Dal 17 al 19 gennaio al Teatro Comunale il laboratorio dedicato a “uso e abuso della voce: podcast, audio e radiodrammi”, alla scoperta del mondo sonoro come possibilità professionalizzante e creativa
ITTIRI. Lui è Sergio Ferrentino, regista, conduttore e autore radiofonico, autore teatrale e televisivo, produttore e docente. Dal 17 al 19 gennaio sarà al Teatro Comunale di Ittiri per tre giorni con “Sussurri e Grida”, il Laboratorio dedicato a “uso e abuso della voce: podcast, audio e radiodrammi”. Un incontro che vuol essere in primis una chiamata all’ascolto come invito a studiare e approfondire i fondamenti audio, la voce indiretta e al microfono, la narrazione come scoperta e tecnica per sperimentare il mondo sonoro come possibilità professionalizzante e creativa.
L’iniziativa si propone come luogo di condivisione e messa in pratica di ciò che concerne l’universo acustico e le sue declinazioni artistiche, dal podcast al radiodramma, con un momento conclusivo di registrazione dei monologhi a cura dei partecipanti.
Lunghissimo il curriculum di Ferrentino, nativo di Ivrea, che ha iniziato la sua carriera radiofonica nel 1979 realizzando e dirigendo RadiOlona Popolare a Legnano, per poi entrare nel 1981 a Radio Popolare con sede a Milano. Dal 1997 al 2012 ha collaborato con Rai Radio 2, dal 2003 con RSI Rete Due e del 2012 con Radio 24. Nel campo dell’editoria ha pubblicato per Feltrinelli e per la Garzanti, e per la tv ha affrontato la sua prima trasmissione “Un Fantastico Tragico Venerdì” sulle reti Fininvest con la Gialappa’s Band, mentre su Rai 3 è stato coautore con Massimo Cirri della prima edizione di “Fuori orario” con Enrico Ghezzi.
Notevole anche la sua attività nel mondo del Teatro. Dal 1988 ha iniziato a collaborare come coautore con Lella Costa, insieme alla quale ha prodotto sette spettacoli teatrali. Nel 2010 ha fondato l’associazione RadioMERCURYTeatro.
Il laboratorio è realizzato con il contributo di Fondazione di Sardegna in seno al progetto “Passavamo sulla terra …leggendo!”, in collaborazione con Mab Teatro e Fonderia Mercury. Le attività avranno un costo di 320 euro a partecipante fatturabili e comprensivi di assicurazione. Per info e iscrizioni contattare l’indirizzo email [email protected] o il numero 3498236007.
La locandina del laboratorio. Nella foto in alto Sergio Ferrentino.
Assoluzione dell’Autista nell’Incidente Mortale di Ittiri: Un Caso di Tragedia e Giustizia
Sassari, 9 Gennaio 2024 – Nel tragico incidente avvenuto il 24 novembre 2017 a Ittiri, in cui perse la vita Antonio Meloni, un giovane studente di 14 anni, l’autista del pullman è stato assolto. Andreuccio Uggias, 50 anni, non è stato ritenuto responsabile della morte del ragazzo. La sentenza, pronunciata dalla giudice Silvia Masala, è stata basata sulle indagini che hanno escluso la colpevolezza dell’autista.
Dinamiche dell’Incidente: L’incidente si verificò alle prime ore del mattino, mentre Antonio aspettava il pullman per andare a scuola. Secondo le indagini, Antonio sarebbe caduto improvvisamente, perdendo l’equilibrio e battendo il capo sul manto stradale. Il bus dell’Arst, guidato da Uggias, avrebbe poi “pizzicato” leggermente l’arto inferiore sinistro di Antonio, già a terra.
Processo Giudiziario: Inizialmente, Uggias era stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo. Tuttavia, le indagini tecniche hanno rivelato che la causa della morte di Antonio fu la caduta, non l’urto col bus. Queste conclusioni sono state supportate sia dall’autopsia che dall’analisi degli indumenti indossati dalla vittima il giorno dell’incidente, confermando l’assenza di fratture o segni di schiacciamento.
BAM Teatro a Ittiri con “La luna e i falò” di Cesare Pavese
ITTIRI. Il 10 marzo alle 20.30 al Teatro Comunale di Ittiri, MAB Teatro presenta “La luna e i falò” di Cesare Pavese, un efficace riadattamento teatrale prodotto da BAM Teatro di Cagliari con l’interpretazione di Andrea Bosca e la regia Paolo Briguglia.
Il romanzo del celebre scrittore piemontese è stato trasformato in drammaturgia e spettacolo, obbligando il pubblico a un confronto in cui la forza simbolica del teatro trasforma le cose, ridestinandole, facendo di un fil di ferro una vigna, di luci lontane una collina, di un ritmo martellante un’ambiente. Tutto l’insieme crea una forte suggestione emotiva nel cuore di chi ascolta.
Nelle parole degli organizzatori, è come immergersi in «un viaggio verso le origini, alla ricerca delle radici dove si nasce e dove si muore, in cui la realtà si fonde con la memoria e una parlata viva e vera si innesta, come fosse una vite nuova, nei tagli freschi della poesia».
Dietro ai fatti, alle fortune e alle miserie umane Pavese intravede simboli eterni del destino in cui tutti, perfino le bestie, sono mossi da un sordo e mai pago desiderio che porta i più fragili a perdersi o a bruciarsi. Tra i protagonisti ci sono Nuto il falegname, il suo amico Anguilla e poi Cinto, il ragazzino sciancato destinato alla miseria e all’ignoranza. Le donne sono solo evocate come un soffio della memoria, ma in qualche modo la loro assenza le rende ancora più presenti.
Se nell’opera di Pavese la maggior parte degli eventi sono collocati al passato, l’intuizione di dare corpo a tre ruoli riporta la storia a vivere qui e ora, a una dinamica in cui i tre personaggi coesistono continuamente, ricreando lo spazio e aprendo la scena ad un controcanto di azioni legate dal filo simbolico dell’immaginazione, proprio come i capitoli di Pavese sono uniti dalla forza lirica della sua scrittura.
L’iniziativa, che è inserita all’interno della stagione teatrale Ittirese promossa da MAB Teatro e diretta da Daniele Monachella, è organizzata con il patrocinio del Comune di Ittiri e il contributo di Fondazione di Sardegna “ThetrOn Officina Mental-Dinamica” Bando Annuale 2023 Settore Arte, attività e beni culturali Teatro, danza e arte di strada”. Per informazioni e prenotazione biglietti è possibile contattare [email protected] o chiamare i numeri 0799941898 – 3498236007.
Ittiri, “Era l’allodola?” rinviato all’11 febbraio
ITTIRI. “Era l’allodola?”, l’irriverente spettacolo ideato e interpretato da Daniele Monachella (premio “Miglior attore protagonista” al Roma Comic Off 2018) non si terrà più il 4 febbraio al Teatro Comunale di Ittiri ma è rinviato per problemi tecnici all’11 febbraio, alle 20.30 sempre negli spazi del Centro per le arti e lo spettacolo di via XXV luglio.
La divertente commedia shakespeariana vede Monachella nel suolo di un sedicente Guglielmo Scuotelapera, “al secolo” William Shakespeare, mentre Ignazio Delogu interpreta l’analista Dottor Trìnculo, con il quale il protagonista si confronterà raccontando la follia, i sentimenti, i vizi e le illogicità più profonde dell’essere umano.
La performance è un’esilarante rivisitazione di alcuni passi del teatro shakespeariano nel costante riferimento al “Romeo e Giulietta”, il testo è del tutto originale e riesce ad esprimere una sottile analisi dell’oggi e delle sue contraddizioni.
“Era l’allodola?” è una produzione Mab Teatro realizzata con il contributo della Fondazione di Sardegna Bando Arte – Pluriennale “Arte, Attività e Beni Culturali” Musica Classica, Lirica e Prosa 2018 e il patrocinio dell’Università di Cagliari (Dipartimento di Filosofia) e dello IASEMS Italian Association of Shakespearean and Early Modern Studies. Per informazioni su biglietti e abbonamenti contattare i numeri 0799941898 – 3498236007 o inviare un’email a [email protected].
“Era l’allodola?” a Ittiri con Daniele Monachella e Carlo Valle: quando Shakespeare riesce a far riflettere sorridendo
Sabato 4 febbraio sul palcoscenico del Teatro Comunale la fortunata commedia finalista al Roma Comic Off 2018
ITTIRI. Meditare e divertirsi? Questo è il problema. Anzi no: con la brillante commedia shakespeariana “Era l’allodola?” si può ridere e riflettere a ritmo serrato viaggiando sul terreno dell’assurdo e dei paradossi della società contemporanea. Attesissima a Ittiri per la nuova stagione culturale promossa daMAB Teatro, la fortunata pièce ideata e interpretata da Daniele Monachella e Carlo Valle andrà in scena sabato 4 febbraio alle 20.30 sul palcoscenico del Teatro Comunale di via XXV luglio.
La performance è un’esilarante rivisitazione di alcuni passi del teatro shakespeariano nel costante riferimento al “Romeo e Giulietta”, ma con un testo originale che riesce ad esprimere una sottile analisi dell’oggi e delle sue contraddizioni. Non una semplice parodia quindi, ma una commedia del tutto autentica che in un’ora e dieci di riflessioni conduce lo spettatore in una dimensione comica e sagace di forte intensità emotiva, la stessa che è valsa a Monachella il premio di “Miglior attore protagonista” al Roma Comic Off 2018.
Tra i protagonisti, un sedicente Guglielmo Scuotelapera (Monachella) “al secolo” William Shakespeare si confronta con il suo analista Dottor Trìnculo (Valle) in un irriverente gioco delle parti dove letteratura e amore descrivono la follia, i sentimenti, i vizi e le illogicità più profonde dell’essere umano.
Nell’opera originale, il canto dell’allodola annunciava l’arrivo dell’alba e così la fine dell’unica notte d’amore passata insieme da Romeo e Giulietta, segnandone il tragico destino. Tra allusioni evocate con arguzia, la citazione chiave tratta dal repertorio shakespeariano è uno degli interrogativi più ambigui che porterà il protagonista verso il tormentato momento di crisi esistenziale.
“Era l’allodola?” è una produzione Mab Teatro realizzata con il contributo della Fondazione di Sardegna Bando Arte – Pluriennale “Arte, Attività e Beni Culturali” Musica Classica, Lirica e Prosa 2018 e il patrocinio dell’Università di Cagliari (Dipartimento di Filosofia) e dello IASEMS Italian Association of Shakespearean and Early Modern Studies.
La stagione culturale attualmente in corso a Ittiri ha già ospitato numerosi spettacoli e personaggi di successo. Tra questi Luca Cupani di Zelig con il suo “Buono come il porridge”, il Concerto per chitarra classica di Emanuele Addis della “Royal Academy of Music” di Londra, il “Canto di Natale” di Charles Dickens portato in scena da Carlo Valle con il violoncello di Giuseppe Fadda, la Compagnia Teatro Ittiri con “Sa duttoressa”, l’anteprima del “terre di confine film festival”, poi Lucia Dore in “C’erano una volta Santa Lucia e la Befana” e infine “Generazione disagio” con il premiatissimo “Dopo di che stasera mi butto”. Dal 23 gennaio al 12 febbraio, grazie a una collaborazione fattiva con BAM Teatro di Cagliari è possibile incontrare ospiti d’eccezione durante le prove dello spettacolo “Mille” con Ninni Bruschetta e Annagaia Marchioro, che debutterà con una prima al Teatro Massimo di Cagliari all’interno della stagione Cedac.
Per informazioni su biglietti e abbonamenti contattare i numeri 0799941898 – 3498236007 o inviare un’email a [email protected].
Teatro, a Ittiri “Dopodiché stasera mi butto” della premiatissima “Generazione disagio”
ITTIRI. Settanta minuti di spettacolo per affrontare i problemi di una generazione il cui disagio “non è solo un ostacolo sulla strada, ma è la strada”. Il 21 gennaio alle 20.30, al Teatro Comunale di Ittiri MAB Teatro presenta il nuovo appuntamento della stagione culturale diretta da Daniele Monachella: “Dopodiché stasera mi butto”, una premiatissima commedia della compagnia “Generazione disagio” prodotta assieme a Proxima Res, realizzata e interpretata dai bravissimi Enrico Pittaluga, Graziano Sirressi, Andrea Panigatti e Luca Mammoli, con la regia del co-autore Riccardo Pippa, il patrocinio del Comune di Ittiri e il contributo di Fondazione di Sardegna.
Lo spettacolo è una cinica e divertente auto-analisi collettiva che non fa sconti a nessuno. È irriverente, comico e profondo, costringe a fare i conti con il mondo che abbiamo costruito e la vita che vorremmo, mentre ci parla d’amore, paura del futuro, lavoro, sessualità, politica, solitudine e rassegnazione.
Attraverso quattro personaggi il pubblico è condotto all’interno di una folle partita, in uno strano e innovativo gioco dell’oca che ha come obiettivo la casella finale del suicidio. Un conduttore coinvolge gli spettatori per fare avanzare tre pedine umane sul tabellone, che sono anche tre figure chiave dell’ultima generazione: un dottorando, un precario e uno stagista.
I tre attraverseranno imprevisti, prove collettive e prove individuali con un ritmo comico serrato e pezzi d’improvvisazione basati su input che vengono dal pubblico. Vincerà chi riesce ad accumulare più sfighe e perciò più “disagio”. Le risate e il divertimento sono assicurati.
Non a caso la commedia ha già vinto il concorso nazionale Roma Playfestival 1.0, il bando Teatro Off Artificio, il bando “Le città visibili” III edizione, il concorso Giovani realtà del teatro, la Menzione speciale Giuria sia al premio Scintille Asti teatro 35 che al Premio nazionale Intransito, e ha raggiunto il record d’incassi e presenze di pubblico al Torino Fringe Festival. Il linguaggio alterna in un ritmo serrato citazioni colte, riferimenti pop e provocazioni trash.
Al Teatro Comunale, dopo l’appuntamento con “Generazione disagio”, il 4 febbraio seguirà “Era l’Allodola?” con Daniele Monachella e Carlo Valle per una produzione MAB Teatro Sassari. Il 10 marzo andrà in scena “La luna e i falò” di Cesare Pavese con Andrea Bosca per una produzione BAM Teatro Cagliari. Il 1 aprile “La supplente” di Giuseppe Manfridi, con Elena Pau per la regia di Giuseppe Manfredi e la produzione di Fabbrica Illuminata Cagliari.
Per info biglietti e abbonamenti contattare [email protected] o chiamare i numeri 0799941898 – 3498236007. L’acquisto in prevendita gode di un prezzo scontato.
“Terre di confine”, emozioni a Ittiri tra cinema e poesia
ITTIRI. Un’anteprima all’insegna della promozione delle scuole di cinema e dei giovani emergenti, con un omaggio agli studenti di cinematografia di Bologna e quindi all’integrazione tra le diverse forme d’arte grazie a una straordinaria performance poetica dell’attore Roberto Demontis.
Il 30 dicembre la XV edizione del “terre di confine film festival” ha regalato emozioni al Teatro comunale di Ittiri tenendo fede allo spirito della manifestazione dedicata al confronto-incontro tra realtà cinematografiche apparentemente lontane.
A introdurre la serata è stato Daniele Monachella, direttore artistico di MAB Teatro e della stagione culturale ittirese, che ha salutato il pubblico assieme al giornalista Salvatore Taras e a Sandro Sarai, presidente dell’associazione Su Disterru che organizza il festival dal 2004.
Le proiezioni hanno preso il via con un video saluto realizzato appositamente per il pubblico sardo dagli studenti della 1F del Liceo Laura Bassi di Bologna. I giovani artisti del Corso Doc hanno presentato “Kebab”, un simpatico cortometraggio sperimentale diretto da Salvatore Rauseo e Giacomo Gherardi con il supporto della docente Anna Conti e del tutor Simone Fratini della Cineteca di Bologna. Il lavoro spazia giocosamente tra i diversi generi cinematografici che vanno dall’azione al romantico senza prendersi troppo sul serio.
Dal Liceo di Bologna è arrivato anche un cortometraggio dal profilo più strettamente documentaristico, “#hoquasivinto”, un’opera collettiva della IIIG che approfondisce il tema attualissimo della ludopatia attraverso interviste a vittime del gioco d’azzardo, a un educatore, a un assessore al Welfare, a un produttore di slot machine e a un docente di matematica esperto di azzardo-patia, che introducono lo spettatore in un mondo complesso in cui proibizionismo e liberalismo non sono l’unica risposta. Il documentario è realizzato con la supervisione della tutor Giulia Peragine di DER e della docente Eugenia Bernardi nell’ambito dell’iniziativa ‘Cinema per la scuola’ del MIUR e MIBAC.
Vera star della serata a Ittiri è stato l’attore Roberto Demontis, che si è cimentato in due avvincenti performance poetiche interpretando “Canto notturno di un tassista errante alla luna” da lui composta e “Moda a Santu Nenaldu” di Remundu Piras in lingua sarda logudorese.
Le due interpretazioni, applauditissime, hanno intercalato quel piccolo capolavoro che è “La favola del dente avvelenato” di Cristiano Mattei, giovane e talentuoso regista sassarese. Intervistati da Salvatore Taras, Mattei e Demontis hanno presentato il corto raccontando aneddoti sulla nascita dell’opera e sullo svolgimento delle riprese nei diversi set, tutti sassaresi, per poi approfondire le criticità e le opportunità offerte dal fare cinema in Sardegna. Il lavoro di Mattei, prodotto per l’Accademia Sironi di Sassari, è stato molto apprezzato dagli spettatori, che hanno sollecitato affinché venga proiettato in altre sale del territorio.
I lavori presentati hanno evidenziato il tema che caratterizzerà la XV edizione del filmfestival, che quest’anno sarà dedicato alle “dipendenze”. Il “terre di confine” è organizzato dall’associazione Su Disterru Onlus con il sostegno dei comuni di Asuni e Solarussa, della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna.
Filmfestival a Ittiri, al Teatro comunale l’anteprima del “terre di confine”
ITTIRI. Il “terre di confine filmfestival” ritorna il 30 dicembre con una speciale anteprima della XV edizione dedicata al mondo del cortometraggio, tra gli appuntamenti della stagione culturale ittirese firmata MAB Teatro. Venerdì sera, alle 19, nella sala del Teatro Comunale di Ittiri, il festival cinematografico accoglierà il regista sassarese Cristiano Mattei e il suo lavoro “La favola del dente avvelenato”, in compagnia dell’attore protagonista Roberto Demontis. L’ingresso è libero e gratuito.
Il film, realizzato per l’Accademia Sironi di Sassari, affronta con toni grotteschi e surreali alcune insidie del benessere e della corsa verso l’ascesa sociale, in un sistema che produce una guerra tra poveri veicolando l’odio in direzione delle classi inferiori, identificate come responsabili della propria condizione.
Nella trama dell’opera, una curiosa famiglia del sottoproletariato trascorre una vita fatta di umiliazioni e di stenti in un passato imprecisato, interpretabile anche come un presente delirante. Il narratore della vicenda, Piorreo, primogenito dall’animo sensibile e fragile, proprio sulla scena del tentato suicidio riuscirà a ribaltare il suo destino grazie all’intervento provvidenziale di una fata.
A introdurre la serata sarà il responsabile di Mab Teatro, Daniele Monachella, direttore artistico della stagione culturale di Ittiri che, assieme al giornalista Salvatore Taras, dialogherà con i protagonisti e con il pubblico. È previsto inoltre l’intervento di Sandro Sarai, presidente dell’associazione “Su Disterru Onlus” che dal 2005 organizza il “terre di confine”, filmfestival dedicato al confronto-incontro tra realtà cinematografiche apparentemente lontane.
Ad anticipare la presentazione de “La favola del dente avvelenato” sarà la proiezione dei corti “Kebab” (in prima visione assoluta) e “#hoquasivinto” realizzati dagli studenti del Liceo Laura Bassi di Bologna, in cui è attivo dal 2015 l’indirizzo documentaristico-cinematografico “CORSO DOC” fondato dal docente Roberto Guglielmi.
“Kebab” è un excursus semiserio sui generi del cinema: la regia è di Salvatore Rauseo e Giacomo Gherardi della IF, con il supporto della docente Anna Conti e del tutor Simone Fratini della Cineteca di Bologna. I giovani registi e il gruppo dei collaboratori racconteranno questo lavoro al pubblico di Ittiri attraverso una clip appositamente dedicata.
“#hoquasivinto” invece è un’opera collettiva della classe IIIG sul tema della ludopatia, realizzata con il tutoraggio di Giulia Peragine di DER e della docente Eugenia Bernardi nell’ambito dell’iniziativa ‘Cinema per la scuola’ del MIUR e MIBAC.
Il terre di confine film festival è sostenuto dai Comuni di Asuni e Solarussa, dall’assessorato alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna.
Risate e applausi a Ittiri per lo spettacolo di Luca Cupani
ITTIRI. Risate a non finire sabato sera al Teatro Comunale di Ittiri per uno strepitoso Luca Cupani che, con il suo “Buono come il porridge”, ha catalizzato l’attenzione del pubblico per oltre un’ora e venti minuti di puro spettacolo.
La sua ironia pungente ricca di sfumature british ha rivelato un talento innato nel coinvolgere gli spettatori, proponendo in chiave originale aneddoti e situazioni paradossali tratte da reali fatti di cronaca, di attualità, da argomentazioni politiche e culturali, dalla storia e dal gossip. Non è stato risparmiato nessuno, mantenendo sempre toni eleganti e scevri di volgarità. Insomma, una comicità intelligente espressa in modo semplice e diretto, con una buona dose di autoironia, aspetti dietro ai quali non è difficile scorgere una preparazione culturale non comune.
Per il comico di Zelig è stato un debutto assoluto in Sardegna, dove ha inaugurato anche l’apertura della prima stagione culturale del Centro per le arti e lo spettacolo, affidata a MAB Teatro. A inizio serata, a fare da apripista dopo l’introduzione del direttore artistico Daniele Monachella, sono stati Aurelio Sechi e Albert Canepa di Stand-up Comedy Sardegna, che hanno scaldato il pubblico con una serie di esilaranti battute one liner.
Come ha spiegato Cupani, il suo incontro con la Sardegna ha radici lontane: «L’ho scoperta prima di esserci mai stato – ha dichiarato – poiché a Londra ho conosciuto tanti emigrati sardi, che ho subito paragonato agli scozzesi d’Italia. Mi ero fatto l’idea di una cultura monolitica, invece qui ho trovato una terra che è quasi un continente, ricca di tante sfaccettature, di tante realtà e tante anime».
Per Cupani le prime esperienze di comicità sono arrivate da giovanissimo, impegnato a far ridere i compagni di classe con battute e imitazioni dei professori. Dopo aver fatto Lettere Classiche, un master con Umberto Eco gli ha permesso approdare nel mondo dell’editoria. Ma il sogno era quello di fare l’attore. Quindi la svolta nella scuola di recitazione alla ricerca di un ruolo drammatico, poi la partenza per Londra.
Qui il genere comico è stato riscoperto quasi per caso. Cupani ha sbancato una sorta di Corrida in salsa inglese al Comedy store, dove ha sbaragliato una trentina di agguerriti concorrenti. Ha preso il via così una carriera che non si è più arrestata, proponendo spettacoli dal vivo e in tv si sia per gli anglofoni che per gli italiani.
La celebrità televisiva è arrivata con Zelig, grazie a uno spettacolo che, dice il comico di origine bolognese: «Proprio come il tipico piatto della tradizione scozzese è ricco di sfumature, di risvolti e di sapori differenti». Inevitabile a questo punto un raffronto con la Sardegna. Ma Cupani si è affrettato a precisare: «Se il mio spettacolo è buono come il porridge, la Sardegna lo è di più». A fine serata il comico si è intrattenuto con i fan scambiando battute e scattando selfie.
La stagione culturale di MAB Teatro prosegue al Teatro Comunale di Ittiri il 20 dicembre alle 20.30 con il Concerto per chitarra classica di Emanuele Addis della “Royal Academy of Music” di Londra.
Il Teatro di Ittiri rinasce a nuova vita sotto la direzione artistica di Daniele Monachella
ITTIRI. Il Teatro Comunale di Ittiri si prepara a una svolta storica. Sabato 3 dicembre, con lo spettacolo “Buono come il porridge” di Luca Cupani, in arrivo direttamente da Zelig su Canale 5, prenderà il via la prima stagione culturale del Centro per le Arti e lo Spettacolo di via XXV luglio 59: fino a maggio 2023 è in arrivo un ricco calendario di eventi grazie alla gestione affidata a Mab Teatro di Sassari sotto la direzione artistica di Daniele Monachella.
L’iniziativa è stata presentata stamattina (28 novembre) da Monachella all’interno dei rinnovati spazi del Teatro, assieme al sindaco Antonio Sau e all’assessore alla Cultura Baingio Cuccu in rappresentanza dell’Amministrazione comunale che ha fortemente sostenuto il progetto.
Nel budget sono stati stanziati i fondi per la riqualificazione della struttura, che si è impreziosita di un sipario, di un proiettore e di uno schermo per cinema, di un service, di un efficiente impianto acustico e di tutte le attrezzature necessarie per una fruizione di tipo professionale. Gli ambienti, a partire dall’ingresso, sono stati trasformati in una sala teatrale a tutti gli effetti, grazie all’opera dell’artista visuale Marcello Scalas.
CALENDARIO DEGLI EVENTI. Dopo l’apertura il 3 dicembre con Luca Cupani di Zelig, il 20 dicembre arriva il Concerto per Chitarra classica di Emanuele Addis della “Royal Academy of Music” di Londra. Si continua il 23 dicembre con “Canto di Natale” di Charles Dickens, portato in scena da Carlo Valle accompagnato da Giuseppe Fadda al violoncello. Il 29 dicembre la Compagnia Teatro Ittiri presenta lo spettacolo “Sa duttoressa”.
Gli appuntamenti proseguono nel 2023, a partire dal 6 gennaio con Lucia Dore in “C’erano una volta Santa Lucia e la Befana” per una produzione “La gatta sul tetto che scotta”. Il 21 gennaio la “Generazione disagio” presenta “Dopo di che stasera mi butto” del Teatro della Tosse di Genova.
Grazie a una collaborazione fattiva con la BAM Teatro di Cagliari, dal 23 gennaio al 12 febbraio sarà possibile incontrare ospiti di eccezione durante le prove dello spettacolo “Mille” con Ninni Bruschetta e Annagaia Marchioro, che debutterà successivamente a livello nazionale.
Il 4 febbraioMAB Teatro porta in scena “Era l’Allodola?” con Daniele Monachella e Carlo Valle. Il 10 marzo Andrea Bosca di BAM Teatro si esibirà in “La luna e i falò”. Il primo di aprile Elena Pau porta a Ittiri “La supplente” per “La fabbrica Illuminata”. Nel mese di maggioDaniele Monachella presenta “Diplomazia Clandestina” di Emilio Lussu, una creazione nata ancora una volta grazie alla collaborazione tra MabTeatro Sassari e BAM Teatro Cagliari.
All’interno del programma è inserito un cartellone sia di prosa teatrale sia di teatro per ragazzi dedicato alle fasce di età scolare (infanzia- elementari- medie) curato dal CeDac Sardegna grazie al prezioso lavoro svolto da Tore Pintus in collaborazione con le scuole del territorio.
Da sinistra: il sindaco Antonio Sau, il direttore artistico Daniele Monachella e l’assessore alla Cultura Baingio Cuccu
Non mancherà lo spazio dedicato alla risata con la rassegna Ittiridens che si avvale del sostegno di Stand-Up Comedy Sardegna. E ancora il cinema con la rassegna cinematografica MoviedIttiri giunta alla terza edizione, e una collaborazione con l’associazione Carta Bianca di Bologna, che ha scelto MAB Teatro come partner per il festival “Mente Locale Visioni sul Territorio”.
La gestione MAB Teatro si avvale del patrocinio e contributo del Comune di Ittiri, del contributo della Fondazione di Sardegna destinato alla produzione teatrale/culturale “Progetto ThéatrOn Offina mental-dinamica Bando annuale 2022” e di un fondo speciale concesso dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ottenuto durante l’emergenza del CoronaVirus.
Grande soddisfazione è stata espressa dal primo cittadino Antonio Sau per il risultato raggiunto: «Abbiamo fatto un investimento importante sia per quanto riguarda l’adeguamento dell’impianto sia per quanto concerne la programmazione, con la volontà di affidarla a professionisti. Il teatro finora è sempre stato utilizzato solo occasionalmente per manifestazioni ed eventi istituzionali. La novità sta nella possibilità di pianificare un’intera stagione di spettacoli teatrali, cinematografici e artistici, e condurre la comunità verso un divertimento sano che non passa più soltanto attraverso la tradizionale offerta sportiva e associativa, per le quali il Comune ha già fatto importanti investimenti, ma anche attraverso la crescita culturale».
«L’obiettivo – ha ribadito Daniele Monachella – è quello di offrire alla collettività di Ittiri e al territorio del Coros la possibilità di beneficiare dell’offerta culturale che il mercato produce attraverso il teatro, la musica, lo spettacolo dal vivo e le sue trasversalità».
Ma c’è un altro obiettivo ancora più ambizioso. Come ha spiegato l’assessore Baingio Cuccu: «È quello di porre il Teatro al centro di un polo culturale, assieme al Museo D’arte contemporaneaLiliana Cano, a fianco del quale sorgerà il Museo del territorio del Coros abbracciando i settori ambientale, etnografico e storico-archeologico, e quindi la Biblioteca Francescana, nei cui locali sarà inserita la Biblioteca comunale. Un importante tassello di quel che noi avevamo immaginato come città culturale».