l’azione di una struttura che si è distinta in particolar modo nella valorizzazione di lingua, storia, letteratura e cultura sarda, nell’ottica di un’isola proiettata verso l’Europa

La presidente Is.Be Maria Doloretta Lai e il direttore scientifico Michele Pinna

SASSARI. L’Istituto di studi e ricerche Camillo Bellieni di Sassari festeggia i primi trent’anni di vita. La cerimonia del trentennale si svolgerà sabato 23 novembre, dalle 16.30, nella Sala conferenze dell’Hotel Grazia Deledda, in viale Dante, alla presenza del direttore scientifico Michele Pinna, della presidente Maria Doloretta Lai e di tutti gli operatori, i docenti, gli allievi, i giornalisti, gli amministratori, i politici e i simpatizzanti che in questi decenni hanno avuto modo di collaborare alle innumerevoli iniziative messe in campo dalla struttura.

Sarà una straordinaria occasione per incontrare i protagonisti e rivivere le numerosissime esperienze realizzate dall’associazione fondata nel novembre del 1989 con il nome di Camillo Bellieni, soldato della Grande Guerra, storico e filosofo, anima del movimento combattentista sardo e italiano, fondatore e primo direttore nazionale del Partito Sardo D’Azione. Meno noto di Emilio Lussu al grande pubblico, è stato tuttavia uno degli intellettuali sardi di levatura europea più lucidi e raffinati della prima metà del Novecento.

La serata presentata da Salvatore Taras, sarà animata da interventi, mostre, esposizione di locandine storiche, testimonianze video, recitazioni poetiche a cura di Antonello Unida, Clara Farina e Roberto Demontis, e quindi dai canti de “Su Cuncordu Castellanesu”, quale veicolo per raccontare lo spirito e l’azione di un’istituzione che rappresenta un po’ la cartina al tornasole di trent’anni di storia culturale e politica non solo della Sardegna, ma anche dell’Europa. Sarà inoltre presentata l’ultima pubblicazione promossa a marchio Is.Be, il libro postumo del compianto Enzo Espa, “La risata dei muri vecchi”, relativo agli insulti, imprecazioni, ingiurie dei parlanti la lingua sarda logudorese.

«Sin dalla sua fondazione, avvenuta nello stesso anno della caduta del Muro di Berlino, pur nella sua autonomia organizzativa l’Istituto ha coltivato con cura metodologica e scientifica i valori storici del sardismo culturale, dell’autonomismo e dell’indipendentismo – ha spiegato Michele Pinna –. E ne ha seguito, pur nella propria indipendenza di giudizio, i mutamenti politici e organizzativi che rendono codesti valori più che mai attuali, anche nel tempo presente, nella consapevolezza che la nostra isola non sia affatto slegata dalle vicende politiche e culturali internazionali».

L’Istituto Bellieni si è distinto in particolar modo nell’ambito della tutela e della valorizzazione della lingua, della storia, della letteratura e della cultura sarda nelle sue diverse forme ed espressioni. È attivo nel coordinamento di sportelli linguistici, nella realizzazione di corsi di alta formazione, nella traduzione dal sardo all’italiano e viceversa per tribunali e uffici pubblici, nella ricerca filosofica e in quella archivistica, ed è editore della rivista periodica Sesuja.

Membro del Bureau della Coppieters Foundation di Bruxelles aderente all’ALE, è più che mai operoso nella promozione di convegni locali e internazionali inerenti il tema delle Nazioni senza Stato, delle minoranze linguistiche e culturali, dei rapporti politico istituzionali fra la Sardegna, l’Italia e l’Europa.

«L’invito è aperto a tutti – ha affermato Maria Doloretta Lai – per chiunque abbia piacere di conoscere la nostra storia e ripercorrere insieme quello che è stato il lavoro svolto finora, e suscitare curiosità anche per ciò che avremo modo di fare e costruire insieme al contributo di persone che ancora non ci conoscono».




Un consorzio di tutela per “sos logos de Angioy”

Dai percorsi di turismo identitario dell’Istituto Camillo Bellieni potrebbe nascere un organismo capace di veicolare la storia della Sardegna come strumento di promozione del territorio. L’annuncio è stato dato domenica nel corso dell’appuntamento di Ittiri e Uri

L’idea di veicolare la storia della Sardegna come strumento di promozione del territorio sta forse per diventare realtà. L’iniziativa “In sos logos de Angioy” messa in campo dall’Istituto Camillo Bellieni nell’ottica di realizzare un percorso di turismo identitario, potrebbe essere la base per dare vita a un consorzio di tutela dei luoghi accomunati direttamente o indirettamente dal passaggio di Giommaria Angioy durante i moti antifeudali di fine Settecento.

L’obiettivo è quello di mettere insieme sinergie e risorse per grandi campagne di promozione, di comunicazione e valorizzazione di un territorio che tocca una gran fetta del nord Sardegna, a partire da Santu Lussurgiu per arrivare fino a Santa Teresa di Gallura.

In qualità di animatore, l’Is.Be si propone come capofila di un organismo nel quale avranno la possibilità di interagire diverse figure, a partire dalle Amministrazioni comunali per arrivare ai titolari di cooperative, associazioni culturali, professionisti, operatori commerciali e del settore accoglienza, ristoratori, produttori, gestori di servizi agroalimentari e tutte le altre personalità singole interessate a far parte del gruppo.

L’annuncio è stato dato durante il nono appuntamento del percorso culturale che domenica ha fatto tappa a Ittiri e Uri, permettendo di scoprire il ruolo chiave di queste due comunità del Coros nelle avvisaglie della sarda rivoluzione. Le vicende e i personaggi dei due paesi sono stati evidenziati attraverso le voci guida dello studioso Antonello Nasone, dell’archivista Stefano Alberto Tedde e dell’archeologa Giuseppina Ruggiu.

Sono state visitate l’abbazia di Nostra Signora di Paulis, edificata nel XIII secolo dai monaci cistercensi, dove è stata ricordata la figura emblematica di Piero Cao, conosciuto come il Padre Bianco. La comitiva si è poi trasferita all’interno della chiesa di San Francesco, dove rinfrancata dalla gradevole frescura degli ambienti interni, ha potuto approfondire la personalità di don Vincenzo Serra, il più agguerrito antagonista dei feudatari Ledà.

Il confronto fra le due fazioni portò nel 1798 a una pasqua di sangue, quasi in stile Ok Corral, in un conflitto a fuoco che fece strage tra le vie del paese. Lo “strumento d’unione” fu invece firmato nei pressi della chiesa di San Pietro, che è stata anche l’ultima tappa del percorso mattutino dell’Is.Be.

In serata il gruppo si è trasferito a Uri per visitare i più significativi monumenti, tra i quali la chiesa di Nostra Signora della Pazienza e la casa Dettori-Delogu, che fu dimora di Giorgio Pinna-Mulas, sindaco del paese coinvolto nella rivolta antifeudale assieme a suo fratello, il viceparroco Giovanni.




“Angioy e il suo tempo”, convegno Is.Be all’Archivio di Stato di Nuoro

Il 26 aprile l’Istituto Bellieni organizza un convegno all’Archivio di Stato di Nuoro per ricordare la figura dell’Alternos e l’epoca dei moti rivoluzionari sardi di fine Settecento. Un particolare focus sarà improntato su Nuoro e la Barbagia ai tempi della Sarda rivoluzione

NUORO. Come si viveva a Nuoro e in Barbagia durante il periodo della Sarda rivoluzione di fine Settecento? La risposta a questa e altre domande relative a uno dei momenti più emblematici della storia dell’isola sarà data durante il convegno “Angioy e il suo tempo – Riflettendo sulla nostra storia ai tempi della sarda rivoluzione (1793-1796)”, che si terrà venerdì 26 aprile alle 10.30, nella Sala studio dell’Archivio di Stato di Nuoro, al colle di Sant’Onofrio in via Mereu 39.

Introdurrà i lavori la direttrice Angela Andrea Oriani, che darà spazio agli interventi di Antonello Nasone, dottore di ricerca in filosofia, e di Stefano Alberto Tedde, operatore di sportello linguistico.

Il convegno sarà incentrato non solo sulla figura dell’Alternos durante il triennio rivoluzionario, ma anche su tutti i risvolti sociali, politici, socio-economici dell’isola e delle istituzioni sabaude alla fine del XVIII secolo. In particolare verrà anche fatto un focus sulla situazione nella città di Nuoro e nei vari territori della Barbagia. Si tenterà inoltre di capire come mai contadini, pastori e villici di queste zone non si unirono al movimento di protesta che caratterizzò invece il Capo di sopra della Sardegna.