🏆 Zahra Aga Khan, l’eredità d’oro: Daryz trionfa all’Arc de Triomphe e rinnova la leggenda di famiglia

La principessa Zahra Aga Khan firma una nuova pagina di storia all’ippodromo di Longchamp: il suo purosangue Daryz conquista la corsa più prestigiosa al mondo, riportando alla gloria la dinastia Aga Khan. Un successo che intreccia memoria, tradizione e un pizzico di destino.

Un’eredità costruita sul galoppo

Per la famiglia Aga Khan, vincere l’Arc de Triomphe non è solo una questione di prestigio: è una tradizione radicata nel sangue. Dall’Aga Khan III, che lasciò l’India per dedicarsi ai cavalli, al leggendario Aly Khan – principe playboy e marito di Rita Hayworth – fino a Karim, il creatore della Costa Smeralda, tutti avevano lasciato il segno a Longchamp. Oggi, l’eredità passa nelle mani della figlia Zahra, che ha trasformato il dolore per la recente scomparsa del padre in un trionfo memorabile.


Il destino del “cavallo del defunto”

C’è un vecchio detto nel mondo delle corse: “il cavallo del defunto vince sempre”. Lo confermano le leggende ippiche e, ora, anche Daryz. Il purosangue non aveva mai corso quando l’Aga Khan IV era ancora in vita, ma sotto la guida esperta di Zahra si è rivelato un campione. La principessa, da sempre appassionata e competente, ha portato avanti la tradizione di famiglia con rigore e intuizione, mostrando di avere un talento naturale per l’ippica.


Una vittoria che nessuno si aspettava

Alla vigilia della gara, pochi avrebbero scommesso su Daryz: le quote lo davano lontano dai favoriti, dietro alla brillante Minnie Hauk e ai tre concorrenti giapponesi sostenuti da un intero Paese. Eppure, come già accaduto 35 volte in passato, i cavalli del Giappone non sono riusciti a imporsi. Anche l’italiano Giavellotto, nonostante una buona prestazione, si è fermato al quarto posto, penalizzato da un terreno diventato pesante dopo la pioggia.


Barzalona e Graffard, la coppia vincente

In sella al baio di casa Aga Khan c’era Mickael Barzalona, fantino francese di Avignone, che ha saputo dosare perfettamente le energie del cavallo fino al momento decisivo. Quando ha spinto Daryz in dirittura d’arrivo, il purosangue ha risposto con un’accelerazione irresistibile, superando Minnie Hauk per una testa.
Merito anche dell’allenatore François-Henry Graffard, simbolo della nuova generazione di trainer francesi, che allena i suoi cavalli a Chantilly, sotto le torri del celebre castello del Grand Condé.


Il trionfo e le altre sorprese di Longchamp

Dietro Daryz, Minnie Hauk ha pagato forse una mossa troppo anticipata di Christophe Soumillon, comunque protagonista della giornata grazie a due successi di prestigio con Diamond Necklace e Puertorico.
Mentre i giapponesi rimandano ancora l’appuntamento con la gloria, a scrivere una piccola pagina di storia ci ha pensato l’australiana Asfoora, sette anni, che ha conquistato l’“Abbaye de Longchamp”: mai prima d’ora un cavallo australiano aveva vinto a Parigi.


Un nome che continua a brillare

Con la vittoria di Daryz, Zahra Aga Khan non solo rinnova il mito di una famiglia leggendaria, ma dimostra di saper guardare avanti, fondendo tradizione e competenza. L’Arc de Triomphe, per gli Aga Khan, non è solo una corsa: è il simbolo di una passione che attraversa generazioni, e che oggi ha trovato in Zahra la sua nuova, luminosa interprete.

foto credt:t grande ippica italiana




Harry Allen in concerto a Sassari: al Verdi una leggenda del sassofono

Mercoledì 28 maggio il celebre sassofonista americano apre la sezione Jazz del Festival Internazionale Contrasti 2025 – “Spring Edition

SASSARI. Harry Allen ha scelto Sassari come punto di partenza del suo nuovo tour europeo: mercoledì 28 maggio alle 19.30, al Teatro Verdi andrà in scena il concerto del grande sassofonista americano, riconosciuto a livello mondiale come uno dei maggiori interpreti contemporanei del sassofono tenore. Una vera leggenda vivente del jazz, che promette di regalare al pubblico sardo una serata di elegante intensità musicale.

L’evento d’eccezione inaugura la programmazione Jazz “Spring Edition” del Festival Internazionale Contrasti 2025, organizzato dall’associazione culturale Contrapunctum in collaborazione con Ars Aurelia e l’associazione culturale di volontariato San Domenico – Caniga. L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione di Sardegna.

Il concerto rappresenta un’opportunità imperdibile per il pubblico sardo di ascoltare dal vivo artisti di fama internazionale. Ad accompagnare Allen sul palco sarà un trio di musicisti di straordinaria bravura. Alla chitarra si esibirà Simone Faedda, artista portotorrese di grande sensibilità che vanta collaborazioni internazionali e una discografia di rilievo. Nel 2020 ha inciso proprio con Allen l’album Watering The Roots, pubblicato da GAC Records, a testimonianza di una solida intesa artistica.

Al contrabbasso Emanuele Valente, musicista di origini molisane, versatile e molto apprezzato. Ha collaborato con grandi nomi come Scott Hamilton, Samara Joy e Pasquale Grasso. A completare il quartetto alla batteria è Bruno Brozzu, un talento sassarese garanzia di una ritmica solida e precisa, ricca di gusto e nuance.

Nato nel 1966 a Washington DC, Harry Allen è un artista discografico degli Swing Bros con oltre settanta album come leader e numerosi altri da session man. Ha vinto tre Gold Disc Award, e il suo album Tenors Anyone? ha ottenuto sia il Gold Disc Award che il New Star Award. Le sue pubblicazioni sono state spesso ai vertici delle classifiche di Swing Journal Magazine e Jazz Journal International.

“The big Harry” ha calcato i palchi di festival e jazz club in tutto il mondo, con tournée regolari negli Stati Uniti, in Europa e in Asia. Ha collaborato con nomi iconici come Rosemary Clooney, Ray Brown, Hank Jones, Scott Hamilton, Kenny Burrell, John e Bucky Pizzarelli, Tony Bennett, Sheryl Crow, James Taylor, e molti altri.

Michael Bailey lo ha definito “il Frank Sinatra del sax tenore”, un maestro degli standard, mentre il critico britannico Dave Gelly lo considera uno dei più importanti sassofonisti tenore swing viventi.

L’ingresso è gratuito ma i posti sono limitati. Per info e prenotazioni contattare [email protected] o il numero 393/4632959.




LA LEGGENDA DELLE SANTE SPINE DI IRGOLI. SABATO 8 APRILE SI INAUGURA LA MOSTRA SULLA VIA CRUCIS DI ANNA GARDU

Una mostra sulla via Crucis dal sapore e dal tratto particolare.
Quindici tavole che documentano il percorso doloroso del Cristo con l’ultima di queste dedicata alle Sacra Spine di Irgoli.
Un elemento tra religiosità e leggenda con le Sacre Spine, un tratto distintivo di questa comunità
che è conservata nella chiesa parrocchiale di San Nicola: la tradizione dice che quella è appartenuta alla corona, di spine, appunto, che ha cinto la testa di Gesù nel momento della Crocifissione.

Una tradizione ed una leggenda appunto intrisa di devozione e spirito cristiano. Anna Gardu, dopo l’intenso lavoro dei mesi scorsi, firma una mostra di grande impatto secondo lo stile che caratterizza l’artista capace di creare dei veri e propri gioielli con pasta, mandorle e zucchero. Dolci buoni per il palato e gioia anche per la vista per forma, cromatismi. Abituata alle sfide negli sconfinati campi dell’arte questa volta l’artista originaria di Oliena, è stata chiamata a pensare attraverso le sue opere decorate con un minuzioso processo di miniaturizzazione che esalta tratti e figure, uno dei momenti più toccanti e ricchi di pathos della Settimana santa: la via Crucis.

Calando il rito nei canoni davvero particolari della tradizione di Irgoli, centro che conserva intatte numerose tradizioni (dal canto liturgico alle eccellenze architettoniche), tra queste emerge con forza la Sacra spina. Un tratto distintivo della Pasqua di questo centro della Baronia che in queste giornate è caratterizzato dalla presenza dei fedeli davanti alla teca della parrocchiale. Momenti che diventano sempre più grandi e intensi. In tutte le tavole della Via Crucis di Anna Gardu è rappresentato un telo rosso. Quello in cui rimasero infilzate le sante spine. Ci sarà poi una sedicesima tavola che raffigurerà il mendicante con le spine sante.

La mostra verrà inaugurata nella chiesa di Santu Miali a Irgoli, sabato 8 aprile, alle 18. Oltre all’artista ci sarà il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, da sempre grande estimatore dell’arte di Anna Gardu, il consigliere regionale Franco Mula. L’incontro sarà moderato dal giornalista Antony Muroni. Questa volta stimolata a esporre a Irgoli all’interno della manifestazione Andalas Anna Gardu ha tirato fuori dal suo estro un nuovo capolavoro che i visitatori potranno ammirare nella chiesetta di Santu Miali, dedicata a san Michele, risalente al 1200, è l’edificio sacro più antico di Irgoli. Qui Anna Gardu che porta avanti con orgoglio l’arte dolciaria esistente da quattro generazioni nella sua famiglia ha trovato l’habitat giusto per la sua nuova sfida professionale.

L’EMOZIONE DI ANNA GARDU

“Il mistero delle Sante Spine rivive nelle celebrazioni della Pasqua. Una Via Crucis che ripercorre in quindici tappe il dolore di Cristo. Una corona di spine per ricordarci il dolore di colui che, scegliendo il bene per gli altri ha rinunciato alla propria vita. Le Sante Spine che hanno il dono di rasserenare le anime in pena e donare la pace. C’è un alone di mistero in tutta questa rappresentazione che mi ha particolarmente coinvolta nel riprodurre. Lo stesso mistero che avvolge Irgoli attraverso la figura di un mendicante giunto da lontano, con in dono le originali spine della radice di pace della corona di Cristo”, ha detto Anna Gardu.

Lavorando lo zucchero, l’acqua e le mandorle sono nati gli oggetti in filigrana, i bottoni sardi, le pavoncelle, i grembiuli, gli scialli e le maschere, i piccoli cuori con un interno morbido e dolce ricoperto di glassa finemente decorata con perle e fili d’oro e d’argento commestibili. Tra le splendide creazioni di Anna Gardu non può certo mancare un tipico dolce del suo paese, Oliena: è il gâteaux, dolce croccante di mandorle al profumo di limone citato persino nei romanzi di Grazia Deledda, lavorato anche in composizioni monumentali tali da essere considerati capolavori d’arte, che l’artista pasticciera presenta sotto campane di vetro.

IL SINDACO DI IRGOLI E LE SINERGIE

“I nostri progetti partono dall’esigenza di promuovere i tre settori cardine del nostro territorio. Quello agroalimentare, religioso e patrimonio ambientale. La promozione del comparto alimentare, che comprende settori trainanti della nostra economia, come quella della trasformazione delle carni, della panificazione e dell’agroalimentare, ha beneficiato della promozione di una persona di spicco quale lo scrittore ed enogastronomo Edoardo Raspelli. L’evento Andelas, da visibilità al nostro bellissimo patrimonio ambientale. Le escursioni trekking, bike, a cavallo e le passeggiate nei siti nuragici (in tutto oltre 120 km di sentieri accatastati), fanno si che Irgoli non sia più inquadrato esclusivamente come un paese vicino al mare, ottenendo di riflesso i vari benefici che porta il turismo estivo, ma che possa anche godere del flusso di bassa stagione, in netta crescita negli ultimi anni nella nostra Isola”, ha detto il sindaco di Irgoli Ignazio Porcu.
“Infine, con l’evento sulle sante spine, Irgoli riporta al centro della cerimonia religiosa della Pasqua, la venerazione delle Sante Spine, che dal sedicesimo secolo e fino ai primi del novecento avevano spinto tantissimi pellegrini nella nostra comunità (che le ha custodite con fede) nel giorno in cui venivano mostrate ai fedeli. Con Anna Gardu abbiamo voluto allestire la chiesa di Santu Mjali, dove il giorno dell’inaugurazione della mostra, le persone potranno vedere le reliquie, dopo aver attraversato la riproduzione della Via Crucis arricchita dalle opere dell’artista”.




Luca Telese e la leggenda di Gigi Riva e dello scudetto: il 20 settembre a Silius e il 21 a Ploaghe

I “Cuori Rossoblù” di Luca Telese a Silius il 20 settembre e a

Ploaghe il 21 settembre

Luca Telese nasce il 10 aprile 1970, al termine di un sofferto parto cesareo. Racconta che la madre, che era stata sedata dopo un travaglio molto debilitante, venne risvegliata da rumori e grida di gioia il 12 aprile. Vide un infermiere, in piedi su una sedia, che tendeva uno striscione in corridoio. Lei disse: “È per Luca?”. L’infermiere rispose: “Signora Giovanna! il Cagliari ha vinto lo scudetto!”

L’aneddoto è una delle motivazioni che ha spinto Luca Telese a scrivere “Cuori Rossoblù” (Solferino, 2020), sulla leggenda di Gigi Riva e lo scudetto impossibile del Cagliari.

Due gli appuntamenti organizzati con l’autore da Lìberos, insieme ai comuni di Silius e Ploaghe: domenica 20 settembre a Silius (Casa Lecis, ore 16.30) per il festival 3L; lunedì 21 a Ploaghe (ex Convento via Pietro Salis, ore 18.30) dove sarà introdotto da Sandro Nuvoli e Pasqualino Fancellu.

Il libro – Un racconto mozzafiato e allo stesso tempo un’inchiesta serrata. Luca Telese fa parlare i protagonisti in interviste esclusive, ripercorre i momenti più emozionanti, le figure chiave, il passaggio di un’epoca. E tratteggia una storia non solo sportiva, ma di riscatto umano e sociale. Quella di un gruppo di amici divenuti eroi nel volgere di una stagione. Di un’isola «ai confini dell’impero» che si ritrovò al centro del Paese. Di un popolo fiero che scese in strada a ballare.

I ragazzi che incontriamo in queste pagine sono figli della guerra e della fame. Arrivano dalle valli, dall’Italia contadina e operaia, dalla provincia, dalla nebbia: molti dal profondo Nord. Hanno famiglie numerose e biografie radicate in un Paese oggi perduto: padri inflessibili e madri provvidenziali, collegi, orfanotrofi, seminari, lavori precoci in fabbrica o in fonderia. Uno di questi ragazzi viene dal Brasile, crede alla magia, ed è stato riserva del giocatore più forte del mondo. Il più famoso di loro diventerà una leggenda in vita: l’uomo che ha segnato più goal con la maglia della Nazionale. Il suo nome è Gigi Riva e questa è la storia del Cagliari che nel 1970 vinse lo scudetto portando, come scrisse Gianni Brera, al «vero ingresso della Sardegna in Italia».

L’autore – Luca Telese, nato a Cagliari il 10 aprile 1970, è un giornalista, saggista, autore televisivo, conduttore televisivo e conduttore radiofonico italiano. Nei primi anni novanta Luca Telese è portavoce del Partito della Rifondazione Comunista. Nel 1995 lavora come impiegato presso l’ufficio stampa il Movimento dei Comunisti Unitari. La sua carriera professionale comincia con l’Unità, Il Manifesto, Il Messaggero e Il Foglio. Dal 1999 passa a il Giornale e nel 2009 a Il Fatto Quotidiano.

Nei primi anni 2000 è autore di alcune trasmissioni televisive in Rai, Mediaset e in altre tv nazionali, tra le altre: Chiambretti c’è su Rai 2, Batti e ribatti su Rai 1, Cronache marziane su Italia 1, Omnibus Estate su LA7.

Dirige la collana “Radici nel Presente” della casa editrice Sperling & Kupfer, per la quale ha pubblicato nel 2006 il libro “Cuori neri”, in cui ha ripercorso l’assassinio di 21 giovani militanti di destra, principalmente del Fronte della Gioventù, durante gli anni di piombo.

In radio ha condotto il programma Tabloid su Rai Radio 3.

Nel settembre 2013 passa a Mediaset per condurre Matrix su Canale 5, programma televisivo di approfondimento politico in seconda serata che condurrà fino al 2016. Dal maggio dello stesso anno fino al luglio 2014 collabora quotidianamente con il quotidiano online Linkiesta. Dal 2019 inizia a collaborare col quotidiano online The Post Internazionale.




Golfo Aranci, seconda edizione del ” la leggenda di Marconi”

La leggenda di Marconi: il fascino di Capo Figari conquista ancora una volta

gli sportivi

Una schiera di trail runners e altrettanti camminatori ha animato oggi, a Golfo

Aranci, la seconda edizione dell’evento denominato “La leggenda di Marconi”.

La manifestazione è stata organizzata, per il secondo anno consecutivo,

dall’associazione Sardinia Smeralda Trail ASD, con il contributo del comune di

Golfo Aranci e la collaborazione della Onlus Team for Children e della Fondazione

Guglielmo Marconi, al suo interno si sono svolte due gare di trail running: un trail di

34 km con circa 1000mt D+ uno short trail di 17 km con circa 650 D+, inoltre una

camminata ludico motoria denominata “sulle Orme di Marconi” non competitiva di

circa 11,2 km con circa 450D+ da percorrere a passo libero o con i bastoncini da

Nordic Walking.

Il percorso di gara è stato rinnovato, infatti quest’anno il circuito della 17 km e metà

della 34 km si sono svolti in senso inverso rispetto alla scorsa edizione; la partenza e

l’arrivo sono stati organizzati nel delizioso lungomare Dolcevita, per poi proseguire

in direzione Bahia de Bahas per i trailers e in direzione semaforo di capo Figari per

camminatori e nordic walkers.

Il circuito di gara si è svolto all’interno di uno scenario naturale di straordinaria

bellezza, con un mare cristallino dai colori impareggiabili, con saliscendi spesso

tecnici e impervi, accompagnati dall’esplosione dei colori della macchia

mediterranea che in primavera offre il meglio di sé e ha affascinato sportivi e

accompagnatori arrivati da ogni parte dell’isola e anche dall’estero. Al contempo, è

sempre motivo di forte emozione immergersi nella storia di questo promontorio che

fu teatro degli esperimenti marconiani, anche il grande Filippo Tortu, primatista

italiano dei 100 mt ha avuto parole di elogio per la competizione e la sua location

omaggiandola di un video dedicato.

Filippo Salaris si conferma un atleta di spicco nel panorama del trail running: primo

classificato nel trail da 34 km, con il tempo di 3:05:16; secondo classificato Santino

 

Satta (3:10:58); terzo Pietro Deriu,(3:24:44); per il 34 femminile primo posto a

Raffaella Ressico (4:02:04), secondo a Isabella Azzena (4:24:00), terzo a Noemi

Goddi (4:59:40).

Grande prestazione anche per Luca Farneti, primo nello short trail da 17 km, con il

tempo di 1:22:12; al secondo posto Marco Passerò (1:24:42), al terzo Emanuele Sini

(1:26:53). Prima delle donne nello short trail la fortissima Valentina Langiu, reduce

da recenti successi, con il tempo di 1:48:07, al secondo posto Valeria Seazzu

(1:53:43), al terzo Francesca Gungui (2:00:11)

In attesa della premiazione non è mancato un momento conviviale, si è tenuto un

allegro “Pasta Party”, con i più di 200 atleti, accompagnatori e collaboratori, nella

splendida location del lungomare, in una meravigliosa giornata di sole, di fronte a

un mare cristallino e deliziati anche dalla presenza dei delfini che hanno incantato

tutti con le loro piroette.

La Sardinia Smeralda trail ringrazia l’amministrazione comunale di Golfo Aranci,

nella persona del Sindaco Giuseppe Fasolino, che da subito ha creduto

nell’iniziativa e l’ha fortemente voluta e promossa nella convinzione che queste

manifestazioni costituiscano delle importanti attrattive per destagionalizzare il

turismo, degli assessori e del consigliere Luigi Romano che ne ha seguito da vicino

l’intera organizzazione.

Si ringraziano inoltre tutti gli sponsor e tutti coloro che hanno contribuito alla

realizzazione dell’evento e alla sua sicurezza: Cantine Giogantinu, Conad,

Comm.Service Ice, concessionaria tre Marie e Sammontana, Columbu Formaggi,

Decathon, L’Essenza bistrot, Modde Gomme, Planet Fitness, ProAction integratori

per lo sport, Unipol Sai agenzia di Olbia di Porcu Maurizio, Tommy Rossi di radio

Super sound, brillante e professionale speaker, la polizia locale di Golfo Aranci e il

suo comandante Mario Fasolino, le associazioni ONLUS Team for Children e

Montimulesi, le associazioni olbiesi ANFI, ANC, l’associazione Capo Ceraso, la

Croce Bianca, l’associazione ERA, Mema Bike e il CNSAS che oltre a garantire

sicurezza sui percorsi di gara con la grande professionalità del proprio personale, ha

messo a disposizione gratuitamente l’App Georesq, attraverso la quale ogni atleta è

stato costantemente geolocalizzato.

e

e

e e

􀁴􀄞􀄏􀆐􀅝􀆚􀄞􀍗e􀇁􀇁􀇁􀍘􀆐􀄂􀆌􀄚􀅝􀅶􀅝􀄂􀆐􀅵􀄞􀆌􀄂􀅯􀄚􀄂􀆚􀆌􀄂􀅝􀅯􀍘􀅝􀆚e

􀄞􀍲􀅵􀄂􀅝􀅯􀍗e􀆐􀄂􀆌􀄚􀅝􀅶􀅝􀄂􀆐􀅵􀄞􀆌􀄂􀅯􀄚􀄂􀆚􀆌􀄂􀅝􀅯􀎛􀅐􀅵􀄂􀅝􀅯􀍘􀄐􀅽􀅵e

Come lo scorso anno una percentuale delle iscrizioni andrà alla Onlus Team for

Children che si occupa dell’assistenza ai bambini del reparto di oncoematologia

dell’ospedale di Padova.

Il Presidente

Paolo Costi

M

M

e

e